Monthly Archives: gennaio 2015

BMW X5 e X6 M: gli accessori M Performance

Ci può essere qualcosa di più sportivo, nella famiglia BMW, di una “M”? La risposta è sì, se alla già radicale variante di gamma ci si aggiunge un ulteriore pacchetto di accessori M Performance.Ora anche le più grandi e sportive BMW, la X5 M e la X6 M, avranno a disposizione una serie speciale di optional sportivi, se non bastasse…Il plus di sportività dato dal tocco M Performance lo si ritrova, sia per la BMW X5 M che per la BMW X6 M, in dettagli a risalto come ad esempio le prese d’aria anteriori in color nero lucido così come anche le feritoie laterali.Disponibili anche gli specchietti retrovisori in fibra di carbonio che, parola di BMW, sono fatti a mano. Le modanature laterali sfoggiano la grafica tricolore di BMW M che attraversa tutta la fiancata dalle prese d’aria anteriori fino ai passaruota posteriori.Nel caso della BMW X6 M anche il diffusore posteriore può essere personalizzato con la colorazione in nero lucido. Come di consueto per gli accessori M Performance anche gli interni risaltano per la molteplicità di optional sportivi che rifiniscono la plancia, il cambio e la parte superiore delle portiere.Tutto, o quasi tutto, può inoltre essere rivestito in fibra di carbonio e per il volante c’è l’opzione del rivestimento in Alcantara.Nessun ulteriore optional meccanico è previsto per le due grandi sorelle, sia la BMW X5 M che la BMW X6 M mantengono la meccanica originale ovvero il poderoso V8 da 4,4 litri da 575 CV e 750 Nm di coppia. 


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Toyota: leader mondiale delle vendite anche nel 2014

Il costruttore automobilistico giapponese Toyota Motor ha venduto nel 2014 un totale di 10,23 milioni di veicoli in tutto il mondo, una cifra con cui si mantiene leader del settore per il terzo anno consecutivo.Le vendite globali del gruppo Toyota, incluse anche Hino e Daihatsu, sono aumentate del 2,5% rispetto al 2013 (10.231.000 auto vendute) con un incremento della produzione globale in crescita di 1,7 punti percentuale fino a raggiungere quota 10,28 mln di veicoli prodotti.Il gigante nipponico rimane così, dal 2012, in testa alla classifica delle vendite superando ancora le cifre di Volkswagen che lo scorso hanno ha fissato la quota di vendite globali a 10,14 milioni di unità.Si tratta della prima volta che Toyota supera la soglia delle 10 milioni di auto vendute in un anno. In Giappone il Gruppo ha piazzato un totale di 2,32 milioni di veicoli (un 1% di incremento rispetto all’anno precedente) mentre nel resto del mondo sono state 7,91 mln le vetture del gruppo vendute (+3%).L’aumento a livello globale è stato favorito soprattutto dalla solidità della domanda negli Stati Uniti grazie al recupero dell’economia nordamericana, mentre per il prossimo anno, causa la caduta della domanda da parte del mercato cinese, le previsioni punterebbero a contenere una flessione delle vendite non superiore all’1%.Oltre ai dati globali, è importante sottolineare che per il terzo anno di seguito le vendite di vetture Hybrid nel mondo hanno abbondantemente superato il milione di unità, arrivando a 7.389.000 a partire dall’introduzione delle prime vetture nel 1997, e che più della metà è stata realizzata negli ultimi tre anni.


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Fiat Panda, guida all’acquisto

Se non ci fosse bisognerebbe inventarla: recitava così la pubblicità della Fiat Panda di qualche anno fa. Oggi la citycar torinese è cresciuta nelle dimensioni, nel numero di porte e nelle immatricolazioni ed è diventata l’auto più amata dagli italiani.Nella guida all’acquisto di questo mese vi mostreremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.Fiat Panda: guida all’acquistoLa terza generazione della Fiat Panda è considerata una delle citycar più pratiche in commercio e sotto certi aspetti lo è: nonostante una lunghezza di poco superiore ai 3,60 metri offre infatti parecchio spazio alle spalle e alla testa di chi si accomoda dietro mentre i centimetri per le gambe potrebbero essere di più.Il difetto più rilevante riguarda invece le finiture: i materiali utilizzati per l’abitacolo sono di buon livello per la categoria ma gli assemblaggi esterni e interni deludono alla voce “precisione” nelle zone più nascoste.Gli allestimenti della Fiat PandaGli allestimenti della Fiat Panda sono sei: il “base” Pop (non disponibile sul TwinAir a benzina) è perfetto per chi vuole risparmiare il più possibile e offre, tra le altre cose, gli airbag frontali e a tendina. Le versioni Easy (molto valida: autoradio CD MP3 e telecomando apertura porte) e Young (personalizzazioni estetiche, autoradio Bluetooth USB Aux-In ed ESP) sono più costose (750 euro in più a parità di motorizzazione).La Lounge – che offre le barre longitudinali sul tetto, il climatizzatore manuale, le fasce paracolpi laterali, i fendinebbia, il sedile del guidatore regolabile in altezza e gli specchi e le maniglie esterne in tinta carrozzeria – non ha, a nostro avviso, un buon rapporto prezzo (1.250 euro più del duo Easy/Young)/dotazione e lo stesso discorso vale per la Trekking. Questo allestimento (disponibile solo in abbinamento ai propulsori turbo) prevede un sovrapprezzo di 1.500 euro rispetto alla variante Lounge e si distingue per un look che strizza l’occhio alle fuoristrada, per il sistema Traction+ (che simula il comportamento di un differenziale autobloccante, non presente sulla Natural Power a metano) e per i cerchi in lega da 15”.La Fiat Panda 4×4 è invece adatta a chi non può rinunciare alla trazione integrale: eccellente in fuoristrada, disponibile solo in abbinamento a motori turbo benzina e diesel e con prezzi (da 17.460 euro) non esagerati, ha una dotazione di serie ricca che comprende l’autoradio CD MP3, i cerchi in lega da 15” bruniti, il blocco elettronico del differenziale, i fendinebbia, i sedili con finitura in ecopelle e i paraurti con scudi integrati e codolini parafango specifici.Fiat Panda: tutti i modelli a listinoFiat Panda 1.2 (da 10.850 euro)La Fiat Panda 1.2 (prezzi fino a 12.850 euro) monta un motore silenzioso (è uno dei pochi rimasti nel segmento ad essere ancora dotato di quattro cilindri), ricco di coppia (102 Nm) e già rispettoso delle normative antiinquinamento Euro 6. La cilindrata elevata non aiuta però chi intende risparmiare sull’assicurazione RC Auto e oltretutto i consumi sono tutt’altro che bassi: 19,6 km/l.Fiat Panda 0.9 TwinAir (da 13.100 euro)La Fiat Panda migliore, a nostro avviso, è la 0.9 TwinAir (prezzi fino a 17.550 euro): il propulsore ha solo due cilindri ma il disagio acustico si avverte esclusivamente a freddo e quando si tirano le marce.  Questa unità (caratterizzata da una cilindrata contenuta che consente di pagare bassi premi assicurativi) regala una spinta interessante ai bassi regimi, una quantità notevole di coppia (145 Nm) e consumi da record in città (20,0 km/l dichiarati per le versioni Easy e Lounge). In sintesi: una citycar adatta ai viaggi (merito anche delle sospensioni dalla taratura soffice).Fiat Panda 1.2 EasyPower (da 12.850 euro)La Fiat Panda 1.2 EasyPower a GPL (prezzi fino a 14.850 euro) è la soluzione giusta per chi intende risparmiare al momento di fare il pieno: costa 2.000 euro in più della variante a benzina a parità di allestimento e inizia ad essere conveniente già intorno ai 60.000 km percorsi. L’elastico e brioso motore Euro 6 a quattro cilindri è silenzioso come quello a ciclo Otto da cui deriva e conserva anche i difetti principali di questa unità – cilindrata elevata e consumi – anche se le percorrenze dichiarate in città sono molto convincenti (14,1 km/l).Fiat Panda 0.9 TwinAir Natural Power (da 14.650 euro)La Fiat Panda 0.9 TwinAir Natural Power a metano (prezzi fino a 18.150 euro) ospita sotto il cofano un motore sovralimentato vivace e poco assetato ma la consigliamo solo a chi abita vicino a distributori di gas naturale. La variante a GPL è meno briosa ma oltre a poter beneficiare di un carburante più facile da trovare costa ben 1.800 euro in meno.Fiat Panda 1.3 MJT (da 13.100 euro)La Fiat Panda 1.3 MJT (prezzi fino a 18.300 euro) è adatta solo agli irriducibili del diesel: monta un motore silenzioso poco potente (75 CV) ma molto parco nel ciclo extraurbano (28,6 km/l dichiarati sulle versioni normali). Il sovrapprezzo di ben 2.250 euro rispetto al 1.2 a benzina equivale però ad un punto di pareggio posizionato sopra quota 100.000 km. Il nostro consiglio è quello di puntare al gasolio solo se intendete comprare la 4×4 (versione che viene valorizzata da questo propulsore): in caso contrario si risparmia di più con il gas.Fiat Panda: gli optionalLa dotazione di serie della Fiat Panda Pop va arricchita, a nostro avviso, con tre accessori fondamentali come l’autoradio (410 euro), il climatizzatore (850 euro) e il sedile del guidatore regolabile in altezza (110 euro). Questi ultimi due optional mancano anche sulle varianti Easy e Young, alle quali aggiungeremmo anche i fendinebbia (210 euro). Per impreziosire la Lounge, la Trekking e la 4×4 consigliamo di puntare invece sul navigatore satellitare (500 euro) e sui sensori di parcheggio (310 euro).Fiat Panda Cross: guida all’acquistoLa Fiat Panda Cross è una 4×4 con qualcosa in più: in cambio di un sovrapprezzo di 2.000 euro rispetto alle varianti “normali” a trazione integrale offre un look ancora più “fuoristradistico”, il climatizzatore automatico, gli pneumatici “All seasons” 185/65 R15, l’altezza da terra maggiorata e un comportamento ulteriormente migliorato in off-road (angoli di attacco pari a 24°, angoli di uscita di 33° e il dispositivo Terrain control con controllo della velocità in discesa).Più curata – e più ingombrante (3,71 metri di lunghezza) – rispetto alle Panda “standard”, costa parecchio e ha una dotazione di serie che potrebbe essere più completa considerando il prezzo di listino elevato: autoradio CD MP3 Bluetooth USB Aux-In con comandi al volante (in pelle), climatizzatore automatico, fendinebbia, sedile del guidatore regolabile in altezza e terminale di scarico cromato. Non consideratela un’alternativa ad una piccola SUV: dentro è molto più piccola.Fiat Panda Cross 0.9 TwinAir (19.650 euro)Optare per il motore 0.9 TwinAir (molto potente: 90 CV) è l’unico modo per acquistare una Fiat Panda Cross restando sotto quota 20.000 euro. Nell’off-road regala prestazioni impressionanti mentre su asfalto l’agilità nelle curve è penalizzata dal peso elevato.Fiat Panda Cross 1.3 MJT (20.400 euro)Impossibile trovare in listino una Fiat Panda più cara della Cross 1.3 MJT: esistono SUV più spaziose a trazione integrale meno care in grado di offrire un comportamento simile in fuoristrada. Meglio, a nostro avviso, risparmiare e prendere una 4×4 “standard”.Fiat Panda Cross: gli optionalI tre optional a nostro avviso fondamentali per arricchire la dotazione di serie della Fiat Panda Cross sono gli airbag laterali (310 euro, per migliorare la sicurezza), il sedile posteriore sdoppiato (180 euro, per incrementare la praticità) e i sensori di parcheggio (310 euro, utili per gestire nelle manovre i paraurti sporgenti).

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Ford Fiesta, per il terzo anno regina delle "piccole"

Anche l’anno da poco concluso, per il terzo anno consecutivo, la Ford Fiesta si è aggiudicata la leadership europea delle utilitarie di segmento B, conquistando per il 2014 anche il primo posto nella classifica di vendite delle ‘small cars’.In Europa Ford ha venduto, nel 2014, 308.999 Fiesta, di cui 36.850 solo in Italia, dove ha anche conquistato il titolo di auto a GPL più venduta in assoluto.Tra le motorizzazioni più apprezzate dai clienti della Ford Fiesta c’è il piccolo tre cilindri EcoBoost 1.0, a sua volta vincitore per gli ultimi 3 anni consecutivi del titolo di Motore dell’Anno nel 2012, nel 2013 e nel 2014, un risultato mai ottenuto prima nella storia del più ambito riconoscimento del mondo dell’ingegneria dei motori.Sulla Ford Fiesta si è espresso Roelant de Waard, Vice Presidente, Marketing, Vendite e Assistenza di Ford Europa dicendo che possiede “uno stile moderno e affascinante, e una ricca dotazione di tecnologie avanzate, iquali sono gli elementi che hanno costruito e alimentato nel tempo il suo successo”, ed ha poi aggiunto “Per accompagnare la straordinaria domanda della Fiesta, ne stiamo incrementando la produzione presso i nostri impianti di Colonia, in Germania”.La produzione della Ford Fiesta, a Colonia, sarà infatti incrementata di 300 unità/giorno, raggiungendo a febbraio un output giornaliero di 1.850 vetture.


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SF15-T: ecco il nome della Ferrari F1 2015

Si chiamerà SF15-T la monoposto che la Ferrari schiererà nel Mondiale F1 2015. La vettura sarà presentata ufficialmente online venerdì 30 gennaio mentre il debutto in pista è previsto l’1 febbraio 2015 a Jerez per i primi test.La Ferrari SF15-T (S come Scuderia) monterà, come lo scorso anno, un motore 1.6 turbo benzina V6 e sarà guidata dal tedesco Sebastian Vettel (quattro volte Campione del Mondo: 2010-2013) e dal finlandese Kimi Räikkönen (iridato nel 2007).

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Williams FW37: pronta per il Mondiale F1 2015

La Williams FW37 è la prima monoposto ad essere svelata tra quelle che prenderanno parte al Mondiale F1 2015: come l’anno scorso monterà un motore Mercedes e sarà guidata dal finlandese Valtteri Bottas e dal brasiliano Felipe Massa.Le novità estetiche più rilevanti si notano soprattutto nella zona del frontale: i nuovi regolamenti porteranno infatti su tutte le vetture del Circus un muso meno pronunciato rispetto allo scorso anno. L’obiettivo della scuderia britannica per questa stagione è di tornare a salire sul gradino più alto del podio: evento che manca dal 2012.La Williams può vantare nel proprio palmarès sette Mondiali F1 Piloti (1980 con Alan Jones, 1982 con Keke Rosberg, 1987 con Nelson Piquet, 1992 con Nigel Mansell, 1993 con Alain Prost, 1996 con Damon Hill e 1997 con Jacques Villeneuve), nove titoli Costruttori (1980, 1981, 1986, 1987, 1992-1994, 1996, 1997), 114 vittorie, 128 pole position e 306 podi.Valtteri Bottas, nato il 28 agosto 1989 a Nastola (Finlandia), ha disputato 38 GP portando a casa 6 podi e ottenendo come miglior piazzamento nel Mondiale un 4° posto nel 2014. Felipe Massa – nato il 25 aprile 1981 a San Paolo (Brasile) – è stato invece vicecampione del mondo nel 2008 e in 210 GP ha conquistato 11 vittorie, 16 pole position e 39 podi.

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F1: Alonso e Button in McLaren nel 2015

La McLaren affronterà il Mondiale F1 2015 con Fernando Alonso e Jenson Button: dopo due anni la scuderia britannica tornerà quindi ad avere due campioni del mondo in squadra. Contrariamente alle indiscrezioni dei giorni scorsi Kevin Magnussen verrà retrocesso a terzo pilota.Fernando Alonso è nato a Oviedo (Spagna) il 29 luglio 1981 e ha corso in F1 con quattro team (Minardi, Renault, McLaren e Ferrari) conquistando due Mondiali (2005, 2006), 32 vittorie, 22 pole position, 21 giri veloci e 97 podi. Nella sua precedente avventura con l’équipe inglese – nel 2007 – terminò al 3° posto in classifica dietro (ma con gli stessi punti) all’allora debuttante compagno Lewis Hamilton.Jenson Button – nato a Frome (Regno Unito) il 19 gennaio 1980 – ha gareggiato in F1 con sette Costruttori (Williams, Benetton, Renault, BAR, Honda, Brawn GP e McLaren): il suo palmarès comprende un Mondiale (2009), 15 vittorie, 8 pole position, 8 giri veloci e 50 podi.Dopo un rapporto con Mercedes lungo venti stagioni la McLaren disputerà il Mondiale F1 2015 con motori Honda: Il legame anglo-giapponese portò tra il 1988 e il 1992 quattro titoli Piloti (tre con Ayrton Senna e uno con Alain Prost), quattro campionati Costruttori, 44 vittorie, 53 pole position, 30 giri veloci e 90 podi.

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Hamilton come Rossi e Márquez: niente numero 1 per il campione del mondo F1

Lewis Hamilton – come Valentino Rossi e Marc Márquez nella MotoGP – dice no al numero 1 che gli spetterebbe di diritto in quanto Campione del Mondo F1 2014. Il pilota britannico della Mercedes dovrebbe quindi, salvo sorprese dell’ultim’ora (come ad esempio un’opposizione da parte della Casa della Stella) disputare il Mondiale F1 2015 con il numero 44, quello con cui diventò campione britannico kart.Nel corso della sua carriera in F1 Lewis Hamilton ha conquistato due Mondiali (2008 e 2014), 33 vittorie (su 148 GP), 38 pole position, 20 giri veloci e 70 podi. Ha corso con due scuderie (McLaren e Mercedes) e dal 2007 – anno di debutto nel Circus – ha sempre terminato la stagione davanti al proprio compagno di scuderia.

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F1: Maurizio Arrivabene nuovo direttore della Gestione Sportiva Ferrari

«La Ferrari comunica che Maurizio Arrivabene è stato nominato direttore generale della Gestione Sportiva e Team Principal della Scuderia in sostituzione di Marco Mattiacci». Inizia così il comunicato della Casa di Maranello che mette fine al Mondiale F1 2014, una delle stagioni peggiori della storia del Cavallino (nessuna vittoria, evento che non si verificava dal 1993).«Abbiamo deciso di nominare Maurizio Arrivabene» – ha dichiarato il presidente della Ferrari Sergio Marchionne – «perché in questo momento storico della Scuderia e della F1 abbiamo bisogno di una persona che conosca a fondo non solo la Ferrari ma anche i meccanismi di governance e i bisogni di questo sport. Maurizio ha un patrimonio di conoscenze unico perché da anni è stato veramente vicino alla Scuderia e, come membro della F1 Commission, ha ben chiaro le sfide che ci attendono. È stato una fonte costante di idee innovative volte al rinnovamento della Formula Uno. Estremamente importante è l’esperienza manageriale che ha maturato fino ad oggi in un mercato complesso e fortemente normato, un’esperienza che lo aiuterà a gestire e motivare la squadra. Sono felice di aver acquisito la sua leadership per le nostre attività sportive».Maurizio Arrivabene proviene da Philip Morris, azienda nella quale è entrato nel 1997 dopo una carriera ventennale all’estero dedicata al marketing e alle attività promozionali. Nella multinazionale statunitense Arrivabene ha ricoperto diversi incarichi con crescenti responsabilità fino a diventare nel 2007 Vice President of Marlboro Global Communication & Promotions for Philip Morris International e nel 2011 Vice President Consumer Channel Strategy and Event Marketing. Dal 2012 è membro indipendente del board della Juventus e dal 2011 al 2012 è stato membro della Sport Business Academy (SDA Bocconi School of Management e RCS Sport) nel Program Advisory Team. Durante i suoi anni in Philip Morris ha sempre seguito in prima persona la partnership con la Ferrari sia a Maranello sia sui circuiti nel mondo.Marco Mattiacci lascia il ruolo di direttore generale della Gestione Sportiva della Scuderia Ferrari (ricoperto dal GP della Cina 2014) con i seguenti risultati: 4° posto nel Mondiale Costruttori (primo piazzamento fuori dalla “top 3” in questo decennio) con 0 vittorie e 2 podi (Fernando Alonso, 3° in Cina e 2° in Ungheria).

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Will Stevens, la meteora del Mondiale F1 2014

Will Stevens ha disputato solo un GP nel Mondiale F1 2014 – l’ultimo stagionale, ad Abu Dhabi, con la Caterham – ma si è già fatto notare. Ha portato al traguardo la monoposto malese (a differenza del compagno Kamui Kobayashi) ed è stato protagonista di un interessante duello con Fernando Alonso nel quale il pilota spagnolo è apparso visibilmente (nonché inspiegabilmente) infastidito dalla tenacia del driver britannico. Scopriamo insieme la sua storia.Will Stevens: la biografiaWill Stevens nasce il 28 giugno 1991 a Rochford (Regno Unito): inizia a correre con i kart a 12 anni e si fa notare nell’ambiente grazie a numerose vittorie. I successi più rilevanti – la conquista di due campionati importanti (europeo e Asia-Pacifico) nella classe KF2 – arrivano nel 2007.Il passaggio alle monopostoNel 2008 la Honda decide di supportare Will e finanzia il suo passaggio alle monoposto: fino al 2011 corre con le Formula Renault (2.0, campionati europei, nordeuropei e britannici) e si cimenta anche nella serie neozelandese Toyota Racing senza mai brillare particolarmente.Will Stevens convince poco anche nel passaggio alla categoria superiore – Formula Renault 3.5 – nel 2012: come nelle serie minori sale sul podio in diverse occasioni (e ottiene anche due vittorie nel 2014 a Monza e a Jerez) ma gli manca sempre il guizzo necessario per poter puntare al titolo assoluto.La F1Nel 2013 Will entra a far parte del programma giovani Caterham mentre il 3 ottobre 2014 – due giorni prima dell’incidente di Jules Bianchi a Suzuka – viene nominato pilota di riserva della Marussia ma non ha l’occasione di scendere in pista durante le prove libere del GP del Giappone.Will Stevens debutta nel Circus in occasione del GP di Abu Dhabi, ultima prova del Mondiale F1 2014, con la Caterham per rimpiazzare Marcus Ericsson (già sotto contratto con la Sauber per correre nel 2015). Dopo le qualifiche del sabato poco convincenti (partito in 17° posizione con oltre mezzo secondo di ritardo dal coéquipier Kamui Kobayashi) si riscatta in gara (17°) portando al traguardo la monoposto malese e facendosi notare in un duello in rettilineo contro un certo Fernando Alonso.

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