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Porsche: 9.700 euro ai dipendenti come premio per il 2018

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Il prossimo mese di aprile i dipendenti Porsche non potranno essere più contenti. La marca tedesca li premierà, infatti, per l’esito più che positivo del bilancio fiscale del 2018, con niente meno che un plus extra di 9.700 euro (tasse escluse).

Una cifra proporzionale all’enorme successo che Porsche ha riscosso lo scorso anno, nonostante gli ingenti investimenti che il marchio di Stuttgart ha elargito soprattutto per affrontare l’elettrificazione della marca, con lo sviluppo del progetto Taycan e Taycan Cross Turismo, oltre al riadattamento delle catene di montaggio in vista della produzione dei nuovi modelli elettrici.

Oliver Blume, massimo responsabile di Porsche ha spiegato:

“Il 2018 è stato estremamente positivo e intenso. Il nostro team ha dovuto sforzarsi al massimo. Si tratta di un riconoscimento per il risultato dell’azienda generato da tutta la squadra.”

Un organico che è stato incrementato del 9% e che ora conta su 32.325 lavoratori.

Il risultato operativo di Porsche nel 2018 è stato di un 4% in più rispetto al 2017, in gran parte grazie alla maggior quota di vendite dei modelli più cari, con un totale di 256.255 unità (246.375 unità nel 2017), con un’attenzione speciale alla Porsche 911 e alla Porsche Panamera che hanno contribuito con un aumento delle vendite di quasi il 10%.

Modelli

Consegne/produzione 2018 

Consegne/produzione 2017

911

35.573 / 36.236

32.197 / 33.820

918 Spyder

– / –

7 / –

718 Boxster / Cayman

24.750 / 23.658

25.114 / 26.427

Macan

86.031 / 93.953

97.202 / 98.763

Cayenne

71.458 / 79.111

63.913 / 59.068

Panamera

38.443 / 35.493

27.942 / 37.605

Taycan

– / 240 

– / –


Anteprime

Porsche Cayenne: Coupé è più sexy

Tetto spiovente e spalle più larghe per la nuova SUV della famiglia di Stoccarda

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DS3 Crossback punta all’eccellenza con il sistema audio Focal

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Accomunate dalla matrice francese, le due aziende Focal e DS automobiles hanno intrapreso una collaborazione finalizzata alla “realizzazione di prodotti votati all’eccellenza”. In particolare dalla partnership emerge che le vetture del brand di lusso potranno essere equipaggiate con i sistemi audio Focal (che gli appassionati hi-fi di tutto il mondo conosceranno) che alla qualità audio uniscono anche un design esclusivo.

Qualità sonora e design

La DS 3 Crossback è dunque pronta ad ospitare il sistema Focal Electra, caratterizzato da 12 altoparlanti posizionati strategicamente in un abitacolo che è stato appositamente adattato per l’occasione, come dimostrano i pannelli di maggiore spessore sulle portiere. I quattro tweeter invertiti in alluminio, garantiscono alti precisi e dal dettaglio rifinito. I quattro woofer sono affiancati da tre altoparlanti per le medie frequenze, realizzati con l’esclusivo trattamento Polyglass, per un ricercato compromesso tra smorzamento e rigidità.

515 Watt di potenza

Il risultato è una definizione sonora perfetta, grazie al posizionamento degli altoparlanti per le medie frequenze nelle portiere anteriori. A completamento dell’esperienza sonora, il subwoofer Power Flower inserito nella base del bagagliaio e il potente amplificatore di Classe D/Classe AB con tecnologia ibrida, e i suoi 515 Watt di potenza.

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Bentley Bentayga Mulliner Pearl of the Gulf

Da Crewe arrivano novità per la gamma di lusso inglese. La SUV della famiglia si declina in una nuova edizione limitata denominata Pearl of the Gulf. Una serie di rifiniture inedite rendono ancora più esclusiva e lussuosa l’unica sport utility targata Bentley. Si chiama Bentayga Mulliner Pearl of the Gulf.


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Bentley Bentayga Mulliner Pearl of the Gulf

Ispirata all’ancestrale pesca delle perle nel Golfo Persico

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Bentley Bentayga Mulliner Pearl of the Gulf

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Da Crewe arrivano novità per la gamma di lusso inglese. La SUV della famiglia si declina in una nuova edizione limitata denominata Pearl of the Gulf. Una serie di rifiniture inedite rendono ancora più esclusiva e lussuosa l’unica sport utility targata Bentley

Nata su richiesta di un capriccioso cliente e creata dalla divisione speciale Mulliner, ne saranno prodotte soltanto 5 unità che disporranno tutte della stessa configurazione: una nuova combinazione di colori e materiali creati ad hoc per questa limited edition britannica che si inspira all’ancestrale industria di perle del Golfo Persico.

 

Anche se la Bentley Bentayga Mulliner Pearl of the Gulf non avrà perle a bordo, alcuni degli elementi e materiali imitano la superficie bianca delle pietre preziose, come nel caso della pelle naturale che riveste gli interni con tinta bi colore con il grigio pallido Brunel che fa da protagonista cromatico.

Tra le altre caratteristiche che contraddistinguono questa Bentley Bentayga Mulliner Pearl of the Golf ci sono anche inserti in legno di eucalipto su diverse sezioni della plancia e della console centrale. E come chicca finale, sulla plancia davanti al passeggero anteriore è inciso un disegno che immortala l’antica pesca delle perle nel Golfo.

Per il momento Bentley non ha svelato il prezzo di questa serie speciale anche se ci si può aspettare che sarà abbastanza più salato rispetto a quello di una Bentayga convenzionale. Tutte le unità saranno comunque motorizzate con il mastodontico dodici cilindri a W che dispone di una potenza di 608 CV.


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Bentley Bentayga Speed, il SUV più veloce al mondo

Monta un motore W12 da 6 litri capace di raggiungere i 306 km/h, accelerando da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi

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BMW, la nuova collezione di orologi

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Non solo auto e moto. BMW è anche sinonimo di stile non associato (direttamente) a quattro o a due ruote, così lancia la nuova collezione di orologi pensati per chi cerca un prodotto esclusivo e dal taglio sportivo. Realizzata in collaborazione con Fossil Group, la nuova collezione trae ovviamente ispirazione dal design automobilistico, con il logo dell’elica che crea un segno distintivo all’interno del quadrante.

Richiami al design automobilistico

L’involucro esibisce forme “aerodinamiche”, che richiamano in qualche modo (con un po’ di fantasia, ovviamente) le linee delle vetture sportive del marchio bavarese. “Questi orologi sono una combinazione di gioia, prestazioni e passione”, dicono in BMW. D’altronde la collezione prevede diverse configurazioni per poter soddisfare i gusti di ciascun cliente. Nello specifico, parliamo di due linee diverse: la Collezione BMW e la collezione BMW M Motorsport.

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Due linee: BMW e BMW M Motorsport

La prima prevede bracciali a tre fili in acciaio inossidabili o cinturini in pelle, con quadranti caratterizzati dall’iconico blu del marchio o dai colori di argento, rosso, nero e cashmere di ispirazione automobilistica, con il logo inciso sulla corona. Nel caso della versione M Motorsport, invece, abbiamo a che fare chiaramente con un aspetto più sportivo, di ispirazione racing: dunque, cinturino in acciaio o silicone e top con zigrinatura e strisce Motorsport.

La collezione sarà disponibile a partire dall’estate 2019, con prezzi che variano dai 169 ai 439 euro.

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Ducati Diavel 1260 2019, il video dinamico

La Diavel 1260 è più aggressiva nelle forme, più performante, divertente da guidare nel misto e anche più confortevole, sia per il pilota che per il passeggero. L’anima da sport naked viene amplificata grazie al motore Testastretta DVT 1262, che offre una regolarità ai bassi regimi ideale per un uso quotidiano oppure turistico della moto. È disponibile anche nella più sportiva versione S, caratterizzato dalle preziose sospensioni Ohlins, ruote dedicate, un impianto frenante ancora più performante, oltre al “Ducati Quick Shift up & down Evo” di serie. È disponibile nel colore Sandstone Grey al prezzo di 19.990 euro franco concessionario, mentre il Diavel 1260 S è in vendita nei colori Sandstone Grey o Thrilling Black & Dark Stealth, a 22.990 euro franco concessionario.

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Renault sperimenta la nuova ricarica elettrica bidirezionale

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Credits: CS- LA GAMMA RENAULT Z.E. PROTAGONISTA DI ECOMOB expò 2018

Ricarica elettrica bidirezionale. È questo il nuovo concetto su cui sta lavorando il Gruppo Renault, avviando le prime sperimentazioni su larga scala. La sua tecnologia in corrente alternata, che ha la specificità di integrare il caricabatterie bidirezionale direttamente nei veicoli, richiede solo un semplice adattamento alle colonnine di ricarica esistenti, per un costo ragionevole.

Come funziona la ricarica bidirezionale?

Il principio della ricarica bidirezionale modula il caricamento e lo scarico della batteria del veicolo elettrico in funzione delle esigenze dell’utente e dell’offerta di elettricità disponibile sulla rete. La ricarica viene effettuata ai massimi livelli quando l’offerta di elettricità è più abbondante rispetto al fabbisogno, in particolare in corrispondenza dei picchi di produzione delle energie rinnovabili. Tuttavia, i veicoli sono in grado anche di trasmettere energia elettrica alla rete nei momenti di picco dei consumi. I veicoli elettrici possono quindi fungere da unità di stoccaggio temporanee di energia e diventano un elemento chiave per sviluppare le energie rinnovabili. La rete elettrica ottimizza, così, la fornitura di energia rinnovabile locale e riduce i costi delle infrastrutture.

Nel 2019 si partirà con 15 Renault ZOE

Nel corso del 2019 una flotta di 15 ZOE a ricarica bidirezionale sarà sviluppata in Europa per poter elaborare le future offerte di ricarica del Gruppo e predisporre le norme, con il supporto dei partner. Le sperimentazioni cominciano a Utrecht (Paesi Bassi) in un ecosistema sviluppato da We Drive Solar e sull’Isola di Porto Santo (arcipelago di Madera in Portogallo) con Empresa de Electricidade da Madeira, una utility energetica. Seguiranno sviluppi in Francia, Germania, Svizzera, Svezia e Danimarca.

Colonna portante degli ecosistemi elettrici intelligenti

«Con questa iniziativa, il Gruppo Renault svolge pienamente il suo ruolo di leader della mobilità elettrica per tutti, nonché di protagonista della transizione energetica. La ricarica bidirezionale è una colonna portante degli ecosistemi elettrici intelligenti sviluppati dal Gruppo Renault. Abbiamo scelto una tecnologia a bordo che consente anche di ottimizzare il costo della colonnina di ricarica e, pertanto, di facilitare lo sviluppo su larga scala della mobilità elettrica», ha annunciato Gilles Normand, Direttore Veicoli Elettrici del Gruppo Renault.

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Seat Leon, nuovi motori per la top di gamma

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Seat amplia la gamma di motori disponibili per la Leon ST, introducendo il nuovo 2.0 TDI 150 CV con trazione 4Drive e cambio DSG a 7 rapporti, in abbinamento all’allestimento sportivo top di gamma FR, per un prezzo di listino di 31.645 euro. Il nuovo propulsore fa registrare un consumo di carburante in ciclo combinato WLTP min-max pari a 5,5-6,3 l/100 km, a fronte di emissioni di CO2 in ciclo combinato WLTP min-max pari a 143-165 g/km (128-131- 135 in ciclo NEDC min-max).

Top di gamma anche a metano

Ma le novità non finiscono qui, perché la nuova Leon è disponibile anche nella versione a metano nell’allestimento top di gamma Exellence: è ora possibile optare per il monofuel 1.5 TGI 130 CV, ora disponibile sia con cambio manuale a 6 rapporti, sia con cambio automatico DSG a 7 rapporti. Così, come già accade per le versioni alimentate a metano di Ibiza e Arona, la Leon a metano viene proposta ora in tutti gli allestimenti presenti in gamma, unendo i vantaggi di un’alimentazione economica, ecologica ed efficiente a un equipaggiamento completo

I prezzi

I prezzi della Leon con motore a metano omologato monofuel (1.5 TGI 130 CV) nell’allestimento top di gamma XCellence partono da 26.615 euro, per la versione di carrozzeria cinque porte in abbinamento al cambio manuale, mentre la versione abbinata al cambio automatico DSG parte da 28.115 euro. La versione familiare invece, parte da 27.365 euro con cambio manuale e da 28.865 euro in abbinamento al cambio automatico DSG.

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Porsche Cayenne, Coupé è più sexy

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Alla fine anche Porsche ha ceduto al fascino della SUV Coupé. E così la Cayenne, la sport utility grande della famiglia di Stoccarda, adotta la carrozzeria fastback e diventa Cayenne Coupé, più sexy che mai. La BMW X6, la Mercedes-Benz GLE Coupé e l’Audi Q8 avranno così una nuova rivale nel segmento delle ammiraglie a ruote alte.

Tetto spiovente e spalle larghe

Rispetto alla Cayenne convenzionale, la Porsche Cayenne Coupé si distingue esteticamente per la linea del tetto che scende all’indietro in maniera molto più pronunciata.

Ma non è l’unica novità che vedremo su questa new entry.

Anche il lunotto è più basso e inclinato, mentre all’anteriore il parabrezza ha una superficie più piccola, dovuta al tetto più basso di 20mm. I passaruota posteriori e le portiere ridisegnati le irrobustiscono anche le spalle, con 18 mm in più di larghezza. La linea del tetto finisce su un primo alettone superiore, ma in basso si nasconde un secondo grosso spoiler che si solleva automaticamente di 135 mm, superati i 90 km/h, per aumentare il carico aerodinamico.

Interni: stessa abitabilità

A bordo della nuova Porsche Cayenne Turbo ci sono meno novità.

Rispetto alla Cayenne si differenzia per la nuova configurazione dei sedili posteriori, composti da due poltrone individuali separate da un riposabraccia.

Di serie, insomma, è una quattro posti ma volendo la si potrà ordinare (senza costi aggiuntivi) con la configurazione a cinque.

Tra l’altro il divano posteriore è stato posizionato 30 mm più in basso rispetto alla Cayenne standard per compensare lo spazio per la testa dei passeggeri occupato dal tetto più basso che, tra l’altro, viene offerto di serie cin una superficie vetrata panoramica di 2,16 m2 (in optional potrà essere in carbonio).

Tre pacchetti opzionali

Tra gli altri accessori che compongono i tre pack sportivi disponibili per la Porsche Cayenne Coupé ci sono anche i cerchi in lega da 22 pollici, rifiniture in carbonio e rivestimenti in Alcantara per l’abitacolo.

Nel caso della Cayenne Turbo Coupé figura anche l’impianto di scarico sportivo. Il bagagliaio, con 625 litri di capacità di carico, perde 145 litri e nel caso della Turbo si riduce a 600 litri. Tanto per avere dei termini di paragone, il portabagagli della BMW X6 ha una capienza di 580 litri, quello della Mercedes-Benz GLE 650 litri e quello della Q8 di 605 litri.


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Nuova Porsche Cayenne 2018

Il SUV tedesco si rinnova profondamente. È già ordinabile a partire da 78.040 euro

6 o 8 cilindri. Tanta differenza anche di prezzo

Al lancio la nuova Porsche Cayenne Coupé potrà contare su due motorizzazioni benzina. Il 6 cilindri turbo da 3.0 litri con 340 CV e 450 Nm di coppia. Con il pacchetto Sport Chrono scatta da 0 a 100 km/h in 6 secondi, performance che scende a 5,9 secondi con gli altri due pacchetti sportivi opzionali. La velocità massima è di 242 km/h. Come seconda scelta, in alto di gamma, c’è la versione Turbo che monta il V8 biturbo da 4.0 litri e 550 CV di potenza. La coppia in questo caso è di 770 Nm e lo sprint 0-100 scende drasticamente a 3,9 secondi con la velocità massima di 286 km/h. La Mercedes-AMG GLE 63 4Matic Coupé (557 CV e 700 Nm), ad esempio, raggiunge i 100 km/h da ferma in 4,3 secondi e ha una velocità massima limitata a 250 km/h.

I prezzi della nuova Porsche Cayenne Coupé

In Italia la nuova Porsche Cayenne Coupé nella configurazione di base costerà 86.692 euro, mentre per avere la Cayenne Coupé Turbo bisognerà sborsare almeno 151.230 euro.

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Honda, la storia in F1

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Dr. Jekyll e Mr. Hyde: così si può riassumere la storia della Honda in F1. La Casa giapponese ha dominato il Circus come motorista regalando a Williams e McLaren undici Mondiali (cinque Piloti e sei Costruttori) tra il 1986 e il 1991 ma non è stata altrettanto vincente quando ha provato a cimentarsi come team.

Di seguito troverete la storia delle otto stagioni affrontate dalla Honda in F1 come costruttore: poche soddisfazioni e tanti rimpianti.

La storia della Honda in F1

Honda entra in F1 nel 1964, solo un anno dopo aver lanciato la sua prima automobile di serie. L’unica monoposto schierata – dotata di un motore 1.5 V12 – viene affidata allo statunitense Ronnie Bucknum e ottiene come miglior piazzamento stagionale un 13° posto nella gara d’esordio in Germania.

La prima vittoria

Nel 1965 arrivano le prime soddisfazioni per la squadra giapponese: il nuovo pilota Richie Ginther (di nuovo uno statunitense) porta al team nipponico i primi punti con un 6° posto in Belgio e addirittura il primo successo di sempre nel Circus di una Casa asiatica (in Messico).

Arrivano i 3.0

Le modifiche al regolamento introdotte a partire dal Mondiale F1 1966 permettono ai team di schierare monoposto con motori di massimo tre litri di cilindrata (fino al 1965 il limite era di 1,5 litri). La Honda entra solo nella settima gara stagionale con una vettura dotata di un propulsore 3.0 V12 e ottiene come miglior piazzamento un quarto posto in Messico con Ginther.

La situazione migliora nel 1967 con l’ingaggio di John Surtees: il pilota britannico (campione del mondo tre anni prima dopo aver dominato con le moto tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60) sorprende tutti con un terzo posto al debutto in Sudafrica e sale sul gradino più alto del podio in Italia.

1968: il primo addio

Nel 1968 la Honda ottiene grazie a Surtees un secondo posto in Francia e un terzo negli USA ma a fine stagione abbandona la F1 in seguito alla morte del pilota francese Jo Schlesser, scomparso nella gara di casa al volante della nuova monoposto RA302 (motore 3.0 V8 raffreddato ad aria e scocca in magnesio iperleggera ma anche estremamente infiammabile) a causa di un incendio.

Il ritorno

Dopo la brillante esperienza come motorista negli anni ’80 e ’90 (undici Mondiali, come abbiamo visto, tra il 1986 e il 1992) e all’inizio del XXI secolo Honda torna ufficialmente come costruttore in F1 nel 2006 con l’acquisto della scuderia BAR.

La monoposto – dotata di un motore 2.4 V8 e affidata al britannico Jenson Button (vittoria in Ungheria e due terzi posti in Malesia e in Brasile) e al brasiliano Rubens Barrichello – regala la migliore stagione di sempre alla scuderia asiatica.

Il declino

Il 2007 non è altrettanto convincente: l’addio dello sponsor principale British American Tobacco toglie risorse finanziarie importanti alla scuderia giapponese, costretta a schierare una vettura poco performante (caratterizzata da una livrea “ecologista” che raffigura il pianeta Terra) che ottiene come miglior piazzamento un 5° posto con Button in Cina. Il team del Sol Levante termina il campionato con soli due punti di vantaggio sulla squadra “satellite” Super Aguri.

L’ultimo addio

Nel 2008 la Honda continua a deludere: l’unica gioia arriva dal terzo posto di Barrichello in Gran Bretagna. Al termine della stagione – per via della crisi economica – la Casa giapponese abbandona la F1 e cede il team a Ross Brawn (artefice dei successi iridati di Michael Schumacher con la Benetton e la Ferrari).

La scuderia cambia nome in Brawn GP e si aggiudica a sorpresa il Mondiale 2009 grazie a una monoposto sviluppata l’anno prima da tecnici del marchio nipponico e adattata per ospitare motori Mercedes. Ma questa è un’altra storia…

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