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Revoca della patente, quando succede e cosa sapere

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Il nostro Codice della Strada prevede differenti sanzioni accessorie accanto alle sanzioni amministrative, tra queste anche la sospensione o l’ancor più grave revoca della patente, vediamo in cosa consiste quest’ultima.

Revoca della patente di guida: di cosa si tratta?

Il provvedimento di revoca è quello attraverso il quale si procede alla cancellazione e eliminazione della patente di guida. Questo accade quando il titolare del documento perde i requisiti psichici e fisici previsti dalla Legge oppure nel caso in cui venga trovato alla guida sotto effetto di stupefacenti e provochi incidenti o in stato di forte ebbrezza. La revoca della patente è prevista anche per recidiva di una violazione commessa precedentemente.

Quali sono gli altri casi per cui si ricorre alla revoca della patente?

Gli altri casi di revoca del documento di guida sono legati alla perdita dei requisiti psicofisici e quindi, quando il titolare non ne è più in possesso con carattere permanente, allora perde la sua patente, lo stesso avviene se non risulta più idoneo se sottoposto alla revisione della licenza o ancora per motivi di pericolosità sociale o quando la patente è stata sostituita con un’altra rilasciata da un Paese estero, come richiesto dal titolare.

Altri casi di revoca della patente sono collegati alla condotta di guida, i seguenti:

  • il titolare circola ugualmente durante il periodo di sospensione della patente;
  • l’automobilista percorre contromano autostrade o strade extraurbane;
  • recidività nel superamento di oltre 60 km/h dei limiti di velocità;
  • guida in stato di ebbrezza da alcool o sostanze stupefacenti un autobus, un autocarro o altro veicolo con massa complessiva superiore alle 3,5 t o un complesso di veicoli;
  • recidività per la guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico di 1,5 g/l o superiore o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Chi emette il provvedimento di revoca della patente di guida?

La revoca della patente è un provvedimento emesso dal Prefetto, dopo aver ricevuto comunicazione dall’agente che ha accertato la violazione del Codice della Strada (entro i 5 giorni successivi). Il Prefetto emette l’ordinanza di revoca della patente di guida. Se il provvedimento viene emesso per la perdita dei requisiti psicofisici in modo permanente allora è di carattere definitivo ed è accertato dall’unità sanitaria locale territorialmente competente e disposto dal Dipartimento per i Trasporti Terrestri.

Come riavere la patente nel caso di revoca

Dopo la revoca, è possibile ottenere nuovamente la propria patente di guida? A meno che non si perdano i requisiti psicofisici richiesta dalla Legge in maniera permanente, allora l’automobilista può agire per ottenere il suo documento. È importante fare però una distinzione:

  • nel primo caso parliamo di perdita temporanea dei requisiti psicofisici: una volta che le condizioni che hanno determinato la perdita della patente cessano, allora il titolare del documento può fare una nuova visita per ottenere la sua licenza di guida;
  • se invece la patente viene revocata per violazione al Codice della Strada, allora il titolare deve sapere che il provvedimento emesso dal Prefetto dura due anni dal momento in cui è diventato definitivo o tre anni per violazione degli articoli 186, 186 bis e 187 del Codice della Strada.

È possibile presentare ricorso in caso di revoca della patente?

Il soggetto a cui viene revocata la patente può decidere di presentare ricorso al provvedimento prefettizio presso il Ministero dei Traporti, in questo modo tenta di ottenere la restituzione della licenza di guida senza aspettare i tempi previsti dalla Legge. Il soggetto interessato può fare ricorso entro 20 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza di revoca patente, sarà poi compito del Ministero dei Trasporti decidere il da farsi nei 60 giorni successivi. Nel caso in cui il ricorso venga accolto, allora il provvedimento viene revocato e la patente viene quindi restituita al legittimo possessore.

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SUV: l’elenco completo per marca (con i prezzi)

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Le SUV sono amatissime dagli automobilisti italiani. Basta un dato per capirlo: nei primi due mesi del 2020 le crossover e le fuoristrada hanno rappresentato il 43,1% delle immatricolazioni nel nostro Paese.

Di seguito troverete l’elenco completo di tutte le SUV in commercio (con i prezzi): tante proposte per tutti i gusti e tutte le tasche.

SUV: l’elenco completo per marca (con i prezzi)

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SUV Alfa Romeo

  • Stelvio da 47.500 euro

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SUV Aston Martin

  • DBX 198.378 euro

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SUV Audi

  • Q2 da 26.900 euro
  • Q3 da 35.000 euro
  • Q3 Sportback da 38.200 euro
  • Q5 da 45.200 euro
  • Q7 da 71.300 euro
  • Q8 da 77.600 euro
  • e-tron da 73.100 euro
  • e-tron Sportback da 75.400 euro

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SUV Bentley

  • Bentayga da 179.142 euro

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SUV BMW

  • X1 da 33.000 euro
  • X2 da 34.150 euro
  • X3 da 47.550 euro
  • X4 da 54.950 euro
  • X5 da 68.600 euro
  • X6 da 80.700 euro
  • X7 da 94.900 euro

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SUV Cadillac

  • XT4 da 44.990 euro

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SUV Citroën

  • C3 Aircross da 18.500 euro
  • C5 Aircross da 25.900 euro

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SUV Cupra

  • Ateca 44.665 euro

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SUV Dacia

  • Duster da 12.400 euro

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SUV DR

  • dr3 da 14.900 euro
  • dr4 da 17.000 euro
  • dr Evo5 da 14.900 euro
  • dr6 da 20.000 euro

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SUV DS

  • DS 3 Crossback da 26.200 euro
  • DS 7 Crossback da 36.700 euro

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SUV Fiat

  • 500X da 20.500 euro

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SUV Ford

  • EcoSport da 20.500 euro
  • Puma da 22.750 euro
  • Kuga da 28.750 euro
  • Edge da 49.400 euro

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SUV Haval

  • H2 da 17.900 euro

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SUV Honda

  • HR-V da 23.050 euro
  • CR-V da 29.200 euro

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SUV Hyundai

  • Kona da 19.550 euro
  • Tucson da 25.100 euro
  • Santa Fe da 52.200 euro

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SUV Jaguar

  • E-Pace da 43.200 euro
  • F-Pace da 54.650 euro
  • I-Pace da 82.460 euro

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SUV Jeep

  • Renegade da 23.300 euro
  • Compass da 29.450 euro
  • Wrangler da 49.000 euro
  • Wrangler Unlimited da 52.500 euro
  • Cherokee da 45.500 euro
  • Grand Cherokee da 59.200 euro

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SUV Kia

  • Stonic da 16.750 euro
  • Niro da 26.250 euro
  • Xceed da 22.750 euro
  • Sportage da 24.500 euro
  • Sorento da 47.000 euro

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SUV Lamborghini

  • Urus 214.766 euro

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SUV Land Rover

  • Defender 90 da 51.400 euro
  • Defender 110 da 57.400 euro
  • Discovery Sport da 44.200 euro
  • Discovery da 60.100 euro
  • Range Rover Evoque da 45.300 euro
  • Range Rover Velar da 59.500 euro
  • Range Rover Sport da 71.000 euro
  • Range Rover da 109.000 euro

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SUV Lexus

  • UX da 37.400 euro
  • NX da 52.000 euro
  • RX da 73.000 euro

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SUV Mahindra

  • KUV 100 da 11.990 euro
  • XUV500 da 21.250 euro

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SUV Maserati

  • Levante da 77.200 euro

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SUV Mazda

  • CX-30 da 24.750 euro
  • CX-5 da 30.650 euro

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SUV Mercedes

  • GLA da 30.996 euro
  • GLB da 35.390 euro
  • GLC da 48.603 euro
  • GLC Coupé da 54.006 euro
  • GLE da 70.312 euro
  • GLE Coupé da 72.804 euro
  • GLS da 94.660 euro
  • classe G da 104.780 euro
  • EQC da 76.839 euro

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SUV Mini

  • Countryman da 25.800 euro

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SUV Mitsubishi

  • ASX da 22.150 euro
  • Eclipse Cross da 25.230 euro
  • Outlander da 30.400 euro

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SUV Nissan

  • Juke da 19.620 euro
  • Qashqai da 22.460 euro
  • X-Trail da 29.820 euro

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SUV Opel

  • Crossland X da 18.450 euro
  • Mokka X da 23.250 euro
  • Grandland X da 28.600 euro

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SUV Peugeot

  • 2008 da 21.050 euro
  • 3008 da 27.830 euro
  • 5008 da 29.830 euro
  • e-2008 da 38.050 euro

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SUV Porsche

  • Macan da 64.894 euro
  • Cayenne da 82.015 euro
  • Cayenne Coupé da 89.213 euro

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SUV Renault

  • Captur da 17.700 euro
  • Kadjar da 21.350 euro
  • Koleos da 35.300 euro

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SUV Seat

  • Arona da 17.650 euro
  • Ateca da 25.000 euro
  • Tarraco da 30.600 euro

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SUV Skoda

  • Kamiq da 20.730 euro
  • Karoq da 24.800 euro
  • Kodiaq da 28.920 euro

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SUV Ssangyong

  • Tivoli da 20.100 euro
  • XLV da 23.800 euro
  • Korando da 25.500 euro
  • Rexton da 37.400 euro

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SUV Subaru

  • XV da 24.500 euro
  • Forester da 35.500 euro

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SUV Suzuki

  • Ignis da 14.200 euro
  • Vitara da 20.980 euro
  • S-Cross da 18.990 euro

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SUV Tesla

  • Model X da 95.380 euro

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SUV Toyota

  • C-HR da 29.650 euro
  • RAV4 da 36.400 euro
  • Land Cruiser 3p. da 42.800 euro
  • Land Cruiser 5p. da 59.350 euro

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SUV Volkswagen

  • T-Cross da 19.200 euro
  • T-Roc da 24.000 euro
  • Tiguan da 31.150 euro
  • Tiguan Allspace da 38.400 euro
  • Touareg da 62.500 euro

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SUV Volvo

  • XC40 da 31.750 euro
  • XC60 da 47.150 euro
  • XC90 da 67.100 euro

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Graffi profondi e ammaccature della carrozzeria: come toglierli

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Quando si ha la macchina nuova o comunque si è particolarmente attenti a mantenere perfetta la propria vettura, è veramente una seccatura trovare un graffio o un’ammaccatura sulla carrozzeria intatta e lucida. Spesso però non è indispensabile rivolgersi ad un carrozziere e spendere diverse centinaia di euro per far tornare la propria vettura come nuova. Per recuperare un piccolo danno a volte si può provare a cavarsela da soli, chiaramente tutto dipende dall’entità del graffio, da quanto è profondo, dal colore della carrozzeria e da altri elementi.

Ci sono comunque diversi modi per riuscire a eliminare graffi e ammaccature dall’auto, alcuni sostengono che è possibile usare il dentifricio, altri utilizzano la pasta abrasiva, altri ancora sono scettici e raccomandano solo ed esclusivamente di rivolgersi ad un carrozziere. Vediamo insieme come poter eliminare righe e altri danni dalla carrozzeria dell’auto e far tornare autonomamente la vettura come nuova.

Come eliminare graffi e ammaccature dall’auto, i passaggi

Spesso, anche stando molto attenti, ci troviamo la macchina piena di graffietti sulla vernice, che a volte sono dovuti da piccoli sassolini che si alzano mentre viaggiamo e che possono quindi andare a causare danni alla carrozzeria. La prima cosa da fare se si vuole sistemare il graffio autonomamente è capire il tipo di danno e la profondità delle righe o delle ammaccature. Se sono leggeri, allora basta prima lavare la macchina e pulire per bene la superficie nel punto in cui è rigata, per individuare al meglio anche i minimi segni.

Dopodiché è possibile procurarsi della pasta abrasiva e un asciugamano; è necessario versare una piccola quantità di prodotto sul panno e strofinare con movimenti circolari sui graffi. Dopo un paio di applicazioni, basterà passare della cera e lucidare tutta la carrozzeria, l’auto sembrerà nuova. Ricordate che non tutte le paste abrasive sono uguali, infatti consigliamo sempre di acquistarne una a grana fine, per non rischiare di danneggiare ulteriormente la vernice dell’auto. Siate molto delicati nei movimenti e nell’applicazione, per evitare di opacizzare la superficie trattata e ottenere quindi l’effetto contrario a quello che desiderate.

Graffi e ammaccature: come procedere su vernice di lacca o smalto

Se l’auto è verniciata con una lacca, allora la pasta abrasiva non serve per eliminare i danni. È sufficiente usare un panno pulito e una piccola quantità di solvente per vernice. Strofinate sul graffio, vedrete la lacca spostarsi, rimuovendo la vernice circostante e andando a coprire quindi la superficie graffiata. Se la vostra auto invece è verniciata con lo smalto, allora è necessario comprare una piccola bottiglietta di vernice e fare un ritocco, è importante che il lavoro venga eseguito meticolosamente, quindi comprate la vernice senza sbagliare il codice del colore (il pantone) e applicatela con un pennello fine.

Graffi profondi sulla carrozzeria dell’auto: come eliminarli

Se i graffi sulla vostra macchina sono molto profondi, forse le tecniche descritte finora non bastano. È necessario quindi valutare molto bene la profondità del danno, considerando che la carrozzeria si compone di quattro strati, prima c’è il rivestimento trasparente, sotto il quale troviamo il colore, poi il primer e infine l’acciaio. Se il graffio è leggero, allora viene intaccato solo il rivestimento esterno o al massimo si arriva fino al colore. Se invece il danno è arrivato in profondità, lasciando intravedere l’acciaio della carrozzeria, allora è bene rivolgersi ad un carrozziere, perché è praticamente impossibile rimediare al danno autonomamente.

Graffi e ammaccature sulla carrozzeria dell’auto: come prevenire i danni

Chiaramente la miglior cosa sarebbe quella di non trovare mai la propria auto danneggiata e quindi prevenire, invece che dover poi provare a sistemarla in ogni modo. L’unico modo per cercare di preservare l’integrità della propria macchina è quello di applicare un prodotto protettivo, in commercio esistono differenti tipologie di Polish che hanno proprio questa funzione. Si tratta di una specie di cera che viene applicata su tutta la superficie esterna dell’auto, che lucida la vernice e la protegge da graffi ovviamente leggeri.

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Patente, le infrazioni più comuni e le relative sanzioni

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Ci poniamo domande e migliaia di dubbi prima di metterci al volante, i quesiti più comuni riguardano ad esempio la possibilità di guidare anche se ci si è rotti un polso o  un dito, oppure se al semaforo e al passaggio a livello chiuso si è obbligati a spegnere l’auto e molto altro. Gli automobilisti si chiedono chiaramente anche cosa si rischia nel caso non si dovessero rispettare alcune di queste regole. Allora vediamo insieme quali sono le infrazioni più comuni al Codice della Strada e quali sanzioni corrispondono loro.

Patente, quali sono le infrazioni più comuni dei soggetti con patente A o B e le relative sanzioni

Chi ha patente A o B commette più frequentemente le seguenti scorrettezze, andando contro quanto prescritto dal Codice della Strada:

  • guida senza patente, disciplinata dall’art. 11, si rischiano 5.000 euro di multa + 389 euro che deve pagare il proprietario del veicolo per incauto affidamento;
  • guida con veicolo senza revisione, art. 80, si rischia una multa a partire da 169 euro;
  • nel caso in cui un soggetto non rinnova la patente e quindi circola con documento non valido e scaduto, allora rischia 155 euro di multa e il ritiro della patente (art. 126);
  • se si guida con un braccio o un dito rotto, o con un polso slogato e simili, quindi in mancanza dei requisiti fisici per guidare, allora l’art. 115 stabilisce una multa di 85 euro (lo stesso vale in mancanza di requisiti psichici);
  • la multa per divieto di sosta (art. 157), molto frequente, invece è di 41 euro;
  • nel caso in cui il conducente del veicolo tiene il motore acceso al semaforo rosso o comunque durante la sosta, rischia una multa di 218 euro, secondo l’art. 157;
  • parcheggio senza esibire disco orario in un’area a sosta temporanea, multa di 41 euro, sempre art. 157;
  • la multa per eccesso di velocità, fino a 40 km/h, è di 169 euro, tra i 40 e i 60 km/h è di 532 euro, con sospensione della patente da 1 a 3 mesi. I neopatentati in questo caso rischiano la sospensione da 3 a 6 mesi. In caso di recidiva invece la sospensione aumenta dagli 8 ai 18 mesi; se la velocità supera i 60 km/h rispetto al limite consentito, allora si rischiano 829 euro di multa e la sospensione della patente da 6 a 12 mesi, la patente viene revocata in caso di recidiva. (art. 142);
  • guida pericolosa, 5.000 euro e arresto, art. 9;
  • guida della moto senza casco, 81 euro di sanzione e fermo del veicolo, disciplinata all’art. 171;
  • guidare l’auto senza cinture di sicurezza comporta una sanzione di 81 euro, con sospensione della patente nel caso di recidiva (art. 81);
  • guidare con il telefono in mano, art. 173, 161 euro di multa e sospensione della patente per recidiva;
  • guida senza lenti, se obbligatorio e scritto sulla patente, 81 euro di multa (art. 173);
  • guida in stato di ebbrezza, è un capitolo molto ampio, chiaramente le multe e tutte le altre eventuali pene dipendono dal livello di alcol nel sangue del conducente. Si parte comunque da 532 euro e sospensione della patente, come indicato nell’art. 186.

Patente, quali sono le infrazioni più comuni dei conducenti professionali

Di seguito invece troviamo le maggiori scorrettezze commesse da chi guida per lavoro, i conducenti professionali, che vanno contro quanto prescritto dal Codice della Strada:

  • anche in questo caso parliamo di eccesso di velocità, fino a 40 km/h la multa è di 169 euro x 2 (raddoppiata); tra i 40 e i 60 km/h oltre il limite invece la multa è di 532 euro raddoppiata, con anche sospensione della patente da 2 a 6 mesi; oltre i 60 km/h la sanzione diventa di 829 euro x 2 e la sospensione della patente può andare da 12 a 24 mesi (art.142);
  • per chi guida con patente ma senza CAP o CQC, il rischio è di prendere 400 euro di multa e il fermo amministrativo del veicolo, come prescrive l’art. 116.

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ABT inizia il programma di tuning per la Golf VIII

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ABT Sportsline ha confermato il nuovo programma di modifiche dedicato alla nuova generazione della compatta di Wolfsburg, la Golf VIII.

Per cominciare il preparatore tedesco propone modifiche leggere  non rivoluzionarie. Tra queste l’assetto ribassato con molle più corte di 25 o 30 mm, dipendendo dalla meccanica e dalle specifiche del modello, in ogni caso compatibile con il sistema di controllo attivo del telaio (DCC).

Per dare un ulteriore tocco di esclusività alla hatchback tedesca ABT fa diverse proposte per il reparto ruote. Tra queste ci sono i cerchi grigi ABT ER-C da 8 o 19 pollici con pneumatici 225/40 R18 o 225/35 R19, gli FR-C diamantati in nero lucido da 20 pollici con pneumatici 235/30 R20 o i più sportivi ABT Sport GR, sempre da 20pollici, in nero opaco.

Oltre a queste novità, ABT ha fatto sapere che entro l’estate proporrà anche un upgrade meccanico per diverse motorizzazioni della Volkswagen Golf VIII.

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Mozzo ruota auto: quando potrebbe essere difettoso e cosa fare

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Oggi le auto, almeno quelle prodotte dal 1997, sono dotate di un cuscinetto e di un mozzo per ogni ruota e pneumatico. Il gruppo del mozzo della ruota dell’auto si compone dei perni che fissano le ruote al veicolo, è ruotante e trasmette il moto e le varie forze in gioco. Il mozzo ruota singola è progettato per durare per sempre, anche se ovviamente può succedere che si consumi prematuramente, si danneggi o si rompa a causa dell’usura, un po’ come avviene per ogni altro tipo di dispositivo meccanico.

Il mozzo della ruota delle auto è una delle componenti purtroppo più trascurate nel momento in cui vengono eseguite riparazioni ad esempio alle ruote o agli pneumatici, o ancora alle varie parti delle sospensioni, agli ammortizzatori e ai montanti e altre componenti del corpo anteriore e posteriore. Il mozzo inizia a mostrare alcuni segnali di avvertimento o sintomi facilmente riconoscibili dalla maggior parte dei proprietari di automobili, nel momento in cui la parte è danneggiata o sta iniziando a mostrare segni di usura prematura.

Mozzo ruota auto difettoso o guasto: quali sono i sintomi

I proprietari di auto dovrebbero essere a conoscenza delle avvisaglie che comunicano che l’assemblaggio del mozzo della ruota è guasto o presenta dei difetti, vediamo i principali:

  • il volante si allenta o vibra, e le vibrazioni peggiorano quando l’auto accelera. L’assemblaggio danneggiato del mozzo può causare il distacco del volante. Il problema solitamente risale a un cuscinetto della ruota consumato all’interno del gruppo del mozzo. È bene contattare un meccanico al primo sintomo, per poter testare il veicolo su strada e diagnosticare l’effettivo problema e le cause delle vibrazioni;
  • strano suono che proviene dalla zona in cui si trovano la ruota e lo pneumatico, solitamente se il mozzo è danneggiato lo è anche il cuscinetto della ruota all’interno, che così emette un suono stridente, simile a quello che produce lo sfregamento di due parti metalliche. Il rumore proviene dalla mancanza di lubrificazione all’interno del cuscinetto oppure da un cuscinetto incrinato a causa di un impatto con un altro veicolo o oggetto o ancora da un cuscinetto disallineato. È difficile capire quale cuscinetto emette il suono ed è quindi rovinato, è importante sapere però che se un mozzo della ruota laterale è rotto, devono essere sostituiti su entrambi i lati dello stesso asse;
  • ticchettio che aumenta man mano che l’auto accelera, potrebbe provenire dal gruppo del mozzo della ruota. In questo caso, la pinza del freno si muove e colpisce la parte superiore delle ruote durante la percorrenza e succede perché il cuscinetto del mozzo della ruota è rotto;
  • la combinazione pneumatico/ruota ha molto gioco quando è sospesa, questo però praticamente lo nota quasi esclusivamente un gommista o un meccanico. Se l’auto si trova su un sollevatore o cavalletto e il gruppo gomma/ruota è saldamente fissato al mozzo ma si muove dall’alto verso il basso o da sinistra a destra quando è tirato, allora significa che il mozzo della ruota è rotto e deve essere immediatamente sostituito, e con lui anche l’altro che si trova sullo stesso asse.

Raccomandiamo quindi agli automobilisti che dovessero notare anche solo uno dei segnali di avvertimento di cui abbiamo parlato, di contattare subito un meccanico che sia in grado di diagnosticare il problema preciso immediatamente, in modo da poter riparare il veicolo prima possibile e permettere al conducente di tornare a guidare quanto prima.

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BMW i4: il sound dell’elettrica da 500 CV

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Il carattere del Concept i4 non è solo un prodotto del suo design, ma anche del suo profilo sonoro visionario. Hans Zimmer ha composto il suono della BMW Concept i4  insieme al sound designer della BMW Renzo Vitale con il marchio BMW IconicSounds Electric. BMW IconicSounds Electric conferirà ai modelli elettrici  BMW una profondità emotiva extra collegando il conducente con il carattere del veicolo su un altro livello attraverso toni e suoni individuali.

“Renzo e io siamo stati ispirati a riunire il passato e il futuro della BMW con il suono per la BMW Concept i4”, spiega Zimmer. “Speriamo che il suono che abbiamo creato sia classico ma sorprendente e abbia una sensazione di leggerezza che si adatta al marchio BMW” Il repertorio sonoro della BMW Concept i4 si estende dai suoni di guida nella modalità Experience “Core” ai toni più intensi di “Sport”. Anche l’accompagnamento acustico all’apertura di una portiera e all’avvio dell’auto fanno parte del suo panorama sonoro.


Il suono di Hans Zimmer è il segnale di partenza per il piacere di guida elettrico

Hans Zimmer e Renzo Vitale hanno presentato il nuovo suono start / stop nello studio di Zimmer a Santa Monica a novembre 2019. Il suono di attivazione per i modelli BMW completamente elettrici e gli ibridi plug-in BMW sarà introdotto come funzionalità standard in tutto il mondo da luglio 2020. “La capacità di progettare il suono nei nostri veicoli ci consente di suscitare emozioni positive”, afferma Vitale. “Il nuovo suono di avvio / arresto ha lo scopo di infondere un senso di eccitazione alla prospettiva della guida elettrica quando il cliente sale sul veicolo e inizia il viaggio.”

BMW IconicSounds Electric

Il silenzio dei sistemi di azionamento elettrici è spesso citato come uno dei maggiori vantaggi della mobilità elettrica. Con l’aumento della scelta dei modelli elettrificati, tuttavia, ne consegue anche che alcuni driver perdono l’appeal emotivo del suono. Jens Thiemer, Senior Vice President Customer e Brand BMW “Il sound ha sempre avuto un ruolo importante nell’emozionalità dei nostri veicoli. Ora stiamo portando la gioia del piacere di guidare a un nuovo livello e siamo particolarmente lieti di lavorare con Hans Zimmer per creare il nuovo mondo sonoro della mobilità elettrica in BMW Il risultato di questa collaborazione sarà la nostra offerta sonora lungimirante per i veicoli elettrificati: BMW IconicSounds Electric”.

Il sound di guida della BMW Concept i4 è il secondo sviluppato per i veicoli elettrici BMW con Hans Zimmer, dopo la presentazione del sound elettrico per la BMW Vision M NEXT all’evento #NEXTGen a Monaco di Baviera nel giugno 2019. “Abbiamo la straordinaria opportunità di rendere la guida elettrica in una BMW un’esperienza davvero speciale con l’aiuto di suoni grandiosi”, ha commentato Zimmer nel 2019.”Mi sto godendo la sfida di co-progettare la composizione per le future BMW elettriche”.

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Audi: il libro da colorare per passare il tempo in quarantena

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Gl iamanti del marchio tedesco Audi, sia i più piccoli che i più grandi, che come tutti in questi giorni sono in casa per la quarantena dovuta all’emergenza sanitaria del Coronavirus, potranno passare il tempo con il libro di disegni da colorare della ‘Collezione Audi’.

L’Audi R8, la top di gamma di Ingolstadt, è la protagonista di questo libro da colorare, ripresa in diverse pagine e da diverse angolazioni. Non mancano i modelli classici del marchio tedesco, come l’ammiraglia A6, o icone storiche come la mitica Audi Quattro degli Anni ’80 e le primissime auto da corsa del marchio dei Quattro Anelli. 

Il libro da colorare di Audi si può scaricare QUI.

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Ducati, 2019 in crescita

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È un 2019 positivo quello di Ducati, che consolida la sua crescita totalizzando 53.183 (2018: 53.004) moto consegnate ai clienti di tutto il mondo, risultato che ha permesso di mantenere le vendite sopra alle 50.000 unità per il quinto anno consecutivo, confermando i positivi segnali del mercato che, nel segmento superiore a 500 cc, globalmente ha fatto registrare una crescita del 1,4%.

Il fatturato, a chiusura dell’esercizio 2019, ha raggiunto € 716 milioni (2018: € 699 milioni) con una crescita pari al 2,4%, un risultato operativo di € 52 milioni (2018: € 49 milioni) e un margine operativo del 7,2%, contro il 7% raggiunto dalla casa motociclistica di Borgo Panigale lo scorso anno.

Particolarmente rilevante il dato di fatturato promoto che, intorno a 13.500 €/moto, rappresenta il più alto nella storia dell’azienda, indicando chiaramente la traiettoria di evoluzione della gamma dei prodotti offerti verso la parte più alta e premium del mercato, pienamente in coerenza con i valori fondanti della marca “Style, Sophistication, Performance. Trust”.

Panigale e Multistrada sono state determinanti per il raggiungimento di questo risultato. La Panigale è stata per il secondo anno consecutivo la supersportiva più venduta al mondo, con una quota di mercato pari al 25%. La famiglia Multistrada che, con l’inserimento in gamma della 950 S e della rinnovata 1260 Enduro, ha fatto registrare il valore più alto di moto vendute dall’ingresso sul mercato avvenuto nel 2003.

Ricordiamo infine che Ducati Motor Holding conta oggi in totale 1.655 dipendenti. La rete vendita della Casa motociclistica di Borgo Panigale comprende 720 concessionari e service points in oltre 90 paesi.

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Yamaha, ecco il vincitore italiano del contest Yamaha Back to the Drawing Board

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Il contest, aperto a tutti gli amanti delle motociclette, “Yamaha Back to the Drawing Board” è entrato nella fase che ha chiuso la prima parte e precede la realizzazione concreta della XSR700. Il vincitore italiano, decretato dalla giuria di esperti, è Ugo Coppola che ha convinto i giudici, e sbaragliato la concorrenza, con la sua RD350 TRIBUTE.

“Come proprietario di una XSR700, ho sempre sognato di creare la mia custom. Ho usato molte parti originali di vari modelli Yamaha. Sono stato ispirato da una vecchia Yamaha RD350 del 1972, con livrea arancione e nera e ho immaginato come potesse fondersi con una XSR700”, ha dichiarato Ugo Coppola che rappresenta l’Italia nel progetto Europeo.

Per portare a termine la sua idea, Ugo ha attinto dall’universo della Casa dei Tre Diapason. In particolare dalla MT-07, dalla quale ha preso lo sterzo, che ha una piega inferiore rispetto all’originale della XSR, e i copri forcella. Il faro originale anteriore e il gruppo ottico posteriore sono stati sostituiti con quelli della SCR950 che è più piccolo e appiattito. Specchietti retrovisori, sella e portatarga sono della XJR1300. Il supporto per la targa è stato preso dalla MT-09, il doppio scarico basso e le frecce anteriori sono state riposizionate. L’elaborato rispetta pienamente le linee guida imposte dal regolamento, è stato premiato per la qualità dell’idea e la concreta fattibilità, oltre che per la capacità di valorizzare il brand Yamaha nel modo migliore.

Il disegno vincitore di Back to the Drawing Board sarà realizzato da Garage 221, eletto miglior customizzatore di Roma lo scorso anno grazie all’iniziativa Faster Sons XT Tribute.

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