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Nuova Audi RS6 Avant: fotografie e informazioni ufficiali

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La nuova Audi RS6 Avant 2020 è una delle sei novità RS che la Casa di Ingolstadt porterà quest’anno al Salone di Francoforte 2019. Una valanga di novità sportive con cui il marchio dei Quattro Anelli festeggia i 25 anni della divisione sportiva. La familiare arrabbiata, tutta rinnovata rispetto al modello precedente, arriverà in concessionaria nei primi mesi del 2020.

Look più maturo

 

Esteticamente diventa più matura con elementi inediti e specifici, come il lungo cofano pieno di nervature che mostrano i muscoli e i passaruota allargati che la fanno crescere di 8 cm (in larghezza) rispetto alla A6 standard. Ridisegnati per la nuova RS6 Avant anche i gruppi ottici anteriori (su richiesta Matrix LED). Il paraurti posteriore sfoggia nuove linee più aggressive e nuovi terminali di scarico ovali, neri nel caso del sistema sportivo. Il contatto con l’asfalto avviane attraverso i cerchi da 21 pollici (da 22 in optional), con due diverse possibilità per l’impianto frenante: in acciaio con dischi anteriori da 420 mm o in carboceramica, più leggero di 34 kg, con dischi da 440 mm. In entrambi i casi i dischi posteriori sono da 340 mm. Rispetto al telaio, volendo si potrà richiedere anche il sistema delle 4 quattro ruote sterzanti.

Interni

 

All’interno la novità più stuzzicante è il nuovo tasto RS posizionato sulla razza destra del volante e attraverso cui il guidatore può accedere alle informazioni fondamentali dell’Audi RS6 Avant come la taratura delle sospensioni, del motore e della trasmissione, la regolazione dello sterzo delle sospensioni e del differenziale, oltre al sound del motore. Lo schema delle sospensioni prevede, al retrotreno, sospensioni adattive ad aria e su richiesta si può richiedere anche il Dynamic Ride Control. La trazione è integrale con il sistema di ripartizione della coppia che arriva a distribuire la potenza fino all’85% solo al posteriore.

Oltre 300 all’ora…

Tornando al cofano, sotto il portellone anteriore dell’Audi RS6 Avant 2020, si nasconde il V8 biturbo da 4.0 litri in grado di sprigionare fino a 600 CV e 800 Nm di coppia erogata tra i 2.050 e i 4.500 giri. Sulla carta dichiara uno sprint da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi e una velocità massima, limitata, di 250 km/h. I più esigenti potranno però installare il Dynamic Package Plus che sblocca la velocità e permette alla RS6 Avant di volare fino a 305 km/h.

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Václav Laurin, il cofondatore della Skoda

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Václav Laurin ha fondato insieme a Václav Klement la Casa automobilistica oggi conosciuta come Skoda. Scopriamo insieme la storia del meccanico che – con l’aiuto di un libraio – diede vita a una delle aziende più importanti dell’Europa dell’Est.

Václav Laurin: la biografia

Václav Laurin nasce il 16 ottobre 1865 a Kamení, nell’attuale Repubblica Ceca (all’epoca Impero austriaco).

Esperto di meccanica e appassionato di biciclette, inizia a lavorare come fabbro e a 30 anni fonda insieme al libraio Václav Klement a Mladá Boleslav la Laurin & Klement, un’officina specializzata nella riparazione di mezzi a due ruote.

Dalle bici alle auto

Nel 1898 la Laurin & Klement inizia la produzione di biciclette a motore e nel 1905 si concentra sulle automobili realizzando la Voiturette A. Nel giro di pochi anni la società diventa leader nel settore automobilistico nell’Impero austro-ungarico.

La guerra e la crisi

Durante la Prima Guerra Mondiale Václav Laurin e Václav Klement sono costretti a convertire la produzione a uso bellico e al termine del conflitto vivono un periodo di profonda crisi: nella neonata Cecoslovacchia sono infatti ben poche le persone in grado di permettersi un’automobile.

Nasce la Skoda

Nel 1924 la Laurin & Klement trova un accordo con il governo cecoslovacco per la realizzazione di motori aeronautici e l’anno seguente Václav Laurin e Václav Klement cedono la loro azienda alla Skoda, colosso locale specializzato in metallurgia e armi.

Václav Laurin muore il 13 agosto 1930 a Mladá Boleslav (Cecoslovacchia).

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F1 2019 – Hamilton re di Gran Bretagna, doppietta Mercedes

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Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

Lewis Hamilton ha conquistato il GP di Gran Bretagna a Silverstone: nella decima prova del Mondiale F1 2019 – caratterizzata da una doppietta Mercedes – il pilota britannico ha tagliato il traguardo davanti al compagno di scuderia, il finlandese Valtteri Bottas, e al monegasco Charles Leclerc (Ferrari).

F1 Grand Prix of Great Britain

Credits: Photo by Bryn Lennon/Getty Images

F1 Grand Prix of Great Britain

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Great Britain – Final Practice

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Great Britain

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Great Britain

Credits: Photo by Bryn Lennon/Getty Images

Sebastian Vettel è arrivato sedicesimo rovinando la propria corsa al 36° giro dopo aver tamponato Max Verstappen (5°): il pilota tedesco ha affrontato il resto della gara con la macchina danneggiata e ha pure preso 10 secondi di penalità per aver provocato l’incidente.

Mondiale F1 2019 – GP Gran Bretagna: le pagelle

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Lewis Hamilton (Mercedes)

Lewis Hamilton ha dominato il GP di Gran Bretagna a Silverstone e – non contento – ha pure conquistato un punto bonus grazie al giro veloce ottenuto con pneumatici consumati.

Per il driver inglese – che ha soffiato il primo posto a Bottas grazie all’aiuto della safety-car (ma avrebbe comunque vinto visto che il compagno di scuderia si sarebbe dovuto fermare un’altra volta ai box) si tratta del quinto successo negli ultimi sei Gran Premi del Mondiale F1 2019.

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Valtteri Bottas (Mercedes)

Valtteri Bottas è stato grandioso nella giornata di ieri (pole position) e nei primi giri del GP di Gran Bretagna, quando è riuscito a difendersi dagli attacchi di Hamilton. Si è ritrovato in seconda posizione dopo la sosta ai box del coéquipier (favorito dalla safety-car) ma non sarebbe comunque riuscito a salire sul gradino più alto del podio di Silverstone: gli mancava ancora un cambio gomme.

Un secondo posto importante per il pilota finlandese ma anche il sesto Gran Premio consecutivo senza vittorie: il titolo iridato è sempre più lontano…

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Charles Leclerc (Ferrari)

Emozioni e sostanza: Charles Leclerc (3°) ha portato a casa il quarto podio consecutivo ed è stato protagonista di un eccezionale duello con Verstappen e di un sorpasso favoloso ai danni di Gasly.

Ora sono solo tre i punti che separano il driver del Principato dal compagno Vettel: chi se lo sarebbe immaginato all’inizio della stagione?

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Pierre Gasly (Red Bull)

A Silverstone abbiamo visto il miglior Pierre Gasly di sempre: il pilota transalpino ha risposto alla grande a chi lo criticava dopo la corsa di due settimane fa in Austria.

Ieri ha eguagliato il miglior piazzamento di sempre in griglia (quinto) e oggi ha eguagliato la miglior posizione in carriera in gara: 4°.

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Mercedes

Sesta doppietta e nona vittoria nei primi dieci GP del Mondiale F1 2019.

A Silverstone tutti si aspettavano un trionfo Mercedes e così è successo.

Mondiale F1 2019 – I risultati del GP di Gran Bretagna

Prove libere 1

1 Pierre Gasly (Red Bull) 1:27.173
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:27.629
3 Max Verstappen (Red Bull) 1:28.009
4 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:28.122
5 Charles Leclerc (Ferrari) 1:28.253

Prove libere 2

1 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:26.732
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:26.801
3 Charles Leclerc (Ferrari) 1:26.929
4 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:27.180
5 Pierre Gasly (Red Bull) 1:27.249

Prove libere 3

1 Charles Leclerc (Ferrari) 1:25.905
2 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:25.931
3 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:25.954
4 Pierre Gasly (Red Bull) 1:26.118
5 Max Verstappen (Red Bull) 1:26.440

Qualifiche

1 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:25.093
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:25.099
3 Charles Leclerc (Ferrari) 1:25.172
4 Max Verstappen (Red Bull) 1:25.276
5 Pierre Gasly (Red Bull) 1:25.590

Le classifiche
La classifica del GP di Gran Bretagna 2019
Lewis Hamilton (Mercedes) 1h21:08.452
Valtteri Bottas (Mercedes) + 24,9 s
Charles Leclerc (Ferrari) + 30,1 s
Pierre Gasly (Red Bull) + 34,7 s
Max Verstappen (Red Bull) + 39,5 s
Classifica Mondiale Piloti
Lewis Hamilton (Mercedes) 223 punti
Valtteri Bottas (Mercedes) 184 punti
Max Verstappen (Red Bull) 136 punti
Sebastian Vettel (Ferrari) 123 punti
Charles Leclerc (Ferrari) 120 punti
Classifica Mondiale Costruttori
Mercedes 407 punti
Ferrari 243 punti
Red Bull-Honda 191 punti
McLaren-Renault 60 punti
Renault 39 punti

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Glossario della guida sportiva: la forza g

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Occorre cominciare con una lezione di fisica. La forza g, intesa in modo classico, è l’accelerazione che subisce un corpo quando è lasciato libero di muoversi in caduta libera in un campo di gravità. Se vi buttate da un balcone, ad esempio (cosa che sconsiglio), subirete una forte accelerazione gravitazionale, una forza g, appunto, verso il basso. Semplice, no?

La forza g si misura in metri per secondi al quadrato, e cambia a seconda della posizione in cui ci si trova sul nostro pianeta. Un g, tuttavia, equivale mediamente a 9,80665 m/s².

La forza g applicata alle auto

Cosa c’entra tutto questo con le macchine sportive? Parecchio, in realtà: ogni accelerazione laterale e longitudinale, in auto, equivale ad una scarica di g laterali.
Calcolare i g laterali è importante per gli ingegneri e serve a capire se il grip della vettura è elevato o meno. Più la macchina ha grip in curva, più alti saranno i g laterali. Più forte saranno la frenata e l’accelerazione, più alti saranno i g longitudinali.

Come si rileva la forza g? Tramite un accelerometro posto all’interno dell’auto. La misurazione solitamente viene effettuata durante lunghe curve in percorrenza, dove si accelera progressivamente fino limite massimo del grip (massima forza g) finché non si raggiunge la perdita di aderenza.

Un’auto sportiva molto prestazionale arriva fino ai 1,3-1,4 g laterali, un go-kart raggiunge facilmente i 3,5 g, così come le auto da competizione.

Le Formula 1 moderne sono così veloci e hanno così tanto grip da raggiungere e superare addirittura i 5 g laterali, e di arrivare a picchi di 6,7 g in frenata (come nel caso della curva parabolica di Monza).

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Stress fisico

Quando si raggiunge l’equivalente di 1 g laterale significa che la spinta verso l’esterno equivale alla forza di gravità che ci attira verso il basso. Questo vuol dire che quando si guidano auto impegnative (come le formula) il nostro corpo subisce sollecitazioni molto importanti.

Non fa male tutto questo al nostro fisico?

In realtà no: in nostro corpo “soffre” di più le forze g positive e negative, ovvero quelle che vanno dall’alto al basso, o, peggio, dal basso verso l’alto. Questo perché il sangue si sposta dalla testa ai piedi, il che può causare addirittura svenimenti
Le forze g laterali e longitudinali, invece, hanno un impatto meno forte da questo punto di vista (in parole povere, il sangue rimane alla testa).

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Honda HR-V Sport: sportiva nel look, comoda per tutti i giorni

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L’Honda HR-V non è un’auto che vuole dare nell’occhio, non lo è mai stata. Eppure, la versione HR-V Sport che abbiamo provato, è più vivace e grintosa del solito.
Il suo design rimane timido e convenzionale, molto “japp” e soprattutto molto Honda, ma esibisce più muscoli, mostra dettagli ammiccanti: dai cerchi in lega neri da 18”, alle minigonne, passando per la griglia a nido d’ape, i doppi scarichi e l’alettone nero.

Indossa un abito sportivo, ma in realtà ha un animo pacato. In parte.

In realtà la versione Sport è davvero “più sport”, non solo perché la Honda HR-V è agile e raccolta (con 434 cm di lunghezza è poco più ingombrante di una compatta), ma soprattutto perchè monta il nuovo 1.5 turbo V-TEC da 182 CV.

Un motore efficiente, ma che dice la sua anche nella guida allegra, e che sviluppa 240 Nm di coppia tra i 1900 e i 5500 (nella versione con cambio manuale), e 220 Nm tra i 1700 e i 5500 giri nella versione con cambio a variazione continua.

Per quanto riguarda l’handling, invece, la HR-V Sport monta di serie l’Agile Handling Assist e il Damper SDC (che cambia la taratura delle sospensioni in base al carico della vettura e del terreno) che ne migliorano comfort e tenuta di strada.

Com’è dentro

Dentro la Honda HR-V Sport si rinnova e si rinfresca. Uno stile più sportivo e moderno, un aggiornamento sul fronte tecnologico e materiali più curati. Il design è più europeo del solito e la qualità percepita è buona, anche se alcuni dettagli – come il design del volante o del cruscotto – son un po’ agé.

La posizione di guida leggermente inclinata non è perfetta, soprattutto per i più alti, che si ritrovano sempre troppo lontani dal volante (che non ha molta escursione), mentre il sistema d’infotainment rimane un po’ datato e piccolo (7 pollici oggi non sono poi molti), ma in compenso ha tutto ciò che serve, Apple CarPlay e Android Auto compresi.

Buono invece lo spazio, sia per chi guida, sia per chi siede dietro. Il bagagliaio, grazie al Magic Seat (il comodo sistema che ribalta i sedili) aumenta la capienza da 470 a 1100 litri.

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Su strada con la versione con il cambio manuale

Il nuovo motore 1.5 V-TEC turbo ha tante qualità: è incredibilmente elastico, ha tanta coppia (riprende bene anche nelle marce alte) e allunga con grinta, come un vero V-TEC. Vibra anche poco, e fa sentire la sua voce solo quanto gli si tira il collo; insomma, è davvero un ottimo motore.

Il peso contenuto della Honda HR-V Sport (poco meno di 1400 kg) aiuta a ricavarne prestazioni interessanti; non solo sullo scatto da 0 a 100 km/h, che con 7,8 secondi non è affatto male, ma anche nei consumi, che si attestano a 6.7 l/100 km nel ciclo combinato.

In curva l’auto è agile ma stabile, lo sterzo è piuttosto accurato – e deliziosamente lineare – e il cambio manuale è così bello da manovrare che invoglia alla guida con il coltello tra i denti.

Sportiva quindi? Non del tutto, ma davvero bella da guidare, sicuramente sì. Anche perché ad andature tranquille si apprezzano molto l’insonorizzazione e l’assorbimento delle sospensioni, che digeriscono bene le asperità senza però far rollare l’auto come una barca in curva.

La versione con il cambio manuale ci piace molto, sicuramente più “sport” di quanto non lo sia quella dotata di cambio automatico a variazione continua. Ma se proprio non volete manovrare la leva del cambio…

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Prezzo e versioni

Il prezzo della Honda HR-V Sport parte da 29.950 euro per la versione con cambio manuale, che diventano 31.300 euro nella versione con cambio automatico CVT.
La dotazione di serie è già completa, e comprende anche proiettori e fendinebbia a LED, interni in mezza pelle rosso scuro, tutti i dettagli sportivi sopra citati (cerchi da 18″ inclusi) ammortizzatori sportivi e doppio scarico.

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Chris Amon, l’eterno secondo

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Chris Amon è uno dei piloti di F1 più sfortunati di sempre: 11 podi nel Circus e zero vittorie, solo Nick Heidfeld e Stefan Johansson hanno fatto peggio. Scopriamo insieme la storia del driver neozelandese, capace di conquistare (tra le altre cose) la 24 Ore di Le Mans con la Ford GT40.

Chris Amon: la storia

Chris Amon nasce il 20 luglio 1943 a Bulls (Nuova Zelanda) e dopo numerose vittorie nelle corse locali viene ingaggiato dal team di Reg Parnell.

Il debutto in F1

Amon debutta in F1 con una Lola nel Mondiale 1963 ma corre il GP del Messico con una Lotus (gara conclusasi con un ritiro, a differenza del compagno statunitense Hap Sharp che riesce a vedere la bandiera a scacchi).

I primi punti arrivano nella stagione successiva (funestata dalla morte a gennaio di Reg Parnell) grazie a un quinto posto in Olanda. Un’annata nella quale il driver neozelandese fa meglio dei compagni di scuderia: il britannico Mike Hailwood e lo statunitense Peter Revson.

La vittoria a Le Mans

Il 19 giugno 1966 Chris Amon – insieme al connazionale Bruce McLaren – si aggiudica la 24 Ore di Le Mans al volante di una Ford GT40. Si tratta della prima vittoria sulla Sarthe della Casa dell’Ovale Blu e del primo trionfo di sempre di un’auto non europea.

Pochi giorni dopo – nel GP di Francia – il driver oceanico ottiene il primo sedile “ufficiale” in F1 grazie alla Cooper: più lento del coéquipier austriaco Jochen Rindt, chiude la corsa in ottava posizione mentre l’altro compagno di squadra – il britannico John Surtees – si ritira.

Gli anni in Ferrari

Nel 1967 Chris Amon viene chiamato dalla Ferrari e alla guida della Rossa disputa la sua migliore stagione di sempre nel Circus: quattro terzi posti (primo podio in carriera a Monte Carlo e poi Belgio, Gran Bretagna e Germania). Per buona parte dell’anno è l’unico pilota del Cavallino in seguito alla morte di Lorenzo Bandini e alla frattura alle gambe dell’inglese Mike Parkes e nell’ultima prova stagionale in Messico finisce dietro al britannico Jonathan Williams.

Per quanto riguarda l’endurance segnaliamo il trionfo alla 24 Ore di Daytona e alla 1000 km di Monza con una 330 P4 insieme a Bandini e il secondo posto alla 6 Ore di Brands Hatch in coppia con il britannico Jackie Stewart.

La stagione seguente di Chris Amon è meno brillante: un secondo posto in Gran Bretagna e un’annata nella quale risulta complessivamente più lento del compagno belga Jacky Ickx. Nel 1969 arrivano un terzo posto in Olanda, il trionfo nel campionato di Formula Tasman e una seconda piazza alla 12 Ore di Sebring con lo statunitense Mario Andretti.

Gli anni ’70

Gli anni ’70 di Amon si aprono con il passaggio del pilota neozelandese alla March: tre podi (due secondi posti in Belgio e Francia e una terza piazza in Canada), risultati migliori del coéquipier svizzero Jo Siffert e un successo al BRDC International Trophy.

Nel 1971 – in seguito a scontri con la dirigenza della scuderia inglese, si trasferisce alla Matra: il primo anno porta a casa un terzo posto in Spagna risultando più rapido del transalpino Jean-Pierre Beltoise e si ripete nel 1972 con una terza piazza in Francia.

Chris Amon trova un sedile alla Tecno nel 1973, ha l’opportunità di correre il GP del Canada con la Tyrrell (facendo però peggio di Stewart e del francese François Cevert) e chiude in terza posizione la 1000 km di Spa con la Matra in un equipaggio che vede due piloti transalpini: Gérard Larrousse e Henri Pescarolo.

Risale al 1974 la breve avventura imprenditoriale della scuderia Amon (un solo GP disputato, quello di Spagna): Chris corre le ultime due gare del Mondiale con la BRM e il 9° posto negli USA gli consente di ottenere piazzamenti migliori di quelli di Beltoise. L’anno seguente viene ingaggiato dalla Ensign e chiude la carriera nel 1976 conquistando un quinto posto in Spagna che coincide con l’ultimo GP a punti.

Chris Amon si stabilisce in Nuova Zelanda per gestire l’allevamento di pecore della sua famiglia e collabora come giornalista automobilistico e come consulente per la filiale locale Toyota. Scompare il 3 agosto 2016 a Rotorua (Nuova Zelanda).

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BMW: tutti i modelli sportivi in listino

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BMW è un marchio non solo lussuoso, ma anche con delle origini radicate nel motorsport. Molti modelli modelli sportivi BMW sono diventati delle vere e proprie icone, bramati dai collezionisti.

Auto come la BMW Z3, la M3 e la M5, invece, sono state il punto di riferimento per ogni costruttore che abbia mai costruito auto sportive. La trazione posteriore e il piacere di guida sono le colonne portanti dei modelli sportivi BMW, ma oggi nella gamma troviamo anche tanti modelli con la trazione integrale con le performance di una vera “M”.

Vediamo insieme i modelli BMW sportivi – derivati dalle versioni standard – attualmente in listino.

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BMW Serie1 M 140i

La BMW Serie1 M140i è la “entry level” della gamma sportive, ma con la trazione posteriore e un meraviglioso sei cilindri in linea 3,0 litri turbo da 340 CV è una della compatte più divertenti in commercio. Per chi volesse più praticità comunque, c’è anche nella variante a trazione integrale. Scatta da 0 a 100 km/h in soli 4,6 secondi

Prezzo da 47.950 euro

Potenza 340 CV
Coppia 500 Nm

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BMW Serie 2 M240i

La BMW Serie 2 M240i, di fatto, è una Serie1 con la coda, e c’è solo con la trazione posteriore. Linea più sportiva, stessa dinamica di guida; per chi preferisce le sagome più tradizionali della casa tedesca. Molto sexy.

Prezzo da 53.500 euro

Potenza 340 CV
Coppia 500 Nm

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BMW M2 Performance

La BMW M2 Performance è forse la “M” più riuscita degli ultimi dieci anni. Potente, muscolosa, più agile e compatta della sorellona M4. Il suo sei cilindri il linea 3,0 litri turbo sprigiona 411 CV e 550 Nm di coppia, che la lanciano da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi. La amiamo.

Prezzo da 68.000 euro

Potenza 411 CV
Coppia 560 Nm

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BMW M4 Coupé

La BMW M4 è la coupé più iconica della Casa (berlina, nel caso della M3), anch’essa dotata di un motore 3,0 litri sei cilindri turbo, ma da 450 CV di potenza.
È spaziosa, bella e perfetta come coupé sportiva a tutto tondo. Difficile chiederle di più.

Prezzo da 84.600 euro

Potenza 450 CV
Coppia 550 Nm

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BMW Serie 5 Berlina M5

La nuova BMW M5 riscrive il concetto di superberline sportive. Motore V8 turbo 4,4 litri da 600 CV (625 con il kit Performance) e soprattutto una trazione integrale dal setup sportivo che volendo può essere disinserita, trasformando l’auto in una “old school” trazione posteriore. 0 -100 km/h in appena 3,4 secondi: un mostro.

Prezzo da 123.250 euro

Potenza 600 CV
Coppia 650 Nm

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BMW Serie 8 Coupé M850i xDrive

La neo arrivata BMW M850i xDrive si inserisce in cima alla catena alimentare della coupé BMW. Una super GT, filante e imponente, sportiva ma comoda. Insomma: una veloce viaggiatrice.
Il V8 4,4 litri è lo stesso della M5, ma sulla M850i eroga “solo” 530 CV; grazie alla trazione integrale, poi, scatta da 0 a 100 km/h in soli 3,7 secondi.

Prezzo da 132.100 euro

Potenza 530 CV
Coppia 760 Nm

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BMW X4 xDrive M40i

La SUV coupé sportiva (media) BMW si chiama X4 xDrive M40i. Sportiva, ma non troppo: la versione 40i coniuga prestazione e comfort, con un look non troppo vistoso.
Sotto il cofano c’è il sei cilindri della 140i, portato a 354 Cv di potenza. 0 a 100 km/h in 4,8 secondi.

Prezzo da 78.300 euro

Potenza 354 CV
Coppia 500 Nm

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BMW X4M

La sorella cattiva della X4 M40i: la X4M è un vero purosangue, a dispetto della forma. Con 480 Cv di potenza (510 nella versione Competition) e uno 0-100 km/h in 4,2 secondi vanta delle prestazioni mozzafiato, ma si può andare anche tranquillamente in montagna e al mare con i figli.

Prezzo da 98.000 euro

Potenza 480 CV
Coppia 560 Nm

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BMW X5 M50d

Enorme, farcita del meglio della tecnologia BMW: la nuova X5 M50d non è solo un’ottima fuoristrada, ma anche una divoratrice di curve. Il suo 3,0 litri diesel quadriturbo (avete letto bene) eroga 400 CV e 760 Nm di coppia, una potenza sufficiente a trainare una petroliera.
0 -100 km/h in 5,2 secondi e l’abitabilità di un salotto.

Prezzo da 98.750

Potenza 400 CV
Coppia 760 Nm

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BMW X7 xDrive M50d

La nuova sette posti X7 xDrive M50d ha una “bocca enorme” e ancora più spazio della X5, ma lo stesso strabiliante motore. Impiega poco di più da 0 a 100 km/h rispetto alla X5 (5,4 secondi), ma rimane comunque un treno ad alta velocità. Una sportiva vera, tuttavia, è un’altra cosa.

Prezzo da 119.500 euro

Potenza 400 CV
Coppia 760 Nm

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BMW Z4 3.0 M40i

La terza generazione di BMW Z4 è più matura, più comoda, ma sempre veloce. in attesa della “M” c’è la M340i con il motore 3,0 litri turbo da 340 CV: potente, coppioso, ma non cattivo.
Non sarà estrema, ma è comunque una sportiva veloce e bella da guardare: 0 – 100 km/h in 4,6 secondi.

Prezzo da 66.800

Potenza 340 CV
Coppia 500 Nm

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Superbike 2019, ad Aragon è ancora dominio di Bautista

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Ad Aragon la Superbike 2019 celebra un’altra gara dominata da Alvaro Bautista, autore di una doppietta (anzi tripletta se si tiene conto anche della gara delle Superpole) che sancisce definitivamente una superiorità disarmante dello spagnolo sulla Ducati rispetto a tutto il resto.

Due gare simili, quantomeno dal punto di vista della fuga di Bautista e la lotta di tutti gli altri: una doppia gara insomma. Sul secondo gradino del podio ci è finito due volte il campione del mondo in carica, Jonathan Rea, con il terzo posto andato a Davies e a Lowes.

Il prossimo appuntamento è previsto già la prossima settimana, sul circuito di Assen e chissà se anche lì gli equilibri resteranno gli stessi…

Superbike 2019, Aragon: i risultati

Gara 1
1 Bautista
2 Rea
3 Davies

Gara 2
1 Bautista
2 Rea
3 Lowes

Superbike 2019: classifica piloti

1 Bautista 186
2 Rea 147
3 Lowes 100

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CIR 2019 – Le foto più belle del Rally del Ciocco

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Credits: Andrea Crugnola, Pietro Ometto (Volkswagen Polo R5 #1, Gass Racing)

Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Skoda Fabia R5 #9, Freddys Team)

Credits: Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Skoda Fabia R5 #9, Freddys Team)

Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Skoda Fabia R5 #9, Freddys Team)

Credits: Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Skoda Fabia R5 #9, Freddys Team)

Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Skoda Fabia R5 #9, Freddys Team)

Credits: Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Skoda Fabia R5 #9, Freddys Team)

Daniele Campanaro, Irene Porcu (Suzuki Swift R1, Jolly Racing Team)

Credits: Daniele Campanaro, Irene Porcu (Suzuki Swift R1, Jolly Racing Team)

Daniele Campanaro, Irene Porcu (Suzuki Swift R1, Jolly Racing Team)

Credits: Daniele Campanaro, Irene Porcu (Suzuki Swift R1, Jolly Racing Team)

Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Credits: Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Credits: Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Credits: Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Credits: Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Credits: Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Credits: Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Credits: Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Credits: Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Credits: Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Tommaso Ciuffi, Nicolo Gonella (Peugeot 208 R2 #30, FPF Sport)

Credits: Tommaso Ciuffi, Nicolo Gonella (Peugeot 208 R2 #30, FPF Sport)

Tommaso Ciuffi, Nicolo Gonella (Peugeot 208 R2 #30, FPF Sport)

Credits: Tommaso Ciuffi, Nicolo Gonella (Peugeot 208 R2 #30, FPF Sport)

Tommaso Ciuffi, Nicolo Gonella (Peugeot 208 R2 #30, FPF Sport)

Credits: Tommaso Ciuffi, Nicolo Gonella (Peugeot 208 R2 #30, FPF Sport)

Giorgio Cogni, Gabriele Zanni (Peugeot 208 R2 #35, Meteco Corse)

Credits: Giorgio Cogni, Gabriele Zanni (Peugeot 208 R2 #35, Meteco Corse)

Andrea Crugnola, Pietro Ometto (Volkswagen Polo R5 #1, Gass Racing)

Credits: Andrea Crugnola, Pietro Ometto (Volkswagen Polo R5 #1, Gass Racing)

Andrea Crugnola, Pietro Ometto (Volkswagen Polo R5 #1, Gass Racing)

Credits: Andrea Crugnola, Pietro Ometto (Volkswagen Polo R5 #1, Gass Racing)

Andrea Crugnola, Pietro Ometto (Volkswagen Polo R5 #1, Gass Racing)

Credits: Andrea Crugnola, Pietro Ometto (Volkswagen Polo R5 #1, Gass Racing)

Ivan Ferrarotti, Manuel Fenoli (Renault Clio R3T #20, Best Racing Team)

Credits: Ivan Ferrarotti, Manuel Fenoli (Renault Clio R3T #20, Best Racing Team)

Ivan Ferrarotti, Manuel Fenoli (Renault Clio R3T #20, Best Racing Team)

Credits: Ivan Ferrarotti, Manuel Fenoli (Renault Clio R3T #20, Best Racing Team)

Michele Griso, Alessandro Lucato (Peugeot 208 R2 #38, MS Munaretto)

Credits: Michele Griso, Alessandro Lucato (Peugeot 208 R2 #38, MS Munaretto)

Marco Limoncelli, Sara Montavoci (DR 1 SR #78, LM Motorsport)

Credits: Marco Limoncelli, Sara Montavoci (DR 1 SR #78, LM Motorsport)

Lucchesi Peugeot 208 Rally Ciocco 2019

Credits: Cristopher Lucchesi Jr, Marco Pollicino (Peugeot 208 R2 #32, Asd Rally Revolution)

Rudy Michelini, Michele Perna (Skoda Fabia R5 #4, Movisport)

Credits: Rudy Michelini, Michele Perna (Skoda Fabia R5 #4, Movisport)

Rudy Michelini, Michele Perna (Skoda Fabia R5 #4, Movisport)

Credits: Rudy Michelini, Michele Perna (Skoda Fabia R5 #4, Movisport)

Perosino Peugeot 208 Rally Ciocco 2019

Credits: Patrizia Perosino, Veronica Verzoletto (Peugeot 208 R2 #39, Winners Rally Team)

Marco Pollara, David Castiglioni (Ford Fiesta R2 #34, Cst Sport)

Credits: Marco Pollara, David Castiglioni (Ford Fiesta R2 #34, Cst Sport)

Luca Rossetti, Eleonora Mori (Citroen C3 R5 #7, FPF Sport)

Credits: Luca Rossetti, Eleonora Mori (Citroen C3 R5 #7, FPF Sport)

Luca Rossetti, Eleonora Mori (Citroen C3 R5 #7, FPF Sport)

Credits: Luca Rossetti, Eleonora Mori (Citroen C3 R5 #7, FPF Sport)

Luca Rossetti, Eleonora Mori (Citroen C3 R5 #7, FPF Sport)

Credits: Luca Rossetti, Eleonora Mori (Citroen C3 R5 #7, FPF Sport)

Luca Rossetti, Eleonora Mori (Citroen C3 R5 #7, FPF Sport)

Credits: Luca Rossetti, Eleonora Mori (Citroen C3 R5 #7, FPF Sport)

Antonio Rusce, Sauro Farnocchia (Volkswagen Polo R5 #5, XRaceSport)

Credits: Antonio Rusce, Sauro Farnocchia (Volkswagen Polo R5 #5, XRaceSport)

Antonio Rusce, Sauro Farnocchia (Volkswagen Polo R5 #5, XRaceSport)

Credits: Antonio Rusce, Sauro Farnocchia (Volkswagen Polo R5 #5, XRaceSport)

Antonio Rusce, Sauro Farnocchia (Volkswagen Polo R5 #5, XRaceSport)

Credits: Antonio Rusce, Sauro Farnocchia (Volkswagen Polo R5 #5, XRaceSport)

Giacomo Scattolon, Matteo Nobili (Skoda Fabia R5 #3, Road Runner)

Credits: Giacomo Scattolon, Matteo Nobili (Skoda Fabia R5 #3, Road Runner)

Giacomo Scattolon, Matteo Nobili (Skoda Fabia R5 #3, Road Runner)

Credits: Giacomo Scattolon, Matteo Nobili (Skoda Fabia R5 #3, Road Runner)

Il Rally del Ciocco – prima prova del CIR 2019 – è stato vinto da Giandomenico Basso (tornato nel campionato italiano dopo tre anni di assenza) con la Skoda Fabia.

Qui troverete una gallery con le foto più belle della gara toscana, che ha visto sul podio Simone Campedelli (2° con la Ford Fiesta) e Luca Rossetti (3° con la Citroën C3).

L’articolo CIR 2019 – Le foto più belle del Rally del Ciocco proviene da Icon Wheels.

Fonte

CIR 2019 – Basso e la Skoda vincono il Rally del Ciocco

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Credits: Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Skoda Fabia R5 #9, Freddys Team)

Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Skoda Fabia R5 #9, Freddys Team)

Credits: Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Skoda Fabia R5 #9, Freddys Team)

Daniele Campanaro, Irene Porcu (Suzuki Swift R1, Jolly Racing Team)

Credits: Daniele Campanaro, Irene Porcu (Suzuki Swift R1, Jolly Racing Team)

Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Credits: Simone Campedelli, Tania Canton (Ford Fiesta R5 #2, Project Team)

Tommaso Ciuffi, Nicolo Gonella (Peugeot 208 R2 #30, FPF Sport)

Credits: Tommaso Ciuffi, Nicolo Gonella (Peugeot 208 R2 #30, FPF Sport)

Giorgio Cogni, Gabriele Zanni (Peugeot 208 R2 #35, Meteco Corse)

Credits: Giorgio Cogni, Gabriele Zanni (Peugeot 208 R2 #35, Meteco Corse)

Andrea Crugnola, Pietro Ometto (Volkswagen Polo R5 #1, Gass Racing)

Credits: Andrea Crugnola, Pietro Ometto (Volkswagen Polo R5 #1, Gass Racing)

Ivan Ferrarotti, Manuel Fenoli (Renault Clio R3T #20, Best Racing Team)

Credits: Ivan Ferrarotti, Manuel Fenoli (Renault Clio R3T #20, Best Racing Team)

Michele Griso, Alessandro Lucato (Peugeot 208 R2 #38, MS Munaretto)

Credits: Michele Griso, Alessandro Lucato (Peugeot 208 R2 #38, MS Munaretto)

Marco Limoncelli, Sara Montavoci (DR 1 SR #78, LM Motorsport)

Credits: Marco Limoncelli, Sara Montavoci (DR 1 SR #78, LM Motorsport)

Luca Panzani, Francesco Pinelli (Ford Fiesta R2 #29, La Superba)

Credits: Luca Panzani, Francesco Pinelli (Ford Fiesta R2 #29, La Superba)

Perosino Peugeot 208 Rally Ciocco 2019

Credits: Patrizia Perosino, Veronica Verzoletto (Peugeot 208 R2 #39, Winners Rally Team)

Luca Rossetti, Eleonora Mori (Citroen C3 R5 #7, FPF Sport)

Credits: Luca Rossetti, Eleonora Mori (Citroen C3 R5 #7, FPF Sport)

Giandomenico Basso ha vinto il Rally del Ciocco – prima tappa del campionato italiano CIR 2019 – con una Skoda Fabia davanti a Simone Campedelli (Ford Fiesta) e Luca Rossetti (Citroën C3). Il pilota veneto (già due volte scudettato) è tornato nella serie tricolore dopo tre anni di assenza ed è già diventato l’uomo da battere.

Un successo importante arrivato grazie al ritiro di Andrea Crugnola (Volkswagen Polo), costretto ad abbandonare la corsa nella PS11 per un problema all’idroguida.

CIR 2019 – La classifica del Rally del Ciocco

1 Giandomenico Basso (Skoda Fabia) 1h31:17.2
2 Simone Campedelli (Ford Fiesta) + 4.9
3 Luca Rossetti (Citroën C3) + 13.9
4 Craig Breen (Skoda Fabia) + 16.5
5 Stefano Albertini (Skoda Fabia) + 44.3

La classifica del CIR 2019 dopo il Rally del Ciocco

1 Giandomenico Basso (Skoda) 15 punti
2 Simone Campedelli (Ford) 12 punti
3 Luca Rossetti (Citroën) 10 punti
4 Craig Breen (Skoda) 8 punti
5 Stefano Albertini (Skoda) 6 punti

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Fonte