Monthly Archives: Febbraio 2020

Rc Auto, tacito rinnovo: come funziona

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Nella maggior parte dei casi la copertura assicurativa auto dura 12 mesi (Rc Auto annuale), anche se il contraente può decidere di dilazionare il pagamento del premio con due o più rate. Per questo motivo spesso l’automobilista dimentica quale sia l’effettiva scadenza del contratto e praticamente quasi tutti i clienti potrebbero rimanere ancorati sempre alla stessa compagnia assicurativa, nel caso fosse valido il tacito rinnovo.

Invece ogni volta che scade un contratto assicurativo, il contraente ha la libertà di scegliere se continuare a pagare la polizza alla stessa compagnia o cambiarla. Deve essere un diritto del cliente, che infatti può decidere di stipulare il contratto con una compagnia differente, più conveniente, risparmiando quindi denaro. È questo il motivo per cui il tacito rinnovo è stato abolito, e ha favorito la concorrenza e l’abbassamento dei prezzi delle polizze, che oggi sono ancora più competitive.

Rc Auto, il tacito rinnovo non è più consentito

Come abbiamo detto quindi ogni cliente deve avere la possibilità di disdire il contratto di assicurazione presso una compagnia specifica al momento della scadenza, appoggiandosi ad un’altra più conveniente, richiedendo prima dei preventivi e scegliendo quello che si avvicina maggiormente alle proprie esigenze. È vero che bisogna però fare un distinguo. Nei contratti di assicurazione Rc Auto e moto il tacito rinnovo non è più permesso, anche se è ancora consentito in altre polizze come quella vita, salute, Rc professionale e altre.

Ogni contratto però può presentare delle condizioni diverse. Un discorso a parte deve essere assolutamente fatto per le garanzie accessorie, oggetto di un’importante modifica nel DDL Concorrenza nel 2017. Vediamo cosa è successo.

L’abolizione del tacito rinnovo nelle polizze Rc Auto

Dal 2013 è stato abolito il tacito rinnovo nelle polizze Rc Auto, con efficacia retroattiva. Per questo motivo infatti il Codice delle Assicurazioni Private oggi prevede che il contratto di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli a motore e natanti ha durata annuale e si risolve automaticamente alla sua scadenza naturale; non può essere in alcun modo rinnovato tacitamente. Prima della scadenza della polizza annuale ogni soggetto assicurato dovrebbe stipulare una nuova polizza con la stessa compagnia oppure con qualsiasi altra, ha piena libertà nella scelta; finché non decide, non firma e non paga, l’assicurazione non si può considerare rinnovata (vige un periodo di tolleranza di 15 giorni dopo la scadenza ufficiale del contratto).

Il tacito rinnovo infatti è quello che prevede (oggi non più, ma in passato sì) il rinnovo automatico del contratto, salvo la disdetta che doveva essere richiesta da parte del cliente 30 o 60 giorni prima della scadenza. Ogni altro tipo di assicurazione oggi prevede ancora il tacito rinnovo, abolito solo per la Rc Auto. Un punto su cui porre l’attenzione è quello delle polizze poliennali, che escludono la possibilità di disdetta per almeno 5 anni; le compagnie assicurative le propongono ai clienti in cambio di uno sconto, spesso notevole. È comunque importante quanto davvero sia conveniente lo sconto, prima di scegliere l’assicurazione nella formula poliennale e rimanere vincolati per diversi anni.

Rc Auto, garanzie aggiuntive: il tacito rinnovo

Un ultimo approfondimento deve essere fatto per quanto riguarda le garanzie aggiuntive della Rc Auto, come ad esempio le famose Kasko, furto e incendio e molte altre. Per le stesse era valido il tacito rinnovo fino al DDL Concorrenza entrato in vigore nel 2017. Oggi invece rimane possibile nelle polizze accessorie stipulate insieme al finanziamento o acquisto di una nuova auto, non è più possibile invece per le polizze aggiuntive sottoscritte insieme alla Rc Auto.

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Pulire i vetri dell’auto: tutto quello che bisogna sapere

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I vetri dell’auto sono chiaramente un elemento molto importante per la visibilità, non appena si appannano o sono sporchi, infatti, peggiora la visuale per l’automobilista che si trova al volante della vettura e quindi diminuisce anche la sicurezza in auto. Altri fattori che compromettono la visibilità e quindi la sicurezza sono la pioggia, la nebbia e le luci notturne che scarseggiano su alcune strade, oltre ai fari abbaglianti delle altre vetture che incrociamo sul percorso.

Una cosa molto importante comunque è mantenere i vetri dell’auto ben puliti, con poche e semplici azioni è possibile affrontare al meglio situazioni che potrebbero rivelarsi rischiose. Ovviamente, oltre alla sicurezza, tenere l’auto pulita e igienizzata, compresi i vetri, lindi e trasparenti, migliora anche l’aspetto estetico del proprio veicolo. Vediamo come pulire i vetri dell’auto in pochi semplici passaggi.

Pulire i vetri dell’auto al meglio, senza lasciare aloni

Per la pulizia dei vetri dell’auto spesso ci si affida agli stessi prodotti che vengono venduti in commercio e utilizzati per la detersione delle finestre di casa. Forse non tutti sanno però che questi detergenti spesso contengono ammoniaca e altre sostanze che potrebbero essere dannose per l’uomo, se usate in ambienti piccoli e chiusi, come l’abitacolo della propria auto. Pulire bene i vetri della macchina significa detergere al meglio sia la superficie interna che quella esterna. Meglio non usare prodotti tossici all’interno.

Ci sono altri tre modi differenti e comunque molto efficaci per pulire i cristalli dell’auto:

  • usando vecchi quotidiani, invece che buttarli in spazzatura. La carta di giornale infatti è ottima per detergere qualsiasi tipo di vetro, senza spendere soldi e con estrema facilità. Nel caso di sporco ostinato o sostanze appiccicose sul cristallo, allora serve aggiungere acqua calda e aceto o alcol;
  • con un panno in microfibra, in grado di pulire ogni superficie lavabile senza detergenti e soprattutto in modo facile e veloce;
  • acquistando un detergente specifico per vetri in un negozio di accessori auto,è meglio non spruzzarlo direttamente sui vetri interni, per evitare di macchiare la tappezzeria o il cruscotto.

Una chicca: non pulite mai i vetri della vostra auto con uno straccio di cotone, rischiereste di lasciare aloni, oltre che fili e pelucchi. Inoltre asciugate perfettamente, soprattutto negli angoli dove si annida lo sporco.

Pulire i vetri dell’auto: cosa fare in caso di graffi

Se pulendo la macchina vi rendete conto che i vetri presentano dei graffi o dei segni di diversa entità, allora ci sono differenti modi per eliminarli, anche se ovviamente tutto dipende da quanto sia grave il danno. Se i graffi sono grossi e irreparabili, allora è necessario cambiare il vetro, altrimenti è possibile:

  • usare una soluzione liquida con particelle abrasive, versandola su carta abrasiva e passandola sulla zona danneggiata, levigando bene;
  • comprare e applicare sui graffi una pasta granulare lucidante a base di ossido di cerio da strofinare con un piccolo feltro o un batuffolo di cotone. La soluzione si può realizzare anche in casa, acquistando l’ossido di cerio e mescolandolo con l’acqua, oppure mischiando la pasta abrasiva per carrozzieri con della segatura fine;
  • applicare dei prodotti ibridi che vendono nei migliori negozio di accessori auto, che siano quindi in parte leggermente abrasivi e in parte lucidanti. Si tratta della soluzione ottimale nel caso in cui i graffi sui vetri della vostra auto non siano irreparabili ma di lieve entità.

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Yamaha Tracer 700: disponibilità e prezzi

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Arriva nelle concessionarie la tanto attesa Yamaha Tracer 700 2020, aggiornata dentro e (soprattutto) fuori per continuare a stupire il proprio pubblico con un rapporto qualità/prezzo molto accattivante.
Spinta dal già noto bicilindrico da 73 CV, che ora riceve l’omologazione Euro5, ha un manubrio più largo una forma più moderna e un cupolino regolabile manualmente. Adotta inoltre sospensioni regolabili e una sella più comoda e confortevole sia per le uscite brevi che per i lunghi viaggi. Cambia, dunque, soprattutto fuori, con uno sguardo ridisegnato e con due fari a LED ad esaltarne la personalità, ma resta sempre la moto agile, facile e maneggevole di prima.
È disponibile nelle concessionarie italiane con prezzi a partire da 8.499 euro e offre un catalogo accessori molto ampio, pensato per soddisfare le esigenze più svariate di qualsiasi motociclista: dal neofita all’esperto che intende macinare km.

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Salone di Ginevra 2020: annullato per l’emergenza Coronavirus

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La 90esima edizione del Salone di Ginevra – in programma dal 3 al 15 marzo – è stata ufficialmente annullata a causa dell’emergenza sanitaria dell’influenza del Coronavirus. L’annuncio degli organizzatori della manifestazione è arrivato poche ore dopo la disposizione del Consiglio Federale svizzero che vieta  manifestazioni con oltre 1.000 persone, proprio fino al 15 marzo. I biglietti saranno rimborsati attraverso la pagina web ufficiale del Salone: www.gims.swiss

Ci dispiace per questa situazione –  ha dichiarato Maurice Turrettini, Presidente del Consiglio della Fondazione – ma la salute di tutti i partecipanti è per noi e per gli espositori assolutamente prioritaria. Si tratta di un caso di forza maggiore. Per gli espositori, che hanno investito per essere presenti a Ginevra, è un duro colpo. Noi siamo, però, convinti, che tutte le persone coinvolte comprenderanno per questa decisione“.

Tutte le novità che avremmo dovuto vedere al Salone di Ginevra 2020

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Pulizia dei sedili in pelle: accorgimenti e consigli

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Mantenere la propria auto sempre pulita e igienizzata non è per niente semplice, soprattutto se la usiamo tutti i giorni e per parecchio tempo per lavoro, oppure se facciamo viaggi con la famiglia e i propri bimbi, portandosi al seguito magari anche li adorati animali domestici.

Di qualsiasi materiale siano composti, i sedili dell’auto si sporcano e assorbono ogni tipo di macchia, sono la parte dell’abitacolo della vettura che ha bisogno della maggior cura e manutenzione. Solitamente ci si affida a particolari detergenti che si trovano in commercio, appositamente formulati per la pulizia dei sedili, oppure si decide di affidarsi ad un professionista del settore. Ci sono comunque delle nozioni da sapere per occuparsi della pulizia dei sedili in pelle fai da te.

La cura dei sedili e degli interni in pelle

Se all’interno della vostra auto i sedili e altri elementi sono in pelle, allora dovete sapere che questo è un materiale che necessita sicuramente di una cura e un’attenzione molto particolari. Pulire i sedili in pelle non è difficile, ma è importante sapere come fare, senza improvvisare, per evitare che il rivestimento si rovini in maniera irreversibile. Anche sul materiale di istruzioni dell’auto si possono trovare delle indicazioni per la pulizia.

Sedili auto in pelle, come pulirli evitando di danneggiarli

Il primo passaggio per quanto riguarda la pulizia dei sedili in pelle è controllare che non vi siano già delle parti danneggiate o dei graffi sulle superfici. Infatti, nel caso in cui ci fossero delle aree rovinate, allora è bene fare attenzione a non trattarle con detergenti e nemmeno con acqua, si creerebbe un danno irreparabile. Prima di procedere alla detersione quindi è necessario far riparare da un professionista le superfici rovinate, limitando quindi danni peggiori.

Dopo questo primo passaggio, si può quindi procedere con la pulizia vera e propria, basterà eliminare tutti i residui di polvere e sporco con l’attrezzo apposito oppure anche con un’aspirapolvere di casa o per auto. La cosa più importante a cui fare attenzione è non esercitare troppa pressione, in modo da non danneggiare gli interni in pelle. Nel caso in cui dovessero esserci delle macchie di liquidi caduti inavvertitamente in auto, allora è necessario usare un panno morbido e un prodotto adatto alla pulizia del cuoio. In questo modo, in poco tempo si procede alla detersione degli interni auto in pelle, con estrema semplicità. Ci sono solo dei casi in cui lo sporco è più ostinato e quindi prima di passare il panno è necessario insistere con una spazzola, spruzzando il detergente solo in un secondo momento e passando poi il panno per eliminare lo sporco. Alla fine della detersione è bene eliminare la schiuma formatasi sui sedili con un altro straccio asciutto e lasciare che gli interni asciughino, prima di entrare e sedersi in auto.

Quali sono le raccomandazioni da non dimenticare per pulire i sedili in pelle

Per la pulizia degli interni dell’auto in pelle servono prodotti di qualità e specifici, che possiamo trovare facilmente in commercio. Altrimenti si possono creare dei detergenti fai da te, un esempio è mischiare olio di semi di lino e aceto in una bottiglia con erogatore e usare il prodotto almeno una volta al mese per evitare che lo sporco si accumuli. Anche il sapone per i piatti e il bicarbonato possono essere usati per pulire la pelle, importante la diluizione in acqua.

È fondamentale anche fare la pulizia sotto i sedili davanti, da dietro. È necessario togliere i tappetini, portare avanti i sedili per avere maggiore spazio, pulire le guide degli stessi con un pennello e spazzare via detriti, briciole, peli e capelli che si accumulano in questi angoli. Un’ultima chicca, se vuoi togliere una macchia e non hai un detergente a portata di mano, allora usa un batuffolo di cotone impregnato di latte detergente per il viso, sembra strano, ma è super efficace e delicatissimo sulla pelle, smacchia e lucida, senza rovinare il rivestimento.

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Auto usate, come investire nei modelli d’epoca

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Le auto d’epoca sono vetture di grande valore, spesso molto rare, con una meravigliosa storia alle spalle, e vengono considerate come dei gioielli, belle e preziose. Il Codice della Strada le distingue dalle auto storiche, anche se spesso si fa confusione tra queste due categorie simili. La distinzione comunque è importante solo ai fini della Legge. Le auto d’epoca sono quelle che sono state cancellate dal PRA, che mantengono le caratteristiche tecniche originarie della Casa produttrice. Non devono assolutamente subire alcuna modifica e non possono circolare sempre liberamente su strada, ma solo in occasione di raduni o manifestazioni.

Ci sono persone che tengono auto d’epoca per hobby, altri per business, solitamente valgono una fortuna. In ogni caso si tratta di ottimi investimenti, soprattutto per quanto riguarda i veicoli più datati, rari e prestigiosi.

Quando conviene investire nelle auto d’epoca?

Le auto usate acquistano valore con il passare del tempo, quindi ogni momento è buono per investire, calcolando che negli anni successivi il veicolo può aumentare e addirittura raddoppiare il suo valore. Negli ultimi dieci anni infatti il valore delle auto d’epoca è aumentato del 192%, questa tipologia di vetture sono diventate una forma di investimento molto remunerativa. Chi investe sulle auto d’epoca è spesso spinto da una grande passione o dall’amore incondizionato verso un particolare modello di macchina posseduto, che rievoca momenti indimenticabili del passato.

Tanti sono coloro che hanno iniziato ad appassionarsi di auto storiche e antiche proprio tenendo nel proprio garage la vettura del proprio nonno. Ovviamente anche chi non dovesse mai ricevere un veicolo in eredità può entrare in trattativa col proprietario di un mezzo storico o d’epoca, ad esempio recandosi ad una manifestazione o un raduno dedicato alle auto classiche.

Investire in auto usate e d’epoca: quali sono i migliori modelli oggi?

Oltre ai grandi classici oggi il nostro consiglio è quello di dare un occhio alle auto degli anni Ottanta e Novanta, le cosiddette youngtimer, che sono vetture che hanno fatto la storia ma che ancora non sono ritenute d’epoca e quindi non hanno un valore così elevato e non richiedono un grandissimo dispendio di denaro. Alcuni esempi di questi modelli possono essere la Fiat Barchetta che conosciamo tutti, la Bmw Z3 (uscita di produzione nel 2002), o ancora la Golf GT II. Modelli che negli anni sono diventati dei veri e propri gioiellini.

Auto d’epoca, è un investimento conveniente oggi?

Per tutti coloro che sono appassionati d’auto e che sono interessati alle auto d’epoca e storiche, è importante sapere che si tratta di un investimento che porta ottimi frutti, ma nel lungo periodo. Infatti il valore delle vetture classiche aumenta, anche in maniera vertiginosa, ma servono molti anni. Per guadagnare nella rivendita di un modello antico è necessario aspettare del tempo e avere pazienza.

Il mercato delle auto d’epoca e storiche non è sicuramente uno dei più semplici e anzi è molto di nicchia, infatti bisogna prestare attenzione alla totale originalità delle parti dei veicoli per stabilirne il valore, chiaramente se un’auto viene completamente rimessa a nuovo non può essere considerata un bene antico di valore collezionistico. In Italia i veicoli di interesse storico devono essere iscritti ad un registro ASI – Automotoclub Storico Italiano, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI. Inoltre devono essere in possesso del CRS, Certificato di Rilevanza Storico collezionistica. Le auto considerate d’epoca invece, come abbiamo detto, non devono subire alcuna modifica, non possono circolare liberamente, ma solo in occasione di eventi di settore e devono essere iscritti in un elenco specifico presso il Centro Storico del Dipartimento per i Trasporti Terrestri.

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Fiat 500L Sport

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La famiglia 500L di Fiat si amplia con l’allestimento Sport che si posiziona al top della gamma della monovolume italiana.

La base di partenza è la versione Cross, il cui equipaggiamento è però arricchito con accessori extra come le luci ambientali, la regolazione lombare del sedile guida, i cerchi in lega dedicati da 17 pollici di colore nero opaco, le rifiniture in Nero Diabolik e i finestrini posteriori oscurati.

Prezzo e motorizzazioni Fiat 500L Sport

Il prezzo di partenza della Fiat 500L Sport di 22.250 euro, per la versione motorizzata con il 1.4 aspirato da 95 CV, 24.750 euro con il diesel 1.3 MultiJet, sempre da da 95 CV (26.000 euro con il cambio automatico dualogic) e 26.250 euro con il diesel 1.6 MultiJet da 120 CV.

Fiat 500L Sport: optional

Tra gli accessori extra disponibili nel catalogo della Fiat 500L Sport si possono ordinare le pinze dei freni in rosso a contrasto (200 euro), il pacchetto Kit Seat High Sport (200 euro)  anche con i sedili anteriori riscattabili (300 euro), il pacchetto Bad S (250 euro) con pinze dei freni e specchietti retrovisori esterni in rosso, e i cerchi in lega Cross da 17 pollici (300 ).

Le tinte carrozzeria disponibili per la Fiat 500L sono: Rosso Passione, Bianco Gelato, Nero Cinema e Grigio Moda, con i tetti a contrasto in Nero Opaco o Nero Lucido.

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Auto economiche con cambio automatico: 10 proposte sotto i 21.000 euro

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Le auto con cambio automatico sono sempre più richieste in Italia e i nostri listini sono ricchi di proposte economiche prive del pedale della frizione.

In questa guida all’acquisto troverete dieci vetture valide che costano meno di 21.000 euro.

L’elenco delle dieci auto economiche con cambio automatico che costano meno di 21.000 euro è composto soprattutto da piccole e da vetture provenienti da Francia e Giappone, anche se non mancano mezzi di altri segmenti e di altre nazioni. Di seguito troverete una breve descrizione e i prezzi di questi veicoli.

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Citroën C3 PureTech 110 EAT6 – 19.500 euro

La Citroën C3 PureTech 110 EAT6 monta un cambio automatico (convertitore di coppia) a 6 rapporti.

La terza generazione della piccola francese ospita sotto il cofano un motore 1.2 turbo benzina tre cilindri PureTech da 110 CV silenzioso, scattante e ricco di coppia (230 Nm).

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Honda Jazz Trend CVT – 17.800 euro

La Honda Jazz Trend CVT è una piccola versatile (il bagagliaio è immenso) penalizzata dal cambio automatico CVT a variazione continua e da una dotazione di serie povera: i cerchi in lega, i fendinebbia, i sensori di parcheggio e la telecamera posteriore non sono disponibili neanche come optional.

La terza generazione della “segmento B” nipponica – che verrà presto rimpiazzata da un nuovo modello – monta un motore 1.3 a benzina da 102 CV poco pronto ai bassi regimi e con una cilindrata elevata che non aiuta a risparmiare sull’assicurazione RC Auto.

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Hyundai i10 1.0 Tech A/T – 14.800 euro

La Hyundai i10 Tech A/T – dotata di un cambio automatico (convertitore di coppia) a 4 rapporti – è l’unica proposta della nostra guida all’acquisto guidabile dai neopatentati.

La seconda generazione della citycar coreana verrà presto sostituita da un nuovo modello: il motore 1.0 tre cilindri a benzina è rumorosetto, poco potente (67 CV) e un po’ troppo assetato di carburante.

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Kia Stonic 1.0 T-GDi DCT7 Style – 20.500 euro

La Kia Stonic 1.0 T-GDi DCT7 Style è la proposta più costosa tra quelle analizzate in questa guida all’acquisto e anche la più ingombrante (4,14 metri di lunghezza). Il cambio automatico è un doppia frizione a 7 rapporti.

La piccola SUV coreana condivide il pianale con la Rio e ospita sotto il cofano un motore 1.0 turbo benzina tre cilindri T-GDi potente (120 CV) e in grado di offrire una spinta corposa ai bassi regimi. Tanto spazio a disposizione delle gambe dei passeggeri posteriori, poco divertimento nelle curve e una ricca dotazione di serie (cerchi in lega, fendinebbia, sensori di parcheggio e telecamera posteriore).

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Nissan Micra IG-T Xtronic Acenta – 18.030 euro

La Nissan Micra IG-T Xtronic Acenta ha un cambio automatico CVT a variazione continua.

La quinta generazione della piccola giapponese è spinta da un motore 1.0 turbo benzina tre cilindri IG-T da 101 CV molto pronto ai bassi regimi.

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Opel Corsa 1.2 100 CV aut. Edition – 18.150 euro

La Opel Corsa 1.2 100 CV aut. Edition – dotata di una trasmissione a 8 rapporti (convertitore di coppia) – è, secondo noi, una delle migliori auto economiche dotate di cambio automatico.

La sesta generazione della piccola tedesca – sviluppata sullo stesso pianale della Peugeot 208 – monta un motore 1.2 turbo benzina tre cilindri da 101 CV e può vantare un divano largo che può accogliere abbastanza comodamente tre passeggeri.

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Peugeot 208 PureTech 100 EAT8 Active – 19.650 euro

La Peugeot 208 PureTech 100 EAT8 Active monta lo stesso motore (1.2 turbo tre cilindri benzina PureTech da 101 CV) e lo stesso cambio automatico (convertitore di coppia a 8 rapporti) della Opel Corsa. D’altronde sono costruite sulla stessa piattaforma.

La seconda generazione della piccola francese è però meno versatile della “cugina” teutonica: gli occupanti posteriori più alti, ad esempio, hanno pochi centimetri a disposizione nella zona della testa.

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Renault Twingo TCe Duel2 – 14.800 euro

La Renault Twingo TCe Duel2 è una citycar francese “tutto dietro” (motore e trazione posteriore) dotata di un cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti.

La terza generazione della “segmento A” transalpina ospita un propulsore 0.9 turbo (una cilindrata contenuta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto) tre cilindri a benzina TCe da 92 CV piuttosto assetato di carburante. L’abitacolo, che presenta qualche imprecisione di troppo alla voce “finiture”, offre poco spazio alle spalle di chi si accomoda dietro e anche il bagagliaio delude.

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Smart fortwo 70 youngster – 15.049 euro

La Smart fortwo 70 youngster sparirà presto dalle concessionarie (ora la terza generazione della citycar tedesca è diventata esclusivamente elettrica) ma resta una proposta interessante per chi cerca un mezzo compatto – solo 2,74 metri di lunghezza – senza ansia da ricarica.

Dotata di un cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti e penalizzata dal fatto di avere solo due posti e tre porte, monta un motore (posteriore, così come la trazione) 1.0 tre cilindri a benzina da 71 CV: un’unità carente di coppia oltretutto ancora Euro 6c.

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Suzuki Ignis 1.2 iTop AGS – 16.650 euro

La Suzuki Ignis 1.2 iTop AGS monta un cambio automatico robotizzato a 5 rapporti.

La terza generazione della piccola SUV giapponese ospita sotto il cofano un motore 1.2 a benzina da 90 CV e offre tanti centimetri alla testa di chi si accomoda sui sedili posteriori. Il peso contenuto del corpo vettura, inoltre, garantisce un comportamento agile nelle curve.

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Ami, la risposta Citroën alla Renault Twizy

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La Citroën Ami è la risposta del Double Chevron alla Renault Twizy: una microcar elettrica a due posti guidabile a partire dai 14 anni con la patente AM (il patentino, per intenderci), un quadriciclo leggero a emissioni zero ricaricabile in tre ore con una semplice presa 220 V in grado di raggiungere una velocità massima di 45 km/h.

Di seguito troverete le foto, i dati e i prezzi della Citroën Ami, ordinabile tra qualche mese in Italia (prime consegne previste in Francia per giugno): tutto quello che c’è da sapere sulla “baby” a batteria che vuole rivoluzionare la mobilità urbana, un mezzo rivolto soprattutto a chi affronta spesso tragitti frequenti su brevi distanze.

Citroën Ami: le dimensioni

La Citroën Ami è lunga 2,41 metri, larga 1,39 metri (retrovisori esclusi) e alta 1,52 metri. La microcar elettrica francese pesa meno di 500 kg (485 chilogrammi, per la precisione) e può vantare un diametro di sterzata di soli 7 metri.

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Citroën Ami: design simmetrico

Il design simmetrico della Citroën Ami punta a ridurre i costi di produzione e a offrire un prezzo di listino contenuto: le due portiere sono identiche e hanno un’apertura differenziata (controvento per il guidatore, “normale” per il passeggero) e anche i paraurti anteriori e posteriori e la parte inferiore della scocca si ripetono.

Tra le altre soluzioni di stile apportate dai designer del Double Chevron segnaliamo le ampie superfici vetrate, il tetto panoramico di serie e i finestrini basculanti laterali che si aprono manualmente verso l’alto come sulla mitica 2CV.

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Citroën Ami: gli interni

L’abitacolo della Citroën Ami è – a differenza di quello della rivale Renault Twizychiuso e riscaldato. Senza contare che a bordo della microcar del Double Chevron i due sedili sono affiancati – in posizione sfalsata – e non uno dietro l’altro.

Il sedile del guidatore è scorrevole su guide mentre quello del passeggero (fisso) presenta una nicchia che consente di riporre un bagaglio delle dimensioni da “cabina” e un altro vano nella parte posteriore. Molto interessante, infine, l’alloggiamento per lo smartphone posizionato a destra del volante.

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Citroën Ami: batteria, autonomia e ricarica

La batteria agli ioni di litio da 5,5 kWh della Citroën Ami pesa poco più di 60 kg, è situata sotto il pianale e si ricarica facilmente in tre ore con una presa elettrica standard da 220 V tramite un cavo posizionato nella portiera lato passeggero. L’autonomia? Fino a 70 km.

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Citroën Ami: il prezzo

I prezzi per l’Italia della Citroën Ami non sono ancora stati comunicati ufficialmente mentre in Francia si parte da 6.000 euro. La Casa transalpina offre inoltre la possibilità di completare tutte le fasi di acquisto con una procedura 100% online e con la consegna della vettura a domicilio.

Tra le altre formule disponibili per chi intende guidare il quadriciclo elettrico francese segnaliamo il noleggio a lunga durata (per il mercato francese è previsto un anticipo di 2.644 euro, un bonus ecologico di 900 euro e un canone di 19,99 euro al mese che non comprende l’assicurazione) o il car sharing: in primavera a Parigi entreranno in servizio i primi esemplari contrassegnati dal logo “Free2Move”.

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Citroën Ami: gli optional

La Citroën Ami offrirà tante possibilità di personalizzazione estetica e avrà una lunga lista di optional. Qualche esempio? La rete centrale di separazione, la rete di contenimento da fissare sulla portiera, il vano portaoggetti sulla parte superiore della plancia, l’appendiborsa, il supporto per smartphone e la connect-box DAT@MI connessa all’applicazione my Citroën per ritrovare sul cellulare tutte le informazioni relative alla vettura.

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Pedaggio autostradale, tutte le modalità di pagamento

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In Italia, su quasi tutte le tratte autostradali che attraversano il Paese da nord a sud, è obbligatorio pagare il pedaggio alle società concessionarie, che si occupano della realizzazione e della manutenzione delle strade. Si tratta di un corrispettivo dovuto per il transito degli autoveicoli, si paga praticamente un servizio, visto che a fronte di questa somma di denaro versata da ogni automobilista, la società che gestisce l’autostrada deve garantire agli utilizzatori un buono stato dell’infrastruttura, la sicurezza e l’ottima percorribilità.

La maggior parte delle autostrade in Italia, come ben sappiamo, è dotata di caselli in entrata e in uscita di ogni tratta. In genere all’uscita, e quindi alla fine del proprio percorso, si paga il pedaggio; capita anche di dover pagare in anticipo, all’ingresso in autostrada, ma è più raro. Vediamo quali sono le modalità previste per il pagamento del pedaggio autostradale in Italia e cosa succede a chi invece non paga.

Pedaggio autostradale, pagamento in contanti o con bancomat

Il primo metodo di pagamento della tratta autostradale percorsa è con contanti, c’è una corsia riservata a questo metodo, contrassegnata dal cartello a fondo bianco, dove sono raffigurati dei soldi e il simbolo di una mano. Questo indica che alla cassa del casello ci sarà un operatore pronto a incassare l’importo dovuto. Ci sono anche le corsie per il pagamento self service, dove si paga alla cassa automatica, senza bisogno del personale al casello, e si può versare l’importo del pedaggio sia con contanti che con il bancomat. Anche queste corsie sono identificate con un cartello a fondo bianco, ma oltre al simbolo dei contanti ci sono anche delle carte di colore blu, che stanno a indicare che è consentito pagare anche con bancomat, carta di credito e Viacard, carta erogata da Autostrade per l’Italia.

Chi paga alla cassa automatizzata deve inserire il biglietto di ingresso in autostrada e attendere di vedere impresso sul display l’importo dovuto. Dopodiché può usare il bancomat, se abilitato, anche con la modalità Fastpay, che non obbliga ad inserire il PIN e soprattutto che permette il versamento dell’importo senza commissioni.

Pedaggio autostradale, come funziona il Telepass

Il più moderno e evoluto sistema di pagamento dell’autostrada è il Telepass, un dispositivo che viene installato all’interno dell’auto e che permette il pagamento automatico del pedaggio al solo passaggio dal casello. Le corsie dedicate a questa tipologia di versamento sono identificate con un cartello di colore giallo, indicano l’unica possibilità di pagamento con modalità elettronica, per cui non è necessario fermarsi in coda.

Cosa fare in caso di mancato pagamento del pedaggio autostradale

A volte capita, soprattutto a chi si serve del Telepass, di uscire dall’autostrada senza pagare il pedaggio a causa di un malfunzionamento dell’apparecchio. Raramente invece può succedere che il sistema di pagamento self service dia problemi all’utente, che non riesce a versare la somma dovuta. Se per uno o l’altro motivo non si riesce a pagare il pedaggio, allora viene emesso uno scontrino che indica il mancato versamento della somma dovuta. Si tratta di un rapporto di mancato pagamento, su cui vengono segnalati i dati utili del veicolo, quindi la classe e la targa, e i dati di transito dell’auto, nel dettaglio data, ora, casello di uscita e, se possibile, casello di entrata. Ovviamente alla fine appare l’importo dovuto.

Entro 15 giorni dal mancato pagamento ci si può mettere in regola senza pagare penali, basta:

  • recarsi in un Punto Blu, oppure
  • pagare in un punto Sisal, con una maggiorazione di 2 euro, oppure
  • fare un bonifico ad Autostrade per l’Italia S.p.A. o
  • in uno dei caselli autostradali gestiti da un operatore, o ancora
  • online, con la carta di credito abilitata.

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