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Le auto che non vedremo più dal 2018

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Il 2017 è stato un anno ricco di novità, soprattutto SUV, arrivate sul mercato auto. Le nuove tendenze hanno decretato, però, la fine di vecchi modelli, alcuni dei quali sono stati delle vere e proprie icone. Quali tra le auto che usciranno dal mercato nel 2017 ci mancheranno di più? Eccone 5 che sicuramente rimarranno nella nostra memoria:

Dodge Viper

La ‘morte’ della Dodge Viper è stata una delle più mediatiche degli ultimi anni. Già nel 2015 era stato annunciato il pensionamento definitivo della due posti super sportiva d’Oltreoceano spinta da un poderoso V10 e tenuta in vita fino al 2017 con una serie di versioni speciali. la Vipera di Detroit ci lascia con la serie speciale ACR che ha salutato tutti battendo il record del nurburgring della versione precedente e lasciandosi alle spalle altre supercar di tutto rispetto come la Nissan GT-R Nismo.

Volkswagen Scirocco

Un altro addio dal sapore amaro arriva dalla coupé sportiva di Wolfsburg. La Volkswagen Scirocco d’altronde si basava su una piattaforma ormai vecchia del Gruppo Volkswagen, la PQ35. La prima Scirocco fu lanciata nel 1974 e la versione più potente è stata la “R” spinta dal 2.0 TSI da 280 CV di potenza.

Subaru WRX STI

Anche se la Subaru WRX STI continuerà ad essere prodotta fino almeno alla metà del 2018, la berlina sportiva giapponese ha già detto addio ufficialmente all’Europa. Dopo l’estinzione della Mitsubishi Lancer Evolution avvenuta già diversi anni fa, il mercato rimarrà orfano di un’altra auto con il DNA Rally.

Audi A3 a 3 porte

Anche se l’Audi A3 è un modello le cui vendite incidono parecchio sul volume di vendite totale dei Quattro Anelli, la sua versione con carrozzeria a 3 porte valeva appena il 10% delle vendite. CI saluta così una delle poche compatte a tre porte che rimanevano sul mercato. Per quanto riguarda Audi la scelta è abbastanza logica, la Casa di Ingolstadt ha preferito concentrare le sue risorse piuttosto sulla nuova Q2, con la quale la A3 condivide le linee di produzione.

Opel Meriva

La monovolume di Casa Opel è stata una delle più clamorose vittime dell’invasione dei SUV. Con l’acquisizione del marchio tedesco da parte di PSA e con l’arrivo della nuova Crossland X la Meriva dice addio, la sua esistenza non aveva più senso. Era sul mercato dal 2003.

Gli altri addii

Tra gli altri addii del 2017 salutiamo anche la Nissan Note, la Volkswagen Jetta, la Skoda Yeti e la BMW Serie 6 Coupé (rimarranno in listino la Cabrio e la Gran Coupé).

Foto

Le 5 SUV più veloci sullo scatto 0-100 km/h

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Fonte:

Citroën E-Mehari (2016): pregi e difetti della cabriolet elettrica francese

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Citroën E-Mehari bagagliaioCitroën E-Mehari bagagliaio

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Citroën E-Mehari interniCitroën E-Mehari interni

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Citroën E-Mehari tre quarti posterioreCitroën E-Mehari tre quarti posteriore

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Citroën E-MehariCitroën E-Mehari

 

La Citroën E-Mehari è una delle auto più particolari uscite negli ultimi anni: la cabriolet elettrica francese ha un futuro assicurato come auto d’epoca ma per il momento è introvabile da usata. L’unico modo per averla è acquistarla nuova a 26.040 euro (noleggio batterie – 87 euro al mese – escluso).

La riedizione in chiave moderna (ed ecologica) della mitica Méhari è tanto sfiziosa quanto spartana (capote in tela che richiede parecchio tempo per essere smontata/montata e plastica usata per la carrozzeria, il lunotto e i finestrini) e per ricaricarla ci vogliono 13 ore (con una presa domestica a 10A) o 8 ore (a 16A). Scopriamo insieme i pregi e i difetti della scoperta “green” del Double Chevron.

Citroën E-Mehari tre quarti posterioreCitroën E-Mehari tre quarti posteriore

I pregi della Citroën E-Mehari del 2016

Abitabilità

I quattro posti offerti dalla Citroën E-Mehari sono comodi ma non è semplice accedere ai sedili posteriori.

Posto guida

Sedile comodo, posizione di seduta piacevolmente rialzata e volante regolabile in altezza e profondità. L’utile pulsante delle doppie frecce e i comandi dell’impianto di aerazione sono però posizionati troppo in basso.

Motore

Il propulsore elettrico della Citroën E-Mehari da 68 CV e 140 Nm di coppia è adeguato alle caratteristiche della vettura.

Cambio

Trasmissione monomarcia con tre posizioni: R, N e D.

Visibilità

Favorita dalla posizione di seduta alta e dalle dimensioni esterne compatte (3,81 metri di lunghezza).

Autonomia

La Citroën dichiara per la E-Mehari una percorrenza di 200 km nel ciclo urbano e di 100 km nel ciclo extraurbano. Un valore più che adatto alle esigenze del cliente tipo di questa vettura.

Garanzie

La copertura globale terminerà nel 2018 (dipende dal mese di immatricolazione).

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I difetti della Citroën E-Mehari del 2016

Finitura

La Citroën E-Mehari è una cabriolet spartana ed essenziale.

Dotazione di serie

Sistema audio Bluetooth Parrot USB e cerchi in lega: nient’altro…

Capacità bagagliaio

Il vano è piccolo (200 litri che diventano 800 quando si abbattono i sedili posteriori) ma ha una forma regolare.

Climatizzazione

L’impianto della Citroën E-Mehari era (ed è ancora oggi) l’unico optional presente in listino.

Sospensioni

Troppo dure sullo sconnesso: stiamo parlando di un’auto adatta ai brevi trasferimenti nelle località di mare.

Rumorosità

La Citroën E-Mehari va usata d’estate e andrebbe acquistata solo da chi possiede una casa al mare e un garage con una presa di corrente. In modalità chiusa emergono i rumorini provenienti dalla capote in tela e dai finestrini in plastica (senza dimenticare l’abitacolo non adeguatamente protetto dal freddo).

Sterzo

Poco comunicativo.

Prestazioni

Deludenti: 110 km/h di velocità massima e 6,4 secondi per accelerare da 0 a 50 chilometri orari.

Dotazione di sicurezza

Mancano persino gli airbag

Freni

Impianto poco potente.

Tenuta di strada

Non nasce per fare le corse e neanche per affrontare lunghi viaggi. Con lei chi va piano va sano e va lontano…

Prezzo

La Citroën E-Mehari è impossibile da trovare usata: da nuova nel 2016 costava 25.990 euro (oggi 26.040) e a questa cifra bisogna aggiungere 87 euro al mese per il noleggio batterie.

Tenuta del valore

La Citroën E-Mehari ha un futuro assicurato come auto d’epoca ma per il momento sono ben poche le persone interessate ad acquistare una cabriolet elettrica poco sfruttabile fuori dalle località di mare.

Scopri tutto il listino Citroën.

Il mondo Citroën

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Gran Turismo Sport: si aggiorna la modalità carriera

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Gran Turismo Sport è approdato ormai due mesi fa su PS4, e si è dimostrato un prodotto sì all’altezza delle aspettative, ma tutt’altro che perfetto. La prima critica riguarda proprio la modalità carriera: troppo povera e poco profonda, soprattutto considerando il rilievo che ha avuto per il successo della serie. Ed è così che con la versione 1.10 (disponibile tramite un aggiornamento gratuito) la modalità carriera si arricchisce, divenendo più longeva e avvincente. Un piccolo regalo di Natale che piacerà ai fan del titolo, noi compresi, e che lascia ben sperare in altri aggiornamenti che “aggiustino” questo capitolo di Gran Turismo. Speranze fondate, visto che Kazunori Yamauchi (creatore e produttore della serie GT) ha dichiarato che verranno introdotte anche condizioni di pioggia in altri circuiti.

“Basterà semplicemente introdurre la pioggia in altre piste attraverso i prossimi aggiornamenti”, ha detto il boss di Polyphony Digital. “Tutte le vetture di Gran Turismo Sport sono già compatibili con la resa visiva della pioggia e dispongono di tergicristalli funzionanti.”

Quindi se siete rimasti con l’amaro in bocca per le mancanze di Gran Turismo Sport non disperate: arriveranno altri aggiornamenti in futuro (come abbiamo visto con Driveclub) in grado di migliorare l’esperienza di gioco e prolungare il divertimento. Speriamo che ci abbiano ascoltato.

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E-VIA Flex-E”, il progetto (con Nissan) che prevede l’installazione di stazioni di ricarica in Europa

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Credits: Nissan fuses pioneering electric innovation and ProPILOT technology to create the new Nissan LEAF: the most advanced electric vehicle for the masses

In Italia, Francia e Spagna parte il progetto E-VIA FLEX-E mobility per l’installazione di 14 stazioni di ricarica ultraveloce, coordinato da Enel e co-finanziato dalla Commissione Ue. L’obiettivo è quello di sperimentare una rete che permetta ai nuovi veicoli elettrici, con autonomia superiore ai 300 Km, di percorrere lunghe distanze e di contribuire allo sviluppo e alla diffusione delle e-car in Europa.

Il progetto, presentato da Enel in qualità di coordinatore, in collaborazione con le utility EDF, Enedis e Verbund, le case automobilistiche Nissan e Groupe Renault e Ibil, società spagnola specializzata nei servizi di ricarica per i veicoli elettrici, è stato selezionato dalla Commissione Ue nell’ambito della call Connecting Europe Facility Transport 2016, ottenendo un finanziamento che coprirà metà dell’investimento necessario.

Il budget complessivo co-finanziato dalla Commissione è di circa 6,9 milioni di euro. Sul progetto Enel investirà 3,4 milioni di euro, anche questi co-finanziati dall’esecutivo europeo. Entro la fine del 2018 saranno avviate le installazioni dei punti di ricarica ultraveloce (High Power Charging – HPC) in 14 siti: 8 in Italia, 4 in Spagna, e 2 in Francia. Le stazioni di ricarica saranno ad alta potenza con un range tra 150 kW e 350 kW.

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Elon Musk pronto a lanciare la Roadster nello spazio

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Elon Musk è noto essere il fondatore di Tesla. Ma non è l’unica compagnia che controlla. The Boring Company è in pieno sviluppo di Hyperloop (trasporto ad alta velocità di merci e passeggeri all’interno di tubi a bassa pressione), mentre SpaceX si incarica dei progetti speciali.

Per questo, quando qualche settimana fa è stata presentata la nuova Tesla Roadster nessuno aveva preso sotto gamba l’idea di Musk di mandare la piccola sportiva nello spazio. E ora è arrivata, puntuale come un orologio, la conferma di questa impresa.

Il magnate sudafricano ha infatti pubblicato delle foto in cui la cabriolet (un esemplare della prima generazione) è posizionata dentro del razzo Falcon Heavy, pronta per le prove preliminari al lancio, che dovrebbe avvenire a gennaio.

L’obiettivo è mettere l’auto in orbita, attorno a Marte, e una volta lì verranno lanciata nello spazio profondo in un orbita ellittica. Su twitter, suo canale preferito, il CEO di Tesla ha commentato:

“Un’auto rossa per il pianeta rosso. I test di volo normalmente utilizzano un simulatore di massa con blocchi di cemento o di ferro, ma a noi sembrava noioso. Essere noiosi è orribile, soprattutto per le aziende, così abbiamo deciso di inviare qualcosa si inusuale. Il carico sarà una Roadster originale”.

Anteprime

Tesla Roadster: pronta per il 2020

La Casa californiana svela la seconda generazione della piccola sportiva. Questa volta con 10.000 Nm di coppia e mille km di autonomia

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Citroën: auto d’epoca certificate

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Storiche CitroënStoriche Citroën

 

Le auto d’epoca Citroën sono ora certificate: la Commissione Tecnica – Albo d’Oro istituita recentemente dal RIASC (Registro Italiano Auto Storiche Citroën) è infatti diventata pienamente operativa.

Qursto significa che tutte le vetture storiche del Double Chevron che ottengono dalla Commissione Tecnica (organismo che ha il compito di certificare, dopo attento esame dei suoi commissari, la conformità delle vetture della Marca con almeno vent’anni di anzianità di servizio e appartenenti a soci regolarmente iscritti al Registro) la votazione di almeno 80 punti hanno diritto alla Targa Oro RIASC.

In occasione della prima sessione di omologazione della Commissione Tecnica RIASC – tenutasi il mese scorso presso la sede di Citroën Italia – quattro modelli su quattro della Casa francese hanno conquistato l’ambita Targa Oro ottenendo punteggi compresi tra 95 e 98 punti: due SM (una del 1971 e una del 1972), una CX 25 GTi Turbo del 1986 e una XM V6 del 1990.

Al RIASC (Registro Italiano Auto Storiche Citroën) aderiscono sette Club: Club 2CV e Derivate Italia, Club Italia Bicilindriche Citroën, Club GS Italia, CX Club Italia, Club IDéeSse, SM Club Italia e eXtreMe XM Club Italia.

Passione Citroën

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Le 5 moto più attese del 2018

Honda CB1000R+ - EICMA 2017Honda CB1000R+ - EICMA 2017

Ducati Panigale V4Ducati Panigale V4

Yamaha Niken - moto a tre ruoteYamaha Niken - moto a tre ruote

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Il 2018 è ormai alle porte e sono tante le novità a due ruote che il mercato ci riserva. Ne abbiamo selezionate cinque tra le più interessanti, ma aggiungetene altre nei commenti se lo ritenete opportuno.

Honda CB1000R

Con quel design accattivante, a metà tra futuro e passato, ha stregato tutto il pubblico di Eicma. Promette anche performance esaltanti e sarà proposta sicuramente ad un prezzo contenuto. Il motore eroga 20 CV in più per un totale di 145 CV e 104 Nm e c’è nuova gestione elettronica del gas Throttle by Wire con 4 Riding Mode di cui uno completamente personalizzabile. Degna di nota anche la CB1000R+ con Quickshifter di serie e con dettagli che impreziosiscono lo stile.

Ducati Panigale V4

Qualcuno direbbe che a Ducati piace vincere facile, presentando ogni volta un’evoluzione sempre meglio riuscita della loro supersportiva di punta. La V4 Panigale conserva il design della 1299 e si rifà leggermente il trucco. Ma soprattutto adotta ora un nuovo motore a quattro cilindri capace di raggiungere una potenza di 214 CV (fino a 226 con lo scarico Akrapovic realizzato ad hoc) e si preannuncia più facile da guidare. Ha un’elettronica al top e una ciclistica da superbike.

Yamaha Niken

È sicuramente un modello che fa discutere. Molti puristi hanno storto il naso di fronte a una moto a tre ruote. Io invece, che sono tendenzialmente sempre per il progresso (preferisco le cose nuove a quelle datate) trovo questa scommessa molto interessante. È chiaro che anche da un punto di vista estetico bisogna dare il tempo a occhi e cervello per abituarsi a queste nuove forme, così come ci sarà bisogno di fare qualche km per capire come si guida. Ma dopo, ne sono certo, ci sarà solo da divertirsi.

Ducati Scrambler 1100

Avrà lo stesso successo del fratello minore, vero e proprio best seller del marchio? Questo lo scopriremo solo più avanti, ma di sicuro c’è tanta curiosità attorno a questo modello. È più muscoloso, più imponente ed arriva in tre versioni per soddisfare tutti i gusti: Standard, Special e Sport. È spinto dal bicilindrico da 1.079cc da 86 CV a 7.500 giri/min e 88,4 Nm a 4.750 giri/min abbinato a tre riding mode disponibili: Active, Journey e City (limitato a 75 CV). Completano il quadro l’ABS Cornering di Bosch e il controllo della trazione.

KTM 790 Duke

Ha debuttato in veste definitiva ad Eicma 2017 e si preannuncia una moto estremamente divertente pur non essendo estrema (anzi). La 790 Duke è a metà strada tra la 690 Duke e la potentissima 1290 Duke. Pesa 169 kg ed è spinta da un motore bicilindrico a quattro tempi DOHC capace di erogare una potenza di 105 CV.

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Le dieci strade più pericolose d’Italia per le due ruote

++ Moto investe pedone a Torino, tre i morti ++++ Moto investe pedone a Torino, tre i morti ++

Credits: Il luogo dell’incidente in cui hanno perso la vita tre persone, Torino, 03 aprile 2017. Un giovane è stato investito e ucciso da una motocicletta in corso Unione Sovietica all’angolo con corso Sebastopoli. In sella alla moto due persone: il conducente è morto sul colpo, la passeggera poco dopo.
ANSA/IRENE FAMA’

I veicoli a due ruote (moto e bici) sono coinvolti nel 24% degli incidenti stradali: dai dati forniti dall’ACI relativi al 2016 emerge un tasso di mortalità delle due ruote molto più elevato di quello delle quattro ruote (1,5 morti ogni 100 mezzi coinvolti contro 0,66).

Di seguito troverete la classifica delle dieci strade più pericolose d’Italia per le due ruote: una graduatoria che prende in considerazione la percentuale di incidenti sul totale che hanno visto il coinvolgimento di moto o bici.

Le dieci strade più pericolose d’Italia per le due ruote (percentuale di incidenti sul totale con moto e bici coinvolte)

  1. SS11 Padana Superiore (Venezia) (Veneto) – km 421,0-426,0 – 88,5%
  2. SS9 via Emilia (Rimini) (Emilia-Romagna) – km 6,0-8,0 – 80,0%
  3. SS233 Varesina (Varese) (Lombardia) – km 41,0-42,0 – 77,8%
  4. SS13 Pontebbana (Treviso) (Veneto) – km 16,0-17,0 – 75,0%
  5. SS1 via Aurelia (Savona) (Liguria) – km 569,0-572,0 – 74,4%
  6. SS1 via Aurelia (Lucca) (Toscana) – km 363,0-367,0 – 73,7%
  7. SS1 via Aurelia (Savona) (Liguria) – km 605,0-606,0 – 71,4%
  8. SS9 via Emilia (Rimini) (Emilia-Romagna) – km 0,0-1,0 – 71,4%
  9. SS35 dei Giovi (Como) (Lombardia) – km 154,0-155,0 – 71,4%
  10. SS66 Pistoiese (Prato) (Toscana) – km 20,0-21,0 – 71,4%

Info utili

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Yamaha Tracer 900 e GT 2018, arrivano ad aprile a partire da 10.590 euro

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A pochi giorni dall’inizio del 2018, Yamaha annuncia i prezzi della nuova Tracer 900 (e Tracer 900 GT), uno dei modelli più importanti degli ultimi. Sarà disponibile a partire da aprile nelle colorazioni Nimbus Grey e Tech Black al prezzo di 10.590 euro, 300 euro in più rispetto al modello precedente. Costerà invece 12.190 euro la versione GT, pensata per il turismo a lungo raggio. Entrambe sono spinte dal motore tre cilindri crossplane da 847cc abbinato al ride by wire e al controllo della trazione.

Yamaha Tracer 900 2018

Non è stata rivoluzionata rispetto al modello precedente, ma ha ricevuto qualche piccolo aggiornamento che la renderà ancora più accattivante e confortevole. Tra le migliorie introdotte sulla nuova Yamaha Tracer 900 2018 trovano posto le plastiche ridisegnate, un manubrio più stretto, paramani più snelli ed un nuovo parabrezza, regolabile a mano, che fornisce una maggior protezione contro gli agenti atmosferici. Il comfort del conducente e del passeggero è stato ulteriormente potenziato grazie alla nuova posizione di guida, alle ridisegnate pedane del passeggero ed al rinnovato maniglione. Il design del forcellone in alluminio ed i setting dell’ammortizzatore, entrambi rivisti, esaltano invece le prestazioni touring dell’amatissima tre diapason.

Yamaha Tracer 900 GT

Sviluppata sulla base della Tracer 900, l’inedita Tracer 900 GT, oltre a condividere con essa le migliorie introdotte per il 2018, è dotata di borse laterali rigide da 22 litri in tinta con la livrea, di strumentazione con display TFT e di manopole riscaldate. Ha la forcella con steli dorati e il mono posteriore dotato di regolazione in remoto per il precarico. Ci sono però anche di serie Quick Shifter e Cruise Control.

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Approvata la legge per uno sviluppo organico dell’uso della bicicletta

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La mobilità sulle due ruote “non a motore” dal 2018 sarà meglio disciplinata, grazie all’approvazione del disegno di legge n.2977 sullo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica. Il provvedimento diventato legge introduce nel nostro ordinamento il Piano generale della mobilità ciclistica, che disciplina lo sviluppo della mobilità su due ruote a livello urbano, regionale e nazionale, attraverso l’individuazione delle ciclovie che costituiscono la rete ciclabile nazionale “Bicitalia”, misure per la sicurezza dei ciclisti, per l’accesso a parcheggi, stazioni ferroviarie e aeroporti e l’introduzione dei “biciplan”, piani di mobilità ciclistica che dovranno essere redatti dai Comuni.

L’approvazione giunge dopo un iter articolato e problematico, che ha subito numerose interruzioni e riprese all’interno dei diversi organi parlamentari, nell’imminenza dello scioglimento delle Camere. Fondamentale è stato il supporto dell’On. Paolo Gandolfi, relatore del disegno di legge alla Camera, che con il suo lavoro ha contribuito a ottenere lo sblocco di una situazione in stallo e del Ministero dei Trasporti che fin dall’inizio ha sostenuto il provvedimento. Confindustria ANCMA – insieme a FIAB, FCI e tante altre associazioni del mondo bici – aveva in più occasioni sottolineato l’importanza di un provvedimento che – per la prima volta in Italia – getta le basi per uno sviluppo organico e pianificato della mobilità ciclistica sulle nostre strade. Dal punto di vista industriale, la bicicletta ha un forte radicamento nel territorio nazionale. Le aziende italiane producono un fatturato di 1 miliardo di euro e danno lavoro a 12 mila addetti. La bilancia commerciale del settore è in attivo per 66 milioni di euro, a testimoniare una vocazione della bici italiana ai mercati internazionali. In particolare, il segmento delle e-bike rispecchia un crescente interesse degli utenti finali per un prodotto innovativo e versatile: nel 2016 sono state commercializzate 120 mila biciclette a pedalata assistita, pari a un incremento del 120% rispetto all’anno precedente. Anche il mercato delle biciclette tradizionali, nell’ultimo biennio, è cresciuto del 2%.

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