Monthly Archives: marzo 2015

5 cose che sapranno fare le auto nel 2035

Nel giro di 20 anni, quasi sicuramente, le auto non voleranno, non andranno avanti o indietro nel tempo, né saranno alimentate ad acqua…Però, se vogliamo guardare al futuro, essendo realisti, ci sono alcune cose che già possiamo anticipare e che troveremo nelle auto del 2035, con buona probabilità di indovinare.Basta seguire, d’altronde, una linea chiara di evoluzione: quella della tecnologia che, sempre di più , accompagna la nostra vita quotidiana.Allora, ecco cosa saranno in grado di fare le nostre auto nel 2035:Comunicheranno tra loroAttraverso gli evoluti sistemi di monitoraggio a corto raggio dello spazio attorno alla vettura, le auto del futuro saranno in grado di individuarsi e riconoscersi tra loro; magari si potrà inviare un messaggio direttamente sullo schermo dell’auto che ci precede o, come già oggi diverse auto fanno, sapranno, da sole, mantenere la distanza di sicurezza tra loro.Ma, inoltre, come in alcuni progetti che già sono in fase di sviluppo, le auto del futuro sapranno anche comunicare con l’ambiente stradale. Cosa vuol dire? Ad esempio sapranno riconoscere se il semaforo è rosso e, di conseguenza, fermarsi da sole… oppure, attraverso la combinazione tra realtà aumentata e dati estratti da internet, quante informazioni potranno fornirci? proietteranno sul parabrezza (head-up display) i prezzi della benzina dell’autogrill che stiamo per raggiungere? Perché no, non sarebbe mica male…Guida sempre più autonomaSu questo punto basta dare un’occhiata ai progressi che si stanno facendo, ai giorni nostri, sulla guida autonoma per rendersi conto che entro qualche anno le auto saranno perfettamente in grado di portarci a destinazione da sole. Come? Essendo sempre collegate ad un GPS e dotate di numerosi sensori di movimento. Ovviamente il piacere di guida sarà solo un ricordo, chissà…SCOPRI DI PIU’ SULLA GUIDA AUTONOMASaranno molto più efficientiAnche qui, in termini di efficienza, i passi che si fanno anno dopo anno ci suggeriscono che, entro 20 anni, le auto saranno molto più economiche in termini di costi di gestione, ma soprattutto più pulite.Se, fino a qualche anno fa, il consumo medio delle auto era di 7l/100 km, questa cifra, oggi, si è già ridotta a 5l/100 km. Nel 2035 le auto dovrebbero arrivare a consumare, in media, non più di 2l/100km oltre al fatto che le auto ibride, elettriche o con pile alimentate a combustibile supereranno, in numero, le tradizionali auto a combustione.I pagamenti dal computer di bordoGià, ad oggi, diverse auto di gamma alta hanno il sistema di infotainment collegato ad Internet. Non sembrerà assurdo, quindi, poter pagare la benzina, ad esempio, senza dover tirar fuori il borsellino o la carta di credito. Basterà usare l’apposita applicazione installata nel sistema; d’altronde gli smartphone già lo fanno!Faranno “auto-mantenimento”Attualmente le auto sono controllate da un software di mantenimento programmato il quale, una volta portato il veicolo dal meccanico, questo solo deve collegarlo al suo computer per riconoscere eventuali avarie o elementi da sostituire.In futuro, sempre nella nostra ipotetica data del 2035, l’auto sarà capace di ordinare e da sola eventuali pezzi di ricambio che servono e pagarli automaticamente attraverso il sistema prima descritto.


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Porsche Panamera Edition

Porsche Panamera Edition è la nuova special edition della coupè a cinque porte del marchio tedesco.Porsche Panamera EditionPorsche Panamera Edition è caratterizzata da elementi estetici come i cerchi in lega da 19’’ Turbo II e finiture lucide per quel che riguarda l’esterno.All’interno dell’abitacolo, invece, troviamo il volante Sport Design, battitacco con logo Edition e sedili in pelle bicolore. Porsche Panamera Edition: benzina e dieselLa Porsche Panamera Edition potrà essere abbinata al V6 da 3.6 litri benzina da 310 CV con cambio automatico PDK a sette rapporti, o al V6 3.0 litri TDI (Porsche Panamera Diesel Edition) da 300 CV con cambio Tiptronic S a otto rapporti.L’equipaggiamento di serie della Porsche Panamera Edition prevede tra le altre cose il Porsche Comunication Management (PCM), l’impianto audio Bose da 585 watt, sospensioni attive PASM, fari bi-xenon con Dynamic Light e Park Assist. La nuova Porsche Panamera Edition sarà disponibile sui principali mercati mondiali. In Italia sarà commercializzata con prezzi a partire da 90.156 euro (+1.830 euro per la Diesel).


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Opel Mokka: guida all’acquisto

La SUV più amata dagli italiani? La Opel Mokka. La Sport Utility tedesca – gemella della Chevrolet Trax e realizzata sullo stesso pianale, opportunamente allungato e modificato, della piccola Aveo – ha rapidamente sedotto gli automobilisti nostrani (ed europei) grazie soprattutto alla sua versatilità.In questa guida all’acquisto analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.Opel Mokka: guida all’acquistoLa Opel Mokka è una SUV perfetta per chi cerca un mezzo spazioso: i passeggeri posteriori hanno a disposizione parecchi centimetri nella zona della testa (meno per le gambe, però) e il bagagliaio è molto ampio (1.372 litri) quando si abbattono i sedili posteriori.Per quanto riguarda le finiture è impossibile non notare la cura degli assemblaggi dei pannelli della carrozzeria mentre nell’abitacolo si notano parecchie imperfezioni nelle zone più nascoste. Un’altra nota negativa riguarda la garanzia di soli due anni a chilometraggio illimitato: il minimo di legge.Gli allestimenti della Opel MokkaGli allestimenti della Opel Mokka sono solo tre: il “base” (disponibile esclusivamente in abbinamento al motore 1.6 a benzina) è già abbastanza ricco visto che comprende airbag frontali, laterali e a tendina, assistente per le partenze in salita, attacchi Isofix, climatizzatore manuale, cruise control, ESP e retrovisori regolabili elettricamente e riscaldabili.La versione Ego (2.050 euro in più a parità di motore) è quella che ci sentiamo di consigliare: alla dotazione di serie della “base” aggiunge infatti diversi accessori utili come gli alzacristalli elettrici posteriori, l’autoradio CD con 6 altoparlanti, Bluetooth e comandi al volante, i cerchi in lega da 18” e i fendinebbia. La più lussuosa Cosmo (che prevede un sovrapprezzo di 1.500 euro rispetto alla Ego) è invece rivolta a chi cerca il massimo: climatizzatore bizona, maniglie esterne con cromatura, retrovisori ripiegabili, sensore crepuscolare e regolazione automatica con accensione/spegnimento fari abbaglianti, sensore pioggia, sensori di parcheggio anteriori e posteriori e vetri posteriori oscurati.Opel Mokka: tutti i modelli a listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Opel Mokka. La gamma motori della SUV tedesca – disponibile a trazione anteriore o integrale (le due ruote motrici sono più che sufficienti per il cliente tipo di questa vettura) – è composta da due unità a benzina (1.6 da 116 CV e 1.4 turbo da 140 CV), da un 1.4 sovralimentato a GPL da 140 CV e da un 1.6 turbodiesel CDTI da 136 CV.Opel Mokka 1.6 (da 19.300 euro)La Opel Mokka 1.6 (prezzi fino a 22.850 euro) può risultare interessante solo per chi intende risparmiare il più possibile al momento dell’acquisto: il motore aspirato a benzina da 116 CV non è il massimo della vivacità (12,3 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) e regala un sound poco accattivante.Opel Mokka 1.4 (da 22.350 euro)La Opel Mokka 1.4 (prezzi fino a 25.850 euro) è la scelta migliore per chi percorre pochi chilometri: disponibile a trazione anteriore o integrale e con il cambio automatico (ma solo per la 4×2), monta un propulsore sovralimentato da 140 CV ricco di coppia (200 Nm), pronto ai bassi regimi e particolarmente scattante (9,9 sullo “0-100” per le versioni manuali). I consumi, però, sono alti (14,9 km/l dichiarati per l’automatica, trasmissione un po’ lenta nei passaggi marcia) e il piacere di guida è penalizzato – come per tutte le altre varianti – dal peso elevato del corpo vettura.Opel Mokka 1.4 GPL-Tech (da 23.850 euro)La Opel Mokka 1.4 GPL-Tech (prezzi fino a 25.350 euro) monta lo stesso propulsore turbo da 140 CV precedentemente analizzato: rispettoso, come tutti gli altri, delle normative antiinquinamento Euro 6, può vantare (come il gemello a benzina) una cilindrata ridotta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto e dichiara consumi tutt’altro che elevati per la categoria (12,3 km/l). Il serbatoio di gas ha una capienza di 34 litri.Opel Mokka 1.6 CDTI (da 24.350 euro)La Opel Mokka 1.6 CDTI (prezzi fino a 27.850 euro) – disponibile a trazione anteriore o integrale e con il cambio manuale o automatico (ma solo per la 4×2) – ospita sotto il cofano uno dei migliori motori turbodiesel della categoria: un’unità potente (136 CV), silenziosissima e poco assetata di gasolio (24,4 km/l per la variante 4×2 con trasmissione manuale). Erogazione migliorabile: la spinta arriva un po’ in ritardo (sotto i 2.000 giri c’è un leggero vuoto, una sensazione poco piacevole su un mezzo che supera le 1,5 tonnellate) e si esaurisce intorno a quota 4.000.Opel Mokka: gli optionalLa dotazione di serie della Opel Mokka “base” va integrata, a nostro avviso, con tre optional fondamentali: l’autoradio CD/Mp3 con sei altoparlanti e comandi al volante (505 euro), i sensori di parcheggio posteriori (365 euro) e la vernice metallizzata (660 euro). Questi ultimi due accessori a pagamento andrebbero aggiunti anche sulla Ego: a partire da questo allestimento è possibile acquistare il valido navigatore satellitare Intellilink con display da 7” (1.015 euro).Vernice metallizzata e navigatore vanno aggiunti anche sulla versione più lussuosa Cosmo, allestimento che prevede nel listino degli optional gli utilissimi fari allo xeno (1.015 euro).

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Honda S660: feeling da go-kart. La Roadster debutta in Giappone

Il prossimo 2 aprile sbarcherà nelle concessionarie giapponesi la nuova piccola roadster sportiva targata Honda, parliamo della S660.Architettura sportiva, in stile go-kartLunga appena 3,40 metri e spinta da un piccolo tre cilindri turbo da 660 cc, questa “spiderina” nipponica conta con un’architettura sportiva caratterizzata dalla posizione posteriore del motore, dalla trazione posteriore, da una distribuzione dei pesi 45-55 e da una seduta bassa che, stando a quando dice la Casa, garantiscono un “feeling da go-kart”.Anche l’abitacolo della nuova Honda S660 ha un’ambientazione racing con sedili sportivi, rifiniture in simil-carbonio e, soprattutto, un volante piccolo.Il divertimento alla guida è garantito anche dal cambio manuale a sei marce o dall’automatico Cvt con leve al volante e modalità Sport oltre al sistema Agile Handing Assist che applica una forza frenante sulle singole ruote per favorire l’ingresso in curva.Arriverà anche in Europa?L’obiettivo di Honda è vendere, in Giappone, 800 S660 al mese, in Europa, però, al meno per il momento, non dovrebbe arrivare.Si era parlato di una ipotetica S1000 destinata al vecchio continente, con guida a sinistra ed equipaggiata con un nuovo tricilindrico da 1.000 cc ma sembra che l’investimento per apportare queste modifiche non abbia uno rientro poi così scontato in termini di mercato, quindi con margini di rischio troppo elevati, staremo a vedere.


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Range Rover Sport Vesuvio Luxury Edition by Kahn Design

È un lavoro tutto estetico quello che Kahn Design ha dedicato alla versione sportiva della fuoristrada di lusso di Land Rover, la Range Rover Sport SDV6 HSE, la variante diesel spinta dal 3.0 V6 turbodiesel da 306 CV.Il preparatore definisce questo tuning, rinominato 400 LE Vesuvio Luxury Edition, “chic”. Esteriormente spicca la colorazione della livrea con uno fondo Santorini Black contrastato dal Vesuvius orange del tetto e dalla banda sul cofano.Le proporzioni seducenti della Range Rover Sport sono poi esaltate da un inedito body-kit composto dai nuovi paraurti anteriore e posteriore 400 LE in fibra di carbonio con elementi in carbonio a vista, griglia anteriore RS, nuove prese d’aria, diffusore posteriore e terminali di scarico Crosshair in alluminio lucidato.Per quanto riguarda il reparto ruote, la Range Rover Sport SDV6 HSE 400 LE Vesuvio Luxury Edition monta cerchi Kahn RS600 Silver Platinum da 22 pollici attraverso i quali si intravedono pinze rifinite in Valencia Orange.Nell’abitacolo troviamo un mix speciale di lusso e sport che offre una vasta gamma di rifiniture ed optional su misura a richiesta dei clienti.

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Porsche 911 Turbo S by Mcchip-DKR

Se qualcuno pensava che non era possibile migliorare la Porsche 911 a farlo ricredere ci pensa il preparatore Mcchip-dkr che, con il suo ultimo lavoro, aha provato a dare “una marcia in più” alla super sportiva di Stuttgart.Come base è stata presa la versione “Turbo S” della Noveunouno il cui motore da 3,8 litri è stato modificato con tre kit meccanici che offrono tre diversi step di potenza.1 StepNel primo caso la potenza di serie di 560 CV e 700 Nm è stata elevata a 600 CV e 820 Nm di coppia massima; il tutto grazie alle modifiche all’elettronica che gestisce il propulsore. In Europa questo Kit lo si può acquisire ad un prezzo di 3.499 Euro.2 StepLa seconda proposta di Mcchip-dkr eleva invece la potenza della Porsche 911 Turbo S a 620 CV (+60 CV) con la coppia che rimane invariata a 820 Nm. Lievita, naturalmente, anche il prezzo che per questo kit sale a 10.285 euro ma il tuning include anche un nuovo sistema di scarico Capristo.3 StepInfine, la terza e più potente proposta monta un nuovo turbocompressore specifico che innalza ulteriormente la potenza di questa Porsche 911 a 660 CV (+100 CV) e 850 Nm di coppia. Il prezzo a pagare per far “volare” la supercar tedesca a 328 km/h di velocità massima in questo caso è di ben 17.159 euro. 

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Mercedes classe M, la storia della SUV della Stella

Da tredici anni la classe M è la SUV "premium" del marchio Mercedes. L’attuale generazione (la terza), presentata al Salone di Francoforte 2011, ha una gamma motori che comprende un 3.5 V6 a benzina (350) da 306 CV e due turbodiesel BlueTEC: 2.1 (250) da 204 CV e 3.0 (350) da 258 CV. Rispetto al passato è più spaziosa (specialmente per le gambe di chi si accomoda dietro) e più tecnologica (c’è anche il cruise control adattivo).Scopriamo insieme la storia delle tre generazioni della Sport Utility della Stella: un mezzo nato per gli Stati Uniti d’America che ha saputo imporsi anche nel Vecchio Continente.W163Viene lanciata nel 1998, ha una gamma motori da 2,3 a 5,4 litri da 150 a 347 CV e compare immediatamente sul grande schermo nel film "Il mondo perduto – Jurassic Park". Il successo di pubblico (dell’auto) è immediato, meno quello della critica, che riscontra diversi problemi negli assemblaggi: in una puntata della celebre trasmissione inglese "Top Gear" il presentatore Jeremy Clarkson riesce ad infilare un dito nello spazio tra il faro posteriore e il paraurti.Nel 1999 inizia la produzione in Austria (terminerà nel 2002) mentre nel 2000 è la volta della sportiva 55 AMG con un propulsore 5.4 V8 da 347 CV e dell’addio della 230. Il restyling del 2001 – fari e paraurti rinnovati, motore 430 rimpiazzato dal 500 (5.0 V8) e propulsore inedito 400 CDI – migliora la qualità ma non ancora abbastanza.Nel 2002 arriva la 350 con una nuova unità 3.7 e viene creata quella che ancora oggi viene usata come Papamobile, basata sulla 430.W164Più grande di prima, con la scocca portante, con una gamma motori da 3 a 6,2 litri da 190 a 510 CV e con un pianale condiviso con la sorella maggiore GL: queste le caratteristiche principali della seconda generazione della classe M, svelata al Salone di Detroit del 2005. Tra le innovazioni tecniche segnaliamo il cambio automatico a sette rapporti, i fari bixeno che si illuminano in curva e le sospensioni pneumatiche.Nel 2006, sempre a Detroit, debuttano la 420 CDI (4.0 turbodiesel da 306 CV) e la 63 AMG, con un 6.2 V8 da 510 CV mentre nel 2007 tocca alla versione Edition 10 (cerchi in lega da 20", fari allo xeno, vernicie grigio titanio e sedili in pelle bicolore) e alla V-Max, capace di raggiungere i 275 km/h di velocità massima.Il restyling (fari, paraurti, specchietti retrovisori, mascherina, interni) viene presentato al Salone di New York del 2008: il 280 CDI diventa 300, il 300 350 e il 420 450. Ultimo, ma non meno importante, l’esordio dei propulsori BlueTEC a gasolio.Nel 2010 la 300 CDI passa da 190 a 204 CV e la 350 CDI da 224 a 231 CV mentre sparisce la V-Max.IL FUTURONei prossimi mesi vedremo la versione "cattiva" 63 AMG, dotata di un motore 5.5 V8 da 525 CV (557 per la versione Performance). Non mancherà inoltre una versione ibrida.

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L’ascesa e il declino di John Willys

Il nome di John Willys non è molto conosciuto tra gli appassionati di automobilismo: più nota la Casa automobilistica da lui fondata, diventata famosa per aver creato la prima Jeep. Scopriamo insieme l’ascesa e il declino di questo imprenditore, che non ha mai potuto vedere il modello più importante realizzato dal suo brand.John Willys: la biografiaJohn Willys nasce il 25 ottobre 1873 a Canandaigua (USA) e fin da ragazzo mostra spiccate doti imprenditoriali: dopo aver fatto una discreta fortuna come rivenditore di biciclette decide di costruire veicoli a pedali. Nel 1897 si sposa e a cavallo tra il XIX e il XX secolo diventa concessionario Overland.Le prime acquisizioniNel 1907 Willys acquista il marchio Overland e lo risolleva, l’anno seguente fonda la Casa automobilistica che porta il suo nome, nel 1909 rileva la Marion e poco dopo entra in possesso di uno stabilimento a Toledo, nell’Ohio: nella stessa città vedono ancora oggi la luce le Jeep Wrangler e Cherokee.Nasce la Willys-OverlandJohn Willys ribattezza la propria società Willys-Overland nel 1912: nel 1913 acquisisce la Casa automobilistica Edwards (che gli aveva ceduto il brevetto per costruire motori con valvole a fodero) e nel 1914 crea il brand Willys-Knight. È un periodo d’oro per il colosso “yankee”, che diventa il secondo costruttore statunitense e che nel 1915 trasferisce il proprio quartier generale a Toledo.Sempre più in altoIl 1918 è l’anno in cui John entra in possesso della Moline (brand specializzato nella produzione di mezzi agricoli e autovetture) ma è l’anno successivo quello più importante: compra il prestigioso marchio Duesenberg (principalmente per mettere le mani su uno stabilimento nel New Jersey dove stava nascendo un nuovo veicolo a sei cilindri) e assume il vicepresidente della General Motors – un certo Walter Chrysler – per affidargli le redini dell’azienda. Quest’ultimo abbandona però l’impresa di John Willys nel 1921, dopo un tentativo fallito di rilevarla.La prima crisi e la risalitaI numerosi debiti contratti da Willys portano in crisi la sua impresa: per migliorare la situazione nel 1921 vende, tra le altre cose, l’ex stabilimento Duesenberg a William C. Durant. Solo quattro anni più tardi, però, si assiste già ad una rinascita con l’acquisizione – nel 1925 – della Stearns (auto di lusso) e con il lancio – l’anno seguente – della gamma Whippet, contraddistinta da veicoli dal prezzo accessibile e dalle dimensioni esterne non esagerate.Gli ultimi anniGrazie all’appoggio dato al Partito Repubblicano John Willys viene nominato nel 1930 dall’allora presidente degli Stati Uniti Herbert Hoover ambasciatore in Polonia. Smette di ricoprire questo ruolo nel 1932 e l’anno seguente, in seguito alla Grande Depressione, deve fare i conti con la bancarotta. Nel 1934 divorzia dalla moglie e scompare a New York per un attacco cardiaco il 26 agosto 1935.

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Kia Optima, la storia dell’ammiraglia coreana

La Kia Optima è un’ammiraglia che vorremmo tanto vedere sulle strade italiane: la terza generazione di questa “berlinona”, in commercio (non da noi) dal 2011, ha un design seducente e contenuti tecnici di buon livello e rappresenta un’alternativa più economica alle più blasonate tedesche.Realizzata sulla stesso pianale della Hyundai i40 e svelata al Salone di New York del 2010, può vantare una gamma motori completa che comprende (a seconda del Paese) unità a benzina da 2 a 2,4 litri di cilindrata, un 2.4 ibrido a benzina e propulsori a gasolio 1.7 e 2.0. Il leggero restyling mostrato al Salone di New York del 2013 porta un frontale più aggressivo.Scopriamo insieme la storia della Kia Optima: una berlina “oversize” (lunga oltre 4,80 metri) capace di conquistare in poco tempo il mercato nordamericano, da sempre molto attento alla sostanza.Kia Optima prima generazione (2000)La prima generazione della Kia Optima  – presentata nel 2000 – non è altro che una versione rimarchiata della Hyundai Sonata dotata di tre motori a benzina (2.4, 2.5 V6 e 2.7 V6). Nel 2002 la vettura beneficia di un profondo restyling (che coinvolge soprattutto i gruppi ottici e la mascherina) e l’anno seguente sbarca in Italia con il nome Magentis e un motore 2.0 a benzina da 136 CV. Nel 2005 è la volta di un secondo lifting leggero incentrato principalmente sul frontale.Kia Optima seconda generazione (2005)La seconda generazione della Kia Optima arriva in Italia con il nome Magentis nel 2006: la gamma motori nel nostro Paese è composta da due 2.0 (benzina da 145 CV e CRDI turbodiesel da 140 CV).La versione restyling mostrata al Salone di New York del 2008 e caratterizzata da un frontale più seducente non viene commercializzata da noi. Sette i motori disponibili: sei a benzina (2.0 da 143 CV, 2.4 da 138, 162 e 175 CV, 2.7 V6 da 185 e 194 CV) e il noto 2.0 a gasolio da 140 CV.

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Kaiser De Luxe Convertible (1949): la cabriolet versatile

La Kaiser De Luxe Convertible del 1949 non è altro che la versione più lussuosa (nonché più rara) della Frazer Convertible analizzata lo scorso anno. Realizzata in poco più di 50 esemplari, è possibile trovarla nelle aste statunitensi a oltre 60.000 euro, il doppio rispetto alle quotazioni ufficiali.Kaiser De Luxe Convertible (1949): le caratteristiche principaliLa De Luxe Convertible viene realizzata nel 1949 nel tentativo di rivitalizzare le vendite della versione berlina, mostrata al pubblico tre anni prima ma non molto apprezzata per via del design poco seducente.La Kaiser De Luxe Convertible del 1949 è una cabriolet rifinita in maniera eccellente ed è tutto sommato dotata di una certa originalità ma non è il massimo alla voce “piacere di guida” e la presenza della cornice fissa dei finestrini laterali incide negativamente sull’eleganza.La tecnicaIl motore 3.7 a sei cilindri in linea a benzina da 114 CV abbinato ad un cambio manuale a tre marce è tutto fuorchè un propulsore vivace. Oltretutto i freni a tamburo non sono molto potenti.Le quotazioniLe quotazioni della Kaiser De Luxe Convertible recitano 30.000 euro ma in realtà è impossibile pensare di trovarne una negli USA a meno di 60.000 euro. Si tratta di una vettura molto rara che unisce due elementi difficili da rintracciare insieme in un’auto: le porte posteriori e l’assenza del tetto.

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