Cos’è, a che serve e quando si rilascia il foglio di via auto

Quando si acquista un’auto o una moto – nuova o usata che sia – è necessario procedere con l’immatricolazione del veicolo, in modo da poter circolare immediatamente senza correre alcun rischio. Non sempre, però, è possibile procedere immediatamente con questa operazione: in casi come questi, è necessario richiedere e ottenere l’emissione di un foglio di via che permetterà di circolare con una coppia di targhe provvisorie.
Esattamente, però, cos’è il foglio di via auto e come si ottengono le targhe provvisorie? Cerchiamo di capirlo insieme.
Che cos’è il foglio di via per le auto e a cosa serve
Il foglio di via per le auto – da non confondere con il foglio di via che la Questura emette nei confronti delle persone che abbiano compiuto specifiche tipologie di reati – è un documento che consente la circolazione di veicoli a motore anche se il processo di immatricolazione non è stato ancora completato.
Come specificato nell’articolo 99 del Codice della Strada, il foglio di via viene rilasciato ad auto, moto e rimorchi che non sono ancora provvisti di targhe definitive. Nello specifico, è possibile richiedere l’emissione del foglio – e delle relative targhe provvisorie – nei seguenti casi:
- Se il mezzo che si è acquistato deve essere sottoposto alle operazioni di accertamento e idoneità tecnica. Ad esempio, l’auto o la modo devono essere collaudate presso un centro autorizzato;
- Veicoli destinati all’esportazione verso stato estero;
- Veicoli nuovi o usati in viaggio verso mostre e fiere autorizzate per i quali non è stata più pagata la tassa di circolazione
Nel foglio di via deve essere specificato chiaramente il percorso che l’auto, la moto o il rimorchio dovranno compiere; la durata ed eventuali prescrizioni tecniche da rispettare. La durata del foglio di via per auto non può comunque eccedere i 60 giorni. Ovviamente, per poter circolare con le targhe provvisorie sarà necessario sottoscrivere una polizza RCA che protegga in caso si resti coinvolti in un incidente. A differenza dell’assicurazione auto “canonica”, la RCA per targa provvisoria ha una durata molto limitata nel tempo – da una manciata di giorni a qualche settimana.
Chi rilascia il foglio di via per le auto
Il foglio di via e le targhe provvisorie vengono rilasciate, in base a quanto previsto dal già citato articolo 99 del Codice della Strada e della più recente circolare n. 7518 del 3 marzo 2021 del Ministero delle Infrastrutture, da un ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri.
Nello specifico, il foglio e le targhe possono essere richieste a un ufficio della Motorizzazione civile o in una sede ACI locale.
Foglio di via auto e targa provvisoria: quali documenti presentare
Il rilascio delle targhe provvisorie e del documento di via è subordinato alla compilazione e presentazione presso gli uffici preposti di una lunga serie di documenti.
Se si deve ottenere una carta provvisoria di circolazione per recarsi presso un centro di collaudo è necessario presentare i documenti del veicolo e i documenti di identità del proprietario.
Se, invece, si richiede la targa provvisoria per esportazione si devono presentare la carta di circolazione annullata, il documento di radiazione e i documenti del nuovo intestatario del mezzo.
Quanto costa la targa provvisoria
L’emissione del foglio di via per l’auto è soggetto al pagamento di diritti di segreteria per un totale di poco inferiore ai 30 euro. Nello specifico, si dovrà effettuare un versamento di 10,20 euro sul c/c 9001 e un versamento di 16,00 euro sul c/c 4028. Entrambi i pagamenti dovranno essere fatti tramite bollettino postale rilasciati dalla Motorizzazione Civile, dall’ACI o richiedibili in un qualunque ufficio postale.
Sanzioni foglio di via auto e targhe provvisorie: cosa prevede il Codice della Strada
Secondo il comma 3 e il comma 4 dell’articolo 99 del CdS, nel caso in cui si circoli senza foglio di via o senza targa provvisoria si è soggetti a sanzione amministrativa che varia da 26 a 102 euro. Nel caso in cui si viaggi senza seguire il percorso dichiarato, invece, la multa va da un minimo di 42 euro a un massimo di 173 euro.
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Come e perché viene radiata una moto

Ci sono differenti motivi per cui è possibile che una moto venga radiata, ovvero eliminata definitivamente dal Pubblico Registro Automobilistico, meglio conosciuto come PRA, e anche dall’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione Civile. La prima cosa importante da sapere è che una moto radiata dal PRA non può assolutamente più circolare su strada. Vediamo tutto quello che dovremmo sapere si questa tematica.
Quando una moto viene radiata
I possibili casi in cui una motocicletta viene radiata sono i seguenti:
- demolizione del mezzo;
- esportazione della moto all’estero;
- distruzione della moto;
- incendio del veicolo;
- cancellazione d’ufficio.
Radiazione della moto per esportazione
Nel caso in cui il motociclista si trasferisce con la sua due ruote in un Paese estero, allora è obbligatorio radiare la moto, che viene cancellata quindi da ogni tipo di archivio in Italia e deve essere reimmatricolata nel nuovo stato. La moto deve anche passare la revisione e, in Italia, vengono ritirati anche il libretto di circolazione e la sua targa.
La richiesta di radiazione per esportazione della moto all’estero, secondo il Codice della Strada, deve essere fatta prima del trasferimento all’estero e mai dopo. Il motociclista deve presentare la sua domanda presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA).
Cancellazione d’ufficio e radiazione della moto
Una cosa fondamentale da ricordare, come avviene anche per le auto – e lo abbiamo visto parecchie volte – è non dimenticare mai di pagare il bollo annuale. Cosa succede altrimenti? Se per 3 anni di seguito non paghi il tributo dovuto alla tua Regione, allora rischi la radiazione d’ufficio del veicolo (secondo l’articolo 96 del Codice della Strada).
Se l’ente impositore accerta il mancato pagamento delle tasse per almeno tre anni consecutivi, invia al proprietario la notifica che avverte dell’avvio del procedimento. E così si procede al ritiro del libretto di circolazione e della targa da parte della Polizia, su mandato del PRA. Chi circola ugualmente dopo la cancellazione, rischia la sanzione amministrativa che va da un minimo di 431 a un massimo di 1.734 euro, oltre alla confisca della moto.
Radiazione della moto per demolizione
Quando un motociclista decide di rottamare la sua due ruote, allora chiaramente non possiamo far altro che parlare della conseguente radiazione del veicolo stesso. Nessun soggetto può procedere autonomamente ma se ne deve occupare:
- il concessionario in cui il motociclista decide di comprare eventualmente la moto nuova;
- oppure il centro di raccolta autorizzato per la demolizione.
Carta di circolazione, certificato di proprietà e targhe devono essere consegnati insieme alla moto, e gli incaricati procedono a radiare la moto: lo devono fare entro 30 giorni e consegnare di seguito il certificato di rottamazione al proprietario del mezzo, che viene quindi liberato da ogni responsabilità civile, penale e amministrativa.
Distruzione o incendio moto: come procedere alla radiazione
Se la moto è distrutta a seguito di un sinistro o di atti vandalici, allora è possibile farla radiare. È necessario che:
- l’intestatario del mezzo;
- il centro demolizioni;
- le agenzie di pratiche auto
presentino istanza al PRA.
Cosa bisogna consegnare insieme alla domanda:
- carta di circolazione;
- certificato di proprietà;
- targa;
- verbale che attesta la distruzione della moto.
Quanto costa radiare la moto
I costi della pratica di radiazione della moto sono i seguenti:
- si pagano 32 euro di imposta di bollo;
- 13,50 euro di compensi ACI;
- 10,20 euro di diritti DTT (solo per esportazione della moto).
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Come dovrebbe essere montato il parabrezza dell’auto

Quando un automobilista deve cambiare il parabrezza del suo veicolo, molto spesso si mette erroneamente alla ricerca del prodotto più economico, proposto al prezzo più conveniente sul mercato. Non c’è cosa più sbagliata, visto che il parabrezza è un elemento fondamentale dell’auto e che garantisce la sicurezza a bordo (abbiamo di recente visto tutti i simboli che possiamo trovare sul vetro e le regole per l’omologazione di questa componente auto).
Sono troppi gli errori e le leggerezze diffusi e pericolosi che purtroppo è possibile commettere quando si procede nella riparazione di un parabrezza. Per questo motivo è assolutamente fondamentale sapere che il soggetto che si occupa del montaggio del parabrezza della propria auto sia un professionista serio e affermato, che non commetta sbagli gravi durante l’intervento. Vediamo tutto quello che bisogna sapere a riguardo, prima di inserire un nuovo parabrezza, elemento indispensabile per la sicurezza del mezzo.
Sicurezza del parabrezza: cosa sapere
È fondamentale che i tecnici specializzati nel montaggio del parabrezza seguano dei corsi di formazione specifici per svolgere questa professione, ma come in tutti i campi, non basta. È indispensabile anche l’abilità dell’autoriparatore. Ricordiamo che il professionista generico non si occupa del montaggio del parabrezza come i centri specializzati in cristalli, che li montano seguendo una procedura standard e che usano gli stessi materiali che vengono utilizzati anche durante il primo impianto da parte delle Case automobilistiche. I principali errori che vengono effettuati nell’installazione di un parabrezza possono avere delle conseguenze anche molto gravi sul comfort e sulla sicurezza dei passeggeri.
Montaggio del vetro: gli errori da evitare
Prima di tutto devono essere effettuati dei test sulla qualità dei vetri, e vengono eseguiti durante tutte le fasi di montaggio, partendo innanzitutto dalla decontaminazione dei residui di produzione. Quando il professionista si è accertato che il parabrezza è quello giusto, allora è possibile passare allo smontaggio del parabrezza rotto con gli attrezzi adeguati. A proposito di questi ultimi, è importante che vengano usati strumenti di ultima generazione, e non utensili ormai superati: purtroppo infatti alcuni montatori che non si occupano spesso di questo servizio sono soliti usare il coltello manuale per tagliare il collante vecchio, ma è pericoloso, perché può andare a rovinare la vernice protettiva sulla scocca e favorire la formazione di ruggine nel tempo.
Il parabrezza vecchio dall’auto non può essere smontato e poi rimontato quando si preferisce, è necessario rispettare determinati tempi specifici. Ci sono infatti delle fasi temporali limite oltre le quali la colla più vecchia presente sul telaio non è più in grado di fornire un’adesione ottimale al nuovo collante.
E come si procede? Le fasi:
- si applica il nuovo collante poliuretanico, un materiale simile al silicone acetico per il fai da te, che però è caratterizzato da un modulo di elasticità molto più alto, che consente di non rompersi in caso di incidente e urto;
- l’applicazione non può essere effettuata solo seguendo la traccia del collante precedente sul telaio, infatti ogni Casa automobilistica indica quanto deve essere largo e alto il sigillante e si devono usare dei becchi specifici da inserire sulla pistola.
Attenzione: deve essere applicata la giusta quantità di colla, se è troppa infatti il vetro del parabrezza potrebbe sporgere dalla carrozzeria e creare rumori e fruscii fastidiosi, soprattutto durante i viaggi sulle strade ad elevata percorrenza, come le autostrade. Ma non è tutto, anche applicare poca colla può essere dannoso, il vetro potrebbe non aderire perfettamente e provocare degli spifferi e punti di infiltrazione di aria e acqua, potrebbe addirittura staccarsi.
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Come si regolano le sospensioni della moto

Non è facile regolare le sospensioni della propria moto, ma gli appassionati di motociclismo amano dedicarsi a questo tipo di intervento autonomamente. Si tratta comunque di un lavoro molto delicato, con alcuni consigli utili da parte degli esperti è possibile riuscire a ottenere un buon risultato finale. Vediamo come procedere.
A che cosa servono le sospensioni della moto
Innanzitutto introduciamo il discorso spiegando che cosa sono le sospensioni: si tratta di elementi costituiti da due forcelle anteriori e un ammortizzatore; sono nello specifico composte da:
- un sistema idraulico che smorza le oscillazioni prodotte dalle variazioni della posizione della molla;
- una molla che serve a sostenere il peso.
Alcune moto non hanno forcelle ma un sistema di leveraggio con ammortizzatore anteriore, altre hanno un doppio ammortizzatore posteriore e non singolo. La regolazione delle sospensioni serve per rendere la molla più rigida o anche per velocizzare o rallentare il sistema idraulico che lavora nella compressione della molla.
Come regolare la forcella della moto
Prima di tutto bisogna accordare il funzionamento tra la sospensione anteriore e posteriore, per evitare – o almeno limitare – gli scompensi di equilibrio della moto, che si possono percepire a causa delle irregolarità del fondo stradale. Si potrebbero altrimenti rischiare delle reazioni anomale della moto in caso di sollecitazioni esterne, che possono essere pericolose e determinare la perdita di controllo del mezzo.
In seguito è bene verificare che l’ammortizzatore e la molla siano in armonia. Se precarichi la molla troppo poco o freni troppo l’idraulica, la sospensione affonda in maniera eccessiva quando incontra le irregolarità del terreno e fa fatica a distendersi nuovamente. Attenzione: non sottovalutate la pressione di gonfiaggio delle gomme, se è errata infatti non serve a nulla andare a regolare le sospensioni.
Sospensioni moto: regolazione statica
Si può procedere con la regolazione statica, che riguarda l’assetto della moto, e quindi l’altezza di base che dà il giusto assetto in condizioni di marcia. I passaggi per regolare il precarico:
- prima di tutto aprire l’idraulica del freno in compressione ed estensione del mono-ammortizzatore e della forcella,
- sollevare le ruote da terra;
- misurare la distanza tra il perno delle ruote e un punto fisso del telaio;
- appoggiare la ruota a terra e ripetere la misurazione fatta in precedenza, per ottenere quella differenza che viene definita abbassamento statico, che dovrebbe essere al 5-10% sul posteriore e al 20-30% all’anteriore, per le moto medie e maxi sportive;
- fare nuovamente la misurazione precedente ma solo al retrotreno con pilota a bordo, con la benzina e anche un eventuale passeggero. L’abbassamento posteriore dovrà essere del 20-25% per un uso su pista e del 20-30% per un uso su strada.
Come regolare l’idraulica:
- tirare la leva del freno anteriore;
- comprimi ed estendi la forcella anteriore ripetutamente;
- fai distendere la forcella senza il carico, con la leva del freno tirata;
- una volta stesa deve comprimersi di poco, ed è qui che capisci: se non affonda, la compressione è troppa, se oscilla, è poca;
- regolare il freno anteriore comprimendolo e lasciandolo stendere.
Sospensioni moto: regolazione dinamica
Questa tipologia di regolazione ha l’obiettivo di migliorare il comportamento della moto, tenendo conto del pilota e del suo stile di guida:
- se la moto sobbalza sul terreno sconnesso ed è rigida sui rettilinei, allora precarico in compressione e freno sono troppo alti;
- se in curva il mezzo ondeggia bisogna aumentare freno in compressione e precarico;
- se le ruote non seguono buche e conformazione del manto stradale, allora il precarico delle molle è troppo alto;
- quando la moto, in fase di frenata, sbanda con la ruota dietro e si abbassa troppo in avanti, allora bisogna regolare la forcella, perché è troppo basso il freno in compressione e anche le molle della forcella stessa sono precaricate poco.
Andando a modificare il precarico della moto – che ne regola l’altezza e il funzionamento delle sospensioni – si modifica anche il comportamento dello stesso mezzo in curva. I freni in estensione o compressione, invece, vanno a regolare la velocità con cui si comprimono e si estendono le sospensioni.
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F1 2022: Pérez principe di Monaco con la Red Bull, Ferrari confusa

Sergio Pérez ha vinto il GP di Monaco a Monte Carlo – settima tappa del Mondiale F1 2022 – con la Red Bull. Il pilota messicano ha tagliato il traguardo davanti a Carlos Sainz Jr. (Ferrari) e a Max Verstappen (Red Bull).
La corsa del Principato – iniziata con un’ora di ritardo a causa della pioggia, interrotta da due bandiere rosse e accorciata di 14 giri per rimanere nel limite di due ore – è stata sfortunatissima per Charles Leclerc: il driver monegasco nella corsa di casa è stato prima colpito e poi affondato dal suo team. In poche parole è stato trattato come una seconda guida ritrovandosi dalla pole position al quarto posto finale su un circuito in cui è impossibile sorpassare.
Mondiale F1 2022 – GP Monaco: le pagelle

Sergio Pérez (Red Bull)
La vittoria a Monte Carlo è la ciliegina sulla torta di un inizio di stagione splendido per Sergio Pérez, reduce da ben sei gare consecutive in “top 5”.
Partito terzo, è stato il primo “big” a montare le gomme intermedie (al 16° giro) riuscendo a prendere una posizione a Leclerc e ha conquistato la testa della corsa approfittando del pessimo doppio pit-stop Ferrari.

Charles Leclerc (Ferrari)
Dominare il venerdì (miglior tempo in entrambe le prove libere) e il sabato (pole position), scattare davanti a tutti a Monte Carlo e ritrovarsi quarti sotto la bandiera a scacchi senza colpe: è successo questo a Charles Leclerc, alla seconda corsa consecutiva fuori dal podio.
Il driver monegasco si trovava tranquillamente in testa alla gara ma a un certo punto gli strateghi Ferrari hanno deciso di trattarlo come una seconda guida chiamandolo ai box al 18° giro per montare le gomme intermedie e lasciando lo scudiero Sainz Jr. in pista in attesa che l’asfalto si asciugasse definitivamente. Il risultato? Dopo la prima sosta ha ceduto una posizione a Pérez e tre tornate dopo è stato chiamato insieme al compagno spagnolo per mettere gli pneumatici da asciutto. Uscito quarto dai box, non ha potuto fare altro che stare in coda.

Carlos Sainz Jr. (Ferrari)
Carlos Sainz Jr. oggi è stato coccolato come una prima guida e ha portato a casa un secondo posto nel GP di Monaco (terza gara consecutiva in “top 5”).
Scattato secondo e ritrovatosi al comando solo in seguito al primo pit-stop inutile di Leclerc, ha chiesto e ottenuto di passare direttamente dalle gomme full wet agli pneumatici da asciutto ed è stato l’unico tra i “big” a effettuare una sola sosta. Il driver spagnolo ha dichiarato di aver perso a causa del rallentamento subito da Latifi nell’outlap ma senza gli errori di strategia del Cavallino avrebbe sicuramente tagliato il traguardo dietro al compagno Charles.

Max Verstappen (Red Bull)
Il podio di Max Verstappen – il quarto consecutivo – è arrivato solo grazie agli errori di strategia Ferrari.
Il leader del Mondiale F1 2022 – partito quarto – è stato più lento di Pérez in qualifica, è entrato in “top 3” al 16° giro dopo il pit-stop del compagno, ha montato le intermedie al 18° giro e le gomme da asciutto tre tornate più tardi ed è rientrato terzo beffando un incolpevole Leclerc.

Ferrari
Con una strategia corretta la Ferrari avrebbe vinto a Monte Carlo? Non è detto. Avremmo visto due Rosse sul podio con la monoposto di Leclerc davanti a quella di Sainz Jr.? Sicuramente.
La Scuderia di Maranello – a secco di successi da quattro Gran Premi – prima ha penalizzato Charles portandolo a effettuare un pit-stop inutile, poi l’ha trattato come un gregario.
Mondiale F1 2022 – I risultati del GP di Monaco
Prove libere 1
1 Charles Leclerc (Ferrari) 1:14.531
2 Sergio Pérez (Red Bull) 1:14.570
3 Carlos Sainz Jr. (Ferrari) 1:14.601
4 Max Verstappen (Red Bull) 1:14.712
5 Lando Norris (McLaren) 1:15.056
Prove libere 2
1 Charles Leclerc (Ferrari) 1:12.656
2 Carlos Sainz Jr. (Ferrari) 1:12.700
3 Sergio Pérez (Red Bull) 1:13.035
4 Max Verstappen (Red Bull) 1:13.103
5 Lando Norris (McLaren) 1:13.294
Prove libere 3
1 Sergio Pérez (Red Bull) 1:12.476
2 Charles Leclerc (Ferrari) 1:12.517
3 Carlos Sainz Jr. (Ferrari) 1:12.846
4 Max Verstappen (Red Bull) 1:12.881
5 Pierre Gasly (AlphaTauri) 1:13.210
Qualifiche
1 Charles Leclerc (Ferrari) 1:11.376
2 Carlos Sainz Jr. (Ferrari) 1:11.601
3 Sergio Pérez (Red Bull) 1:11.629
4 Max Verstappen (Red Bull) 1:11.666
5 Lando Norris (McLaren) 1:11.849
Le classifiche
La classifica del GP di Monaco 2022
| Sergio Pérez (Red Bull) | 1h56:30.265 |
| Carlos Sainz Jr. (Ferrari) | + 1,2 s |
| Max Verstappen (Red Bull) | + 1,5 s |
| Charles Leclerc (Ferrari) | + 2,9 s |
| George Russell (Mercedes) | + 12,0 s |
Classifica Mondiale Piloti
| Max Verstappen (Red Bull) | 125 punti |
| Charles Leclerc (Ferrari) | 116 punti |
| Sergio Pérez (Red Bull) | 110 punti |
| George Russell (Mercedes) | 84 punti |
| Carlos Sainz Jr. (Ferrari) | 83 punti |
Classifica Mondiale Costruttori
| Red Bull | 195 punti |
| Ferrari | 169 punti |
| Mercedes | 120 punti |
| McLaren-Mercedes | 50 punti |
| Alfa Romeo-Ferrari | 39 punti |
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Noleggio auto o leasing: qual è la differenza

Esistono diverse alternative all’acquisto di un’auto: le più valide sono il noleggio a lungo termine e il leasing finanziario. Due formule che agli occhi dei clienti meno esperti tendono ad assomigliarsi, quando in realtà sono molto diverse. Entrambe consentono di avere una vettura a disposizione per un lungo periodo senza la necessità di acquistarla definitivamente, ma ognuna ha delle caratteristiche proprie.
Leasing auto: come funziona
Il leasing finanziario di un’automobile è un contratto che utilizza uno schema molto simile a quello della locazione. In poche parole sottoscrivendo un leasing si realizza un’operazione di finanziamento. L’impresa leasing anticipa il capitale necessario all’acquisto del bene, mentre il cliente lo restituisce a rate, pagando i canoni periodici. La caratteristica che rende il leasing una misura ideale per i clienti che hanno l’esigenza di sostituire con molta frequenza una vettura, con un impegno minimo di capitale, è l’anticipo modulabile.
Con il leasing auto si concede l’utilizzo del mezzo mediante il pagamento di un canone periodico, generalmente mensile. Al termine del periodo di concessione, l’utilizzatore può decidere se interrompere il rapporto, rinnovare il rapporto andando a sostituire l’automobile con un modello diverso, oppure acquistare la vettura pagando una somma detta maxi rata finale. Per responsabilità di sanzioni amministrative per violazione del Codice della Strada, a rispondere è il trasgressore e il locatario del mezzo.
Cos’è il noleggio a lungo termine di un’auto
Il noleggio a lungo termine di un’automobile, invece, è un contratto che prevede l’utilizzo della vettura dietro il versamento di un canone mensile. Tra i tanti vantaggi derivati dal noleggio a lungo termine, c’è anche la possibilità di inserire, nella rata mensile, il pagamento di diversi servizi accessori: l’assicurazione auto, il soccorso stradale, la copertura delle spese in caso di malfunzionamento della vettura fuori garanzia non imputabile all’utilizzatore del messo e la possibilità di avere un’auto sostitutiva a titolo gratuito in caso di fermo del veicolo.
Nato inizialmente per rivolgersi ai liberi professionisti dotati di partita IVA, il noleggio a lungo termine è un servizio che con il passare degli anni si è adattato sempre di più alle esigenze dei privati, in quanto presenta molteplici vantaggi sia in termini economici che di gestione.
Le differenze tra il leasing auto e il noleggio a lungo termine
Il leasing auto e il noleggio a lungo termine di una vettura presentano delle caratteristiche proprie che contribuiscono a differenziare i due servizi l’uno dall’altro. Entrambi hanno dei vantaggi e degli svantaggi a seconda dell’utente finale che intende sottoscriverli. Il leasing auto è caratterizzato principalmente da un canone anticipato, da una rata mensile fissa, dalla possibilità di riscattare il veicolo versando una maxi rata finale, dalle spese extra per la gestione dell’auto e per la manutenzione.
A differenza del leasing auto, nel contratto di un noleggio a lungo termine sono incluse diverse voci: le coperture assicurative del messo, la gestione dei sinistri, il soccorso stradale e anche le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria del veicolo.
Noleggio a lungo termine o leasing: cosa conviene
La domanda che sorge spontanea è la seguente: conviene di più sottoscrivere un leasing finanziario oppure il noleggio a lungo termine di un’auto? La risposta non esiste, o meglio, dipende dalle esigenze dell’utente finale. Il leasing, per esempio, è più indicato per chi intende diventare il proprietario di una vettura e vuole dilazionare il costo dell’acquisto del mezzo nel tempo. Il noleggio a lungo termine, invece, è la soluzione ideale per chi ha la necessità di avere a disposizione una vettura senza doverla acquistare e senza il timore della sua svalutazione nel tempo. La proprietà dell’auto noleggiata, infatti, resta alla società di noleggio e il cliente non ha la possibilità di acquistarla alla fine del contratto stipulato.
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MotoGP 2022: Bagnaia trionfa al Mugello

Italia in festa al Mugello: Francesco Bagnaia si è aggiudicato con la Ducati l’ottava tappa della MotoGP 2022 davanti a Fabio Quartararo (Yamaha) e Aleix Espargaró (Aprilia).
La corsa toscana ha visto Bastianini (ritirato per una caduta) allontanarsi dalla vetta del Motomondiale. Ieri invece Marc Márquez ha annunciato che non gareggerà più per il resto della stagione: il centauro spagnolo – oggi decimo – si sottoporrà a un nuovo intervento chirurgico all’omero destro infortunato nel 2020 e non tornerà prima del 2023.
MotoGP 2022 – GP Italia: le pagelle

Francesco Bagnaia (Ducati)
Francesco Bagnaia è ufficialmente tornato: il trionfo nel GP d’Italia coincide con il secondo successo negli ultimi tre appuntamenti della MotoGP 2022.
Partito quinto, ha conquistato la zona podio al sesto giro con un doppio sorpasso su Quartararo e Marini e ha soffiato il primo posto a Bezzecchi tre tornate dopo. Nella seconda parte di gara ha saputo tenersi dietro il rivale transalpino della Yamaha mantenendo sempre un vantaggio rassicurante.

Aleix Espargaró (Aprilia)
Ancora un terzo posto (il quarto di seguito) per Aleix Espargaró: il centauro iberico non molla ed è ancora vicinissimo al leader della MotoGP 2022 Quartararo.
Scattato dalla settima posizione, si è preso la terza piazza al 17° giro con un sorpasso ai danni di Bezzecchi.

Marco Bezzecchi (Ducati)
Marco Bezzecchi ha disputato la sua migliore corsa in carriera nella classe regina del Motomondiale centrando un ottimo quinto posto nel GP d’Italia al Mugello.
Partito secondo dopo delle sorprendenti qualifiche, ha passato al via il poleman Di Giannantonio (facendosi però beffare dal compagno Marini). Balzato in testa alla seconda tornata, l’ha ceduta a Bagnaia al 9° giro e poco dopo si è fatto passare anche da Quartararo. Dopo una prima metà di gara memorabile, ha sofferto nella seconda parte e ha perso la “top 3” al 17° giro contro Aleix Espargaró.

Johann Zarco (Ducati)
Zitto zitto, Johann Zarco ha centrato al Mugello il terzo piazzamento in “top 5” negli ultimi quattro appuntamenti iridati.
Una gara di sostanza per il centauro francese, quarto in griglia e quarto sotto la bandiera a scacchi.

Ducati
Bene la vittoria di Bagnaia e i piazzamenti di Zarco, Bezzecchi e Marini, male il quindicesimo posto di Miller e l’uscita di Bastianini.
La Ducati nel GP d’Italia ha portato a casa la quinta vittoria stagionale e il terzo trionfo consecutivo nel Motomondiale.
MotoGP 2022 – I risultati del GP d’Italia
Prove libere 1
1 Takaaki Nakagami (Honda) 1:46.662
2 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:47.070
3 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:47.070
4 Álex Rins (Suzuki) 1:47.071
5 Enea Bastianini (Ducati) 1:47.186
Prove libere 2
1 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:45.891
2 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:45.940
3 Jack Miller (Ducati) 1:46.313
4 Johann Zarco (Ducati) 1:46.349
5 Luca Marini (Ducati) 1:46.362
Prove libere 3
1 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:45.393
2 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:45.669
3 Luca Marini (Ducati) 1:45.762
4 Johann Zarco (Ducati) 1:45.767
5 Marco Bezzecchi (Ducati) 1:45.853
Prove libere 4
1 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:46.614
2 Marco Bezzecchi (Ducati) 1:47.047
3 Marc Márquez (Honda) 1:47.075
4 Miguel Oliveira (KTM) 1:47.149
5 Jack Miller (Ducati) 1:47.149
Qualifiche
1 Fabio Di Giannantonio (Ducati) 1:46.156
2 Marco Bezzecchi (Ducati) 1:46.244
3 Luca Marini (Ducati) 1:46.327
4 Johann Zarco (Ducati) 1:46.383
5 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:46.471
Warm up
1 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:46.976
2 Maverick Viñales (Aprilia) 1:47.116
3 Marco Bezzecchi (Ducati) 1:47.233
4 Johann Zarco (Ducati) 1:47.246
5 Takaaki Nakagami (Honda) 1:47.414
Le classifiche
La classifica del GP d’Italia 2022
| Francesco Bagnaia (Ducati) | 41:18.923 |
| Fabio Quartararo (Yamaha) | + 0,6 s |
| Aleix Espargaró (Aprilia) | + 2,0 s |
| Johann Zarco (Ducati) | + 2,6 s |
| Marco Bezzecchi (Ducati) | + 3,1 s |
Classifica Mondiale Piloti
| Fabio Quartararo (Yamaha) | 122 punti |
| Aleix Espargaró (Aprilia) | 114 punti |
| Enea Bastianini (Ducati) | 94 punti |
| Francesco Bagnaia (Ducati) | 81 punti |
| Johann Zarco (Ducati) | 75 punti |
Passione MotoGP
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Incidenti stradali: le principali tecniche di soccorso da conoscere

Una delle cose che automobilisti, motociclisti e – in generale – tutti gli utenti della strada dovrebbero sapere è come comportarsi nel caso in cui si verifichi un incidente, come prestare soccorso in maniera corretta, senza arrecare danni. Vediamo quindi alcuni accorgimenti essenziali e utili per il soccorso in caso di sinistro stradale: quali sono le prime misure da adottare in caso di emergenza.
Che cosa intendiamo per omissione di soccorso
Si sente spesso dire che chi non ha competenze di primo soccorso non dovrebbe fare nulla in caso di incidente stradale: attenzione, non è così. non bisogna fare errori, è vero, ma bisogna muoversi, senza restare con le mani in mano. Il soccorso infatti è dovuto obbligatoriamente, come ricordano il Codice della Strada e il Codice Penale. Chiaramente non bisogna mai fare niente che sia al di fuori delle proprie competenze, rischiando di aggravare la situazione.
Se non si conoscono le norme di primo soccorso, basta anche solo prestare la minimo assistenza fino al momento in cui arriva l’ambulanza o il personale sanitario contattato. L‘omissione di soccorso è punita dal Codice Penale con una multa di 2.500 euro, e viene ipotizzata anche la reclusione fino a un anno.
Primo soccorso: come comportarsi
La prima cosa da fare quando ci si ritrova nei pressi di un incidente è capire la situazione senza agitarsi: non è facile ma bisogna cercare di non farsi prendere dalla paura e dal panico. Attenzione alla presenza di eventuali pericoli per sé stessi e per tutti i soggetti coinvolti nel sinistro. Se non è possibile fare nulla per aiutare le persone ferite o coinvolte nell’incidente non perdete tempo e chiamate subito i soccorsi, e attendete che arrivi l’ambulanza e/o l’auto medica.
Come mettere in sicurezza la zona dopo un sinistro
A questo argomento abbiamo dedicato un intero articolo, è di fondamentale importanza. Una volta valutata la situazione che vi trovate di fronte, indossate il giubbetto catarifrangente prima di scendere dalla vostra auto: è fondamentale essere ben visibili sulla strada, soprattutto in situazioni simili.
È obbligatorio poi posizionare il triangolo di pericolo sulla strada, dove e quando possibile, che deve essere ad almeno 100 metri di distanza dal luogo dell’incidente. Nel caso di pericolosità dell’operazione è meglio evitare di farlo. Se sulla strada ci sono dei feriti e non ci sono le condizioni per spostarli in sicurezza, il consiglio è quello di spostare la propria auto per cercare di proteggerli dagli altri veicoli che sopraggiungono. Se ci sono cavi elettrici scoperti o materiale infiammabile o esplosivo e altri ostacoli, sarebbe bene cercare di mettere l’area il più possibile in sicurezza e chiamare i Vigili del Fuoco.
Valutazione dei feriti e chiamata al 118
Un consiglio, senza andare oltre le proprie competenze e capacità, sarebbe quello di controllare lo stato di coscienza delle persone ferite e coinvolte nell’incidente, senza però spostarle e farle muovere. Provate quindi toccare leggermente le spalle e a chiamarle sottovoce. Si può anche valutare il respiro, se la persona non risponde ed è quindi incosciente. Evitate assolutamente di far muovere anche chi dice di essere cosciente e stare bene.
Una volta appurate le condizioni dei feriti, chiamate o fate chiamare i soccorsi tramite 118 o 112: parlate in modo chiaro e date tutte le informazioni necessarie, per una miglior efficacia dell’intervento dei soccorritori. Bisogna indicare il luogo dell’incidente e spiegare cos’è successo, andando a descrivere gli infortunati e il loro stato di coscienza oltre a eventuali ferite gravi e visibili. Un consiglio: lasciate il vostro numero di telefono e il nome per essere ricontattati dai soccorsi in caso di necessità.
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Skoda Karoq restyling: fedele alla linea

Il mondo delle SUV (e non solo quello) è cambiato ma la Skoda Karoq – nonostante il recente restyling – è rimasta fedele a se stessa nel bene e nel male.
Per quanto riguarda gli elementi positivi, ad esempio, è bello vedere in un listino con “baby” crossover che raggiungono i 4,30 metri di lunghezza una proposta più corta di 4,40 metri disponibile a trazione anteriore o integrale sviluppata su un pianale del “segmento C” (lo stesso di Cupra Ateca, Seat Ateca e Volkswagen T-Roc Cabrio, per intenderci).
Allo stesso tempo, però, da un lifting di una Sport Utility nata cinque anni fa (prima del dieselgate) ci saremmo aspettati più modifiche tecniche e una gamma propulsori composta non solo da unità benzina e diesel ma anche da propulsori mild hybrid, molto richiesti oggi dai clienti.
Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la Skoda Karoq 1.5 TSI DSG nell’allestimento più grintoso SportLine: scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.
Skoda Karoq: cosa è cambiato con il restyling
Il lifting ha migliorato l’aerodinamica della Skoda Karoq attraverso alcune soluzioni come i cerchi in lega a bassa resistenza e un nuovo spoiler sul tetto: modifiche che hanno permesso di ridurre le emissioni di CO2 e i consumi.
Per quanto riguarda gli altri cambiamenti estetici e tecnici segnaliamo la calandra esagonale più larga, i gruppi ottici più slanciati, i fari adattivi full LED Matrix e l’introduzione del motore 2.0 turbo benzina TSI da 190 CV.

Skoda Karoq restyling: come va il motore 1.5 TSI
Il motore 1.5 turbo benzina TSI da 150 CV e 250 Nm di coppia montato dalla Skoda Karoq restyling protagonista del nostro primo contatto è un’unità elastica che punta più sul comfort che sul piacere di guida, sulla risposta ai bassi regimi più che sul brio (8,9 secondi sullo “0-100” sono un buon valore ma molte concorrenti se la cavano meglio).
Un propulsore – abbinato a un cambio automatico DSG a doppia frizione a 7 rapporti rapido e fluido nei passaggi marcia – che presenta alti e bassi alla voce “consumi“: quando si viaggia tranquilli beve pochissimo (oltre 15 km/l) grazie alla tecnologia che a basso carico spegne automaticamente due cilindri ma non ama particolarmente le forti accelerazioni e i tragitti autostradali.

Skoda Karoq restyling: i motori
La gamma motori della Skoda Karoq restyling è composta da cinque unità sovralimentate:
- un 1.0 turbo tre cilindri benzina TSI da 110 CV
- un 1.5 turbo benzina TSI da 150 CV
- un 2.0 turbo benzina TSI da 190 CV
- un 2.0 turbodiesel TDI da 115 CV
- un 2.0 turbodiesel TDI da 150 CV

Skoda Karoq restyling: prezzo nella media, dotazione da integrare
La Skoda Karoq 1.5 TSI DSG SportLine protagonista del nostro primo contatto ha un prezzo in linea con quello delle rivali (35.050 euro) e una dotazione di serie che va integrata:
- Cerchi in lega da 18″ neri con copricerchi Aero nero opaco
- Cielo abitacolo di colore nero
- Colore non metallizzato speciale Grigio Acciaio incluso
- Cornice della calandra e dei cristalli laterali in colore nero lucido
- Denominazione marca e modello in colore nero lucido
- Diffusore posteriore nero con finiture cromate
- Driving Mode Select – selettore stile di guida
- Fari adattivi full LED Matrix Skoda Crystal Lightning con AFS (Adaptive Frontlight System), sistema di controllo e regolazione automatica della luce dei fari abbaglianti
- Illuminazione interna LED Ambient Light in 10 colorazioni
- Illuminazione vano piedi anteriore e posteriore
- Interni in tessuto nero e inserti decorativi “Piano Black”
- KESSY Full – Keyless Entry, Start and exit System
- Luci di cortesia nell’abitacolo in tecnologia LED
- Logo SportLine sui parafanghi anteriori sul volante
- Mancorrenti al tetto di colore nero lucido
- Paraurti anteriore con appendici aerodinamiche verniciate in tinta carrozzeria
- Pedaliera in alluminio
- Sedili sportivi con poggiatesta anteriori integrati negli schienali
- Specchietti retrovisori esterni di colore nero lucido
- Volante multifunzione sportivo a tre razze in pelle traforata
- Climatronic – climatizzatore automatico a due zone con filtro combinato, sensore umidità e sistema Air Care
- Navigatore satellitare Amundsen con display touch 8″, mappe Europa 2,5D aggiornabili gratuitamente e web radio
- Parking Distance Control – Sensori per il parcheggio anteriori e posteriori con frenata d’emergenza automatica
- Sedili anteriori con supporto lombare
- Skoda Connect – Infotainment Online per 1 anno
- Telecamera posteriore
- Vetri posteriori oscurati a partire dal montante B
- 7 airbag con possibilità di disattivare airbag passeggero anteriore
- Adaptive Cruise Control – regolatore di velocità con regolazione automatica della distanza fino a 210 km/h
- Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori con funzione sicurezza
- Ausilio partenza in salita
- Bluetooth e 8 altoparlanti
- Bracciolo centrale anteriore regolabile con vano Jumbo Box
- Bracciolo posteriore con portabicchieri
- Driver Activity Assistant – dispositivo di riconoscimento della stanchezza del conducente
- ESC, incl. ABS, MSR, ASR, EDS, HBA, DSR, RBS, frenata anti-collisione multipla MKB e differenziale autobloccante elettronico XDS+
- Fari fendinebbia anteriori alogeni
- Freno di stazionamento elettromeccanico con funzione Auto Hold
- Front Assistant – monitoraggio radar dello spazio antistante la vettura con sistema di monitoraggio pedoni e frenata automatica d’emergenza
- Ganci portaborse nel vano bagagli
- Keyless Easy Start – sistema di avviamento senza chiave
- Lane Assistant – sistema di mantenimento del veicolo in corsia
- Light Assistant (coming/leaving home, tunnel light e day light)
- Luci posteriori in tecnologia LED con indicatori di direzione dinamici
- Passaruota in colore nero
- Sedili anteriori regolabili in altezza
- Sedili posteriori frazionabili 60:40 con schienali abbattibili dal vano bagagli
- Sensore luce e pioggia con attivazione automatica fari e tergicristalli
- Sistema di ancoraggio del seggiolino Isofix con TopTether per i due sedili posteriori esterni
- Skoda Connect – Care Connect con sistema di Chiamata di emergenza e Service Proattivo 10 anni e Accesso Remoto per 1 anno
- Specchietti retrovisori esterni regolabili, riscaldabili e ripiegabili elettricamente, fotocromatico lato guida
- Specchietto retrovisore interno fotocromatico
- Spia monitoraggio pressione pneumatici (TPM)
- Tasche portaoggetti sul retro degli schienali anteriori
- Vano portaoggetti nella plancia illuminato
- Vano portaombrello sotto il sedile del passeggero anteriore con ombrello integrato
- Wireless SmartLink – funzionalità tramite Wi-Fi per Apple CarPlay e Android Auto (per smartphone compatibili)
Gli ADAS più interessanti – quelli presenti nel Travel Assistant Pack – sono optional e costano 690 euro: ci sono l’Adaptive Lane Assistant (che mantiene il veicolo all’interno della corsia e la riconosce anche in caso di cantieri stradali), il sistema di rilevamento della segnaletica stradale, il Predictive Cruise Control (che adatta la velocità in base ai limiti e alle curve), il Traffic Jam Assistant (assistenza alla marcia in caso di incolonnamento), l’Emergency Assistant (che arresta in sicurezza il veicolo nel caso in cui il conducente sia incapacitato a mantenere il controllo dell’auto), la presa USB-C sullo specchietto retrovisore interno e il Side Assistant (che segnala veicoli in avvicinamento da dietro fino a una distanza di 70 metri).
Un pacchetto di accessori utile e ricchissimo che va però abbinato obbligatoriamente al Tech Pack (altri 580 euro): Virtual Cockpit (cruscotto digitale personalizzabile con display a colori da 10,2″) e Phone Box con funzione di ricarica wireless e amplificazione del segnale.

Skoda Karoq restyling: le novità in 5 punti
- Design esterno rivisto
- Fari anteriori full LED Matrix
- Aerodinamica migliorata
- Emissioni di CO2 ridotte
- Motore 2.0 TSI da 190 CV
Scheda tecnica
| Lunghezza | 4,38 metri |
| Larghezza | 1,84 metri |
| Altezza | 1,61 metri |
| Acc. 0-100 km/h | 8,9 s |
| Bagagliaio | 521/1.630 litri |
| Caratteristiche motore | turbo benzina, 4 cilindri, 1.498 cc, 150 CV e 250 Nm di coppia |
| Prezzo | 35.050 euro |
Dove l’abbiamo guidata
Nel nostro primo contatto abbiamo guidato la Skoda Karoq restyling in Veneto e più precisamente tra Verona e Tregnago: un percorso prevalentemente extraurbano ricco di curve e tornanti che ci ha permesso di valutare in modo approfondito il comportamento stradale della SUV ceca.
La crossover esteuropea si è rivelata – come ovviamente la variante pre-lifting – una piacevole compagna di viaggio: una Sport Utility costruita con grande cura poco agile nel misto – complice un peso non-piuma e uno sterzo dall’impostazione turistica – molto rassicurante ma poco divertente che invoglia ad andare tranquilli nel massimo comfort. Per chi vuole un po’ più di dinamismo consigliamo il Performance Pack (870 euro): Dynamic Chassis Control (regolazione elettronica adattiva e configurabile dell’assetto delle sospensioni), sterzo progressivo e pedaliera in alluminio.
NON TUTTI SANNO CHE: Tregnago è zona di produzione di un vino DOCG (Amarone della Valpolicella) e di due DOC (Valpolicella e Recioto).

Dove vorremmo guidarla
Avremmo voluto guidare la Skoda Karoq restyling in autostrada per analizzare meglio i consumi alle alte velocità ma soprattutto avremmo voluto un allestimento SportLine che non costringesse i padri di famiglia a scegliere tra il look sportivo e la praticità.
Su questa variante, infatti, non si possono avere neanche come optional lo schienale abbattibile del sedile del passeggero anteriore e l’utilissimo VarioFlex (sedili posteriori frazionabili 40:20:40 scorrevoli, ribaltabili e persino rimovibili). Una carenza non indifferente per una crossover che fa dello spazio per gli occupanti e i bagagli (521 litri che diventano 1.630 quando si abbattono i sedili posteriori) uno dei suoi principali punti di forza.
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Bollo auto, chi lo paga se l’auto è in leasing

Tutti gli automobilisti sanno che cos’è il bollo auto, a che cosa ci riferiamo quando ne parliamo. È uno dei tributi più odiati dai cittadini italiani che guidano, si tratta nello specifico della tassa di possesso del veicolo. Si paga quindi quando si è titolari di un mezzo, che sia auto o moto, indipendentemente dal fatto che lo stesso circoli o meno su strada.
Anche se il veicolo in oggetto infatti non viene utilizzato ma rimane fermo in garage, il bollo deve essere pagato ogni anno. Questo significa che ogni soggetto che risulta essere proprietario di un veicolo regolarmente iscritto al Pubblico Registro Automobilistico, meglio conosciuto come PRA, è obbligato per legge al pagamento della tassa automobilistica di possesso, alla scadenza del termine utile per il versamento del tributo. Una domanda sorge spontanea, visto il largo utilizzo del leasing: in questo caso, chi deve pagare il bollo? Vediamolo subito insieme e chiariamo ogni dubbio.
Leasing e bollo auto: che cosa dice la legge in Italia
In questo caso le cose sono cambiate da alcuni anni: fino ad alcuni anni fa infatti il bollo auto doveva essere pagato – per legge – sempre ed esclusivamente dal proprietario del veicolo, e quindi il concedente del mezzo in caso di leasing. Anche se l’auto era concessa in uso ad un soggetto differente, in virtù di un contratto regolare di leasing, rimaneva obbligato al pagamento il proprietario stesso. Oggi però la normativa è stata aggiornata, e quindi la regola è differente.
La Corte di Cassazione ha deciso che il soggetto che deve pagare l’importo dovuto per il bollo auto in leasing è l’utilizzatore. E non è tutto, c’è un’altra regola da seguire, sancita con la pubblicazione del Dl Fiscale 2020: a partire dal mese di gennaio 2020 infatti sia il bollo auto che il bollo auto in leasing devono essere versati utilizzando il sistema di pagamenti elettronici di PagoPa. Si tratta di una nuova misura introdotta per rendere più sicuri e trasparenti, ma anche più semplici, i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione.
Detto ciò, è l’utilizzatore del mezzo in leasing che deve pagare il bollo auto.
Che cosa succede se l’utilizzatore dell’auto in leasing non paga il bollo
L’utilizzatore del veicolo e la società che cedevo lo stesso in leasing in passato, con la legge 99/2009, erano obbligati in solido al pagamento del bollo auto. Per questo motivo, nel caso in cui l’utilizzatore non provvedeva a versare quanto dovuto per la tassa automobilistica, allora l’Agenzia delle Entrate o la Regione avevano il diritto di rivalersi anche nei confronti della società di leasing. Il 1° gennaio 2016 però le cose sono cambiate ed è subentrata una modifica normativa che sancisce che gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria sono obbligati in via esclusiva al pagamento del bollo auto in leasing.
La responsabilità solidale della società di leasing sussiste solo nel caso in cui la stessa provveda al pagamento cumulativo, secondo le modalità stabilite dall’ente competente, in luogo degli utilizzatori, delle tasse dovute per i periodi di locazione finanziaria.
Il bollo si prescrive entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento e quindi l’Agenzia delle Entrate o la Regione possono pretenderne il pagamento entro questo termine. Entro questo periodo di tempo quindi si può notificare al contribuente l’avviso di accertamento, che diviene definitivo se non impugnato entro 60 giorni.
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