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Le dieci auto più sicure secondo Euro NCAP

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Il modo migliore per scoprire quali sono le auto più sicure in commercio è rivolgersi a Euro NCAP, l’ente europeo che dal 1997 valuta la sicurezza delle vetture attraverso crash test.

Di seguito troverete le dieci auto più sicure secondo Euro NCAP, dieci modelli che non si sono accontentati di portare a casa le ambite cinque stelle ma che sono stati anche capaci di ottenere voti alti in tutte e quattro le “materie” (protezione adultiprotezione bambiniprotezione pedoni e ciclisti e dotazione di sicurezza).

La classifica delle dieci auto più sicure secondo Euro NCAP (basata sulla media tra i quattro voti ottenuti nelle singole categorie) è composta principalmente da vetture tedesche e da berline medie, anche se non mancano veicoli di altre nazioni e di altre categorie. Scopriamoli insieme.

Le dieci auto più sicure secondo Euro NCAP: la classifica

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1° Volvo XC60 (2017) – 89%

La Volvo XC60  – l’auto più sicura testata da Euro NCAP insieme alla Subaru Outback – ha ottenuto il massimo punteggio nell’urto laterale contro la barriera e il palo. Il tutto impreziosito da un sistema di frenata automatica eccellente. Gli unici “nei” sono arrivati nella protezione del torace del passeggero posteriore in caso di urto frontale “pieno” contro la barriera e nella salvaguardia della testa del pedone in caso di urto con alcune zone del cofano

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1° Subaru Outback (2021) – 89%

La Subaru Outback – l’auto più sicura testata da Euro NCAP insieme alla Volvo XC60 – è stata promossa in tutti i test (eccetto che nel funzionamento del sistema di riconoscimento del pedone in retromarcia) e può vantare una ricchissima dotazione di sistemi di assistenza alla guida. Le uniche criticità sono state riscontrate nella protezione del torace del conducente in caso di urto frontale e del bambino seduto posteriormente in caso di crash laterale.

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3° Mercedes classe A (2018) – 88,5%

La Mercedes classe A si è comportata bene nella protezione dei bambini, degli adulti e degli utenti vulnerabili e ha mostrato qualche criticità solo nell’assistenza del mantenimento della corsia e nell’assenza del sistema di monitoraggo degli angoli ciechi.

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4° Mercedes CLA (2019) – 88,25%

La Mercedes CLA ha ottenuto punteggi alti nella protezione dei bambini a bordo e degli utenti vulnerabili (pedoni e ciclisti) mostrando qualche pecca solo nel sistema di mantenimento di corsia.

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5° BMW Z4 (2019) – 87,75%

La BMW Z4 ha brillato nella protezione degli utenti vulnerabili e dei passeggeri e nei sistemi di sicurezza attiva (come ad esempio il cofano attivo in caso di investimento pedone) mentre si è registrata qualche défaillance nel riconoscimento del pedone e nel mantenimento di corsia.

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6° Tesla Model 3 (2019) – 87,5%

La Tesla Model 3 ha mostrato qualche lacuna solo nella protezione del torace del conducente nell’urto laterale contro il palo.

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7° Volkswagen Arteon (2017) – 87%

La Volkswagen Arteon ha ottenuto risultati ottimi specialmente nella protezione dei pedoni e nella dotazione di sicurezza.

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7° Polestar 2 (2021) – 87%

La Polestar 2 ha ottenuto un punteggio eccellente nella protezione dei pedoni grazie al cofano motore attivo.

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9° BMW serie 3 (2019) – 86,75%

La BMW serie 3 se l’è cavata benissimo nelle prove di urto laterale contro la barriera e nella frenata automatica a velocità urbana e ha mostrato qualche criticità nella valutazione del sistema di mantenimento della corsia, nella protezione del pedone nell’urto contro il parabrezza e in alcune aree del bacino.

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10° Subaru Forester (2019) – 86,5%

La Subaru Forester ha ottenuto voti molto alti nella protezione dei bambini a bordo e nelle prove di urto laterale mentre non ha convinto del tutto nel test del ciclista e nella protezione del torace del passeggero posteriore nello scontro frontale pieno.

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Esteban Ocon, intervista al pilota Alpine F1

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L’Esteban Ocon intervistato prima del GP d’Italia 2021 a Monza è molto diverso da quello incontrato online prima di Imola: quello dello scorso aprile era un pilota motivato reduce da molte sfortune mentre ieri abbiamo chiacchierato (insieme a giornalisti di altre testate in una videochat) con un driver che ha avuto modo di dimostrare in pista il proprio valore regalando alla Alpine la prima vittoria di sempre in F1 (in Ungheria lo scorso 1 agosto).

Esteban Ocon: la biografia del pilota Alpine F1

Esteban Ocon – nato il 17 settembre 1996 a Évreux (Francia) – ha debuttato in F1 nel 2016 con la Manor dopo aver mostrato ottime cose nelle categorie minori (campione Formula Renault 2.0 Alps 2012 e campione GP3 2013) e dopo due stagioni con la Force India e un 2019 lontano dal Circus è tornato in Formula 1 nel 2020 con la Renault e quest’anno sta affrontando il Mondiale 2021 a volante della Alpine. Il suo palmarès nella massima serie comprende una vittoria e due podi.

Cosa ti aspetti dalla gara di domenica?

In passato a Monza ho fatto delle belle gare: due sesti posti, un terzo posto in qualifica sul bagnato nel 2017. Spero di fare un buon weekend. Punto alla Q3 e a finire a punti.

Sei stanco dopo tre GP in tre settimane?

È difficile per tutti fare tre Gran Premi consecutivi però non posso dire di essere stanco perché ci sono tanti piloti che vorrebbero essere qui al mio posto. È duro per i meccanici, per chi monta le hospitality, per chi si occupa di organizzare tutto nel paddock.

Nel 2022 rivedremo Albon in F1 dopo un anno di stop e anche tu hai vissuto un’esperienza simile: quanto è difficile per un pilota una situazione di questo tipo?

È la cosa peggiore che può succedere in carriera: non sapevo quando e se sarei potuto ritornare. Sono molto contento per Alex: è un bravo ragazzo e ha fatto una bella carriera finora. Gli auguro il meglio.

Chi pensi che vincerà il Mondiale 2021? Hamilton o Verstappen?

Sarà una bella lotta fino all’ultima gara, penso. La Mercedes è favorita a Monza ma se la Red Bull dovesse fare bene anche qui Max potrebbe vincere il titolo.

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Riparte la stagione del Volvo Studio di Milano. Tra arte, musica, stile e belle automobili

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Sostenibilità, coscienza ecologica, arte, musica pure un po’ di moda. A settembre è ricominciata l’attività di una delle strutture più particolari ideate da una Casa automobilistica, il Volvo Studio di Milano. Luogo piacevole dalle parti di piazza Gae Aulenti, così speciale che quasi ci i dimentica che l’azienda svedese produce pure automobili. Mentre in realtà lo Studio è nato proprio perché Volvo è Casa particolare, impegnata fortemente in una mobilità serena e sempre più green. Dice infatti Chiara Angeli, Head of commercial operations di Volvo Cars Italia e responsabile delle attività al Volvo Studio: “Il Volvo Studio non fa che ribadire la propria missione, che è quella di diffondere i valori della Cultura in senso lato oltre che del marchio Volvo. Puntiamo su due elementi chiave della nostra azione, vale a dire l’attenzione ai giovani e la valorizzazione del pensiero creativo. Arte e Musica sono due ambiti nei quali da tempo il Volvo Studio Milano si è specializzato”.

Il primo appuntamento, nell’ambito della rassegna Autunno Boreale è giovedì 7 ottobre con Kimmo Pohjonen, icona della musica finlandese che ha rivoluzionato il modo di suonare la fisarmonica e ha composto musiche per film, danza e teatro. Poi il 4 novembre andrà invece in scena il norvegese Jens Christian Bugge Wesseltoft, che ha fatto del connubio jazz-elettronica la sua bandiera ed il suo cavallo di battaglia.

Infine, a chiudere la rassegna, giovedì 18 novembre sarà Bobo Stenson, considerato uno dei più grandi pianisti jazz viventi. La sua carriera vanta numerose collaborazioni come quelle con Sonny Rollins e Don Cherry.

Invece, con Avant-Young 2021, rassegna articolata in su quattro appuntamenti ed è dedicata all’estro creativo di giovani artisti provenienti da altrettante accademie d’arte storiche italiane: Venezia, Bologna, Firenze, Milano. Il tema che Volvo ha assegnato e sul quale gli artisti attiveranno la loro creatività è quello della Sicurezza, valore cardine del brand. Per ciascuna accademia, tre studenti selezionati sono invitati a presentare o realizzare ex-novo una loro opera al Volvo Studio Milano. Dopo una giornata di preview e premiazione, le opere degli artisti restano esposte al Volvo Studio Milano per due giorni. Le giornate espositive previste sono quattro: dopo quella di giovedì 9 settembre con l’Accademia di Belle Arti di Venezia, giovedì 16 settembre sarà il turno dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, mentre giovedì 11 novembre verranno presentati gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Infine, giovedì 25 novembre la rassegna si concluderà con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera. In ultima analisi, la rassegna Avant-Young 2021 | #safety risponde a una linea guida assoluta dell’azione di Volvo, che è quella della centralità della Persona e della valorizzazione delle sue eccellenze. Infine, dedicati alla sostenibilità, due altri appuntamenti che si terranno il 21 e il 22 settembre prossimi. Martedì 21 settembre avverrà la proiezione del video dedicato a 4EST Suite, composizione ispirata alla tempesta Vaia. Per chi non se lo ricorda, alla fine del 2018 una terribile tempesta denominata Vaia colpì le Dolomiti, distruggendo milioni di alberi, patrimonio naturale e culturale del territorio. Per sottolineare il proprio impegno a favore dell’Ambiente e ricordare questo tragico avvenimento, Volvo Car Italia ha tratto l’idea per una Art Commission, che ha rivolto ai giovani musicisti di collettivo_21, ensemble musicale formatosi a Piacenza. Il risultato è l’opera originale 4EST Suite, realizzata dal giovane compositore Alessandro Baldessari.

Mercoledì 22 settembre torna protagonista la moda sostenibile di Gilberto Calzolari. Lo scorso 3 marzo, in occasione del reveal mondiale della nuova Volvo C40 (finalmente un’automobile!) il giovane stilista italiano noto per il proprio impegno green era stato protagonista di un dibattito sul tema Aethics meet Aesthetics, a sottolineare come uno stile rispettoso dell’ambiente ed espressione di valori etici possa generare contenuti estetici elevati. Risponde proprio a questo assunto la Capsule Collection che Gilberto Calzolari presenterà nell’appuntamento di settembre, una collezione esclusivamente realizzata con tessuti e filati ad alta sostenibilità.

Ultime ma non ultime, in chiusura del mese di settembre, il Volvo Studio ospiterà Giovedì 23 e 30 Settembre i due appuntamenti della terza edizione di Jam The future – Music for a New Planet, il contest per jazz band emergenti, dedicato ai nuovi talenti del panorama musicale nel quale gli artisti in gara presentano composizioni dedicate alle evoluzioni del mondo e alle importanti trasformazioni in atto. Al termine delle due serate, i voti del pubblico e la giuria composta da personalità del mondo della musica nominerà la band vincitrice, che parteciperà all’edizione 2021 di JAZZMI.

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Guidare di notte: i consigli utili per farlo in sicurezza

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Guidare la macchina al buio può essere molto difficile per alcuni automobilisti. Di notte, in condizioni di scarsa visibilità, su strade poco o per niente illuminate, la guida può diventare davvero un problema, soprattutto se i fari anabbaglianti non sono perfettamente efficienti a causa di una manutenzione carente, se si viaggia a velocità troppo elevata e anche se l’illuminazione dell’abitacolo è eccessiva e può disturbare.

Purtroppo il 60% degli incidenti stradali è causato, oltre che da stato di ebbrezza e poca abilità e distrazioni alla guida, anche da una scarsa efficienza visiva del guidatore, che può presentare problemi di miopia, presbiopia e astigmatismo, che comportano a sua volta delle carenze nella vista e quindi un calo delle condizioni di sicurezza necessarie per guidare, soprattutto di notte.

Guidare di notte: i consigli prima di mettersi al volante

Per una guida notturna efficace, efficiente e sicura è fondamentale innanzitutto che l’auto sia sempre in regola con la manutenzione ordinaria. Tutti i suoi dispositivi infatti devono essere in buona salute, per un buon funzionamento del mezzo e per un’ottima visibilità anche di notte, quindi:

  • mantieni i vetri della macchina sempre puliti;
  • fai in modo che i tergicristalli funzionino sempre alla perfezione;
  • controlla che le luci siano regolate perfettamente, non solo gli anabbaglianti, ma anche i fendinebbia e gli abbaglianti.

Viaggiare durante le ore notturne con i vetri sporchi può causare riflessi e aloni molto fastidiosi e compromettere le capacità di guida del conducente del veicolo. Bisognerebbe infatti avere una visione sempre nitida, per poter avere la situazione sotto controllo e vedere con prontezza tutto quello che accade intorno a voi, quando ci si trova al volante.

Per quanto riguarda le luci invece regolate sempre il fascio luminoso, per non abbagliare o comunque infastidire gli altri utenti della strada; non dimenticare di verificare che le luci funzionino sempre alla perfezione, è fondamentale.

Velocità di percorrenza e riferimenti durante la notte

Altro argomento fondamentale per la sicurezza su strada durante la notte è quello legato alla velocità di percorrenza. Se la strada è buia, la visibilità è scarsa, è sempre bene moderare la velocità di guida per evitare pericoli. Rispettate sempre il Codice della Strada e cercate di non esagerare, per avere sempre il tempo e lo spazio di arrestare il mezzo in caso di bisogno. Attenzione anche a mantenere sempre la giusta distanza di sicurezza dal veicolo che vi precede.

È importante anche riuscire a tenere dei riferimenti visivi esterni, per essere sicuri di rimanere sempre al centro della corsia, senza invadere le altre. Purtroppo infatti, al buio e in condizioni di scarsa visibilità o su strade poco illuminate, c’è questo rischio e il nostro consiglio è quello di tenere sempre un occhio sulla linea destra che delimita la carreggiata dalla banchina.

Se invece vi trovate in prossimità di curve o incroci, avvisate gli altri utenti usando gli abbaglianti, ma solo per periodi intermittenti e brevi. Un appunto anche sull’illuminazione da tenere all’interno dell’abitacolo dell’auto. Sarebbe bene tenere una luce soffusa dentro, per poter vedere meglio cosa succede all’esterno, nel buio della notte. Sulle auto moderne c’è il comando di riduzione automatica della luminosità di cruscotto, plancia e sistema infotainment, che regola l’intensità della luce anche in base alla luminosità esterna, soprattutto nel buio delle ore notturne.

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Quanto costa il car wrapping e a chi conviene?

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Torniamo a parlare di car wrapping, una tecnica molto utilizzata che abbiamo già spiegato, e per la quale oggi approfondiamo alcune tematiche ben precise per chi è intenzionato a saperne di più. Si tratta di un particolare intervento che viene fatto all’auto soprattutto per cambiarne il colore senza doverla riverniciare o per rivestire la macchina con una pellicola di protezione per la carrozzeria.

Come si effettua il car wrapping?

Come abbiamo anticipato, questa tecnica consente di cambiare colore all’auto, senza spendere una cifra esagerata dal carrozziere. Il rivestimento della carrozzeria con questa particolare pellicola adesiva viene effettuato per diverse ragioni in realtà:

  • per cambiare il colore;
  • per proteggere l’auto con la pellicola, ma senza variarne il colore;
  • per applicare delle decalcomanie.

In commercio c’è un’infinità di pellicole differenti, che cambiano in base al colore e all’effetto che si vogliono realizzare. Tinte e fantasie tra cui scegliere sono tante, bisogna rispettare solo ciò che dice il Codice della Strada per garantire la sicurezza durante la circolazione.

Il car wrapping è comunque un’operazione che permette di creare un prodotto nuovo e esclusivo, unico e su misura per il cliente. Tanti si chiedono come prima cosa qual è il prezzo di questa tipologia di interventi. Non è facile in realtà dare una risposta, il costo infatti dipende dalla tipologia di auto o altro veicolo e anche dalla pellicola che viene scelta.

Quanto costa il car wrapping?

Il costo può andare da 1.000 a 3.000 euro circa, per un lavoro professionale eseguito ad hoc sull’intero veicolo, che diventa una vera e propria opera d’arte. Il prezzo base di 1.000 euro consente di cambiare l’aspetto della macchina, escludendo gli specchietti laterali, le soglie, i paraurti, le maniglie delle portiere. Chiaramente l’effetto finale non ha lo stesso impatto e anche la qualità dei materiali usati e del lavoro effettuato, per questo prezzo, non potrà essere di massimo livello.

Il lavoro base prevede il taglio e la ripiegatura della pellicola sui bordi della carrozzeria. La vettura avrà un aspetto completamente rinnovato al primo sguardo, ma ovviamente avvicinandosi sarà possibile notare dei difetti. Anche la resistenza e la durata della pellicola per wrapping potrebbero essere limitate.

Se invece si decide di spendere una cifra più corposa, e quindi tra i 2.000 e i 3.000 euro, allora è possibile contare su un intervento di car wrapping di alto livello, in cui l’attenzione al dettaglio è un obbligo. Possiamo dire comunque che, a partire da 1.500 euro, con eventuali 200-300 euro di extra possibili al massimo, è possibile fare un ottimo lavoro (quindi con poco meno di 2.000 euro).

Il prezzo ovviamente comprende il costo dei materiali necessari per la lavorazione, la manodopera e la preparazione delle superfici. In genere, inoltre, prima della consegna il professionista si occupa del collaudo della qualità e della pulizia finale. Il nostro consiglio è quello di chiedere pareri e trovare un installatore certificato e autorizzato nelle vicinanze della propria residenza.

Costi di follow-up: che cosa sono?

Ci sono da calcolare anche dei costi aggiuntivi da sostenere per un’auto, una volta effettuato il lavoro di car wrapping. Ad esempio, è importante sapere che anche la pellicola richiede attenzione, come la vernice della macchina. È fondamentale occuparsi della pulizia regolare del veicolo, per non far incrostare lo sporco e non opacizzare o rovinare le pellicole. Sarebbe meglio evitare l’autolavaggio con spazzole, lavando la macchina a mano, evitando anche le lance ad alta pressione o comunque facendo particolare attenzione. Le pellicole opache richiedono più cura rispetto a quelle lucide, visto che le polveri sottili si depositano più facilmente.

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Auto ibride plug-in, in cosa consiste questa tecnologia

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Ormai, si tratta di una locuzione entrata a far parte, o quasi, del nostro vocabolario quotidiano. Al crescere dell’offerta commerciale, infatti, è diventato sempre più “normale” parlare di auto ibride, anche tra amici. Non tutti, però, sanno cosa significa auto ibride plug-in e quali siano le differenze tra questa tecnologia e le altre tipologie di auto ibride oggi in circolazione. Si tratta di dettagli tecnici apparentemente poco significativi e che, invece, incidono in maniera decisiva sull’autonomia elettrica del veicolo, sui consumi e sulle emissioni del veicolo.

Cosa sono le auto ibride plug-in

Per molti, le auto ibride plug in rappresentano il futuro a breve e medio termine del mondo automobilistico. Una sorta di passaggio intermedio nel processo di transizione elettrica, necessario sino a quando i veicoli a trazione completamente elettrica non avranno un’autonomia paragonabile a quella delle auto a motore termico (e, su questo fronte, ci siamo quasi) e tempi di ricarica di qualche minuto al massimo. Insomma, fino a quando le auto full electric non somiglieranno sempre più a quelle a benzina.

Le auto ibride plug-in, come accennato, sono un anello di congiunzione tra i due mondi, quello elettrico e quello a motore endotermico. Chiamati anche PHEV (acronimo di Plug-in Hybrid Electric Vehicle), questi veicoli sono dotati sia di motore termico (e relativo serbatoio capiente decine di litri) sia di un piccolo motore elettrico in grado di far muovere l’automobile per decine e decine di chilometri (solitamente tra i 50 e i 70 chilometri, ma alcuni modelli raggiungono anche i 100 chilometri).

In questo modo sarà possibile, ad esempio, muoversi in città a emissioni 0 e con consumi di benzina azzerati. Se, invece, si programma un viaggio a lunga percorrenza, si potrà fare affidamento sull’autonomia garantita dal serbatoio del carburante (benzina o diesel). I consumi medi, comunque, saranno sempre piuttosto limitati: diversi modelli riescono a percorrere 100 chilometri consumando meno di 3 litri ogni 100 chilometri.

Differenze tra ibride plug-in e full hybrid

La differenza tra le ibride plug-in e altri sistemi di alimentazione ibrida – come le full hybrid – sta nella possibilità di poter ricaricare la batteria dei PHEV. Come dice anche il nome, le plug-in possono essere collegate a una presa dell’elettricità, così da ricaricare la batteria mentre siamo fermi in una stazione di sosta o addirittura a casa, collegandola a una wall box o a una normale presa della corrente. Ovviamente, il sistema di batterie che alimenta l’auto si ricaricherà anche mentre siamo in marcia, recuperando l’energia che altrimenti andrebbe dispersa in frenata.

Differente, invece, il caso delle full hybrid. Le batterie, solitamente più piccole, possono essere ricaricate solo mentre il veicolo è in movimento, recuperando l’energia della frenata oppure utilizzando in parte l’energia prodotta dal motore termico. Questo vuol dire che anche l’autonomia sarà inferiore rispetto alle plug-in e non raggiungono le stesse velocità di punta. Insomma, una versione “ridotta” sia nelle prestazioni sia nella distanza che è possibile percorrere con la sola alimentazione elettrica.

Auto hybrid plug-in, a chi convengono?

Complice una tecnologia in continua evoluzione, i prezzi delle auto ad alimentazione ibrida continuano a diminuire e, nonostante siano ancora più alti rispetto a quelli delle auto a motore termico, diventano così sempre più convenienti. Date le loro caratteristiche, però, le auto ibride plug-in sembrano essere cucite su misura per chi utilizza l’auto quotidianamente per andare a lavoro.

Nel traffico cittadino, infatti, le ibride “a spina” rendono al meglio, consentendo di muoversi tra semafori e ingorghi senza consumare carburante o, comunque, con un consumo quasi completamente azzerato. Un vantaggio per il portafogli, ma anche per l’ambiente: le emissioni, ovviamente, saranno commisurate ai consumi e quindi pari a 0 (o quasi)

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F1 2020 – Bottas imperatore d’Austria con la Mercedes

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Credits: Mark Thompson/Getty Images

Valtteri Bottas e la Mercedes hanno iniziato alla grande il Mondiale F1 2020 con una vittoria nel GP d’AustriaSpielberg.

F1 Grand Prix of Austria

Credits: Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Austria

Credits: Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Austria

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F1 Grand Prix of Austria

Credits: Dan Istitene – Formula 1/Formula 1 via Getty Images

F1 Grand Prix of Austria

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Una gara emozionante (tre safety-car) e ricca di sorprese: Charles Leclerc – nonostante una Ferrari lontana dalla forma ottimale (Sebastian Vettel si è dovuto accontentare del decimo posto) – ha terminato la corsa in seconda posizione mentre Lando Norris (3°) ha ottenuto con la McLaren il primo podio in carriera nel Circus approfittando della penalità di 5 secondi rimediata da Lewis Hamilton, passato da secondo a quarto per aver provocato il ritiro di Alexander Albon nel finale.

Mondiale F1 2020 – GP Austria: le pagelle

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Valtteri Bottas (Mercedes)

Pole position, vittoria e – ovviamente – primo posto momentaneo nel Mondiale F1 2020: Valtteri Bottas ha dominato il GP d’Austria lasciando le briciole agli avversari.

Il pilota finlandese ha monopolizzato il primo Gran Premio dopo il coronavirus grazie a un weekend di gara gestito in modo maturo e, considerando quanto ama il Red Bull Ring, ha tutte le carte in regola per fare bene anche domenica prossima nel GP di Stiria.

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Lewis Hamilton (Mercedes)

Nonostante diversi errori – essersi fatto soffiare la pole dal compagno Bottas, venire penalizzato di tre posizioni in griglia per non aver rispettato la bandiera gialla durante le qualifiche e ricevere una penalità in gara di cinque secondi per aver rovinato la corsa di Albon – Lewis Hamilton è comunque riuscito a portare a casa un quarto posto.

Il pilota britannico avrebbe secondo noi meritato un piazzamento in “top 3”: il contatto con il driver thailandese della Red Bull è, a nostro avviso, molto simile ad altre “scaramucce” avvenute in passato e mai sanzionate.

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Lando Norris (McLaren)

Lando Norris ha meritato il podio: non solo per aver tirato come un matto nel finale per soffiare il terzo posto a Hamilton (mossa che gli ha oltretutto consentito di conquistare un punto bonus grazie al giro veloce) ma anche per il sorpasso pazzesco ai danni di Sergio Pérez.

Il giovane talento della McLaren ha portato a casa il primo piazzamento in “top 3” in carriera ed è andato a punti per la quarta gara consecutiva: estro e maturità.

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Charles Leclerc (Ferrari)

Un secondo posto molto fortunato per Charles Leclerc: il pilota monegasco – autore di un ottimo sorpasso su Norris – ha approfittato degli errori altrui anche se va detto che i risultati conquistati in questo modo non sono meno dignitosi di altri.

In una gara dura con una monoposto poco performante in rettilineo sono comunque arrivati 18 punti utilissimi per il Mondiale F1 2020 e il secondo podio consecutivo dopo la terza piazza rimediata a fine 2019 ad Abu Dhabi.

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Mercedes

Anche nel 2020 la Mercedes ha la monoposto più veloce del Mondiale F1 ma va detto che Hamilton ha sofferto più del previsto contro Albon.

Una doppietta sfumata per la scuderia tedesca, solo a causa di una penalità non del tutto meritata.

Mondiale F1 2020 – I risultati del GP d’Austria

Prove libere 1

1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:04.816
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:05.172
3 Max Verstappen (Red Bull) 1:05.418
4 Carlos Sainz Jr. (McLaren) 1:05.431
5 Sergio Pérez (Racing Point) 1:05.512

Prove libere 2

1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:04.304
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:04.501
3 Sergio Pérez (Racing Point) 1:04.945
4 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:04.961
5 Daniel Ricciardo (Renault) 1:04.972

Prove libere 3

1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:04.130
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:04.277
3 Max Verstappen (Red Bull) 1:04.413
4 Sergio Pérez (Racing Point) 1:04.605
5 Charles Leclerc (Ferrari) 1:04.703

Qualifiche

1 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:02.939
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:02.951
3 Max Verstappen (Red Bull) 1:03.477
4 Lando Norris (McLaren) 1:03.626
4 Alexander Albon (Red Bull) 1:03.868

Le classifiche
La classifica del GP d’Austria 2020
Valtteri Bottas (Mercedes) 1h30:55.739
Charles Leclerc (Ferrari) + 2,7 s
Lando Norris (McLaren) + 5,5 s
Lewis Hamilton (Mercedes) + 5,7 s
Carlos Sainz Jr. (McLaren) + 8,9 s
Classifica Mondiale Piloti
Valtteri Bottas (Mercedes) 25 punti
Charles Leclerc (Ferrari) 18 punti
Lando Norris (McLaren) 16 punti
Lewis Hamilton (Mercedes) 12 punti
Carlos Sainz Jr. (McLaren) 10 punti
Classifica Mondiale Costruttori
Mercedes 37 punti
McLaren-Renault 26 punti
Ferrari 19 punti
Racing Point-BWT Mercedes 8 punti
AlphaTauri-Honda 6 punti

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Auto d’epoca, quali sono le perizie per attestarne il valore

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Tanti sono i collezionisti di auto d’epoca e auto storiche in Italia, queste vetture sono dei veri e propri gioielli unici, di grande valore, più o meno particolari e rari. Le auto storiche e di interesse collezionistico non rientrano nella stessa categoria delle auto d’epoca, non tutti conoscono questa importante distinzione. Per la Legge però queste due tipologie di vetture sono differenti e per questo non devono essere confuse. Infatti l’articolo 60 del Codice della Strada definisce quali sono i criteri per poter identificare le auto d’epoca e le auto storiche.

La differenza tre le auto storiche e le auto d’epoca

Le auto di interesse storico e collezionistico sono definite tali e, per rientrare all’interno di questa classificazione, devono avere un’età maggiore di 20 anni. Non vengono radiate dal PRA, possono circolare liberamente su strada in qualsiasi occasione, l’unica cosa fondamentale è che siano in possesso di tutti i requisiti previsti dalla Legge. Quindi indispensabili sono l’iscrizione ad un registro storico, come Italiano FIAT, ASI, Italiano Alfa Romeo, Storico Lancia, Storico FMI, e devono inoltre possedere il CRS, Certificato di Rilevanza Storico collezionistica.

Veniamo ora alle auto d’epoca, che vengono invece cancellate dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per essere esposte e conservate all’interno di particolari locali o musei. Fondamentale è la salvaguardia delle caratteristiche tecniche originarie della Casa produttrice. Una vettura quindi, per essere identificata come auto d’epoca, non deve essere modificata. Altra cosa importante da sapere è che questa tipologia di auto non ha il permesso di circolare sempre liberamente su strada, ma solo in occasione di raduni organizzati o manifestazioni. Le auto d’epoca devono essere iscritte in un elenco specifico presso il Centro Storico del Dipartimento per i Trasporti Terrestri.

La perizia conservativa per un’auto d’epoca: il valore

Per determinare il valore corretto di un mezzo d’epoca, è necessario sottoporlo ad una perizia conservativa, in modo da poterlo assicurare e vendere al valore di mercato esatto. La compagnia assicurativa decide infatti il valore di un mezzo, ma nel caso in cui il proprietario non lo ritenga consono e corretto, basta presentare la perizia al momento della stipula del contratto. In questo modo l’agenzia è obbligata ad assicurare il veicolo per il valore che è stato indicato nel documento ufficiale.

Tutti i possessori di auto d’epoca che ritengono importante essere tutelati e garantiti in caso di vendita del proprio veicolo, di furto o di sinistro, possono richiedere questo servizio. I vari elementi presenti all’interno della perizia concorrono a determinarne il valore, in questo modo non si ha un valore standard per modello di auto, ma assolutamente personalizzato per ogni singola macchina.

Le varie automobili d’epoca infatti hanno ognuna la propria storia e il proprio vissuto, e anche questo ne determina il valore, che è quindi bene che sia personalizzato e non unico per tutte. Al termine del restauro di una vettura di questo tipo è sempre consigliato quindi fare una perizia, allegando tutto il materiale; ogni due anni si consiglia un aggiornamento del documento, in modo che il valore dell’auto sia sempre quello esatto e adeguato.

Il valore della perizia è maggiore per tutti quei mezzi che sono stati conservati, perché significa che hanno subito solo l’evoluzione del tempo. Un’auto d’epoca perde o acquisisce valore a seconda delle condizioni della carrozzeria e della meccanica e della fedeltà del restauro eventualmente eseguito rispetto al modello originale. Per questo è importantissima la perizia, ovvero un’indagine del vero valore di mercato, eseguita da un esperto che abbia i requisiti tecnico-giuridici per accertare e certificare, lo stato dell’auto.

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Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio MY2020: gli ADAS Bosch

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La novità più importante introdotta sull’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio in occasione del Model Year 2020 riguarda senza dubbio la dotazione di ADAS (sistemi di assistenza alla guida) più ricca.

Di seguito troverete una guida completa a tutti gli ADAS Bosch presenti a bordo dell’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio MY2020: tante funzioni rese possibili attraverso l’azione combinata di un radar frontale a medio raggio che fornisce informazioni sull’ambiente circostante entro una distanza di 160 metri, di una telecamera frontale e del servosterzo elettrico.

Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio MY2020: gli ADAS Bosch

Active blind spot assist

L’Active blind spot assist, oltre a rilevare e segnalare al guidatore i veicoli in avvicinamento negli angoli ciechi del veicolo, corregge e mantiene in carreggiata la vettura – attraverso il servosterzo elettrico – nel caso di cambio di corsia intenzionale con indicatore di svolta attivato.

Active cruise control

Il cruise control adattivo regola la velocità dell’auto in base alle vetture che la precedono mantenendo la distanza di sicurezza necessaria. Il sistema rallenta autonomamente la vettura fino all’arresto completo e si riattiva – in caso di ripartenza del veicolo davanti – autonomamente entro 2 secondi oppure previa autorizzazione del guidatore azionando il pulsante di set speed o premendo l’acceleratore.

Autonomous emergency brake

Il sistema di assistenza alla frenata interviene se il guidatore si distrae in presenza di una situazione di rischio di tamponamento inviando segnali acustici e visivi e dando un breve ma evidente scatto del freno che dà al guidatore il tempo di reagire. In caso di frenata insufficiente, il dispositivo fornisce la pressione mancante sul freno mentre in caso di mancata reazione da parte del guidatore e collisione inevitabile entra in funzione la frenata di emergenza.

Highway assist

L’highway assist svolge una funzione simile a quella del traffic jam assist ma in autostrada fino a una velocità massima di 145 km/h.

Intelligent speed control

Quando viene attivato l’intelligent speed control la vettura riduce o aumenta automaticamente la velocità di marcia in base al limite di velocità rilevato dal traffic sign recognition.

Lane departure warning

Il lane departure warning rileva, tramite la telecamera frontale, le linee di demarcazione della corsia poste davanti al veicolo e ne monitora la posizione costantemente avvertendo il guidatore con un segnale visivo, acustico o aptico (vibrazione del volante) in caso di fuoriuscita non intenzionale dalla carreggiata. Il sistema non interviene quando vengono attivati gli indicatori di direzione.

Lane keeping assist

Il lane keeping assist, sempre attraverso la telecamera Bosch, rileva le linee di corsia e mantiene il veicolo all’interno delle linee di percorrenza agendo attivamente sul servosterzo elettrico.

Traffic jam assist

Il traffic jam assist è una funzione di guida parzialmente autonoma (livello SAE 2) che agisce sul controllo longitudinale e laterale della vettura – intervenendo anche direttamente sullo sterzo – rendendo possibile, con l’integrazione dell’active cruise control e del lane centering, una guida parzialmente autonoma in rettilineo e in curva.

Il sistema – sempre attivabile dal guidatore se il veicolo viaggia a una velocità inferiore a 60 km/h e se sono presenti e rilevate le linee di corsia – analizza la velocità e la traiettoria dei veicoli circostanti e le compara con quelle della propria vettura. Grazie a questa funzione l’auto segue automaticamente il veicolo che la precede accelerando, frenando e sterzando all’interno della corsia. Il guidatore resta responsabile del veicolo e deve supervisionare continuamente il sistema riprendendo il controllo se necessario.

Traffic sign recognition

Il traffic sign recognition rileva e classifica i segnali stradali attraverso la telecamera Bosch.

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Tagliando auto: cos’è, a che serve e quali controlli comprende

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Il tagliando auto è un esempio delle cose assolutamente da fare per una buona manutenzione della propria vettura, che non bisognerebbe mai dimenticarsi. Vediamo quindi in cosa consiste, quali controlli vengono effettuati e ogni quanto deve essere fatto.

Che cos’è il tagliando auto?

Il tagliando è un check-up periodico non obbligatorio per Legge come la revisione, abbiamo già visto le differenze, ma che viene consigliato e che serve per verificare lo stato delle parti della vettura soggette a usura. Fare il tagliando significa sottoporre la macchina ad un controllo effettuato da un professionista a cadenza regolare, serve per viaggiare sicuri e tenere l’auto in perfetta forma, allungandole la vita.

Tagliando auto: ogni quanto deve essere fatto?

Oggi, rispetto al passato, le tempistiche del tagliando sono molto più libere e non è più indispensabile farlo presso un’officina autorizzata dalla Casa costruttrice dell’auto ma si può andare da qualsiasi meccanico, rispettando gli intervalli di manutenzione programmata che vengono consigliati dal costruttore stesso. La validità della garanzia auto nuova si conserva comunque.

Grazie al Decreto Monti ogni automobilista può oggi fare più preventivi diversi e scegliere quello più conveniente, anziché dover accettare per forza quelli della Casa Madre. Il tagliando deve essere fatto anche quando termina la garanzia, perché è un controllo periodico che serve comunque a prevenire guasti e anomalie, che potrebbero sfociare in costi di manutenzione anche molto elevati.

Non esiste una regola generale sul periodo di tempo o numero di chilometri valido, dipende tanto anche dal modello di vettura e dall’anno di produzione, oltre che da quanto si usa l’auto. Solitamente sarebbe bene farlo almeno una volta all’anno, spesso l’automobilista medio lo fa prima di partire per le vacanze.

Possiamo dividere le auto si dividono in tre grandi gruppi:

  • quelle che devono fare il tagliando ogni 15.000 o 20.000 km o ogni 1 o 2 anni;
  • quelle che devono fare il cambio d’olio ogni 15.000 km e il tagliando completo ogni 30.000;
  • quelle coi tagliandi “Longlife”, che devono essere fatti a intervalli tra 30.000 e 50.000 km.

Tagliando auto: quali controlli vengono effettuati?

Durante il tagliando, il meccanico autorizzato effettua questi controlli:

  • cambio dell’olio: il più importante. Le vetture moderne hanno dei sensori che indicano lo stato dell’olio e ci avvisano quando è il momento di sostituirlo, altrimenti andrebbe fatto ogni 30.000 km circa o una volta all’anno;
  • filtri dell’olio e dell’aria, il primo viene sostituito quando si fa il cambio completo dell’olio, il secondo può essere cambiato nella stessa occasione o anche prima;
  • cinghia di trasmissione, il controllo deve essere fatto ogni 5/6 anni oppure ogni 100.000 km. Si tratta di una verifica importante, la cinghia infatti è sottoposta a una continua tensione e si usura anche per via degli sbalzi di temperatura. È molto meglio sostituire una cinghia usurata (costa pochi euro) che riparare eventuali danni che è in grado di fare nel motore in caso di rottura;
  • pastiglie freno e dischi, il meccanico ne controlla il consumo, le pastiglie in particolare sono alla base dell’attrito che permette la frenata;
  • vengono controllati poi le candele, la batteria, il climatizzatore, la pressione degli pneumatici e il loro stato di usura, il radiatore, il livello del lavavetri, luci interne ed esterne, livelli dei fluidi dell’auto.

 

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