Rc Auto, garanzia Kasko: in che cosa consiste e che cosa copre

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In Italia è obbligatoria la Rc Auto su ogni veicolo a motore, che copre parzialmente o integralmente i danni causati ad altre persone o cose nell’uso del mezzo stesso. Esistono anche delle garanzie accessorie che intervengono quando a provocare il danno è il proprietario stesso dell’auto e non un terzo. La Kasko è sicuramente una delle più note, che rimborsa il contraente in ogni caso, a prescindere dalla sua responsabilità. Vediamo di cosa si tratta.

Rc Auto, che cos’è la Kasko?

La Kasko consente un rimborso che non dipende dalla natura del danno subito ed è una formula consigliata in particolar modo a chi passa molto tempo alla guida dell’auto, principalmente per lavoro; in questi casi infatti il rischio di incorrere in un incidente è maggiore. Se il sinistro avviene a causa di una manovra improvvisa o di una distrazione e qualsiasi altro fattore che non rientra nella copertura della Rc Auto, l’unica salvezza è appunto la Kasko. Una garanzia che permette di avere una maggiore copertura e quindi il diritto di ottenere sempre l’indennizzo assicurativo. Chiaramente comporta una maggiorazione del premio annuo dell’assicurazione, come qualsiasi altra garanzia accessoria alla Rc Auto.

A chi si rivolge la Kasko della Rc Auto?

La Kasko è una garanzia molto indicata a chi passa tanto tempo al volante, chi viaggia parecchio ad esempio per lavoro, oppure si consiglia spesso a chi compra l’auto nuova, di elevato valore, e ai neopatentati. È una garanzia in più per chi ha meno esperienza in auto, per chi vuole ripararsi da eventuali danni di elevato valore o per chi, essendo ogni giorno alla guida, corre ovviamente un rischio maggiore. Le tipologie di Kasko proposte solitamente dalle compagnie assicurative ai clienti sono tre differenti:

  • Kasko a valore intero, senza alcun limite relativo alla copertura;
  • Kasko a primo rischio assoluto, è previsto un massimale fisso, a prescindere dal valore dell’auto;
  • Kasko a primo rischio relativo, si calcola la copertura massima in base al valore del veicolo.

Rc Auto, cosa copre la Kasko?

La Kasko non copre solo i danni causati da terzi al nostro veicolo, ma anche quelli che provochiamo noi stessi alla nostra auto. La copertura prevista può essere totale o parziale. Si chiama Kasko la garanzia che copre totalmente i danni, anche se il sinistro non coinvolge altre auto, a parte il guidatore assicurato. La mini-Kasko invece, chiamata anche polizza collisione, diminuisce la possibilità di risarcimento dei danni causati dal conducente quando provoca un sinistro con altre auto, non prevede quindi la copertura dei danni causati in un sinistro in solitaria. Ci sono anche delle esclusioni a cui è necessario prestare attenzione nel momento in cui si sottoscrive la polizza.

È necessario sapere infatti che non è garantita la copertura nel caso in cui il conducente stia guidando con patente scaduta o ritirata, sotto effetto di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza. Oltretutto non si ottiene l’indennizzo se la causa dell’incidente è attribuibile a oggetti o animali trasportati, oppure per danni dolosi o causati da atti vandalici o eventi atmosferici, infatti per questi casi ci sono altre garanzie accessorie. La Kasko è quindi una garanzia ulteriore che può essere molto utile ad alcuni soggetti assicurati, è necessario valutare se il prezzo vale la necessità di attivarla.

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Patente italiana negli USA o patente internazionale, cosa bisogna sapere

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Se hai intenzione di fare un viaggio in America, allora è bene che tu conosca e rispetti le loro regole, anche per quanto riguarda la guida delle auto. Ci sono alcuni dubbi oggi inerenti alla patente di guida internazionale, se è obbligatoria o se basta avere la patente italiana per guidare negli Stati Uniti. Vediamo alcuni consigli utili e informazioni per chiarire la questione.

Patente italiana negli USA, è valida?

Per guidare negli Stati Uniti e per noleggiare un’auto è sufficiente avere la patente italiana in corso di validità. Se si ha una patente internazionale conforme alla Convenzione di Ginevra del 1949, allora il consiglio è quello di abbinarla alla patente normale, in modo che gli eventuali controlli della Polizia possano essere più semplici e rapidi. Con la licenza di guida italiana si può guidare in tutti i Paesi che fanno parte dell’Unione Europea, ma anche in altri extra-europei e europei fuori dall’Unione.

Patente internazionale negli USA: validità

Esistono due modelli differenti di patente internazionale, negli Stati Uniti d’America serve quella conforme alla Convenzione di Ginevra del 1949, che ha una validità di un solo anno, trascorso il quale va rifatta nuovamente, non può essere infatti rinnovata e devono essere sostenuti nuovamente tutti i costi. Per poter guidare negli USA comunque non serve necessariamente la patente internazionale, ma per ogni eventuale controllo ricordatevi di portare sempre con voi il passaporto.

In ogni caso, la patente internazionale conforme alla Convenzione di Ginevra del 1949 è valida in tutti gli Stati Uniti d’America, senza alcuna distinzione. Non è però indispensabile, ripetiamo infatti che può bastare la patente di guida italiana, valida in qualsiasi situazione, quindi sia per la guida del proprio mezzo che per il noleggio auto. La patente internazionale potrebbe servire solo ed esclusivamente in caso di un soggiorno prolungato, non legato ad una situazione turistica.

Patente internazionale per gli Stati Uniti: come fare la richiesta

Ci sono due vie differenti per poter richiedere la patente internazionale per gli Stati Uniti:

  • presso gli Uffici della Motorizzazione Civile, recandovisi autonomamente;
  • usando i servizi ACI, che richiedono però dei costi aggiuntivi.

Nel primo caso la procedura è la seguente:

  • innanzitutto serve l’apposito modello TT746 che si trova negli uffici stessi;
  • occorrono poi la ricevuta del versamento pari a 10,20 euro da effettuare sul c/c 9001 da bollettino, la ricevuta del versamento pari a 16,00 euro sul c/c 4028, entrambi i bollettini si trovano in posta o alla Motorizzazione, una marca da bollo da 16,00 euro, 2 fototessere di cui una autenticata, la fotocopia fronte e retro della patente di guida italiana in corso di validità.

Usando i servizi ACI invece:

  • innanzitutto è necessario sapere che si paga un sovrapprezzo per la gestione della pratica che facilita i tempi, il costo totale è di circa 76,00 euro;
  • vengono richiesti 2 fototessere di cui una autenticata, la patente di guida italiana valida, la Carta d’Identità valida e il Codice Fiscale.

Il consiglio è di fare la richiesta, in una qualsiasi delle due procedura alternative, almeno due mesi prima del bisogno. Nonostante i tempi di consegna del documento si siano accorciati negli ultimi anni, è sempre bene non arrivare all’ultimo momento e rischiare poi di non ricevere la propria patente di guida internazionale prima di partire per gli Stati Uniti. Ricordiamo che la patente italiana, nel caso in cui ci si rechi negli USA per turismo, è sufficiente.

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BMW serie 5 restyling: foto e dati

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Tempo di restyling per la BMW serie 5: a quattro anni dal lancio la settima generazione dell’ammiraglia bavarese ha beneficiato di numerose modifiche (più tecniche che estetiche).

Di seguito troverete le foto e i dati della rinnovata “segmento E” tedesca a trazione posteriore o integrale, disponibile nelle varianti berlina e station wagon Touring. Il debutto sul mercato è previsto per luglio 2020.

BMW serie 5 restyling: cosa cambia nel design

I principali cambiamenti di design apportati dagli stilisti BMW alla settima evoluzione della serie 5 in occasione del restyling sono concentrati soprattutto nel frontale con la griglia più larga e alta e i fari anteriori più sottili. Tra gli optional troviamo l’impianto full LED con funzione in curva adattiva, abbaglianti BMW Selective Beam con tecnologia a matrice e assistente abbaglianti o il sistema BMW Laserlight.

La zona posteriore è più simile alla versione pre-lifting: terminali di scarico trapezoidali su tutta la gamma e luci dei freni integrate nei gruppi ottici.

Negli interni della BMW serie 5 restyling spiccano invece il volante ridisegnato, i nuovi comandi sulla consolle centrale, il climatizzatore automatico con più funzionalità e – tra gli optional – i sedili multifunzione M o con rivestimento perforato Sensatec e inedite modanature.

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BMW serie 5 restyling: i motori

La tecnologia mild hybrid 48V BMW sbarca ufficialmente su tutti i motori a quattro e sei cilindri della serie 5 restyling.

Per quanto riguarda le versioni ibride plug-in segnaliamo invece il debutto della 530e Touring a quattro cilindri e l’arrivo – a novembre 2020 – della nuova variante 545e a sei cilindri in linea (propulsore 3.0 turbo benzina abbinato a un’unità elettrica, 394 CV di potenza totale e un’autonomia di 54-57 km a emissioni zero).

La gamma motori della BMW serie 5 restyling è composta da nove unità sovralimentate:

  • un 4.4 V8 biturbo benzina da 530 CV (M550i)
  • un 2.0 turbo mild hybrid benzina da 184 CV (520i)
  • un 2.0 turbo mild hybrid benzina da 252 CV (530i)
  • un 3.0 a sei cilindri turbo mild hybrid benzina da 333 CV (540i)
  • un 2.0 mild hybrid turbodiesel da 190 CV (520d)
  • un 3.0 a sei cilindri in linea mild hybrid turbodiesel da 286 CV (530d)
  • un 3.0 a sei cilindri in linea mild hybrid turbodiesel da 340 CV (540d)
  • un 2.0 turbo ibrido plug-in benzina da 292 CV (530e)
  • un 3.0 a sei cilindri in linea turbo ibrido plug-in benzina da 394 CV (545e)

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BMW serie 5 restyling: arriva Android Auto (e non solo)

La BMW serie 5 restyling avrà (finalmente) Android Auto oltre a Apple CarPlay: è questa la novità più importante relativa all’infotainment dell’ammiraglia teutonica.

Da non sottovalutare, inoltre, l’aggiornamento remoto del software, il Control Display centrale standard da 10,25” e optional da 12,3” e il nuovo sistema operativo BMW 7 che permette i servizi del BMW Intelligent Personal Assistant.

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BMW serie 5 restyling: piacere di guida

I clienti della BMW serie 5 restyling possono incrementare il piacere di guida attingendo al ricco listino degli optional: sospensioni sportive M, sospensioni adattive M o sospensioni adattive M Professional con stabilizzazione attiva del rollio.

Senza dimenticare lo sterzo attivo integrale perfezionato ora in grado di ruotare le ruote posteriori anche a velocità inferiori a 3 km/h e la possibilità di avere le pinze freno rosse in alternativa a quelle blu dei freni M Sport.

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BMW serie 5 restyling: gli ADAS

Il Lane Departure Warning incluso con il Driving Assistant (optional) prevede anche il sistema di rientro in corsia tramite l’assistenza dello sterzo mentre lo Steering & Lane Control Assistant del nuovo pacchetto Driving Assistant Professional offrono anche la navigazione attiva (che utilizza i dati del GPS per individuare in anticipo quando sarà richiesto un cambio di corsia).

Tra gli altri dispositivi di assistenza alla guida acquistabili sulla BMW serie 5 restyling troviamo l’assistente di corsia di emergenza che guida automaticamente la vettura fino al bordo ideale della corsia negli ingorghi stradali e il Parking Assistant impreziosito con l’assistente alla retromarcia (che prende il controllo dello sterzo mentre esegue la manovra per distanze fino a 50 metri). Il Drive Recorder consente invece di girare e archiviare video dell’area in cui si trova il veicolo.

BMW serie 5 M Sport Edition

Oltre alla consueta versione M Sport la BMW serie 5 restyling sarà disponibile anche nell’edizione limitata (solo 1.000 esemplari in tutto il mondo) M Sport Edition: pacchetto M Sport, ruote Air Performance specifiche e finitura in vernice metallizzata Donington Grey.

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Bollino blu auto e moto: che cos’è e a cosa serve

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Il bollino blu in Italia è uno degli obblighi da rispettare da tutti coloro che possiedono un veicolo. Si tratta di una certificazione che dimostra che è stato effettuato il controllo dei gas di scarico dell’auto, introdotto nel 2012 per poter verificare quale impatto hanno sull’inquinamento i mezzi che circolano sulle nostre strade.

Che cos’è il bollino blu per auto e moto

Il bollino blu obbligatorio in Italia conferma che il veicolo ha superato il controllo periodico sui gas di scarico. Dal 2012 questa verifica su tutti i mezzi circolanti deve essere effettuata in concomitanza con la revisione auto e quindi ogni due anni per tutti i veicoli che hanno più di 4 anni e dopo 4 anni invece per le auto e le moto appena acquistate, poi anche per loro ogni due anni, esattamente la stessa disciplina della revisione.

Con questa tipologia di controllo, il meccanico analizza le emissioni di monossido di carbonio per le auto a benzina, il grado di opacità per il diesel e il fattore lambda per i mezzi catalizzati. Il bollino blu viene rilasciato solo ed esclusivamente se i valori non superano quelli stabiliti per legge.

Bollino blu per auto e moto: dove si fa e quanto costa?

Come abbiamo detto, i controlli ai gas di scarico vengono effettuati in concomitanza con la revisione, il rilascio del bollino blu poi avviene tramite l’officina stessa autorizzata, l’ACI o la Motorizzazione Civile.

Il prezzo complessivo di revisione auto e moto e bollino blu varia a seconda del luogo in cui si decidono di fare i controlli al proprio veicolo. La disciplina potrebbe variare in base alla Regione di residenza, per questo motivo si raccomanda di chiedere sempre alle officine autorizzate.

Solitamente, in media, per chi sceglie di fare la revisione e il bollino blu presso un’officina autorizzata, il prezzo è di 64,80 euro, presso le officine ACI invece 65,25 euro, più 25 euro da aggiungere se non siete soci; se scegliete la Motorizzazione Civile allora il costo è di 45 euro, anche se ci sono tempi di attesa molto lunghi e dei moduli da compilare e consegnare prima.

La sanzione prevista per chi non effettua la revisione e non ha il bollino blu va dai 159,00 a 639,00 euro, con sospensione della circolazione fino alla conferma dell’esito positivo della verifica dei gas di scarico. Nel caso di controllo in autostrada, si rischia anche il fermo amministrativo del veicolo. Se mancano revisioni anche di più anni precedenti, la sanzione viene raddoppiata.

Oggi non è più obbligatorio esporre il bollino blu sul parabrezza del veicolo, ma è necessario avere con sé il certificato in grado di dimostrare che sia stato effettuato il controllo dei gas di scarico durante la revisione. In ogni caso, è sempre meglio consultare il regolamento della Regione di residenza in materia, per non sbagliare e rischiare multe.

Bollino blu: quali categorie di veicoli sono esenti

Alcuni mezzi circolanti sulle nostre strade sono esentati dal controllo dei gasi di scarico e quindi dall’ottenimento del bollino blu, si tratta delle auto elettriche e di quelle storiche. Queste ultime devono essere registrate all’ACI Storico e non devono circolare con frequenza: ovviamente una vettura molto datata oggi non è sicuramente in regola con i nuovi valori di emissioni stabiliti per legge. Il bollino blu viene indicato come bollino verde in alcune Regioni d’Italia ed è obbligatorio praticamente in quasi tutti i comuni del nostro Paese. Le auto non civili e di proprietà delle Forze Armate sono esenti dal controllo.

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Porsche Cayman GTS (2014): pregi e difetti della supercar tedesca

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La Porsche Cayman GTS era, nel 2014 (anno di debutto sul mercato), la versione più potente della seconda generazione della supercar di Zuffenhausen (anche nota con la sigla 981).

I primi esemplari della coupé tedesca – dotata dello stesso motore depotenziato della 911 Carrera “base” 991 – sono introvabili sul mercato dell’usato (più semplice rintracciare le meno potenti S) e hanno quotazioni che si aggirano intorno ai 55.000 euro. Scopriamo insieme i pregi e i difetti della sportiva teutonica.

I pregi della Porsche Cayman GTS del 2014

Abitabilità

I sedili sono solo due ma l’abitacolo è spazioso.

Finitura

Materiali di qualità assemblati alla perfezione: difficile trovare di meglio nel segmento delle supercar.

Dotazione di serie

Quanto basta: antifurto, autoradio Aux CD Mp3, cerchi in lega, climatizzatore, fari bixeno a orientamento automatico, interni in pelle, luci posteriori scure, nome modello sulle porte, scarico sportivo, sedili sportivi regolabili elettricamente, soffitto in Alcantara, sospensioni attive PASM e volante SportDesign in Alcantara.

Capacità bagagliaio

Difficile trovare supercar più versatili. La Porsche Cayman GTS ha due vani – uno davanti e uno dietro (merito del motore posteriore/centrale) – che soddisfano le esigenze di una coppia.

Posto guida

Posizione di seduta bassa, sedile avvolgente, volante verticale e tante regolazioni a disposizione. Non molto ergonomici i comandi del climatizzatore.

Climatizzazione

Impianto potente, bocchette grandi, pulsanti un po’ scomodi.

Sospensioni

Ovviamente rigide ma mai fastidiose.

Rumorosità

Il propulsore ha un sound eccezionale ma sa essere garbato quando serve.

Motore

Il 3.4 aspirato Euro 6 a benzina a sei cilindri contrapposti della Porsche Cayman GTS è un gioiello da 340 CV e 380 Nm di coppia che regala le cose migliori sopra i 5.000 giri.

Cambio

La trasmissione manuale a sei marce è valida ma introvabile: la maggioranza dei clienti all’epoca optò per l’automatico PDK (doppia frizione) a sette rapporti.

Sterzo

Un comando semplicemente perfetto.

Prestazioni

Decisamente convincenti: 285 km/h di velocità massima e 4,9 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

Dotazione di sicurezza

Completa: airbag frontali, laterali e a tendina e controlli di stabilità e trazione.

Visibilità

Buona quella anteriore, migliorabile quella posteriore: acquistate esemplari dotati di sensori di parcheggio (erano optional all’epoca).

Freni

Da dieci e lode: potenti e mai in affanno neanche dopo un uso prolungato in pista.

Tenuta di strada

La Porsche Cayman GTS è una delle sportive migliori per chi vuole divertirsi: agile nelle curve, coinvolgente e adatta anche a piloti non esperti (a patto di non esagerare).

Prezzo

Da nuova nel 2014 la Porsche Cayman GTS costava 79.290 euro: una cifra alta ma adeguata ai contenuti offerti. Oggi è introvabile – più semplice rintracciare le meno potenti S – e le sue quotazioni recitano 55.000 euro: poco meno di una Toyota Supra 2.0 “base” appena uscita dal concessionario.

Consumo

Non esagerato: 11,1 km/l dichiarati.

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I difetti della Porsche Cayman GTS del 2014

Tenuta del valore

Buona ma sensibilmente inferiore a quella di una 911.

Garanzie

La copertura globale è scaduta nel 2016 mentre quella sulla verniciatura nel 2017. Ancora valida – fino al 2024 – la protezione sulla corrosione.

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Conversione pneumatici auto d’epoca: cosa bisogna sapere

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In Italia sono molti i possessori di auto d’epoca e di interesse storico, che tengono le loro vetture in collezioni private, come se fossero dei veri e propri gioielli. Sono veicoli affascinanti, che provengono da epoche lontane, hanno caratteristiche uniche e richiedono una cura meticolosa e precisa. Devono essere pulite, lavate e lucidate con determinati prodotti e strumenti, con interventi precisi e una grande attenzione per i dettagli.

Le auto storiche e di interesse collezionistico sono differenti dalle auto d’epoca, la Legge le tratta diversamente e quindi non devono essere confuse. Il Codice della Strada, all’art. 60, definisce i criteri per identificare auto d’epoca e storiche. Le prime sono state cancellate dal PRA per essere conservate in locali o musei, salvaguardandone le caratteristiche tecniche originarie. Per essere auto d’epoca quindi non devono subire alcuna modifica e non possono circolare sempre liberamente su strada, ma solo in occasione di raduni o manifestazioni. I veicoli che rientrano in questa categoria devono essere iscritti in un elenco specifico presso il Centro Storico del Dipartimento per i Trasporti Terrestri.

Le auto di interesse storico e collezionistico non vengono radiate dal PRA, devono aver superato i 20 anni di età. Possono circolare sempre liberamente su strada, l’importante è che abbiano i requisiti previsti dalla Legge: devono essere iscritte ad un registro storico tra cui ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI, e possedere il CRS, Certificato di Rilevanza Storico collezionistica. Ogni collezionista segue con attenzione la propria auto, la fa pulire e lucidare a dovere e la cura in ogni piccolo particolare e dettaglio. Una delle informazioni più importanti da sapere è quella che riguarda gli pneumatici delle auto d’epoca, molti dei quali non sono più reperibili in commercio.

Pneumatici auto d’epoca, cosa bisogna sapere

Il problema delle gomme delle auto d’epoca è che appunto, nella maggior parte dei casi, non si trovano più sul mercato, perché si tratta di modelli antichi e ormai ovviamente superati. La soluzione è sostituire quegli pneumatici con altri equivalenti a quelli indicati sulla carta di circolazione, secondo le disposizioni del Ministero dei Trasporti, che predispone delle tabelle di conversione in cui possiamo leggere tutti i sostituti reperibili in commercio, corrispondenti alle gomme a marcatura obsoleta.

Ci sono dei rivenditori specializzati nella vendita di pneumatici per auto d’epoca molto convenienti, per trovare le gomme giuste per la propria vettura è necessario controllare il numero indicato sulla carta di circolazione e cercare quindi questi venditori. Se non si trovano, appunto, perché le gomme della vostra auto d’epoca sono obsolete e non vengono più prodotte, allora è necessario consultare le tabelle predisposte dal Ministero dei Trasporti. Si tratta di un elenco in cui compaiono tutti gli pneumatici obsoleti per automobili e autoveicoli fino a 3,5 tonnellate e loro rimorchi, e quelli equivalenti, oggi reperibili in commercio. Una volta trovato il numero dello pneumatico corrispondente e quindi adatto per il montaggio sulla vostra auto d’epoca, basta comprare le gomme da un rivenditore specializzato e farle montare dal vostro gommista di fiducia, per essere pronti a circolare su strada.

A proposito di questo, ricordiamo che le auto d’epoca possono circolare liberamente su strada per partecipare a manifestazioni. L’assicurazione quindi serve solo per percorrere il tracciato determinato dall’evento. Il proprietario del veicolo deve chiedere all’Ufficio Provinciale del Dipartimento per i Trasporti Terrestri il foglio di via e la targa provvisoria per la circolazione temporanea. Le auto di interesse storico, se iscritte all’ASI, possono circolare su strada e sono già in possesso di quel che serve per la copertura assicurativa.

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Kia Sportage: modelli, prezzi, dotazioni e foto

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La quarta generazione della Kia Sportage – nata nel 2016 e sottoposta a un restyling nel 2018 – è una SUV compatta coreana disponibile a trazione anterioreintegrale.

In questa guida all’acquisto della Kia Sportage analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino della Sport Utility asiatica: prezzimotoriaccessori, prestazioni, pregidifetti e chi più ne ha più ne metta.

Le foto della Kia Sportage

Kia Sportage: le caratteristiche principali

La quarta serie della Kia Sportage è una delle SUV compatte più ingombranti in commercio (quattro metri e mezzo di lunghezza) ma anche una delle più spaziose per i passeggeri.

L’abitacolo presenta qualche imprecisione di troppo nelle finiture delle zone più nascoste e il bagagliaio potrebbe essere più capiente.

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Gli allestimenti della Kia Sportage

Gli allestimenti della Kia Sportage sono cinque: UrbanBusiness ClassStyleGT LineGT Line Plus.

Kia Sportage Urban

La dotazione di serie della Kia Sportage Urban – accessibile ma povera – comprende:

  • 7 anni di garanzia/150.000 km (secondo disposizioni della Casa)

Esterni

  • Cerchi in lega da 17″
  • Fari alogeni con proiettori bi funzione
  • Luci diurne e di posizione a LED
  • Fari fendinebbia
  • Sensore crepuscolare
  • Barre longitudinali al tetto
  • Linea di cintura cromata
  • Maniglie esterne in tinta con la carrozzeria
  • Griglia anteriore verniciata in nero
  • Specchietti retrovisori in tinta con la carrozzeria, regolabili elettricamente

Interni

  • Volante a tre razze rivestito in pelle
  • Pomello del cambio rivestito in pelle
  • Climatizzatore manuale
  • Bocchette di ventilazione posteriore
  • Bracciolo anteriore con vano portaoggetti
  • Console superiore con vano porta occhiali
  • Maniglie interne in metal look
  • Poggiatesta anteriori regolabili in 4 direzioni
  • Sedili posteriori ripiegabili 60:40
  • Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori – funzione auto down lato guida

Tecnologia

  • Radio DAB con schermo touchscreen da 8″ con Apple CarPlay/Android Auto
  • Bluetooth con riconoscimento vocale e comandi audio al volante
  • Cruise Control con Speed Limiter
  • ISG Stop&Go
  • Retrocamera con linee guida dinamiche
  • Sensori di parcheggio posteriori
  • Presa USB anteriore

Sicurezza

  • ABS, ESC, DBC, HAC, TSA (Trailer Stability Assist)
  • Airbag frontali, laterali e a tendina
  • Sistema antifurto con immobilizer
  • Sistema Isofix a doppio ancoraggio su sedute posteriori
  • Tire Mobility Kit
  • Sistema di monitoraggio pressione pneumatici (TPMS)

Kia Sportage Business Class

La Kia Sportage Business Class – la versione che ci sentiamo di consigliare – è caratterizzata da un prezzo interessante e da una dotazione di serie povera. Costa 1.500 euro più della Urban a parità di motore e aggiunge:

Esterni

  • Specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente, riscaldati e con indicatori di direzione LED integrati

Interni

  • Climatizzatore automatico bi-zona
  • Sedile passeggero regolabile in altezza
  • Supporto lombare elettrico lato guida

Tecnologia

  • Kia Navigation System DAB con schermo touchscreen da 8″, Apple CarPlay/Android Auto
  • Kia UVO Connect con 7 anni di traffico dati e aggiornamento mappe
  • Sensore pioggia
  • Freno di stazionamento elettronico (EPB, solo con cambio DCT)
  • Drive Mode Select – Selettore modalità di guida (solo con cambio DCT)

Sicurezza

  • Sistema di avviso e correzione superamento della carreggiata (LKA)
  • Sistema di riconoscimento dei limiti di velocità (ISLW)
  • Sistema di rilevamento stanchezza conducente (DAW)

Kia Sportage Style

La Kia Sportage Style – conveniente ma povera – costa 1.500 euro più della Business Class a parità di motore e aggiunge:

Esterni

  • Cerchi in lega da 19″
  • Fari anteriori Full LED
  • Vetri posteriori e lunotto oscurati
  • Protezioni sottoscocca anteriori e posteriori in vernice silver
  • Griglia anteriore in vernice high glossy
  • Maniglie esterne semicromate
  • Modanatura laterale cromata

Interni

  • Fascia centrale in high glossy
  • Maniglie interne in vernice satin chrome
  • Alzacristalli anteriori elettrici con funzione auto up&down e safety

Tecnologia

  • Sensori di parcheggio anteriori

Kia Sportage GT Line

La Kia Sportage GT Line – cara e povera – costa 2.250 euro più della Style a parità di motore e aggiunge:

Esterni

  • Cerchi in lega da 19″ con disegno dedicato GT Line
  • Fari fendinebbia anteriori a LED “Ice Cubes”
  • Fari posteriori a LED
  • Griglia anteriore high glossy con trama dedicata
  • Modanatura laterale dark chrome
  • Protezioni sottoscocca posteriori in vernice silver con doppio terminale integrato

Interni

  • Sedili rivestiti in tessuto misto pelle
  • Volante sportivo a D a tre razze rivestito in pelle
  • Paddles al volante (solo con cambio DCT)
  • Pedaliera in alluminio
  • Soglia battitacco GT Line

Tecnologia

  • Supervision Cluster da 4,2″
  • Smart Key con Start Button
  • Presa USB posteriore
  • Retrovisore interno elettrocromatico (ECM)

Sicurezza

  • Sistema di assistenza alla frenata d’emergenza con riconoscimento vetture e pedoni (FCA)
  • Sistema di monitoraggio angolo cieco (BCW)

Kia Sportage GT Line Plus

La Kia Sportage GT Line Plus – ricca ma cara – costa 2.750 euro più della GT Line a parità di motore e aggiunge:

Esterni

  • Tetto panoramico apribile elettricamente

Interni

  • Sedili anteriori regolabili elettricamente
  • Illuminazione interna e bagagliaio a LED

Tecnologia

  • Portellone posteriore ad apertura intelligente (Smart Power Tailgate)
  • Sistema audio premium JBL con tweeters ed amplificatore
  • Telecamera con visuale 360° (Around View Monitor)
  • Wireless Phone Charger

Sicurezza

  • Cruise control adattivo con funzione Stop&Go (SCC)

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Kia Sportage: modelli e prezzi di listino

Di seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della quarta generazione della Kia Sportage. La gamma motori della SUV compatta coreana è composta da quattro unità:

  • un 1.6 a GPL da 126 CV
  • un 1.6 turbodiesel mild hybrid CRDI da 136 CV
  • un 2.0 turbodiesel mild hybrid CRDI da 185 CV
  • un 1.6 turbodiesel CRDI da 115 CV

Kia Sportage 1.6 ECOGPL (da 26.750 euro)

La Kia Sportage 1.6 ECOGPL (prezzi fino a 29.750 euro) – variante a GPL della crossover asiatica – ospita sotto il cofano un motore silenzioso, abbastanza parco nei consumi e con una cilindrata contenuta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto. Una Sport Utility che punta più sul comfort che sul piacere di guida poco briosa (“0-100” in 11,5 secondi), non molto brillante ai bassi regimi e povera di cavalli (126) e di coppia (145 Nm).

Kia Sportage 1.6 CRDI 136 CV Mild Hybrid (da 28.250 euro)

La Kia Sportage 1.6 CRDI 136 CV Mild Hybrid (prezzi fino a 40.000 euro) è la versione ibrida della SUV coreana che ci sentiamo di consigliare. Agile nelle curve ma povera di cavalli, regala consumi bassi in città (un po’ altini, però, quando si preme più a fondo il pedale dell’acceleratore).

Kia Sportage 2.0 CRDI Mild Hybrid (41.500 euro)

La Kia Sportage 2.0 CRDI Mild Hybrid è la versione più grintosa della Sport Utility coreana e ospita sotto il cofano un motore 2.0 turbodiesel CRDI mild hybrid da 185 CV e 400 Nm di coppia.

Kia Sportage 1.6 CRDI (da 26.750 euro)

La Kia Sportage 1.6 CRDI (prezzi fino a 29.750 euro), variante diesel della SUV coreana, monta un motore povero di cavalli (115) e un po’ rumorosetto che si riscatta con una spinta interessante ai bassi regimi. Nel misto stretto esistono rivali più coinvolgenti.

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Kia Sportage: gli optional

La dotazione di serie della Kia Sportage andrebbe a nostro avviso arricchita con la vernice metallizzata (750 euro). Sulla versione Urban aggiungeremmo il Comfort Pack (500 euro: climatizzatore automatico bi-zona, sensore pioggiasedile passeggero regolabile in  altezza  e specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente, riscaldati e con indicatori di direzione LED integrati) mentre sulla Style ci vorrebbe il Techno & Safety Pack (1.250 euro: sistema di assistenza alla frenata d’emergenza con riconoscimento vetture e pedoni FCA, Smart Key con Start Button e retrovisore interno elettrocromatico ECM).

Il Panorama Sunroof Pack (1.000 euro: tetto panoramico apribile elettricamente e illuminazione interna e bagagliaio a LED) starebbe bene sulla GT Line mentre sulla GT Line Plus ci vorrebbe il Lounge Pack (1.500 euro: sedili anteriori e posteriori riscaldabili, sedili anteriori ventilati, sedili in pelle nera con cuciture rosse e volante in pelle riscaldabile).

Kia Sportage usata

La quarta generazione della Kia Sportage è molto richiesta sul mercato dell’usato: per i primi esemplari del 2016 a trazione anteriore della SUV coreana dotati del motore 1.7 turbodiesel CRDI da 115 CV bastano meno di 13.000 euro.

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Cinghia dei servizi, cos’è e a che cosa serve

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La cinghia dei servizi è un elemento fondamentale dell’auto, nonostante questo purtroppo spesso passa in secondo piano, invece è necessaria per il corretto funzionamento della vettura, e per questo è importante una buona manutenzione. Vediamo di cosa si tratta e a cosa serve.

La differenza tra cinghia dei servizi e cinghia di distribuzione

Quando parliamo della cinghia dei servizi non dobbiamo confonderla con la cinghia di distribuzione, si tratta di due elementi differenti, che cooperano tra loro per il corretto funzionamento del motore dell’auto, ma che agiscono su diverse componenti. La cinghia di distribuzione infatti alimenta il sistema principale, andando ad agire sugli alberi a camme, e sincronizza le fasi di apertura e chiusura delle valvole con la posizione e il movimento dei pistoni. Invece la cinghia dei servizi ha un ruolo secondario, e va ad alimentare un circuito ausiliario, nonostante questo, non va assolutamente considerata come un elemento marginale e di minore importanza.

Perché è importante controllare il funzionamento della cinghia dei servizi

Anche se la funzione della cinghia dei servizi è semplice, è di fondamentale importanza per il funzionamento dell’auto. Essa trasforma il movimento dell’albero a motore in energia e alimenta tutto quello che è complementare al motore, quindi il compressore del climatizzatore, le pompe dell’acqua e del servofreno, l’alternatore. Il consiglio è quello di fare un controllo alla cinghia almeno una o due volte all’anno, non fare mai passare più di 12 mesi.

A cosa serve la cinghia dei servizi

L’alternatore è uno degli elementi di maggiore interesse per la cinghia dei servizi, se questo non gira correttamente, l’auto infatti non produce energia. Da questa dipendono quindi il funzionamento degli alzacristalli, dei fari e degli impianti audio e di climatizzazione e tutto ciò che viene alimentato dal suo circuito elettrico.

La cinghia garantisce una guida fluida mediante il servosterzo, il suo danneggiamento quindi potrebbe farci tornare a quello sterzo duro che caratterizzava le auto del passato. Come abbiamo già visto prima, la cinghia dei servizi permette anche il funzionamento del climatizzatore, perché si occupa di azionarne il compressore.

Altro compito della cinghia dei servizi è quello di alimentare la pompa di raffreddamento, che consente al liquido refrigerante di circolare in maniera forzata e permettere lo scambio termico. Questo è fondamentale, visto che un motore surriscaldato potrebbe subire un danneggiamento anche molto grave e irreversibile.

Come sostituire la cinghia dei servizi

La sostituzione della cinghia dei servizi è un’operazione complessa, sicuramente non può essere considerata uno degli interventi semplici da realizzare anche in autonomia, come ad esempio il gonfiaggio delle gomme, la pulizia dell’auto o il rabbocco di olio e vari liquidi. Per questo lavoro servono degli strumenti appositi e delle conoscenze approfondite del motore, che solo un professionista esperto del settore può avere, e forse pochi altri soggetti appassionati di meccanica. Se non rientrate in una di queste due categorie quindi evitate il fai da te se dovete cambiare la cinghia dei servizi e affidatevi ad un meccanico, non acquistate un prodotto di fascia bassa per risparmiare, perché ci sono dei marchi molto validi che offrono sul mercato cinghie ed elementi ottimi. Fatevi chiaramente consigliare dalla vostra officina di fiducia, per non sbagliare. La cinghia dei servizi deve essere inserita prestando attenzione alla corretta tensione da applicare e al posizionamento sulle pulegge che garantiscono il movimento al circuito. Per questo è un lavoro che deve fare un professionista.

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Pulizia del volante in pelle, metodi e passaggi utili

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Tenere ben pulita la propria auto non deve essere solo il pensiero degli appassionati di motori, che tengono appunto le proprie vetture perennemente immacolate, come dei veri gioielli. Dovrebbe essere l’abitudine di tutti gli automobilisti, perché è sinonimo di igiene e importante dal punto di vista salutare. Sono le nostre parti del corpo infatti a stare a stretto contatto con tutti gli elementi dell’auto, che è bene che siano quindi ben puliti e igienizzati, primo di tutti il volante, insieme al cambio e al freno a mano.

Volante sporco, come tenerlo pulito

Spesso purtroppo, come abbiamo detto, non si presta la giusta attenzione al volante della macchina, a mantenerlo ben pulito e igienizzato; è uno degli elementi che viene maggiormente trascurato, nonostante sia quello che tocchiamo più spesso e che più viene a contatto con lo sporco e con i microbi. Dal finestrino dell’auto aperto infatti entra lo smog, le nostre mani toccano tantissime superfici prima di finire sul volante, e via dicendo.

È importante tenere sempre ben pulita l’auto, soprattutto l’abitacolo, e non dimenticare alcun elemento che trovate all’interno. Non è difficile mantenere igienizzato e ben deterso il volante, la prima cosa da fare ad esempio è tenere la buona abitudine di lavare spesso le mani che appoggiamo su di esso. In questo modo il volante rimane sicuramente pulito più a lungo.

Potrebbe essere molto utile avere sempre con sé anche un panno umido in microfibra, da passare solo sul volante per eliminare la sporcizia e la polvere e evitare anche che le nostre mani siano sempre a contatto con batteri che potremmo portare poi sul resto del corpo, ad esempio toccandoci il viso, la bocca o gli occhi e quindi rischiando delle infezioni.

Volante in pelle, come pulirlo in maniera delicata ma efficace

Se il volante della propria auto è in pelle, allora è importante prestare particolare attenzione e utilizzare dei prodotti specifici. Per i normali volanti in plastica infatti basta un detergente universale, da usare con un panno in microfibra; il volante in pelle è più delicato, rischia di opacizzarsi, perdere la sua naturale lucentezza e soprattutto di danneggiarsi in maniera irreversibile.

È bene quindi passare il panno in microfibra umido e un prodotto specifico, ripassare il panno per risciacquare e infine usare una soluzione apposita protettiva per la pelle. Non usate mai detergenti aggressivi e abrasivi, perché potrebbero andare a creare delle macchie sulla pelle, che poi diventano praticamente impossibili da togliere.

Il volante in pelle è un elemento molto elegante e di pregio in un’automobile, non per questo non deve essere lavato per paura di rovinarlo anzi. Pulirlo costantemente e con i prodotti giusti aiuta a mantenerlo sempre bello e lucido, a non alterarne il colore e ovviamente a eliminare lo sporco, la polvere e eventuali batteri che vi si depositano, pericolosi per la nostra salute. Nel caso in cui dobbiate pulire il vostro volante in pelle e non sapete quali prodotti usare o se semplicemente avete paura di rovinarlo, allora affidatevi ad un professionista esperto del settore che può occuparsene o darvi dei consigli per un’ottima manutenzione.

Tutti gli interni dell’auto devono essere mantenuti sempre ben puliti e igienizzati, per i sedili in pelle valgono le stesse regole del volante: non usate prodotti e strumenti che possano rovinarli, siate delicati.

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Autoscuole e coronavirus: tutte le novità

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Le autoscuole hanno riaperto ufficialmente dopo un lungo periodo di chiusura dovuto al lockdown.

Di seguito troverete tutto quello che c’è da sapere su cosa è cambiato nel mondo delle scuole guida dopo la riapertura: lezioni ed esami di teoria e di pratica durante l’emergenza Covid-19.

Autoscuole e coronavirus: gli esami di teoria

Oltre al rispetto dei generali principi di pulizia, DPI e regole di comportamento sarà necessario provvedere a:

  • Limitare il coefficiente di riempimento delle aule esami prevedendo l’accesso di candidati per ciascun turno in numero tale da garantire un rapporto superficie aula /n. candidati + 1 (esaminatore) non inferiore a 4 mq/occupante
  • Installare, ove possibile, schermi parafiato in plexiglass su tre lati delle postazioni d’esame di altezza pari almeno, indicativamente, a 60 cm dal livello della scrivania (in caso di disponibilità di detti schermi il rapporto minimo di cui al punto precedente è ridotto a 3 mq/occupante)
  • Organizzare sessioni di igienizzazione straordinaria tra ciascun turno d’esame per la disinfezione di monitor, scrivanie, eventuali schermi parafiato, maniglie, bagni
  • Differenziare i percorsi di ingresso ed uscita dall’aula e dall’edificio esami
  • Per gli uffici dotati di più di un’aula esami, articolare l’avvio dei turni d’esame in orari sfalsati al fine di evitare l’assembramento esterno dei candidati in attesa
  • Rilasciare, fino a conclusione dell’emergenza sanitaria in corso, tutte le regole tese al mescolamento dei candidati sulle aule d’esame e sui turni, privilegiando invece l’aggregazione, in unico turno (e possibilmente anche unica aula), dei candidati conferiti dalla stessa autoscuola o dallo stesso gruppo di autoscuole. Detta metodologia è atta a limitare il più possibile la promiscuità dei “nuovi” contatti e lo stazionamento, nei pressi delle aule, di candidati in attesa del proprio turno d’esame o di candidati che, avendo già sostenuto la propria prova, aspettano, per essere ricondotti al proprio domicilio, i colleghi della stessa autoscuola inseriti in turni successivi
  • Poiché, in ragione della intervenuta necessità di distanziamento, soltanto una parte delle postazioni d’esame potrà essere utilizzata, ampliare – con la flessibilità eventualmente offerta da nuove, mirate e contingenti modalità di articolazione della prestazione lavorativa – le finestre temporali di fruizione delle aule al fine di incrementare la “produttività” delle postazioni stesse e soddisfare, il più possibile, la domanda dell’utenza. Le regole di distanziamento, sanificazione delle superfici, dei locali e degli impianti di climatizzazione, nonché le regole di accesso alle aule e gli obblighi di utilizzo di DPI e strumenti di igienizzazione delle mani sono le medesime adottate presso gli uffici della Motorizzazione. L’esaminatore incaricato avrà l’obbligo tassativo di sospendere o non avviare la prova d’esame qualora anche uno soltanto degli obblighi o delle regole sopra richiamate non fossero pienamente rispettare
  • Trasferire l’esito d’esame, corredato dalla scheda compilata e da quella corretta, solamente tramite comunicazione telematica alle autoscuole che hanno conferito il candidato e, nel caso di candidati privatisti, all’indirizzo mail comunicato allo scopo in fase di prenotazione
  • Rendere accessibile esclusivamente su Internet (in home page del Portale dell’Automobilista) il video di “autoistruzione” oggi proiettato prima dell’inizio della prova d’esame. I candidati saranno tenuti a prenderne visione presso l’autoscuola o autonomamente sul web (per i candidati privatisti). Ciò è finalizzato a ridurre la permanenza dei candidati in aula al solo tempo necessario per l’esecuzione della prova d’esame

Autoscuole e coronavirus: gli esami di guida per le patenti A e D

La non presenza del candidato a bordo, nel caso degli esami per la patente A, e le dimensioni dell’abitacolo (nel caso degli esami per la patente D) rendono sufficiente prevedere il rigoroso e continuativo utilizzo dei DPI nel corso dell’esame da parte di tutti gli attori coinvolti.

Autoscuole e coronavirus: gli esami di guida per le patenti B

Il Comitato Tecnico Scientifico del Dipartimento della Protezione Civile rileva la criticità delle fasi d’esame che prevedono la presenza contemporanea di tre persone (candidato, istruttore/accompagnatore, esaminatore) all’interno del veicolo e raccomanda che, fermo restando l’uso obbligatorio dei DPI (mascherina protettiva e guanti monouso) per tutti gli occupanti, la contemporanea occupazione non possa superare i 15 minuti scaduti i quali sarà necessario procedere al completo ricambio dell’aria e alla igienizzazione dello stesso prima di continuare la prova,

Autoscuole e coronavirus: gli esami di guida per le patenti C

Qualora i veicoli utilizzati per l’esame siano del tipo con “cabina allungata” e doppia fila di posti a sedere, gli accorgimenti da seguire saranno gli stessi indicati per gli esami per le patenti B. Qualora, invece, i veicoli adibiti alla prova di guida fossero del tipo a “cabina corta” con singola fila di posti a sedere, sarà necessario operare in modalità “esami per patente A”. L’esaminatore dovrà seguire con un’autovettura messa a disposizione dall’autoscuola o dal consorzio, oppure con la propria autovettura, il veicolo condotto dal candidato accompagnato dal solo istruttore. Le indicazioni sulle manovre da effettuarsi saranno impartite dall’esaminatore mediante sistema di ricetrasmittenti Walkie Talkie ad attivazione vocale operanti su frequenza civile.

Autoscuole e coronavirus: gli esami di guida per le patenti E

La modalità d’esame segue le modalità definite per la categoria del veicolo trattore. Le prove di valutazione delle capacità e dei comportamenti per il conseguimento delle patenti di guida si svolgeranno nelle suddette modalità, salvo che non intervengano fattori diversi che ne comportino la necessità di aggiornamento, per tutta la durata dell’emergenza sanitaria in corso.

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