Monthly Archives: maggio 2015

Fiat Panda K-Way

La Panda, la vettura più venduta nel mercato italiano, da oggi indossa il K-Way.Un capo che tutti conoscono, un giacchino antipioggia che, quando non serve, si richiude in una tasca e che, soprattutto tra i giovani, ha mandato in pensione l’ombrello.Cambiando la regola di un mercato, un po’ come Panda, 35 anni fa, aveva sovvertito le regole delle utilitarie, unendo design e funzionalità e proponendosi anche come auto per il tempo libero, la prima con la trazione sulle quattro ruote.Dunque le affinità tra K-Way e Panda ci sono e non bisogna nemmeno affannarsi troppo a cercarle. Quindi il fatto che venga commercializzata una Panda brandizzata K-Way più che una sorpresa sembra quasi un matrimonio annunciato (come peraltro sottolinea nello spot Piero Chiambretti: da vedere, anche se non vi interessa l’auto perché molto gradevole).Allestimento K-WayGli interventi di K-Way sono discreti ma si fanno notare: la carrozzeria è ordinabile in 6 colori, di cui cinque pastello e uno metallizzato e possono essere abbinati a quattro cerchi, quattro specchietti e quattro coprimozzo in tinta.Sulle fiancate e sul portellone c’è il logo dell’azienda di giacche a vento. Quella che vedete in foto è forse quella che ci piace di più, con quel bel blu fedelmente K-Way.All’interno la plancia è in tinta con la carrozzeria, i sedili pure (con inserti in ecopelle) e le cinture ricordano le classiche zip delle K-Way. Sugli schienali dei sedili anteriori ci sono due Visibag, due tasche che contengono giacche a vento pronte all’uso.Ma non finisce qui: Mopar, azienda del gruppo che gestisce tutta l’accessoristica e il tuning, ha preparato una serie di accessori dedicati, dalle valigie alle borse ai porta termos.Disponibile in quattro motorizzazioni – diesel, benzina, Gpl e metano – la Panda K-Way costa 9.500 euro con clima manuale e radio-cd di serie.Per invogliare all’acquisto Fiat ha approntato un sistema di finanziamento, chiamato Pocket Pay, con mini rate da 99 euro al mese. Lancio nei concessionari il 13 e 14 giugno.


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Nissan Qashqai: guida all’acquisto

La Nissan Qashqai è una SUV molto apprezzata: merito di un design riuscito e, soprattutto, di contenuti di buon livello. La seconda generazione della Sport Utility giapponese, realizzata sullo stesso pianale (accorciato) della sorella maggiore X-Trail, è in commercio da due anni ed è una delle proposte più interessanti del segmento.In questa guida all’acquisto analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.Nissan Qashqai: guida all’acquistoTra i punti di forza della Nissan Qashqai segnaliamo il comportamento stradale (più simile a quello di una berlina tradizionale) e la garanzia di tre anni o 100.000 km, più lunga della copertura offerta dalle rivali europee.Alti e bassi, invece, per quanto riguarda la praticità: le dimensioni esterne ingombranti (4,38 metri di lunghezza) – che incidono negativamente sull’agilità  nel traffico urbano – hanno infatti permesso di ricavare un bagagliaio molto ampio in configurazione a due posti (1.533 litri) ma i passeggeri posteriori più alti hanno una minore sensazione di ariosità sopra la testa rispetto ad altre rivali più imponenti e il divano è un po’ stretto per accogliere comodamente tre adulti.Gli allestimenti della Nissan QashqaiGli allestimenti della Nissan Qashqai sono cinque: il “base” Visia è un po’ povero (ma perfetto per chi vuole risparmiare) e comprende, tra le altre cose, gli airbag frontali, laterali e a tendina, l’autoradio CD MP3 con Bluetooth e presa USB, il climatizzatore manuale e il cruise control.La versione Acenta è piuttosto cara (2.200 euro in più della Visia a parità di motore) e a nostro avviso il sovrapprezzo previsto per portarsela a casa non è giustificato dalla dotazione di serie più ricca (cerchi in lega, climatizzatore automatico bizona, fendinebbia e retrovisori ripiegabili elettricamente).La Nissan Qashqai Business (non disponibile con il 1.6 a benzina e destinata alle flotte) costa 900 euro più della Acenta e aggiunge praticamente solo il navigatore. Decisamente più ricche (ma anche sensibilmente più costose) la 360 (1.250 euro più della Business), che offre il Safety Shield (sistema di monitoraggio dell’angolo cieco, avviso del cambio di corsia involontario e segnalazione ostacoli in avvicinamento durante le manovre in retromarcia) e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori e la Tekna (1.850 euro più della 360), una “full optional” adatta a chi vuole il massimo. La versione più lussuosa della SUV del Sol Levante prevede infatti le barre sul tetto, i fari a LED, i sedili anteriori riscaldabili (con quello del guidatore regolabile elettricamente) e i vetri posteriori oscurati.Nissan Qashqai: tutti i modelli in listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Nissan Qashqai. La gamma motori della SUV giapponese – disponibile a trazione anteriore o integrale inseribile (solo sul 1.6 diesel) – è composta da quattro unità sovralimentate: due DIG-T a benzina (1.2 da 116 CV e 1.6 da 163 CV) e due dCi diesel (1.5 da 110 CV e 1.6 da 131 CV).Nissan Qashqai 1.2 DIG-T (da 20.780 euro)La Nissan Qashqai 1.2 DIG-T (prezzi fino a 26.980 euro) è, a nostro avviso, la scelta migliore per chi non percorre molti chilometri. Monta un propulsore poco potente (110 CV) e un po’ rumorosetto a freddo che però offre una buona spinta ai bassi regimi e consumi bassi (17,9 km/l). Senza dimenticare la ciindrata contenuta, che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto.Nissan Qashqai 1.6 DIG-T (da 22.740 euro)La Nissan Qashqai 1.6 DIG-T (prezzi fino a 28.940 euro) è la versione più potente della gamma, una variante rivolta esclusivamente a chi non può rinunciare al piacere di guida neanche su un modello destinato alle famiglie. Molto interessanti i consumi dichiarati nel ciclo extraurbano: 20,8 km/l.Nissan Qashqai 1.5 dCi (da 22.800 euro)La Nissan Qashqai 1.5 dCi (prezzi fino a 29.000 euro) è adatta a chi vuole risparmiare il più possibile: oltre a poter vantare un motore dalla cilindrata contenuta (ma poco potente – 110 CV – e tutt’altro che brioso: 11,9 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) consuma davvero poco in città (23,8 km/l).Nissan Qashqai 1.6 dCi (da 24.750 euro)La Nissan Qashqai 1.6 dCi (prezzi fino a 32.950 euro) – la variante che ci sentiamo di consigliare – è l’unica disponibile anche a trazione integrale ma il nostro suggerimento è quello di risparmiare 2.000 euro e accontentarsi delle due ruote motrici.  La versione a trazione anteriore, pur non potendo vantare molti cavalli (131), è vivace e poco assetata: 9,9 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari e 22,7 km/l.Nissan Qashqai: gli optionalLa dotazione di serie di tutte le Nissan Qashqai va a nostro avviso integrata con due optional fondamentali: il ruotino di scorta (330 euro, l’alternativa è lo scomodo kit) e la vernice metallizzata (650 euro). L’interessante cambio automatico costa 1.500 euro ed è disponibile sulla 1.2 DIG-T e sulla 1.6 dCi a trazione anteriore mentre sulle altre varianti non sarebbe male chiedere la garanzia estesa di cinque anni o 150.000 km (786 euro).

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Jeep Cherokee, arriva un nuovo motore diesel da 185 e 200 CV

A partire da oggi Jeep Cherokee sarà disponibile in abbinamento alla nuova motorizzazione 2.2 Multijet declinata nelle due varianti di potenza: 200 e 185 CV, entrambe con 440 Nm di coppia massima. Nuovo motore 2.2 Multijet da 185 e 200 CVProdotto nella stabilimento di Pratola Serra (Avellino), il nuovo quattro cilindri migliora, rispetto al modello al precedente, sia la coppia del 25%, sia l’accelerazione e la potenza che risultano aumentate del 17%, mentre le emissioni di CO2 diminuiscono del 3% raggiungendo i 150 g/km.Equipaggiato con l’innovativo cambio automatico a nove marce e la trazione 4×4 Jeep Active Drive I, la Cherokee 2.2 Multijet II da 200 CV raggiunge una velocità massima di 204 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi, con un consumo medio, sul ciclo combinato di omologazione, di 5,7 litri/100 km ed emissioni di CO2 pari a 150 g/km.Per l’allestimento Longitude è disponibile una variante del 2.2 Multijet II da 185 CV (136 kW), in abbinamento alla trazione 4×4 Jeep Active Drive I e al cambio automatico a 9 marce. Così equipaggiata la Cherokee raggiunge una velocità massima di 201 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 8,8 secondi.Consumi ed emissioni sul ciclo combinato di omologazione sono rispettivamente pari a 5,7 litri/100 km e 150 g/km. La versione da 200 CV è disponibile sulle versioni Limited e sulla nuova Limited Plus, con un listino prezzi che parte rispettivamente da 50.500 euro e da 54.000 euro, mentre il 185 CV è disponibile solo sulla Cherokee Longitude ed è proposto a partire da 45.900 euro.Novità anche negli allestimentiLa versione Longitude da oggi offre di serie sia il sistema di navigazione Uconnect™ touchscreen con schermo da 8,4", sia il pack Comfort Group che include: portellone posteriore elettrico, tergicristalli con sensore pioggia, sensore crepuscolare, sedile regolabile elettricamente in 8 posizioni, sedile con regolazione lombare elettrica in 4 posizioni e specchietto retrovisore autoanabbagliante con microfono.La Jeep Cherokee Longitude è disponibile nelle motorizzazioni 2.0 Multijet II da 140 CV e 2.2 Multijet II da 185 CV e il listino prezzi parte da 39.900 euro.Novità anche per gli allestimenti Limited e Trailhawk che da oggi offrono optional ancora più esclusivi, oltre ad essere dotati di serie del sistema di navigazione Uconnect™ touchscreen con schermo da 8,4" di serie. Il listino prezzi parte rispettivamente da 44.500 euro e 53.500 euro.Debutta infine la nuova versione Limited Plus che è proposta esclusivamente con il 2.2 Multijet II da 200 CV e il sistema di trazione Jeep Active Drive II (marce ridotte).L’allestimento al top della gamma offre di serie il tetto in vetro “Command View “e il pack “Technology Group” che include: sistema di frenata avanzato (Advanced Brake Assist); sistema di avviso di uscita dalla corsia (Lane Departure Warning Plus); fari con funzione Smartbeam che disattiva gli abbaglianti; sistema di avviso di avvicinamento a veicolo sulla stessa traiettoria (Full Speed Forward Collision Warning Plus); Cruise Control adattivo con Start&Stop; specchietto con rilevazione angolo cieco (Blind-Spot Monitoring); sistema di assistenza al parcheggio posteriore e parallelo. 


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Mercedes SLS by Prior Design

Il preparatore Prior Design ha presentato una nuova elaborazione di una delle super car più affascinanti e mitiche di sempre, la Mercedes SLS. Si tratta di un tuning estremo di una delle auto da sogno più ambite.Body kit simil GT3…Questa Mercedes SLS by Prior Design monta un pacchetto aerodinamico denominato PD900GTWB che la rende molto simile alla radicale GT3. Questo body-kit è formato da nuovi paraurti anteriore e posteriore, minigonne laterali, un allargamento della carreggiata davanti e dietro e un nuovo inedito spoiler.Soluzioni tecniche e upgrade meccanicoInoltre per la Mercedes SLS Prior Design propone diverse componenti in fibra di carbonio, cerchi da 20n e 21 pollici Roitform SNA, nuove sospensioni e un sistema di scarico che incrementa la potenza di 40 CV. Con l’installazione di un chip elettronico si guadagnano, poi, ulteriori 30 CV e una coppia extra di 40 Nm.

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DS 4 BlueHDi 180 Sport Chic

La DS4 ha personalità, non c’è che dire.Le sue linee della carrozzeria, il design dei fari, l’ampia vetrata e gli interni lussuosi le conferiscono un’aria chic ma allo stesso tempo dinamica e sportiva.Ma le sue qualità vanno oltre al puro stile, e per cercare di capirci di più abbiamo deciso di metterla alla prova in maniera approfondita, scegliendo un 2.0 diesel BlueHDi da 181CV. E stressandola un po’.Come va? Scopritelo nel nostro test.

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Lamborghini Urus confermata: si farà, e sarà prodotta in Italia

La Lamborghini Urus, il SUV del Toro, terzo modello dopo Aventador e Huracan, si farà.Lo stanno annunciando in una conferenza stampa congiunta governo italiano e azienda emiliana.Perché la notizia completa è che non solo l’Urus verrà prodotto, ma sarà costruito interamente in Italia, in un nuovo stabilimento Lamborghini a Sant’Agata Bolognese, sede storica della marca del toro.Lamborghini Urus: investimenti importanti defiscalizzazioni e "made in Italy"L’investimento del gruppo Audi (a cui Lamborghini fa capo) è importante: 1 miliardo di euro, mentre il governo, attraverso il ministero per lo Sviluppo economico contribuisce con una defiscalizzazione pari a un centinaio di milioni.Per il nuovo stabilimento la Casa assumerà 350 lavoratori. L’obiettivo è alto: raddoppiare la produzione Lamborghini, assemblare più di 3.000 Urus (l’anno scorso tra Aventador e Huracan sono uscite da Sant’Agata 2.530 auto).La decisione di costruire in terra d’Emilia la nuova Lamborghini Urus è un colpo di scena. Perché i tedeschi avevano a lungo caldeggiato l’ipotesi di far partire la produzione nello stabilimento di Bratislava, in Slovacchia, che già sforna i SUV top di gamma del gruppo: Audi Q7, Porsche Cayenne, VW Touareg. Questione di economie di scala.E, invece, no, Stephan Winkelmann, presidente e amministratore delegato, l’ha spuntata.Così come le Ferrari, secondo Sergio Marchionne, usciranno sempre dai cancelli di Maranello e le Mini saranno sempre prodotte in Gran Bretagna (benché di proprietà dei tedeschi di BMW), allo stesso modo per Winkelmann anche Lamborghini deve e dovrà progettare e far nascere i suoi prodotti a Sant’Agata.La certificazione di origine di provenienza, anche per la Lamborghini Urus, è un vantaggio irrinunciabile.Winkelmann: "La Urus? È il segno che Audi ci crede""È un grande giorno", ci ha detto Stephan Winkelmann: "La prima vittoria è il prodotto, il SUV Urus, il terzo modello Lamborghini dopo Aventador e Hurácan. È il segno che il nostro azionista Audi ci crede. La seconda vittoria è di poterlo produrre qui a Sant’Agata: tutti d’accordo, governo, regione, sindacato. Perché il lusso, anche su quattro ruote, ha bisogno di radici solide e per il nostro cliente è fondamentale la provenienza dell’auto. Il made in Italy è un elemento fondamentale del fascino delle nostre vetture, però è anche garanzia, e voglio sottolinearlo, di eccellenza tecnologica, di alta capacità manifatturiera".Quando sarà pronta, questa Urus? La concept fu rivelata al Salone di Pechino del 2012. Per tre anni Winkelmann ha lottato per mettere la palla in rete. Ora ci saranno da aspettare i tempi "tecnici" necessari alla costruzione della fabbrica e allo sviluppo delle sue linee di produzione.In Lamborghini, però, sembrano volersi sbilanciare con una data che circola con più forza: il 2018. Tutti gli altri dettagli – comprese le tante indiscrezioni che stanno circolando in questi giorni, date per certe – invece non sono ancora stati decisi.Non ci resta che aspettare e vedere.


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Uber-Pop: scatta l’ordinanza di stop al servizio in Italia

Alla fine l’hanno spuntata i tassisti. Il tribunale di Milano ha bloccato con un’ordinanza il servizio’Uber-pop’ attivo su tutta Italia.La sentenza è arrivata dopo il ricorso delle associazioni di categoria dei tassisti per "concorrenza sleale".No al “vantaggio concorrenziale” di UberDi fatto, ha sentenziato il giudice di Milano Claudio Marangoni, il servizio offerto dalla multinazionale americana "interferisce con il servizio taxi organizzato dalle società, svolto dai titolari di licenze" ed effettivamente attraverso Uber-pop chiunque può svolgere un servizio paragonabile a quello di taxi senza però possedere una regolare licenza.“La mancanza di titoli autorizzativi – prosegue l’ordinanza – da parte degli autisti Uber-Pop comporta un effettivo vantaggio concorrenziale”.Per il Codacons la sentenza è un “duplice danno”Non è d’accordo il Codacons che attraverso il presidente Carlo Rienzi afferma che “e’ impensabile che un paese moderno possa essere privato di sistemi innovativi come Uber, che rispondono ad esigenze di mercato e sfruttano le nuove possibilità introdotte dalla tecnologia.Così facendo si finisce per produrre un duplice danno al consumatore finale: da un lato una minore scelta sul fronte del servizio, dall’altro tariffe più elevate per effetto della minore concorrenza.Ciò che serve, semmai, è integrare Uber nel mercato italiano rendendolo conforme alle disposizioni vigenti, garantendo legalità e sicurezza senza danneggiare gli altri operatori”.Ora, da parte di Uber, rimane la possibilità di esporre ricorso al provvedimento del Tribunale.


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Ford Mondeo Vignale: una nuova era nel mondo della customer experience

(Informazione pubblicitaria)Ford ha finalmente svelato la versione di produzione della nuova Mondeo Vignale, primo modello con cui debutta Vignale, l’esperienza superiore di prodotto, acquisto e possesso riservata ai clienti alla ricerca di modelli esclusivi e servizi premium.Ogni modello Vignale è rifinito a mano da un team dedicato presso il Vignale Centre di Valencia, in Spagna, dove ogni esemplare è sottoposto a 100 ulteriori ispezioni oltre ai rigorosi controlli di qualità riservati ai modelli Ford.La Ford Mondeo Vignale rende l’esperienza a bordo più esclusiva e raffinata, grazie al nuovo sistema di riduzione attiva del rumore (Active Noise Cancellation), al debutto europeo, e agli interni in pelle di qualità superiore con cuciture a vista. Mondeo Vignale: stile e sostanzaAll’esterno, la Ford Mondeo Vignale è riconoscibile da dettagli cromati e da cerchi dal design esclusivo, nonché dagli esclusivi colori Vignale.La ricca dotazione disponibile include il motore TDCi bi-turbo da 210 cavalli e la trazione integrale intelligente Ford AWD, che affiancano i dispositivi di assistenza alla guida e di sicurezza, come i sistemi di frenata automatica in città entro i 40 Km/h (Active City Stop) e frenata automatica con assistenza pre-collisione e riconoscimento pedoni (Pre-Collision Assist with Pedestrian Detection).Vignale: luxury a 360 gradiLa gestione quotidiana della Ford Vignale sarà facilitata dalla app Vignale Service, che permetterà di accedere a servizi di parcheggio, rifornimento e localizzazione dell’auto tramite GPS.L’esperienza Vignale vivrà attraverso il contatto personale con il proprio Vignale Relationship Manager, che si preoccuperà di personalizzare i servizi, come il ritiro e la consegna in occasione dei tagliandi e della manutenzione, organizzati in base alle esigenze del cliente. L’assistenza tramite il servizio Vignale One Call sarà disponibile 24 ore su 24.La Ford Mondeo Vignale potrà essere ordinata, da maggio, con un prezzo base di 41.250 euro, esclusivamente presso la rete dei Ford Store.L’esperienza Vignale vivrà all’interno delle Vignale Lounge, eleganti aree dedicate e riservate in cui i clienti potranno scoprire anche gli oggetti lifestyle della Vignale Collection, come la borsa Vignale Weekender, premiata con l’iF Design Award.Scopri di più clicca qui


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Lamborghini Huracan by Vos Cars

Vos Cars presenta un progetto d’impatto per il quale prende come base del suo tuning la baby supercar di Sant’Agata Bolognese, la Lamborghini Huracan.Kit estetico in carbonioTra le novità estetiche più evidenti di questaLamborghini Huracan by Vos Carstroviamo un nuovo spoiler anteriore realizzato in fibra di carbonio disponibile a 1.590 euro.Inoltre, per 1.290 euro, sono disponibili anche nuove calotte per gli specchietti retrovisori mentre per il retrotreno si punta su un vistoso diffusore il cui prezzo non è stato ancora svelato…Due sistemi di scarico a disposizione, uno artigianale al 100%Per quanto riguarda il sistema di scarico, poi, il preparatore mette a disposizione per la sua Lamborghini Huracan due kit diversi a seconda del ruggito che si vuole dare alla supercar..Il primo è un sistema di scarico interamente artigianale il cui prezzo ammonta a 6.900 euro, il secondo è un più “tradizionale” Akrapovic.Per quanto riguarda l’abitacolo, infine, le novità riguardano l’inserimento di diversi elementi in fibra di carbonio presenti sulle porte e sulla console centrale. 

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Le 5 Golf più radicali mai prodotte da Volkswagen

È la regina d’Europa, la compatta più venduta nel nostro continente, parliamo della Volkswagen Golf, la colonna portante del marchio di Wolfsburg.Il prossimo anno si festeggiano i 40 anni della GTI, l’emblematica versione sportiva della segmento C tedesca e, per l’occasione, verrà probabilmente lanciata una versione speciale celebrativa “40th Anniversary”.Altro progetto in ballo a Wolfsburg è quello della R400, la versione ancora più radicale della Golf R che probabilmente, sembra, vedremo anch’essa arrivare nelle concessionarie.Sta di fatto, però, che tutte le versioni “reali” della Volkswagen Golf, quasi sfigurano di fronte ad alcuni prototipi della hatchback visti negli ultimi anni.Ecco le 5 più radicali Golf mai prodotte da Volkswagen:Volkswagen GTI W12Questa è forse la versione più “bestiale” mai realizzata della Volkswagen Golf. Una furia da 650 CV equipaggiata con il W12 della Bentley Continental GTI montato in posizione centrale posteriore. Le prestazioni, ovviamente, non avevano nulla da invidiare ad u super car: 0-100 km/h in 3,7 secondi.Golf GTI RoadsterVista lo scorso anno al Wörthersee 2014 la Golf GTI Roadster è forse quella che, tra le 5, si allontana di più dal concetto originale di Golf, ma non per questo non è un prototipo di quelli “spaziali”. Lo spirito di questa concept car è quello di una roadster pura senza tetto e con un kit carrozzeria più che radicale. Sotto il vestito pulsa il V6 TSI da 3.0 litri con doppio turbo da 503 CV di potenza.Volkswagen Golf Design Vision GTISempre sullo sfondo del lago Wörthersee, nel 2013, Volkswagen presentava l’impressionante Golf Design Vision GTI. Utilizza la piattaforma modulare MQB – la stessa della Golf 7 la quale, però, è stata modificata al massimo in modo da offrire una ampia distanza tra i due assi con sbalzi cortissimi. Sotto al cofano della GTI Vision Design Concept si nasconde il motore a benzina V6 TSI ad iniezione diretta e turbocompresso che offre una potenza massima di ben 503 CV a 6.500 giri.La sua coppia massima arriva a 560 Nm ed è costante tra i 4.000 e i 6.000 giri. Tutta questa potenza si trasmette alle quattro ruote grazie al cambioDSG. La Volkswagen GTI Vision Design è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi.Golf GTE Sport ConceptÈ stata la vera sorpresa di quest’anno al Festival diWörthersee e rappresenta la massima espressione di ciò che si può arrivare a fare con un sistema di propulsione ibrido.Il powertrain che spinge la Golf GTE Sport è infatti composto da un motore a combustione, il 1.6 TSI da 299 CV e 400 Nm di coppia, abbinato a due motori elettrici (alimentati da batterie agli ioni di litio e posizionati uno all’anteriore, l’altro al posteriore) che sommano un totale di 400 CV a disposizione.Volkswagen Golf R400L’abbiamo nominata in apertura, è la tanto attesa e forse anche la più realizzabile delle 5 golf più radicali pensate da Volkswagen. Ancora non è chiaro se arriverà veramente in commercio, ma le ultime notizie sembrano protendere proprio per questa opzione. Il cuore pulsante della Golf R400 è il2.0 TFSI a iniezione diretta sovralimentato, “dopato” fino ad una agghiacciante potenza di 200 CV per litroabbinato alla prestazionale trasmissione DSG a doppia frizione. Il peso complessivo della Golf R400è inferiore ai 1.400 kg, che abbinato a quella potenza fa davvero paura.Le prestazioni: scatta da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi (5,1 secondi per la Golf R) e raggiunge i 280 km/h di velocità massima.


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