Audi A6 4.2 (1999): la sobrietà del V8


















La seconda generazione dell’Audi A6 dotata del motore 4.2 V8 – prodotta dal 1999 al 2005 – è un’ammiraglia perfetta per gli amanti dell’understatement: fuori (salvo alcuni dettagli) è uguale alle versioni “normali” ma sotto il cofano ospita un propulsore a otto cilindri che sfiora i 300 CV. Oggi si trova facilmente a circa 3.000 euro (6.000 per le più richieste station wagon Avant).
Audi A6 4.2 V8 (1999): le caratteristiche principali
La seconda generazione dell’Audi A6 4.2 V8 – nota anche con la sigla C5 – vede la luce nel 1999. Due le varianti di carrozzeria – berlina (una delle più originali auto a tre volumi mai realizzate) e Avant (una station wagon caratterizzata da uno stile più tradizionale) – e un frontale leggermente più imponente rispetto alle versioni “standard” dovuto all’allargamento della carreggiata e dei parafanghi. Nel 2001 arriva un restyling che porta lievi modifiche estetiche mentre nel 2004 sparisce dalle scene la versione con la coda: la Avant resta in listino fino al 2005.
L’ammiraglia dei quattro anelli offre finiture che rasentano la perfezione (più fuori che dentro) e dimensioni esterne relativamente compatte per la categoria (circa 4,80 metri di lunghezza). Il tutto unito ad un abitacolo con un divano largo a sufficienza per accogliere tre passeggeri ma con poco spazio a disposizione nella zona delle gambe e della testa. Non eccezionale neanche il bagagliaio.
Audi A6 4.2 V8 (1999): la tecnica
La seconda serie dell’Audi A6 4.2 V8 è un’auto ricca di contenuti tecnici interessanti: trazione integrale, cambio automatico tiptronic e un motore a otto cilindri da 299 CV caratterizzato da una cubatura più “umana” rispetto alla concorrenza.
Il propulsore 4.2 V8 (lo stesso adottato da S4, S6 e S8, ma con diverse potenze) è un’unità ipercollaudata penalizzata esclusivamente dalla scarsa verve ai bassi regimi e dai consumi elevati.
Audi A6 4.2 V8 (1999): le quotazioni
La seconda generazione dell’Audi A6 4.2 V8 – prodotta dal 1999 al 2005 – si trova facilmente a prezzi molto interessanti: 3.000 euro per la berlina, 6.000 per la più richiesta (nonché più pratica) station wagon Avant.
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Le dieci strade più pericolose d’Italia


Credits: Tre giovani hanno perso la vita in un incidente stradale, verificatosi in via Como, a Saronno (Varese), 1 dicembre 2017. La macchina su cui le tre vittime viaggiavano si è scontrata con un camion, intorno alle 22.45 del primo dicembre, mentre stava effettuando un’inversione di marcia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Varese e i carabinieri. ANSA/DANIELE BENNATI
Le strade più pericolose d’Italia – quelle con maggiore densità di incidenti – sono quelle con caratteristiche autostradali nelle vicinanze dei grandi centri urbani: questo emerge dai dati pubblicati da ACI nello studio “Localizzazione degli incidenti stradali 2016”.
Secondo l’analisi dell’Automobile Club d’Italia – relativa allo scorso anno – 7,5 sinistri su 10 avvengono sulle strade urbane. Il numero di incidenti (36.885, 1.159 mortali) è aumentato su tutte le tipologie di strada (+ 2% autostrada, + 1,2% extraurbane, + 0,5% urbane) mentre è fortunatamente calato il numero di morti (- 10,2%) e feriti (- 0,4%) sulle autostrade.
Di seguito troverete la classifica delle dieci strade più pericolose d’Italia in base al numero di incidenti per ogni km, dieci tratte (situate soprattutto in Lombardia) in cui il numero dei sinistri è 7 volte superiore al resto della rete extraurbana.
Le dieci strade più pericolose d’Italia (numero di incidenti per km)
- A51 Tangenziale Est Milano (Milano) – km 10-12 – 23,0
- SS36 del lago di Como e dello Spluga (Monza e della Brianza) – km 13-17 – 19,5
- A4 Torino-Trieste (Milano) – km 135-137 – 18,5
- Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna (Casalecchio-Aeroporto-San Lazzaro) (Bologna) – km 11-14 – 18,3
- A20 Messina Palermo (Messina) – km 6-9 – 18,0
- SS16 Adriatica (Rimini) – km 203-206 – 16,0
- A90 Grande Raccordo Anulare di Roma (Roma) – km 36-46 – 15,2
- A24 Penetrazione urbana (GRA-Portonaccio) – km 0-7 – 14,3
- Tangenziale Est-Ovest Napoli (Napoli) km 15-19 – 13,5
- A4 Torino-Trieste (Milano) – km 126-130 – 12,0
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Renault Grand Modus 1.2 (2009): pregi e difetti della piccola monovolume francese








La Renault Grand Modus – variante allungata (+ 16 cm) della Modus – è una delle migliori piccole monovolume di sempre e nella variante “entry-level” a benzina (quella dotata del motore 1.2 da 75 CV) si rivela un’ottima alternativa alle “segmento B” tradizionali. Un esemplare del 2009 della baby MPV francese nel ricco allestimento Dynamique si trova senza problemi a circa 4.000 euro: scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.


I pregi della Renault Grand Modus 1.2 del 2009
Abitabilità
Favorita dall’utilissimo divano posteriore scorrevole di serie.
Finiture
Senza infamia e senza lode.
Dotazione di serie
L’allestimento Dynamique (il più lussuoso disponibile sulla Renault Grand Modus) è particolarmente ricco: autoradio, climatizzatore, divano posteriore scorrevole, fendinebbia e sedile del guidatore regolabile in altezza.
Posto guida
Sedile comodo e pulsanti della radio posizionati un po’ troppo in basso.
Climatizzazione
Impianto onesto.
Sospensioni
La Renault Grand Modus è una piccola monovolume morbida sugli avvallamenti che risponde in maniera un po’ brusca solo sulle sconnessioni pronunciate.
Rumorosità
Silenziosa in qualsiasi condizione di guida.
Cambio
La trasmissione manuale a cinque marce ha una leva che tende ad impuntarsi solo quando si guida in modo sportivo.
Sterzo
Leggero nell’uso quotidiano, poco sensibile quando si cerca il brio.
Prestazioni
Nella media della categoria: 163 km/h di velocità massima e 13,5 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.
Dotazione di sicurezza
Gli airbag frontali e laterali erano di serie mentre i controlli di stabilità e trazione si pagavano a parte. Ottimo il risultato ottenuto nei crash test Euro NCAP: cinque stelle.
Visibilità
Buona in tutte le direzioni. Oltretutto stiamo parlando di un’auto facilissima da parcheggiare grazie alle dimensioni esterne contenute (4,03 metri).
Freni
Molto potenti.
Tenuta di strada
La Renault Grand Modus è molto agile nelle curve e potrebbe anche divertire se solo “rollasse” meno. Cercate esemplari dotati di controlli elettronici (erano optional).
Prezzo
Da nuova nel 2009 la Renault Grand Modus 1.2 Dynamique costava pochissimo (14.521 euro). Oggi si trova facilmente a circa 4.000 euro.
Consumi
La baby MPV francese è poco assetata di carburante: 16,9 km/l dichiarati.


I difetti della Renault Grand Modus 1.2 del 2009
Capacità bagagliaio
Il vano ha una capienza di soli 305 litri (un valore adatto ad una coppia con un figlio). La situazione migliora quando si abbattono i sedili posteriori: 1.454 litri.
Motore
Il 1.2 aspirato a benzina montato dalla Renault Grand Modus rispetta già le normative Euro 4 e ha una cilindrata contenuta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto ma è poco potente (75 CV), povero di coppia (105 Nm) e poco brioso ai bassi regimi.
Tenuta del valore
Le piccole monovolume non sono molto apprezzate sul mercato dell’usato (il pubblico preferisce le SUV): una buona notizia per chi vuole acquistare una Renault Grand Modus usata, un po’ meno buona per chi deve venderla.
Garanzie
La copertura globale è scaduta nel 2011 mentre quella sulla verniciatura nel 2012. Ancora valida, fino al 2021, la protezione sulla corrosione.
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F1 – I più grandi piloti britannici


Credits: British driver Lewis Hamilton takes part during the Italian television show ‘Che tempo che fa’, Milan, Italy, 17 December 2017. ANSA/ FLAVIO LO SCALZO


Credits: epa05867197 Scottish former F1 champion Jackie Stewart signs autographsat Albert Park GP Circuit, in Melbourne, Australia, 24 March 2017. The 2017 Formula One Grand Prix of Australia will take place on 26 March 2017. EPA/TRACEY NEARMY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT






Credits: Michael Schumacher sul podio del gp del Belgio nel 1992, nel giorno della sua prima vittoria in Formula uno con la Benetton. Al suo fianco il pilota britannico Nigel Mansell. ANSA
Il Regno Unito è il Paese che ha portato più campioni alla F1: i piloti britannici hanno conquistato ben 17 Mondiali e 266 GP. Nessun’altra nazione può vantare risultati simili.
Di seguito troverete la graduatoria completa corredata da brevi biografie e palmarès dei piloti di F1 più vincenti provenienti dal Regno Unito: tre inglesi e due scozzesi.

1° Lewis Hamilton
Nato il 7 gennaio 1985 a Stevenage (Regno Unito)
11 stagioni (2007-)
208 GP disputati
2 costruttori (McLaren, Mercedes)
PALMARÈS: 4 Mondiali F1 (2008, 2014, 2015, 2017), 62 vittorie, 72 pole position, 38 giri veloci, 117 podi
PALMARÈS EXTRA-F1: Campione britannico Formula Renault 2.0 (2003), campione europeo F3 (2005), Masters F3 (2005), campione GP2 (2006)


2° Jackie Stewart
Nato l’11 giugno 1939 a Milton (Regno Unito)
9 stagioni (1965-1973)
99 GP disputati
4 costruttori (BRM, Matra, March, Tyrrell)
PALMARÈS: 3 Mondiali F1 (1969, 1971, 1973), 27 vittorie, 17 pole position, 15 giri veloci, 43 podi
PALMARÈS EXTRA-F1: campione britannico F3 (1964)


3° Graham Hill
Nato il 15 febbraio 1929 a Londra (Regno Unito) e morto il 29 novembre 1975 a Londra (Regno Unito)
18 stagioni (1958-1975)
175 GP disputati
5 costruttori (Lotus, BRM, Brabham, Shadow, Lola)
PALMARÈS: 2 Mondiali F1 (1962, 1968), 14 vittorie, 13 pole position, 10 giri veloci, 36 podi
PALMARÈS EXTRA-F1: 500 Miglia di Indianapolis (1966), 24 Ore di Le Mans (1972)


4° Jim Clark
Nato il 4 marzo 1936 a Kilmany (Regno Unito) e morto il 7 aprile 1968 a Hockenheim (Germania Ovest)
9 stagioni
72 GP disputati
1 costruttore (Lotus)
PALMARÈS: 2 Mondiali F1 (1963, 1965), 25 vittorie, 33 pole position, 28 giri veloci, 32 podi
PALMARÈS EXTRA-F1: campione britannico turismo (1964), 500 Miglia di Indianapolis (1965)


5° Nigel Mansell
Nato l’8 agosto 1953 a Upton-upon-Severn (Regno Unito)
15 stagioni (1980-1992, 1994-1995)
187 GP disputati
4 costruttori (Lotus, Williams, Ferrari, McLaren)
PALMARÈS: Mondiale F1 (1992), 31 vittorie, 32 pole position, 30 giri veloci, 59 podi
PALMARÈS EXTRA-F1: campione britannico Formula Ford (1977), campione CART (1993)

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Le dieci auto più convenienti del 2017




















Il 2017 ha visto il debutto sul mercato di molte auto convenienti, tanti mezzi economici da acquistare e/o da gestire per tutti i gusti.
Di seguito troverete le dieci auto più convenienti del 2017: dieci vetture lanciate quest’anno con prezzi di partenza inferiori a 20.000 euro. L’elenco comprende soprattutto vetture giapponesi e modelli appartenenti al segmento delle piccole, anche se non mancano proposte di altre nazioni e di altre categorie.

Citroën C3 Aircross
La Citroën C3 Aircross è una piccola SUV che condivide il pianale (e buona parte dei motori) con la C4 Cactus e la Opel Crossland X.


Ford Fiesta
La settima generazione della Ford Fiesta è una piccola conveniente che regala consumi molto interessanti, specialmente se dotata del motore turbodiesel più potente (il 1.5 TDCi da 120 CV).


Hyundai Kona
La SUV coreana Hyundai Kona – disponibile a trazione anteriore o integrale – offre un divano ampio a sufficienza per accogliere abbastanza comodamente tre passeggeri e – sull’allestimento più ricco Style – una dotazione di serie degna di un’ammiraglia.
Non manca inoltre una versione “cattiva” dotata di un motore molto potente (1.6 turbo benzina T-GDI da 177 CV) e capace di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 7,9 secondi.


Kia Picanto
La terza generazione della Kia Picanto è l’auto più conveniente uscita nel 2017 (prezzi a partire da 10.850 euro). L’unica citycar presente in questa guida all’acquisto è perfetta per la città (merito delle dimensioni esterne contenute: 3,60 metri di lunghezza) ma è anche – ovviamente – meno spaziosa (specialmente per quanto riguarda i centimetri a disposizione dei bagagli e dei passeggeri posteriori, spalle e gambe in primis) delle altre vetture di questo elenco.
In attesa di versioni più sportive della “segmento A” coreana (più orientata al piacere di guida che al comfort) bisogna accontentarsi di una gamma motori limitata: il propulsore più potente attualmente in listino (1.2 aspirato a benzina) ha infatti solo 84 CV e genera una coppia di soli 122 Nm.


Nissan Micra
La quinta generazione della Nissan Micra presenta due punti di forza da non sottovalutare: un design riuscito e un motore turbo benzina dalla cilindrata contenuta (0,9 litri) che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto.


Opel Crossland X
La Opel Crossland X – SUV realizzata sullo stesso pianale delle Citroën C3 Aircross e C4 Cactus – è un’auto adatta a chi cerca un mezzo conveniente ma che al tempo stesso non può rinunciare allo spazio: il bagagliaio molto capiente soddisfa senza problemi le esigenze di una famiglia.


Seat Ibiza
La quinta generazione della Seat Ibiza è, secondo noi, l’auto più interessante uscita nel 2017 tra quelle convenienti. La “segmento B” iberica offre un buon comfort nei lunghi viaggi e un motore turbodiesel molto pronto ai bassi regimi.
L’unica nota negativa della piccola spagnola, realizzata sullo stesso pianale della Volkswagen Polo, riguarda lo spazio a disposizione della testa dei passeggeri posteriori più alti: migliorabile.


Subaru Impreza
La quinta generazione della Subaru Impreza – è un’ingombrante (4,46 metri di lunghezza) e spaziosa (specialmente per le gambe di chi si accomoda dietro) compatta a trazione integrale costruita con cura. Tra le vetture presenti in questa guida all’acquisto è la più cara: i prezzi partono da 19.990 euro.
L’unico motore disponibile – un raffinato 1.6 boxer a benzina abbinato ad un cambio automatico CVT a variazione continua – ha una cilindrata elevata che (insieme ai consumi importanti: 16,1 km/l dichiarati) non aiuta chi vuole risparmiare sui costi di gestione. Senza dimenticare il piacere di guida penalizzato dalla scarsa verve del propulsore (12,4 secondi sullo “0-100”) e dalla risposta non eccezionale ai bassi regimi e la dotazione di serie poco personalizzabile.


Suzuki Swift
La sesta generazione della Suzuki Swift è una piccola disponibile a trazione anteriore o integrale agilissima nelle curve: merito del peso estremamente contenuto.


Volkswagen Polo
La sesta generazione della Volkswagen Polo – realizzata sullo stesso pianale della Seat Ibiza – presenta finiture meno curate rispetto alle serie precedenti ma offre motori caratterizzati da consumi bassissimi. Il propulsore 1.0 TGI a metano, ad esempio, è l’ideale per chi vuole risparmiare il più possibile dal benzinaio.

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Seat Leon Cupra R: in Italia da 46.200 euro












Dopo la presentazione in anteprima mondiale avvenuta al Salone di Francoforte 2017, la Seat Leon Cupra R, edizione limitata della compatta sportiva di Martorell fa il suo debutto in Italia.
Body-kit in carbonio e tinta Nero Midnight
Sul nostro mercato ne arriveranno solo 30 esemplari delle 799 unità prodotte in totale. La carrozzeria viene proposta in un’unica colorazione: Nero Midnight, con inserti in fibra di carbonio e finiture in color rame che riprendono i dettagli dell’abitacolo.
300 CV di potenza
Sotto il cofano della Seat Leon Cupra R trova posto il 2.0 TSI da 300 CV abbinato al cambio automatico a doppia frizione DSG. La coppia massima di 380 Nm è disponibile tra i 1.800 e i 5.500 giri e lo scatto da 0 a 100 km/h p coperto in 5,7 secondi.
Tra le altre specifiche tecniche vanno citate la sospensione elettronica DCC abbinata a nuove regolazioni per l’anteriore, un nuovo impianto di scarico dal sound ancora più racing, oltre all’impianto frenante firmato Brembo.
In Italia la Seat Leon Cupra R è già ordinabile con un prezzo di 46.200 euro.
Seat Leon Cupra
La versione “radicale” della compatta spagnola.
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McLaren e Senna: una lunga storia d’amore


Credits: Una foto d’archivio del pilota brasiliano Ayrton Senna all’interno della sua McLaren. ANSA


Credits: Prima uscita della nuova McLaren di Ayrton Senna in prova sul circuito di Imola, il 23 marzo 1988. ANSA


Credits: Alain Prost (S) e Ayrton Senna discutono della nuova McLaren sul circuito di Imola il 23 marzo 1988. ANSA


Credits: Il brasiliano Ayrton Senna sorridente dopo aver effettuato le prove valide per il Gran Premio d’Italia, il 17 agosto 1989. ANSA


Credits: Ayrton Senna durante una pausa ai box indica alcuni inconvenienti rilevati durante le prove del Gran Premio di Monza, 18 agosto 1989. ANSA


Credits: Ayrton Senna and McLaren-Ford team principal Ron Dennis with their trophies after the Monaco Grand Prix in Monaco, 23 mAY 1993. Ansa/Grand Prix Photo
Ayrton Senna e la McLaren: un legame intenso – durato sei anni (dal 1988 al 1993) – che ha portato al campione brasiliano tre Mondiali F1 Piloti (tutti quelli conquistati in carriera: 1988, 1990 e 1991) e alla scuderia britannica quattro titoli Costruttori consecutivi dal 1988 al 1991.
Scopriamo insieme la storia di Ayrton Senna in McLaren: sei stagioni che hanno visto il driver sudamericano conquistare 35 vittorie, 49 pole position, 12 giri veloci e 55 podi. Senza dimenticare la rivalità con Alain Prost.
Ayrton Senna: la storia degli anni in McLaren
1988
Ayrton Senna arriva in McLaren nel Mondiale F1 1988: nelle quattro stagioni precedenti disputate nel Circus (una con la Toleman e 3 con la Lotus) il 28enne pilota brasiliano ha già avuto modo di mostrare le proprie doti portando a casa 6 vittorie, 16 pole position, 7 giri veloci e ben 25 podi.
Nonostante un compagno di squadra piuttosto ingombrante – il francese Alain Prost (vincitore di due Mondiali negli ultimi tre anni) – Senna disputa un campionato eccezionale: pole al debutto in Brasile, primo successo a San Marino, trionfo in Canada e negli USA e una striscia di quattro gradini più alti del podio consecutivi (Gran Bretagna, Germania, Ungheria e Belgio) che consentono alla McLaren (motorizzata Honda) di ottenere il Mondiale Costruttori.
In Giappone Ayrton Senna diventa Campione del Mondo pur con meno punti del compagno di scuderia. Il motivo? Per la classifica valgono solo gli undici migliori piazzamenti…
1989
In un Mondiale F1 1989 caratterizzato dal passaggio dai motori Honda V6 ai V10 Ayrton Senna inizia la stagione alla grande: porta a casa tre vittorie consecutive (San Marino, Monte Carlo e Messico) e negli USA diventa il pilota con più pole position di sempre (34).
In Italia la McLaren si aggiudica il titolo Costruttori mentre Senna – nonostante altre tre vittorie (Germania, Belgio e Spagna) – deve cedere il titolo iridato al compagno/rivale Alain Prost. Gli attriti tra i due sono sempre più frequenti e raggiungono l’apice in Giappone a Suzuka, in occasione della penultima gara stagionale: Ayrton rimane coinvolto in un incidente causato proprio dal Professore, riesce a tornare in pista a differenza del collega, taglia il traguardo per primo ma viene squalificato ingiustamente per essere rientrato sul tracciato tagliando la chicane (anche se non c’erano altre soluzioni).
1990
Dopo il passaggio di Prost alla Ferrari Ayrton Senna affronta il Mondiale F1 1990 con un nuovo compagno di scuderia in McLaren: l’austriaco Gerhard Berger.
Senna sale sul gradino più alto del podio in sei occasioni (USA, Monte Carlo, Canada, Germania, Belgio e Italia) e diventa campione del mondo per la seconda volta in carriera in Giappone. Al via della gara di Suzuka (che regala anche il titolo Costruttori alla McLaren) Ayrton “ricambia il favore” a Prost nella stessa curva dell’incidente dell’anno prima: ritarda la frenata e sperona il pilota transalpino.
1991
Nel 1991 – anno in cui si passa dai motori Honda V10 a quelli V12 – Ayrton Senna vince il suo terzo e ultimo Mondiale in carriera. Inizia l’anno alla grande con quattro vittorie nei primi quattro GP (USA, Brasile, San Marino e Monte Carlo) e lo chiude con altri tre successi (Ungheria, Belgio e Italia). Senza dimenticare il quarto titolo Costruttori consecutivo della McLaren.
1992
Ayrton Senna e la McLaren possono fare ben poco nel Mondiale F1 1992 contro una Williams impressionante (che già aveva mostrato ottime cose nel 1991). Il driver brasiliano si deve quindi accontentare di tre vittorie (Monte Carlo, Ungheria e Italia).
1993
La McLaren che scende in pista nel Mondiale F1 1993 è molto diversa dalla vettura dominatrice delle stagioni precedenti: il motore è un V8 Ford Cosworth poco potente (Honda ha abbandonato la F1) e Ayrton Senna – dopo aver cercato senza successo un sedile alla Williams – si ritrova in un team meno ambizioso rispetto al passato e con un nuovo compagno di scuderia (lo statunitense Michael Andretti).
Il talento di Ayrton, però, emerge: vince in Brasile (100° vittoria per la McLaren), a Donington (sotto la pioggia, sorpassando quattro vetture nel primo giro e doppiando Prost, terzo al traguardo) e a Monte Carlo e nel finale di stagione (con un nuovo coéquipier, il finlandese Mika Häkkinen) ottiene le ultime due vittorie della sua lunga carriera in Giappone e in Australia.
Nel 1994 Ayrton Senna passa alla Williams, ma questa è un’altra storia…
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Nuova Nissan LEAF, 10.000 ordini in due mesi


A distanza di sette anni dal lancio, la Nissan LEAF ha raccolto un’enormità di consensi. L’apprezzamento dei clienti verso i veicoli elettrici ha registrato un miglioramento continuo e la domanda risulta ormai quintuplicata rispetto al 2011. Nissan ha raccolto le esperienze degli oltre 83.000 clienti per dare vita a una nuova LEAF completamente rinnovata. Dalla presentazione di ottobre ad oggi la nuova LEAF ha raccolto 10.000 ordini, un numero destinato a crescere in vista dell’arrivo presso le concessionarie europee da febbraio 2018.
Gareth Dunsmore, Direttore Veicoli Elettrici Nissan Europe, ha commentato: “Siamo felici dell’interesse dimostrato dai clienti in Europa nei confronti della nuova LEAF. Questo conferma il ruolo di leader di Nissan nella mobilità elettrica. La nuova Nissan LEAF non è solamente la seconda generazione dell’auto 100% elettrica più venduta al mondo, ma è anche l’icona della Nissan Intelligent Mobility”.
L’auto è stata elogiata per le sue innovazioni e tecnologie senza precedenti, tra cui la tecnologia di assistenza alla guida Nissan ProPILOT e Nissan e-Pedal, che con la frenata rigenerativa riduce del 90% l’interazione del conducente con il pedale del freno. La produzione della nuova LEAF è iniziata a metà dicembre presso lo stabilimento di Nissan Europe a Sunderland, nel Regno Unito, ed è prevista una rapida accelerazione delle attività per soddisfare l’elevata domanda dei clienti.
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Infiniti, a Detroit 2018 arriva un nuovo concept


Credits: INFINITI will debut a new concept car at the North American International Auto Show in Detroit in January 2018. The concept previews a new generation of INFINITI vehicles and represents the first manifestation of INFINITI’s new form language.
Il marchio Infiniti annuncia che in occasione del prossimo Salone di Detroit presenterà un nuovo concept che anticipa una futura generazione di veicoli del marchio e rappresenta una prima manifestazione di un nuovo linguaggio stilistico del brand.
“Mentre una nuova ondata di tecnologie inizia a prendere forma, la nostra concept car di Detroit annuncia una nuova generazione di INFINITI. Una filosofia di design nuova e straordinaria che dimostra l’arte di INFINITI nella nuova era dell’autonomia e delle trasmissioni innovative. A Detroit, accanto a Prototype 9, INFINITI mira a mostrare una nuova eleganza, che colpisce per la sua armonia e semplicità”, dichiara Alfonso Albaisa, SVP Global Design
“La nuova concept car INFINITI traghetta la tradizionale architettura di una berlina al suo prossimo stadio di evoluzione. Un passaggio verso propulsori più intelligenti, più compatti e meno invasivi; siamo stati in grado di creare una sagoma alternativa dalle linee fluenti, dal carattere intrigante e dall’ esperienza di guida ancor più coinvolgente. Con la sua cabina lunga, le proporzioni equilibrate e la stazza importante, questa concept annuncia una nuova era per i modelli INFINITI”, ha invece detto Karim Habib, Direttore Esecutivo Design INFINITI
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NIO ES8: l’anti Tesla X cinese






Qualche mese fa una compagnia chiamata NIO sorprese il mondo presentando una supersportiva elettrica che prometteva numeri di dubbia credibilità…. 1.360 CV. L’autenticità di questo valore è arrivata, però, direttamente dal tempio della velocità, il Nurburgring, dove la super car a zero emissioni ha dimostrato di essere in grado di girare in 6 minuti e 45 secondi. Un tempo battuto solo dalla McLaren P1 LM.
Batteria sostituibile (in 3 minuti)
Ora Il marchio cinese torna a far parlare di sé con la ES8, un SUV elettrico ad alte prestazioni pronto a sfidare direttamente la Tesla Model X. Il cuore di questa sport utility è una batteria da 70 kWh in grado di garantirle 350 km di autonomia secondi il ciclo NEDC. Ma la particolarità è che proprio la batteria può essere sostituita con un’unità carica in soli 3 minuti, in una stazione apposita. NIO ha come progetto la realizzazione, in Cina, di una rete di 1.100 di queste stazioni denominate Power Swap.
652 CV di potenza
A queste verrà aggiunta una flotta di 1.200 veicoli – Power Mobile – dotati di ricercatori mobili, in grado di rifornire l’equivalente di 100 km di autonomia in soli 10 minuti. A spingere la NIO ES8 ci pensano due motori elettrici, uno su ogni asse, per un totale di 652 CV e una coppia massima di 840 Nm.
NOMI: intelligenza artificiale a bordo
L’abitacolo offre spazio abbondante per 5 persone, la console centrale p dominata da un grande schermo TFT e la strumentazione è completamente digitale. Dalla plancia, poi, gli occhi del sistema NOMI (Intelligenza Artificiale), osservano il guidatore in ogni momento. Il sistema id sicurezza, poi, conta su 23 sensori, una telecamera frontale, quattro telecamere perimetrali, cinque radar e dodici sensori ad ultrasuoni, che articolano una sofisticata rete di assistenza alla guida con pilota automatico (per l’autostrada) e diversi altri sistemi tra cui l’assistente di parcheggio automatico e di uscita involontaria dalla corsia.
La NIO E68 sarà venduta in Cina ad un prezzo di circa 57.300 euro.
Formula E: il team NIO
Alla scoperta della scuderia inglese di Formula E
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