Category Archives: Formula 1

Chevrolet El Camino, la storia

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Auto o pick-up? La Chevrolet El Camino è stata un’unione tra queste due tipologie di vetture, degna rappresentante del segmento degli ute molto amato fino a qualche tempo fa soprattutto dagli australiani.

Di seguito troverete la storia della Chevrolet El Camino, l’auto protagonista del film di Breaking Bad.

Le evoluzioni del modello
Prima generazione 1959
Seconda generazione 1964
Terza generazione 1968
Quarta generazione 1973
Quinta generazione 1978

Chevrolet El Camino prima generazione (1959)

In breve
Anno di debutto 1959
Durata generazione 1 anno

La prima generazione della Chevrolet El Camino nasce nel 1959 come risposta della General Motors alla Ford Ranchero svelata due anni prima.

Un’automobile caratterizzata da un ampio cassone posteriore dotata di motori a sei cilindri in linea e V8 con cilindrate comprese tra 3,9 e 5,7 litri. La produzione termina già nel 1960 a causa dei deludenti risultati di vendita.

Chevrolet El Camino seconda generazione (1964)

In breve
Anno di debutto 1964
Durata generazione 3 anni

Chevrolet ci riprova nel 1964 con la seconda generazione della El Camino: un modello più compatto con una gamma motori al lancio composta da unità da 3,2 a 4,6 litri.

I propulsori più grossi arrivano dopo: nel 1965 debutta il 5.4 V8 mentre l’anno seguente è la volta di un 6.5, sempre a otto cilindri.

Chevrolet El Camino terza generazione (1968)

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In breve
Anno di debutto 1968
Durata generazione 4 anni

La terza generazione della Chevrolet El Camino vede la luce nel 1968, è sviluppata sulla stessa piattaforma dell’antenata ma presenta dimensioni esterne più ingombranti.

I motori? Da 3,8 a 7,4 litri di cilindrata.

Chevrolet El Camino quarta generazione (1973)

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In breve
Anno di debutto 1973
Durata generazione 4 anni

La quarta generazione è la Chevrolet El Camino più grande di sempre.

Nata nel 1973, ospita sotto il cofano motori da 4,1 a 7,4 litri.

Chevrolet El Camino quinta generazione (1978)

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In breve
Anno di debutto 1978
Durata generazione 9 anni

La quinta generazione della Chevrolet El Camino – svelata nel 1978 – è la protagonista del film di Breaking Bad.

La gamma motori – composta da unità da 3,3 a 5,7 litri – presenta due novità interessanti: la sparizione dei sei cilindri in linea (rimpiazzati da V6) e il debutto di un propulsore diesel (un 5.7 V8).

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Fonte

F1 2019 – Bottas vince il GP del Giappone, sesto Mondiale consecutivo per la Mercedes

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Credits: Photo by Dan Istitene/Getty Images

Valtteri Bottas ha vinto il GP del Giappone a Suzuka: un successo che – unito al terzo posto di Lewis Hamilton – ha permesso alla Mercedes di conquistare il Mondiale F1 2019 Costruttori (il sesto consecutivo) con quattro gare di anticipo.

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Photo by Dan Istitene/Getty Images

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Photo by Dan Istitene/Getty Images

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

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La Ferrari? Alti e bassi. Sebastian Vettel ha tagliato il traguardo in seconda posizione dopo aver ottenuto la pole poche ore prima – le qualifiche sono state spostate dal sabato alla domenica mattina a causa del tifone Hagibis – mentre Charles Leclerc ha chiuso in settima piazza e ha ricevuto una penalità di 15 secondi (5 per aver rovinato la gara di Max Verstappen e 10 per aver continuato a girare in pista con la monoposto danneggiata).

Mondiale F1 2019 – GP Giappone: le pagelle

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Valtteri Bottas (Mercedes)

Valtteri Bottas – tornato al successo dopo quasi sei mesi e reduce dal quarto podio negli ultimi cinque GP – è rimasto l’unico pilota che teoricamente può soffiare a Hamilton il Mondiale F1 2019.

Un evento che ovviamente non si verificherà…

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Lewis Hamilton (Mercedes)

Specchietto retrovisore rotto da un pezzo perso dalla monoposto di Leclerc e una gestione non ottimale delle gomme e dei pit-stop (la seconda sosta non era necessaria): Lewis Hamilton ha fatto il possibile nel GP del Giappone ma si è dovuto accontentare del terzo posto per motivi indipendenti dalla sua volontà.

Il cinque volte campione del mondo (in attesa del sesto titolo iridato e con cinque podi conquistati negli ultimi sei Gran Premi) ha sbagliato solo in due occasioni: nella partenza non perfetta e nel finale, quando non è riuscito a superare Vettel.

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Sebastian Vettel (Ferrari)

Sebastian Vettel aveva bisogno di un risultato importante e lo ha ottenuto a Suzuka, portando a casa il secondo podio negli ultimi tre Gran Premi e raggiungendo Verstappen in quarta posizione nella classifica del Mondiale F1 2019.

Dopo aver conquistato la pole position a sorpresa ha rovinato tutto al via sbagliando i tempi e rischiando addirittura la penalizzazione per falsa partenza. Il pilota tedesco si è riscattato nel finale con un’ottima difesa dagli attacchi di Hamilton.

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Charles Leclerc (Ferrari)

Un GP del Giappone da dimenticare per Charles Leclerc: a Suzuka il pilota monegasco ha interrotto la striscia che lo vedeva sul podio da quattro Gran Premi consecutivi.

Al via ha mandato in testacoda Verstappen ed è rimasto in pista più del necessario con la monoposto danneggiata perdendo pezzi che hanno colpito in due occasioni la vettura di Hamilton.

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Mercedes

Sesto Mondiale Costruttori consecutivo per la Mercedes: eguagliato il record della Ferrari tra il 1999 e il 2004.

Anche nel 2019 le frecce d’argento hanno dominato a Suzuka: sesta vittoria e cinque gare con entrambe le monoposto in “top 3” negli ultimi sei anni.

Mondiale F1 2019 – I risultati del GP del Giappone

Prove libere 1

1 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:28.731
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:28.807
3 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:29.720
4 Charles Leclerc (Ferrari) 1:29.912
5 Max Verstappen (Red Bull) 1:30.046

Prove libere 2

1 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:27.785
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:27.885
3 Max Verstappen (Red Bull) 1:28.066
4 Charles Leclerc (Ferrari) 1:28.141
5 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:28.376

Qualifiche

1 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:27.064
2 Charles Leclerc (Ferrari) 1:27.253
3 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:27.293
4 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:27.302
5 Max Verstappen (Red Bull) 1:27.851

Le classifiche
La classifica del GP del Giappone 2019
Valtteri Bottas (Mercedes) 1h21:46.755
Sebastian Vettel (Ferrari) + 13,3 s
Lewis Hamilton (Mercedes) + 13,9 s
Alexander Albon (Red Bull) + 59,5 s
Carlos Sainz Jr. (McLaren) + 1:09,1 s
Classifica Mondiale Piloti
Lewis Hamilton (Mercedes) 338 punti
Valtteri Bottas (Mercedes) 274 punti
Charles Leclerc (Ferrari) 221 punti
Sebastian Vettel (Ferrari) 212 punti
Max Verstappen (Red Bull) 212 punti
Classifica Mondiale Costruttori
Mercedes 612 punti
Ferrari 433 punti
Red Bull-Honda 323 punti
McLaren-Renault 111 punti
Renault 77 punti

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Tra un mese debutta la prima elettrica di Volvo

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Il prossimo mese segnerà per Volvo il primo vero passo verso l’elettrificazione totale. La Casa svedese presenterà in anteprima mondiale l’inedita versione EV, 100% elettrica, della SUV compatta XC40. E visto che ormai l’auto elettrica non è più una novità, Volvo punterà come da tradizione, a differenziarsi dalla concorrenza per uno dei suoi pilastri portanti di tutta la gamma: la sicurezza.

Malin Ekholm, responsabile della sicurezza di Volvo Cars, ha dichiarato a tal proposito:

“Indipendentemente dall’unità che consente a un’auto di muoversi, che si tratti di un motore elettrico o a combustione interna, una Volvo deve comunque garantire la massima sicurezza. La XC40 a trazione esclusivamente elettrica sarà una delle vetture più sicure mai costruite dalla Casa. I principi fondamentali in fatto di sicurezza su cui si basa questo modello sono gli stessi che caratterizzano qualsiasi altra Volvo. Un’automobile deve essere progettata per garantire la sicurezza delle persone che sono a bordo,”

 

Nonostante la nuova Volvo XC40 elettrica condivida gli eccellenti standard di sicurezza delle versioni con motori termici, gli ingegneri di Volvo Cars hanno dovuto riprogettare completamente e rinforzare la struttura anteriore per ovviare all’assenza di un blocco motore, così da soddisfare i rigorosi requisiti di Volvo Cars e garantire ai passeggeri un livello di sicurezza pari a quello offerto da qualsiasi altra Volvo.

Per proteggere i passeggeri e mantenere intatta la batteria in caso incidente, Volvo Cars ha inoltre messo a punto una nuova ed esclusiva ‘gabbia’ di sicurezza sia per i passeggeri sia per la batteria sulla. Questa è infatti da una scocca di sicurezza costituita da un telaio di alluminio estruso e inserita al centro della struttura della carrozzeria della vettura, così da creare una zona deformabile incorporata intorno alla batteria.

La scocca della vettura non è stata rinforzata soltanto anteriormente, ma anche nella sezione posteriore. Qui il propulsore elettrico è stato integrato nella struttura della carrozzeria per assicurare una migliore ripartizione delle forze d’impatto verso l’esterno dell’abitacolo e ridurre quindi gli effetti di un eventuale impatto sulle persone a bordo dell’auto.

La nuova Volvo XC40 con alimentazione a batteria introduce nuove soluzioni tecnologiche anche per quanto riguarda i sistemi di sicurezza attiva. È il primo modello Volvo equipaggiato con la nuova piattaforma di sistemi di assistenza alla guida ADAS (Advanced Driver Assistance System) con software sviluppato da Zenuity, la joint-venture creata da Volvo Cars e Veoneer. La nuova piattaforma ADAS è un sistema di sicurezza attiva moderno, costituito da una serie di radar, videocamere e sensori a ultrasuoni. La sua natura scalabile consente ulteriori sviluppi e ottimizzazioni del sistema e il suo impiego come base per la futura introduzione della tecnologia di guida autonoma.


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Volvo XC40

La Volvo XC40 è una SUV compatta svedese disponibile a trazione anteriore o integrale vincitrice del premio Auto dell’Anno 2018

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Mondiale F1 2019 – GP Russia a Soči: gli orari TV su Sky e TV8

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Credits: Photo by Charles Coates/Getty Images

Il GP di Russia a Soči – sedicesima tappa del Mondiale F1 2019 – sarà trasmesso in diretta su Sky e in differita su TV8 (di seguito troverete gli orari TV).

Lewis Hamilton e la Mercedes sono i favoriti secondo i bookmaker ma dovranno fare i conti con la Ferrari più in forma del decennio.

F1 Grand Prix of Singapore

Credits: Photo by Charles Coates/Getty Images

F1 Grand Prix of Singapore

Credits: Photo by Charles Coates/Getty Images

F1 Grand Prix of Singapore

Credits: Photo by Peter J Fox/Getty Images

F1 Grand Prix of Singapore

Credits: Photo by Charles Coates/Getty Images

F1 Grand Prix of Singapore

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

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F1 2019 – GP Russia: cosa aspettarsi

Il circuito di Soči – sede del GP di Russia – è un tracciato che sollecita molto i freni. Per vincere qui bisogna partire bene (il trionfatore è sempre scattato dalle prime tre posizioni della griglia) e, possibilmente, guidare una Mercedes: le frecce d’argento sono sempre salite sul gradino più alto del podio nelle precedenti cinque edizioni del Gran Premio esteuropeo.

Di seguito troverete il calendario del GP di Russia, gli orari TV su Sky e TV8 e il nostro pronostico.

F1 2019 – Soči, il calendario e gli orari TV su Sky e TV8
Venerdì 27 settembre 2019
Prove libere 1 10:00-11:30 (diretta su Sky Sport F1)
Prove libere 2 14:00-15:30 (diretta su Sky Sport F1)
Sabato 28 settembre 2019
Prove libere 3 11:00-12:00 (diretta su Sky Sport F1)
Qualifiche 14:00-15:00 (diretta su Sky Sport F1, differita alle 18:00 su TV8)
Domenica 29 settembre 2019
Gara 13:10 (diretta su Sky Sport F1, differita alle 18:00 su TV8)

F1 – I numeri del GP di Russia
LUNGHEZZA CIRCUITO 5.848 m
GIRI 53
RECORD IN PROVA Valtteri Bottas (Mercedes F1 W09 EQ Power +) – 1’31”387 – 2018
RECORD IN GARA Valtteri Bottas (Mercedes F1 W09 EQ Power +) – 1’35”861 – 2018
RECORD DISTANZA Lewis Hamilton (Mercedes F1 W09 EQ Power +) – 1h27’25”181 – 2018

F1 – Il pronostico del GP di Russia 2019

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1° Lewis Hamilton (Mercedes)

Impossibile non considerare Lewis Hamilton il favorito del GP di Russia: il cinque volte campione del mondo a Soči ha conquistato in cinque partecipazioni tre vittorie, un secondo posto e un quarto (ma, curiosamente, una sola pole position).

Il driver britannico sta vivendo un momento di crisi con tre gare a secco di successi ma secondo noi qui tornerà a brillare.

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2° Sebastian Vettel (Ferrari)

Il ritorno sul gradino più alto del podio ha esaltato Sebastian Vettel: prepariamoci a vedere un’altra grande gara del pilota tedesco, anche perché la sua Ferrari è in forma smagliante.

I precedenti del pilota tedesco in Russia? Due secondi posti, una terza piazza e una pole.

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3° Valtteri Bottas (Mercedes)

Valtteri Bottas ama molto Soči: una vittoria, tre podi totali, una pole position e sempre in “top 3” in qualifica.

Reduce da un periodo non molto brillante (due podi nelle ultime cinque corse e un successo che manca da ormai cinque mesi), può essere la sorpresa del GP di Russia. Anche perché la Mercedes farà di tutto per permettergli di conservare la seconda posizione nel Mondiale F1 2019.

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Da tenere d’occhio: Max Verstappen (Red Bull)

Max Verstappen non si trova a proprio agio a Soči: come migliori piazzamenti in classifica ha ottenuto solo due quinti posti e in qualifica non è mai riuscito a scattare dalle prime tre file.

Il driver olandese correrà prevalentemente contro Leclerc: il suo obiettivo è quello di soffiare al monegasco il terzo posto iridato.

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La squadra da seguire: Mercedes

La Mercedes è imbattuta in Russia: cinque vittorie su cinque GP, tre doppiette e quattro pole position.

Anche quest’anno assisteremo a un dominio delle frecce d’argento a Soči? Molto probabile…

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Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio VS BMW X3 M Competition

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Che le SUV siano entrate a pieno titolo anche nel segmento delle sportive non è più una fantasia o un mistero. Almeno tra i brand premium, qualsiasi gamma a ruote alte vanta la sua versione arrabbiata, con cavalli a palate e doti dinamiche da pistaiole. Con ben poco da invidiare alle sportive classiche. E a proposito di marchi Premum c’è una sfida caldissima che riguarda l0Italia contro la Germania. La rinascita di Alfa Romeo al top, con la Giulia a messo subito in discussione il monopolio dei teutonici tra le berline sportive di fascia alta. E poi è arrivata inevitabilmente anche la SUV, la Stelvio che nella sua declinazione pi radicale, quella con il Quadrifoglio ha attaccato direttamente le sport utility tedesche, soprattutto le bavaresi. E da qui nasce il nostro confronto, sulla carta, tra l’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio e la nuova BMW X3 M, nella sua versione top di gamma Competition.

Dimensioni

La BMW X3 M Competition è lunga 473 cm, larga 190 cm e alta 167 cm. La distanza tra gli assi misura 286 cm e pesa 2.045 kg. La SUV italiana misura 470 cm in lunghezza, poco più corta della tedesca, ma è 6 cm più larga con i suoi 196 cm di carreggiata. È alta 168 cm e ha u passo di 282 cm (4 cm in meno per l’abitacolo quindi). Pesa, però, oltre 100 kg in meno, sulla bilancia ferma infatti l’ago sui 1905 kg. La SUV di Monaco offre infine u bagagliaio da 550 litri, mentre la Stelvio da 525 litri. Quasi identici.

Motori

Qui partiamo dall’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio. Sotto al cofano monta un gioiellino di origine Ferrari, il V6 da 2,9 litri con 510 CV a 6.500 giri e 600 Nm di coppia massima a 2.500 giri. Ha la trazione integrale permanente e un cambio automatico a 8 rapporti. Il cuore pulsante della BMW X3 M Competition è sempre un V6, in questo caso tedesco al 100% e con una cilindrata più grande, da 3.0 litri. La potenza è la stessa della Stelvio: 510 CV a 5.600 giri e 600 Nm di coppia. Così come la trazione è integrale e il cambio automatico a 8 rapporti.

Prestazioni

Una lotta a armi pari, quindi. ma 2+2 non fa sempre 4. Le prestazioni sono infatti diverse. Alla BMW X3 M Competition servono 4,1 secondi per raggiungere i 100 km/ da ferma, mentre la Stelvio Quadrifoglio copre lo stesso sprint in 3,8 secondi. La prima poi raggiunge i 250 km/h di velocità massima (limitata), mentre la SUV sportiva del Biscione arriva fino a 283 km/h.

Prezzi

Viste le doti, non sono auto per tutti. Lo avrete capito già da voi. Nonostante sulla carta, almeno, Alfa Romeo abbia creato una vettura stratosferica, superiore alla tedesca di Monaco sicuramente più raffinata ed elegante, la Casa italiana è riuscita a mantenere un prezzo più basso della rivale. E anche se chi ha 100mila euro da spendere per un’auto non sta a guardare la differenza di poche migliaia di euro, è comunque un dato interessante. E quindi: l’alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio costa 96.550 euro, mentre per avere la BMW X3 M Competiton servono 102mila euro.

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Tesla brevetta nuovi tergicristalli a scomparsa

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Tesla ha registrato un rivoluzionario brevetto per un sistema di tergicristalli. Si tratta di un inedito dispositivo che coprirà tutta la superficie del parabrezza, permettendo l’installazione delle telecamere dei sistemi di sicurezza ADAS in una posizione più elevata e con una visuale più ampia.

Secondo le informazioni rilasciate dal Costruttore californiano, questo nuovo sistema porterà una serie di vantaggi, come un consumo minore di elettricità, oltre ad offrire un design più aerodinamico che influirà positivamente sui consumi dell’auto.Allo stesso tempo Tesla ha anche assicurato che il suo nuovo sistema di tergicristalli garantirà più affidabilità e meno manutenzione.

Secondo Tesla:

“In determinate situazioni sia il guidatore che le telecamere dei sistemi di sicurezza e assistenza alla guida hanno bisogno di una maggiore visibilità. I sistemi dei tergicristalli tradizionali con due spazzole hanno di solito un design poco raffinato e non puliscono l’intero parabrezza, il che può ostacolare il campo visivo”.

Il nuovo sistema di tergicristalli di Tesla sfrutterebbe un nuovo meccanismo elettromagnetico in cui l’unico braccio dotato di spazzola slitta trasversalmente lungo tutto il vetro del parabrezza muovendosi grazie ad appositi binari. Questo meccanismo sarebbe inoltre nascosto sotto al cofano quando non è in funzionamento.

Secondo Tesla, infatti, i tergicristalli tradizionali si muovono grazie a dei piccoli motori elettrici che consumano l’energia della batteri, oltre ad essere esposti a condizioni atmosferiche che li deteriorano nel tempo.


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Tesla Model 3: in Italia da 59.600 euro

La nuova berlina elettrica californiana sbarca in Italia. Al lancio solo Dual Motor e Performance

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Mercedes: Classe A e Classe B EQ Power

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Il 2020 è la deadline che Mercedes-Benz si è imposta per raggiungere le 20 proposte di modelli ibridi plug-in in gamma. Queste attraverseranno trasversalmente tutta la famiglia Mercedes, dalle SUV (GLC e GLE EQ Power), passando per le ammiraglie e, finalmente, anche le più piccole della gamma: la Mercedes Classe A e la Classe B EQ Power. Le prime ad arrivare saranno, nei prossimi mesi, la Classe A 250 e, disponibile in versione hatchback e quattro porte, rispettivamente con prezzi da 36.944 euro e 37.301 euro, e la Mercedes Classe B 250 e con prezzi da 37.644 euro.

 

Il powertrain delle nuove Mercedes Classe A 250 e e Classe B 250 e è composto dal quattro cilindri a benzina da 1,3 litri da 160 CV e 250 Nm, abbinato a un motore elettrico da 102 CV e 300 Nm, montato all’interno della trasmissione a doppia frizione 8F-Dct. Nel complesso la potenza totale è di 218 CV e 450 Nm, 28 CV in più della 2.0 turbo

Ad alimentare il sistema ibrido delle Mercedes Classe A e B 250 e ci pensa una batteria agli ioni di litio da 15,6 kWh – che pesa 150 kg ed è posizionata sotto al piano del portabagagli -, grazie alla quale è possibile percorrere fino a 75 km in modalità elettrica (ciclo Nedc) con una velocità massima di 140 km/h. I consumi, a seconda della carrozzeria scelta, oscillano tra i 1,4 e 1,6 litri per 100 km, con emissioni di Co2 comprese tra i 32 e i 36 g per chilometro.

In quanto a prestazioni la più veloce delle tre varianti è la Classe A 250 che scatta da 0 a 100 km/h in 6,6 secondi. La berlina e la monovolume ci impiegano rispettivamente 6,7 e 6,8 secondi.

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Tesla Model S Performance (2019): pregi e difetti dell’ammiraglia elettrica statunitense

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La Tesla Model S Performance è la variante più cattiva dell’ammiraglia elettrica statunitense: fare affari sperando di trovare una km zero o un’aziendale del 2019 è impossibile, meglio acquistarla nuova (anche per avere la certezza di una batteria al massimo dell’efficienza). Scopriamo insieme i pregi e difetti dell’ecologica “berlinona” a trazione integrale californiana.

I pregi della Tesla Model S Performance del 2019

Abitabilità

Difficile stare scomodi su un’ammiraglia lunga quasi cinque metri.

Finitura

Materiali curati, assemblaggi migliorabili.

Dotazione di serie

Molto ricca: autoradio Bluetooth MP3 USB con lettore MP4, cerchi in lega, climatizzatore, cruise control adattivo, fari full LED con abbaglianti assistiti, fendinebbia, interni in pelle, navigatore, portellone ad apertura automatica, retrovisori ripiegabili elettricamente, sedili anteriori regolabili elettricamente e riscaldabili (con memoria lato guida), sensore luci, sensore pioggia, sensori di parcheggio anteriori con telecamera e assistente al parcheggio, sospensioni attive e tetto panoramico.

Capacità bagagliaio

La Tesla Model S può vantare due vani: uno piccolo anteriore e uno posteriore immenso (745 litri che diventano 1.645 quando si abbattono i sedili dietro).

Posto guida

Il sedile è comodo ma tutti i comandi sono concentrati su un display gigantesco poco intuitivo nella gestione.

Climatizzazione

Impianto molto potente, bocchette un po’ troppo piccole.

Sospensioni

Gli ammortizzatori rispondono in maniera adeguata sulle sconnessioni pronunciate.

Rumorosità

La Tesla Model S è silenziosissima come tutte le elettriche.

Motori

I due propulsori elettrici della Tesla Model S Performance generano una potenza complessiva pazzesca: 613 CV. Tutti disponibili fin da subito…

Sterzo

Un comando preciso ma non molto sensibile che predilige le andature rilassate.

Prestazioni

Da urlo: 250 km/h di velocità massima e 3,2 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari. Un valore che può scendere addirittura a 2,6 secondi sugli esemplari dotati del pacchetto Ludicrous.

Dotazione di sicurezza

Completissima: airbag frontali, laterali e a tendina, frenata automatica, mantenimento di corsia, monitoraggio angolo cieco e riconoscimento segnali stradali. Il tutto abbinato alle cinque stelle conquistate nei crash test Euro NCAP.

Tenuta di strada

La Tesla Model S può vantare un comportamento tanto coinvolgente quanto rassicurante nelle curve.

Autonomia

La Casa californiana dichiara una percorrenza di 590 km con una carica.

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I difetti della Tesla Model S Performance del 2019

Visibilità

Migliorabile: per fortuna ci sono i sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera.

Freni

L’impianto potrebbe essere più incisivo.

Prezzo

La Tesla Model S Performance nuova costa parecchio – 102.680 euro – ed è impossibile risparmiare con le km zero, le aziendali o le vetture in pronta consegna visto che si trovano solo le “vecchie” varianti 75D.

Tenuta del valore

Le auto elettriche non sono richieste sul mercato dell’usato: i (pochi) clienti delle vetture a emissioni zero cercano mezzi con batterie efficienti e si rivolgono quindi al nuovo.

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Dieci SUV turbo benzina a trazione anteriore con cambio automatico

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Le SUV turbo benzina a trazione anteriore con cambio automatico sono un’ottima scelta – in questi tempi di demonizzazione del diesel – per chi non percorre molti chilometri e cerca un mezzo versatile e non troppo ingombrante.

In questa guida all’acquisto troverete dieci SUV turbo benzina a trazione anteriore con cambio automatico lunghe meno di quattro metri e mezzo e con un prezzo inferiore ai 40.000 euro. L’elenco è composto soprattutto da vetture tedesche e da Sport Utility compatte anche se non mancano crossover piccole e mezzi provenienti da altre nazioni.

Dieci SUV turbo benzina a trazione anteriore con cambio automatico

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Audi Q3 35 TFSI – 36.400 euro

L’Audi Q3 35 TFSI è la variante più accessibile della seconda generazione della SUV compatta di Ingolstadt e monta un motore 1.5 turbo benzina da 150 CV abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti.

Una crossover “premium” – realizzata sullo stesso pianale della Skoda Octavia e della Volkswagen Tiguan – perfetta per chi cerca il massimo comfort: il propulsore è silenzioso e l’abitacolo è ottimamente insonorizzato.

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Jeep Renegade 1.3 T4 S – 31.700 euro

La Jeep Renegade 1.3 T4 S è la proposta più compatta tra quelle analizzate nella nostra guida all’acquisto: i 4,24 metri di lunghezza la rendono adatta al traffico cittadino ma lo spazio per le gambe dei passeggeri posteriori e per i bagagli latita.

La piccola SUV statunitense – realizzata sullo stesso pianale della Fiat 500X – ospita sotto il cofano un motore 1.3 turbo benzina da 150 CV abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti e nelle curve potrebbe anche divertire se solo il baricentro non fosse così alto.

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Mini Countryman Cooper Business Aut. – 31.700 euro

La Mini Countryman Cooper Business Aut. è una piccola SUV britannica che non offre molti centimetri alla testa dei passeggeri posteriori più alti.

La seconda generazione della crossover inglese – realizzata sullo stesso pianale della Clubman – monta un motore 1.5 turbo benzina tre cilindri da 136 CV (abbinato a un cambio automaticoconvertitore di coppia – a 8 rapporti) capace di regalare una spinta corposa ai bassi regimi.

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Mitsubishi Eclipse Cross 1.5 turbo 2WD aut. Diamond SDA – 34.950 euro

La Mitsubishi Eclipse Cross 1.5 turbo 2WD aut. Diamond SDA è una SUV compatta giapponese realizzata sullo stesso pianale della ASX e della Outlander caratterizzata da una dotazione di serie ricchissima. Qualche esempio? Cruise control adattivo, interni in pelle, monitoraggio angolo cieco, retrovisori ripiegabili elettricamente, sedile guidatore regolabile elettricamente e tetto apribile.

L’unica vettura analizzata nella nostra guida all’acquisto costretta a pagare l’ecotassa (1.100 euro) a causa delle emissioni alte non brilla alla voce “consumi” (il motore 1.5 turbo benzina da 163 CV abbinato a un cambio automatico CVT a variazione continua con otto rapporti prefissati beve parecchio). La particolare forma della coda toglie spazio al bagagliaio in configurazione a due posti ma i passeggeri più alti hanno tanti centimetri a disposizione della testa.

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Nissan Qashqai 1.3 DIG-T 160 CV DCT Tekna – 35.305 euro

La Nissan Qashqai 1.3 DIG-T 160 CV DCT Tekna monta un motore 1.3 turbo benzina da 159 CV abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti.

La seconda generazione della SUV compatta nipponica – realizzata sullo stesso pianale della Renault Kadjar – presenta qualche imprecisione di troppo nelle finiture.

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Opel Grandland X 1.2 T aut. Ultimate – 35.250 euro

La Opel Grandland X 1.2 T aut. Ultimate è una SUV compatta tedesca realizzata sullo stesso pianale della Peugeot 3008.

La crossover teutonica ospita sotto il cofano un motore 1.2 turbo benzina tre cilindri da 131 CV abbinato a un cambio automatico (convertitore di coppia) a otto rapporti.

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Peugeot 3008 PureTech Turbo 130 EAT8 GT Line – 34.080 euro

La Peugeot 3008 PureTech Turbo 130 EAT8 GT Line è una SUV compatta francese perfetta per chi vuole consumare poco.

La seconda generazione della crossover transalpina – realizzata sullo stesso pianale della Opel Grandland X e dotata di un motore 1.2 turbo benzina tre cilindri da 131 CV abbinato a un cambio automatico (convertitore di coppia) a 8 rapporti non molto vivace – presenta qualche fruscio aerodinamico di troppo alle alte velocità.

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Skoda Karoq 1.5 TSI SportLine – 31.600 euro

La Skoda Karoq 1.5 TSI SportLine è, secondo noi, una delle migliori SUV turbo benzina a trazione anteriore con cambio automatico in circolazione. La crossover ceca – realizzata sullo stesso pianale di numerosi altri modelli del Gruppo Volkswagen (Audi A3, Cupra Ateca, Seat Ateca e Volkswagen Golf) – convince non solo per il prezzo basso ma anche per i contenuti.

Il motore 1.5 turbo benzina da 150 CV abbinato a una trasmissione automatica a doppia frizione a sette rapporti è un piccolo gioiello molto vivace: solo 9 secondi per scattare da 0 a 100 km/h.

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Volkswagen Tiguan 1.5 TSI 150 CV Sport – 35.450 euro

La Volkswagen Tiguan 1.5 TSI 150 CV Sport è una SUV compatta tedesca ideale per le famiglie: ingombrante fuori (4,49 metri di lunghezza) e con un bagagliaio immenso (615 litri che diventano 1.655 quando si abbattono i sedili posteriori).

La seconda generazione della Sport Utility di Wolfsburg – realizzata sullo stesso pianale dell’Audi Q3 e della Skoda Octavia – punta più sul comfort che sul piacere di guida: il 1.5 turbo benzina da 150 CV (abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti) fatica più del previsto a gestire il peso elevato e nel misto stretto esistono concorrenti più coinvolgenti.

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Volvo XC40 T3 Geartronic Momentum – 36.700 euro

La Volvo XC40 T3 Geartronic Momentum è una SUV compatta svedese spaziosa – soprattutto per le gambe dei passeggeri posteriori – e costruita con grande cura (difficile trovare nel segmento finiture più curate).

Penalizzata da un prezzo molto alto, monta un motore 1.5 turbo benzina tre cilindri da 163 CV abbinato a un cambio automatico (convertitore di coppia) a otto rapporti.

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Lexus RX

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La quarta generazione della Lexus RX – nata nel 2015 – è una grande SUV premium ibrida a trazione integrale.

Lexus RX: gli esterni

La quarta serie della Lexus RX è disponibile in due varianti: “normale” o L (più lunga di 11 cm e in grado di accogliere sette passeggeri, costa 3.500 euro in più a parità di allestimento).

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Lexus RX: gli interni

L’abitacolo della Lexus RX è costruito con grande cura: l’assemblaggio della vettura avviene in speciali camere senza polvere e gli addetti alla verniciatura passano attraverso due camere sottovuoto per rimuovere la polvere dalle tute e dai capelli.

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Lexus RX: il motore

Il motore della Lexus RX è un V6 ibrido benzina:

  • un 3.5 V6 ibrido benzina da 313 CV

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Lexus RX: gli allestimenti

Gli allestimenti della quarta generazione della Lexus RX sono tre: Executive, F Sport e Luxury.

Lexus RX Executive

La Lexus RX Executive offre, tra le altre cose: impianto audio con lettore CD e 12 altoparlanti con subwoofer, Lexus Premium Navigation con Display LCD a colori di 12,3” azionato da Remote touch, rivestimenti in pelle liscia traforata, proiettori a LED (AHB) e cerchi in lega da 20” con pneumatici 235/55 R20.

Lexus RX F Sport

La Lexus RX F Sport costa 5.000 euro più della Executive e aggiunge, tra le altre cose: modalità di guida Eco/Normal/Sport S/Sport+, tendine parasole posteriori avvolgibili manualmente, pedali in alluminio e battitacco esclusivo F Sport, volante in pelle F Sport con palette del cambio e cerchi in lega da 20” con pneumatici 235/55 R20 design F Sport.

Lexus RX Luxury

La Lexus RX Luxury costa 7.000 euro più della Executive e aggiunge, tra le altre cose: impianto audio Mark Levinson (15 altoparlanti con subwoofer e tecnologia Clari-Fi e Green Edge), portellone elettrico con apertura a sfioramento, tetto panoramico ad apertura elettrica (barre al tetto non disponibili), proiettori a LED (AHS) e cerchi in lega da 20” con pneumatici 235/55 R20 design Luxury.

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Lexus RX: gli optional

La dotazione di serie della Lexus RX andrebbe a nostro avviso arricchita con la vernice metallizzata (1.250 euro). Sulla versione Executive aggiungeremmo il tetto panoramico apribile elettricamente (1.650 euro) mentre sulle varianti F Sport e Luxury ci vorrebbe il Premium Pack (2.850 euro: head-up display a colori da 10” e rilevatore angoli ciechi).

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Lexus RX: i prezzi

Motore ibrido benzina

  • Lexus RX Executive 71.350 euro
  • Lexus RX F Sport 76.350 euro
  • Lexus RX Luxury 78.350 euro
  • Lexus RX L Executive 74.850 euro
  • Lexus RX L Luxury 81.850 euro

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