Monthly Archives: Marzo 2021

Che cos’è la delega a condurre e quando è necessaria?

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Affrontiamo un argomento molto importante che spesso risulta davvero difficoltoso da comprendere; la burocrazia in Italia infatti, anche per quanto riguarda il settore auto, non sempre è così semplice e veloce. Vi sono molte pratiche auto da conoscere, documenti importanti da richiedere per casi particolari di guida e molto altro ancora. Quello su cui vogliamo porre l’attenzione oggi è proprio uno di questi casi, ovvero quello della delega a condurre. Di che cosa si tratta e quando è necessario richiedere questo particolare documento. Vediamo insieme tutti i dettagli.

Innanzitutto non è obbligatorio, si tratta infatti di un documento facoltativo che però dà la possibilità anche a noi italiani di circolare e guidare in un territorio estero in modo sicuro, con un’auto di cui non si è proprietari. Qual è l’obiettivo per cui è stato creato questo particolare documento? Lo scopo è quello di specificare che la vettura con cui si ha intenzione di circolare in un altro Paese, che chiaramente non è registrata a proprio nome, non è stata rubata o esportata in maniera illegale (visto che purtroppo entrambe queste situazione avvengono realmente).

Vediamo quindi come deve essere compilata la delega a condurre, dove è possibile trovare un fac-simile, quanto costa e in quali Paesi è meglio averla.

Che cos’è nello specifico la delega a condurre?

Si tratta in particolare di un documento specifico che può essere fatto quando si ha intenzione di viaggiare in un Paese estero con un’auto non di proprietà e quando si prevede che l’intestatario della vettura stessa non si troverà a bordo con il conducente per quel determinato periodo del soggiorno. La delega a condurre quindi dimostra alle autorità estere che il veicolo non è stato rubato o esportato illegalmente, come abbiamo già anticipato. In questo modo è possibile viaggiare in modo sicuro senza alcun rischio.

Delega a condurre: come deve essere compilata?

Questa tipologia di documento è in realtà molto semplice, niente di complesso. Può essere infatti redatto su carta semplice inserendo le seguenti informazioni:

  • i dati del delegante (nome, cognome, data di nascita e indirizzo di residenza);
  • gli stessi dati anche del delegato;
  • tutte le informazioni sul mezzo che si guida, in particolare modello, marca e targa;
  • infine la data e la firma autenticata del delegante.

È necessario compilare la delega anche in inglese, in modo che sia compresa anche all’estero. Il modello di delega dell’Automobile Club d’Italia viene redatto in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo.

Come funziona la delega a condurre e quanto costa?

L’autenticazione della firma del delegante è assolutamente necessaria affinché la delega a condurre sia valida. Attenzione: per l’autentica bisogna affidarsi a un notaio, diffidate da chi afferma che basta recarsi in Comune o presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista.

I costi a cui si va incontro nel momento in cui si decide di predisporre una delega a condurre sono:

  • in media 50 euro per l’autentica presso lo studio notarile, ovviamente il prezzo dipende dal professionista;
  • 0,52 euro di imposta di bollo, tassa da pagare direttamente al notaio.

Come abbiamo detto, la delega a condurre non è un documento obbligatorio, ma si consiglia di farla e portarla sempre con sé in qualsiasi Paese estero, sia in Europa che fuori, per evitare qualsiasi tipo di problema e disguido con le autorità.

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A che cosa servono le linee di mezzeria e cosa bisogna sapere

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La linea di mezzeria è importante da saper riconoscere per tutti coloro che guidano un veicolo su strada, è infatti una delle nozioni fondamentali che si imparano durante le lezioni di scuola guida per prendere la patente. La definizione di linea di mezzeria in realtà è semplicissima, in pratica è quella striscia longitudinale che troviamo in mezzo alla carreggiata, che la divide in più corsie. La linea di mezzeria può essere:

  • continua;
  • discontinua;
  • tratteggiata;
  • a volte è assente.

A seconda della tipologia di linea di mezzeria presente sulla strada che stiamo percorrendo, dovremo comportarci di conseguenza mentre ci troviamo alla guida del nostro veicolo. Vediamo insieme quindi tutto quello che bisogna sapere su questa particolare striscia longitudinale che troviamo in mezzo alla carreggiata.

Linea di mezzeria: la differenza tra continua, discontinua, doppia e affiancata

Come abbiamo detto in precedenza quindi la linea di mezzeria è proprio quella striscia longitudinale che vediamo dividere la carreggiata in differenti corsie sulle quali possono circolare auto e altri mezzi. Si tratta in genere di strisce di colore bianco, a meno che non ci siano dei lavori in corso. In questo caso le linee diventano di colore giallo, e stanno ad indicare che si tratta di linee di mezzeria provvisorie, che esisteranno solo per tutta la durata del cantiere.

Il Codice della Strada, all’articolo n. 40, definisce la striscia longitudinale e indica quanto segue:

  • la striscia discontinua o tratteggiata serve solo per delimitare la corsia. Il conducente di un veicolo può oltrepassarla durante un sorpasso o un semplice cambio di corsia;
  • la striscia continua invece definisce il limite della corsia come invalicabile; significa che su questo particolare tratto di strada non è possibile effettuare sorpassi o cambi di corsia.

Non dimentichiamo inoltre che queste due tipologie di linee di mezzeria possono anche trovarsi affiancate, e quindi:

  • la doppia striscia bianca continua divide i sensi di marcia nelle strade a doppio senso di circolazione e non consente svolte a sinistra e inversioni;
  • la striscia continua affiancata alla striscia tratteggiata indica che la strada deve essere usata in due modi differenti a seconda del senso di marcia, in base a quale striscia è di vostra pertinenza. Se si guida sul lato in cui la striscia più vicina è continua, allora non si può (per legge) attraversare la linea di mezzeria; se invece si guida dove la striscia più vicina è tratteggiata, allora è possibile oltrepassarla.

Sinistro stradale e linea di mezzeria

In caso di incidente stradale, la posizione dei mezzi coinvolti rispetto alla linea di mezzeria può indicare la responsabilità degli stessi per eventuale invasione della carreggiata. È vero anche che può succedere che l’urto sia talmente forte da non rendere possibile stabilire quale mezzo ha effettivamente invaso la carreggiata opposta; in questo caso potrebbe scattare la responsabilità al 50% per entrambi i conducenti dei veicoli.

Attenzione: non trascurate il tratteggio della linea di mezzeria soprattutto se volete effettuare un sorpasso, se la linea è continua non si può fare, la manovra infatti potrebbe mettere a serio rischio la sicurezza stradale.

Linea di mezzeria continua: sanzioni in caso di superamento

Le sanzioni per chi viola la segnaletica stradale sono indicate nell’art. 146 del Codice della Strada, dove ci sono anche quelle previste per chi supera linee di mezzeria continue. Chi circola a cavallo delle strisce longitudinali o attraversa una striscia continua singola o doppia rischia una multa che va da un minimo di 41 euro a un massimo di 168 euro, oltre alla decurtazione di due punti dalla patente.

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Dacia Spring: la prima elettrica low-cost

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La Dacia Spring non è solo l’auto elettrica più economica in commercio (prezzi a partire da 19.900 euro) ma è anche l’unica vettura della Casa rumena acquistabile con gli incentivi: da 9.460 euro in caso di rottamazione.

Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la citycar low-cost esteuropea nell’allestimento Business rivolto al car sharing. Scopriamo insieme i suoi pregidifetti.

Dacia Spring: autonomia, batteria e ricarica

Uno dei principali punti di forza della Dacia Spring è l’autonomia: grazie alla batteria da 27,4 kWh – coperta da una garanzia di 8 anni o 120.000 km – è possibile avere una percorrenza dichiarata di 230 km nel ciclo misto e di 305 km in quello urbano. Durante il nostro primo contatto la citycar elettrica low-cost rumena si è rivelata piuttosto efficiente ma non abbastanza per raggiungere quota 200 guidando in modo normale. Colpa delle prestazioni deludenti (argomento che affronteremo in modo approfondito più avanti) che obbligano spesso ad affondare completamente il piede sul pedale dell’acceleratore per avere una risposta adeguata da parte del motore. Volendo è possibile “castrare” ulteriormente il propulsore – incrementando così l’autonomia del 9% – adottando la modalità ECO ma consigliamo di effettuare questa mossa solo in città: la potenza passa da 44 a 31 CV e la velocità massima cala da 125 a 100 km/h.

La ricarica può essere effettuata con presa domestica da 220V, su presa Green’Up con cavo Flexicharger (modo 2, optional a 300 euro), su Wallbox da 7,4 kW con cavo modo 3 di serie o su colonnina in corrente continua da 30 kW: quest’ultima modalità (che permette di portare la batteria all’80% in meno di un’ora e al 100% in meno di un’ora e mezza) è però optional – 600 euro – solo sul più costoso allestimento Comfort Plus. Per quanto riguarda i tempi di “ricarica non rapida” ci vogliono meno di 5 ore con la Wallbox da 7,4 kW, meno di 8 ore e mezza con la Wallbox da 3,7 kW e meno di 14 ore attraverso una presa domestica da 2,3 kW.

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Dacia Spring: motore e prestazioni

Tutte le auto elettriche attualmente in commercio nel nostro Paese possono essere considerate vetture – chi più, chi meno – scattanti. Tutte tranne la Dacia Spring. I 44 cavalli offerti dal motore sono davvero pochi  – soprattutto se si considera che, escludendo la citycar rumena, le proposte meno potenti in listino (la Renault Twingo Electric e tutte le Smart) ne possono vantare 82 – e si sentono solo nelle primissime fasi dell’accelerazione. Superati i 50 km/h l’erogazione sembra quella di un propulsore aspirato a benzina poco “cavallato” e lo dimostrano i quasi 20 secondi (19,1 per la precisione) necessari per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

La Spring andrebbe usata solo in città: può raggiungere una velocità massima di 125 km/h ma già oltre quota 100 si avvertono alcune vibrazioni e oltretutto il telaio non è tra i più efficaci tra le curve. Più convincenti le sospensioni – brave a filtrare le sconnessioni dell’asfalto – e lo sterzo, leggero e dall’impostazione turistica ma adeguato alla tipologia di vettura.

 

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Dacia Spring: spazio e finiture

La scelta di svelare la Dacia Spring dopo la nuova Sandero non è stata delle più azzeccate: qualche mese fa la Casa rumena aveva infatti dato ufficialmente l’addio alla filosofia “low-costcon la riuscitissima terza generazione della sua piccola mentre ora sembra aver fatto due passi indietro rispetto al passato lanciando una citycar elettrica puntando solo sul prezzo basso.

Le finiture deludono: plastiche basic, assemblaggi imprecisi e una qualità percepita più vicina alla prima Sandero del 2007 che alla seconda serie del 2012. Si risparmiano oltre 3.000 euro rispetto a una Twingo Electric ma è impossibile non notare alcuni dettagli sotto tono come ad esempio il volante non regolabile posizionato troppo in basso, gli alzacristalli elettrici anteriori comandabili dalla consolle centrale e il singolo tergicristallo anteriore.

La Dacia Spring si riscatta però con lo spazio, decisamente migliore di quello della Twingo a batterie: quattro posti comodi con tanti centimetri a disposizione nella zona della testa, una posizione di seduta rialzata che consente di dominare il traffico e un bagagliaio ampio (270 litri che diventano 620 quando si abbatte il divano posteriore, purtroppo non sdoppiato).

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Dacia Spring: il design

Lo stile della Dacia Spring – un po’ datato (deriva dalla Renault Kwid, segmento A destinata ai mercati in via di sviluppo svelata sei anni fa) – è contraddistinto da un frontale importante e da una coda con il lunotto posteriore bombato.

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Dacia Spring: i prezzi e la dotazione

La Dacia Spring “base” – la Comfort – è l’auto elettrica più economica in commercio, costa 19.900 euro e ha una dotazione di serie che comprende:

  • AEBS, ESP, ABS, EBD, BAS, E-CALL
  • Limitatore di velocità
  • Cerchio da 14″ Flexwheel
  • Barre portatutto nere con inserti in grigio satinato
  • Luci diurne a LED
  • Luci posteriori con firma Dacia Y-Shape
  • Clima manuale
  • Specchietti retrovisori elettrici
  • Radio DAB Bluetooth & USB
  • Servizi connessi dall’applicazione MY Dacia: stato di carica, precondizionamento, geolocalizzazione, avvio e arresto della ricarica da App
  • Chiusura centralizzata
  • Chiusura delle porte automatica durante la guida
  • Airbag conducente e passeggero
  • Airbag laterali e a tendina
  • Tergicristalli e luci automatiche
  • Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori
  • Kit riparazione pneumatici
  • Sbrinatore del lunotto posteriore
  • Maniglie portiere in tinta carrozzeria
  • Calandra cromata
  • Batteria 27,4 kWh
  • Caricabatterie AC/DC
  • Cavo di ricarica Modo 3/Tipo 2
  • Eco Mode
  • Sistema di fissaggio Isofix del seggiolino per bambini per sedili posteriori
  • Servosterzo elettrico
  • Computer di bordo con schermo TFT 3,5″, distanza percorsa, autonomia, informazioni sulla batteria

Il nostro consiglio è quello di spendere 1.500 euro in più per il più ricco allestimento Comfort Plus, costa 21.400 euro e aggiunge:

  • Stripping portiere laterali arancioni
  • Specchietti laterali arancioni
  • Barre portatutto nere con inserti arancioni
  • Prese d’aria con inserti arancioni
  • Inserti interni arancioni (contorno aeratori, console centrale Display, impunture sedili)
  • Sistema di Navigazione con display touchscreen ULC 7″ con Bluetooth e smartphone replication & USB
  • Sensori di parcheggio con retrocamera
  • Ruota di scorta
  • Vernice metallizzata

Nel nostro primo contatto abbiamo guidato la Dacia Spring Business, versione destinata al car sharing: vernice bianca o grigia chiara con inserti blu sulle barre da tetto, sensori di parcheggio posteriori con retrocamera, maniglie e retrovisori in plastica granulata nera, cerchi “Flexwheel” da 14″, sedili neri in TEP (similpelle resistente e poco sporchevole) con impunture blu, tappetini anteriori e posteriori, battitacco anteriori, soglia del bagagliaio e navigatore con smartphone replication.

Nel 2022 vedremo anche la variante commerciale Cargo omologata N1 senza sedili posteriori: volume di carico di 1.100 litri e una portata di 350 kg.

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Dacia Spring: le novità in cinque punti

  • L’auto elettrica meno cara in commercio
  • La citycar elettrica con il bagagliaio più grande
  • Oltre 200 km di autonomia nel ciclo misto
  • L’unica Dacia acquistabile con gli incentivi
  • La prima Dacia elettrica

Scheda tecnica
Lunghezza 3,73 metri
Larghezza 1,58 metri
Altezza 1,52 metri
Acc. 0-100 km/h 19,1 s
Capacità batteria 27,4 kWh
Caratteristiche motore motore elettrico da 44 CV
Autonomia 230 km

Dove l’abbiamo guidata

Nel nostro primo contatto abbiamo guidato la Dacia Spring in giro per Milano alternando tratti urbani e tangenziale. Durante il test è stato impossibile non paragonare la citycar elettrica low-cost rumena alla più raffinata Renault Twingo Electric provata alla fine dello scorso anno: i 38 cavalli di differenza si sentono (specialmente fuori città), così come l’assenza della frenata rigenerativa. La proposta della Régie è meno spaziosa e ha un’autonomia inferiore (190 km dichiarati anziché 230) ma il sovrapprezzo di 3.050 euro è a nostro avviso ampiamente giustificato se si considerano tutte le altre voci della pagella.

La Spring si guida come un’auto normale: in ripresa va “tirata” per avere un po’ di spunto e per rallentare in modo significativo bisogna necessariamente intervenire sul freno senza poter semplicemente rilasciare il pedale dell’acceleratore come sulle altre concorrenti a emissioni zero.

NON TUTTI SANNO CHE – Il circuito di Monza è l’autodromo permanente più antico d’Europa tra quelli ancora in uso.

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Dove vorremmo guidarla

Avremmo voluto mettere alla prova la Dacia Spring protagonista del nostro primo contatto su un percorso in salita per valutare il comportamento del debole motore elettrico in condizioni di “sforzo”. Vorremmo inoltre un propulsore più potente e finiture più curate: due elementi che renderebbero davvero interessante l’ecologica “baby” rumena.

Le concorrenti

Fiat Nuova 500 Action La versione base del “cinquino” elettrico ha un’autonomia inferiore rispetto alle varianti più costose: meno di 200 km.
Renault Twingo Electric Zen Agile in città ma più sfiziosa che spaziosa. 190 km di autonomia.
Smart EQ fortwo Pure La regina dei parcheggi è diventata solo elettrica: 2,74 metri di lunghezza, due posti secchi e un’autonomia scarsissima.
Smart EQ forfour Pure Più lunga della EQ fortwo e in grado di accogliere quattro passeggeri ma altrettanto deludente alla voce “autonomia”.

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Freno a mano, come funziona e come si usa correttamente?

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Il nome ufficiale del freno a mano, anche se non tutti lo sanno, è freno di stazionamento. Quando viene chiamato così, molti spesso non capiscono a cosa ci si riferisce, ma è il nome ufficiale di questo elemento fondamentale del nostro veicolo. È una componente assolutamente necessaria in auto, con cui si inizia a prendere confidenza fin dalle prime lezioni di guida. Il freno a mano ha molteplici usi, vediamoli insieme.

I molteplici utilizzi del freno di stazionamento

Il freno a mano consente di mantenere l’auto ancorata sul terreno, ne impedisce infatti il suo spostamento causato sia dalla forza di gravità che dall’intervento di altre persone. L’aspetto per cui è maggiormente conosciuto è la capacità di mantenere l’auto ferma in sosta anche su terreni in salita o in discesa, aiutando anche il conducente nelle ripartenze col veicolo in salita.

Si tratta di un elemento fondamentale in auto, che viene usato più di quanto ci si aspetti e, trattandosi di una componente così rilevante, deve essere soggetto a una regolare manutenzione, che in genere dovrebbe essere fatta ogni 30.000 chilometri. A cosa serve la manutenzione del freno a mano? Per verificare lo stato dei tiranti azionati dalla leva e monitorare quali sono le condizioni dell’impianto frenante e dell’elettronica.

A proposito di elettronica, si tratta di un aspetto importantissimo, che consente di essere sempre informati sull’azionamento del freno di stazionamento stesso. Proviamo a immaginare infatti cosa succederebbe se il freno a mano fosse attivo ma la spia del cruscotto o il segnale acustico non lo rilevasse. Questo guasto potrebbe essere pericoloso, perché metterebbe a rischio la circolazione stessa della macchina.

Possiamo capire se il freno a mano non sta funzionando correttamente? Sì, ad esempio se diventa necessario tirare troppo in su la leva o nel caso in cui se non si sentono i “clic” tipici dell’azionamento o ancora quando si ha la sensazione che l’auto non resti ben ancorata al terreno. In questi casi è assolutamente necessario recarsi dal meccanico per controllare lo stato del freno di stazionamento.

Oltre all’intervento del meccanico, per evitare problemi con il freno a mano, si consiglia di seguire delle buone prassi, che aiutano a preservarne il più a lungo possibile il corretto funzionamento.

I consigli per un buon uso del freno a mano

Come preservare il freno a mano dell’auto:

  • per disinserirlo, sollevare leggermente la leva, schiacciare il pulsante e abbassare la leva fino in fondo. Rilasciare il pulsante solo alla fine. Sembra banale, ma l’operazione deve essere svolta seguendo questo ordine dei movimenti, altrimenti si potrebbe assistere a un blocco del freno;
  • attenzione a non rilasciare il pulsante a metà strada, per evitare delle ripercussioni: l’auto infatti potrebbe far fatica a ripartire;
  • l’attivazione del freno a mano deve avvenire tirando la leva verso l’alto ma senza premere il pulsante (è necessario sentire i “clic” tipici).

Cosa dice il Codice della Strada?

Per legge, è sempre obbligatorio inserire il freno a mano in sosta, anche su terreni in piano. Su percorsi inclinati poi è necessario anche inserire la marcia opposta al verso della discesa e sterzare le ruote in direzione opposta al centro della strada.

Come partire in salita? Si può utilizzare il freno a mano e come supporto. Attenzione: è bene evitare cattive abitudini, come l’uso dell’acceleratore al posto della frizione.

Che cos’è l’Hill Holder?

Ci sono delle auto con cambio manuale dotate di Hill Holder, si tratta di un sistema elettronico che facilita le ripartenze in salita. È dotato di sensori che, quando l’auto è ferma, rilevano una pendenza e ne impediscono la retromarcia bloccando i freni, che vengono automaticamente rilasciati quando la macchina riparte. Non si tratta del freno a mano, anche se la funzione nelle partenze in salita è simile.

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Auto elettriche, uno sguardo al futuro: quanto durano le nuove batterie?

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A partire dal 2018 l’autonomia di tutti i mezzi elettrici deve essere indicata secondo il metodo WLTP, che significa Worldwide Harmonised Light-Duty Vehicles Test Procedure. Si tratta nello specifico di una procedura di prova standardizzata a livello mondiale, che vincola tutte le Case auto e che permette di fare un confronto tra diverse vetture elettriche. Nel momento in cui però si leggono i dati è necessario prestare attenzione al valore combinato (ciclo urbano, extraurbano e autostradale).

L’autonomia WLTP è un valore medio che si ottiene da differenti cicli parziali (ciclo urbano, extraurbano e autostradale) e senza considerare climatizzatore, riscaldamento e altre ‘utenze’ che vanno a ‘falsare’ l’autonomia nell’uso quotidiano rispetto a quella standardizzata.

Per questo le Case auto in genere comunicano l’autonomia realistica per il cliente come un intervallo di valori, che presumibilmente può essere raggiunto dalla vettura nell’uso quotidiano, senza dover effettuare una ricarica. In realtà, nel traffico urbano, visti i motori elettrici efficienti di oggi l’elevata percentuale di recupero consentita dalla marcia con ripetuti arresti e ripartenze, sono possibili autonomie realistiche che a volte possono addirittura superare l’autonomia WLTP massima.

I fattori che influenzano l’autonomia residua

Stile di guida, riscaldamento e climatizzatore sono alcuni fattori che possono influenzare l’autonomia dell’auto elettrica. Il consiglio è regolare per esempio la temperatura dell’abitacolo già durante la ricarica, preriscaldandolo in inverno o preraffreddandolo in estate, così l’energia necessaria per il riscaldamento o il climatizzatore in questo modo viene prelevata dalla rete elettrica e non dalla batteria di trazione.

L’autonomia per i brevi tragitti

Il pendolare medio, per recarsi al lavoro, percorre circa 50 km al giorno, lo stesso per accompagnare i bambini a scuola e andare in ufficio e fare magari alcune commissioni al pomeriggio. Con una batteria da 45 kWh e un’autonomia realistica di 230-330 km è più che sufficiente fare una o due ricariche a settimana. Chi usa l’auto per brevi tragitti, può ricaricare la batteria a casa (ad esempio durante la notte) o sul posto di lavoro, se ha a disposizione l’infrastruttura di ricarica.

Chi invece per lavoro percorre circa 200 km al giorno o, per motivi privati, fa spesso viaggi di una certa lunghezza allora, per esempio, con una batteria da 58 kWh e un’autonomia realistica di 300-420 km (scelta ottimale) deve ricaricare l’auto solo ogni 2-3 giorni durante la notte oppure, durante un viaggio molto lungo per andare in vacanza, potrebbe essere necessario collegarla una volta in autostrada.

Se per ragioni professionali o private si effettuano spesso viaggi più lunghi, allora un’auto elettrica con batteria da 77 kWh e un’autonomia realistica tra 390 e 550 chilometri è la soluzione ottimale. Il conducente che utilizza la sua auto elettrica sulle lunghe distanze può quindi utilizzare le colonnine per la ricarica e altri eventuali servizi di mobilità integrativa, in base al modello di vettura che ha.

Se hai intenzione di comprare un’auto elettrica quindi adesso puoi dire che le autonomie sono sicuramente maggiori di quelle che ti aspettavi, non è una scelta che ti deve spaventare. Sia per chi deve compiere brevi tragitti che per chi è abituato a lunghi viaggi, per l’uso quotidiano o per le vacanze, oggi ci sono moltissimi modelli di auto a zero emissioni pensati su misura per le specifiche esigenze del cliente. Oltretutto man mano svanisce anche l’ansia da ricarica, visto che si potrà contare su un’infrastruttura e servizi di mobilità sempre più ampi. L’auto elettrica permette di godere quindi della stessa flessibilità alla quale siamo abituati con le macchine diesel o benzina.

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Piccole SUV: l’elenco completo per marca (con i prezzi)

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Le piccole SUV sono molto amate dagli italiani: le “baby” crossover – auto poco ingombranti in grado di offrire tanta praticità – sono la soluzione ideale per chi ha bisogno di qualcosa di più di una classica segmento B.

Di seguito troverete l’elenco completo di tutte le piccole SUV in commercio in Italia (con i prezzi): tante proposte per tutti i gusti e tutte le tasche.

Piccole SUV: l’elenco completo per marca (con i prezzi)

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Piccole SUV Audi

  • Q2 da 28.100 euro

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Piccole SUV Citroën

  • C3 Aircross da 19.400 euro

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Piccole SUV DR

  • dr 3 da 15.400 euro

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Piccole SUV DS

  • DS 3 Crossback da 26.000 euro
  • DS 3 Crossback E-Tense da 40.200 euro

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Piccole SUV Evo

  • Evo 3 Electric 36.600 euro

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Piccole SUV Fiat

  • 500X da 21.000 euro

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Piccole SUV Ford

  • EcoSport da 21.250 euro
  • Puma da 21.000 euro

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Piccole SUV Hyundai

  • Kona da 22.000 euro
  • Kona Electric da 35.850 euro

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Piccole SUV Jeep

  • Renegade da 24.250 euro

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Piccole SUV Kia

  • Stonic da 15.950 euro
  • e-Soul da 39.850 euro

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Piccole SUV Mahindra

  • KUV100 da 11.990 euro

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Piccole SUV Mazda

  • CX-3 da 23.150 euro

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Piccole SUV Mini

  • Countryman da 29.500 euro

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Piccole SUV Nissan

  • Juke da 21.000 euro

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Piccole SUV Opel

  • Mokka da 22.200 euro
  • Crossland da 20.850 euro
  • Mokka-e da 35.250 euro

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Piccole SUV Peugeot

  • 2008 da 21.850 euro
  • e-2008 da 38.750 euro

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Piccole SUV Renault

  • Captur da 21.050 euro

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Piccole SUV Seat

  • Arona da 18.500 euro

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Piccole SUV Skoda

  • Kamiq da 21.640 euro

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Piccole SUV Ssangyong

  • Tivoli da 21.100 euro

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Piccole SUV Suzuki

  • Vitara da 24.400 euro

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Piccole SUV Volkswagen

  • T-Cross da 20.400 euro

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Piccole SUV XEV

  • iEV7S 31.800 euro

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Quando e come si usa il ruotino di scorta?

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Il ruotino di scorta è quell’elemento che serve, come dice il nome stesso ed è facile comprendere, quando abbiamo dei problemi con uno degli pneumatici dell’auto. Può succedere di bucare, oppure che si sgonfi una gomma o ancora che qualche malvivente decida di fare un “dispetto” e tagliarla. In questo caso, grazie al ruotino, è possibile sostituire lo pneumatico danneggiato, dando così la possibilità all’automobilista di raggiungere il gommista più vicino, per provvedere alla sostituzione vera e propria della gomma stessa.

Si raccomanda infatti di non utilizzare il ruotino di scorta per un tempo prolungato, ma solo ed esclusivamente in caso di emergenza, evitando strade a scorrimento veloce come le autostrade e rivolgendosi immediatamente (o comunque appena possibile) ad un gommista per il cambio gomme vero e proprio.

Che cos’è il ruotino di scorta?

Non è la classica ruota di scorta, si distingue infatti per le sue dimensioni. Le misure di un qualunque ruotino per auto sono decisamente minori rispetto a quelle di una gomma normale, conforme a quanto prescritto dalla legge. È piccola proprio per consentire di portarla sempre con sé occupando il minor spazio possibile; spesso si tiene sul fondo del bagagliaio.

A quale velocità massima è consentito viaggiare con il ruotino di scorta?

È omologato per viaggiare al massimo a 80 km/h, che non devono essere superati. Potrebbe essere infatti molto pericoloso per la stabilità dell’auto, mettendo a rischio la propria sicurezza e quella altrui.

Attenzione: viene indicata anche una distanza precisa che è possibile percorrere in questo stato d’emergenza, con il ruotino di scorta. Si raccomanda di non superare mai i 1.000 km, oltre i quali (per legge) è necessario cambiare la gomma. Per questo si consiglia di usare il ruotino (in caso di gomma buca o sgonfia) solo per tornare a casa o andare in officina per il cambio.

Ruotino di scorta e autostrada: cosa bisogna sapere

Come abbiamo detto in precedenza, si sconsiglia l’utilizzo del ruotino su strade a scorrimento veloce. Questo non significa che è vietato dalla legge, visto che potrebbe capitare di trovarsi in una situazione di emergenza anche in autostrada. L’importante è che non si superi mai la velocità imposta, ovvero 80 km/h.

Cosa dice il Codice della Strada?

Al contrario di quello che in molti pensano, in realtà il ruotino di scorta non è obbligatorio per legge in Italia. Questo significa che l’automobilista che non lo ha nel proprio veicolo, in caso di controllo da parte delle Forze dell’Ordine, non rischia alcun tipo di sanzione.

In ogni caso è bene sapere che il ruotino di scorta non è universale, non ha dimensioni standard per tutte le tipologie di auto. La caratteristica comune è che è più piccolo di una gomma normale e che consente di percorrere solo alcuni chilometri (a velocità limitata), quelli necessari per raggiungere casa o il gommista più vicino.

Se l’auto viene venduta senza il suo ruotino oppure questo si rovina, allora bisogna comprarlo in autonomia. È necessario chiaramente scegliere quello compatibile con la propria vettura, valutando le dimensioni del cerchio. Se possibile, si consiglia di fare una verifica prima dell’acquisto, posizionando la piccola ruota nei fori dell’auto. Se il cerchio si adatta bene alle dimensioni del mozzo, allora è possibile valutare quanto spazio si ha a disposizione per riporre il ruotino e procedere all’acquisto. Attenzione: sul libretto dell’auto si possono trovare le informazioni sulle giuste dimensioni del ruotino di scorta e tutto quello che bisogna sapere sulle tipologie omologate per la propria auto.

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Che cos’è il differenziale e a che cosa serve?

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Approfondiamo una tematica che probabilmente non tutti gli automobilisti conoscono, quella che riguarda il differenziale, di che cosa si tratta e in particolare come funziona. E quindi, innanzitutto, che cosa fa il differenziale auto? Il differenziale autobloccante è un organo della trasmissione e in particolare ha il compito di distribuire la coppia tra le ruote motrici. Può essere montato in posizione centrale, tra l’asse anteriore e quello posteriore delle auto a trazione integrale, o al centro di ciascuno di questi, sulle auto a due ruote motrici.

Come funziona il differenziale autobloccante dell’auto?

Si tratta di un dispositivo di estrema importanza per un’auto, che ha il compito di consentire alle ruote motrici di girare a velocità diversa. A cosa serve la sua presenza in una vettura? È un elemento essenziale in curva, visto che, come ben sappiamo, la ruota interna percorre una traiettoria più breve rispetto a quella esterna. Il sistema funziona perfettamente quando entrambe le ruote hanno una buona aderenza. Se una delle ruote invece dovesse perdere aderenza, allora la sua velocità di rotazione aumenta, quella opposta rallenta e nei casi estremi si ferma, impedendo il moto della vettura.

Proprio per questi motivi sono stati creati i differenziali bloccabili manualmente delle fuoristrada, che rendono solidali le ruote di uno stesso asse, o i differenziali autobloccanti, che in genere vengono utilizzati sulle vetture sportive, e che impediscono l’adattamento della rotazione delle ruote se le gomme non hanno pari aderenza. Esistono diverse tipologie di differenziale autobloccante, sono i costruttori a scegliere a seconda delle specifiche esigenze del modello su cui vanno montati. Ci sono sistemi totalmente meccanici oppure altri, con frizione a lamelle a controllo elettronico. Attenzione: i differenziali autobloccanti elettronici sono sistemi differenti e non vanno confusi, si limitano infatti a una gestione dell’ABS/ESP, per migliorare la motricità sui fondi a bassa aderenza.

A che cosa serve il differenziale auto?

Il differenziale autobloccante può essere inserito sia sulle auto da fuoristrada sia su quelle sportive. Per le vetture impiegate nell’off-road, il differenziale autobloccante garantisce che l’eventuale rotazione di una ruota a vuoto non vada a compromettere la motricità del mezzo sui fondi accidentati oppure caratterizzati da una bassa aderenza. Si tratta di un elemento che consente all’auto di avanzare anche quando una delle ruote motrici è sollevata da terra o slitta, dando la forza invece alla ruota che ha più presa sul terreno. Per quanto riguarda invece le vetture sportive, il differenziale autobloccante è in grado di migliorare la motricità e lo spunto in uscita di curva, riducendo il rischio di pattinamento anche in accelerazione.

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Alfa Romeo Giulietta: la tecnologia sigla per sigla

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L’Alfa Romeo Giulietta – arrivata alla terza generazione – è una compatta nata oltre dieci anni fa ma nonostante l’età avanzata monta diversi accessori tecnologici.

Di seguito troverete un glossario per capire meglio cosa significano le sigle che identificano tutti gli accessori tecnologici della “segmento C” del Biscione.

Alfa Romeo Giulietta: la tecnologia sigla per sigla

Alfa climate control

L’Alfa climate control montato dalla Giulietta non è altro che il climatizzatore manuale.

Daytime running light

Daytime running light indica le luci diurne a LED.

D.N.A.

Il sistema D.N.A. (acronimo di DynamicNormal e All Weather) Alfa Romeo è un selettore che permette di scegliere tra diverse modalità di guida.

Dual Pinion

Il Dual Pinion dell’Alfa Romeo Giulietta è uno sterzo attivo che garantisce un feeling di sterzata più diretto e preciso.

ESC

L’ESC (acronimo di Electronic Stability Control) non è altro che il controllo di stabilità.

JTDM

La sigla JTDM è usata dall’Alfa Romeo per identificare le Giulietta diesel.

Pack Carbon

Il Pack Carbon dell’Alfa Romeo Giulietta compende: griglia anteriore carbon look, calotte specchi retrovisori esterni con trattamento carbon look e minigonne carbon look.

Pack Convenience

Il Pack Convenience dell’Alfa Romeo Giulietta comprende: specchio retrovisore elettrocromico, parabrezza con fascia scura, sensore pioggia e crepuscolare, sedili posteriori con terzo poggiatesta e bracciolo con carico passante, sedile passeggero regolabile in altezza, regolazione lombare elettrica sedili anteriori, specchi retrovisori esterni richiudibili elettricamente e sensori di parcheggio anteriori e posteriori.

Pack Tech

Il Pack Tech dell’Alfa Romeo Giulietta comprende: Alfa Connect 7″ radio by Alpine con Android Auto e Apple CarPlay, presa HDMI, porta USB supplementare, presa da 12V nel bagagliaio, telecamera posteriore e sensori di parcheggio posteriori (o anteriori e posteriori).

Pack Veloce

Il Pack Veloce dell’Alfa Romeo Giulietta comprende: sedili sportivi in tessuto e Alcantara con cuciture gialle o rosse a contrasto, cuciture gialle o rosse a contrasto su volante sportivo tagliato, cuffia cambio e freno a mano, paraurti anteriore e posteriore con modanature gialle o rosse, trattamento giallo o rosso su pinze maggiorate Brembo

Q2

Il Q2 Alfa Romeo è un differenziale elettronico.

TCT

TCT (acronimo di Twin Clutch Transmission) è il cambio automaticodoppia frizione.

TPMS

Il TPMS è il sistema di monitoraggio pressione pneumatici.

U-Connect

U-Connect è il sistema di infotainment Alfa Romeo.

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BMW serie 7: modelli, prezzi, dotazioni e foto

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La sesta generazione della BMW serie 7 – nata nel 2015 e sottoposta a un restyling nel 2019 – è un’ammiraglia tedesca disponibile a trazione posteriore integrale e offerta in due varianti: passo corto (quella a nostro avviso più interessante) e passo lungo.

In questa guida all’acquisto della BMW serie 7 analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino della “segmento F” bavarese: prezzimotori, accessori, prestazioni, pregidifetti e chi più ne ha più ne metta.

Le foto della BMW serie 7

BMW serie 7: le caratteristiche principali

La sesta serie della BMW serie 7 è un’ammiraglia lussuosissima caratterizzata da finiture curatissime, da un frontale un po’ troppo vistoso e da prezzi non molto accessibili.

Alti e bassi per quanto riguarda la praticità: il bagagliaio è ampio e i passeggeri posteriori hanno un mare di centimetri a disposizione nella zona delle gambe ma il divano è un po’ stretto se paragonato a quanto offerto dalla concorrenza.

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La dotazione di serie della BMW serie 7

La dotazione di serie della BMW serie 7 non è molto completa e va integrata:

Sicurezza

  • Airbag laterali per guidatore e passeggero
  • Airbag laterali per la testa per prima e seconda fila di sedili
  • Airbag per guidatore e passeggero disattivabile tramite apposita chiave
  • Antifurto con allarme
  • Assistente di attenzione alla guida
  • Avvisatore acustico per pedoni (su ibride plug-in)
  • BMW Emergency Call
  • Bulloni antifurto per cerchi in lega
  • Carbon core
  • Cinture di sicurezza attive e regolabili
  • Controllo dinamico di stabilità DSC
  • Fissaggio Isofix per sedili posteriori esterni
  • Indicatore pressione pneumatici
  • Luci freno dinamiche
  • Poggiatesta regolabili per prima e seconda fila di sedili
  • Porte posteriori con sistema di chiusura meccanica di sicurezza per bambini
  • Protezione laterale contro urti integrata
  • Segnalatore acustico cinture di sicurezza
  • Sensori di collisione attivi
  • Sistema anti bloccaggio di sicurezza ABS, con Brake Assist System e Cornering Brake Control
  • Terza luce di stop a Led sopra il lunotto posteriore
  • Tyre repair kit

Design esterno

  • Badge con nome modello sul portellone posteriore lato destro
  • Badge “xDrive” sul portellone posteriore lato sinistro (solo per xDrive)
  • Calandra doppio rene con flap attivi (Active Air Stream)
  • Elementi cromati: calandra doppio rene, listelli verticali principali, cornici finestrini laterali, contorno Air Breather, entrambi i lati del paraurti post. (no 750i)
  • Sistema di scarico cromato, trapezoidale lato sinistro e lato destro, diametro 2x80mm

Cerchi e pneumatici

  • Cerchi in lega a V styling 642 da 18″ (8 J x 18), pneumatici 245/50 R 18, colore Reflex Silver, catenabili (no benzina)
  • Cerchi in lega a V con Styling 620 da 19″ (8,5J x 19/pneum. 245/45 R19)

Interni

  • Ambient Light
  • Battitacco in alluminio con badge “BMW” sulle portiere anteriori (illuminato su benzina)
  • Bracciolo centrale per sedili anteriori con vano portaoggetti
  • Bracciolo centrale per sedili posteriori con portabevande
  • Luci interne: centrale anteriore e posteriore, luci lettura anteriori, alette parasole e portaoggetti
  • Luci interne: vano piedi anteriore, sotto-porta anteriori e vano bagagli
  • Modanature in legno pregiato “Fineline” lucido con dettaglio in alluminio
  • Rivestimento plancia e parte superiore portiere in pelle artificiale
  • Portabevande: 2 ant. e 2 post. centrali
  • Predisposizione non fumatori
  • Sedili per 5 passeggeri
  • Sedili con regolazione elettronica
  • Sedili in Pelle Dakota
  • Sistema di carico passante (30×20 cm)
  • Tappetini in velluto
  • Tasche portaoggetti dietro i sedili anteriori
  • Tendina parasole per vetri laterali posteriori ad azionamento elettrico (solo per passo lungo)
  • Tettuccio in vetro ad azionamento elettrico (solo per passo lungo)
  • Vano portaoggetti, lato passeggero e guidatore, nelle portiere con portabevande (1 l) e centrale ant.
  • Volante sportivo in pelle a 3 razze con comandi multifunzione

Tecnologia a bordo

  • Accensione senza inserimento chiave
  • Adaptive mode per selezione automatica del feeling di guida
  • Apertura Comfort del bagagliaio
  • Batteria con morsetto di sicurezza (no 730Ld)
  • BMW BluePerformance (solo mild hybrid)
  • BMW Livecockpit Professional
  • BMW Teleservices
  • Button eDrive per la selezione della modalità di guida (Auto eDrive, Max eDrive, Battery Control) (solo ibride plug-in)
  • Cambio automatico 8 rapporti Steptronic
  • Cavo di ricarica domestica con connettore Type2/Mode2; max 2,7 kW (230V), lunghezza 5m (solo ibride plug-in)
  • Cavo di ricarica BMW monofase con connettore Type2/Mode3; max 7,4 kW, lunghezza 5m, per stazioni di ricarica pubblica e Tessera Charge Now (solo ibride plug-in)
  • Certificato di garanzia per Batteria ad Alto Voltaggio (solo ibride plug-in)
  • Climatizzatore bizona
  • Comfort access
  • Cruise Control con funzione freno
  • Dischi freno anteriori e posteriori autoventilanti
  • Driving Assistant
  • Fari adattivi con tecnologia a LED
  • Fari fendinebbia posteriori
  • Filtro antiparticolato per motori Diesel (solo mild hybrid)
  • Freno di stazionamento elettroidraulico/meccanico, Automatic Hold con cambi automatici
  • Funzione Follow-me-home regolabile tramite iDrive Controller
  • Head-up display
  • High beam assist
  • Limitatore di velocità
  • Luci di benvenuto interne/esterne
  • Luci interne e area maniglie illuminata con apertura telecomando
  • Luci posteriori con tecnologia a LED
  • Parking Assistant con telecamera posteriore e linee guida di manovra
  • Presa elettrica da 12V: vano portaoggetti ant., bracciolo ant., 2 nella console centrale post.
  • Profilo impostazioni personali dedicato per chiave
  • Riscaldamento sedili anteriori
  • Selettore del feeling di guida adattiva (con modalità Eco PRO, Comfort, Sport/+)
  • Sensore pioggia con accensione anabbaglianti, regolazione tergicristalli e sensore di appannamento
  • Sensori di parcheggio PDC Ant./Post.
  • Servotronic
  • Sistema di chiusura centralizzata: portiere, flap serbatoio, bagagliaio. Chiusura aut. regolabile
  • Sistema di pre-condizionamento a vettura ferma (solo per ibride plug-in)
  • Sistema di regolazione automatica della profondità dei fari
  • Sistema di Start/stop automatico e bottone per disinserimento
  • Sistema Immobiliser
  • Soft close
  • Sospensioni adattive
  • Specchietti retrovisori esterni regolabili e ripieg. elett., riscaldati e lato guida auto anabbagliante
  • Spia consumo pastiglie freni
  • Sportello per ricarica elettrica sul fianco anteriore sinistro (solo ibride plug-in)
  • Trazione integrale intelligente xDrive con funzione DSC (solo xDrive)
  • Ugelli tergicristalli riscaldati

Sistemi di Comunicazione e Infotainment

  • BMW Connected Drive Services
  • BMW Display Key
  • BMW Gesture Control
  • Computer di bordo: vel. media, consumi medi, autonomia, indicatore di temp. esterna
  • BMW Connected Package Professional
  • Controller iDrive nella consolle centrale con tasti per selezione diretta funzioni e funzioni preferite
  • Impianto stereo HiFi con 12 altoparlanti da 205 W
  • Interfaccia Bluetooth con USB wireless charging
  • Lettore CD
  • Radio DAB
  • Telecomando ad onde radio per chiusura centralizzata, chiave fisica di sicurezza e accensione luci
  • Wifi hotspot

 

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BMW serie 7: modelli e prezzi di listino

Di seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della BMW serie 7. La gamma motori dell’ammiraglia teutonica è composta da quattro unità sovralimentate:

  • un 4.4 V8 biturbo benzina da 530 CV
  • un 3.0 turbodiesel mild hybrid a sei cilindri in linea da 286 CV
  • un 3.0 biturbodiesel mild hybrid a sei cilindri in linea da 340 CV
  • un 3.0 turbo ibrido plug-in benzina a sei cilindri in linea da 394 CV

BMW 750i/750Li (da 123.800 euro)

La BMW 750i/750Li (prezzi fino a 129.600 euro) è l’unica variante a benzina della “segmento F” bavarese: una berlinona che punta più sull’efficienza (consumi dichiarati pari a 9,5 km/l: niente male per un V8) che sulla sportività.

BMW 73od/730Ld (da 99.750 euro)

La BMW 730d/730Ld (prezzi fino a 108.900 euro) è la variante più accessibile della sesta evoluzione della serie 7 nonché la versione mild hybrid diesel che ci sentiamo di consigliare e monta un raffinato motore a sei cilindri in linea ricco di coppia (650 Nm) ma non molto pronto ai bassi regimi.

BMW 740d/740Ld (da 109.900 euro)

La BMW 740d/740Ld (prezzi fino a 115.550 euro) è la variante mild hybrid diesel più potente dell’ammiraglia bavarese. Poco pronta ai bassi regimi e non molto avvezza al divertimento nelle curve, è rivolta a chi vuole un mezzo elegante in grado di consumare poco e al tempo stesso non può rinunciare alle prestazioni.

BMW 745e/745Le (da 109.450 euro)

La BMW 745e/745Le (prezzi fino a 118.700 euro) è la variante ibrida plug-in della serie 7 ed è spinta da un motore 3.0 turbo ibrido plug-in benzina a sei cilindri in linea da 394 CV.

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BMW serie 7: gli optional

La dotazione di serie della BMW serie 7 andrebbe a nostro avviso arricchita con tre optional fondamentali: l’Active Cruise Control con funzione Stop&Go (1.650 euro), il cambio automatico sportivo Steptronic a 8 rapporti con paddle al volante (300 euro) e l’Integral Active Steering (1.500 euro).

BMW serie 7 usata

Le ammiraglie come la BMW serie 7 perdono molto valore sul mercato dell’usato nonostante le loro qualità: per acquistare una 730d xDrive del 2016 spinta da un motore 3.0 turbodiesel a sei cilindri in linea da 265 CV bastano infatti poco più di 30.000 euro.

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