MotoGP 2020 – Ancora Quartararo, tripletta Yamaha in Andalusia

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Ancora Fabio Quartararo: il pilota francese ha vinto (anzi, ha dominato) anche il GP dell’Andalusia Jerez e ha consolidato la leadership nella MotoGP 2020.

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MotoGP of Andalucia – Qualifying

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MotoGP of Andalucia – Previews

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MotoGP of Andalucia – Free Practice

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Un weekend da ricordare per la Yamaha: la Casa di Iwata – grazie al secondo posto di Maverick Viñales e alla terza piazza di Valentino Rossi – ha portato a casa una tripletta che mancava da ben sei anni (Australia 2014).

MotoGP 2020 – GP Andalusia: le pagelle

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Fabio Quartararo (Yamaha)

Un inizio di stagione strepitoso per Fabio Quartararo, capace di conquistare due vittorie nei primi due appuntamenti della MotoGP 2020 e di ottenere tre podi consecutivi se consideriamo l’ultima corsa del 2019.

Il centauro francese ha dominato – a differenza di domenica scorsa – la gara lasciando le briciole agli avversari e solo nei primi giri ha dovuto difendersi dagli attacchi di Viñales.

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Maverick Viñales (Yamaha)

Maverick Viñales ha commesso qualche errore di troppo nella prima parte del GP d’Andalusia ma si è riscattato nel finale superando Rossi.

Il bilancio dopo le prime due corse della MotoGP 2020 può apparire positivo – due secondi posti – ma non è così se si considera il fatto che ha perso due volte su due contro il futuro compagno di squadra Quartararo.

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Takaaki Nakagami (Honda)

Il quarto posto nel GP d’Andalusia di Takaaki Nakagami è passato un po’ sotto silenzio ma il pilota giapponese ha ottenuto il miglior piazzamento in carriera nella classe regina.

Una grande prova a Jerez fatta di concretezza e velocità.

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Valentino Rossi (Yamaha)

Valentino Rossi è tornato sul podio (evento che non si verificava da aprile 2019) dopo una corsa eccezionale giocata in difesa e caratterizzata da staccate al limite.

Va detto, però, che senza il ritiro di Bagnaia difficilmente sarebbe riuscito a conquistare la “top 3″…

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Yamaha

Jerez abbiamo assistito alla grande festa Yamaha.

La Casa giapponese ha approfittato dell’assenza di Márquez per portare a casa una tripletta che mancava dal lontano 2014. Punti importantissimi per la lotta al titolo iridato.

MotoGP 2020 – I risultati del GP d’Andalusia

Prove libere 1

1 Maverick Viñales (Yamaha) 1:37.063
2 Valentino Rossi (Yamaha) 1:37.205
3 Brad Binder (KTM) 1:37.370
4 Franco Morbidelli (Yamaha) 1:37.416
5 Pol Espargaró (KTM) 1:37.442

Prove libere 2

1 Takaaki Nakagami (Honda) 1:37.715
2 Johann Zarco (Ducati) 1:37.870
3 Pol Espargaró (KTM) 1:37.889
4 Franco Morbidelli (Yamaha) 1:38.010
5 Maverick Viñales (Yamaha) 1:38.107

Prove libere 3

1 Maverick Viñales (Yamaha) 1:36.584
2 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:36.643
3 Jack Miller (Ducati) 1:36.710
4 Takaaki Nakagami (Honda) 1:36.842
5 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:36.847

Prove libere 4

1 Takaaki Nakagami (Honda) 1:37.514
2 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:37.679
3 Pol Espargaró (KTM) 1:37.812
4 Maverick Viñales (Yamaha) 1:37.873
5 Franco Morbidelli (Yamaha) 1:38.040

Qualifiche

1 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:37.007
2 Maverick Viñales (Yamaha) 1:37.102
3 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:37.176
4 Valentino Rossi (Yamaha) 1:37.342
5 Miguel Oliveira (KTM) 1:37.344

Warm up

1 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:37.710
2 Andrea Dovizioso (Ducati) 1:37.824
3 Maverick Viñales (Yamaha) 1:37.848
4 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:37.862
5 Takaaki Nakagami (Honda) 1:37.902

Le classifiche
La classifica del GP d’Andalusia 2020
Fabio Quartararo (Yamaha) 41:22.666
Maverick Viñales (Yamaha) + 4,5 s
Valentino Rossi (Yamaha) + 5,5 s
Takaaki Nakagami (Honda) + 6,1 s
Joan Mir (Suzuki) + 7,7 s
Classifica Mondiale Piloti
Fabio Quartararo (Yamaha) 50 punti
Maverick Viñales (Yamaha) 40 punti
Andrea Dovizioso (Ducati) 26 punti
Takaaki Nakagami (Honda) 19 punti
Pol Espargaró (KTM) 19 punti

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Spedire la propria auto: quali sono le opzioni e le scelte migliori

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Spedire un’automobile è una pratica molto più comune di quanto si possa pensare. I motivi per farlo possono essere molteplici: l’acquisto di una vettura in un luogo molto lontano da quello di residenza, il trasferimento definitivo in un’altra città o in un altro Paese, il recupero di una vettura rimasta in panne, la consegna di un’automobile d’epoca o anche la necessità di farsi recapitare un veicolo il prima possibile da parte di un concessionario che deve soddisfare un cliente importante o molto esigente.

Gli esempi non mancano e anche le modalità di spedizione di un’auto sono molteplici. Il mezzo più utilizzato è la bisarca, l’autocarro a due piani specifico proprio per il trasporto delle automobili. In alternativa si può spedire anche con una nave e con un aereo. Una volta il trasporto poteva avvenire addirittura via treno. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla spedizione di un’automobile: opzioni, scelte migliori, modalità e costi.

Spedire la propria automobile con la bisarca

La bisarca è in assoluto il mezzo più utilizzato per il trasporto di automobili. L’autocarro a due piani, concepito appositamente per trasportare le vetture, rappresenta una soluzione immediata, semplice e con un costo relativamente basso, vista la nascita di diversi servizi online low cost che gestiscono il trasporto dei veicoli. Il prezzo, ovviamente, può variare in base a tutta una serie di fattori. Il chilometraggio incide molto sui costi, così come il luogo di ritiro e di consegna, insieme alla flessibilità delle date. Molto dipende anche dalle condizioni dell’automobile da spedire: trasportare un’auto non funzionante, infatti, porta a costi maggiori.

Spedire un’auto tramite nave

La nave è una valida alternativa al trasporto di veicoli su bisarca, anche se potrebbe avere dei costi leggermente superiori, soprattutto se la destinazione da raggiungere è molto distante dal punto di partenza. Se in molti hanno già provato l’esperienza di imbarcarsi con la propria vettura a bordo di una nave o di un traghetto per raggiungere una località di vacanza, non tutti sanno che è possibile farlo anche senza essere presenti. Il trasporto navale di un’automobile è un’operazione che prevede una gestione burocratica più complessa e impegnativa rispetto a quello con a bordo il proprietario della vettura, in quanto il veicolo viene considerato come una merce. Tante compagnie marittime mettono a disposizione il servizio cargo: in Italia ce ne sono diverse con rotte verso i principali porti del Mediterraneo.

Come spedire l’automobile con l’aereo

Spedire un’auto con l’aereo diventa un’operazione necessaria se la destinazione da raggiungere si trova all’estero, in un Paese lontano o in un altro continente. In termini di tempo, ovviamente, il trasporto via aereo risulta molto vantaggioso. Il costo, per forza di cose, è maggiore rispetto a quello del trasporto stradale o via mare. Spedire l’automobile con l’aereo è consigliato, di norma, solo a chi necessita il trasporto in tempi rapidi senza badare troppo al risparmio. In Italia ci sono diverse compagnie che mettono a disposizione il servizio. Sui costi incidono diversi fattori come il modello, l’anno di fabbricazione, il motore della vettura e anche le dimensioni che servono a calcolare la sporgenza.

Spedizione di un’auto in treno

Al giorno d’oggi non è più possibile spedire un’automobile con il treno, o almeno non in Italia. In passato Trenitalia offriva il trasporto delle vetture ma il servizio non è più disponibile dal 2011. Esistono comunque delle eccezioni. La società svizzera SBB CFF FFS, per esempio, effettua il servizio auto sul treno andata e ritorno da Iselle a Briga, al traforo del Sempione. La compagnia ferroviaria austriaca OBB-Personenverkehr AG, invece, consente di caricare auto e moto alla partenza del treno che percorre la tratta Livorno Centrale-Vienna e ritorno.

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Accessori auto per le vacanze: gli indispensabili per partire sicuri

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Nonostante le nostre abitudini di viaggio siano notevolmente cambiate nel corso degli ultimi anni, il “road trip” in auto resta ancora una delle opzioni preferite per le vacanze estive degli italiani. I vantaggi di questa opzione, d’altronde, sono indubbi: ci si può fermare quando e dove si vuole, si può viaggiare “slow” ed è possibile organizzare soste lungo la strada in città o borghi che si vorrebbero visitare. E, se ben organizzate, le vacanze in auto consentono anche di risparmiare rispetto ai viaggi in aereo.

Per viaggiare al meglio, però, è necessario attrezzarsi a dovere, acquistando degli accessori da viaggio che possano tornare utili in macchina. Oggetti che hanno un costo di qualche decina di euro al massimo, ma che renderanno di gran lunga più confortevole il road trip che stiamo per affrontare.

Compressore digitale portatile

Anche se per alcuni potrebbe sembrare una precauzione eccessiva, avere a bordo dell’auto un compressore portatile può essere di grande aiuto nel caso in cui uno degli pneumatici inizi a perdere pressione e non siamo nelle vicinanze di un’area di servizio. Negli ultimi anni, poi, sono stati rilasciati sul mercato dei cosiddetti “compressori digitali” che, grazie alla batteria di cui sono dotati e alla taratura elettronica, consentono di gonfiare lo pneumatico – non solo dell’auto ovviamente, ma anche della bici o della moto – alla pressione preferita.

Adattatore accendisigari-USB

Restano in ambito tecnologico, se così possiamo dire, un accessorio da viaggio che potrebbe tornare utile a noi e a chi si trova con noi in auto è un caricabatterie USB da auto. Questo piccolo dongle si infila nell’accendisigari e, sfruttando l’alimentazione, consente di ricaricare smartphone, tablet, fotocamere digitali e ogni altro dispositivo dotato di batteria (compreso il compressore digitale, ad esempio). Esistono modelli, poi, dotati di due, tre o addirittura quattro ingressi, in modo che sia possibile caricare più dispositivi contemporaneamente senza alcun problema.

Mini kit pronto soccorso

Acqua ossigenata e soluzione fisiologica, garza, termometro, pinze e cerotti. Questi alcuni dei prodotti che è utile avere all’interno di un mini kit di pronto soccorso da tenere sempre in auto con sé, e non solo quando si sta affrontando un viaggio lunghe diverse centinaia di chilometri.

Dash cam

Tornando in ambito hi-tech, una dash cam può essere un accessorio molto utile per una lunga serie di motivi. Questa telecamerina da montare sul parabrezza, infatti, permette di registrare tutto il viaggio in auto, così da poterlo poi scaricare su PC e realizzare un breve video della nostra vacanza. La Dash cam, però, può tornare utile anche nel malaugurato caso rimanessimo coinvolti in un incidente stradale. Le immagini registrate, infatti, potranno essere utilizzate per ricostruire la dinamica e scoprire cosa sia esattamente successo.

Set attrezzi

Quando si sta per affrontare un lungo viaggio in auto è sempre meglio dotarsi di un set di attrezzi, da lasciare nel portabagagli o dove si ritiene più opportuno. In questo modo, se dovessimo fare una piccola riparazione volante o avessimo la necessità di smontare qualcosa non ci troveremo in difficoltà.

Tendine parasole

Chi ha fatto molti viaggi in auto sa quanto possa essere fastidiosa la luce del sole che passa attraverso il finestrino e ci costringe a chiudere gli occhi. Per questo motivo potrebbero tornare molto utili delle tendine parasole che non solo permettono di viaggiare evitando fastidiosi riflessi, ma aiutano anche a mantenere bassa la temperatura interna dell’abitacolo, senza che ci sia bisogno di utilizzare il climatizzatore a temperatura troppo bassa.

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Climatizzatore auto: qual è il momento giusto per farlo controllare?

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Come ogni altro componente dell’auto, anche il climatizzatore ha bisogno di essere manutenuto a regola d’arte. E, invece, il più delle volte ci si dimentica che per funzionare al meglio e per evitare di sovraccaricare compressore e motore, il sistema di climatizzazione del veicolo dovrebbe essere regolarmente controllato dal meccanico di fiducia.

Però, mentre tutti (o quasi) sappiamo ogni quanti chilometri deve essere effettuato il tagliando alla macchina oppure ogni quanti chilometri vanno invertiti o sostituiti gli pneumatici, pochi conoscono le “tempistiche” della manutenzione del climatizzatore auto. Se ci venisse chiesto, a bruciapelo, qual è il momento giusto di farlo controllare e quando vanno sostituiti i filtri che purificano l’aria, infatti, difficilmente sapremmo rispondere. E dire, invece, che anche in questo caso le risposte, sono piuttosto semplici.

Manutenzione climatizzatore auto: le differenze

Prima di parlare delle tempistiche, però, è necessario chiarire quali sono le operazioni di manutenzione cui dovremmo sottoporre il sistema di climatizzazione del veicolo. Di fatto, esiste una manutenzione ordinaria del climatizzatore e una straordinaria. La prima prevede la sostituzione del filtro antipolline e degli altri filtri che depurano l’aria utilizzata dal sistema di climatizzazione. La seconda, invece, riguarda il gas utilizzato dal compressore per raffreddare il veicolo che, con il passare del tempo, perde di efficacia e va quindi sostituito.

Come si può facilmente intuire, la prima operazione va effettuata con maggior frequenza, mentre la ricarica del gas del climatizzatore auto può essere fatta con scadenze a “medio-lungo” termine. Scopriamo quando.

Manutenzione ordinaria climatizzatore: ogni quanto controllarlo

Partiamo, dunque, da quella che abbiamo definito come “manutenzione ordinaria” del condizionatore dell’auto. I vari filtri che si occupano della depurazione dell’aria (come il già citato filtro anti-polline) devono essere sostituiti piuttosto frequentemente, in maniera particolare se facciamo un ampio utilizzo dell’aria condizionata. Con il passare del tempo, infatti, i filtri si intasano e, oltre a non svolgere adeguatamente il loro lavoro, finiscono con il sovraccaricare l’intero sistema di condizionamento.

Buona norma vuole che i filtri vadano sostituiti ogni 15 mila chilometri, così da assicurare il perfetto funzionamento del climatizzatore auto. Insomma, più o meno la stessa frequenza con la quale siamo chiamati a fare il tagliando all’auto. Pur non essendoci un’indicazione univoca, il momento migliore per cambiare i filtri del condizionatore è poco prima della fine della primavera (tra maggio e giugno, indicativamente), così che in estate il sistema funzioni al meglio.

Manutenzione straordinaria climatizzatore: quando cambiare gas

La cosiddetta manutenzione straordinaria, invece, non richiede le stesse tempistiche della sostituzione dei filtri. La ricarica del gas del climatizzatore, infatti, dovrebbe essere fatta ogni 60 mila chilometri, ma tutto dipende dall’utilizzo che facciamo dell’auto e dalla frequenza con la quale accendiamo il condizionatore all’interno dell’abitacolo. Diversi fattori, però, possono incidere sulla “longevità” del gas, che potrebbe dover essere cambiato anche prima rispetto alla scadenza ordinaria.

Come ci si accorge che è arrivato il momento di fare la ricarica? Prima di tutto, dalla velocità con cui si raffredda l’abitacolo una volta che è stata accesa l’aria condizionata. Quando non ci sono problemi di sorta, infatti, il sistema impiega qualche minuto al massimo per raggiungere la temperatura perfetta; al contrario, quando il gas sta per terminare o è da sostituire, il processo richiede molto più tempo. Inoltre, quando il gas sta per esaurirsi, dalle bocchette fuoriesce un odore particolarmente sgradevole.

Quando questi sintomi dovessero presentarsi, è il caso di prenotare una “visita” dal proprio meccanico di fiducia (o un’officina specializzata) e procedere con la ricarica del gas del climatizzatore.

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Come funziona un motore diesel

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Il motore diesel – nonostante i blocchi del traffico – resta il secondo propulsore più amato dagli italiani dopo quello a benzina (nei primi sei mesi del 2020 oltre un terzo degli automobilisti del Bel Paese ha optato per l’alimentazione a gasolio).

Di seguito scopriremo come funziona un motore diesel a 4 tempi, una guida completa alle quattro fasi di questo ciclo termodinamico.

Come funziona un motore diesel: aspirazione

Il pistone si muove verso il punto morto inferiore. Attraverso le valvole di aspirazione viene aspirata l’aria.

Come funziona un motore diesel: compressione

Il pistone inverte la sua corsa comprimendo l’aria nel cilindro e facendole raggiungere una temperatura altissima.

Come funziona un motore diesel: espansione

La temperatura all’interno della camera di combustione aumenta, gli iniettori immettono nel cilindro il gasolio che a contatto con l’aria incandescente si “accende”. Il pistone viene spinto verso il punto morto inferiore.

Come funziona un motore diesel: scarico

Il pistone inverte nuovamente la sua corsa spostandosi verso il punto morto superiore spinto dalla miscela di gasolio e aria. Inizia la fase di scarico dei gas combusti attraverso le valvole.

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Auto di cortesia: che cos’è, quanto costa e come funziona

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Credits: Gives the car key to new owner

Se vi è capitato di lasciare l’auto per più giorni dal meccanico, allora già avrete avuto un’esperienza a riguardo. Se, invece, prevedete di lasciarla per una riparazione più complessa del solito allora magari vorreste sapere che cos’è l’auto di cortesia, come funziona e se l’officina cui vi siete rivolti è tenuta a mettervi a disposizione una macchina sostitutiva con la quale continuare a circolare mentre la vostra è “sotto i ferri”.

Domande a cui non è affatto semplice dare una risposta chiara e univoca. A differenza di quanto si possa pensare, infatti, la concessione dell’auto di cortesia, il più delle volte, è legata alla volontà del titolare dell’officina di riparazioni o dell’autocarrozzeria, che deve dotare la propria attività di un veicolo adatto allo scopo. Ma procediamo con ordine.

Che cos’è l’auto di cortesia

L’auto sostitutiva, o di cortesia, è un veicolo che l’officina o la carrozzeria mette a disposizione dei clienti che attendono che la riparazione della propria macchia. Ovviamente, come vedremo in dettaglio tra poco, non tutte le riparazioni danno diritto all’auto di cortesia: solo i lavori più lunghi e complessi, che potrebbero procurare dei disagi al cliente, danno “diritto” al mezzo sostitutivo.

Come funziona l’auto di cortesia

Come detto, deve essere i titolare dell’officina o dell’autocarrozzeria a decidere se dotare la propria attività di un veicolo da adibire ad auto di cortesia. Infatti, non esiste alcuna norma o legge che imponga ai meccanici o ai carrozzieri di mettere a disposizione dei loro clienti un’auto sostitutiva nel caso in cui la riparazione del veicolo richieda più tempo del normale.

Certo, sempre la legge prevede che se la riparazione dovesse richiedere più di 6 ore il cliente può richiedere l’auto sostitutiva, ma non c’è alcun obbligo per il meccanico o carrozziere a metterne una a disposizione dei propri clienti.

Il consiglio, dunque, è quello di informarsi in precedenza, chiamando l’officina meccanica o l’autocarrozzeria di fiducia e chiedendo al titolare (o al responsabile) se può fornirci un veicolo da utilizzare mentre il nostro viene riparato.

Quanto costa l’auto di cortesia

Resta ora da capire chi paga l’auto sostitutiva che l’officina ci mette a disposizione nel caso in cui le riparazioni dovessero protrarsi per diversi giorni. Anche in questo caso, infatti, non c’è una risposta che valga una volta per tutte.

L’auto sostitutiva, ad esempio, potrebbe essere pagata dal produttore del proprio mezzo nel caso in cui la dovessimo portare a riparare nel periodo di garanzia. Alcuni costruttori, infatti, prevedono particolari clausole nel caso in cui il veicolo dovesse guastarsi nei primi due o tre anni di vita. Tutto quello che si deve fare è verificare tra le clausole del contratto d’acquisto e, nel caso fosse previsto, richiedere l’auto di cortesia all’officina autorizzata.

Potrebbe poi darsi che l’auto di cortesia venga messa a disposizione dalla compagnia assicurativa. Per particolari casistiche. Ad esempio, siamo rimasti coinvolti in un incidente stradale e la colpa del sinistro non è nostra. Così, rivolgendoci a un’officina o una carrozzeria autorizzata, potremmo usufruire gratuitamente del servizio di auto di cortesia.

Nella stragrande maggioranza dei casi, però, l’auto sostitutiva viene pagata direttamente dal cliente in base all’utilizzo che ne fa. Così, se dovesse utilizzarla per due giorni, si pagano due giorni di “affitto”; se la si utilizza per cinque, si pagano cinque giorni, e così via. A questi costi, vanno poi aggiunti quelli del carburante. Insomma, si tratta a tutti gli effetti un’auto a noleggio.

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Qual è la giusta temperatura da mantenere in automobile?

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Credits: Car air conditioning

Né troppo alta, né troppo bassa. Quando si parla della giusta temperatura da tenere in auto, vale l’antico detto latino “In media stat virtus”. La virtù sta nel mezzo. E nel caso dell’abitacolo della vettura, questo proverbio vale più che mai: tanto una temperatura troppo bassa quanto una troppo alta incide negativamente sul comfort di guida e sul benessere di chi si trova all’interno del veicolo.

Resta da capire, a questo punto, qual è la giusta temperatura da tenere in automobile e quali sono i fattori esterni (ma anche interni) che possono influenzarla. Ad esempio, cambia qualcosa se ci troviamo in inverno o in estate? Il numero di occupanti del veicolo incide sul benessere all’interno dell’abitacolo (in termini di temperatura, ovviamente)?

Domande cui potrebbe non essere facile dare una risposta, dal momento che scegliere la migliore temperatura dipende da diversi fattori. E non tutti analizzabili in maniera “scientifica”. Ad esempio, una persona potrebbe prediligere una temperatura più fredda, mentre altri potrebbero volere il termostato impostato a una temperatura più elevata. Insomma, trovare la “media” di latina memoria è tutt’altro che semplice.

Temperatura in auto: i fattori che incidono

Quando si cerca la temperatura ottimale da impostare nell’abitacolo dell’automobile si devono fare prima i conti con i vari fattori che influenzano questa scelta. I più comuni, solitamente, sono:

  • la temperatura esterna al veicolo;
  • il livello di comfort personale legato al fatto che si soffra maggiormente le temperature elevate o le temperature basse;
  • la potenza del climatizzatore dell’auto;
  • il carico e i consumi del motore;
  • il numero di persone che sono all’interno del veicolo.

Tra questi, i due che finiranno con l’incidere maggiormente sulla scelta della temperatura nell’automobile sono la situazione esterna al veicolo e il livello di comfort personale. Quando fuori fa molto caldo, ad esempio, potremmo trovare più confortevole impostare il climatizzatore su temperature estremamente basse; al contrario, con temperature polari si vorrebbe impostare il termostato oltre i 26 gradi centigradi. Va sottolineato, però, che non bisogna mai esagerare troppo, né in un senso né in un altro. Il rischio è quello di subire un fortissimo choc termico non appena usciti dall’abitacolo, con tutto ciò che ne consegue.

Solitamente, impostare il climatizzatore tra i 22 e i 24 gradi centigradi dovrebbe consentire di raggiungere un comfort ottimale all’interno del veicolo, tanto d’estate quanto d’inverno. Un ruolo di primaria importanza, però, verrà giocato dai gusti personali. Come già accennato, alcune persone potrebbero avere un maggior livello di sopportazione del freddo; altre, invece, potrebbero non soffrire il caldo.

Stabilire con precisione quale sia la temperatura giusta da mettere in auto, dunque, è un compito meno semplice di quello che potrebbe sembrare. Anzi, molto probabilmente non esiste una temperatura perfetta quanto, piuttosto, un range che può variare da situazione a situazione.

Perché è importante mettere la giusta temperatura in automobile

Ora che abbiamo visto quale sia la temperatura migliore da tenere all’interno del veicolo, vale la pena anche tentare di capire perché non debba essere troppo bassa ma, soprattutto, troppo alta. Se ci dovessimo mettere alla guida con un abitacolo rovente o quasi, infatti, sarebbe come guidare dopo aver bevuto qualche drink di troppo.

Il caldo, infatti, “annebbia” i riflessi e rallenta le risposte agli stimoli che arrivano dall’esterno, trasformandoci così in un pericolo ambulante. Il rischio che si corre, in casi come questi, è quello di causare degli incidenti, mettendo così a rischio la nostra incolumità e quella delle altre persone che si trovano in strada.

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Autonomia auto elettriche: stima realistica per partire in sicurezza

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State progettando di acquistare un’auto elettrica ma, come moltissime altre persone nella vostra situazione, avete paura che l’autonomia del veicolo potrebbe essere un fattore fortemente limitante per i vostri lunghi spostamenti. Anche se negli ultimi anni si sono registrati diversi miglioramenti sotto questo punto di vista, le auto elettriche hanno ancora diverse decine (se non centinaia) di chilometri di autonomia in meno rispetto a un’auto a benzina o un’auto diesel.

Sapere come calcolare l’autonomia delle auto elettriche, dunque, potrebbe tornare utile sia per sapere quanti chilometri è possibile fare con la batteria completamente carica, sia quando la batteria è a metà carica. Quest’ultima informazione può essere di particolare interesse nel caso in cui ci stiamo per mettere in viaggio e dobbiamo valutare quale colonnina di ricarica raggiungere.

Fortunatamente, il calcolo dell’autonomia di un’auto elettrica non è affatto complicato. Basta conoscere un paio di dati e saper fare le operazioni a due cifre. E, nel caso in cui quest’ultima passaggio risultasse complicato, la calcolatrice dello smartphone andrà più che bene.

Come calcolare l’autonomia delle auto elettriche

Per calcolare quanti chilometri si percorrono con un “pieno” di un’auto elettrica è necessario, come accennato, conoscere due dati: la capacità del battery pack (espressa in kWh) e il consumo medio del veicolo (espresso in kWh ogni 100 chilometri). Per calcolare l’autonomia basta effettuare questa semplice operazione: capacità del battery pack diviso il consumo medio, tutto moltiplicato per 100.

Se, ad esempio, la nostra auto elettrica ha un pacco batterie da 80 kWh e un consumo medio di 16 kWh ogni 100 chilometri, la sua autonomia sarà di 500 chilometri (80:16 e il risultato moltiplicato per 100). Così, nel caso in cui la batteria sia carica al 40% (carica residua di 32 kWh), i chilometri di autonomia saranno 200. Insomma, delle operazioni piuttosto semplice, che potranno essere svolte con l’ausilio della calcolatrice del telefonino o (per i più avvezzi con la matematica) anche a mente.

I dati possono essere facilmente reperiti sul sito web del produttore o attraverso una semplice ricerca web. Tutto quello che si deve fare è aprire un motore di ricerca, digitare “capacità batteria Tesla model S” oppure “capacità batteria Peugeot 208 elettrica” e “consumo medio Tesla model 3” oppure “consumo medio Nissan Leaf” e trascrivere i dati di cui si ha bisogno.

Autonomia auto elettriche: la classifica

Per conoscere l’autonomia delle auto elettriche a piena carica, si può far riferimento anche ai dati diffusi dai vari produttori. In questo caso, i chilometri che il veicolo può percorrere sono calcolati in base alla Worldwide Harmonised Light-Duty Vehicles Test Procedure (più conosciuta con l’abbreviazione WLTP), una procedura standardizzata e utilizzata a livello mondiale da tutti i produttori. Il valore espresso, in questo caso, è frutto di una media tra i dati ottenuti da percorrenza in ciclo urbano, ciclo extraurbano e ciclo misto.

Le auto elettriche con maggiore autonomia oggi sul mercato sono:

  1. Tesla Model S Long Range: 610 chilometri
  2. Tesla Model 3 Long Range: 560 chilometri
  3. Tesla Model X: 510 chilometri
  4. Hyundai Kona: 490 chilometri
  5. Jagua I-Pace: 470 chilometri
  6. Kia eNiro: 455 chilometri
  7. Audi e-tron Sportback: 444 chilometri
  8. Mercedes EQC: 429 chilometri

C’è da dire, però, che le prove su ciclo WLTP non tengono conto di fattori secondari che possono incidere sulla durata della batteria (come l’utilizzo del climatizzatore nelle calde giornate estive, ad esempio). Si tratta, quindi, di una stima non esattamente realistica e, solitamente, più elevata degli effettivi chilometri che si potranno percorrere. Dunque, dovranno essere sempre presi con il beneficio del dubbio.

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Pressione pneumatici in viaggio: come fare i controlli

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Siamo nel pieno della stagione estiva, molti sono già partiti per le loro vacanze, tanti altri invece stanno aspettando il giorno della partenza. Per chi ha deciso di viaggiare con la propria automobile, è importante ricordare che, prima di mettersi in marcia per molti km, è decisamente consigliato far controllare la macchina ad un meccanico specializzato. È fondamentale infatti verificare i livelli di olio e acqua, la condizione dei freni e anche quella delle gomme, per non avere alcun problema durante il viaggio e soprattutto non compromettere la propria sicurezza su strada.

Ci sono ancora troppi automobilisti che partono semplicemente caricando i bagagli in auto e senza pensieri, mettendo a rischio sé stessi e anche la propria famiglia o i propri amici, le persone che sono in viaggio con loro. Ogni vettura deve essere nelle condizioni ideali per affrontare un lungo percorso e raggiungere le località scelte per le vacanze. Per potersi mettere alla guida, soprattutto nelle calde giornate estive, con tutta la serenità necessaria per affrontare un lungo viaggio prima di godersi le tanto attese ferie, è assolutamente indispensabile che l’auto sia in sicurezza, vediamo quali regole bisogna seguire, soprattutto relative agli pneumatici, troppo spesso dimenticati.

Partenza per le vacanze estive: il controllo delle gomme

La prima cosa da controllare prima di partire per un lungo viaggio (sarebbe buona abitudine farlo sempre) sono gli pneumatici dell’auto, che rappresentano l’unico punto di contatto tra la macchina e il manto stradale e che devono sempre essere efficienti. Il battistrada deve essere in buone condizioni e anche la pressione di gonfiaggio. La prima verifica da fare è che non siano accese delle spie di malfunzionamento o rischio in generale, e in particolare i TPMS (Tyre Pressure Monitoring System), cioè i nuovi sistemi di monitoraggio della pressione dei pneumatici.

Se la vostra auto non è tra le più recenti e quindi non monta alcun sistema di monitoraggio elettronico, è ancora più importante andare dal gommista, anche se effettivamente noi lo consigliamo in ogni caso. In questo modo sarà l’esperto a verificare la pressione degli pneumatici con tutti gli strumenti adatti e affidabili, tarati regolarmente: uno specialista è in grado di effettuare subito la corretta manutenzione. Una raccomandazione da fare: la pressione delle gomme va sempre misurata a freddo e quindi evitate di farlo durante le brevi soste dal benzinaio lungo il viaggio per le vacanze.

Pneumatici sgonfi in estate: quali sono i rischi

Cosa succede se uno pneumatico è gonfiato ad una pressione inferiore rispetto a quella consigliata dal costruttore? Tende a surriscaldarsi più del dovuto, soprattutto in estate, e a usurarsi più in fretta, facendo consumare più carburante. Una gomma sgonfia si usura più rapidamente, troppo gonfia invece non garantisce una tenuta di strada ottimale.

Attenzione anche al livello di usura degli pneumatici, forature e diversi inconvenienti infatti si presentano maggiormente quando le gomme sono eccessivamente consumate. Per verificare l’usura del battistrada, basta sapere che quando raggiunge le piccole “barrette” in rilievo che si trovano sul fondo degli intagli, significa che le gomme sono arrivate al limite legale di 1,6 mm. Sarebbe comunque meglio sostituirle prima, non c’è un kilometraggio fisso, dipende dall’utilizzo dell’auto. Tenete conto che, anche se si percorrono pochi km ogni anno, gli pneumatici invecchiano, quindi è meglio far controllare comunque al gommista lo stato dell’auto.

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MotoGP 2020 – GP Andalusia a Jerez: gli orari TV su Sky, DAZN e TV8

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Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images

Il GP d’Andalusia – seconda tappa della MotoGP 2020 – si terrà (come il GP di Spagna della scorsa settimana) sul circuito di Jerez e sarà trasmesso in diretta su SkyDAZN e in differita su TV8 (di seguito troverete gli orari TV).

In quella che molto probabilmente sarà l’unica corsa del Motomondiale senza Marc Márquez – reduce dalla frattura all’omero destro e da un’operazione – DucatiYamaha si daranno battaglia per soffiare il maggior numero di punti al sei volte campione del mondo.

MotoGP 2020 – GP Andalusia: cosa aspettarsi

Il circuito di Jerez – sede del GP d’Andalusia – è lo stesso tracciato che ha ospitato domenica scorsa il Gran Premio di Spagna: una pista ricca di punti nei quali sorpassare.

Di seguito troverete il calendario del GP d’Andalusia, gli orari TV su SkyDAZNTV8 e il nostro pronostico.

MotoGP of Spain – Qualifying

Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images

MotoGP of Spain – Race

Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images

MotoGP of Spain – Race

Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images

MotoGP of Spain – Media Opportunity

Credits: Mirco Lazzari/Getty Images

MotoGP of Spain – Media Opportunity

Credits: Mirco Lazzari/Getty Images

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MotoGP 2020 – Jerez, il calendario e gli orari TV su Sky, DAZN e TV8
Venerdì 24 luglio 2020
09:00-09:40 Moto3 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
09:55-10:40 MotoGP – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
10:55-11:35 Moto2 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
13:15-13:55 Moto3 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
14:10-14:55 MotoGP – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
15:10-15:50 Moto2 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
Sabato 25 luglio 2020
09:00-09:40 Moto3 – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
09:55-10:40 MotoGP – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
10:55-11:35 Moto2 – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
12:35-13:15 Moto3 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
13:30-14:00 MotoGP – Prove libere 4 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
14:10-14:50 MotoGP – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
15:10-15:50 Moto2 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
Domenica 26 luglio 2020
08:20-08:40 Moto3 – Warm-Up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
08:50-09:10 Moto2 – Warm-Up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
09:20-09:40 MotoGP – Warm-Up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
11:00 Moto3 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN, differita alle 14:00 su TV8)
12:20 Moto2 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN, differita alle 15:30 su TV8)
14:00 MotoGP – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN, differita alle 17:00 su TV8)

MotoGP – I numeri del GP di Andalusia
LUNGHEZZA CIRCUITO 4,4 km
GIRI 25

MotoGP – Il pronostico del GP d’Andalusia 2020

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1° Andrea Dovizioso (Ducati)

Approfittare di una gara senza Márquez per ottenere il massimo risultato: è questo l’obiettivo di Andrea Dovizioso in Andalusia.

Un traguardo a nostro avviso raggiungibile per un pilota che ha sempre fatto della continuità il suo punto di forza: tre podi e quattro piazzamenti in “top 5” nelle ultime cinque corse iridate.

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2° Fabio Quartararo (Yamaha)

Fabio Quartararo ha conquistato il primo successo in carriera in MotoGP la settimana scorsa sulla stessa pista ed è – secondo noi – il principale rivale di Dovizioso nella lotta per la vittoria del GP d’Andalusia.

Il pilota francese, reduce da due podi negli ultimi due Gran Premi, dovrà confermarsi anche domenica prossima: aspettiamoci un’altra grande prova da parte sua.

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3° Jack Miller (Ducati)

Anche nel GP d’Andalusia assisteremo a un’altra ottima prestazione di Jack Miller? Probabilmente sì.

Il pilota australiano – quarto una settimana fa a Jerez – ha ottenuto due podi e tre piazzamenti in “top 5” negli ultimi quattro Gran Premi disputati dimostrando di meritare ampiamente il posto da pilota Ducati ufficiale (dal 2021).

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Da tenere d’occhio: Maverick Viñales (Yamaha)

Maverick Viñales è reduce da un buon secondo posto a Jerez ma sta soffrendo il confronto contro un Quartararo “non ufficiale” ma più veloce.

Il centauro spagnolo, oltretutto, non è molto continuo e questo non aiuta in una MotoGP 2020 estremamente concentrata nella quale è vietato commettere errori.

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La moto da seguire: Ducati

A meno di sorprese da parte di Honda (poco probabili) il GP d’Andalusia sarà un affare a due tra YamahaDucati ma secondo noi domenica sarà la Casa di Borgo Panigale a spuntarla.

Le moto emiliane non vincono in MotoGP da quasi un anno: è il momento di approfittare dell’unica corsa che probabilmente Márquez salterà per tentare l’assalto al gradino più alto del podio.

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