Monthly Archives: ottobre 2017

Mazda RX-2 (1970): la Wankel comoda

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La Mazda RX-2 – prodotta dal 1970 al 1978 – non è altro che una variante della 616 dotata del motore rotativo Wankel. Disponibile in due varianti di carrozzeria – berlina o coupé – è introvabile dalle nostre parti e le sue quotazioni sono inferiori a 10.000 euro.

Mazda RX-2 (1970): le caratteristiche principali

La Mazda RX-2 vede la luce nel 1970: caratterizzata da un design sexy (specialmente per quanto riguarda la coupé), sa essere tanto comoda quanto grintosa.

Tra le note negative segnaliamo il poco spazio a disposizione della testa e delle spalle dei passeggeri posteriori. Il restyling del 1974 porta qualche modifica al frontale e agli interni.

Mazda RX-2 (1970): la tecnica

Il motore della Mazda RX-2 è un’unità rotativa Wankel composta da due rotori di 573 cc per una cilindrata totale di 1.146 cc. La potenza? 115 CV.

Un’unità – abbinata ad un cambio manuale a 5 marce – contraddistinta da prestazioni eccezionali ma anche da una scarsa verve ai bassi regimi unita a consumi altissimi.

Mazda RX-2 (1970): le quotazioni

La Mazda RX-2 del 1970 è introvabile in Italia: meglio rivolgersi dove ha avuto più successo (USA e Australia). Non fatevi ingannare dalle quotazioni che recitano 3.000 euro: per entrare in possesso di un esemplare ben tenuto preparatevi a sborsare circa 8.000 euro.

Il mondo Mazda

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Eicma 2017, ci sarà anche Keanu Reeves con la sua azienda

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Il già ricco piatto che Eicma 2017 si appresta ad offrire a tutti gli appassionati di due ruote che affolleranno i padiglioni della Fiera di Rho dal 7 al 12 novembre, si arricchisce della presenza di una guest star d’eccezione. Il celebre attore, Keanu Reeves, ha infatti appena confermato la propria presenza in duplice veste: come genuino appassionato delle due ruote e per presentare, in anteprima mondiale, 3 nuovi modelli di ARCH Motorcycle Company, l’azienda da lui fondata insieme a Gard Hollinger, noto customer e rider di lungo corso.

Le tre novità attese dall’azienda di Keanu Reeves

L’azienda, che produce a Los Angeles motociclette personalizzate su misura, ha lanciato nel 2015 il primo modello chiamato KRGT-1. Tra pochi giorni si appresta a svelare al grande pubblico ben tre novità. La prima è la KRGT-1 2018, versione più recente e raffinata del primo KRGT-1, un cruiser che può essere guidato in modo aggressivo ma allo stesso tempo confortevole sulle lunghe distanze. I miglioramenti ergonomici riguardano la carrozzeria, le sospensioni anteriori, i freni dotati di ABS e il motore Euro-4.

Vedremo poi una versione S, la prima motocicletta di ARCH Motorcycle a braccio oscillante, evoluzione della KRGT-1. Questo modello è sportivo, dalla posizione di guida più aggressiva pur mantenendo inalterata la sua formula cruiser nelle prestazioni. L’alluminio lavorato CNC e l’ampio uso della fibra di carbonio caratterizzano questa elegante motocicletta ispirata a corsa.

E chiuderà il cerchio il modello Method143, dotato di un telaio in fibra di carbonio Mono-Cell limitato a 23 unità. Il concetto di progettazione di stratificazione e l’eleganza dell’artigianato della carrozzeria comprendono la pelle, la fibra di carbonio e l’alluminio lavorato CNC.

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Yamaha Cross Hub Concept, prove di pick-up

Yamaha Cross Hub ConceptYamaha Cross Hub Concept

Tra le tante novità che Yamaha ha presentato in occasione del Salone di Tokyo 2017, spicca il Cross Hub Concept. Si tratta di un prototipo a quattro ruote lungo 4.490 metri del marchio dei Tre Diapason e ha come “obiettivo quello di collegare l’aspetto “attivo” e quello “cittadino” nella vita di tutti gli appassionati”. L’originale disegno “a diamante” dei sedili alloggiati nella cabina permette di contenere le dimensioni del veicolo ed offre 4 posti e la possibilità di caricare due moto nella parte posteriore: perché da Yamaha non ci si può aspettare che si dimentichi delle due ruote. Un prototipo che trasporta direttamente i suoi occupanti nel mondo dedicato al tempo libero. Troverà mai spazio sui mercati? Non è ancora chiaro. Ma il fatto che abbia attirato parecchio l’attenzione potrebbe portare il marchio a fare qualche riflessione.

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Volvo V90 Cross Country, la versione speciale Ocean Race

Volvo celebra la presenza della Volvo Ocean Race 2017/18 con una versione speciale della nuova V90 Cross Country.  A sostegno del Programma Scientifico della Volvo Ocean Race focalizzato sulla plastica negli oceani, la Casa automobilistica donerà infatti 100 euro per ognuno dei primi 3.000 esemplari di V90 Cross Country Volvo Ocean Race che verranno realizzati. “Siamo orgogliosi di sostenere il Programma Scientifico della Volvo Ocean Race orientato a farci meglio comprendere lo stato di salute degli oceani – la risorsa naturale più importante che abbiamo,” ha dichiarato Stuart Templar, Responsabile Sostenibilità di Volvo Cars. “Come azienda già facciamo il possibile per ridurre al minimo il nostro impatto sul mondo che ci circonda e l’approccio innovativo proposto da questo progetto per affrontare un grave problema ambientale si adatta alla perfezione alla nostra filosofia aziendale – non da ultimo in un momento che ci vede proiettati verso un futuro elettrificato.”

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Fonte:

Volvo sostiene la tutela degli oceani con un modello speciale di V90 Cross Country

Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on locationVolvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on location

Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on location

Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race interior detailVolvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race interior detail

Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race interior detail

Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race interior detailVolvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race interior detail

Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race interior detail

Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race interiorVolvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race interior

Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race interior

Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race interiorVolvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race interior

Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race interior

Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race bootVolvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race boot

Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race boot

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Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race boot

Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior detailVolvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior detail

Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior detail

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Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior

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Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior

Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on locationVolvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on location

Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on location

Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on locationVolvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on location

Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on location

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Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on location

Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on locationVolvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on location

Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on location

Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on locationVolvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on location

Credits: Volvo V90 Cross Country Volvo Ocean Race exterior on location

 

Volvo celebra la presenza della Volvo Ocean Race 2017/18 con una versione speciale della nuova V90 Cross Country.  A sostegno del Programma Scientifico della Volvo Ocean Race focalizzato sulla plastica negli oceani, la Casa automobilistica donerà infatti 100 euro per ognuno dei primi 3.000 esemplari di V90 Cross Country Volvo Ocean Race che verranno realizzati. La donazione complessiva sottolinea l’impegno assunto ormai da lungo tempo da Volvo Cars nei confronti della tutela ambientale.

V90 Cross Country Volvo Ocean Race

La V90 Cross Country Volvo Ocean Race prevede tutte le dotazioni standard che i clienti si attendono da una Volvo Cross Country, come ad esempio la trazione integrale, l’altezza da terra maggiorata e un telaio ottimizzato sviluppato per garantire il massimo confort e controllo della vettura in tutte le condizioni atmosferiche e del fondo stradale. Un design e una gamma di colori per interni e carrozzeria specifici differenziano la V90 Cross Country Volvo Ocean Race dagli altri modelli della Serie 90.

Particolari in tinta grigio opaco e arancio brillante, presentati in anteprima sull’acclamata Volvo Concept XC Coupé nel 2014, sono abbinati a una carrozzeria dalla tonalità Crystal White e a cerchi e impunture esclusivi. Inoltre la V90 Cross Country Volvo Ocean Race contribuirà a contrastare il problema dell’inquinamento marino grazie all’utilizzo di inserti dei tappeti realizzati in Econyl, un tessuto prodotto interamente con nylon riciclato che include anche le reti da pesca abbandonate e recuperate dai fondali marini.

Volvo Ocean Race

Il Programma Scientifico Volvo Ocean Race prevede che le imbarcazioni che partecipano all’edizione 2017/18 siano equipaggiate con una serie di sensori in grado di catturare dati in alcune delle aree più remote degli oceani terrestri che permetteranno di elaborare un quadro più completo dell’estensione dell’inquinamento causato dalla plastica e del suo impatto sulla vita oceanica. Fra i partner scientifici del Programma figura anche l’agenzia statunitense per gli oceani e l’atmosfera NOAA.

“Siamo orgogliosi di sostenere il Programma Scientifico della Volvo Ocean Race orientato a farci meglio comprendere lo stato di salute degli oceani – la risorsa naturale più importante che abbiamo,” ha dichiarato Stuart Templar, Responsabile Sostenibilità di Volvo Cars. “Come azienda già facciamo il possibile per ridurre al minimo il nostro impatto sul mondo che ci circonda e l’approccio innovativo proposto da questo progetto per affrontare un grave problema ambientale si adatta alla perfezione alla nostra filosofia aziendale – non da ultimo in un momento che ci vede proiettati verso un futuro elettrificato.”

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Shuanghuan Ceo aut. (2010): pregi e difetti della SUV cinese

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La Shuanghuan Ceo è una SUV cinese nota soprattutto per essere il clone della prima BMW X5. La Casa bavarese riuscì ad impedire la commercializzazione di questa Sport Utility in Germania ma non potè fare nulla in Italia, dove fu importata dal 2008 al 2011 dalla Martin Motors (azienda milanese che ci “deliziò” poco dopo con la Bubble, una copia della seconda serie della Smart fortwo con quattro posti e una ruota di scorta sporgente in stile fuoristrada).

Oggi analizzeremo un esemplare del 2010 dotato di cambio automatico, introvabile sul mercato dell’usato (più semplice – ma non troppo – rintracciare le varianti manuali) e con quotazioni di 6.000 euro. Scopriamo insieme i (pochi) pregi e i (tanti) difetti di una delle vetture più improbabili vendute nel nostro Paese nel XXI secolo.

I pregi della Shuanghuan Ceo del 2010

Abitabilità

Ottima: stiamo d’altronde parlando di una SUV lunga oltre 4,70 metri (4,71, per la precisione).

Dotazione di serie

Interessante: autoradio, cerchi in lega, climatizzatore, fendinebbia, interni in pelle, sensori di parcheggio e vernice metallizzata.

Capacità bagagliaio

Il vano della Shuanghuan Ceo è grande ma non immenso: 465 litri che diventano 1.550 quando si abbattono i sedili posteriori.

Posto guida

La posizione di seduta rialzata consente di dominare la strada ma i sedili poco avvolgenti non trattengono bene nelle curve.

Climatizzazione

Impianto potente, bocchette piccole.

Sospensioni

Pronte per affrontare anche i percorsi off-road (non troppo impegnativi, però).

Visibilità

Migliorabile solo quella di tre quarti posteriore per via dei montanti voluminosi.

I difetti della Shuanghuan Ceo del 2010

Finitura

Materiali di bassa qualità e assemblaggi imprecisi.

Rumorosità

Marcata a qualsiasi velocità.

Motore

Il 2.4 benzina/GPL di origine Mitsubishi è un’unità aspirata in grado di generare una potenza di 125 CV e una coppia di 190 Nm. Un po’ poco per una Sport Utility che sfiora le due tonnellate di peso.

Cambio

La Shuanghuan Ceo monta un’obsoleta trasmissione automatica (convertitore di coppia) a quattro rapporti.

Sterzo

Troppo leggero.

Prestazioni

Scarse: 165 km/h di velocità massima e 11,5 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

Dotazione di sicurezza

La Shuanghuan Ceo è una delle auto più insicure commercializzate nel nostro Paese nel XXI secolo. Ci sono solo gli airbag frontali mentre il resto non era disponibile neanche come optional.

Freni

Poco potenti.

Tenuta di strada

Precaria: colpa dell’assenza dell’ESP e del baricentro alto. Senza dimenticare il rollio evidente.

Prezzo

Da nuova nel 2010 la Shuanghuan Ceo aut. costava oltre 30.000 euro (una cifra con cui si potevano prendere rivali usate decisamente migliori). Oggi è introvabile (più semplice rintracciare le varianti dotate di cambio manuale) e le sue quotazioni recitano 6.000 euro.

Tenuta del valore

Scarsa: la trazione integrale (inseribile) e il cambio automatico sono due elementi richiesti sul mercato dell’usato ma non bastano se il resto della vettura è privo di caratteristiche interessanti.

Consumo

La Shuanghuan Ceo beve tantissimo: 8,7 km/l dichiarati. Lo stesso valore di una Porsche Cayenne Turbo (che però di cavalli ne aveva 500…).

Garanzie

Tutte scadute.

SUV usate

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Fonte:

Mazda MX-5 VS Fiat 124 Spider

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Quando due auto nascono con lo stesso pianale, è difficile che siano come il giorno e la notte. Basta pensare alla Toyota GT86 e alla Subaru BRZ, due sorelle quasi gemelle. Qui il discorso però cambia parecchio: è vero che Fiat 124 Spider e Mazda Mx-5 condividono lo stesso pianale, la stessa strumentazione e (quasi) gli stessi interni, ma è anche vero che sotto il cofano scopriamo due pianeti diversi.

La giapponese è spinta da un  motore quattro cilindri 2,0 litri aspirato che produce 160 CV a 6.000 giri e 200 Nm di coppia a 4.600 giri (in alternativa c’è anche il più piccolo 1.5 da 131 CV e 150 Nm); L’italiana invece monta un 1.4 turbo da 140 CV a 5.000 giri e 240 Nm di coppia 2.250 giri.

La Fiat 124 Spider pesa anche leggermente di più (circa 40 kg) per un totale di 1.105 kg; un peso giustificato dalle dimensioni leggermente maggiori. L’italiana infatti è 14 cm più lunga rispetto alla cugina nipponica, con una lunghezza complessiva di 4.054 mm contro i 3.914 mm della Mazda. Entrambe, però, condividono lo stesso passo di 2,3 m. Questo fa si che il bagagliaio della 124 sia più capiente di 10 litri (140 litri contro 130); non è un gran guadagno, ma è qualcosa.

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QUESTIONE DI GUSTI

Già da fuori si intuiscono i caratteri diversi delle due auto. La Fiat è più morbida nelle linee, più classica, con un sapore vagamente british e una punta di americano. La Mazda è più spigolosa, esotica, esprime dinamismo e velocità. Dentro sono pressoché identiche: entrambe ben fatte, curate, con la strumentazione e lo stile tipicamente Mazda. La Fiat aggiunge un qualcosa in più in termini di qualità percepita, con alcuni rivestimenti in plastica morbida sulla parte alta della plancia e l’interno portiera più curato. Ma la differenza è comunque poca, la scelta riguarda più un gusto personale.

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AL VOLANTE DELLE DUE SPIDER

Partiamo dalla japp: la Mazda Mx-5, nella versione Sport, ha un assetto più rigido e il differenziale autobloccante posteriore. C’è da dire che non è mai rigida come una tavola, anzi, nella guida sportiva vorrei una maggiore precisione dell’avantreno, ma l’auto è comunque molto agile e divertente. Si sente che è leggera, in ogni situazione. Il 2.0 aspirato da 160 CV la spinge senza sforzo e la Mazdina va molto più forte di quanto i dati facciano credere. La posizione di guida è molto bassa e sdraiata, e, a causa del volante non regolabile in profondità (anche la Fiat ha lo stesso problema), chi è più alto di un metro e ottanta deve guidare con le braccia distese. Certo non è un’auto fatta per i lunghi viaggi: il sedile dopo un po’ intorpidisce il fondoschiena e i fruscii in autostrada diventano fastidiosi in breve tempo. Ma quando la si guida sulla strada giusta tutto svanisce nell’insignificante. Lo sterzo servoassistito è sufficientemente preciso e sensibile, mentre il cambio è una pure goduria. La leva è così corta e gli innesti sono così secchi e precisi che vi ritroverete ad usarlo più del necessario solo per il gusto di farlo.

Saltando dalla Mazda alla Fiat 124 vi ritroverete a casa, almeno finché non girate la chiave. Il 1.4 turbo Multiair ha un suono più civile e basso rispetto al 2.0 litri della Mazda, e lo sterzo appare subito più leggero. La Fiat 124 Spider digerisce anche meglio le buche e ha un motore più docile nel traffico. In poche parole: è più morbida e rilassante. Se si preme sul pedale del gas poi si scopre una coppia sconosciuta all’aspirato della Mx-5, anche nelle marce alte. In linea retta è veloce tanto quanto la Mazda, ma tirandole il collo non c’è la stessa soddisfazione nella zona alta del contagiri. È un motore più turistico, il 1.4 turbo. Anche l’assetto è più morbido e “safe”, e, anche se si esagera in curva, la 124 Spider rimane stabile e sicura. Al contrario che sulla Mazda bisogna davvero esagerare per far partire il posteriore e anche quando succede è difficile finire in testa-coda o ritrovarsi nei guai. Anche perché manca un differenziale autobloccante, quindi il più delle volte vi ritroverete con la ruota interna che pattina e nessun sovrasterzo da gestire.

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CONCLUSIONI

Nonostante lo scheletro sia lo stesso, il carattere delle due spider è molto diverso. Entrambe comportano dei sacrifici in termini di spazio ed entrambe sono godibili d’estate e per la maggior parte delle strade. Ma se siete degli amanti della guida sportiva, allora la Mazda Mx-5 è quella che fa al caso vostro. È più tesa, sensibile – anche un po’ più nervosa – ed è più propensa a giocare quando siete dell’umore. La Fiat 124 Spider offre quasi la stessa esperienza, quando si va tranquilli, con il plus di un comfort – leggermente – maggiore e di un motore più ricco di coppia che rende la guida più godibile nella maggior parte delle situazioni. Di contro risulta meno coinvolgente quando si va forte, ma se non siete degli smaliziati al volante, avrete comunque di che divertirvi.
In parole povere: se amate la guida pura, scegliete la Mazda, se invece cercate una spider un po’ più comoda per il weekend al mare (o perché no, in montagna), allora la Fiat 124 Spider fa al caso vostro.

PREZZI

Mazda MX-5 1.5L Skyactiv-G RF    28.000 euro
Fiat 124 spider 1.4 MultiAir              28.000 euro

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Auto per anziani: come sceglierle?

Anziani alla guida, GM lavora per migliorare sicurezzaAnziani alla guida, GM lavora per migliorare sicurezza

Credits: Anziani al volante. General Motors per rendere le proprie auto maggiormente compatibili con le esigenze della popolazione anziana lavora a un progetto di sistemi semplificati di segnalazione, come i sedili con allarme a vibrazione personalizzata e divisa per zone, capaci di segnalare un comportamento scorretto nella guida o di unanomalia della vettura. In questo modo si eviteranno sovraccarichi nei messaggi diretti al guidatore (come laccensione di spie e le frasi di alert negli schermi) che potrebbero generare confusione e panico soprattutto alla popolazione anziana
ANSA/UFFIIO STAMPA/++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY. NO ARCHIVES ++

Le auto per anziani non esistono: esistono vetture adatte a qualsiasi fascia d’età che presentano elementi molto apprezzati dagli automobilisti “over 60”.

Come sceglierle? Basta seguire i nostri consigli relativi a tutto quello che non deve mancare in un’auto che dev’essere guidata da persone anziane.

Meglio in alto

Sedersi a bordo di un’auto e uscire dalla vettura non è un’impresa facile per un anziano (specialmente se ha problemi alla schiena). Meglio quindi puntare su una vettura alta: una SUV, certo, ma anche una monovolume o una multispazio.

Automatica

Il cambio automatico è un accessorio che non deve mancare sulle auto per anziani: l’assenza del pedale della frizione consente di far riposare i muscoli e le articolazioni della gamba sinistra.

Non troppo ingombrante

Le auto troppo ingombranti non sono facili da gestire per un automobilista anziano: esistono tanti modelli per tutti i gusti e tutte le tasche con una lunghezza inferiore ai quattro metri e mezzo.

Soprattutto sicura

La frenata automatica è un accessorio importante per gli automobilisti di ogni età: avere a disposizione un mezzo che si arresta da solo quando incontra un ostacolo è di grande aiuto nei momenti di distrazione (piuttosto frequenti nel caso degli anziani).

Comfort

Le auto, per essere adatte agli anziani, devono necessariamente avere dei sedili comodi: ritrovarsi con dolori alla schiena dopo pochi chilometri percorsi è una sensazione spiacevole a qualunque età ma diventa un serio problema per gli “over 60”.

Sensori di parcheggio

I sensori di parcheggio non sono un aiuto per gli automobilisti anziani (dotati di una grandissima esperienza nelle manovre) ma offrono tanti vantaggi in termini di comodità. Sapere quanto indietro si può andare prima di toccare le altre auto senza necessariamente voltarsi riduce lo stress muscolare e articolare.

Telecamera posteriore

La telecamera posteriore è ancora più utile dei sensori di parcheggio: guardare un display anziché voltarsi all’indietro (o affidarsi ad avvisi acustici poco utili per chi presenta deficit uditivi) è sicuramente più rilassante…

Info utili

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Benelli Leoncino, il video

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SsangYong Rexton 2018, il SUV si rinnova

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15 anni dopo il suo debutto sul mercato italiano, quando insomma il fenomeno dei SUV non era ancora letteralmente “scoppiato”, la SsangYong Rexton torna sul mercato in una nuova veste. “I tecnici della Casa Coreana si sono impegnati infatti a ripensare completamente il prodotto, mantenendone al contempo le qualità e i punti di forza che ne hanno determinato il successo nei mercati, anche quello Italiano”, dicono in SsangYong.

Cambio automatico Mercedes-Benz

SsangYong Rexton è stato completamente rivoluzionata nella scelta dei materiali, ora facenti largo uso di acciai alto resistenti a deformabilità modulare, un vantaggio per la sicurezza degli occupanti. La trazione inseribile, da sempre patrimonio tecnologico della Casa dei due dragoni, è ora accoppiabile ad un moderno cambio automatico a sette rapporti, di Mercedes-Benz, mantenendo la possibilità di inserire le riduzioni di marcia, utili sui terreni più impervi. Disponibile anche in versione sette posti, la nuova Rexton presenta un abitacolo moderno e sontuoso, con in bella vista un nuovo sistema di infotainment con navigatore di serie su tutta la gamma.

Motore diesel e prezzi

Per quanto riguarda la dotazione di sicurezza troviamo i sistemi di assistenza alla guida che vanno dai controlli di trazione evoluti alla frenata elettronica (Advanced Emergency Braking System). La nuova SsangYong Rexton viene proposta in abbinamento al motore diesel da 2.2 litri da 181 CV e 400 Nm, sia nella versione a trazioen anteriore che in quella integrale (inseribile). I consumi medi oscillano tra i 7,6 l/100km e gli 8,0l/100km. I prezzi partono da 35.400 euro della versione Road a trazione anteriore e arrivano ai 46.900 euro della Icon a quattro ruote motrici.

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