Come e perché viene radiata una moto

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Ci sono differenti motivi per cui è possibile che una moto venga radiata, ovvero eliminata definitivamente dal Pubblico Registro Automobilistico, meglio conosciuto come PRA, e anche dall’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione Civile. La prima cosa importante da sapere è che una moto radiata dal PRA non può assolutamente più circolare su strada. Vediamo tutto quello che dovremmo sapere si questa tematica.

Quando una moto viene radiata

I possibili casi in cui una motocicletta viene radiata sono i seguenti:

  • demolizione del mezzo;
  • esportazione della moto all’estero;
  • distruzione della moto;
  • incendio del veicolo;
  • cancellazione d’ufficio.

Radiazione della moto per esportazione

Nel caso in cui il motociclista si trasferisce con la sua due ruote in un Paese estero, allora è obbligatorio radiare la moto, che viene cancellata quindi da ogni tipo di archivio in Italia e deve essere reimmatricolata nel nuovo stato. La moto deve anche passare la revisione e, in Italia, vengono ritirati anche il libretto di circolazione e la sua targa.

La richiesta di radiazione per esportazione della moto all’estero, secondo il Codice della Strada, deve essere fatta prima del trasferimento all’estero e mai dopo. Il motociclista deve presentare la sua domanda presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA).

Cancellazione d’ufficio e radiazione della moto

Una cosa fondamentale da ricordare, come avviene anche per le auto – e lo abbiamo visto parecchie volte – è non dimenticare mai di pagare il bollo annuale. Cosa succede altrimenti? Se per 3 anni di seguito non paghi il tributo dovuto alla tua Regione, allora rischi la radiazione d’ufficio del veicolo (secondo l’articolo 96 del Codice della Strada).

Se l’ente impositore accerta il mancato pagamento delle tasse per almeno tre anni consecutivi, invia al proprietario la notifica che avverte dell’avvio del procedimento. E così si procede al ritiro del libretto di circolazione e della targa da parte della Polizia, su mandato del PRA. Chi circola ugualmente dopo la cancellazione, rischia la sanzione amministrativa che va da un minimo di 431 a un massimo di 1.734 euro, oltre alla confisca della moto.

Radiazione della moto per demolizione

Quando un motociclista decide di rottamare la sua due ruote, allora chiaramente non possiamo far altro che parlare della conseguente radiazione del veicolo stesso. Nessun soggetto può procedere autonomamente ma se ne deve occupare:

  • il concessionario in cui il motociclista decide di comprare eventualmente la moto nuova;
  • oppure il centro di raccolta autorizzato per la demolizione.

Carta di circolazione, certificato di proprietà e targhe devono essere consegnati insieme alla moto, e gli incaricati procedono a radiare la moto: lo devono fare entro 30 giorni e consegnare di seguito il certificato di rottamazione al proprietario del mezzo, che viene quindi liberato da ogni responsabilità civile, penale e amministrativa.

Distruzione o incendio moto: come procedere alla radiazione

Se la moto è distrutta a seguito di un sinistro o di atti vandalici, allora è possibile farla radiare. È necessario che:

  • l’intestatario del mezzo;
  • il centro demolizioni;
  • le agenzie di pratiche auto

presentino istanza al PRA.

Cosa bisogna consegnare insieme alla domanda:

  • carta di circolazione;
  • certificato di proprietà;
  • targa;
  • verbale che attesta la distruzione della moto.

Quanto costa radiare la moto

I costi della pratica di radiazione della moto sono i seguenti:

  • si pagano 32 euro di imposta di bollo;
  • 13,50 euro di compensi ACI;
  • 10,20 euro di diritti DTT (solo per esportazione della moto).

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