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Bentley Flying Spur: la terza generazione

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Nonostante esteticamente la uova Bentley Flying Spur somigli molto alla versione uscente, la marca di lusso britannica assicura che questa terza generazione è stata ricreata da zero.

 

Poco più lunga di 5.300 mm, vanta un passo di 3190 mm che assicura uno spazio extra particolarmente gradito dai passeggeri dei sedili posteriori.
Le lamelle verticali della griglia frontale ricordano quelle della S1 Continental Flying Spurerebbero del 1957 che risaltano con la loro brillantezza su tutti e 17 i colori disponibili per la carrozzeria. I fari Matrix, i cerchi da 21 pollici e l’emblema retrattile e illuminato frontale completano il quadro estetico.

Motore e prestazioni

A spingere la nuova Bentley Flying Spur 2020 ci pensa il propulsore W12 da 6.0 litri con 635 CV di potenza e una coppia massima di 900 Nm, abbinato alla trasmissione automatica a doppia frizione e otto rapporti. Il sistema di trazione è integrale, anche se la coppia viene inviata all’asse anteriore solo in caso di una perdita di aderenza. In quanto a prestazioni la nuova Flying Spur scatta da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi ed è in grado di raggiungere una velocità massima di 333 km/h, nonostante i suoi considerevoli 2.437 kg di peso.

Dal punto di vista del chassis è da sottolineare la presenza dell’inedito (per la marca) sistema di quattro ruote direzionali, abbinato alla sospensione pneumatica con controllo degli ammortizzatori e barre stabilizzatrici attive.

Com’è dentro

 

Altro capitolo è l’abitacolo. Dentro alla Bentley Flying Spur di terza generazione troviamo un mix perfetto di materiali di primissima qualità come il legno e la pelle, oltre a 15 tonalità disponibili per i rivestimenti degli interni. L’interfaccia del sistema di infotainment è lo schermo touch da 12,3 pollici posizionato al centro della plancia e che, volendo, può essere nascosto da un pannello retrattile. Il sistema audio è affidato a un impianto firmato Bang&Olufsen con 19 altoparlanti da 1.500 watt o, in optional, uno ancora più potente da 2.2000 watt, in questo caso firmato Naim.

I primi ordini per la nuova Bentley Flying Spur 2020 verranno accettati a partire dal prossimo autunno, con le prime consegne previste per l’inizio del 2020.

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ICONICARS: Renault 5 Turbo

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Credits: OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Verso la fine degli anni ’70 il rally era lo sport automobilistico più in voga. Tutte le Case costruttrici volevano parteciparvi, il pubblico impazziva, e le macchine erano vere e proprie belve.
La Fiat 131 Abarth era l’auto da battere, e le forze messe in campo da Renault con l’Alpine A110 non era sufficienti; così, nei primi anni ’80, Renault progettò un’auto da corsa derivata dall’umile utilitaria: la Renault 5 Turbo.

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Bomba anni ’80

Dotata di motore centrale e trazione posteriore, la “Turbona” era una vera e propria supercar in miniatura. Renault decise di prelevare la scocca della normale Renault 5 (dotata di motore e trazione anteriore) e di trasformarla in modo da ospitare il motore dietro i sedili. La ruota di scorta, la pompa dei freni e le batterie erano posizionate davanti in modo da bilanciare i pesi, mentre sull’asse posteriore vennero aperte enormi prese d’aria per raffreddare freni e motore.

Tra il 1980 e il 1983 vennero prodotte più di 1.800 Renault 5 Turbo. Era un’auto veramente esotica, nessuna utilitaria sportiva era come lei: per risparmiare peso le portiere originali vennero sostituite con portiere in alluminio, i parafanghi e i paraurti allargati (l’auto era larga 175 cm, tantissimo per un’utilitaria) erano in vetroresina, mentre l’alettone era in poliuretano.

La plancia, poi, venne sostituita con un insieme di strumenti molto “racing”, che poco c’entrava con la Renault 5 originale. Infatti la prima versione fu concepita per essere facilmente trasformabile in auto da corsa, e così fu.

Nel 1983 poi venne messa in produzione la “Turbo 2”, una versione quasi identica alla prima, ma con materiali meno pregiati al fine di ridurre i costi.

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Credits: Renault 5 Rally car at Goodwood Festival of Speed 2013. Artist Unknown. (Photo by National Motor Museum/Heritage Images/Getty Images)

Turbo vecchia scuola

Ma arriviamo al cuore della Renault 5 Turbo: il motore 4 cilindri in linea 1,4 litri turbo era capace di erogare 160 CV a 6.000 giri e 210 Nm di coppia a 3.250 giri.
La turbina Garret T3 aveva un pressione di 0,86 bar, e come tutti i turbo dell’epoca, ci metteva il suo tempo prima di cominciare a soffiare a pieni polmoni, così la coppia massima arriva come un grosso calcio a più di 3.000 giri.

Il cambio era un manuale a 5 rapporti, mentre la frizione era bidisco.
Grazie anche al suo peso di 970 kg, la Renault 5 Turbo scattava da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi e toccava i 200 km/h di velocità massima.

La Renault 5 Turbo è una leggenda ancora oggi, ambita dai collezionisti e osannata dagli appassionati.

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Credits: OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Renault 5 Rally car at Goodwood Festival of Speed 2013

Credits: Renault 5 Rally car at Goodwood Festival of Speed 2013. Artist Unknown. (Photo by National Motor Museum/Heritage Images/Getty Images)

Interclassics Maastricht Car Show 2018

Credits: MAASTRICHT, NETHERLANDS – JANUARY 11: A detailed view of the Renault 5 Turbo 2 during the 25th edition of InterClassics Maastricht held at MECC Halls on January 11, 2018 in Maastricht, Netherlands. Exhibitors and participants will be showing classic cars, engines, restoration equipment and supplies, new and used accessories, interiors, maintenance materials, literature, models, objects of art with the theme “classic race cars” plus club stands and museum representation. (Photo by Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Interclassics Maastricht Car Show 2018

Credits: MAASTRICHT, NETHERLANDS – JANUARY 11: A detailed view of the Renault 5 Turbo 2 during the 25th edition of InterClassics Maastricht held at MECC Halls on January 11, 2018 in Maastricht, Netherlands. Exhibitors and participants will be showing classic cars, engines, restoration equipment and supplies, new and used accessories, interiors, maintenance materials, literature, models, objects of art with the theme “classic race cars” plus club stands and museum representation. (Photo by Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

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Nuova BMW serie 3 Touring: le foto e i dati

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La nuova BMW serie 3 Touring – variante station wagon della settima generazione della berlina bavarese (disponibile a trazione posteriore o integrale) – sarà presente al Salone di Francoforte 2019 e sarà commercializzata a partire dal prossimo 28 settembre.

BMW serie 3 Touring: più grande e più versatile

Sette centimetri in più di lunghezza (4,70 metri) e un passo più lungo di 4 cm (2,85 metri) rispetto alla serie precedente: l’ultima evoluzione della BMW serie 3 Touring è più spaziosa e più versatile di prima.

Il bagagliaio (anche stavolta impreziosito dall’utile lunotto apribile di serie su tutta la gamma) è più capiente – 500 litri che diventano 1.510 in configurazione a due posti e un vano più largo di 11,2 cm – ed è ampliabile attraverso un divano posteriore abbattibile 40:20:40.

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Nuova BMW serie 3 Touring: i motori

La gamma motori della nuova BMW serie 3 Touring è composta da sei unità sovralimentate: tre a benzina (2.0 da 184 e 258 CV e 3.0 a sei cilindri in linea da 374 CV) e tre diesel (2.0 da 150 e 190 CV e 3.0 a sei cilindri in linea da 265 CV).

Nel 2020 vedremo in listino una variante ibrida plug-in (ossia ricaricabile attraverso una presa di corrente) benzina.

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Renault Clio, buona (anche) la quinta

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La nuova Renault Clio è senza dubbio una delle auto più attese del 2019: la quinta generazione della piccola francese – la prima vettura capace di conquistare due volte il premio di Auto dell’Anno – punta a ripetere il successo dell’antenata (la straniera più amata dagli italiani dal 2015 e il secondo veicolo più venduto in Italia nel 2018).

Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare quella che per il momento è la variante più sportiva della “segmento B” transalpina: la TCe 130 CV nel grintoso allestimento R.S. Line abbinata a un cambio automatico EDC (doppia frizione) a sette rapporti caratterizzato da passaggi marcia particolarmente fluidi. Scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.

Renault Clio: la gamma motori della quinta generazione

La gamma motori al lancio della nuova Renault Clio è composta da quattro unità turbo: due TCe a benzina (1.0 tre cilindri da 101 CV e 1.3 da 131 CV) e due 1.5 diesel Blue dCi da 86 e 116 CV.

Più avanti vedremo altri tre propulsori a tre cilindri (due 1.0 aspirati a benzina da 65 e 75 CV e un 1.0 turbo a GPL da 101 CV) mentre nel 2020 sarà la volta della variante ibrida E-Tech, dotata di un motore 1.6 aspirato a benzina abbinato a due unità elettriche e a una batteria da 1,2 kWh, che promette di percorrere fino all’80% dei percorsi urbani a emissioni zero.

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Più piccola (ma sempre spaziosa)

Nonostante il (lieve) rimpicciolimento rispetto a prima – più corta di 12 mm, più bassa e con un passo più corto di 1 cm – la quinta serie della Renault Clio continua a essere una delle proposte più versatili della categoria.

I passeggeri posteriori hanno tanto spazio a disposizione delle gambe e delle spalle e il bagagliaio – 391 litri – è il più capiente del segmento. Due le note stonate: il volume del vano con i sedili posteriori abbattuti (solo 1.069 litri, colpa del tetto spiovente) e la soglia di carico alta.

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Renault Clio TCe 130 CV R.S. Line: il prezzo e la dotazione di serie

La Renault Clio TCe 130 CV R.S. Line protagonista del nostro primo contatto ha un prezzo (22.600 euro) in linea con quello delle dirette concorrenti e può vantare una dotazione di serie che comprende: armonia interna Black con cielo nero, badge esterno R.S. Line, cerchi in lega da 16” Boa Vista, climatizzatore automatico, commutazione automatica degli abbaglianti/anabbaglianti, cruise control, Driver Display da 7”, Easy Access System II, Easy Link 7” compatibile con Android Auto e Apple CarPlay, estrattore posteriore Dark Grey, fari anteriori a LED, fendinebbia a LED, lama anteriore F1, leva del cambio in pelle con cuciture rosse, modanatura laterale Dark Grey, Multi-Sense, palette del cambio al volante, paraurti R.S. Line, pedaliera in alluminio, profili interni Red, quattro alzacristalli elettrici, radio DAB, retrovisori ripiegabili automaticamente, sedili anteriori sportivi con logo R.S., sellerie in tessuto con inserti in pelle TEP R.S. Line, sensore luci, sensore pioggia, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, telecamera posteriore, terminale di scarico ovale e volante in pelle pieno fiore con badge R.S. Line.

Anche la dotazione di sicurezza è molto ricca: ABS, airbag frontali, laterali e a tendina, attacchi Isofix posteriori più passeggero anteriore, avviso distanza di sicurezza, chiamata d’emergenza automatica, frenata automatica con riconoscimento pedoni, Lane Departure Warning (avviso superamento linea), Lane Keep Assist (assistenza al mantenimento della corsia) e riconoscimento segnali stradali.

Più avanti sarà possibile ordinare (a 300 euro) il pacchetto Highway and Traffic Jam Companion: frenata e ripartenza automatica da 0 a 170 km/h e mantenimento di corsia da 70 a 180 km/h. Accessori che andranno acquistati obbligatoriamente – nel caso della versione R.S. Line del nostro test – in abbinamento al Pack Relax (300 euro: retrovisore interno fotocromatico, freno di stazionamento elettrico con funzione Auto-Hold, bracciolo centrale regolabile con vano portaoggetti e sedile passeggero regolabile in altezza) e al Pack Security (400 euro: cruise control adattivo e monitoraggio angolo cieco).

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Nuova Renault Clio: il design

Lo stile esterno della quinta generazione della Renault Clio riprende il look della serie precedente in modo più “maturo” e incisivo: il frontale – che ora ricorda quello della sorella maggiore Mégane – è impreziosito da fari full LED di serie su tutta la gamma e da nervature sul cofano.

La vera rivoluzione stilistica è arrivata nell’abitacolo (criticato in passato per le finiture): la plancia è realizzata con materiali curati e può vantare – tra gli optional – un cruscotto interamente digitale e un touchscreen verticale (fino a 9,3”) orientato verso il guidatore.

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Renault Clio: le novità in 5 punti

  • Il pianale CMF-B
  • Il design esterno rivisto (nel segno della tradizione)
  • Gli interni completamente ridisegnati (e più curati)
  • I nuovi motori benzina e diesel
  • La versione ibrida (dal 2020)

Scheda tecnica
Lunghezza 4,05 metri
Larghezza 1,80 metri
Altezza 1,44 metri
Serbatoio 42 litri
Bagagliaio 391/1.069 litri
Caratteristiche motore turbo benzina, 1.333 cc, 131 CV e 240 Nm di coppia
Prezzo 22.600 euro

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Dove l’abbiamo guidata

Il nostro primo contatto della nuova Renault Clio si è svolto in Portogallo tra Lisbona e Évora passando per Setúbal: un percorso lungo e affascinante caratterizzato da tratti misto-veloci nell’entroterra lusitano intervallati da alcuni tragitti in autostrada.

NON TUTTI SANNO CHE – A Setúbal esiste una via intitolata al suo concittadino più famoso: l’allenatore José Mourinho.

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Dove vorremmo guidarla

Vorremmo tornare a guidare la Renault Clio TCe 130 CV negli stessi posti nei quali abbiamo avuto la possibilità di analizzarla.

La variante più sportiva (per ora, in attesa della “vera” R.S.) della quinta generazione della piccola francese si esalta (e sa come esaltare) nelle curve veloci non troppo strette grazie a un assetto tendente al rigido – ma mai fastidioso – e può contare su un motore 1.3 turbo benzina da 131 CV (già testato sulla Captur) elastico, ricco di coppia (240 Nm) e vivace (9 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h). Senza dimenticare lo sterzo sensibile, la tenuta di strada impeccabile e l’impianto frenante potente.

Capitolo consumi: anche guidando in modo allegro il quattro cilindri della Régie sta sempre sopra quota 15 km/l ma soffre più del previsto le ripartenze nel traffico.

Le concorrenti

Audi A1 Sportback 30 TFSI S tronic Più comoda della Clio (per quanto riguarda le sospensioni) e meno assetata di benzina. Il bagagliaio, però, è piccolo e i prezzi sono molto alti.
Ford Fiesta 1.0 Ecoboost aut. 5p. Titanium La rivale più pericolosa per la Clio: il prezzo è simile ma i cavalli sono molti meno (100 contro 131).
Honda Jazz 1.5 Dynamic Navi CVT Potente come la Clio ma più versatile. Peccato per il motore aspirato (poco pronto ai bassi regimi e un po’ troppo bevitore) e per il cambio automatico CVT che incide negativamente sul piacere di guida.
Seat Ibiza 1.0 EcoTSI 115 CV DSG XCELLENCE Condivide il pianale e il motore con l’Audi A1 Sportback ma è più spaziosa e costa meno.

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Mercedes-Benz GLB: sette posti in formato compatto

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Dopo l’unveiling di qualche mese fa della concept car, Mercedes-Benz ha svelato la versione definitiva della nuova GLB 2019. La fuoristrada compatta della Stella arriva con un abitacolo spazioso in grado di ospitare fino a sette passeggeri e con diverse proposte meccaniche sia diesel che benzina.

Le dimensioni della nuova Mercedes-Benz GLB

 

La nuova Mercedes-Benz GLB sfoggia un look più off-road rispetto alle GLA e GLC, tra le quali si andrà a posizionare in listino e misura 4,62 metri in lunghezza. È alta 1,65 metri e larga 1,82, mentre la distanza tra gli assi è di 2,83 metri. Avrà inoltre la possibilità di montare, come optional, i fari Multibean Led in grado di adattarsi alle differenti condizioni di luce.

Gli interni della GLB 2019

 

All’interno la nuova Mercedes-Benz GLB 2019 offre una configurazione inusuale per un’auto di queste dimensioni: sette posti disposti du tre file. La seconda fila inoltre scorre longitudinalmente di 15 centimetri, modulando l’ampiezza del bagagliaio tra i 560 e i 1.755 litri. Per il resto l’abitacolo della nuova GLB riprende il motivo comune alle new entry della famiglia Mercedes, con la plancia dominata dai due schermi digitali che fanno da interfaccia al quadro strumenti e al sistema di infotainment di ultima generazione MBUX.

Mercedes-Benz GLB: le motorizzazioni

La gamma meccanica della Mercedes-Benz GLB 2019 offre diverse opzioni sia a benzina che diesel, tutte a quattro cilindri e con cambio automatico a doppia frizione. L’opzione entry level è rappresentata dal 1.3 a benzina da 163 CV, seguito dal 2.0 da 224 CV e con trazione integrale 4Matic. Sul fronte diesel ci saranno in listino il 2.0 litri da 150 CV sia a trazione anteriore che integrale e la versione da 190 CV offerta unicamente con la trazione integrale.

Telaio e sicurezza

Altra caratteristica degna di nota della nuova Mercedes-Benz GLB riguarda le sospensioni, McPherson all’anteriore e multibraccio al posteriore, anche se come optional si potrà richiedere la sospensione adattiva. La GLB 2019 potrà inoltre contare su una lunga lista di sistemi di assistenza alla guida tra cui il Cruise Control adattivo Distronic in grado di regolare le velocità in base alle curve e altre situazioni di traffico o il sistema di mantenimento automatico della corsia e il Parktronic.

L’arrivo sul mercato della Mercedes-Benz GLB 2019 è previsto entro la fine dell’anno, mentre la produzione avverrà in Messico presso gli stabilimenti Mercedes di Aguascalientes.


Anteprime

Mercedes-Benz GLB Concept: il fuoristrada compatto

Svelato il prototipo che anticipa il prossimo fuoristrada compatto della Stella

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Mini Cooper 5 porte (2017): pregi e difetti della piccola britannica

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La Mini 5 porte ha portato alla quarta generazione della piccola britannica più praticità (non troppa, a dire il vero). Oggi per una Cooper del 2017 nell’allestimento Boost – facile da trovare sul mercato dell’usato – ci vogliono meno di 20.000 euro: scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.

I pregi della Mini Cooper 5 porte del 2017

Abitabilità

I sette centimetri di passo in più rispetto alla variante a tre porte hanno regalato più spazio alle gambe dei passeggeri posteriori ma in tre dietro si continua a stare molto stretti.

Finitura

L’abitacolo è costruito con materiali di qualità ottimamente assemblati.

Dotazione di serie

C’è tutto quello che serve: autoradio Aux Bluetooth Mp3 USB, cerchi in lega, climatizzatore, fendinebbia e sensori di parcheggio.

Capacità bagagliaio

Senza infamia e senza lode: 278 litri che diventano 941 quando si abbattono i sedili posteriori.

Posto guida

Sedile comodo, posizione di seduta sportiva, comandi non troppo ergonomici.

Climatizzazione

Impianto potente, bocchette piccoline.

Sospensioni

Assorbono perfettamente ogni sconnessione pur avendo una taratura tendente al rigido.

Rumorosità

Il propulsore è silenziosissimo a qualsiasi andatura nonostante la presenza di soli tre cilindri.

Motore

Il 1.5 tre cilindri turbo benzina Euro 6 della Mini Cooper 5 porte è un piccolo gioiellino da 136 CV ricco di coppia (220 Nm) e in grado di offrire una spinta corposa ai bassi regimi. Peccato solo per la cilindrata elevata che non aiuta chi vuole risparmiare sull’assicurazione RC Auto.

Cambio

La trasmissione manuale a sei marce della Mini Cooper 5 porte è una delle più riuscite del segmento: fa venire voglia di usare la leva più del necessario.

Sterzo

Lo stesso comando preciso e sensibile della variante a tre porte: “go-kart feeling” assicurato.

Prestazioni

La Mini Cooper 5 porte è una piccola “pepata”: 207 km/h di velocità massima e 8,2 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

Visibilità

Si parcheggia senza problemi: merito delle ampie superfici vetrate.

Freni

Potenti ed efficaci in qualsiasi situazione.

Tenuta del valore

Le Mini sono sempre molto richieste sul mercato dell’usato.

Consumo

Nella media del segmento: 21,3 km/l.

Garanzie

La copertura globale terminerà quest’anno: dipende dal mese di immatricolazione.

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I difetti della Mini Cooper 5 porte del 2017

Dotazione di sicurezza

Airbag frontali, laterali e a tendina, attacchi Isofix e controlli di stabilità e trazione. Peccato per le sole quattro stelle ottenute nei crash test Euro NCAP.

Tenuta di strada

Nelle curve non è agile come la tre porte: i centimetri e (soprattutto) i chili in più si sentono.

Prezzo

Da nuova nel 2017 la Mini Cooper Boost 5 porte costava tantissimo (24.450 euro) e anche oggi non scherza visto che si trova facilmente a 19.400 euro: poco meno di una Citroën C3 PureTech 110 RAC3 Edition appena uscita dal concessionario.

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Porsche Cayenne Coupé: la SUV diventa ancora più 911

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Forse un po’ ce l’aspettavamo: le SUV coupé sono la tendenza del momento, soprattutto per i clienti facoltosi che non vogliono rinunciare a nulla. Così, la Porsche Cayenne Coupé assume subito senso.

Per vederla senza veli siamo andati nell’ex area EXPO di Milano, allo Studios 2, dove l’auto è stata celebrata con una vera e propria festa: spettacoli pirotecnici, incontri di pugilato, musica, e bollicine.

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Una Cayenne che fa la 911

La nuova Porsche Cayenne Coupé dunque si presenta con un posteriore da 911; un posteriore che scende, affusolato, con il gruppo ottico orizzontale a LED che unisce i due fianchi, come ormai siamo abituati a vedere sulla nuova gamma Porsche. Il tetto culmina nel portellone posteriore come se fosse un pezzo unico, mentre i due spoiler (di cui uno retrattile) forniscono un vero carico aerodinamico in velocità.

La Porsche Cayenne Coupé è lunga 4,93 metri e larga 1,98, ed è più bassa di 2 cm rispetto alla sorella tradizionale.
Il cambio automatico a 8 rapporti è di serie, così come le sospensioni elettroniche e le ruote posteriori sterzanti, che rendono l’auto più agile nelle curve strette e più stabile in quelle ad alta velocità.

Motorizzazioni e prezzi

La gamma motorizzazioni è la stessa che troviamo sulla Porsche Cayenne: si parte dal V6 3.0 litri turbo benzina da 340 CV e 450 Nm di coppia della versione standard, passando poi per la “S” dotata di motore 2,9 litri da 440 CV e 550 Nm di coppia arrivando poi alla “Turbo” con motore V8 da 550 CV.

Prezzi

I prezzi della nuova Porsche Cayenne Coupé partono da 86.700 euro per la versione “base” e arrivano oltre i 150.000 per la turbo. La lista degli optional Porsche è, come sempre, lunga e golosa: dalle sospensioni pneumatiche alle personalizzazione degli interni, passando poi per i cerchi (di serie da 20” ma si arriva fino a 22”) e molto altro.

Porsche Cayenne Coupé

Credits: Fotografie: Rossen Gargolov – www.rockyphotography.de
Postproduction: Wagnerchic – www.wagnerchic.com

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Il motore M 139 di Mercedes-AMG è il quattro cilindri più potente al mondo

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Mercedes-AMG ha svelato le caratteristiche del nuovo motore quattro cilindri, in grado di offrire fino a 421 CV di potenza e che, tra le altre, spingerà la nuova A 45 AMG.

Il propulsore della precedente compatta arrabbiata della Stella era l’M 133, secondo il codice interno della marca tedesca. Inizialmente offriva 360 CV, anche se diversi upgrade ne avevano elevato la potenza fino a 381 CV. Il nuovo M 139, con una cilindrata di 2.0 litri, supera abbondantemente il tetto dei 400 CV, raggiungendo 421 CV di potenza massima e 500 Nm di coppia.

Il nuovo cuore pulsante delle ’45 AMG’ continuerà però ad essere proposto anche in una versione di accesso più ‘moderata’, con 387 CV e 480 Nm. La coppia massima viene erogata tra i 5.000 e i 5.250 giri nella variante da 421 CV e tra i 4.750 e i 5.000 giri nella versione entry level meno potente.

Il nuovo quattro cilindri Mercedes-AMG si differenzia inoltre, rispetto a quello della Mercedes-AMG A35, per la rotazione a 180 sul suo asse verticale, con il turbo e il collettore girati all’indietro. In questo modo, secondo Mercedes, si ottiene un’unità più piatta e più aerodinamica. I turbo, inoltre, dispongono di due prese d’aria alle quali va aggiunta una valvola a controllo elettronico che ne varia il grado di apertura in funzione della pressione, che arriva a 2,1 bar nella variante più potente.

La potenza specifica del nuovo motore della Mercedes-AMG A 45 è di 211 CV per litro e, nonostante la turbo alimentazione, gli ingegneri tedeschi affermano che l’erogazione della potenza darà un feeling molto simile a quello di un aspirato.

Mercedes, infine, ha confermato che questo nuovo motore, realizzato in alluminio, è raffreddato ad aria, olio e acqua. In alluminio sono realizzati anche i pistoni, mentre l’acciaio forgiato è stato usato per l’albero, il tutto per ottenere un peso ridotto di 160 kg.


Salone di Parigi 2018

Mercedes-AMG A 35: la nuova entry level sportiva della Classe A

Arriva con 306 CV e le sospensioni della vecchia A 45 AMG

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Jeep Cherokee

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La quinta generazione della Jeep Cherokee – nata nel 2014 e sottoposta a un restyling nel 2018 – è una SUV statunitense disponibile a trazione anteriore o integrale.

Jeep Cherokee: gli esterni

Il restyling ha portato alla quinta serie della Jeep Cherokee un frontale più importante e una coda completamente rinnovata, con la targa spostata al centro del portellone.

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Jeep Cherokee: gli interni

L’abitacolo della Jeep Cherokee è spazioso e versatile (merito dei sedili posteriori scorrevoli).

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Jeep Cherokee: il motore

Il motore della Jeep Cherokee è un propulsore sovralimentato:

  • un 2.2 turbodiesel Mjt da 194 CV

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Jeep Cherokee: gli allestimenti

Gli allestimenti della Jeep Cherokee sono cinque: Longitude, Business, Limited, S e Overland.

Jeep Cherokee Longitude

La Jeep Cherokee Longitude offre: airbag anteriori multistadio di ultima generazione, airbag ginocchia guidatore, airbag laterali anteriori, airbag laterali a tendina, monitoraggio pressione pneumatici, cerchi in lega da 17”, cruise control con limitatore di velocità, climatizzatore automatico bizona, poggiatesta anteriori attivi, Capless Fuel, Keyless Entry-n-Go, controllo elettronico di stabilità (ESC) con sistema antiribaltamento, sistema Stop&Start, ABS, accensione automatica degli anabbaglianti con sensore crepuscolare, tergicristalli con sensore pioggia, Active Speed Limiter, Forward collision warning plus, Lane departure warning plus, Advanced Brake Assist, Blind Spot Monitoring con Rear cross-path detection, levette cambio al volante, specchietti retrovisori in tinta carrozzeria, maniglie portiere in tinta carrozzeria, luci anteriori e posteriori e fendinebbia full LED, cornice cristalli cromata, barre portatutto cromate, sedili rivestiti in tessuto, sedile posteriore frazionabile 60/40 e reclinabile, con regolazione a scorrimento, kit fumatori (posacenere rimovibile, accendi sigari), illuminazione abitacolo a LED, volante in pelle con comandi al volante, quadro strumenti monocromatico da 3,5”, Uconnect vivavoce Bluetooth con comandi vocali con display touch screen da 7”, Android Auto, Apple Car Play, radio digitale DAB, doppia presa USB, 6 altoparlanti e comandi al volante, sensori di parcheggio posteriori e telecamera per retromarcia ParkView con griglia dinamica.

Jeep Cherokee Business

La Jeep Cherokee Business costa 1.000 euro più della Longitude e aggiunge: Comfort Group (specchietto retrovisore elettrico multifunzione, sedili anteriori regolabili elettricamente, tergicristalli con sensore pioggia e portellone ad azionamento automatico “hands free”) e Sound Tech Pack (Uconnect da 8,4” con navigatore e 9 altoparlanti con subwoofer).

Jeep Cherokee Limited

La Jeep Cherokee Limited costa 3.500 euro più della Longitude e aggiunge: City Tech Group (sistema di assistenza al parcheggio parallelo e perpendicolare con Stop system in caso di cambio automatico), portellone ad azionamento automatico “hands free”, specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente, Touring Tech Group (cruise control adattivo), cristalli posteriori e lunotto oscutati, paraurti con inserto cromato, cerchi in lega da 18”, Sound Tech Pack (Uconnect da 8,4” con navigatore con radio DAB, tecnologia Apple Car Play & Android Auto integrata e 9 altoparlanti con subwoofer), antifurto, sensori di parcheggio anteriori e posteriori Parksense, cruscotto con display da 7” full color HD, sedili in pelle, sedili anteriori riscaldati, specchietto retrovisore con auto dimmer e sedili anteriori regolabili elettricamente.

Jeep Cherokee S

La Jeep Cherokee S costa 1.500 euro più della Limited e aggiunge: fasce laterali in tinta con la carrozzeria, barre portatutto, cornice griglia anteriore e cornice fendinebbia Granite Crystal, cerchi in lega da 19” Granite Crystal, cornice cristalli nera, badge S, badge Jeep e badge 4×4 con finiture Granite Crystal e finiture interne tungsteno.

Jeep Cherokee Overland

La Jeep Cherokee Overland costa 3.000 euro più della Limited e aggiunge: cerchi in lega da 19”, volante riscaldabile rivestito in pelle con inserto in legno, pannello strumenti in pelle, sedili ventilati, sedili posteriori riscaldati, tetto panoramico Command view (anteriore elettrico, posteriore fisso), fasce laterali in tinta con la carrozzeria e presa di alimentazione ausiliaria 230V/50Hz.

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Jeep Cherokee: gli optional

La dotazione di serie della Jeep Cherokee Longitude andrebbe a nostro avviso arricchita con due optional fondamentali: il cruise control adattivo (550 euro) e il Comfort and Convenience Group (1.100 euro: specchietto retrovisore con Auto-Dimmer, specchietti regolabili e richiudibili elettricamente, sensore pioggia, portellone ad azionamento automatico “hands-free”, sedili anteriori regolabili elettricamente e accensione automatica degli anabbaglianti con sensore crepuscolare).

Il cruise adattivo starebbe bene anche sulla Business insieme al tetto panoramico (1.700 euro, consigliato anche sulla Limited).

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Jeep Cherokee: i prezzi

Motore diesel

  • Jeep Cherokee Longitude 44.000 euro
  • Jeep Cherokee Limited 47.500 euro
  • Jeep Cherokee AWD Longitude 45.500 euro
  • Jeep Cherokee AWD Business 46.500 euro
  • Jeep Cherokee AWD Limited 49.000 euro
  • Jeep Cherokee AWD S 50.500 euro
  • Jeep Cherokee AWD Overland 52.000 euro
  • Jeep Cherokee AWD Active Drive II Overland 53.000 euro

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F1 2019 – Hamilton vince il GP del Canada, penalità per Vettel

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Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

Lewis Hamilton ha vinto anche il GP del Canada a Montréal con la Mercedes pur avendo tagliato il traguardo dietro a Sebastian Vettel. Il pilota tedesco della Ferrari è stato infatti penalizzato di cinque secondi per aver chiuso il rivale britannico al 48° giro.

F1 Grand Prix of Canada

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Canada

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Canada

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Canada

Credits: Photo by Charles Coates/Getty Images

F1 Grand Prix of Canada – Qualifying

Credits: Photo by Peter J Fox/Getty Images

Dietro i due contendenti in lotta per il Mondiale F1 2019 troviamo Charles Leclerc, terzo con una Rossa più competitiva del solito.

Mondiale F1 2019 – GP Canada: le pagelle

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9
/10

Lewis Hamilton (Mercedes)

Lewis Hamilton avrebbe voluto vincere in pista e non attraverso la penalità comminata a Vettel ma così vanno le corse.

Per il pilota britannico – sempre più leader del Mondiale F1 2019 – si tratta del quinto successo nelle prime sette gare del campionato.

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8
/10

Sebastian Vettel (Ferrari)

Per battere Hamilton quest’anno bisogna essere perfetti e Sebastian Vettel a Montréal non lo è stato. Il driver tedesco è stato eccezionale ieri in qualifica (portando a casa la pole position) ma l’errore commesso in gara – non lasciare spazio a Hamilton al 48° giro – ha portato a una penalità discussa ma, a nostro avviso, giusta. Poco matura – inoltre – la reazione nel post-gara, che lo ha visto invertire i cartelli del primo e del secondo posto.

Il quarto podio negli ultimi cinque GP è un segnale positivo (unito alle ottime prestazioni velocistiche mostrate in questo Gran Premio del Canada) ma la vittoria manca ormai dallo scorso agosto.

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8
/10

Charles Leclerc (Ferrari)

Velocità e concretezza: si potrebbe riassumere così il GP del Canada di Charles Leclerc.

Il pilota monegasco ha conquistato il secondo podio stagionale dopo quello del Bahrein e in Francia proverà a soffiare il quarto posto nel Mondiale F1 2019 a Verstappen.

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7
/10

Valtteri Bottas (Mercedes)

Valtteri Bottas è stato poco consistente a Montréal: pessimo in qualifica, si è riscattato in gara con il quarto posto e con il punto bonus per il giro veloce.

Dopo sei podi consecutivi il pilota finlandese è uscito fuori dalla “top 3” per la prima volta in stagione.

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9
/10

Ferrari

Oggi la Ferrari ha dimostrato di essere molto competitiva portando due monoposto sul podio dopo oltre sette mesi.

Vettel velocissimo in qualifica e in gara (con un errore che gli è costato la vittoria) e un terzo posto agevole di Leclerc: Cavallino in ripresa?

Mondiale F1 2019 – I risultati del GP del Canada

Prove libere 1

1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:12.767
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:12.914
3 Charles Leclerc (Ferrari) 1:13.720
4 Max Verstappen (Red Bull) 1:13.755
5 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:13.905

Prove libere 2

1 Charles Leclerc (Ferrari) 1:12.177
2 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:12.251
3 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:12.311
4 Carlos Sainz Jr. (McLaren) 1:12.553
5 Kevin Magnussen (Haas) 1:12.935

Prove libere 3

1 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:10.843
2 Charles Leclerc (Ferrari) 1:10.982
3 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:11.236
4 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:11.531
5 Max Verstappen (Red Bull) 1:11.842

Qualifiche

1 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:10.240
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:10.446
3 Charles Leclerc (Ferrari) 1:10.920
4 Daniel Ricciardo (Renault) 1:11.071
5 Pierre Gasly (Red Bull) 1:11.079

Le classifiche
La classifica del GP del Canada 2019
Lewis Hamilton (Mercedes) 1h29:07.084
Sebastian Vettel (Ferrari) + 3,7 s
Charles Leclerc (Ferrari) + 4,7 s
Valtteri Bottas (Mercedes) + 51,0 s
Max Verstappen (Red Bull) + 57,7 s
Classifica Mondiale Piloti
Lewis Hamilton (Mercedes) 162 punti
Valtteri Bottas (Mercedes) 133 punti
Sebastian Vettel (Ferrari) 100 punti
Max Verstappen (Red Bull) 88 punti
Charles Leclerc (Ferrari) 72 punti
Classifica Mondiale Costruttori
Mercedes 295 punti
Ferrari 172 punti
Red Bull-Honda 124 punti
McLaren-Renault 30 punti
Renault 28 punti

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