Monthly Archives: ottobre 2018

Ford Mustang Bullitt: look retrò e 460 CV

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La Ford Mustang è sempre stata un’icona degli anni Sessanta, simbolo di libertà, di una vita un po’ “wild” e un po’ ribelle. Ed è anche stata una delle auto più rappresentative di Hollywood, la più famosa tra le dive: la Mustang del tenente Bullitt, interpretato dal leggendario Steve McQueen. Pochi si ricordano del film, ma nessuno ha dimenticato l’inseguimento – di ben dieci minuti – sulle strade di San Francisco, dove McQueen, a bordo della sua Mustang GT390 del ’68 verde “Dark Highland Green”, insegue Bill Hackman sulla sua Dodge Charger nera.
Oggi sono qui per guidare la Ford Mustang Bullitt 2018, il remake di quella “diva” di cinquanta anni fa, e che ha l’obbligo di essere qualcosa di veramente speciale.
Si tratta di un’edizione a tiratura limitata basata sulla versione V8 GT, ma con più potenza, dettagli inediti, cambio manuale obbligatorio (sono molto d’accordo) e ovviamente la colorazione verde.

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“così nuda e priva dello stemma frontale ha un aspetto un po’ tuning, ma allo stesso tempo emana un’aura speciale”

MUSTANG BULLA

Sotto la pioggia, la carrozzeria verde della Ford Mustang Bullitt riflette la luce in modo meraviglioso. I richiami alla vettura del ’68 sono nemerosi: come allora manca lo stemma del cavallino sulla griglia, rigorosamente nera, così come lo sono i cerchi da 19”; lo stemma posteriore “Bullitt” sostituisce quello Ford e il pomello del cambio è una bella (da vedere e da impugnare) palla bianca.
Così nuda e priva dello stemma frontale ha un aspetto un po’ tuning, ma allo stesso tempo emana un’aura speciale.

Dentro, fatta eccezione per le targhette Bullitt e il pomello, è simile alla versione standard. Troviamo la nuova strumentazione digitale del MY 2018 – che cambia grafica a seconda della modalità di guida – e i sedili sportivi Recaro di serie. Per non farsi mancare niente, la Bullitt ha anche il sistema audio Bang&Olufsen da 1000 watts con 12 speaker.

Ma quelle che ci piacciono di più sono le modifiche che riguardano la guida. Il motore 5.0 V8 quattro valvole per cilindro eroga 460 CV (dieci in più della standard) a 7.250 giri, e 530 Nm di coppia a 4.600 giri, abbastanza per lanciarla da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi fino alla velocità massima di 263 km/h. Lo scarico è stato liberato per rendere la colonna sonora ancora più sgarbata, ma comunque si può “modificarne la spregiudicatezza” tramite le impostazioni sul computer di bordo. Ottimo lavoro.

Il peso a secco di 1818 kg non la rende certo una piuma, ma è un’auto più agile di quanto ci si possa aspettare. Anche perché la Mustang Bullitt, a dispetto del look da american dream, ha una meccanica piuttosto raffinata. L’impianto frenante Brembo (di serie) prevede dischi anteriori da 380 mm e posteriori da 330 mm, le sospensioni posteriori hanno uno schema multi-link e ci sono pure gli ammortizzatori magnetic ride.

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“così nuda e priva dello stemma frontale ha un aspetto un po’ tuning, ma allo stesso tempo emana un’aura speciale”

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“è un’auto molto più docile e intuitiva di quanto suggerisca il suo look da ragazzaccia cattiva, e questo vi invoglia a prenderla per il collo”

AL GALOPPO SULLA ROUTE NAPOLÉON

I primi chilometri sotto la pioggia servono a farmi riallacciare i rapporti con la Ford Mustang. Il sedile spesso e cicciotto rende la seduta stranamente alta, ma la visibilità è ottima e lo sterzo è delle dimensioni giuste. La frizione è più leggera di quanto ricordassi, mentre il cambio manuale ha una corsa corta e offre una bella sensazione meccanica, anche se un po’ gommosa.
Il suono del V8 pervade l’abitacolo a qualsiasi regime. Ai bassi regimi gorgoglia e fa le fusa come il motore di una barca, attirando l’attenzione dei passanti e regalando sorrisi a voi e a loro. A queste andature è un’auto davvero affascinante, ma la strada verso cui mi sto dirigendo, la Route Napoléon, oltre a essere una delle più belle d’Europa, è anche una prova molto dura per una muscle car.

Anche se è bagnato, la trazione è notevole, almeno sul dritto. Questo perché il motore ai bassi regimi è pastoso e quasi pigro, mentre le marce sono così lunghe che accelerare in seconda sulla Bullit è come accelerare in quarta su un’utilitaria. In seconda tocca i 140 km/h, in terza è meglio che non lo dica. Tutto questo però nella guida sul bagnato aiuta molto. Lo sterzo “parla” quanto basta e ha una buona progressione, l’auto è stabile e rolla quel poco che serve per infondere fiducia, e il motore, nonostante il ruggito minaccioso e la cubatura XL, è un micione amichevole.

Insomma, è un’auto molto più docile e intuitiva di quanto suggerisca il suo look da ragazzaccia cattiva, e questo vi invoglia a prenderla per il collo. Le modalità “offerte” per giocare sono tante: Neve e Ghiaccio (per i deboli di cuore), Normal (per chi non cerca rogne), Sport+ (che rende l’auto più tagliente e reattiva, la mia preferita), e Race (che esclude tutti i controlli e, sul bagnato, vi abbandona in mano al vostro destino). C’è anche la modalità Drag Race, per bruciare il quarto di miglio, se ma ne sentiste l’impellente bisogno.

La Route Napoléon è stupenda, all’altezza della sua fama: ha un’asfalto omogeneo e offre una varietà di misto stretto e misto veloce per chilometri e chilometri con quasi totale assenza di traffico. Quando l’asfalto finalmente si asciuga scopro che la Bullitt ha una grip all’anteriore sorprendente, anche per merito delle Michelin Pilot 255/19. Non è una di quelle auto che vi stacca il collo in curva, ma raramente devia dalla traiettoria impostata e richiede pochissime correzioni.

Il V8 5.0 dà il meglio di sé dopo i 5.000 giri e la spinta cresce in modo progressivo con l’aumentare dell’urlo cupo che esce dallo scarico. Ai bassi regimi emana un suono tipicamente USA, ma agli alti ha un qualcosa di…Posso dirlo? Maserati. C’è abbastanza potenza per divertirsi, ma non così tanta da mettere in difficoltà il telaio – che potrebbe reggere tranquillamente altri 100 CV.

Nemmeno nelle curve strette la Mustang Bullitt crea problemi: se accelerate in anticipo lei si acquatta e prende velocità con naturalezza, senza imbizzarrirsi. La seconda marcia è così lunga che ci vuole la prima per provocare un sovrasterzo di potenza nei tornanti, e quando succede, accade tutto in modo facile e naturale. È un giocattolo davvero favoloso.
Il cambio purtroppo è una nota leggermente stonata in una canzone quasi perfetta. Funziona bene alle andature tranquille, ma nella guida decisa tende a impuntarsi: preferisce essere accompagnato con una certa calma. La buona notizia è che, nel misto veloce, cambiare marcia è più o meno un optional. La terza ha un range d’utilizzo che va dai 60 km/h ai 200 km/h; è così lunga che viene da chiedersi a che cosa servano le altre tre marce.

Gli ammortizzatori invece compiono un lavoro incredibile: copiano le asperità con maestria e trasformano la pesante Bullitt in un’auto molto più leggera. Si può tenere un ritmo da prova speciale senza aver paura di morire e senza mai mettere le ruote in posti indesiderati. Con la sicurezza che a colmare la vostra irruenza ci penserà l’impianto frenate Brembo, che ha tanta potenza e non molla nemmeno dopo svariati minuti di torture. La corsa del pedale è corta e non delle più modulabili, ma se imparate a gestire quei pochi cm, potrete mordere l’asfalto senza far entrare l’ABS nemmeno sul bagnato.

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“è un’auto molto più docile e intuitiva di quanto suggerisca il suo look da ragazzaccia cattiva, e questo vi invoglia a prenderla per il collo”

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“Vi fa sorridere quando la guardate, quando l’accendete e soprattutto quando la guidate”

CONCLUSIONI

La Ford Mustang Bullitt è una Mustang V8 più rumorosa, un pizzico più veloce e con un look ancora più da dura. Vi fa sorridere quando la guardate, quando l’accendete e soprattutto quando la guidate. Non avrà la precisione o le prestazioni delle sportive tedesche, ma ha tantissimo carattere e una dinamica che supera le aspettative ma anche i pregiudizi che molte persone hanno sulle muscle car.
La Ford Mustang Bullitt costa 57.000 euro, 12.000 euro in più rispetto alla V8 GT. Li vale? Decisamente sì. Purtroppo però è una tiratura imitata, e in Italia arriveranno solo 68 esemplari.

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“Vi fa sorridere quando la guardate, quando l’accendete e soprattutto quando la guidate”

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Michael Avenatti, l’avvocato pilota

Adult actress Storm Daniel's attorney Michael Avenatti talks to the mediaAdult actress Storm Daniel's attorney Michael Avenatti talks to the media

Credits: epa06914526 Adult actress Storm Daniel’s attorney Michael Avenatti talks to the media following a hearing regarding a gag order that President Donald Trump’ s former personal lawyer requested at the Federal Court in Los Angeles, California, USA, 27 July 2018. Avenatti is representing Stormy Daniels whose real name is Stephanie Clifford in her legal proceedings against Trump. EPA/MIKE NELSON

Oggi Michael Avenatti – l’avvocato “anti-Trump” che difende la pornostar Stormy Daniels – è il legale più famoso del momento. Fino a qualche anno fa correva anche come pilota amatoriale: c’entrano la 24 Ore di Le Mans, Patrick Dempsey e Alessandro Del Piero. Scopriamo insieme la storia di quegli anni.

Quando Michael Avenatti faceva il pilota

Michael Avenatti nasce il 16 febbraio 1971 a Sacramento (USA) e debutta nel mondo delle corse nel 2007 al volante di una Porsche 911 in una gara del campionato Grand-Am Koni Challenge GS. Nel 2010 disputa sei corse della Patrón GT3 Cup by Yokohama mentre l’anno seguente arriva 35° alla 6 Ore di Laguna Seca insieme agli statunitensi Bob Faieta e Cort Wagner.

Più di un hobby

Nel 2012 le corse diventano più di un hobby per Michael Avenatti: 25° alla 24 Ore di Daytona con Faieta, Wagner, Fred Poordad e Bill Sweedler, 45° alla 12 Ore di Sebring con Faieta e Wagner e 28° alla 2 Ore di Long Beach con Faieta.

Il 26° posto assoluto (3° nella classe GTC) alla 6 Ore di Laguna Seca con Faieta e Wagner coincide con la sua migliore corsa in carriera, anche se non vanno sottovalutati gli altri piazzamenti ottenuti quell’anno: 28° alla 4 Ore di Road America, 26° alla 4 Ore della Virginia con Faieta e 37° alla Petit Le Mans con lo statunitense Andrew Davis e l’australiano David Calvert-Jones.

Patrick Dempsey e Alessandro Del Piero

Nel 2013 Michael Avenatti corre – sempre con una Porsche 911 – con la scuderia creata dall’attore Patrick Dempsey e dal calciatore Alessandro Del Piero: 30° alla 12 Ore di Sebring con Davis e Faieta, 33° alla 2 Ore di Long Beach con Faieta e 25° alla 4 Ore di Laguna Seca con Davis.

Progetta di partecipare alla 24 Ore di Le Mans in un equipaggio composto da Dempsey e dall’americano Joe Foster ma è costretto a rinunciare a poche settimane dal via per motivi di lavoro: il suo posto viene preso dallo statunitense Patrick Long.

Finalmente Le Mans

Avenatti lascia la scuderia Dempsey-Del Piero e disputa tre gare nel 2014: 51° alla 24 Ore di Daytona con Faieta, l’irlandese Damien Faulkner e l’olandese Patrick Huisman, 35° alla 12 Ore di Sebring con Faulkner e Faieta e 37° alla 6 Ore di Watkins Glen con Faulkner e il britannico Ben Barker.

Nel 2015 Michael Avenatti arriva 19° alla 24 Ore di Daytona con Faulkner, il polacco Kuba Giermaziak, lo statunitense Mike Sheen e il britannico Rory Butcher e due mesi dopo insieme allo stesso equipaggio (privo però di Butcher) termina in 40° posizione la 12 Ore di Sebring.

Avenatti chiude in bellezza la propria carriera di pilota amatoriale prendendo parte alla 24 Ore di Le Mans al volante di una Ferrari 458 Italia insieme a Giermaziak e al saudita Abdulaziz al Faisal: per lui un 36° posto.

L’America e il motorsport

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Nissan Qashqai: si rinnova anche il 1.5 diesel

 

Insieme al nuovo 1.3 a benzina, la Nissan  Qashqai riceve con il restyling anche una nuova versione aggiornata del 1.5 diesel. Già disponibile presso la rete di concessionarie italiana, viene proposto ad un prezzo di partenza di 23.240 euro.

Il noto 1.5 a gasolio è stato modificato per oltre il 90% dei suoi componenti, tra cui radiatore olio, filtro olio, volano a doppia massa, pompa del vuoto e pompa di iniezione ad alta pressione.

Il nuovo propulsore offre 115 CV di potenza, 5 CV in più rispetto alla generazione precedente, mentre la coppia rimane pari a 260 Nm. Arriva anche un’inedita funzione di overboost, che eroga 5 CV e 25 Nm di coppia in più per un massimo di 15 secondi.

Un’altra novità è il Selective Catalytic Reduction (SCR), che utilizza l’AdBlue per ridurre le emissioni di ossidi di azoto (NOx). Grazie a questa tecnologia, il motore è pienamente conforme alla nuova normativa antinquinamento Euro 6d-Temp.

L’adozione del nuovo motore 1.5 diesel, più efficiente e performante, rientra nella strategia Nissan Intelligent Mobility, la roadmap di Yokohama per il futuro della mobilità.

Primo contatto

Nissan Qashqai 1.3 DIG-T: come va il nuovo quattro cilindri a benzina

Primo contatto con le due varianti da 140 e 160 CV del nuovo motore creato in collaborazione con Daimler e Renault

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Skoda Kodiaq GT: le foto e le info della SUV Coupé

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Dopo i primi bozzetti rilasciati in questi giorni, Skoda svela le fotografie e i dati ufficiali della nuova Kodiaq GT, versione sportiva della SUV grande della famiglia ceca, destinata, almeno per il momento, solo al mercato cinese. Il debutto in anteprima mondiale è fissato per il Salone di Guangzhou.

Ralph Hänschen, Presidente di Skoda per la Cina, ha detto:

“La Kodiaq GT rappresenta una pietra miliare nella strategia di Skoda per il mercato della Cina. È la prima SUV coupé disegnata apposta per i clienti cinesi. Siamo sicuri che questa sportiva e stilosa Skoda catturerà nuovi gruppi di clienti e offrirà un’esperienza di guida emozionante.”

Con il 2.0 TSI, da 186 o 220 CV

La nuova Skoda Kodiaq GT verrà proposta in Cina – primo mercato per Skoda dal 2010 – il 2.0 TSI declinato in due varianti: da 186 CV con trazione anteriore o da 220 CV con trazione integrale cambio DSG a 7 rapporti.

Equipaggiamento completo

L’equipaggiamento potrà contare su tutte le ultime tecnologie della Casa ceca, dal sistema di infotainment compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, ai sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione come il Blind Spot Detect, il Front Assist e l’adattive Cruise Control con funzione Stop&Go.

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Skoda Kodiaq GT

La versione in stile coupé dell’ammiraglia SUV ceca. Per ora solo per il mercato cinese

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NolanGroup: le novità Nolan, X-Lite e Grex per il 2019

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A pochi giorni da Eicma 2018, NolanGroup – che esporta in oltre 80 Paesi nel mondo con un totale di oltre 450.000 caschi venduti ogni anno – svela tutte le novità attese sul mercato. Per il 2019 sono disponibili tre nuovi prodotti versatili e innovativi: N70-2 X, N70-2 GT e X-903.

Crossover On-Off e da strada

I modelli Nolan N70-2 X e N70-2 GT sono pensati per soddisfare le richieste dei motociclisti che utilizzano le due ruote in contesti sempre diversi: dalla città all’off-road, passando per il turismo. N70-2 X è il primo crossover on-off (da strada e fuoristrada) sul mercato, mentre il modello N70-2 GT è un crossover da strada. Entrambi sono caratterizzati da mentoniera protettiva amovibile e visiera ultrawide, elementi che li rendono unici e polivalenti.

Integrale touring top di gamma

La gamma X-lite si arricchisce, invece, del nuovo X-903, l’integrale touring top di gamma d’ispirazione sportiva caratterizzato dall’innovativo meccanismo visiera a funzionalità basculante e dall’esclusivo sistema di assemblaggio magnetico della visiera (MVA Magnetic Visor Assembly).

Grex e N-Com

Con il marchio Grex, Nolangroup vuole, infine, conquistare chi ricerca caschi dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Tre le nuove proposte 2019: l’integrale da strada G6.2, il jet G4.1E e il mini-jet G3.1E. Anche la famiglia N-Com si allarga, grazie all’introduzione di B901 X Series (compatibile con i modelli X-lite) ed alla nuova serie B601 che sostituisce la gamma base di prodotti (B1.4, B1, BX1), incrementandone, tuttavia, le prestazioni: nuova scheda elettronica, nuove componenti, design aggiornato delle tastiere.

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Nuova BMW X7: l’ammiraglia SUV bavarese

Dopo mesi di attesa e diverse concept car, BMW ha svelato la versione definitiva, di produzione, della nuova ammiraglia SUV della gamma: la X7. Con un abitacolo a sette posti, motorizzazioni benzina e diesel e il meglio della tecnologia bavarese, si posizionerà nei listini come settima sport utility al top della gamma di Monaco.

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BMW X7: la limousine rialzata di Monaco

Svelate le fotografie e le informazioni della SUV di lusso a sette posti bavarese

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Aprilia RSV4 RR 2019, disponibile in nuove tinte

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Aprilia propone per il 2019 la nuova supersportiva RSV4 RR in nuove accattivanti colorazioni opache. La prima si chiama grigio Rivazza e l’altra in nero Arrabbiata, due nomi che si ispirano chiaramente al celebre circuito del Mugello.

201 CV gestiti da una raffinata elettronica

Il cuore della RSV4 RR 2019 resta il 4 cilindri a V da 65° da 201 CV a 13.000 giri/min e 115 Nm a 10.500 giri/min, mentre lo scheletro è il telaio in alluminio a doppia trave con elementi fusi e stampati in lamiera frutto del know how sviluppato dal marchio nei tanti anni di successi nelle competizioni. Il pacchetto sospensioni prevede una forcella Sachs da 43 mm completamente regolabile e un mono Sachs regolabile dietro con forcellone in alluminio. Ricco anche il pacchetto elettronico, che si avvale del Sistema APRC (Aprilia Performance Ride Control) che comprende: ride by wire multimappa, controllo di trazione (ATC), controllo di impennata (AWC), controllo di partenza (ALC), cruise control (ACC), limitatore di velocità (APT), tutti settabili e disinseribili indipendentemente.

Freni Brembo con Cornering ABS di Bosch

Completa il quadro, in tal senso, l’impianto frenante racing Brembo (doppio disco in acciaio da 330 mm con pinze M50) con Cornering ABS multimappa di Bosch. Aprilia RSV4 RF è, invece, l’esclusiva versione che impiega di serie sospensioni Ohlins di ultima generazione e leggeri cerchi forgiati in alluminio, e si distingue per la grafica dedicata “Superpole”, che presenta accostamenti di colore in cui domina il nero e il rosso.

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KTM 1290 Super Duke GT sulle strade del TT, il video

Attesa a Eicma e nelle concessionarie entro la fine del 2018, la nuova KTM 1290 Super Duke GT è stata protagonista di una speciale avventura. KTM ha infatti invitato Michael Rutter, plurivincitore del TT Isle of Man, del Gran Premio di Macao e del Campionato Superbike Britannico, a guidarla nella leggendaria Isola di Man.

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FCA al “No Smog Mobility” di Palermo

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FCA è presente anche quest’anno all’edizione di “No Smog Mobility” di Palermo in programma oggi e domani 18 ottobre. La manifestazione dedicata alla mobilità sostenibile prevede forum e tavole rotonde per approfondire i diversi temi legati al rispetto dell’ambiente e alle esigenze sempre più attuali di mobilità individuale e collettiva, pubblica e privata, per il trasporto di merci e persone. Per l’evento siciliano il Gruppo FCA mette a disposizione dell’organizzazione una flotta di Jeep Compass, che accompagnerà gli ospiti nei diversi convegni che si svolgeranno presso la Facoltà di Ingegneria, anche nota come Scuola Politecnica, all’interno della Città Universitaria in Viale delle Scienze a Palermo.

FCA e gli obiettivi di eco-compatibilità

FCA da sempre pone tra le sue priorità il rispetto dell’ambiente. Lo dimostrano i prodotti presenti sul mercato, i piani di ricerca e sviluppo, le iniziative relative alla mobilità sostenibile portate avanti con la Pubblica Amministrazione e gli investimenti nello sviluppo di nuovi prodotti. Migliorare le caratteristiche di eco-compatibilità dei propulsori convenzionali, anche tramite forme progressive di ibridizzazione, e puntare sulla ricerca di sistemi di trazione alternativi a basse emissioni complessive per la de-carbonizzazione e il miglioramento della qualità dell’aria, sono due obiettivi importanti per il Gruppo.

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BMW X7: la limousine rialzata di Monaco

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Dopo mesi di attesa e diverse concept car, BMW ha svelato la versione definitiva, di produzione, della nuova ammiraglia SUV della gamma: la X7. Con un abitacolo a sette posti, motorizzazioni benzina e diesel e il meglio della tecnologia bavarese, si posizionerà nei listini come settima sport utility al top della gamma di Monaco.

La BMW più grande

La nuova BMW X7 misura 5,15 metri in lunghezza, 2 metri in larghezza e 1,8 metri in altezza, con un passo di 3,18 metri e un abitacolo molto spazioso, configurabile in due diverse impostazioni: a sette posti o 6 posti, con la seconda fila formata da due poltrone anziché dal classico divano a tre posti. Tutti i sedili, in ogni caso, sono a regolazione elettrica e rivestiti in pelle Vernasca. La terza fila, evidenzia BMW, è di sedili reali, per passeggeri adulti, con tanto di prese USB e tutti i comfort del caso. Con questa configurazione la capacità di carico del bagagliaio è limitata a 326 litri, anche se, ripiegando gli schienali, si arriva a 2.120 litri.

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Lusso: quasi una limousine

Come se di una limousine di lusso si trattasse, la nuova BMW X7 non farà mancare nulla ai passeggeri. La dotazione di serie comprende infatti il climatizzatore automatico a quattro zone, l’illuminazione ambientale, e il tetto panoramico di vetro con tre sezioni. In optional sarà offerto il climatizzate automatico a 5 zone, il pacchetto Ambient Air, il tetto Sky Lounge, l’impianto stereo Bowers & Wilkins Diamond Surround Sound System e il sistema di infotainment Professional per tutti i passeggeri, anche quelli della terza fila.

Il guidatore avrà a disposizione, di serie, il BMW Live Cockpit Professional con il BMW Operating System 7.0 e il quadro strumenti completamente digitale (lo stesso della nuova X5) con schermo da 12,3 pollici controllabile con sistema touch, mediante l’iDrive o con comandi vocali.

Grossa ma agile

Nonostante sia la BMW più grande e pesante di tutta la gamma, la nuova X7 promette grandi doti dinamiche. Può contare infatti su un sistema di ammortizzatori pneumatici montati su entrambi gli assi e sospensioni adattive con controllo elettronico. Come optional si potrà richiedere l’integrai Active Steering, il sistema delle quattro ruote sterzanti e il sistema di stabilizzazione attiva del rollio (Executive Drive Pro). La versione più performante, per il momento, sarà la BMW X7 M50d con il differenziale M Sport. Per il fuoristrada verrà inoltre offerto il pacchetto off-Road (optional) che permetterà di selezionare tra diverse modalità di guida: Sand, Gravel, xRocks e xSnow.

Tutta la tecnologia di bordo immaginabile, e anche di più…

La lista dei sistemi di assistenza alla guida della nuova BMW X7 è pressoché infinita. Il cruise control attivo (Active Cruise Control) avrà la funzione Stop&Go, mentre il Driving Assistant Professional con controllo dello sterzo si incaricherà di mantenere l’auto nella corsia in autostrada, insieme al lane Keeping Assistant e al Crossing Traffic warning. Non mancheranno neanche il Priority Warning, il sistema di avviso Wrong Way (contromano), il Parking Assistant con telecamera posteriore e l’assistente per la retromarcia (Reversing Assistant).

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I motori: due diesel e un benzina

Quando arriverà sul mercato, a marzo del 2019, la nuova BMW X7 verrà proposta con tre motorizzazioni, due diesel e un benzina. In ordine di potenza, la X7 xDrive30d sarà l’entry level diesel con il sei cilindri in linea a gasolio da 265 CV e 620 Nm di coppia, abbinato alla trasmissione Steptronic a otto rapporti. La BMW X7 xDrive40i monterà invece il sei cilindri da 340 CV e 450 Nm, sempre con il cambio automatico a otto rapporti. La versione più potente e sportiva sarà la X7 M50d con il sei cilindri diesel da 400 CV di potenza e 760 Nm di coppia. Con questo powertrain la BMW X7 scatta da 0 a 100 km/h in 5,4 secondi.

Francoforte 2017

BMW X7 iPerformance Concept

L’ammiraglia delle SUV bavaresi in anteprima al Salone di Francoforte 2017

L’articolo BMW X7: la limousine rialzata di Monaco proviene da Panoramauto.

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