Monthly Archives: settembre 2016

Le AC Cobra della fine del XX secolo

La AC Cobra è una sportiva dalla carriera tormentata: nata nel 1962 e più volte modificata, è commercializzata ancora oggi dopo che il marchio britannico è passato attraverso diverse mani.Oggi analizzeremo le tre versioni della spider inglese costruite alla fine del XX secolo: la CRS, la Superblower e la 212 S/C. Tre gioielli rari in grado di regalare emozioni uniche.Le AC Cobra della fine del XX secolo: le caratteristiche principaliNel 1996, dopo l’ennesimo cambio di management, la AC decide di creare due versioni della Cobra derivate dalla Mk IV del 1983: l’accessibile CRS (“Carbon Road Series” con carrozzeria in fibra di carbonio) e la cattivissima Superblower, entrambe svelate nel 1999. La prima viene prodotta in 37 esemplari, la seconda in 19.Queste due vetture vengono affiancate l’anno seguente dalla rarissima (solo 2 esemplari costruiti) 212 S/C, ancora più potente della Superblower.Le AC Cobra della fine del XX secolo: la tecnicaLe AC Cobra CRS e Superblower montano un motore 4.9 V8 di origine Ford. Sulla CRS si tratta di un aspirato da “soli” 228 CV mentre sulla Superblower la sovralimentazione consente di salire fino a quota 324 CV.Sotto il cofano della versione 212 S/C si trova invece un 3.5 V8 Lotus da ben 350 CV che permette alla sportiva britannica di accelerare da 0 a 96 km/h in circa 4 secondi.Le AC Cobra della fine del XX secolo: le quotazioniLe quotazioni delle AC Cobra della fine del XX secolo dipendono molto dall’estrema rarità di questi modelli: per la CRS (prodotta in soli 37 esemplari) ci vogliono circa 50.000 euro e bisogna sborsarne addirittura 120.000 per la Superblower (19 esemplari).Una delle due 212 S/C è stata venduta ad un’asta nel 2012 a oltre 60.000 euro ma prevediamo un vistoso incremento di questa cifra nei prossimi anni.
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Un maggiolino a 330 km/h, è record

Una speciale Volkswagen Beetle LSR è riuscita a superare il record di 330 km/h sulle celebri distese di sale Bonneville Salt Flats nello Utah. Lo ha reso noto Volkswagen America, specificando che mai prima d’ora un maggiolino aveva raggiunto una velocità simile.A lavorare su questa Beetle LSR ci ha pensato un’azienda californiana esperta in personalizzazioni e tuning estremo e il risultato è stato davvero strabiliante.Un grosso lavoro è stato svolto sul motore, che è stato rivisto in molte sue componenti (sostituzione di pistoni, di turbocompressori, alberi a camme e bielle).Si è lavorato però anche sulla riduzione generale del peso, eliminando il superfluo, oltre che sull’assetto, agendo sulle sospensioni. Per l’occasione, infine, sono stati scelti pneumatici ad hoc, che a quanto pare hanno avuto un’ottima resa in termini di performance. 
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Fiat Panda 2017: foto e informazioni

Fiat Panda è la vettura più venduta in Italia dal 2012 e la più venduta in Europa nel suo segmento. Oggi si propone nella versione 2017 con una personalità ancora più spiccata e con novità che interessano il look e la dotazione. Viene proposta al lancio a partire da 8.950 euro, che possono diventare 7.950 euro con il finanziamento MENOMILLE. Ma andiamo a scoprila nei dettagli. Dentro e fuoriDal punto di vista estetico la nuova Fiat Panda 2017 conserva le dimensioni della versione precedente (365x164x155cm). Le novità sono rappresentate principalmente dai due colori della carrozzeria (Rosso Amore pastello e Grigio Colosseo met) e dai due cerchi: da 14’’ con copricerchi dal nuovo design, da 15’’ in lega leggera (con finitura argentata sulla Lounge).Per quanto riguarda gli interni, troviamo un nuovo volante più ergonomico con comandi sulle razze, nuove grafiche del quadro strumenti e nuovi rivestimenti per i sedili; sono diverse le combinazioni colore/tessuto disponibili. L’abitacolo della versione 4×4 è arricchito nella parte centrale per comunicare robustezza, mentre il bagagliaio ha una capienza di 225 litri, che diventano 870 con i sedili posteriori abbattuti. Motori e dotazione di serieLa gamma motori della nuova Fiat Panda 2017, tutti Euro 6, soddisfa ogni esigenza: benzina 1,2 litri da 69 CV, anche in versione a doppia alimentazione benzina e GPL, i bicilindrici benzina TwinAir da 0,9 litri in due diversi livelli di potenza – 85 e 90 CV – e in versione benzina  e metano da 80 CV, e il turbodiesel Multijet da 95 CV.La Fiat Panda 2017 offre una dotazione completa, con la versione Easy dotata di radio e climatizzatore manuale di serie. Le versioni Lounge, 4×4 e Cross offrono di serie il nuovo sistema di infotainment UconnectT™ con supporto per smartphone e l’applicazione dedicata “Panda Uconnect” per le piattaforme Android e iOS. Uconnect include Bluetooth 2.1, streaming audio, USB e Aux situati nel vano portaoggetti, sistema di riconoscimento vocale, MP3, interfaccia “Panda Uconnect” via Bluetooth. 
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15 settembre 2001 – L’incidente di Zanardi

Il 15 settembre 2001 sul circuito tedesco del Lausitzring Alex Zanardi fu vittima di un pauroso incidente che cambiò per sempre la sua vita. Scopriamo insieme la storia della gara del campionato CART nella quale il pilota bolognese perse entrambe le gambe.L’incidente di Alex ZanardiAll’inizio della stagione 2001 la carriera di Alex Zanardi si trova ad un punto di svolta: dopo i due campionati americani CART conquistati nel 1997 e nel 1998 e il deludente ritorno in F1 con la Williams nel 1999 il driver bolognese si prende un anno sabbatico nel 2000 prima di tornare nella serie “yankee” con il team Mo Nunn Racing.Il feeling con la squadra e con la monoposto – una Reynard motorizzata Honda – non è dei migliori: non riesce mai a salire sul podio – a differenza del compagno di scuderia, il brasiliano Tony Kanaan – e ottiene come miglior piazzamento un quarto posto a Toronto.L’11 settembreMartedì 11 settembre 2001, pochi giorni prima della tappa tedesca del campionato CART sul circuito del Lausitzring, l’attenzione è concentrata sulla tragedia delle torri gemelle di New York e il giorno seguente – dopo alcune riunioni – gli organizzatori dell’evento decidono di correre ribattezzando la gara “American Memorial” in omaggio agli USA.Alex Zanardi si trova a proprio agio sul circuito del Lausitzring: nelle prove libere del giovedì lui e Kanaan sono i più veloci ma l’annullamento delle qualifiche del venerdì (a causa della pioggia) costringe il pilota bolognese a partire dalle retrovie in quanto la griglia viene formata in base alla posizione nella classifica del campionato.Sabato 15 settembre 2001 – L’incidente del LausitzringNella gara del 15 settembre 2001 sulla pista del Lausitzring Zanardi offre una delle migliori prestazioni della sua carriera: dopo aver effettuato diversi sorpassi si ritrova addirittura in testa e niente sembra poter ostacolare il suo cammino verso la vittoria.La situazione cambia, però, dopo l’ultima sosta ai box: nella fase di rientro in pista la monoposto di Alex Zanardi perde il controllo a bassa velocità su un tratto sporco e viene centrata in pieno lateralmente dalla vettura del canadese Alex Tagliani.Nell’impatto (avvenuto ad una velocità di 320 km/h) la Reynard Ford di Tagliani spezza a metà la Reynard Honda di Zanardi, il quale subisce l’amputazione immediata di entrambe le gambe (quella sinistra al di sopra del ginocchio, quella destra sotto).Alex Zanardi inizialmente non sembra rendersi conto di quanto è avvenuto: prima di perdere i sensi per lo choc cerca infatti di aprirsi la visiera del casco e di slacciarsi le cinture di sicurezza.Le cureZanardi viene portato in elicottero all’ospedale di Berlino in condizioni gravissime e dopo essere stato in coma farmacologico per tre giorni viene operato per rimuovere il ginocchio destro.Il 31 ottobre 2001 – dopo un mese e mezzo di ricovero e 14 interventi chirurgici – Alex Zanardi viene dimesso dalla clinica tedesca, pronto ad affrontare la seconda parte della sua straordinaria vita.
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Bugatti Type 22 Brescia (1921): 16 valvole e tanta leggerezza

La Bugatti Type 22 Brescia, svelata nel 1921, non è altro che una variante a passo corto della Type 23 Brescia. Questa sportiva francese è entrata nella storia dell’automobilismo nel 2010, quando un esemplare rimasto sul fondo del Lago Maggiore per oltre 70 anni è stato ripescato e venduto ad un’asta (in condizioni piuttosto malmesse) a 260.500 euro. Non fatevi quindi ingannare dalle quotazioni di 180.000 euro relative a modelli sani.Bugatti Type 22 Brescia (1921): le caratteristiche principaliLa Bugatti Type 22 Brescia del 1921 – variante sportiva della Type 22 “normale” svelata due anni prima – si distingue dalla Type 23 Brescia per il passo più corto di 15 cm (2,40 metri contro 2,55): più adatta, quindi, ad un uso agonistico.La scelta di adottare il nome della città lombarda per identificare le versioni più grintose dei propri modelli nasce l’8 settembre 1921 quando la prima edizione del Gran Premio delle Vetturette d’Italia a Brescia (vinta dal francese Ernest Friderich) viene dominata dalla Bugatti con quattro Type 22 nelle prime quattro posizioni.La Bugatti Type 22 Brescia, nata per rimpiazzare la Type 15, si differenzia dall’antenata per le dimensioni maggiorate, per le sospensioni migliorate e per il radiatore ovale.Bugatti Type 22 Brescia (1921): la tecnicaLa Bugatti Type 22 Brescia puntava tutto sull’eccellente rapporto tra peso (inferiore a 500 kg) e potenza (di oltre 30 CV). Il motore 1.5 quattro cilindri a benzina può vantare – a differenza della Type 22 “standard” – le 16 valvole, caratteristica tecnica tipica di tutte le vetture della Casa francese battezzate col nome del comune lombardo.Bugatti Type 22 Brescia (1921): le quotazioniNon fatevi ingannare dalle quotazioni di 180.000 euro relative alla Bugatti Type 22 Brescia. Sei anni fa un esemplare malconcio della sportiva francese ripescato dal Lago Maggiore dopo 70 anni è stato venduto all’asta a oltre 260.000 euro. Fate i vostri conti.
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Audi Q3, nuovi pacchetti e allestimenti

La nuova Audi Q3 verrà proposta in autunno in abbinamento ai nuovi pacchetti S line exterior e S line competition, che affiancheranno i nuovi allestimenti Sport e Design. Sport e DesignLa nuova Audi Q3 Sport sfoggia un nuovo frontale con prese d’aria esterne più grandi e con griglia single frame in color grigio pietra. La versione Design predilige invece l’eleganza e si propone con prese d’aria esterne divise orizzontalmente, protezione sottoscocca rifinita in color argento opaca e zona tra paraurti e passaruota in grigio pietra. S line exterior e competitionIl pacchetto S line exterior è caratterizzato da inserti con design “diamante” sulle prese d’aria, da un inserto sulla minigonna anteriore e dal colore nero lucido che spicca sulla calandra e sulle prese d’aria dei radiatori. Il pacchetto S line competition si riconosce invece dall’utilizzo della vernice nero lucido per le prese d’aria e per la griglia single frame.E non solo. Perché il colore nero si estende anche ai passaruota, alle barre del tetto, alle cornici dei finestrini e alle modanature delle portiere.All’interno troviamo sedili sportivi con supporti anatomici in pelle nera (ma sono disponibili anche altre combinazioni di tessuto/colore)e non mancano il battitacco con il logo S line, la pedaliera in acciaio e il pomello del cambio in alluminio (se manuale). Completano il quadro il volante multifunzione a tre razze, i cerchi in lega da 19’’, l’assetto sportivo e l’Audi Drive Select. 
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Volkswagen Golf R360S, in collaborazione con ABT

La Volkswagen Golf R360S è il prodotto di una collaborazione tra la Casa di Wolfsburg e il preparatore tedesco ABT Sportline. Sarà commercializzata solo sul mercato svizzero come edizione limitata a 220 esemplari e si basa sulla Golf R, attualmente la più radicale della gamma. Rispetto a quest’ultima, però, migliora alcuni parametri meccanici e adotta dettagli estetici che la rendono più esclusiva.Sotto al cofano della Volkswagen Golf R360S c’è lo stesso quattro cilindri da 2.0 litri della Golf R, che di fabbrica esce con 300 CV ma che in questo caso è stato potenziato fino a 360 CV, con una coppia di 460 Nm. Migliorano anche le prestazioni: scatta da 0 a 100 km/h in 4,7 secondi e raggiunge i 265 km/h di velocità massima.Anche la trasmissione è affidata allo stesso cambio manuale a sei marce o all’automatico a sette rapporti mentre la potenza è trasmessa alle quattro ruote attraverso il sistema di trazione integrale.165 esemplari della Volkswagen Golf R360S verranno prodotti con carrozzeria a 5 porte, i restanti 55 con carrozzeria station wagon (Variant). Il prezzo è stato fissato a quota 55.200 franchi, pari a circa 50.500 euro al cambio attuale. 
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Citroën C3 Facebook Only: una open edition molto social

Gli occhi sono tutti puntati sulla telecamera integrata, in grado di riprendere video, scattare foto e condividere tutto con il proprio cellulare (e quindi in Rete).Non poteva che essere il Re dei social network, quindi, il partner commerciale della prima versione speciale della nuova Citroen C3, la Citroen C3 Facebook – Only Open Edition.Una telecamera utile che strizza l’occhio a timeline e bachecheIn realtà, oltre che a postare foto e video su Instagram o Facebook, la telecamera integrata – pardon, ConnectedCAM – della Citroen C3 2017 ha anche una utilità molto pratica: da un lato permetterci di contrattare sconti con le agenzie assicurative, che sempre più guardano alla tecnologia come metodo per evitare truffe e raggiri; dall’altro, con una app dedicata per iPhone e Android che ci permetterà (ad esempio) di ritrovare la nostra auto nei casi – più frequenti di quanto si pensi – in cui dimenticheremo dove abbiamo parcheggiato.Chiaramente, però, l’accento è puntato tutto sulla socialità: con il semplice tocco di un tasto, diventa così possibile inviare scatti di buona qualità, o brevi video, di quanto succede in strada davanti al muso della nostra Citroën C3. Una funzione non da poco, in un’epoca come la nostra in cui lo sharing è alla base del nostro modo di vivere.”Si tratta di una anteprima mondiale per quanto riguarda le vetture di serie” ha sottolineato Marco Freschi, responsabile della comunicazione di Citroën Italia, “ed è proprio per questa funzione che abbiamo pensato a una collaborazione con Facebook, una limited edition molto speciale”.Citroën C3 Facebook Only: 75CV e carrozzeria blu FacebookCon 15.900 euro (rispetto ai 19.100 di listino) ci si porta così a casa una nuova Citroen C3 con carrozzeria blu metalizzata (perfettamente in stile Facebook) e tettuccio bianco, con motore BlueHDi da 75CV.A completare il pacchetto una dotazione di tutto rispetto con – fra l’altro – sensori di parcheggio posteriori e telecamera, Stop&Start, ampio schermo touch da 7”, e tutta la tecnologia che ci si aspetterebbe da una auto moderna di questa categoria. Oltre, ovviamente, alla ConnectedCAM integrata che già abbiamo citato.Una versione top di gamma, insomma, prodotta in soli 129 esemplari e che sarà consegnata chiavi in mano a novembre, la stessa data dell’esordio commerciale “ufficiale” del modello.Sarà possibile effettuare l’acquisto – o forse dovremmo dire prenotazione – solo su internet, o attraverso la pagina di Facebook di Citroën Italia oppure collegandosi all’hub dedicato.I 129 fortunati che acquisteranno il modello riceveranno anche un welcome kit da parte di Facebook (tazze, blocchi per gli appunti e altri gadget brandizzati dal social network di Mark Zuckenberg) e soprattutto la possibilità di vincere un viaggio a Menlo Park, sede di FB.
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F1 – I più grandi piloti USA

Nonostante la F1 non sia molto seguita negli USA i piloti statunitensi si sono fatti valere spesso nel Circus: due di questi (Mario Andretti e Phil Hill) sono stati addirittura capaci di conquistare il Mondiale.Di seguito troverete la classifica dei cinque piloti “yankee” più vincenti in Formula 1, curiosamente tutti impegnati almeno una volta in una gara iridata negli anni ’60.1° Mario AndrettiNato il 28 febbraio 1940 a Montona (Italia).
14 stagioni (1968-1972, 1974-1982)
128 GP disputati6 costruttori (Lotus, March, Ferrari, Parnelli, Alfa Romeo, Williams)
PALMARÈS: Mondiale F1 (1978), 12 vittorie, 18 pole position, 10 giri veloci, 19 podiPALMARÈS EXTRA-F1: 2 campionati USAC (1965, 1966), 3 12 Ore di Sebring (1967, 1970, 1972), Daytona 500 (1967), 500 Miglia di Indianapolis (1969), 6 Ore di Daytona (1972), campione CART (1984)2° Phil HillNato il 20 aprile 1927 a Miami (USA) e morto il 28 agosto 2006 a Salinas (USA).
7 stagioni (1958-1964)
47 GP disputati5 costruttori (Maserati, Ferrari, Cooper, A-T-S, Lotus)
PALMARÈS: Mondiale F1 (1961), 3 vittorie, 6 pole position, 6 giri veloci, 16 podiPALMARÈS EXTRA-F1: 3 24 Ore di Le Mans (1958, 1961, 1962), 3 12 Ore di Sebring (1958, 1959, 1961), 2 1000 km di Buenos Aires (1958, 1960), 2 1000 km del Nürburgring (1962, 1966)3° Richie GintherNato il 5 agosto 1930 a Granada Hills (USA) e morto il 20 settembre 1989 a Touzac (Francia).
7 stagioni (1960-1966)
52 GP disputati4 costruttori (Ferrari, BRM, Honda, Cooper)PALMARÈS: 3° nel Mondiale F1 (1963), 1 vittoria, 3 giri veloci, 14 podi4° Dan GurneyNato il 13 aprile 1931 a Port Jefferson (USA).
11 stagioni (1959-1970)
86 GP disputati7 costruttori (Ferrari, BRM, Porsche, Brabham, Eagle, McLaren)
PALMARÈS: 4° nel Mondiale F1 (1961-1965), 4 vittorie, 3 pole position, 6 giri veloci, 19 podiPALMARÈS EXTRA-F1: 24 Ore Le Mans (1967)5° Peter RevsonNato il 27 febbraio 1939 a New York (USA) e morto il 22 marzo 1974 a Midrand (Sudafrica).
5 stagioni (1964, 1971-1974)
30 GP disputati4 costruttori (Lotus, Tyrrell, McLaren, Shadow)
PALMARÈS: 5° nel Mondiale F1 (1972, 1973), 2 vittorie, 1 pole position, 8 podiPALMARÈS EXTRA-F1: campionato Can-Am (1971)
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Le dieci auto americane più sexy di sempre

Le auto americane non sono mai state quelle più evolute tecnicamente ma non hanno mai avuto rivali in quanto a personalità.Di seguito troverete i dieci modelli a nostro avviso più sexy di sempre: vetture a stelle e strisce (nate soprattutto negli anni ’50, periodo d’oro per i modelli “yankee”) caratterizzate da uno stile inconfondibile.Buick Skylark (1953)La prima generazione della Buick Skylark – nata nel 1953 – è un’esclusiva cabriolet realizzata sulla stessa piattaforma della Roadmaster dotata di un motore 5.3 V8 e caratterizzata dall’impianto elettrico da 12 V. Molto originale nel design, presenta una linea di cintura che tende verso il basso per poi risalire nella zona della coda.Cadillac Eldorado (1953)La prima serie della Cadillac Eldorado viene prodotta per un solo anno in soli 532 esemplari. Disponibile esclusivamente cabriolet e con quattro colori, ospita sotto il cofano un motore 5.4 V8 e può vantare finiture curatissime.Chevrolet Corvette C1 (1953)La Chevrolet Corvette C1 – capostipite della famiglia di quella che può essere considerata la più famosa sportiva americana di sempre – vede la luce nel 1953 per offrire al pubblico statunitense una scoperta a basso prezzo. Dotata di una carrozzeria in fibra di vetro, non riesce a sedurre gli automobilisti all’inizio: colpa di un motore fiacco (3.9 a sei cilindri in linea da 150 CV), di un cambio (automatico a due rapporti) lento e di freni a tamburo. La situazione cambia nel 1955, anno in cui entra nell’elenco degli optional un 4.3 V8.Chrysler 300 Convertible (1957)Mastodontica (5,57 metri di lunghezza), potente (motore 6.4 V8 da 381 o 394 CV) e con una mascherina aggressiva come poche altre: sono queste le caratteristiche principali della Chrysler 300 Convertible del 1957.Dodge Charger Daytona (1969)La Dodge Charger Daytona è una variante sportiva della seconda generazione della coupé americana: in pratica non è altro che la versione 500 con un frontale più affusolato e con un vistoso spoiler posteriore.Ford GT (2004)La Ford GT del 2004 riprende in chiave moderna lo stile della mitica GT40 con contenuti in linea con quanto offerto dalle supercar in commercio all’inizio del XXI secolo: motore 5.4 V8 sovralimentato da 557 CV, carrozzeria in alluminio e freni Brembo.Mercury Sportsman Convertible (1946)La Mercury Sportsman Convertible del 1946 è una delle auto americane più affascinanti dell’immediato dopoguerra: prodotta in poco più di 200 esemplari, si distingue per i pannelli in legno presenti sulla carrozzeria.Oldsmobile Fiesta Convertible (1953)La Oldsmobile Fiesta Convertible viene lanciata nel 1953 dalla General Motors insieme alla Buick Skylark e alla Cadillac Eldorado precedentemente citate per coprire la parte alta del mercato. Basata sulla variante scoperta della 98 e dotata di un motore a 8 cilindri, si differenzia dalla “cugina” per le finiture più curate.Plymouth Superbird (1970)Difficile trovare un’auto americana più sexy della Plymouth Superbird del 1970: realizzata per correre nelle gare NASCAR (e capace di vincere il titolo l’anno seguente con Richard Petty), non è altro che una Road Runner impreziosita dal frontale più aerodinamico con fari a scomparsa e dal vistoso spoiler posteriore. La variante stradale – prodotta in poco meno di 2.000 esemplari – ha una gamma motori composta da due unità V8 (7.0 e 7.2).Shelby Mustang GT 350 Convertible (1967)La Shelby Mustang GT 350 Convertible del 1967 – variante “cattiva” della mitica cabriolet Ford – ospita sotto il cofano un motore 4.9 V8 (5.7 dal 1969) più sfruttabile del “big block” 7.0 della GT 500.
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