Porsche 911 GT2 RS: svelata a Goodwood

Porsche 911 GT2 RSPorsche 911 GT2 RS

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La nuova Porsche 911 GT2 RS ha debuttato in queste ore oltremanica nello scenario del Goodwood Festival of Speed 2017. Ed è stata presentata come la 911 più potente e veloce della storia.

La 911 più potente e veloce di sempre

A spingerla c’è il già noto motore boxer da 3,8 litri che in questa versione inedita eroga la bellezza di 700 CV (70 CV più potente della GT2 RS del 2010) con una coppia motrice massima di 750 Nm  ottenuti grazie a nuove turbine maggiorate, al nuovo impianto di scarico in titanio e a un nuovo sistema di raffreddamento ad acqua nebulizzata che viene gettata direttamente sugli intercooler. I dati sulle prestazioni parlano chiaro: con il cambino automatico PDK a sette marce (disponibile anche con il manuale) la nuova Porsche 911 GT2 RS scatta da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi e raggiunge i 340 km/h di velocità massima.

Cura dimagrante: 1.420 kg a secco

Assieme a questo lavoro di fino sulla meccanica, la 911 GT2 RS 2017 si è sottoposta anche ad una rigida cura dimagrante grazie alla quale può dichiarare un peso a secco di 1.420 kg. Complici di questo risultato sono il già citato sistema di scarico in titanio che le fa risparmiare 7 kg, diverse componenti in fibra di carbonio, il cofano anteriore in carbonio e il tetto in magnesio. E con il Weissach Package si risparmiano in totale 30 kg rispetto all’allestimento base con il carbonio in questo caso usato per il tetto, gli stabilizzatorii e i tiranti di collegamento all’asse anteriore e posteriore, mentre i cerchi sono in magnesio.

Telaio ottimizzato ad hoc e interni in nero e rosso come da tradizione

Dal punto di vista del telaio la nuova Porsche 911 GT2 RS monta un asse posteriore sterzante ed è dotata del sistema PSM tarato ad hoc e comprensivo di una modalità specifica Sport. E ancora, i freni sono in carboceramica e l’aerodinamica, evidentemente derivata dalla GT3 RS presenta delle prese anteriori e un alettone posteriore inediti.

Dentro, come sulla vecchia versione del 2010, la nuova GT2 RS fa sfoggio di un esclusivo abbinamento tra pelle nera e Alcantara rossa per i rivestimenti dei sedili, del volante e di altri dettagli sparsi nell’abitacolo. L’impianto multimediale di serie è il PCM con Connect Plus e Porsche Track Precision e in optional si potrà avere anche sul pacchetto Chrono.

La Porsche 911 GT2 RS sarà prodotta in serie limitata (già tutta prenotata) e in Italia il prezzo di partenza è stato fissato a 293.700 euro.

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Forza Motorsport 6, il miglior gioco di guida dell’anno?

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Attendiamo con ansia il sesto capitolo di Forza Motorsport, non lo neghiamo. La saga prodotta da Turn10 Studios (che ormai, con Horizon, è diventata a cadenza annuale) è diventata davvero importante. Scalzare Gran Turismo non è un compito facile, ma Microsoft ha le persone (e i fondi) per produrre un gioco di guida grandioso, e l’ha dimostrato.

A tre mesi dal suo arrivo sul mercato, Forza Motorsport 6 si preannuncia un gioco davvero Next Gen. Il motivo? Beh, prima di tutto perché girerà ad una risoluzione di 4K e 60 FPS nativi, grazie alla potenza della nuova Xbox One X.
Il secondo motivo è perché il parco auto e tracciati sembra essere davvero corposo: Turn10 all’E3 di Los Angeles ha dichiarato che ci saranno oltre 700 automobili e 30 differenti scenari.
Porsche sarà presente, così come Ferrari e Lamborghini, mentre tra gli scenari figurano anche Maple Valley e Mugello (che mancavano da tempo) e il circuito di Dubai.

Le aspettative sono alte, anche perché i primi di capitoli su Xbox One erano ottimi titoli, ma mancavano di quella profondità e di quella quantità del terzo capitolo, l’ultimo su Xbox 360.
Ormai non manca molto…

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McLaren: risultati record nel 2016

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Credits: McLaren 720S The Drive
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Per il quarto anno consecutivo la casa inglese McLaren Automotive ha battuto il suo stesso record di vendite, con 3.286 sportive commercializzate e una crescita importante su tutti i mercati. Questa cifra suppone un incremento sostanziale del 99% rispetto al 2015 quando le vendite del marchio erano scese a 1.654 pezzi. Buone notizie, quindi, per la firma di Woking. Questo importante aumento delle vendite ha comportato anche una ridefinizione dell’utile operativo di 65,8 milioni di Sterline, con un incremento del 180% rispetto allo scorso anno.

15 nuovi modelli o varianti entro il 2020

I risultati finanziari positivi del 2016 sono dovuto per un 44% alle entrate delle vendite ed è una prova del fatto che i piani di crescita di McLaren sono raggiungibili e sostenibili”, ha detto il CEO della firma inglese Mike Flewitt che ha anche anticipato che per la fine del 2020 McLaren avrà prodotto 15 nuovi modelli o versioni delle sue attuali super sportive.

Protagoniste la nuova 570GT e la 720S

La famiglia Sport Series è in gran parte l’artefice di questo esito positivo di McLaren, con 2.031 auto vendute, grazie soprattutto alle nuove McLaren 570GT e 570S, lanciate recentemente sul mercato. Un abbona spinta è comunque arrivata anche dalla 675LT (Famiglia Super Series) e dalla sua variante cabriolet.
E la crescita di McLaren non sembra destinata ad arrestarsi, visto che l’introduzione della nuova 720S a inizio 2017 sta già incassando buoni risultati con almeno 1.500 ordini accumulati fino ad oggi. Tra l’altro, per soddisfare la domanda di questo nuovo modello, McLaren ha dovuto aggiungere un secondo turno presso gli impianti produttivi creando 250 nuovi posti di lavoro e portando la produzione giornaliera da 10 a 20 auto, per una produzione totale annuale di circa 5.000 unità.

Crescita per mercati

Tutti i mercati dove è presente McLaren hanno fatto registrare numeri positivi per la Casa inglese. In Nordamerica sono state vendute 1.139 unità (+106%), mentre l’Europa mantiene il secondo posto con 996 auto vendute (+153%). In Cina McLaren ha venduto 228 pezzi mentre la regione Asia-Pacifico ha fatto registrare un incremento delle vendite del 90%. Il restanti mercati (Medio Oriente, Africa, America centrale e Sudamerica) sono cresciuti del 69%. E per infine, durante il 2016 McLaren ha aperto 5 nuovi concessionari a Bristol (Regno Unito), Boston e Palm Beach (Stati Uniti), Goald Coast (Australia) e Fukuoka (Giappone).

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BMW X5 M e X6 M Black Fire Edition

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In Casa BMW il colore Nero è sinonimo di potenza, esclusività ed emozione. Per questo la Casa bavarese ha scelto questa tonalità per due nuovi allestimenti speciali dedicati a due dei suoi prodotti più potenti a listino, la BMW X5 M e la X6 M. Entrambe saranno proposte, a partire da agosto, nella variante Black Fire Edition. Il colore nero ne inonda ogni angolo della carrozzeria e degli interni dandole un tocco oscuro e minaccioso. Meccanicamente, però, non ci sono novità, ma del resto non ne avevano bisogno…

Livrea in Sapphire Black Metallic

Il kit estetico/aerodinamico del pacchetto M è stato interamente verniciato con la tonalità Sapphire Black Metallic, comprese le barre dei reni che compongono la griglia frontale, caratteristiche di questa versione. Le calotte degli specchietti retrovisori sono in carbonio, mentre il quadro esteriore è completato da immensi cerchi in alluminio M da 21 pollici, anch’essi rigorosamente verniciati in nero.

BMW X5 e X6 M Black Fire EditionBMW X5 e X6 M Black Fire Edition

Gli interni

Passando agli interni la linea del design segue lo stessa schema degli esterni seppur con qualche variazione che ne spezza la monotonia. Il benvenuto all’interno dell’abitacolo lo danno i sedili elettrici multifunzionale con poggiabraccia integrati, tappezzati con pelle Merino nera e decorati con cuciture a contrasto in Mugello Red. Un altro contrasto lo da il tetto color antracite mentre tutti gli inserti sono laccati in nero lucido. Di serie sia la X5 M che la X6 M Black Fire Edition dispongono del volante multifunzione M rivestito in pelle e leve del cambio in alluminio. I alternativa e senza costi aggiuntivi si può però scegliere anche il volante M Performance rivestito in Alcantara.

BMW X5 e X6 M Black Fire EditionBMW X5 e X6 M Black Fire Edition

La meccanica rimane invariata, con il già noto V8 da 4,4 litri, 575 CV e 750 Nm di coppia sotto al cofano, abbinato alla trasmissione automatica Steptronic a 8 rapporti. Con questo powertrain entrambi i modelli sono in grado di scattare da 0 a 100 km/h in soli 4,2 secondi.

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Mercedes Classe E Cabriolet

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La Mercedes Classe E Cabriolet è stata recentemente aggiornata. Ha un look simile a quello della sorella Classe C, pur essendo per quasi tutto, soprattutto sotto il profilo tecnico, alla Classe S.

Dimensioni

La nuova Mercedes Classe E Cabriolet 2017 è lunga 4.826 mm, larga 1.860 mm ed alta 1.428 mm. Ha un bagagliaio da 385 litri (che diventano 310 con il tetto aperto), ma grazie alla configurazione dei sedili posteriori ribaltabili 50:50 c’è la possibilità di carico passante nell’abitacolo.

Motori

Sarà disponibile in Italia con tre motori potenti ed efficienti: E 220d (quattro cilindri in linea 1.950 cc e 194 CV con consumi da 4,3 l/100km) E 350d 4Matic (6 cilindri V 2.987 da 258 CV con consumi da 6,5 l/100km), ed E400 4Matic (6 cilindri V da 333 CV con consumi da 8,3l/100km). Entro fine anno arriveranno le versioni 220d 4Matic e E350e (il mild hybrid a 48 volt).

Prezzi

I prezzi della nuova Mercedes-Benz Classe E Cabriolet variano dai circa 60.000 euro del modello entry level fino a circa 90.000 euro del top di gamma.

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Peugeot 108 Collection, la nuova versione trendy

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La Peugeot 108, city car del marchio francese, è disponibile in una nuova versione Collection. Si parte innanzitutto dalle nuove tinte disponibili: dal Rosso Scarlet al Blu Smalt, dal Bianco Lipizan al Grigio Gallium, passando per l’inedito Giallo Pepita. Tonalità che si abbinano al tetto in tela colorato, a maniglie di ingresso e specchietti retrovisori cromati e a finestrini posteriori oscurati. Ci sono stickers che segnano il profilo della vettura, così come si fanno notare le luci diurne a LED, i fendinebbia, i cerchi in lega da 15 pollici e lo spoiler in tinta con la luce di stop integrata.

Pratica e stilosa

Nei 348 cm di lunghezza si nasconde un bagagliaio da 180 litri.  La telecamera posteriore può rivelarsi d’aiuto nelle manovre di parcheggio. Peugeot 108 Collection propone un ambiente curato, raffinato e sfruttabile. Il decoro interno cambia a seconda della tinta di carrozzeria e comprende decalcomanie personalizzate su tappetini, selleria e capote. Ogni colorazione disponibile si abbina al volante e al pomello del cambio in pelle e alle maniglie cromate. Numerosi i vani per riporre tutto il necessario come lo smartphone, facilmente collegabile alla vettura sia con porta usb che con bluetooth, e comandabile direttamente dallo schermo touch screen da 7’’ tramite la funzione mirror screen.

Sicurezza e motorizzazioni

Dal punto di vista della sicurezza, oltre all’ABS e all’ESP, Peugeot 108 Collection offre l’Hill Assist per facilitare le partenze in salita, l’avviso di superamento della carreggiata, la frenata autonoma di emergenza, sei airbag e i sensori di pressione degli pneumatici. La gamma 108 Collection è disponibile in versione tre o cinque porte, con tetto rigido o cabriolet, e motorizzazioni benzina che variano dal VTI da 69 CV al PureTech da 82 CV, abbinati al cambio manuale a cinque rapporti.

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Peugeot 108 Collection, la nuova versione trendy

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La Peugeot 108, city car del marchio francese, arriva in una nuova versione Collection ancora più esclusiva. Si parte innanzitutto dalle nuove tinte disponibili: dal Rosso Scarlet al Blu Smalt, dal Bianco Lipizan al Grigio Gallium, passando per l’inedito Giallo Pepita. Tonalità che si abbinano al tetto in tela colorato, a maniglie di ingresso e specchietti retrovisori cromati e a finestrini posteriori oscurati. Ci sono stickers che segnano il profilo della vettura, così come si fanno notare le luci diurne a LED, i fendinebbia, i cerchi in lega da 15 pollici e lo spoiler in tinta con la luce di stop integrata.

Pratica e stilosa

Nonostante i suoi 348 cm, grazie alle cinque porte e a un bagagliaio da 180 litri, c’è spazio per amici e bagagli. L’incubo parcheggio si supera facilmente se si sceglie la telecamera posteriore. Peugeot 108 Collection propone un ambiente curato, raffinato e sfruttabile. Il decoro interno cambia a seconda della tinta di carrozzeria e comprende decalcomanie personalizzate su tappetini, selleria e capote. Ogni colorazione disponibile si abbina in modo elegante e mai banale al volante e al pomello del cambio in pelle e alle maniglie cromate. Numerosi i vani per riporre tutto il necessario come lo smartphone, facilmente collegabile alla vettura sia con porta usb che con bluetooth, e comandabile direttamente dallo schermo touch screen da 7’’ tramite la funzione mirror screen.

Sicurezza e motorizzazioni

La tecnologia mostra i muscoli quando si parla di sicurezza: oltre all’ABS e all’ESP, Peugeot 108 Collection offre l’Hill Assist per facilitare le partenze in salita, l’avviso di superamento della carreggiata, la frenata autonoma di emergenza, sei airbag e i sensori di pressione degli pneumatici. La gamma 108 Collection è disponibile in versione tre o cinque porte, con tetto rigido o cabriolet, e motorizzazioni benzina che variano dal VTI da 69 CV al PureTech da 82 CV, abbinati al cambio manuale a cinque rapporti.

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Thiverval, una special su base Ducati XDiavel

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Quella che vedete in queste immagini è l’interpretazione della Ducati XDiavel dell’esperto preparatore belga Fred Krugger. Si chiama Thiverval ed è una power Cruiser futuristica dalle finiture curate in ogni dettaglio che, pur non nascondendo il suo legame con l’XDiavel (moto che ha ricevuto premi come il Red Dot Design Award 2016 e il Good Design Award 2016), conferma l’enorme potenzialità di questa moto in termini di customizzazione.

Thiverval

La Thiverval, il cui nome richiama un piccolo circuito vicino a Parigi, verrà presentata al pubblico il 1 luglio al Lifestyle Village del Bikers’ Classics 2017. Teatro dell’unveil sarà infatti l’undicesima edizione dell’evento belga in programma a Spa-Francorchamps, che ogni anno richiama migliaia di appassionati di moto da corsa del passato, ma anche cultori e fans delle special, grazie al grande spazio dedicato in questo happening alla customizzazione e al mondo delle Café Racer.

Com’è fatta

Fred Krugger, che ha vinto due edizioni dell’importante campionato per customizzatori AMD World Championship ed è uno dei più celebri preparatori al mondo, voleva realizzare una power Cruiser possente e originale, che mantenesse un forte legame con l’XDiavel e con il DNA Ducati. È ha dato vita a un esemplare unico nel suo genere. Il motore della XDiavel è stato lasciato bene in vista, mentre è stato volutamente coperto il telaio a traliccio, con il preciso intento di rendere ancora più armoniche ed essenziali le linee di questa special. Il faro originale è stato conservato come segno distintivo XDiavel, ma le sovrastrutture sono state completamente ricostruite, in particolare serbatoio e coda, con un’alternanza di finiture lucide, opache e cromate, con il nero come colore dominante. La coda, che incorpora lo scarico e la sella, integra anche la luce posteriore, offrendo un gioiello di artigianalità che ha richiesto a Krugger molte giornate di lavoro.

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Seat Leon Cupra ST Cup: station da corsa

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È buffa, lo so. Le station wagon sono auto pensate per la famiglia, per i lunghi viaggi, non certo per dare sportellate in pista. Eppure la storia ci insegna che le station wagon possono essere velocissime armi da pista, come la Volvo 850 R che correva nel BTCC, ad esempio, o la mostruosa Audi RS4 Avant che ha corso al ‘Ring. Ecco perché quando mi calo nell’abitacolo della Seat Leon Cupra ST Cup, non mi sembra una cosa così innaturale. La Cupra ST Cup in questione è l’auto da corsa che partecipa al Campionato Italiano Turismo TCS, l’erede naturale della Seat Ibiza Cup, ma è molto più veloce.

L’ABITO NON FA IL MONACO

Il campionato TCS prevede vetture molto vicine a quelle di serie, in altre parole: poco elaborate. Per questo motivo, la ST, a primo occhito sembra una normale Leon con degli adesivi. Basta però avvicinarsi un poco per notare il rollbar da corsa, i freni enormi della Leon Cup (la sorella da corsa larga e cattiva), le gomme slick e il sedile da corsa. Queste però sono modifiche essenziali obbligatorie per correre in pista, perché per quanto riguarda la meccanica, le modifiche sono minime. Il motore è il 2.0 TFSI turbo da 300 CV di serie, leggermente più potente per via dello scarico sportivo (anch’esso preso in prestito dalla Cup); anche il cambio DSG a 6 rapporti è lo stesso della stradale, così come il differenziale meccanico a controllo elettronico.
Cambiano invece molle e ammortizzatori, indispensabili per mettere a punto l’assetto.
Il vantaggio della Seat Leon ST è che gode di un passo leggermente più lungo rispetto alla hatchback, il che la rende più bilanciata e neutra in curva. Un’ottima base di partenza, dunque.
Ho avuto la fortuna di guidarla a Vallelunga durante il weekend di gara, ma questa è un’altra storia. Quello che conta è che ci ho trascorso molto tempo dietro al volante.

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“questa ST infonde tanta confidenza, come se la conosceste da sempre”

VELOCE, SENZA SFORZO

La Seat Leon Cupra è un’auto che conosco bene. Come vettura stradale è incredibilmente veloce: ha un motore che sembra avere ben più dei 300 CV dichiarati, con un’erogazione che ricorda quella di una Nissan GT-R in piccolo. La versione da corsa mantiene la stessa erogazione, ma si porta appresso molta meno massa; una sensazione meravigliosa.
Il piccolo volante in Alcantara aiuta a fornire imput più precisi e accurati, così da poter mirare i cordoli in ingresso e uscita di curva. È un’auto davvero veloce. Sul circuito di Vallelunga gira “solo” quattro secondi più lenta della Leon Cup, un’auto professionale che in comune con l’auto di serie ha davvero ben poco.
Di solito le vetture da corsa incutono un po’ di timore, ma questa ST infonde tanta confidenza, come se la conosceste da sempre. Il difficile, però, è capire come tirare fuori il meglio.

Durante i primi giri scopro che la frenata è un qualcosa di esagerato. L’impianto della Cup è mostruoso, e il fatto che sulla ST ci siano servofreno e ABS (al contrario che sulla sorella maggiore) vi porta a frenare praticamente dentro la curva. Quando lo fate, però, emerge l’anima semi-stradale della Leon, e al posto di restare piatta e ferma, la Cupra punta il muso come uno struzzo e comincia a sbandierare con la coda. Per fortuna, finire in testa coda è davvero difficile  – almeno a gomme calde – e la Seat Leon Cupra ST Cup è disposta a perdonare i vostri errori.

L’auto la sento così “mia” che chiedo ai meccanici di alzarmi leggermente il posteriore per migliorare l’inserimento in curva. Bastano 2,5 mm in più e la Leon St cambia attitudine: ora il muso è molto più rapido e a metà curva c’è meno sottosterzo, in pratica: curva di più.
È davvero fantastico come le auto da corsa cambino con piccole modifiche, sono davvero un’ottima scuola per imparare la messa a punto.

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“questa ST infonde tanta confidenza, come se la conosceste da sempre”

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“è una vettura da corsa facile, sincera e perfetta per cominciare”

PULIZIA GRAZIE

In pista la pulizia paga sempre, ma in questo caso di più. Svuotata e irrigidita, la Seat Leon ST Cup ha grip da vendere (anche per merito delle slick), e forse questo fa cadere in errore. Verrebbe da entrare in curva molto più forte, sempre di più, ma il cronometro vi remerebbe contro. Anche qui il segreto è farla scorrere, cercando di disegnare linee più pulite possibile. Il differenziale autobloccante riesce a mettere a terra tutti i CV senza problemi, ma il gas in uscita di curva va comunque dosato con saggezza, o il muso allargherà di colpo. Guidata nel modo giusto, la ST vola e danza sui cordoli con estrema leggerezza.

In parole povere: è una vettura da corsa facile, sincera e perfetta per cominciare. Vi insegna a scarificare l’ingresso in favore dell’uscita (di curva), a pazientare col gas e ad essere morbidi ma decisi con il freno, ma allo stesso tempo offre prestazioni quasi impensabili per una station wagon quasi di serie.

Il prezzo per un weekend di gara? Circa 7.000 euro. Un prezzo tuttavia abbordabile, soprattutto considerando quanto siano alti i costi di questo meraviglioso sport.

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“è una vettura da corsa facile, sincera e perfetta per cominciare”


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Volkswagen: entro il 2019 arriva la tecnologia V2V e V2X

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Il futuro dell’auto, ormai è quasi certo, va incontro alla guida autonoma. La sicurezza stradale sembra ormai il focus su cui quasi tutti i costruttori stanno rivolgendo i loro investimenti per la ricerca e lo sviluppo. Ma c’è un’altra tecnologia chiave che caretterizzerà l’auto di domani: la connettività. E anche questa sarà messa a servizio della sicurezza.

A tal proposito Volkswagen ha annunciato che entro il 2019 arriveranno nelle concessionarie le sue prime auto in grado di comunicare con le altre vetture e con le infrastrutture. Secondo Wolfsburg la tecnologia car-to-car e car-to-X (infrastrutture) è praticamente dietro l’angolo e il suo linguaggio si chiama pWLAN.

Ad oggi, di fatto, le auto di gamma alta sono già in grado, attraverso i sistemi di navigazione, di sapere se sul nostro percorso ci aspettano ingorghi, traffico, lavori in corso e strade chiuse. Attraverso sensori e telecamere alcune sono anche in grado di fermarsi da sole per evitare una collisione e possono perfino riconoscere un pedone, o un animale, sulla carreggiata.

Attraverso la “Nube” le auto comunicheranno tra loro

La novità del sistema di cui parla la Casa tedesca si basa esattamente sulle informazioni che le auto possono scambiarsi tra loro. Un veicolo può ad esempio inviare un segnale alle altre auto indicando un incidente, con le sue coordinate precise, o una lastra di ghiaccio dietro a una curva. O ancora, un semaforo può segnalare al sistema dell’auto il suo stato, rosso ad esempio o la segnaletica stradale può riferire il limite di velocità consentito.

E tutti questi dati passeranno attraverso l’ormai famosa “nube” (o Cloud) codificati in un linguaggio comune standard denominato pWLAN e trasmesso su bande riservate alla comunicazione tra auto. Una sorta di Internet per la mobilità insomma.

Volkswagen non sarà l’unica Casa a sviluppare questa tecnologia che dovrebbe espandersi rapidamente visto che la sua efficacia reale dipende dal numero di auto connesse e dalla quantità di funzioni che si andranno ad integrare nel sistema. In Germania, Paesi Bassi e Austria è già stato annunciata, ad esempio, l’istallazione di sistemi basati sul pWLAN nei cantieri sulle autostrade per avvisare in tempo reale gli automobilisti.

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