Michelin Pilot Sport 4 SUV, il video

Michelin Pilot Sport 4 SUV è un vero e proprio pneumatico sportivo ideato per i SUV, in grado di equipaggiare tutte le gamme di SUV e 4×4 compatti, medi, premium e sportivi.

Fornisce elevato confort e piacere di guida e offre sicurezza su strada asciutta e bagnata, con una lunga durata. Michelin è riuscita ad unire tutte queste performance applicando le tecnologie derivanti dal mondo della competizione e gli insegnamenti provenienti dagli ultimi pneumatici della Formula E.

Il pneumatico Michelin Pilot Sport 4 SUV è stato sviluppato in collaborazione con i più esigenti costruttori e si inserisce nella famiglia Michelin Pilot Sport, pneumatici performanti, sicuri e polivalenti.

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Ponte di primavera: i consigli ACI per guidare sicuri

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Credits: Ansa

ACI (l’Automobile Club d’Italia) ha pubblicato quattro consigli utili per guidare in modo sicuro durante il lungo ponte di primavera. Scopriamoli insieme.

Ponte di primavera: i consigli ACI per guidare sicuri

  • Tutti i passeggeri devono allacciare le cinture di sicurezza e i bambini devono essere assicurati agli appositi seggiolini (che vanno acquistati in base al peso e all’altezza).
  • Gli animali domestici – se più di uno – vanno sistemati negli appositi contenitori o nel vano posteriore dell’auto (che deve essere separato dall’abitacolo tramite una rete).
  • I bagagli devono essere posizionati nel bagagliaio o negli spazi appositi: in caso di brusca frenata o impatto violento gli oggetti non correttamente stivati mettono in pericolo l’incolumità degli occupanti.
  • In caso di emergenza è possibile ricevere assistenza dagli addetti del soccorso stradale ACI utilizzando l’app ACI Mobile Club o chiamando il numero verde 803.116.

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Björn Waldegård, il nonno dei rally

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Björn Waldegård ha vissuto con e per i rally: il pilota svedese – campione del mondo WRC 1979 nonché più anziano vincitore di una corsa valida per il Mondiale – ha continuato a gareggiare fino a poche settimane prima della morte, avvenuta a 70 anni a causa di un cancro. Scopriamo insieme la sua storia.

Björn Waldegård: la storia

Björn Waldegård nasce il 12 novembre 1943 a Solna (Svezia) e inizia a correre nei rally nel 1962 affrontando gare locali (e vincendole) al volante di una Volkswagen 1500 e – in seguito – di una Mini Cooper.

Le prime soddisfazioni

Björn inizia a farsi conoscere nel 1965 con un terzo posto nel Rally di Svezia valido per il campionato europeo e tre anni più tardi si aggiudica la stessa corsa (valida per il titolo continentale marche) con una Porsche 911.

Vittorie a raffica

Björn Waldegård inizia a inanellare successi nel 1969: trionfa al Rally di Monte Carlo (prima vittoria in assoluto fuori dal suo Paese) e conquista per la seconda volta il Rally di Svezia.

Non contento, nel 1970 regala alla Porsche il primo campionato internazionale costruttori (antenato dell’attuale WRC) grazie al secondo successo nel Principato, al terzo trionfo in Svezia e a una vittoria in Austria.

La crisi e il rilancio

Dopo alcuni anni poveri di soddisfazioni (qualche successo in gare locali e tanti cambi di vettura) Björn Waldegård ricomincia a brillare con la Porsche 911 portando a casa un secondo posto al Safari 1974.

Due anni (quasi) in Lancia

Nel 1975 Waldegård viene chiamato dalla Lancia e contribuisce (con il quarto successo in Svezia e con la vittoria al Sanremo al volante della Stratos) alla conquista del Mondiale Costruttori da parte della Casa torinese.

L’anno seguente (impreziosito da un altro titolo iridato Lancia) Björn Waldegård vince di nuovo a Sanremo ma al termine della corsa viene cacciato per aver disobbedito agli ordini di scuderia e passa quindi alla Ford.

Gli anni in Ford e il Mondiale

Nel 1977 il pilota svedese conquista tre vittorie con la Escort (Safari, Acropoli e RAC) e si laurea vicecampione del mondo. L’anno successivo si aggiudica per la quinta e ultima volta il Rally di Svezia.

L’unico titolo iridato in carriera per Björn Waldegård arriva nel 1979: due vittorie (Acropoli e Québec) e sette podi totali (tra cui il secondo posto in Costa d’Avorio ottenuto con la Mercedes 450 SLC).

Mal d’Africa

Waldegård sale sul gradino più alto del podio del Rally di Costa d’Avorio nel 1980 con la Mercedes 500 SLC e nel corso degli anni ’80 – con un’escursione all’inizio dei ’90 – si rivela particolarmente dotato nelle massacranti corse africane.

Al volante della Toyota Celica (vettura con cui si aggiudica il Rally di Nuova Zelanda del 1982) porta a casa altre due edizioni del Costa d’Avorio (1983 e 1986) e altri tre Safari (1984, 1986, 1990). L’ultimo successo in Kenya – ottenuto a 46 anni e 155 giorni – rappresenta ancora oggi un record: nessun pilota più anziano è stato capace di vincere una corsa valida per il WRC.

Il ritiro e gli ultimi anni

Björn Waldegård si ritira ufficialmente dalle corse dopo essersi rotto un braccio nel Safari 1992 disputato al volante di una Lancia Delta ma continua a gareggiare nei rally storici fino a poche settimane prima della morte, avvenuta il 29 agosto 2014 a Solna (Svezia).

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Gli inglesi pazzi per l’Alfa Romeo Giulia

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Ancora un premio per la Alfa Romeo Giulia. Questa volta dal Regno Unito arriva la medaglia d’oro per la categoria “Dinamica di Guida” ai prestigiosi “Driver Power Awards” di Auto Express, una delle più autorevoli testate dedicate ai motori.

La nuova berlina del Biscione ha dunque stregato gli inglesi per il suo dinamismo su strada, esprimendo al meglio l’autentico spirito che da sempre contraddistingue le vetture del marchio Alfa Romeo.

Sono cinque gli elementi che rendono famoso il brand italiano nel mondo: design distintamente italiano; motori all’avanguardia e innovativi; perfetta distribuzione dei pesi; soluzioni tecniche uniche; eccellente rapporto peso/potenza.

“Guidare la Giulia è un vero sogno”

Driver Power è il sondaggio più ampio e completo del Regno Unito tra quelli che misurano la soddisfazione dei clienti: utilizza dati provenienti da migliaia di proprietari, dall’affidabilità alle prestazioni fino alla praticità.

Il sondaggio di Driver Power, ormai giunto alla sua diciassettesima edizione, è una rappresentazione credibile e reale dell’opinione dei possessori di auto nuove. Steve Fowler, Direttore di Auto Express, ha commentato: “I risultati di Driver Power non potrebbero essere più chiari: i proprietari adorano le proprie Alfa Romeo Giulia.

Arrivare con un punteggio del 93% nella classifica complessiva è un risultato stellare, ed il primo posto nella categoria “Dinamica di Guida” della Giulia conferma le considerazioni dei nostri tester su strada: guidare la Giulia è un vero sogno.

Se consideriamo inoltre gli elevati punteggi relativi alle categorie motori e sicurezza, oltre a un incredibile risultato nel campo dello stile, è chiaro che la scelta di Alfa Romeo di costruire una berlina sportiva classica a trazione posteriore è stata più che apprezzata.”

Sondaggio affidabile e attendibile

Andrew Tracey, Direttore Marketing per Alfa Romeo in Gran Bretagna, ha commentato: “I “Driver Power Awards” di Auto Express sono lo specchio di quello che pensano davvero gli automobilisti inglesi.

I risultati di quest’anno dimostrano che l’Alfa Romeo Giulia è una delle auto nuove migliori da acquistare. Il fatto che le valutazioni siano basate sull’opinione di clienti reali conferisce al sondaggio un significato estremamente affidabile ed attendibile”.

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Triumph impegnata nelle competizioni off-road con la Scrambler 1200 XE

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Triumph tornerà nel mondo delle competizioni endurance off-road con la nuova Scrambler 1200 XE. A condurla nel corso della Norra Mexican 1000 – una gara in fuoristrada durissima che attraversa il deserto roccioso del Messico per oltre 1000 miglia – sarà il pilota e stuntman Ernie Vigil, il primo a completare la Baja 1000 a bordo di una Tiger 800.

La preparazione in vista della gara

Completamente guarito dall’infortunio dell’ottobre 2018, Ernie ha trascorso le ultime 3 settimane nel sud della California per allenarsi con la Scrambler 1200 preparata appositamente per questa gara, completando così la sua preparazione.

Come camba la moto?

La Scrambler 1200 XE che Ernie utilizzerà per la Mexican 1.000 avrà un allestimento pressoché standard. Le uniche modifiche riguardano la sella racing, i fari, le manopole e i pneumatici specifici per l’utilizzo sugli insidiosi fondi sabbiosi della gara. Non manca una grafica racing bicolore bianco e nera.

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Due Peugeot 3008 GT per la Guardia di Finanza

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La Peugeot 3008 GT è entrata a far parte della flotta delle auto a disposizione della Guardia di Finanza: due esemplari della SUV francese – la prima Sport Utility capace di conquistare il premio di Auto dell’Anno – dotati del motore 2.0 turbodiesel BlueHDi da 177 CV verranno utilizzati per compiti operativi a Milano e a Roma.

Le due crossover – caratterizzate dalla livrea istituzionale ad alta rifrangenza, dai lampeggianti e dai micro LED integrati – hanno un allestimento realizzato da Focaccia Group che prevede il supporto porta arma PM12, la pulsantiera ergonomica integrata alla plancia per gestire i sistemi luminosi e acustici, l’inibitore di fiamma eco-compatibile, l’impianto elettrico supplementare dotato di batteria ausiliaria e l’inverter con prese di corrente a 230V.

I due esemplari di Peugeot 3008 GT messi a disposizione alla Guardia di Finanza in comodato d’uso gratuito sono allestiti per due diverse tipologie di utilizzo: il primo – dedicato al controllo economico del territorio – monta uno scrittoio in materiale plastico ricavato nella cappelliera posteriore e un organizzatore del vano bagagli per dotazioni operative mentre il secondo – che verrà usato per il concorso al mantenimento dell’ordine pubblico – è dotato di un sistema di ritenuta per il trasporto di caschi e scudi.

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Sicurezza stradale nell’Unione Europea: i Paesi più pericolosi (e quelli più sicuri)

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Credits: Lo scontro fra un autobus di ATM e un auto che ha causato 5 feriti lievi in piazzale Luigi Cadorna a Milano, 14 luglio 2016.
ANSA / MATTEO BAZZI

La sicurezza stradale nell’Unione Europea è tenuta in grande considerazione: secondo il rapporto 2018 dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) relativo agli incidenti stradali del 2016 nell’UE si sono verificati 6,24 decessi ogni 100.000 abitanti in seguito a sinistri. Un valore migliorabile ma comunque buono se paragonato ad altre realtà.

Qui troverete la classifica dei cinque Paesi più pericolosi dell’Unione Europea e dei cinque più sicuri.

Sicurezza stradale nell’Unione Europea: i 5 Paesi più pericolosi (morti ogni 100.000 abitanti)
Romania 10,3
Bulgaria 10,2
Polonia 9,7
Lettonia 9,3
Grecia 9,2
Sicurezza stradale nell’Unione Europea: i 5 Paesi più sicuri (morti ogni 100.000 abitanti)
Svezia 2,8
Regno Unito 3,1
Paesi Bassi 3,8
Danimarca 4
Germania/Irlanda/Spagna 4,1

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Hyundai Tucson N Line, il video

La nuova Hyundai Tucson N Line si posiziona in gamma come variante top dal taglio sportivo e se la vedrà sul mercato con concorrenti come la Seat Ateca FR o la Skoda Karoq Sportline.

La sua indole racing si fermerà, però, soltanto all’aspetto estetico, sotto al cofano pulseranno infatti i già noti motori della gamma attuale con potenze comprese tra i 136 e i 185 CV.

Per la Tucson veramente arrabbiata bisognerà perciò aspettare un’eventuale variante ’N’ con il quattro cilindri turbo da 250 o 270 CV della i30 N.

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Mini Clubman 2019

In occasione del Salone di Shanghai 2019, la rassegna motoristica più importante del continente asiatico, Mini ha svelato il restyling della Clubman. La compatta anglo/tedesca si rinnova con piccoli ritocchi estetici, novità per l’equipaggiamento e alcune modifiche tecniche.

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Alfa Romeo Stelvio QV o BMW X4 M Competition? / Icon Wheels FACE-OFF

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Spaziose, pratiche, in grado di affrontare lunghi viaggi, strade innevate e il traffico cittadino senza battere ciglio, ma anche di annientare una strada tortuosa quando capita l’occasione.

Sono le SUV super-sportive, una categoria che sta spopolando negli ultimi anni. Questi mostri da quasi due tonnellate riescono a piegare le leggi della fisica a loro piacimento, sfoderando un’agilità impensabile fino a pochi anni fa per un’auto di questa massa.

Sul ring del nostro FACE-OFF si sfideranno due massime rappresentanti della categoria: l’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio e la BMW X4 M Performance. Due auto con caratteristiche e temperamento molto simili, almeno sulla carta. Vediamo i dati a chi danno ragione.

IN BREVE
Alfa Romeo Stelvio QV
Motore V6, turbo
Cilindrata 2,9 litri
Potenza 510 Cv a 6.500 giri
Coppia 600 Nm a 2.500 giri
Prezzo 96.550 euro
BMW X4 M Competition
Motore 6 cilindri in linea, turbo
Cilindrata 3,0 litri
Potenza 510 Cv tra i 5.000 e i 7.000 giri
Coppia 600 Nm tra i 2.600 e i 5.500 giri
Prezzo 96.920 euro
Prezzo

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Dimensioni

L’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio è leggermente più corta e piazzata della BMW X4 M, anche se l’occhio potrebbe trarre in inganno. L’italiana misura 470 cm di lunghezza, 196 cm di larghezza e 168 cm di altezza; la tedesca, invece, è più lunga di 6 cm (476 cm) e più stretta di 3 (193 cm), ma è anche più bassa di ben 6 cm, il che favorisce l’abbassamento del baricentro.

L’Alfa però gode di un vantaggio in termini di peso, fermando l’ago della bilancia a 1905 kg contro i  1970 kg della BMW, una differenza che praticamente un passeggero a bordo.
Identica la capacità del bagagliaio: 525 litri per entrambe.

Quindi la Stelvio risulta più corta, più leggera e piazzata, mentre la BMW è più pesante ma più bassa.

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Potenza

Entrambe le SUV montano un motore sei cilindri turbo: V6 2,9 litri per la Stelvio, 3,0 litri sei cilindri in linea per la X4 M. Anche il cambio è uno ZF a 8 rapporti per entrambe, sebbene con centraline diverse.

Ma vediamo la potenza: il V6 della Stelvio QV eroga 510 Cv a 6.500 giri e 600 Nm di coppia a 2.500 giri. Il sei cilindri della BMW X4 M – nella versione Competition – eroga sempre 510 Cv e 600 Nm di coppia, ma la potenza è costante tra i 5.000 e i 7.500 giri e la coppia tra i 2.600 e i 5.500 giri. Quindi la Stelvio ha un motore più robusto e dal range più corto, mentre la BMW ha una spinta più lineare e spalmata anche ad alti regimi.

Ad ogni modo, le due sfidanti sono davvero vicine, sulla carta.

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Prestazioni

La BMW X4 M Performance, da tradizione tedesca, ha una velocità di punta limitata a 250 km/h, mentre la Stelvio è libera di raggiungere i 283 km/h.

Anche nello scatto da 0 a 100 km/h l’italiana vince (anche per merito del peso minore) e ferma il cronometro a 3,8 secondi contro i 4,1 della BMW X4 M Competition.

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