Monthly Archives: marzo 2018

Ferrari, Lamborghini e Monza: in pista con Puresport

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Il circuito di Monza è magnifico in primavera: il verde che lo circonda, la sua aura magica, la storia che si respira. È un bel sabato mattina. In effetti, è difficile essere tristi quando ti invitano a guidare una supercar, o meglio, due supercar. Tutto è partito qualche giorno fa, quando Davide, responsabile Marketing di Puresport, mi ha chiamato per provare la loro GT Experience. Un format semplice: scegli una pista, scegli la supercar che preferisci e il numero di giri che desideri percorrere.
La lista dei circuiti include Monza (un’esclusiva Puresport), Imola, Adria, Cremona, e ancora Franciacorta, Misano, Viterbo e Vairano. Oltre alla vetture GT (nella lista ci sono Ferrari 458 e 488 GTB, Lamborghini Huracan, Gallardo e Porsche GT3), Puresport offre anche la possibilità di un corso di guida con le monoposto, che nel suo step più avanzato permette a noi comuni mortali di arrivare a guidare una Arrows di Formula 1 (quella di Damon Hill). Incredibile ma vero.
Bevo un caffè e assisto al briefing tecnico, dove spiegano ai clienti le tecniche base della guida in pista. È sempre interessante ascoltare gli istruttori spiegare le nozioni fondamentali a gente che non ha mai guidato un’auto sportiva.

Oggi però sono qui per provare il meglio delle GT, e la mia scelta ricade sulla Lamborghini Huracan e sulla Ferrari 488 GTB.

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“c’è così tanta potenza a qualsiasi regime che uscire dalla “seconda di Lesmo” in terza o in quarta è totalmente irrilevante”

LA FERRARI 488 GTB

Non sono molto paziente, quindi abbandono l’idea di provarle in ordine di potenza crescente e salgo subito sulla rossa. La Ferrari 488 GTB è una scarpetta da ginnastica con interni pregiati. La seduta è bassa e infossata, ma salire e scendere non è affatto un problema e la visibilità è ottima.
Premo il pulsante rosso sulla plancia e il V8 3.9 litri da 670 CV si risveglia con un ringhio cupo e leggermente soffocato. Non ha quel ringhio della Ferrari 458 (che è aspirata), ma ha un suono robusto e avvolgente. Con uno 0-100 km/h in 3 secondi e uno 0-200 in 8,3, la 488 GTB è anche immensamente veloce. Monza è così larga e lunga che uccide ogni senso di velocità, ma la coppia del V8 biturbo è così tanta che in seconda marcia mi coglie di sorpresa. Ai medi regimi spinge talmente forte che per metà del primo giro mi ritrovo a sbattere contro il limitatore. In effetti sale “in alto” per essere un motore turbocompresso, ma manca di quella rabbia folle nei pressi della zona rossa del 4,5 litri aspirato della 458. In compenso c’è così tanta potenza a qualsiasi regime che uscire dalla “seconda di Lesmo” in terza o in quarta è totalmente irrilevante: una volta che seppellite l’acceleratore si ha l’impressione che la 488 salti in avanti di dieci metri.

È anche un’auto sorprendentemente benevola. In modalità “Sport” c’è parecchio beccheggio in frenata, e ancor più in accelerazione. Questo però aiuta a capire meglio dove si trova il limite, decisamente un bene. In “Race” l’auto si tende tutta e comincia a pretendere da voi un’accuratezza maggiore e un controllo del piede destro più preciso.
Il modo in cui annienta i rettilinei è sconcertante, ma dove la Ferrari 488 GTB si dimostra aliena è in frenata. I freni carboceramici sono di serie e la forza con cui il vostro cervello sbatte contro la calotta occipitale ad ogni staccata è direttamente proporzionale ai kg che imprimete sul pedale. Il freno poi è modulabile, progressivo, e soprattutto in grado di raccontarvi quanto sono stressate le gomme.
Non sarà eccitante come la Ferrari 458, ma è così facile e veloce da sembrare finta.

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“c’è così tanta potenza a qualsiasi regime che uscire dalla “seconda di Lesmo” in terza o in quarta è totalmente irrilevante”

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LAMBORGHINI HURACAN

La Lamborghini Huracan è l’antagonista della Ferrari più diretta, ma non potrebbe essere più diversa. Il motore V10 5,2 litri aspirato appartiene al periodo cretaceo se paragonato al V8 biturbo della Ferrari; ma questo nn è necessariamente un male. Ha un suono melodico, dolce, ma capace di botti, urla e latrati da pelle d’oca. Anche la Lambo, come la Ferrari, monta un cambio a doppia frizione a sette rapporti, ma al contrario della rossa ha la trazione integrale. Questo – su strada – è sicuramente un plus, ma in pista potrebbe risultare meno eccitante. Potrebbe.
Esco dai box con la mia solita foga e, sebbene il V10 non si in grado di infossare la mia testa nel sedile come il V8 della Ferrari, mi si disegna subito un sorriso larghissimo quando raggiungo gli 8.000 giri.
Adoro i motori aspirati: saranno anche più vuoti in basso, ma quella progressione e quella rabbia quando gli si tira il collo generano assuefazione.
La Huracan appare anche più tesa e rigida della Ferrari, nella guida così come nel look. Vuole essere più “auto da corsa”, più arrabbiata, senza dubbio più rumorosa. La trazione integrale favorisce il posteriore, almeno quando si esce dalle varianti strette, ma alla prima curva di Lesmo, in uscita, il muso allarga in modo poco eccitante.
Infonde molta sicurezza, ma la trazione posteriore, in pista, regala un’altra sensazione. Per tutto il primo giro Giacomo, istruttore e collaudatore Lamborghini, mi indica i punti di staccata. Ci sono ben quattro staccate dove con quest’auto si frena oltre i 250 km/h, e i freni lo sentono.
Affronto la parabolica in quarta, metto la quinta, la sesta, e aspetto indicazioni su quando frenare. Questo momento non arriva mai, così, passato il cartello dei 200 metri, mi ritrovo costretto a pestare sul pedale del freno. Nel momento in cui appoggio il piede Giacomo finalmente si esprime: “siamo lunghi”. Eh sì, siamo lunghi. Scoppiamo quasi a ridere per il mio tentativo disperato di fermare 1,4 tonnellate di macchina in così poco spazio. “Ho visto che conoscevi la pista e allora ti ho lasciato fare, tanto la via di fuga è bella lunga”. Troppa fiducia reciproca, ma è stato divertente.
A fine giro scopro di aver toccato i 295 km/h, con mia immensa soddisfazione, ma con la consapevolezza che con una frenata “giusta” non li avrei toccati.

I giri finiscono in fretta, ma le emozioni restano a lungo. Guido tante auto per lavoro, ma ricordo ancora con limpidezza la mia priva volta con una supercar: era qui, a Monza, con una Ferrari F430. Avevo 18 anni e mi è sembrata l’esperienza più bella del mondo. E ritrovo ancora queste sensazioni osservando le facce incredule delle persone che provano una Ferrari o una Lamborghini per la prima volta. Esiste forse qualcosa di meglio?

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Cos’è l’AdBlue?

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Credits: Fuso Canter 9C18, AdBlue-Tank

Fuso Canter 9C18, AdBlue tank

AdBlue: una sigla sconosciuta ai più e nota solo a chi possiede un’auto diesel recente.

Di seguito troverete una guida completa all’AdBlue: cos’è, a cosa serve e dove si può trovare.

AdBlue: cos’è?

AdBlue è una sostanza utilizzata per ridurre le emissioni di NOx (ossidi di azoto) delle auto diesel dotate del sistema SCR.

Cos’è il sistema SCR?

Il sistema SCR (Selective Catalytic Reduction, riduzione selettiva catalitica) è una tecnologia di controllo dei gas di scarico che necessita del reagente AdBlue per funzionare.

Da cosa è composto l’AdBlue?

AdBlue è una soluzione composta per il 32,5% da urea ad elevata purezza e per il 67,5% da acqua demineralizzata.

In che modo l’AdBlue riduce le emissioni di NOx dei motori diesel?

L’AdBlue – nebulizzato attraverso l’apposito iniettore nell’impianto di scarico – si trasforma alle alte temperature in anidride carbonica e ammoniaca. L’ammoniaca converte i NOx (ossidi di azoto) in azoto e vapore acqueo.

AdBlue: un serbatoio a parte

Il liquido AdBlue va rabboccato in un serbatoio a parte: se il serbatoio è vuoto non è più possibile avviare il motore e il propulsore non va avviato neanche se per sbaglio si inserisce AdBlue nel serbatoio diesel.

La capienza del serbatoio di AdBlue varia da modello a modello: tendenzialmente contiene tra gli 11 e i 19 litri di liquido.

AdBlue: i consumi

I consumi di AdBlue dipendono dal tipo di auto, dallo stile di guida, dalla temperatura di esercizio del sistema e dalla temperatura ambiente. Indicativamente una vettura diesel può percorrere circa 500 km con un litro di AdBlue.

Dove si trova l’AdBlue?

L’AdBlue è venduto in taniche ma molte stazioni di servizio offrono la possibilità di rifornimento direttamente alla pompa.

Info utili

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Nuova BMW M5 e BMW Driving Experience: in pista a Vallelunga

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L’odore di gomma bruciata, in primavera, è qualcosa di meraviglioso. Il sole scalda il viso, la vegetazione si fa rigogliosa e il boato del V8 BMW sovrasta ogni altro suono.
Siamo qui per assaggiare le potenzialità della nuova BMW M5, la M più potente e veloce mai creata, supportati dai piloti della BMW Driving Experience e da un ospite “di casa”, Alex Zanardi.

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“Rispettare i limiti è importante, ma lo è ancora di più prestare estrema attenzione a quello che succede sulla strada, perché anche a 30 km/h si può fare male ad un ciclista o ad una persona che attraversa”

ALEX ZANARDI E BMW DRIVING EXPERIENCE

BMW Driving Experience non vuole essere solo una scuola di guida sicura e sportiva (che prevede corsi anche per neopatentati e motociclisti), ma vuole trasmettere una cultura della guida che va ben oltre la tecnica. E, anche quest’anno, sono stati confermati i corsi di Guida Sicura Avanzata per disabili promossi da SpecialMente, resi possibili grazie a vetture dotate di comandi speciali.
Questo ci porta ad un tema importante: il tasso di mortalità dovuto dagli incidenti stradali, negli ultimi anni, si è alzato notevolmente, e questo a causa dell’utilizzo dello smartphone alla guida. Un problema che non viene realmente percepito dalle persone. Per questo Alex Zanardi si è fatto portavoce della campagna #CoverYourPhone, volta a sensibilizzare le persone al non utilizzo dello smartphone alla guida e invitandoci tutti a coprire il nostro schermo con la cover prima di metterci al volante.
“Rispettare i limiti è importante, ma lo è ancora di più prestare estrema attenzione a quello che succede sulla strada, perché anche a 30 km/h si può fare male ad un ciclista o ad una persona che attraversa”, queste la parole del campione di sport (e di vita).

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“Rispettare i limiti è importante, ma lo è ancora di più prestare estrema attenzione a quello che succede sulla strada, perché anche a 30 km/h si può fare male ad un ciclista o ad una persona che attraversa”

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LA NUOVA BMW M5

Ma passiamo alla pista, dove non ci sono limiti e si può dare sfogo a tutti i 600 CV della BMW M5. Giunta alla sesta generazione, la berlina supersportiva della Casa dell’Elica porta con sé molte novità: prima fra tutte la trazione integrale, che volendo può essere “sganciata” trasformando l’auto in una trazione posteriore pura. È la prima auto al mondo ad adottare questa soluzione. Una caratteristica che la rende ancora più versatile e micidiale in ogni situazione. Le modalità previste sono tre: 4WD, 4WD Sport e 2WD, quest’ultima selezionabile solo disinserendo tutti i controlli elettronici, un chiaro invito a mandare in fumo gli pneumatici posteriori. Utilizzata in modalità 4WD, la trazione è totale e l’auto è totalmente neutra anche quando si spalanca il gas a metà curva. In 4WD Sport le cose cambiano: la ripartizione della coppia privilegia l’asse posteriore.

Il motore V8 biturbo 4,4 litri è stato migliorato, dispone di nuovi collettori, turbine modificate con una pressione incrementata di 0,2 bar e uno studio de flussi di scarico che consente una risposta dell’acceleratore praticamente immediata. Con una potenza di fuoco di 600 CV e 750 Nm di coppia, la nuova BMW M5 è anche più veloce. La trazione integrale aggiunge chiaramente peso, ma il tetto in carbonio e il largo impiego dell’alluminio hanno fatto sì che sull’ago della bilancia la nuova M5 pesi 15 Kg in meno rispetto al modello precedente.
0-100 km/h in 3,4 secondi e 0-200 km/h in 11,1 sono numeri impressionanti per una berlina da più di 1900 kg. Ma quel che è ancora più impressionante è come si comporta in pista.

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IN PISTA

Due giri di riscaldamento con una BMW M2 da 370 CV (giusto per riprendere il ritmo), e poi mi calo dentro la BMW M5. La seduta è comoda e ampiamente regolabile, e se non fosse per la quantità smodata di fibra di carbonio, non sarebbe molto diversa da una Serie5 diesel. È davvero incredibile quanto siano polivalenti queste berline sportive moderne.
Esco dalla corsia dei box con la modalità 4WD e i controlli inseriti, giusto per capire come lavora nella modalità più “safe”. La trazione è totale e il motore è violento fin dai 1.500 giri. In questa modalità potrebbe guidarla anche un bambino, tanto è facile e benevola.

Per essere una berlinona è anche chirurgica nell’inserimento in curva e piatta in percorrenza. Su strada, con questa modalità, è un’arma efficace e rassicurante, un risultato incredibile viste le prestazioni di cui è capace, ma in pista occorre una modalità più eccitante.
Già selezionando “4WD Sport” le cose cambiano: l’auto è più libera di muoversi e quando si infierisce con il piede destro le enormi gomme PZero 285/35ZR20 posteriori cominciano a disegnare virgole nere sull’asfalto. Anche in questa modalità rimane facile e prevedibile, così tanto da farvi sentire degli assi del volante. Ma in realtà, la magia è lei a compierla.
È anche incredibilmente veloce, ma il sound all’interno è smorzato e ovattato, così ci si rende conto delle sue capacità solo leggendo i numerini sull’head up display in fondo al rettilineo.
Ha anche una frenata impressionante, ma in questa fase la M5 non riesce a nascondere il suo peso e il posteriore si alleggerisce leggermente, ma non in modo allarmante.
Non è mai intimidatoria, anche quando si raggiunge il limite.
Ma il meglio viene quando decido di selezionare le sole due ruote motrici e di disinserire tutti i controlli. Incredibilmente, l’auto non diventa intimidatoria, anzi, vi invita a giocare. Questo perché lo sterzo è preciso e loquace quanto basta, mentre il posteriore perde grip in modo così progressivo che controllare il sovrasterzo sembra la cosa più naturale del mondo.

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PREZZO

La nuova BMW M5 ha un prezzo di listino di 122.000 euro, a cui si aggiungono 2.550 euro per l’M Driver Package, che porta la potenza a 625 CV, ottimizza telaio e sospensioni e permette di raggiungere i 305 km/h.

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eCall: cos’è e come funziona

Schnellere Hilfe am Unfallort: Über 3,5 Millionen Autos mit Mercedes-Benz Notruf an BordSchnellere Hilfe am Unfallort: Über 3,5 Millionen Autos mit Mercedes-Benz Notruf an Bord

Credits: Mercedes-Benz Notruf – Schnelle Hilfe am Unfallort: Bei einem schweren Unfall können die Rettungsdienste über den Mercedes-Benz Notruf automatisch verständigt werden und erhalten binnen weniger Minuten Informationen über die GPS-Position des Fahrzeugs, das Fahrzeugmodell und weitere wichtige Informationen. Ausgelöst werden kann der Mercedes-Benz Notruf zudem vom Fahrer, indem er auf den entsprechenden Knopf im Fahrzeug drückt.

Mercedes-Benz emergency call – Faster help at the scene of an accident: In the event of a serious accident, the rescue services can be automatically notified by means of the Mercedes-Benz emergency call and receive information about the vehicle’s GPS position, the vehicle model, and other important details within a few minutes. It is also possible for the driver to trigger the Mercedes-Benz emergency call by pressing the appropriate button in the vehicle.

Il sistema eCall – noto anche come chiamata d’emergenza – sarà obbligatorio a partire dal 31 marzo 2018 su tutte le auto nuove omologate a partire da tale data.

Di seguito troverete una guida completa all’eCall: cos’è, come funziona e in che modo migliora la sicurezza.

eCall: cos’è?

Il sistema eCall è un dispositivo che quando rileva un incidente chiama automaticamente il numero di emergenza 112 e invia la localizzazione del sinistro e altri dati utili come il tipo di veicolo, il combustibile utilizzato e il numero di passeggeri a bordo.

L’eCall può anche essere usato in modalità manuale?

Certo. Ad esempio per comunicare un incidente al quale si assiste o per chiamare soccorso qualora un occupante della vettura accusi un malore.

I sistemi eCall sono tutti uguali?

No. Alcune Case – come ad esempio Mercedes – hanno una centrale d’emergenza dedicata e offrono in quasi tutti i Paesi la possibilità di comunicare nella lingua impostata dal sistema di infotainment e non in quella dello Stato in cui si è verificato il sinistro.

eCall: come viene gestito il trattamento dei dati personali?

I dati eCall raccolti dai centri di emergenza o dai loro partner non devono essere trasferiti a terzi senza il consenso esplicito della persona interessata e la tecnologia eCall permette la cancellazione totale e permanente dei dati raccolti.

Info utili

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Gruppo Piaggio, le promozioni di aprile

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ll Gruppo Piaggio con l’arrivo della primavera stuzzica tutti i fruitori delle due ruote proponendo una serie di vantaggi esclusivi sulla gamma di scooter a ruota alta. Per tutto il mese di aprile il best seller Liberty, porta di ingresso nei ruota alta Piaggio, è acquistabile con un finanziamento a interessi Zero (TAN 0,00% – TAEG max 1,75%) con prima rata a 30 giorni e rimborso in 15, 18 o 24 mesi e nessuna spesa di istruttoria.

Lo stesso finanziamento dedicato è disponibile anche per la gamma Medley: lo scooter dal ricco allestimento, con ABS, sistema “Start&Stop” e ampio vano sottosella in grado di ospitare due caschi integrali è inoltre offerto con il pratico kit bauletto e parabrezza compreso nel prezzo. Oltre al finanziamento dedicato, sui modelli Beverly è attiva una speciale supervalutazione dell’usato – con contestuale consegna di un veicolo due ruote marciante e provvisto di regolare documentazione – che si tramuta in un vantaggio cliente di 500 Euro per Beverly 300 e di 700 Euro per Beverly 350, utilizzabili come contributo sul costo del veicolo o per l’acquisto di accessori originali.

L’iniziativa “Urban Days” prevede anche l’apertura straordinaria dei concessionari aderenti nella settimana dal 7 al 14 aprile, weekend compreso: un’opportunità unica per provare e conoscere a fondo la fantastica offerta di scooter a ruota alta Piaggio, risposta ideale per affrontare qualsiasi esigenza di mobilità quotidiana. Per scoprire il concessionario più vicino e non perdere questa offerta, è sufficiente consultare il sito www.piaggio.com.

Le ultime novità dal mondo delle due ruote

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Mini Challenge 2018: il calendario del campionato monomarca

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Mini John Cooper Works Challenge pro pedalieraMini John Cooper Works Challenge pro pedaliera

 

Anche nel 2018 il calendario del Mini Challenge – settima edizione del campionato monomarca riservato alla piccola britannica organizzato con il supporto di ACI Sport e Promodrive – comprenderà sei appuntamenti. L’unica novità riguarda la tappa di Le Castellet (Francia) che prenderà il posto di Magione.

Mini Challenge 2018: le auto

Le Mini che gareggeranno nel Challenge 2018 saranno due, entrambe derivate dalla John Cooper Works: la Challenge Pro e la Challenge Lite.

La Mini John Cooper Works Challenge Lite monta lo stesso motore 2.0 sovralimentato a benzina da 231 CV della versione di serie e offre: allestimento interno di sicurezza, roll bar certificato FIA, cambio manuale a sei marce, differenziale autobloccante meccanico, scarico da competizione, kit ammortizzatori anteriori e posteriori regolabili, top mount anteriori con camber regolabile, cerchi BBS da 17”, pastiglie freno racing, splitter anteriore, ala posteriore, estrattori posteriori e serbatoio di sicurezza.

La Mini John Cooper Works Challenge Pro risponde con un motore più potente (265 CV) e aggiunge: centralina Bosch Motorsport, Dash Board con acquisizione dati, cambio sequenziale a sei rapporti, frizione rinforzata, volano alleggerito, semiassi rinforzati, ammortizzatori anteriori regolabili 2 vie e ammortizzatori posteriori regolabili 1 via.

Mini Challenge 2018: i weekend di gara

Come nelle passate edizioni il weekend di gara sarà articolato in due sessioni di prove libere da 25 minuti ciascuna, una sessione di qualifiche da 30 minuti e due gare da 25 minuti + 1 giro.

Mini Challenge 2018: dove vederlo in TV

Il Mini Challenge 2018 sarà trasmesso in differita su Motor Trend (canale 56), il nuovo canale di casa Discovery che debutterà proprio il 29 aprile in occasione della prima tappa di Imola.

Sarà inoltre possibile vedere le gare in diretta streaming sul canale ufficiale Facebook di Mini Italia e sul sito mini.it.

Mini Challenge 2018: chi può partecipare

Il Mini Challenge 2018 è aperto ai titolari di licenza di concorrente e/o conduttore ACI Sport valida per l’anno in corso e a “Guest Drivers” (concorrenti occasionali che non ganno diritto all’assegnazione di punti personali e che non possono accedere ai premi previsti) in possesso di una licenza.

Mini Challenge 2018: il calendario

29 aprile 2018 – Imola (BO)
13 maggio 2018 – Le Castellet (Francia)
17 giugno 2018 – Misano Adriatico (RN)
15 luglio 2018 – Mugello (FI)
9 settembre 2018 – Vallelunga (RM)
7 ottobre 2018 – Monza

Mini Challenge 2018: i prezzi

Mini John Cooper Works Challenge Pro

Iscrizione al campionato: 3.000 euro + IVA
Iscrizione al campionato (Gara singola): 600 euro + IVA
Iscrizione alle manifestazioni (prove libere escluse, da acquistare in autodromo): 1.000 euro + IVA

Mini John Cooper Works Challenge Lite

Iscrizione al campionato: 1.500 euro + IVA
Iscrizione al campionato (Gara singola): 300 euro + IVA
Iscrizione alle manifestazioni (prove libere escluse, da acquistare direttamente in autodromo): 800 euro + IVA

Il mondo Mini

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KTM 790 Duke, la naked arriva nelle concessionarie

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La nuova naked tutto pepe di KTM arriva nelle concessionarie al prezzo di 9.550 euro. Parliamo della 790 Duke, il modello più avanzato della gamma Street 2018, equipaggiata con l’inedito motore LC8c, il primo “cuore” bicilindrico in linea nella storia di KTM. La spinta è constante e progressiva dai minimi ai massimi regimi grazie ai 105 CV di potenza e alla coppia di 87 Nm di questo motore da 799 cc. Le dimensioni così compatte del motore hanno permesso agli ingegneri che hanno sviluppano la ciclistica di realizzare un inedito telaio a culla aperta tirando fuori una moto agile e maneggevole. Inoltre, è dotata di tutti i più recenti sistemi elettronici per l’assistenza alla guida: dall’ABS e controllo della trazione sensibili all’angolo di piega ai quattro riding mode, Quickshifter+, launch control e connettività opzionale per lo smartphone tramite l’app KTM MY RIDE.

Parti speciali e abbigliamento dedicato

Come da tradizione, insieme alla moto è stata sviluppata un’ampia offerta di KTM PowerParts e KTM PowerWear per chi vuole rendere ancora più accattivante la propria moto. Per la KTM 790 DUKE sono stati ideati oltre 30 accessori dedicati per adattare ancor di più la moto alle esatte esigenze di ciascun pilota e all’uso che intende farne. Per rendere la scelta un po’ più semplice, KTM ha preparato due setup predefiniti per la KTM 790 DUKE, ognuno con un obiettivo preciso. Il setup “RACE” racchiude componenti ideati per rendere questo “bisturi” ancora più preciso e tagliente, mentre il setup “STYLE” punta a migliorare l’estetica di questa moto. Completano il quadro i capi di abbigliamento tecnico e casual pensati per assicurare (con qualsiasi clima) protezione, stile e prestazioni.

Le ultime novità dal mondo delle due ruote

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Subaru Forester: a New York svelata la quinta generazione

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Tra le novità del Salone di New York 2018 debutta anche la nuova Subaru Forester 2018. La quinta generazione della sport utility giapponese arriva con importanti novità in tutti gli ambiti.

Aggiornamento estetico

Esteticamente è dove la nuova Forester cambia meno. il rinnovamento in questo senso è più che altro un’evoluzione della versione attuale che si adatta alla filosofia della marca, allineandosi agli ultimi prodotti come la XV 2018 e la Impreza 2018.

Tra l novità troviamo i nuovi fari a LED, la prominente griglia frontale e i paraurti voluminosi. Anche al posteriore si rinnovano i gruppi ottici e il portellone è stato ridisegnato. Nuovi i cerchi in lega, disponibili nelle dimensioni da 17 o 18 pollici e vengono introdotte nuove colorazioni per la carrozzeria: Jasper Green Metallic, Horizon Blue Pearl e Crimson Red Pearl.

Più tecnologia di bordo

L’abitacolo della nuova Subaru Forester 2018 è caratterizzato da un ambiente più tecnologico e avanzato. I sedili anteriori sono stati ridisegnati per migliorare l’ergonomia, mentre l’introduzione del freno a mano elettrico libera spazio nel tunnel centrale. Grazie all’adozione della nuova piattaforma globale di Subaru aumenta la distanza tra gli assi e la Forester offre ora un bagagliaio dalla capacità di carico notevolmente migliorata.

Altra novità sarà il nuovo touch screen da 8 pollici che farà da interfaccia all’ultima versione del sistema di infotainment di Subaru, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto (con possibilità di connessione Wifi). Si aggiorna infine anche il quadro strumenti che riceve uno schermo LCD in posizione centrale, tra i due quadranti analogici.

Sicurezza migliorata con il pacchetto EyeSight

In tema di sicurezza, la Subaru Forester 2018 riceve il pacchetto EyeSight che include una vasta serie di sistemi di assistenza alla guida tra cui il cruise control adattivo, l’assistente per il mantenimento della corsia, l’avviso dell’angolo morto e la frenata d’emergenza. Una delle primizie della quinta generazione della Forester è poi il sistema DriverFocus che si accorge della stanchezza del guidatore tramite il riconoscimento facciale.

Più potenza per il 2.5 boxer

La novità meccanica, per concludere, riguarda l’arrivo della nuova versione del motore Boxer da 2.5 litri e quattro cilindri ,la cui potenza è stata incrementata a 185 CV e 239 Nm di coppia massima. Il motore è abbinato alla trasmissione automatica CVT e alla trazione, ovviamente, integrale.

Tutte le novità del Salone di New York 2018

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Maserati Levante Trofeo: la SUV del Tridente tira fuori gli artigli

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La versione più poderosa della gamma SUV Levante di Maserati è stata svelata in queste ore al Salone di New York 2018.

Tutti si aspettavano la variante GTS, ma il Tridente ha sorpreso il pubblico della Grande Mela portando una versione ancora più radicale, denominata Trofeo.

Sotto al cofano il V8 di origine Ferrari

La principale novità della nuova Maserati Levante Trofeo è il motore da otto cilindri a V di origine Ferrari che pulsa sotto al cofano. Con una cilindrata di 3,8 litri è in grado di erogare 598 CV di potenza e 730 Nm di coppia massima, cifre considerevolmente più elevate rispetto a quelle preannunciate perfino dai più ottimisti.

Grazie a questo motore, alla trazione integrale Q4 e alla trasmissione automatica a otto rapporti ZF, la Maserati Levante Trofeo copre lo scatto da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi ed è in grado di raggiungere i 300 km/h di velocità massima.

Look minaccioso

Il carattere arrabbiato della top di gamma della SUV italiana si riflette anche nella sua immagine. Il frontale sfoggia un paraurti più aggressivo con nuove prese d’aria e modanature nella zona laterale. Rivisto anche il paraurti posteriore dal quale fuoriescono quattro minacciosi terminali di scarico. Completano il quadro estetico enormi cerchi forgiati da 22 pollici.

Interni racing

Dentro spiccano le rifiniture in carbonio e la tappezzeria in pelle Pieno Fiore, disponibile nelle varianti cuoio, rosso o nero con cuciture a contrasto. Di serie è previsto anche  l’impianto audio Premium Surround Sound Bowers & Wilkins da 1.280 Watt con 17 altoparlanti.

La nuova Maserati Levante Trofeo debutterà sui mercati nordamericano ed europeo con la versione Launch Edition proposta in serie limitata. In seguito arriverà anche in Europa.

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Hyundai Tucson, a New York debutta il restyling 2018

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Così come era stato annunciato, al Salone di New York 2018 ha debuttato il restyling della Hyundai Tucson. La SUV compatta coreana – che è anche il modello più venduto della firma in Europa – riceve un aggiornamento che la traghetterà fino al salto generazionale.

Leggero lifting estetico

Disegnata nel vecchio Continente, la nuova Hyundai Tucson si rinnova esteticamente con piccoli ritocchi che la europeizzano ancor di più. Si possono notare leggere modifiche al disegno della griglia frontale e dei gruppi ottici, il paraurti leggermente rialzato e le protezioni anteriori ridisegnate. Completamente nuovi, invece, i cerchi. Si rinnovano, infine, anche i gruppi ottici e il paraurti posteriore.

All’interno la Hyundai Tucson 2018 punta sulla tecnologia, introducendo nuovi sistemi più avanzati, come l’audio premium KRELL, il caricatore senza fili per lo smartphone e il touch screen LCD da 7 pollici. Migliora anche in connettività, grazie alla compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto.

Più sicura

Con il restyling, poi, la nuova Hyundai Tucson riceve le ultime novità tecnologiche in quanto ad assistenza alla guida, come la frenata d’emergenza, il sistema attivo di mantenimento della corsia, il rilevatore della stanchezza, l’avviso dei limiti di velocità intelligente, il cruise control attivo e le telecamere per la visione a 360 gradi.

Motorizzazioni

Passando al reparto meccanico, la nuova Hyundai Tucson 2018 sarà disponibile con due motori a benzina e due diesel, tutti aggiornati per migliorare i livelli di emissioni di CO2. L’offerta benzina prevede il 1.6 GDI da 132 CV e il 1.6 T-GDI da 177 CV, disponibile anche con la nuova trasmissione automatica 7DCT e con la trazione integrale.

Sul fronte Diesel troviamo invece il 1.6 da 115 e 133 CV, entrambe le versioni disponibili con trasmissione manuale a sei marce e con la trazione anteriore. La variante più potente sarà offerta anche con l’automatico 7DCT e la trazione integrale. Al top della gamma Diesel ci sarà il 2.0 litri da 186 CV, esclusivamente abbinato alla trazione integrale.

La nuova Tucson arriverà in Europa in estate.

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