Monthly Archives: febbraio 2015

Mercedes B200 CDI 4Matic, la prova della monovolume a trazione integrale

Il successo di Mercedes Classe B è comprovato dalle oltre 80 mila immatricolazioni in Italia a partire dal 2005 (1 milione nel mondo).Confermandosi, così, come l’erede spirituale della prima Mercedes Classe A – quella monovolume, per intenderci –  che piaceva tanto alle signore.Infatti la Classe B, ormai l’unica monovolume della Stella, ha un target femminile del 45%.Vediamo come va in questa versione turbodiesel da 136 CV con trazione integrale 4Matic e cambio automatico a doppia frizione.

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Ugo Gobbato, il padre dell’industria italiana

Ugo Gobbato può essere considerato il padre dell’industria automobilistica italiana: oltre ad aver risollevato l’Alfa Romeo negli anni ’30 ha gestito i primi passi degli stabilimenti del Lingotto e di Pomigliano d’Arco. Scopriamo insieme la storia dell’uomo che Enzo Ferrari considerava suo maestro.Ugo Gobbato: la biografiaUgo Gobbato nasce il 16 luglio 1888 a Volpago del Montello (Treviso): da giovane lavora come operaio presso un’azienda idroelettrica di Treviso e consegue a Vicenza il diploma di perito elettromeccanico e filotessitore. Nel primo decennio del XX secolo emigra in Germania, viene impiegato come progettista e nel 1909 si laurea in ingegneria meccanica e in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Zwickau.Il ritorno in ItaliaTornato in Italia per il servizio militare, entra nella Brigata Specialisti (sezione tecnica del Servizio Aeronautico) dove segue la manutenzione degli aerei e terminato il servizio di leva viene assunto come progettista e capo officina alla Petrò di Milano (azienda in cui si occupa di presse idrauliche ad alta pressione).Le guerreNel 1911 Ugo Gobbato viene richiamato alle armi in seguito alla campagna di Libia e nel campo di aviazione di Cascina Malpensa si occupa di organizzare i magazzini di smistamento per il fronte. L’anno seguente, tornato “civile”, viene nominato direttore del reparto produttivo piccoli motori industriali presso la Ercole Marelli di Sesto San Giovanni.In occasione della Prima Guerra Mondiale Gobbato torna nuovamente ad indossare la divisa: prima come organizzatore dei corsi di istruzione tecnica per la Compagnia Automobilisti e successivamente come ufficiale al Genio Minatori. A luglio chiede di essere inviato in prima linea nelle trincee del Carso e riceve la Croce di guerra al valor militare.Il 1916 è l’anno in cui Ugo Gobbato viene trasferito a Padova per seguire un corso come ufficiale, poco dopo viene incaricato di dirigere il deposito milanese di motori e aeroplani e, in seguito, di supervisionare la realizzazione di uno stabilimento di aerei a Firenze. Nel 1918 nasce il primogenito Pierugo (che diventerà direttore generale Ferrari e Lancia e si occuperà in prima persona del progetto della mitica Stratos).La FiatUna volta terminata la Prima Guerra Mondiale Gobbato viene assunto dalla Fiat per riconvertire gli impianti dalla produzione bellica a quella civile e fa parte di un ristretto numero di ingegneri che viene inviato negli USA a studiare la catena di montaggio della Ford. Nel 1922 viene nominato direttore dello stabilimento del Lingotto e accorpa le varie officine della Casa piemontese sparse per Torino in un unico luogo.Il ruolo di Ugo Gobbato in azienda è fondamentale: crea la Scuola Apprendisti e dal 1928 tiene corsi di organizzazione industriale. Nel 1929 lascia la direzione del Lingotto e viene inviato in Germania, a Neckarsulm, per la riorganizzazione dello stabilimento NSU, l’anno seguente va in Spagna per realizzare un’industria automobilistica locale e nel 1931 si occupa in Unione Sovietica (a Mosca) della costruzione della fabbrica di cuscinetti a sfera RIV.L’Alfa RomeoDopo i due anni nell’URSS Gobbato torna in Italia e riceve l’incarico dall’IRI e da Benito Mussolini di rimettere in sesto l’Alfa Romeo, all’epoca in crisi profonda. In pochi anni risolleva la Casa lombarda grazie anche alla produzione di motori aeronautici.Nel 1938 Ugo Gobbato, in seguito alla decisione del Biscione di decentrare la produzione “avio”, apre la fabbrica di Pomigliano d’Arco (Napoli), destinata alla realizzazione di motori per aerei. In questa fabbrica, quattro anni più tardi, vengono realizzati su licenza anche propulsori aeronautici Daimler Benz.Gli ultimi anniDopo l’8 settembre 1943 Gobbato resta direttore generale dell’Alfa Romeo: non tanto per collaborazionismo quanto piuttosto per evitare lo “scippo” da parte dei tedeschi di materiali e di operai.Dopo la Liberazione il CLN esautora Ugo Gobbato da qualsiasi incarico e lo sottopone ad un processo in un Tribunale del Popolo allestito in azienda. Viene assolto, nuovamente processato il 27 aprile e nuovamente assolto da tutte le accuse di collaborazionismo. Il 28 aprile 1945 mentre torna a casa a Milano viene ucciso da tre uomini armati: l’unico responsabile identificato – l’operaio Antonio Mutti (uno dei due testimoni dell’accusa), insoddisfatto del verdetto – non sconterà mai un giorno di galera in quanto il suo delitto (determinato da motivi politici) viene dichiarato estinto dall’amnistia del 1959.

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In vendita la casa di Ayrton Senna

La casa di Ayrton Senna è in vendita: “bastano” 9.500.000 euro per acquistare la villa di 900 mq di Quinta do Lago (uno dei posti più esclusivi dei Portogallo) che il campione brasiliano usava come “base” quando correva in Europa. L’annuncio si trova sul sito LuxuryEstate.com, partner di Immobiliare.it specializzato nel mercato del lusso.Nell’abitazione – distribuita su due piani – si trovano sei camere da letto, sette bagni, un’enorme cucina a isola e grandi salotti. All’esterno (la proprietà ha una dimensione complessiva di oltre 10.000 mq) troviamo invece una piscina di dimensioni paragonabili a quelle di una vasca olimpionica, un campo da calcetto, uno da tennis e uno da minigolf con quattro buche.Ayrton Senna – nato il 21 marzo 1960 a San Paolo (Brasile) e morto l’1 maggio 1994 a Bologna (Italia) – ha disputato 161 GP di F1 in carriera con quattro costruttori britannici (Toleman, Lotus, McLaren e Williams): il suo palmarès nel Circus comprende tre Mondiali (1988, 1990, 1991), 41 vittorie, 65 pole position, 19 giri veloci e 80 podi.

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BMW 420d Gran Coupé, sportiva per la famiglia

Difficile resistere alle linee scultoree della BMW Serie 4 Gran Coupé, che eguaglia nel fascino la sorella a 2 porte e offre una versatilità (quasi) uguale a quella della Serie 3 berlina.La 420d Gran Coupé non può che essere la versione best seller: potenza adeguata per togliersi più di qualche soddisfazione alla guida, consumi molto bassi (quelli rilevati dal computer di bordo sono nell’ordine dei 16 km/l nell’uso misto) e cavalleria ben al di sotto della soglia superbollo.Prezzo di listino elevato: a parità di versione e allestimento richiede un esborso di qualche migliaia di euro in più rispetto alla Serie 3 berlina.

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Volkswagen Golf Variant TGI, come va la station tedesca a metano

La Volkswagen Golf Variant TGI a metano è una station wagon compatta adatta ai padri di famiglia che vogliono risparmiare alla voce “carburante”: più versatile della “berlina” (da noi già testata lo scorso anno) e per questa ragione più completa, costa 600 euro in più a parità di allestimento.Nella nostra prova su strada abbiamo avuto modo di analizzarla nell’allestimento intermedio Comfortline e si è rivelata una vettura ricca di pregi e povera di difetti. Scopriamo insieme come va.

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John Francis, il primo fratello Dodge

John Francis Dodge è noto per aver fondato, insieme al fratello Horace Elgin, la Casa automobilistica che ancora oggi porta il loro nome. Scopriamo insieme la storia di quest’uomo, uno dei pionieri delle quattro ruote “yankee”.John Francis Dodge: la biografiaJohn Francis Dodge nasce il 25 ottobre 1864 a Niles (USA): figlio del proprietario di una fonderia, si trasferisce a Detroit nel 1886 e trova lavoro insieme all’inseparabile fratello in una fabbrica specializzata nella costruzione di generatori di vapore per mezzi navali. Nel 1894 si sposta in Canada, più precisamente a Windsor, dove trova un impiego in un’azienda tipografica.Mentalità managerialeLa mentalità manageriale di John emerge alla fine del XIX secolo quando apre insieme al fratello grazie all’aiuto di un investitore una società focalizzata sull’assemblaggio di biciclette. Dopo pochi anni i due vendono l’azienda e si concentrano sulla produzione di componenti per automobili.Il mondo dell’autoNel 1902 John Francis Dodge diventa fornitore di trasmissioni per la Olds e l’anno successivo si cimenta nella realizzazione di motori per una Casa automobilistica nata da pochi mesi: la Ford. La partnership prosegue con successo fino al 1913, anno in cui Dodge abbandona il brand dell’Ovale Blu per mettersi in proprio.Nasce la DodgeNel 1914 vede la luce la 30-35, prima vettura prodotta dal neonato brand Dodge: lo scoppio della Prima Guerra Mondiale porta però i due fratelli a modificare quasi subito la produzione concentrandosi sulle forniture militari.Gli ultimi anniNel primo dopoguerra la Dodge torna a produrre automobili destinate al grande pubblico ma John Francis contrae l’influenza spagnola e muore di polmonite a New York (USA) il 14 gennaio 1920.

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Infiniti, la storia della Casa giapponese

Ci sono Case automobilistiche con un passato importante e altre – come la Infiniti – che pur essendo attive da poco tempo sono riuscite rapidamente a conquistare il pubblico. In meno di trent’anni il marchio di lusso del gruppo Nissan ha saputo imporsi sul mercato come alternativa ai più blasonati brand tedeschi e nel breve periodo è destinato ad incrementare ulteriormente le proprie quote di mercato grazie ad una serie di modelli più accessibili. Scopriamo insieme la sua storia.Infiniti, la storiaLa Infiniti nasce ufficialmente alla fine degli anni ’80 quando la Nissan – in seguito ad operazioni analoghe effettuate dalle rivali Honda (con la Acura) e Toyota (con la Lexus) – decide di creare un marchio “premium” destinato al mercato nordamericano.Il primo modello della gamma – l’ammiraglia Q45 (realizzata sul pianale accorciato della Nissan President) – inizia ad essere commercializzato l’8 novembre 1989. L’anno seguente tocca invece alla sportiva M30 e alla berlina G20, varianti rimarchiate delle Nissan Leopard e Primera.Il debutto nel 1992 della filante “berlinona” a quattro porte J30 (creata per rimpiazzare la M30) non basta a far crescere le (scarse) immatricolazioni della Infiniti: i potenziali clienti amanti dell’understatement preferiscono rivolgersi ai prodotti Acura e Lexus.La seconda metà degli anni ’90La situazione migliora leggermente nella seconda metà degli anni ’90 e più precisamente nel 1997 in concomitanza con il lancio della QX4 (la prima SUV del marchio), costruita sulla stessa piattaforma della Nissan Pathfinder. Gli altri modelli presenti in listino, invece, continuano a faticare.La svoltaLa svolta per la Infiniti arriva nel Terzo Millennio, poco dopo l’inizio dell’alleanza tra Renault e Nissan. Grazie a corposi investimenti il marchio “premium” nipponico rivoluziona completamente la propria immagine attraverso una serie di prodotti eleganti come sempre ma contraddistinti anche da un tocco di sportività nelle linee.Il modello che simboleggia meglio questo “cambio di rotta” è la terza generazione della G del 2002, che abbandona la trazione anteriore (e lo stile) della Nissan Primera) per passare ad un pianale a trazione posteriore condiviso nientepopodimeno che con la Nissan 350Z. Particolarmente riuscita la versione Coupé, prima vettura del brand giapponese a far battere forte il cuore degli appassionati di automobili.Grazie a questo modello la Infiniti inizia ad essere considerata come una BMW in salsa giapponese e l’introduzione delle affascinanti SUV FX (nel 2002), QX (2004) ed EX (2007) contribuisce ad aumentare considerevolmente le vendite.Lo sbarco in Europa e gli anni DieciIl 2008 è l’anno in cui il marchio di lusso del gruppo Nissan sbarca ufficialmente in Europa ma la vera rivoluzione arriva nel 2010 con l’introduzione di un motore V6 turbodiesel di origine Renault perfetto per gli automobilisti del Vecchio Continente.Dalle nostre parti, per il momento, le quote di mercato del marchio Infiniti non sono molto elevate ma alcune mosse di marketing come la sponsorizzazione della scuderia di F1 Red Bull e il rafforzamento della partnership con Mercedes e nuovi prodotti come la berlina Q50 e le future Q30 (compatta) e QX30 (SUV compatta) realizzate sulla stessa piattaforma della classe A stanno portando frutti preziosi.

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Sciopero dei benzinai in autostrada dal 3 al 5 marzo 2015

Tra le 22:00 di martedì 3 marzo 2015 e le 22:00 di giovedì 5 marzo 2015 i benzinai presenti in tutte le autostrade d’Italia faranno sciopero. 48 ore di stop indette dalle associazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio per protestare contro l’atto di indirizzo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dello Sviluppo Economico emanato lo scorso gennaio relativo all’elaborazione di un piano di ristrutturazione della rete delle aree di servizio.La protesta dei benzinai – che ha portato alla decisione dello sciopero – si concentra sui concessionari delle autostrade e più precisamente sulla loro richiesta di royalties ai gestori (18 centesimi di euro per ogni litro di carburante venduto all’automobilista) e sul rischio di una maggiore automazione dei distributori.


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Mercedes E63 AMG by PP-Performance e Fostla.de

PP-Performance in collaborazione con Fostle.de hanno presentato un nuovo prodotto basato sulla Mercedes-Benz E63 AMG ma, attenzione, sul modello anteriore all’attuale restyling.Il già ultra potente V8 da 5,5 litri del 2011 da 527 CV è stato dopato dal preparatore tedesco in una maniera abbastanza brutale…Attraverso una modifica alla centralina ECU, un sistema di scarico da competizione, filtri da gara e l’eliminazione del limitatore di velocità la E63 AMG diventa un vero e proprio bolide da far impallidire: 720 CV e 1.000 Nm di coppia massima sono i numeri scaricati sul bancone di prova dopo l’intervento.Oltre a questo cuore oltremodo sviluppato, la E63 AMG ha ricevuto anche un tocco estetico che ne potenzia l’immagine grazie alle grafiche e alla verniciatura firmate Fostla e a imponenti cerchi da 20 pollici con pneumatici ad alto rendimento.Anche se i preparatori non hanno svelato dati sulle prestazioni di questa Mercedes E63 AMG tuneata, hanno comunque rilasciato un paio di video in cui la si vede “mangiarsi” una Ferrari 458 Italia e una Lamborghini Gallardo… 

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BMW M4 Coupé Safety Car Moto Gp 2015

Anche quest’anno la super “berlinona” sportiva bavarese tornerà ad associarsi con il Motomondiale 2015. La nuova BMW M4 Coupé Safety Car Moto Gp 2015 farà da “testa di serie” di un’imponente comitiva di auto di sicurezza, unendosi alle BMW M3 ed M6 Gran Coupé, oltre ad altri modelli della marca bavarese, come la BMW X5 M che debutterà come Medical Car.La prima apparizione “a lavoro” per la nuova BMW M4 Coupé Safety Car Moto Gp 2015 sarà durante la tappa inaugurale del campionato di quest’anno che si terrà in Qatar il prossimo 29 marzo.Più performante grazie al nuovo sistema di iniezione ad acquaCome nelle occasioni passate questa particolare versione della M4 avrà un surplus di potenza. Se per la variante di serie sono 431 i cavalli sprigionati dal poderoso sei cilindri in linea (con 550 Nm di coppia), per la safety car di quest’anno ci aspettiamo prestazioni ancora più elevate.Questo, stando a quanto promette la Casa tedesca, sarà possibile grazie all’introduzione di un sistema di iniezione ad acqua che aumenterà il già eccezionale rendimento del motore.Segni di riconoscimentoPer quanto riguarda i segni di riconoscimento estetici della nuova  BMW M4 Coupé Safety Car Moto Gp 2015 risalta la nuova combinazione di colori con la carrozzeria nera che sostituisce la livrea bianca dello scorso anno, anche se mantiene le bande blu e rosse con un nuovo design.L’interno è dominato dall’ambientazione racing con il volante rivestito in pelle, i sedili da competizione firmati Recaro, così come le rifiniture in firme di carbonio sparse per l’abitacolo.TUTTO SULLA NUOVA BMW M4


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