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Supercar: che cos’è e quali caratteristiche deve avere?

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Un’auto sportiva è il sogno di ogni automobilista: tutti, almeno una volta nella vita, hanno fantasticato di potersi mettere al volante di un bolide costosissimo, capace di raggiungere elevate velocità. Nello specifico, le auto più desiderate sono le supercar, dotate di un motore che sprigiona una potenza fuori dal comune e di linee che catturano l’occhio al primo sguardo: scopriamo quali sono le caratteristiche delle supercar e cosa le differenziano dalle altre vetture.

Cos’è una supercar

La supercar è una tipica vettura sportiva che di contraddistingue dal resto delle automobili per il suo alto grado di lusso. Risulta praticamente impossibile da non notare per le strade questo tipo di vetture che spiccano per eleganza, fascino, sportività e forme e aerodinamica non convenzionali. Molte Case costruttrici, quando producono una nuova supercar, decidono di svelarla attraverso presentazioni spettacolari e all’insegna dello sfarzo.

Il lancio sul mercato di una supercar, generalmente, è preceduto dall’esposizione di una concept car: si tratta di un prototipo che anticipa la macchina vera e propria, mostrando le sue linee in maniera orientativa prima del lancio ufficiale. Nel corso degli ultimi anni, il termine supercar si è allargato rispetto a un tempo e indica anche mezzi meccanici con standard tecnologici fuori dal comune, con performance estremamente elevate in grado di garantire una resa ideale in ogni condizione.

Le caratteristiche di una supercar

Ci sono caratteristiche specifiche che contraddistinguono una supercar dagli altri modelli di vetture. Queste automobili presentano sempre un design estremo e all’avanguardia e sono dotate di linee curate in ogni minimo dettaglio. Spesso e volentieri le supercar sono a metà strada tra innovazione e tradizione: le Case automobilistiche danno vita a soluzioni estremamente moderne e ricercate ma con un occhio di riguardo anche al passato.

Supercar fa rima con sportività: le prestazioni medie sono sempre fuori dal comune e le velocità molto elevate. Un’altra caratteristiche fondamentale è l’originalità: sono diverse dalle altre automobili che si possono incontrare quotidianamente in città.

I diversi tipi di supercar

Esistono diversi tipi di supercar, le auto che tutti sognano di poter guidare almeno una volta nel corso della propria vita. In linea di massima la famiglia delle supercar può essere suddivisa in quattro distinti rami. Ci sono le auto a produzione limitata realizzate da un’azienda di alto rango oppure auto modificate nelle performance attraverso l’impiego di pezzi di ricambio premium che vanno ad aumentare le prestazioni, incrementando anche la velocità di punta rispetto alla versione base.

Al tempo stesso esistono anche modelli di auto realizzate da piccoli produttori che puntano sulle supercar per catturare l’attenzione degli appassionati del settore e spesso si specializzano proprio nella produzione di questo tipo di vetture. Infine, il quarto tipo di supercar è formato da tutte quelle auto che presentano tecnologie all’avanguardia derivate dai modelli già presenti sul mercato.

Le supercar più famose del mondo

Quando si parla di supercar, il primo marchio che viene in mente è sicuramente la Ferrari. La Rossa di Maranello, nel corso dei decenni, ha sfornato auto su auto, facendo sognare milioni di automobilisti: veri e propri gioielli di design, meccanica e tecnologia che raggiungono prestazioni elevate. Al tempo stesso, come non parlare della Lamborghini che tra i punti di forza delle sue vetture ha la loro capacità di essere personalizzabili rispetto alle esigenze di chi le guida. Tra i marchi produttori di supercar famose non possono essere dimenticati Pagani, McLaren, Aston Martin, Porsche e Bugatti.

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Jeep Compass restyling: ora è premium

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La Jeep Compass è ufficialmente diventata una SUV premium. Grazie ai cambiamenti apportati, a quattro anni dal lancio, dal restyling che hanno riguardato il design esterno e – soprattutto – le finiture la seconda generazione della Sport Utility compatta statunitense può ora giocarsela ad armi pari con le concorrenti tedesche.

Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la Jeep Compass restyling ibrida plug-in benzina 4xe (l’unica proposta della gamma a trazione integrale) nell’allestimento S, praticamente identica sotto la pelle alla variante pre-lifting svelata (e testata) la scorsa estate. Scopriamo insieme i suoi pregidifetti.

Jeep Compass: cosa è cambiato con il restyling

Il restyling ha regalato alla seconda generazione della Jeep Compass un design del frontale più incisivo e un abitacolo più curato e con più vani portaoggetti impreziosito da una plancia completamente ridisegnata: peccato solo per qualche pulsante poco ergonomico. Le finiture – nota dolente della prima serie e della seconda evoluzione prima del lifting – sono migliorate sensibilmente: dentro troviamo plastiche soffici e di ottima qualità assemblate in modo impeccabile. Un netto passo in avanti rispetto al passato.

Per quanto riguarda le novità tecnologiche presenti a bordo della SUV compatta “yankee” segnaliamo invece il debutto del sistema di infotainment Uconnect 5, della ricarica wireless per smartphone e del dispositivo di guida autonoma livello 2 Highway Assist (disponibile dalla seconda metà del 2021) che mantiene la vettura al centro della corsia e a distanza dal veicolo che precede. Da non sottovalutare, inoltre, gli assistenti alla guida come il Traffic Sign Recognition (che legge e interpreta i cartelli stradali), l’Intelligent Speed Assist (che mantiene automaticamente il mezzo entro i limiti di velocità segnalati), il Drowsy Driver Alert (che avverte il guidatore quando un momento di sonnolenza abbassa il suo livello di attenzione) e l’Automatic Emergency Braking con riconoscimento pedoni e ciclisti che rallenta il veicolo fino all’arresto per evitare o mitigare possibili incidenti.

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Jeep Compass restyling: come va la 4xe

Esattamente come la 4xe prima del lifting visto che tecnicamente non è cambiata. Il motore 1.3 turbo ibrido plug-in benzina da 239 CV è un quattro cilindri silenzioso, potente e con una cilindrata contenuta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto.

Nonostante la cavalleria abbondante la Jeep Compass 4xe punta più sul comfort: l’unità termica è carente di coppia e per quanto riguarda lo spunto (“0-100” in 7,3 secondi) esistono rivali che se la cavano meglio. Senza dimenticare il cambio automatico a sei rapporti non molto reattivo quando si guida in modo allegro e il peso elevato che incide sull’agilità nelle curve. L’ecologica crossover statunitense si riscatta alle voci “sterzo” (sensibile al punto giusto) e “freni” ma è efficiente solo se la si attacca spesso alla presa di corrente: la batteria da 11,4 kWh (ricaricabile in un’ora e 45 minuti) offre una buona autonomia in modalità elettrica – una cinquantina di chilometri percorribili a una velocità massima di 130 km/h – ma i consumi in modalità ibrida sono piuttosto alti (poco più di 12 km/l).

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Jeep Compass restyling: i motori

La gamma motori della Jeep Compass restyling è composta da cinque unità sovralimentate:

  • un 1.3 T4 turbo benzina da 131 CV
  • un 1.3 T4 turbo benzina da 150 CV
  • un 1.3 T4 PHEV turbo ibrido plug-in benzina da 190 CV
  • un 1.3 T4 PHEV turbo ibrido plug-in benzina da 239 CV
  • un 1.6 turbodiesel Multijet II da 131 CV

 

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Jeep Compass restyling: prezzo e dotazione di serie

La Jeep Compass 4xe S restyling protagonista del nostro primo contatto ha un prezzo in linea con quanto offerto dalla concorrenza – 49.200 euro – e una dotazione di serie nella media che comprende:

Esterni

  • Cerchi in lega da 19″ Satin Grey
  • Fari proiettori LED con DRL integrato “a guida luce” e fendinebbia a LED
  • Specchietti retrovisori esterni neri lucidi
  • Cornice cristalli Satin Grey
  • Tetto nero
  • Barre al tetto con inserti Satin Grey
  • Fasce inferiori in tinta carrozzeria
  • Cristalli posteriori e lunotto posteriore oscurati

Interni

  • Sedili in pelle Black
  • Sedili anteriori con regolazione elettrica a 8 vie con funzione memory
  • Sedili posteriori reclinabili 40/20/40
  • Imperiale nero
  • Tappetini anteriori e posteriori

Sicurezza

  • 6 Airbag (frontali, laterali, a tendina)
  • Intelligent Speed Assist
  • Lane Support System
  • Frenata d’emergenza con riconoscimento pedoni e ciclisti
  • Traffic Sign Recognition
  • Full Speed Forward Collision Warning
  • Rilevatore di stanchezza
  • Hill Descent Control
  • Sensore crepuscolare

Comfort

  • Portellone posteriore elettrico “hands free”
  • Adaptive Cruise Control
  • Sensori di parcheggio anteriori
  • Passive Entry con Keyless go
  • Antifurto
  • Abbaglianti automatici
  • Clima automatico bi-zona
  • Sensori di parcheggio posteriori
  • Retrocamera

Tecnologia

  • Uconnect Radio 10,1″ con Navigatore e Radio DAB
  • Quadro strumenti a colori da 10,25″ TFT configurabile
  • Android Auto/Apple CarPlay wireless
  • TBM (Uconnect Box & Uconnect Services)
  • Caricabatteria cellulare wireless

Ricarica

  • Cavo di ricarica pubblica Mode 3
  • Cavo di ricarica domestica Mode 2

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Jeep Compass restyling: le novità in 5 punti

  • Interni totalmente rivisti
  • Frontale ridisegnato
  • Sistema di infotainment Uconnect 5
  • Highway Assist (dalla seconda metà del 2021)
  • Più ADAS

Scheda tecnica
Lunghezza 4,40 metri
Larghezza 1,87 metri
Altezza 1,66 metri
Acc. 0-100 km/h 7,3 s
Bagagliaio 420/1.230 litri
Caratteristiche motore turbo ibrido plug-in benzina, 4 cilindri, 1.332 cc, 239 CV
Prezzo 49.200 euro

Dove l’abbiamo guidata

Nel nostro primo contatto abbiamo guidato la Jeep Compass restyling 4xe tra TorinoOrbassano affrontando numerose situazioni: città, statale, tangenziale e anche un percorso impegnativo in fuoristrada con salite, discese, pendenze laterali e twist. Su asfalto la SUV compatta americana ha mostrato – come scritto in precedenza – un comportamento stradale più orientato verso il comfort mentre in off-road si è rivelata una 4×4 DOC in grado di cavarsela egregiamente anche nelle condizioni peggiori.

L’allestimento S da noi testato offre quattro diverse modalità di guida (Sand/MudSnowAutoSport) e tre funzioni per la guida AWD elettrificata: 4WD Lock4WD LowHill Descent Control. Per gli incontentabili c’è l’allestimento Trailhawk: costa come la S e può vantare gli pneumatici M+S, la ruota di scorta, paraurti dedicati che migliorano gli angoli di attacco e di uscita sui dossi, la quinta modalità Rock che consente di raggiungere il rapporto di riduzione massimo e il badge Trail Rated (montato solo dalle Jeep in grado di andare davvero dappertutto).

NON TUTTI SANNO CHE – La città metropolitana di Torino è l’unica in Italia a confinare con un Paese straniero (la Francia).

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Dove vorremmo guidarla

Tra ieri e l’estate scorsa abbiamo potuto testare la Jeep Compass 4xe in tutte le condizioni possibili.

La SUV compatta americana ha confermato i pregi (comfort, autonomia in modalità elettrica, comportamento in fuoristrada e abitabilità, anche se non guasterebbe qualche centimetro in più nella zona delle gambe) e i difetti (bagagliaio non molto sfruttabile, consumi elevati in modalità ibrida e poca agilità nelle curve) della variante pre-lifting offrendo però in più un look esterno e interno più riuscito. Ora può essere davvero considerata una crossover premium.

Le concorrenti

BMW X1 xDrive25e Business Advantage La rivale più agguerrita della Jeep Compass ibrida plug-in è più ingombrante ma anche più spaziosa.
BMW X2 xDrive25e Business Advantage La cugina trendy della X1 è più compatta e ha un design più filante che penalizza la versatilità. Una SUV agile e scattante rivolta a chi ama il piacere di guida.
Peugeot 3008 Hybrid4 Allure La variante ibrida plug-in dell’Auto dell’Anno 2017 è decisamente più potente della Compass: 300 CV.
Volkswagen Tiguan eHybrid R-Line Prezzi e potenza sono simili alla Compass ma la trazione è solo anteriore.

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Cosa sono le multe cumulative? Vediamolo insieme

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Violare diverse norme del Codice della Strada con lo stesso comportamento oppure commettere più violazioni della stessa norma, può comportare il pagamento di una sola sanzione, in particolare in genere si paga quella prevista per la violazione più grave commessa, aumentata di tre volte tanto.

Facciamo un esempio per spiegare meglio la questione. Se percorriamo una strada che collega due Comuni viaggiando oltre il limite di velocità consentito e veniamo ‘beccati’ da due autovelox (vicini tra loro e di proprietà delle due amministrazioni differenti) o passiamo dai varchi ZTL più volte, o ancora col semaforo rosso, allora è possibile che riceveremo più multe, anche se derivanti dallo stesso comportamento errato e contro legge.

In questo caso è possibile richiedere uno sconto della somma da versare? Forse non tutti lo sanno ma la risposta è sì, visto che si contesta sempre la stessa violazione al conducente del veicolo, commessa in momenti diversi e ravvicinati.

La sanzione per chi viola più volte la stessa norma

Secondo quanto previsto dal Codice della Strada l’automobilista che con un’unica azione viola più volte la stessa norma o norme differenti paga solo la sanzione più grave, aumentata fino al triplo. È quello che chiamiamo tecnicamente “cumulo giuridico – concorso formale delle violazioni”. In particolare:

  • se l’automobilista con la stessa condotta viola la stessa norma, allora possiamo parlare di concorso omogeneo;
  • se invece viola norme diverse, allora il concorso giuridico viene definito eterogeneo.

Cumulo giuridico: i vantaggi

Secondo quanto abbiamo spiegato sinora quindi, se un automobilista è in grado di dimostrare che le multe prese si possono imputare a condotte non differenti ma riguardanti lo stesso comportamento, considerato unitario, è tenuto a pagare solo una di queste multe, ovvero quella più alta che può essere aumentata fino a tre volte rispetto al suo valore originario. Questo significa che se un conducente viene punito per essere passato col semaforo rosso oppure per eccesso di velocità e riceve 4 verbali per la stessa infrazione su quella tratta stradale, allora ne paga uno con la maggiorazione prevista per legge (il triplo).

Cumulo giuridico: quando è previsto

Nel caso di cumulo giuridico l’automobilista può ottenere lo “sconto” del totale delle multe e pagarne quindi una sola (quella più grave, aumentata fino al triplo), ma perché sia possibile è necessario che le violazioni del Codice della Strada siano unite dalla stessa condotta errata. Questo vuol dire che ogni singolo atto deve essere coordinato e legato all’altro da unicità del fine cui sono diretti e da contestualità. Cosa significa in parole più semplici? Non ci deve essere una notevole interruzione temporale tra le varie violazioni.

Ci sono delle eccezioni, infatti non viene applicato il cumulo giuridico quanto le multe riguardano l’accesso ad aree pedonali o a tratti urbani a traffico limitato.

Attenzione: l’applicazione della sanzione più grave aumentata del triplo non viene irrogata al momento dell’accertamento, questo significa che l’automobilista riceverà più multe a casa. Quindi, in fase di contestazione, si deve irrogare una sanzione pari al minimo per ogni violazione commessa. Al momento del pagamento poi l’automobilista potrà far valere all’organo accertatore il cumulo giuridico e chiedere di pagare solo una multa, quella più grave, con la maggiorazione fino al triplo. Quindi il cumulo giuridico viene applicato al momento del pagamento all’Ufficio di Polizia, che lo comunica al Prefetto.

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Postura corretta in moto: come regolare manubrio, leve e pedali

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Assumere la corretta postura quando si viaggia in sella ad una moto rappresenta una pratica fondamentale per tutti i motociclisti. Una giusta postura, oltre a garantire il comfort necessario per affrontare lunghi o brevi tratti, diventa importante anche per la sicurezza stessa dell’utente della strada sulle due ruote.

Quando si acquista una moto, alcuni elementi come il manubrio, le pedane e le leve hanno una regolazione standard: andare a personalizzarle significa aumentare comodità e sicurezza durante la guida e aiuta a ridurre l’affaticamento, favorendo il controllo del mezzo. Vediamo in che modo regolare ogni aspetto della motocicletta per assumere la corretta postura.

La corretta postura sulla motocicletta

La postura ideale in selle ad una motocicletta si ottiene nel seguente modo: tenendo entrambe le mani sul manubrio, le braccia non devono essere completamente distese o troppo chiuse all’altezza del gomito. In caso contrario, si andrebbero a verificare delle difficoltà nella rotazione del manubrio.

Molto importante anche il posizionamento delle gambe che non devono essere troppo distese: questo serve per riuscire ad apportare l’adeguata pressione sulle pedane in caso di necessità.

Regolare correttamente il manubrio della moto

Altro passaggio importante per ottenere la giusta postura della moto è quello di regolare al meglio il manubrio: si tratta di un’operazione semplice e nella maggior parte dei casi anche molto intuitiva. Le braccia, durante la guida, non devono essere troppo flesse e nemmeno troppo distese. Per regolare la posizione del manubrio basta svitare l’attacco alla piastra di sterzo e ruotarlo in avanti oppure all’indietro: così facendo sarà possibile avvicinare o allontanare i comandi.

Bisogna tenere bene a mente che per alcune tipologie di moto, come quelle sportive, può essere necessario acquistare dei semimanubri appositi da fissare sugli steli forcella. Una volta conclusa la regolazione, il consiglio è quello di verificare che muovendo il manubrio in tutta la sua ampiezza non si urtino altre parti della moto.

Giusta postura della moto: i pedali

Un ruolo importante nella corretta postura alla guida di una motocicletta è giocato dai pedali. Il pedale del cambio e quello del freno possono essere personalizzati in altezza, in modo da creare un angolo alla caviglia di circa 90 gradi. I pedali, inoltre, devono essere regolati sotto le dita senza subire alcuna pressione involontaria. Per regolare questa parte della moto basta andare a svitare i controdadi posti sull’asta che collega il selettore al pedale: va ruotata l’asta fino a ottenere un’inclinazione adeguata, per poi andare a serrare il tutto ad operazione ultimata. Prima di tornare in sella, è bene controllare sempre la luce freno così da verificare che tutto funzioni normalmente.

In che modo regolare le leve della moto

Regolare le leve della moto contribuisce ad aumentare il comfort durante la guida. Su una motocicletta si può regolare l’altezza delle leve sul manubrio: basta svitare i corallini e ruotarli. La tecnica giusta per trovare la posizione ideale delle leve consiste nel mantenere una linea senza snodi dal gomito alla punta delle dita. Questa operazione rende possibile individuare immediatamente la giusta altezza dei comandi, garantendo il massimo comfort alla guida del mezzo.

Personalizzare al meglio al propria motocicletta

In generale, su tutti i modelli di motociclette in commercio, è possibile personalizzare tante diverse caratteristiche: si va dal manubrio nelle naked ai semimanubri delle moto più sportive. In altri modelli, invece, si possono acquistare dei componenti da installare sulla propria moto, al fine di migliorare la propria postura durante i viaggi in sella. Di norma sfruttare tutte i tipi di personalizzazioni di una motocicletta è un’opportunità fondamentale per godere di un maggior controllo alla guida e migliorare anche la sicurezza in strada.

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Che cosa sono i segnali di prescrizione?

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I segnali stradali sono suddivisi in tre gruppi:

  • di pericolo;
  • di indicazione;
  • di prescrizione.

Prima di spiegare che cosa sono i segnali di prescrizione (abbiamo già parlato dei segnali complementari) è utile capire bene che cosa intendiamo proprio con il termine prescrizione. Possiamo dire che sta per norma o disposizione, si intende un vero e proprio comando. Questo significa che i segnali di prescrizione sono tutti quei cartelli stradali che danno appunto dei comandi da seguire da chi circola su strada, delle disposizioni da rispettare mentre si è alla guida di un veicolo.

Quali sono quindi i cartelli di prescrizione che fanno parte del nostro Codice della Strada? Parliamo dei cartelli di precedenza, di obbligo e di divieto. Ogni volta che ci si trova davanti a uno di questi segnali quindi bisogna sapere che quello che è raffigurato all’interno del cartello è un segnale di prescrizione.

I segnali di prescrizione sono posti nel preciso punto in cui inizia o termina quell’obbligo o divieto. Possono anche essere ripetuti lungo lo stesso tratto stradale e a volte possono essere integrati con un pannello di continuazione.

I segnali di fine prescrizione: quali sono?

Non esistono soltanto i segnali di prescrizione, quelli di cui abbiamo appena parlato, ma il nostro Codice prevede anche l’esistenza dei segnali di fine prescrizione. Cosa sono? Sono tutti quei cartelli che indicano che il comando, la disposizione (la prescrizione) data in precedenza finisce in quel punto, non esiste più. Degli esempi:

  • fine del divieto di sorpasso;
  • fine del limite di velocità;
  • via libera.

La cosa importante da sapere è che riconoscere questa tipologia di cartelli stradali è molto semplice. In genere si tratta infatti di segnali in bianco e nero barrati con una striscia di colore nero.

Segnali di prescrizione: cartelli di precedenza

Come dice il nome stesso, i cartelli di precedenza sono quelli che indicano di dare o avere la precedenza. Sono quelli più complessi da ricordare, perché le loro forme sono le più differenti. Ci sono infatti:

  • segnali triangolari verso l’alto;
  • segnali triangolari verso il basso;
  • segnali ottagonali;
  • segnali tondi;
  • segnali a forma di rombo;
  • segnali quadrati.

Anche i colori possono essere diversi: rosso, bianco, blu, giallo.

Per fare un esempio, tra i più comuni ci sono:

  • il segnale di stop, rosso e ottagonale con scritta bianca, che obbliga a fermarsi e dare precedenza in corrispondenza della linea bianca tracciata sul manto stradale;
  • dare precedenza generico, triangolo con punta rivolta verso il basso, contorni rossi e interno bianco, indica l’obbligo di rallentare e dare la precedenza.

Segnali di prescrizione: cartelli di obbligo

I cartelli di obbligo impongono un comportamento specifico e sono di forma circolare. Si dividono in:

  • generici, con fondo blu e simbolo bianco;
  • specifici, con fondo bianco, bordo rosso e simbolo nero.

Segnali di prescrizione: i cartelli di divieto

Infine ci sono i segnali di divieto, anch’essi tondi e posti nel punto in cui inizia l’obbligo o il divieto. Secondo quanto stabilito dal Codice della Strada tutti i segnali di prescrizione devono essere ripetuti dopo ogni intersezione, su un percorso interessato appunto da obbligo, divieto o precedenza.

I cartelli di divieto, come tutti quelli di prescrizione, devono avere uno spazio minimo di avvistamento, che per legge è:

  • di 250 metri su autostrade e strade extraurbane principali;
  • di 150 metri su strade extraurbane secondarie;
  • di 80 metri sulle altre strade.

Attenzione: tutti i segnali stradali previsti dal nostro Codice della Strada devono essere rispettati per Legge.

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Spegnere il motore fa consumare meno carburante?

Spegnere il motore è solo uno dei tanti consigli utili per imparare a risparmiare del carburante quando si viaggia in auto. Proprio così, è possibile consumare meno carburante con la propria vettura, cercando di conservare maggiori quantità di benzina o gasolio, senza sprecarne. Non soltanto spegnendo il motore, ma anche adottando altri piccoli consigli utili e trucchetti che permettono di affrontare i viaggi con uno stile di guida eco-compatibile.

Sono degli accorgimenti che possono essere davvero molto utili e soprattutto che possono essere applicati in maniera molto semplice da tutti. Vediamo i trucchetti che possiamo adottare per consumare appunto meno carburante:

  • accelerare in maniera graduale il veicolo, senza cambi repentini di velocità e senza brusche accelerate e frenate, che portano il motore a uno stress elevato e quindi a consumi maggiori (oltre che a una maggiore usura);
  • non superare mai i 2.000 giri, cambiare la marcia non appena raggiunti, passando a quella superiore. Spingere oltre per ottenere prestazioni più brillanti infatti porta a elevati consumi di benzina ingiustificati;
  • mantenere una velocità moderata e uniforme;
  • spegnere il motore, come abbiamo visto in apertura, è uno dei consigli più ovvi e utili che viene dato per consentire un minor consumo di carburante. Appena possibile quindi spegni la macchina, per esempio quando sei fermo al semaforo, al passaggio a livello, in coda, in una lunga sosta o in un parcheggio;
  • non fare scaldare il motore da fermo, è una pratica molto comune ma in realtà inutile. Il motore così infatti si scalda lentamente e i consumi aumentano, oltre all’usura e alle emissioni inquinanti;
  • portapacchi e portasci sono pesi inutili che dovrebbero essere immediatamente eliminati dopo l’utilizzo, insieme ad altri oggetti che tieni nel bagagliaio senza ragione. Viaggiare più leggeri consente di risparmiare carburante;
  • i finestrini aperti durante la marcia, soprattutto ad alte velocità, alterano l’aerodinamica del veicolo e portano a consumi maggiori;
  • la pressione delle gomme deve sempre essere tenuta sotto controllo, non solo per la sicurezza, ma anche per i consumi e l’usura degli pneumatici stessi;
  • anche l’aria condizionata è un punto fondamentale che incide sui consumi di carburante; sarebbe bene tenerla accesa solo ed esclusivamente quando strettamente necessario, infatti usare il climatizzatore può influenzare molto i consumi.

Spegnere il motore: quanto si risparmia realmente

Come abbiamo visto, spegnere il motore appena possibile è solo uno dei moltissimi consigli che permettono di consumare meno carburante in auto. Ma stando più attenti, quanto si può realmente risparmiare? Secondo gli esperti, evitando di riscaldare il motore da fermi si possono spendere circa 60 euro in meno all’anno, non oltrepassando i 2.000 giri per cambiare marcia altri 40 euro, chiudendo i finestrini altri 50.

Si consuma il 35% in meno di carburante viaggiando ad una velocità moderata e costante e il 3% procedendo sempre con una pressione delle gomme corretta. Evitando carichi e pesi inutili e non usando accessori che penalizzano l’aerodinamica si possono risparmiare oltre 10 euro l’anno.

Una cosa che forse non tutti sanno sull’aria condizionata? Consuma tantissimo! Tenere il climatizzatore dell’auto al massimo infatti può portare a consumi fino al 25% maggiori per ogni viaggio. E per concludere, non dimenticare che oggi sul mercato ci sono modelli di vetture con motorizzazioni alternative quali GPL, metano, ibride e elettriche, che fanno risparmiare molto sia nei consumi che nelle emissioni inquinanti, a beneficio del portafoglio e dell’ambiente.

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La storia del logo Opel

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Il logo Opel – un cerchio attraversato da un fulmine – è uno degli stemmi più riconoscibili del panorama automobilistico mondiale nonostante sia presente da meno di 60 anni.

Scopriamo insieme la storia della brand identity del marchio tedesco, fondato nel 1862 e attivo nella produzione di auto dal 1899.

La storia del logo Opel

La storia della Opel inizia ufficialmente nel 1862 quando Adam Opel decide di produrre macchine da cucire. Come stemma utilizza pannelli di ghisa con le sue iniziali.

Nel 1886 l’azienda tedesca inizia a costruire biciclette e quattro anni più tardi battezza con il nome Victoria Blitz – “Victoria” come la dea della vittoria e “blitz” come lampo in tedesco – alcuni suoi prodotti.

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Le prime automobili

Quattro anni dopo la morte di Adam Opel, nel 1899, i suoi figli cominciano a costruire automobili e dal 1901 si cimentano anche con le moto. L’anno seguente arriva un nuovo marchio per illustrare il cambio di attività: Opel Motorwagenfabrik (“fabbrica di automobili” in tedesco) Rüsselsheim.

Nel 1907 la Casa teutonica termina la produzione di motociclette e due anni più tardi utilizza il logo con il nome Opel scritto in corsivo adottato dai mezzi a due ruote anche sulle auto.

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L’occhio Opel

Il logo Opel contraddistinto da un occhio circondato da una foglia di alloro viene ideato da Wilhelm von Opel e resta il marchio ufficiale della Casa teutonica fino al 1935.

Una variante dell’occhio – dorata e inserita all’interno di un cerchio rosso – appare intorno alla metà degli anni ‘20 del XX secolo quando Opel riprende la produzione di moto.

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Lo Zeppelin

Nella metà degli anni ‘30 un dirigibile Zeppelin (simbolo di innovazione e progresso) compare sui veicoli Opel. Al logo viene aggiunta nel 1937 una ruota per rappresentare la mobilità e il marchio diventa lo stemma ufficiale del brand di Rüsselsheim.

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Il secondo dopoguerra

Al termine della Seconda Guerra Mondiale Opel continua a usare il logo con lo Zeppelin nonostante sia ormai un mezzo di trasporto tecnicamente superato. La sagoma cambia gradualmente fino ad assomigliare all’inizio degli anni ‘50 a quella di un più moderno razzo. Nello stesso periodo il marchio ovale bicolore giallo/bianco creato nel 1937 parallelamente allo stemma del dirigibile viene usato come insegna per le concessionarie e le officine autorizzate.

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Arriva il lampo

Negli anni ‘60 il razzo Opel si trasforma in un lampo e risale al 1964 il debutto del logo della Casa tedesca come lo conosciamo ora: un fulmine all’interno di un cerchio.

Il nome Opel viene inserito nel decennio successivo al di sotto del lampo all’interno di un quadrato giallo. Un marchio che viene usato come logo dell’azienda e delle concessionarie e che beneficia di un restyling – una nuova filosofia cromatica che mantiene come elemento predominante il giallo – nel 1987.

Tempi moderni

Il nuovo logo Opel del 1995 sottolinea la crescita dell’azienda, diventata un costruttore moderno e globale. Da quell’anno tutti i modelli della Casa di Rüsselsheim presentano lo stemma con il fulmine nella parte anteriore e posteriore.

Nel 2002 – in occasione della nuova campagna di marketing – il design e il logo aziendale vengono ulteriormente rinnovati: lampo tridimensionale con angoli inclinati e nome giallo.

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Le ultime evoluzioni

In occasione del lancio della Insignia nel 2008 il logo Opel beneficia di un altro lifting importante contraddistinto da un lampo con una forma più sferica e dal nome della Casa teutonica inciso sopra l’anello.

L’ultima modifica dello stemma risale al 2020: linee più sottili che esprimono la democratizzazione dell’innovazione e della mobilità.

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Promozioni Peugeot di aprile 2021

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Le promozioni Peugeot di aprile 2021 sono molto interessanti: merito anche dei ricchi incentivi statali.

Gli sconti più corposi del mese riguardano principalmente piccolecompatteSUV piccole, anche se non mancano proposte di altri segmenti. Scopriamole insieme.

Promozioni Peugeot di aprile 2021

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Peugeot 108

La Peugeot 108 5 porte Active costa ufficialmente 13.450 euro ma grazie alle promozioni di aprile 2021 della Casa francese bastano 9.800 euro per acquistarla. L’offerta – valida per vetture in stock – va abbinata al finanziamento i-Move Avantage (TAN 5,49%, TAEG 8,82%, 30.000 km): anticipo di 3.514 euro, 35 rate da 89 euro e una maxirata finale da 5.394 euro.

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Peugeot 208

Grazie alle promozioni Peugeot di aprile 2021 bastano 14.400 euro (anziché 18.100) per portarsi a casa la 208 PureTech 75 Active Pack. L’offerta è valida per vetture in stock e va abbinata al finanziamento i-Move Avantage (TAN 5,49%, TAEG 7,59%, 30.000 km): anticipo di 3.923 euro, 35 rate da 129 euro e una maxirata finale da 8.812 euro.

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Peugeot 308

Grazie allo sconto di 10.000 euro offerto dalle promozioni Peugeot di aprile 2021 bastano 16.550 euro (anziché 26.550) per acquistare la 308 BlueHDi Active Pack. L’offerta è valida solo per vetture in stock e va abbinata obbligatoriamente al finanziamento i-Move Avantage (TAN 5,49%, TAEG 7,2%, 45.000 km): anticipo di 2.555 euro, 35 rate da 199 euro e una maxirata finale da 10.374 euro.

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Peugeot 308 SW

Da 27.550 a 17.550 euro: è questo lo sconto previsto dalle promozioni Peugeot di aprile 2021 sulla 308 SW BlueHDi Active Pack. L’offerta è valida esclusivamente su vetture in stock e solo in caso di adesione al finanziamento i-Move Avantage (TAN 5,49%, TAEG 7,13%, 45.000 km): anticipo di 2.978 euro, 35 rate da 199 euro e una maxirata finale da 11.055 euro.

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Peugeot 508

Le promozioni Peugeot di aprile 2021 consentono di acquistare la 508 BlueHDi Allure Pack con 31.400 euro anziché 38.900. L’offerta è valida solo per vetture in stock ed esclusivamente in caso di adesione al finanziamento i-Move Avantage (TAN 5,49%, TAEG 6,56%, 45.000 km): anticipo di 6.998 euro, 35 rate da 299 euro e una maxirata finale da 19.069 euro.

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Peugeot 2008

Ad aprile 2021 la Peugeot 2008 PureTech 100 Allure Pack costa 20.500 euro invece di 24.800. L’offerta è valida solo per vetture in stock ed esclusivamente in caso di adesione al finanziamento i-Move Avantage (TAN 5,49%, TAEG 6,97%, 30.000 km): anticipo di 5.292 euro, 35 rate da 149 euro e una maxirata finale da 13.629 euro.

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Peugeot 3008

La Peugeot 3008 BlueHDi Allure Pack costa ufficialmente 35.100 euro ma grazie alle promozioni di aprile 2021 della Casa transalpina sono sufficienti 30.100 euro per acquistarla. L’offerta è valida solo per vetture in stock ed esclusivamente se si aderisce al finanziamento i-Move Avantage (TAN 5,49%, TAEG 6,55%, 45.000 km): anticipo di 5.537 euro, 35 rate da 299 euro e una maxirata finale da 18.949 euro.

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Peugeot 5008

31.250 euro (invece di 37.850): basta questa cifra, ad aprile 2021, per entrare in possesso della Peugeot 5008 BlueHDi 130 Allure Pack. L’offerta – valida solo per vetture in stock – va obbligatoriamente abbinata al finanziamento i-Move Avantage (TAN 5,49%, TAEG 6,5%, 45.000 km): anticipo di 5.394 euro, 35 rate mensili da 299 euro e una maxirata finale da 20.471 euro.

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Peugeot e-208

L’unione tra le promozioni Peugeot e gli incentivi statali (validi in caso di rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore ad Euro 6, immatricolato prima dell’1 gennaio 2011 e intestato da almeno 12 mesi) permette di acquistare la e-2008 Active Pack con 20.650 euro anziché 34.650. L’offerta riguarda solo vetture in stock e va abbinata obbligatoriamente al finanziamento i-Move Avantage Elettrici (TAN 4,5%, TAEG 5,7%, 30.000 km): anticipo di 2.701 euro, 35 rate da 129 euro e una maxirata finale da 16.833 euro.

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Peugeot e-2008

Gli sconti uniti agli incentivi (validi in caso di rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore ad Euro 6, immatricolato prima dell’1 gennaio 2011 e intestato da almeno 12 mesi) permettono di acquistare la e-2008 Allure Pack con 26.450 euro invece di 40.150. L’offerta è valida solo per vetture in stock ed esclusivamente se si aderisce al finanziamento i-Move Avantage (TAN 4,5%, TAEG 5,5%, 30.000 km): anticipo di 4.176 euro, 35 rate da 149 euro e una maxirata finale da 21.036 euro.

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Jeep Renegade 4xe: tutti i dettagli del finanziamento GO4xe

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Si chiama GO4xe il nuovo finanziamento FCA Bank rivolto a chi vuole acquistare una Jeep Renegade 4xe.

Una soluzione finanziaria che consente di tenere, sostituire o restituire la variante ibrida plug-in benzina della piccola SUV statunitense a trazione integrale in relazione alla durata contrattuale scelta (fino a 5 anni) con la possibilità di cambiarla in precisi momenti del contratto – a 13, 25, 37 o 49 mesi – con altri modelli presso il concessionario di fiducia sottoscrivendo un nuovo finanziamento. Il tutto con un minimo anticipo, con rate di importo accessibile e nessuna penale.

Ad aprile 2021 la Jeep Renegade 4xe più economica del listino – la Limited – costa, grazie alle promozioni e agli incentivi statali, 29.100 euro anziché 39.150. Il finanziamento GO4xe abbinato (TAN 5,95% salvo arrotondamento rata, TAEG 7,28%) prevede: anticipo di 7.130 euro, prima rata a 30 giorni, 48 rate mensili da 169 euro (incluse spese incasso SEPA 3,50 euro/rata) e un valore garantito futuro pari alla rata finale residua di 19.864 euro da pagare solo se il cliente intende tenere la vettura.

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Toyota e idrogeno sempre più vicini in Europa

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Toyota Motor Europe – filiale europea della Casa giapponese – è diventata azionista diretta della start-up francese EODev (Energy Observer Developments). L’obiettivo? Ampliare le soluzioni a zero emissioni per favorire lo sviluppo di una società dell’idrogeno.

Una partnership iniziata nel 2017 quando Toyota Francia ha deciso di sponsorizzare l’Energy Observer (la prima imbarcazione al mondo a idrogeno, in grado di produrlo direttamente a bordo dall’acqua di mare sfruttando l’energia solare, eolica e idroelettrica) ed è proseguita quando EODev e il centro europeo di ricerca e sviluppo sull’idrogeno del brand nipponico hanno integrato – all’inizio del 2020 – la tecnologia a celle a combustibile REXH2 (un modulo sviluppato sulla base del sistema che alimenta la Mirai) nel generatore a idrogeno GEH2 del catamarano.

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