Monthly Archives: gennaio 2017

Seat Ibiza 2017: la quinta generazione stasera a Barcellona

Questa sera, alla Cupula de las Arenas a Barcellona, grande evento mondano per la presentazione statica della nuovissima Seat Ibiza.Che farà poi il debutto mondiale al prossimo Salone di Ginevra, l’8 marzo.È un modello completamente nuovo – il design si annuncia particolarmente distintivo – basato sulla rivoluzionaria piattaforma MQB AO che permette di avere il massimo dello spazio interno e la massima robustezza.Infatti la nuova Ibiza è 87 mm più larga, 2 mm più corta e 1 mm più bassa di quella precedente, così da assumere una forma più imponente e ancorata al suolo.Disponibile soltanto nella versione 5 porte, sappiamo già ora che avrà nuovi motori turbo benzina e turbodiesel, con potenze rispettive di 90,115 e 150 CV per i TSI e di 80,95 e 115 per i TDI.Cambi manuali a cinque e sei marce e pure l’automatico doppia frizione DSG a sette rapporti per i motori più prestazionali.All’interno massimo della connettività grazie alle tre opzioni Apple CarPlay, Android Auto e Mirror Link. E per il massimo della riproduzione musicale, impianto BeatsAudio con sette altoparlanti. 
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I marchi auto più ricercati su google (per paese)

È di ieri la notizia del sorpasso di Volkswagen nei confronti di Toyota nel ranking dei costruttori di auto per vendite globali. Dopo 5 anni consecutivi in testa alla classifica, la Casa giapponese ha ceduto il posto di leader ai tedeschi di Wolfsburg. Oggi però il marchio nipponico si prende la sua piccola rivincita dimostrandosi il brand automobilistico ricercato in più paesi su Google.Secondo Quickco (azienda inglese di accessori auto aftermarket) Toyota sarebbe stato il marchio più googlato  in ben 74 paesi, tra cui Stati Uniti, Australia, Cina, Groenlandia e la stragrande maggioranza dei paesi dell’Africa centrale. Tra i marchi d’auto ricercati in più paesi su google, dietro Toyota si posizionerebbe BMW che è stata la più ricercata in 51 paesi e non sorprende che, tra questi, molti siano europei come la Germania, il Belgio, la Polonia, la Croazia, la Norvegia e l’Ucraina.Molto ricercata anche Honda che va forte soprattutto in Indonesia, Canada e Brasile. Quarta è invece la coreana Hyundai, particolarmente popolare in Russia e in India. Scontati altri risultati, come ad esempio la popolarità di Volvo in Svezia e quella di Fiat in Italia. E Volkswagen, regina delle vendite nel 2016, avrebbe fatto il miglior risultato solo in Spagna, Romania, Bielorussia, Estonia, Capo Verde, Andorra e Uruguay.I dati di Google TrendA onor del vero, però, e per farsi un’idea più completa delle ricerche su google, proprio a dicembre dello scorso anno Google Trend ( divisione che si occupa dell’analisi dei dati relativi alle ricerche in tutto il mondo) aveva pubblicato i dati delle ricerche uniche in tutto il mondo. In questo caso il brand più ricercato nel 2016 è stato Honda, seguito da Mercedes e Tesla. Al quarto posto si è piazzato il costruttore di auto sportive di lusso Lamborghini, mentre al quinto Volvo e al sesto Ford. Fonte: Quickco
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Citroen C4 Cactus: novità per la gamma 2017

Citroen annuncia novità per la gamma 2017 della compatta C4 Cactus, la principale delle quali riguarderà l’introduzione del nuovo cambio automatico a sei marce EAT6.Nuovo cambio EAT6Si tratta di un convertitore di coppia sviluppato dallo specialista Aisin e inizialmente sarà abbinato alla motorizzazione a benzina da 3 cilindri 1.2 PureTech (110 CV) con sistema Start&Stop.L’ EAT6 offrirà inoltre due impostazioni di guida diverse, “sport” con innesti più rapidi e “Snow” che agevola la partenza su fondi a poca aderenza. Per quanto riguarda i prezzi di listino, In Francia la Citroen C4 Cactus con cambio EAT6 costerà tra i 20.400 e i 23.500 euro, a seconda degli allestimenti.Citroen c4 cactus One ToneTra le altre novità della Citroen C4 cactus 2017 arriverà anche la nuova versione One Tone che si distingue per le tre combinazioni di colori carrozzeria con personalizzazioni cromatiche per gli Airbump e cerchi in lega dedicati Cross da 17 pollici bitono. Le tre proposte prevedono: livrea Pearlescent Perle White con Airbump Dune, carrozzeria Metallic Obsiden Black con Airbump neri, tinta Pearlescent Shark Grey con Airbump grigi. 
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Liberi di vivere l’urban style

(Informazione pubblicitaria)È il brand dell’outdoor per eccellenza, il brand al quale ci si affida sui terreni sassosi, bagnati, ripidi e ghiacciati.Nell’immaginario, Range Rover è il brand della sfida e delle missioni impossibili, quello che dà la garanzia della vittoria. Grandi orizzonti, distese sterminate e bellezza incontaminata. Ma per chi vuole replicare in città lo stile vincente dell’offroad mantenendo la stessa libertà c’è un solo modello da guidare: Range Rover Evoque, il SUV compatto che, dall’uscita nel 2011, ha conquistato le strade di tutto il mondo.Ed è pronto a conquistarle ancora perché si è evoluto dando vita a una nuova “specie”, l’Urban Attitude Edition, ancora più cool, in edizione limitata con motore 2.0 diesel da 150CV 2WD e tecnologicamente all’avanguardia per vivere la città con un comfort e uno stile impeccabili.Il design inconfondibile di Evoque diventa ancora più sofisticato e attento ai dettagli urban appeal: vernice Fuji White, tetto a contrasto nero, cerchi in lega da 19” e privacy glass per un’eleganza sportiva unica. Prestazioni tecnologiche specifiche per godersi pienamente la metropoli: navigatore satellitare, sensori di parcheggio anteriori, telecamera posteriore Rear View Camera e sensori per la pioggia.Range Rover Evoque Urban Attitude Edition è il SUV compatto perfetto per vivere la città, ma non solo. È l’unico che permette di vivere la dimensione urbana da protagonista, emergendo dalla giungla con l’eleganza e la potenza di un capobranco.Per chi ama distinguersi. Per domare la città ci vuole la grinta di un leone che graffia la strada: questa è la nuova Evoque Urban Attitude. Per vivere l’avventura in pienezza, Land Rover.
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Volkswagen: primo costruttore mondiale nel 2016

Nel 2016 Toyota ha perso il titolo di casa automobilistica con maggior numero di auto vendute in tutto il mondo, cedendo il passo al Gruppo Volkswagen nonostante il Dieselgate scoppiato proprio lo scorso anno.C’è chi dice che gli effetti dello scandalo del software truccato di Wolfsburg si faranno sentire più a lungo termine, ma intanto i tedeschi non hanno rivali da inseguire, almeno per ora, ed hanno raggiunto il loro obiettivo di leader mondiale in anticipo sulla data fissata al 2018 nel piano Transform 2025+.Tra l’altro era dal 2011 (anno del devastante Tsunami che distrusse il Nord Est del Giappone, bloccando anche la produzione di Toyota) che la Casa giapponese non perdeva il primo posto del ranking mondiale con le maggiori vendite annuali.Secondo i dati di Aichi (Giappone), il Gruppo Toyota, che comprende le sussidiarie Daihatsu Motor e Hino Motors, lo scorso anno ha venduto 10,175 milioni di unità in tutto il mondo. Una cifra superiore dello 0,2% rispetto all’anno precedente ma comunque inferiore ai 10,312 milioni di unità vendute nel 2016 da Volkswagen (+3,8%).Il mercato decisivo per il sorpasso di Wolfsburg è stato quello cinese, il principale, mentre Toyota avrebbe perso soprattutto negli Stati Uniti, uno dei suoi principali mercati che le vale il 30% delle vendite globali.
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Alfa Romeo Giulia TZ: splendida cinquantenne

L’Alfa Romeo Giulia TZ (Tubolare Zagato) compie 50 anni. La sportiva del Biscione ha ottenuto diversi successi in pista negli anni Sessanta ma è stata in grado di sedurre anche per il suo stile. Scopriamo insieme la sua storia.Alfa Romeo Giulia TZ: la storiaLa storia dell’Alfa Romeo Giulia TZ inizia alla fine degli anni Cinquanta quando dalla collaborazione tra la Casa del Biscione e l’Abarth nasce una sportiva dotata di telaio tubolare. Questa struttura viene usata come base da Orazio Satta Puliga e Giuseppe Busso per costruire nel 1963 un’auto in grado di gareggiare nella categoria Sport 1600.L’Autodelta si occupa del propulsore e dell’assemblaggio, la SAI Ambrosini del telaio tubolare in acciaio al nickel-cromo mentre la Zagato progetta una carrozzeria estremamente sexy, un’evoluzione di quella della Giulietta SZ realizzata – sempre dall’atelier lombardo – tre anni prima.Il design è caratterizzato dalla coda tronca (soluzione ideale per migliorare l’aerodinamica) mentre per quanto riguarda la tecnica spiccano i quattro freni a disco, i cerchi in lega di magnesio e le sospensioni indipendenti.Le prestazioniIl motore 1.6 – derivato da quello della Giulia TI – genera una potenza di 160 CV (162 le ultime evoluzioni) e permette alla coupé milanese di raggiungere una velocità massima di 240 km/h.Il palmarèsL’Alfa Romeo Giulia TZ debutta in gara nel 1963 al Tour de Corse con due ritiri mentre il primo successo arriva pochi giorni dopo alla Coppa Fisa di Monza con Lorenzo Bandini nella categoria prototipi.Tra gli altri successi di categoria segnaliamo le numerose vittorie del 1964: 12 ore di Sebring, Targa Florio, 1.000 km del Nürburgring e 24 Ore di Le Mans.
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Alfa Romeo Giulia GTA: la regina del Turismo

Per chi è stato giovane tra gli anni Sessanta e Settanta l’Alfa Romeo Giulia GTA è una vettura mitica quanto la Lancia Fulvia Coupé che correva nei rally. Tra il 1966 e il 1972 la sportiva del Biscione ha infatti conquistato nove campionati europei Turismo (quattro Piloti e cinque Costruttori). Scopriamo insieme la storia agonistica di questa vettura.Alfa Romeo Giulia GTA: la storiaL’Alfa Romeo Giulia GTA – realizzata dall’Autodelta (reparto corse della Casa lombarda) – viene presentata ufficialmente al Salone di Amsterdam del 1965. La versione da gara monta un motore 1.600 a benzina da 170 CV e pesa 245 kg in meno della Giulia GT da cui deriva: merito della carrozzeria in Peraluman (lega di alluminio e magnesio), dei vetri in plexiglas e dell’eliminazione del paraurti, dei sedili di serie e dei finestrini discendenti.1965La GTA debutta ufficialmente alla Trento-Bondone del 1965 mentre l’esordio nel Campionato Europeo Turismo avviene in Austria con Andrea de Adamich. Il primo podio arriva pochi giorni più tardi, con il secondo posto di Roberto Bussinello a Snetterton (Regno Unito).1966Nel 1966 arrivano i primi titoli nella serie Division 2 (cilindrate comprese tra 1.001 e 2.000 cc): de Adamich – primo a Monza (in una gara caratterizzata da sette Alfa Romeo Giulia GTA nelle prime sette posizioni), al Nürburgring (Germania), a Snetterton e a Zandvoort (Olanda) – si aggiudica il campionato Piloti e anche la vittoria di Enrico Pinto a Budapest (Ungheria) permette al Biscione di conquistare l’Europeo Costruttori.1967Nel 1967 la Casa lombarda bissa entrambi i titoli: de Adamich sale sul gradino più alto del podio a Zolder (Belgio), Oulton Park (Regno Unito) e Budapest mentre altri successi arrivano da “Nanni” Galli ad Aspern (Austria) e dal francese Lucien Bianchi al Nürburgring.In quell’anno vengono realizzati alcuni esemplari dell’Alfa Romeo Giulia GTA denominati SA (SovrAlimentata). La potenza aumenta – 220 CV – ma diminuisce l’affidabilità: la vettura tende spesso a prendere fuoco per via delle perdite d’olio della pompa ad alta pressione.1968Per incrementare le vendite viene realizzata la variante GTA della 1300 Junior, dotata di un propulsore 1.3 da 165 CV, ma dal punto di vista sportivo non arriva nessun risultato rilevante.1969Nonostante i quattro anni di età l’Alfa Romeo Giulia GTA 1600 continua a dominare: Spartaco Dini supera tutti ad Aspern e diventa campione continentale e anche il Biscione porta a casa un altro titolo in Division 2.1970Sulla base della 1750 GTV nasce la GTAm (dove “m” sta per “maggiorata”): monta un motore 2.0 da 220 CV a iniezione e si presenta con una carrozzeria più larga, con un assetto più rigido e con pneumatici più grandi.Al volante dell’Alfa Romeo Giulia GTA l’olandese Toine Hezemans – primo a Monza, Budapest, Brno (Cecoslovacchia) e Jarama (Spagna) – si aggiudica il titolo Piloti assoluto e non vanno sottovalutati i successi di de Adamich al Nürburgring e di Gianluigi Picchi a Zandvoort.1971Nasce una nuova GTAm – questa volta basata sulla 2000 GTV – più pesante della 1750 ma anche più potente (240 CV). Il titolo Costruttori per l’Alfa arriva però grazie alla piccola 1300: Picchi prevale a Salisburgo (Austria), Brno e Zandvoort mentre Hezemans domina a Monza.1972L’ultima annata vincente per l’Alfa Romeo Giulia GTA è contraddistinta da un altro campionato europeo Costruttori ottenuto grazie alla 1300 resa più potente (180 CV, merito dell’iniezione meccanica e delle 16 valvole) e portata al successo da Carlo Facetti a Salisburgo e da Picchi a Brno.
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Chase Carey, il nuovo Ecclestone

Da ieri Chase Carey – uno degli uomini più vicini all’imprenditore australiano Rupert Murdoch – ha preso il posto di Bernie Ecclestone alla guida della F1. Scopriamo insieme la storia del “baffone” statunitense.Chase Carey, la biografiaChase Carey nasce nel 1954 e dopo la laurea in economia e matematica consegue nel 1981 un Master in Business Administration presso la prestigiosa università di Harvard.Specializzato nel settore televisivo e cinematografico, inizia a lavorare alla Columbia Pictures dove raggiunge il ruolo di vicepresidente. Nel 1988 viene nominato vicepresidente esecutivo della Fox, società di proprietà del colosso News Corporation fondato da Rupert Murdoch.Gli anni alla Fox e DirecTVChase Carey fa rapidamente carriera all’interno del colosso televisivo americano fino a diventare amministratore delegato nel 1994 e ceo di Sky nel 2001. Due anni più tardi diventa amministratore delegato di DirecTV, la più grande società statunitense specializzata in TV via satellite, e in sei anni aumenta considerevolmente il numero di abbonati alla piattaforma.Ritorno da MurdochNel 2009 Carey torna alla News Corporation e viene scelto direttamente da Rupert Murdoch come suo successore alla guida della 21st Century Fox, erede della sezione TV e cinema della News Corporation.Sei anni più tardi – in seguito al ritorno di Murdoch al comando della società – Chase Carey viene “declassato” a vice amministratore delegato e da ieri è stato scelto dai nuovi proprietari della F1 (Liberty Media) per ricoprire il ruolo di amministratore delegato del Circus al posto di Bernie Ecclestone.
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Bernie Ecclestone, l’uomo che ha cambiato la F1

Da ieri sera Bernie Ecclestone non è più l’amministratore delegato della F1: dopo quasi 40 anni di regno il re del Circus ha abdicato lasciando il posto a Chase Carey in seguito all’acquisizione totale della Formula 1 da parte degli statunitensi di Liberty Media.Ecclestone è stato uno dei personaggi più controversi della storia del motorsport ma ha anche reso più sicura e più grande la F1 trasformandola in un business redditizio. Scopriamo insieme la storia di questo commerciante britannico appassionato di motori diventato uno degli uomini più ricchi e potenti del Regno Unito.Bernie Ecclestone, la biografiaBernie Ecclestone nasce nella contea inglese del Suffolk (Regno Unito) – più precisamente nel villaggio di St Peter, South Elmham – il 28 ottobre 1930. Appassionato di moto fin da ragazzo, apre una concessionaria nella seconda metà degli anni ’40 e tenta – senza successo – di sfondare come pilota automobilistico prima di tornare a concentrarsi sugli affari dopo un brutto incidente.Ritorno alle corseNel 1957 Ecclestone torna ad occuparsi di corse diventando manager del pilota britannico Stewart Lewis-Evans. L’anno successivo acquista la scuderia Connaught di F1 e prende parte come pilota alle qualifiche del GP di Monte Carlo, senza tuttavia riuscire a schierarsi in griglia. Pochi mesi più tardi Bernie lascia nuovamente il mondo del motorsport in seguito alla morte nel GP del Marocco di Lewis-Evans.Il legame con RindtPrima di vedere nuovamente Bernie Ecclestone su un circuito bisogna attendere gli anni ’60 quando l’imprenditore britannico diventa manager di un giovane e talentuoso pilota austriaco: Jochen Rindt. Nel 1965 questo ragazzo si aggiudica la 24 Ore di Le Mans e cinque anni più tardi perde la vita sul circuito di Monza diventando il primo (e per il momento unico) campione del mondo postumo della storia della F1.L’acquisto della BrabhamEcclestone – ancora una volta provato dalla scomparsa di un pilota da lui gestito – decide di abbandonare i driver e di concentrarsi sulle scuderie e nel 1972 acquista la scuderia Brabham, in crisi dopo i successi ottenuti nella seconda metà degli anni ’60.Bernie Ecclestone fa risorgere il team inglese: nel 1973 promuove a capo progettista il sudafricano Gordon Murray, il quale realizza due monoposto – la BT44 e la BT44B – capaci di conquistare cinque vittorie nel biennio 1974/1975.Nasce la FOCANel 1974 Ecclestone fonda la FOCA (Formula One Constructors Association) insieme ad altri team principal delle scuderie inglesi – Colin Chapman (Lotus), Teddy Mayer (McLaren), Max Mosley (March), Ken Tyrrell e Frank Williams – con l’obiettivo di rappresentare gli interessi dei team privati e di ottenere più soldi dalla FISA (Fédération Internationale du Sport Automobile).Bernie Ecclestone diventa amministratore delegato della FOCA nel 1978, inizia ad adottare strategie per migliorare la sicurezza in pista e trova un accordo con la FISA tre anni più tardi con la firma del Patto della Concordia: introiti economici suddivisi tra la Federazione e i team in base ai risultati e gestione dei diritti TV affidata direttamente all’associazione delle scuderie.L’era BrabhamOltre ad occuparsi dell’aspetto finanziario della F1 Bernie Ecclestone continua a gestire la scuderia Brabham: nel 1978 il team torna sul gradino più alto del podio grazie all’ingaggio dell’austriaco Niki Lauda ma la vera svolta arriva con il brasiliano Nelson Piquet, due volte campione del mondo nel 1981 e nel 1983 e in grado di portare tante vittorie fino al 1985 grazie anche ai motori BMW. Alla fine del 1987 Bernie vende la Brabham per concentrarsi sulla gestione del Circus.Ecclestone managerTerminato il primo Patto della Concordia Ecclestone – non più proprietario di team – crea la FOPA (Formula One Promotions and Administration): una società – più avanti rinominata FOM (Formula One Management) – specializzata nella gestione dei diritti TV legati alla F1 che nel 1995 acquisisce i diritti commerciali del Circus.Bernie Ecclestone diventa sempre più ricco – attraverso la Formula One Group riesce ad ottenere fino al 2110 (non è un errore di stampa) la gestione commerciale di tutto quello che gira intorno alla F1 – e rende a loro volta sempre più ricchi i team attraverso generosi premi in denaro. Sotto di lui il Circus si è trasformato da uno sport di nicchia ad un evento globale e ora toccherà ai nuovi proprietari – gli statunitensi di Liberty Media – proseguire la sua opera cercando di attirare le giovani generazioni.
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Una via per Jules Bianchi a Nizza

La città di Nizza, in Francia, ha inaugurato oggi una via dedicata a Jules Bianchi, giovane pilota transalpino scomparso il 17 luglio 2015 a soli 25 anni dopo oltre nove mesi di coma in seguito ad un incidente sul circuito di Suzuka durante il GP del Giappone di F1. Rue Jules Bianchi ha preso il posto di Rue du Sapin e si trova davanti allo stadio di calcio Allianz Riviera.Jules Bianchi, nato il 3 agosto 1989 a Nizza, è stato uno dei giovani piloti più talentuosi della sua epoca: dopo aver conquistato il campionato francese di Formula Renault 2.0 nel 2007, i Masters di F3 nel 2008 (davanti al tedesco Nico Hülkenberg) e il campionato europeo F3 nel 2009 (davanti al finlandese Valtteri Bottas), si è fatto conoscere in F1 al volante della Marussia regalando alla scuderia russa gli unici punti della sua storia.
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