Jaguar e il motorsport: la storia

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Il marchio Jaguar è famoso per i suoi modelli di serie eleganti e sportivi ma può vantare anche una lunga tradizione nel motorsport. Il brand inglese è stato capace di trionfare in gare prestigiose come il Rally di Monte Carlo e la 24 Ore di Le Mans (nessun brand britannico ha vinto più volte sul circuito della Sarthe) e oggi recita un ruolo da protagonista nel campionato di Formula E dedicato alle monoposto elettriche.

Di seguito troverete la storia sportiva della Jaguar, una Casa dal passato leggendario che sta guardando verso il futuro.

Winning Jaguar

Credits: Ronald Startup/Picture Post/Hulton Archive/Getty Images

Mike Hawthorn, 24 Hours Of Le Mans

Credits: Bernard Cahier/Getty Images

Jaguar Wins 1957 24 Hours Of Le Mans

Credits: ISC Images & Archives via Getty Images

Eddie Irvine of the Jaguar Formula One Racing Team

Credits: Bryn Lennon/Getty Images

ABB FIA Formula E Championship 2019 – Rome E-Prix

Credits: Emmanuele Ciancaglini/NurPhoto via Getty Images

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Jaguar e il motorsport: la storia

La Jaguar vede la luce nel 1922 ma bisogna aspettare il 1937 per vedere la prima vittoria importante (con il pilota britannico Jack Harrop primo al Rally RAC): all’epoca l’azienda si chiama ancora SS (Swallow Sidecar) e Jaguar è solo il nome del modello vincente (Jaguar 100, per l’esattezza), capace di trionfare anche l’anno successivo nella stessa corsa con il medesimo driver.

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Credits: Ronald Startup/Picture Post/Hulton Archive/Getty Images

Cinque Le Mans in sette anni (e non solo)

Al termine della Seconda Guerra Mondiale la SS cambia ufficialmente nome (troppo simile a quello usato dall’unità paramilitare nazista) in Jaguar e negli anni ‘50 domina nel motorsport grazie a vetture velocissime ricche di tecnologia.

In sette anni il marchio inglese conquista ben cinque 24 Ore di Le Mans con equipaggi interamente britannici: la C-Type vince nel 1951 (anno in cui l’inglese Ian Appleyard conquista il RAC Rally con una XK120) con Peter Walker e Peter Whitehead e si ripete due anni più tardi (sempre in concomitanza con un altro trionfo di Appleyard al RAC) – impreziosita dagli innovativi freni a disco, al debutto assoluto nelle corse – con Tony Rolt e Duncan Hamilton.

La leggendaria Jaguar D-Type (prima auto da corsa di sempre con struttura monoscocca) porta a casa altre tre edizioni consecutive – dal 1955 al 1957 – della gara transalpina: la prima con Mike Hawthorn e Ivor Bueb, la seconda nel 1956 – anno in cui una Mark VII guidata dal britannico Ronnie Adams sale sul gradino più alto del podio del Rally di Monte Carlo – con Ron Flockhart e Ninian Sanderson e la terza con Flockhart e Bueb (l’ultimo successo “all british” sulla Sarthe con auto e piloti provenienti dal Regno Unito).

Anni bui

Risale al 1963 il primo trionfo importante di un pilota straniero al volante di una Jaguar (il tedesco Peter Nöcker primo campione europeo turismo di sempre con la Mark II).

Tre anni più tardi la Casa britannica viene fusa con la BMC per creare la British Motor Holding mentre nel 1968 nasce la British Leyland dalla fusione tra la British Motor Holding e la Leyland. Un colosso con i piedi d’argilla che viene nazionalizzato nel 1975.

Il rilancio

Nel 1984 la Jaguar viene scorporata da British Leyland, privatizzata e quotata in Borsa. Nello stesso anno lo scozzese Tom Walkinshaw si aggiudica il titolo europeo turismo con la XJS e conquista la 24 Ore di Spa insieme al connazionale Win Percy e al tedesco Hans Heyer.

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Ritorno nell’endurance

Il 1987 è l’anno in cui Jaguar torna a vincere nell’endurance: il brand britannico conquista il primo Mondiale Sportprototipi della sua storia grazie alla XJR-8 e porta a casa anche il titolo Piloti grazie al brasiliano Raul Boesel.

L’anno seguente è ancora più ricco di soddisfazioni: titolo a squadre con la XJR-9 e Piloti con il britannico Martin Brundle e trionfo alla 24 Ore di Le Mans con un equipaggio composto dai britannici Johnny Dumfries e Andy Wallace e dall’olandese Jan Lammers.

Nel 1989 Jaguar viene acquistata dalla Ford e l’anno successivo conquista il settimo e ultimo trionfo (record tra le Case automobilistiche britanniche) sul circuito della Sarthe con una XJR-12 guidata da Brundle, dallo statunitense Price Cobb e dal danese John Nielsen.

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F1 e Formula E

Il marchio inglese entra in F1 nel 2000 e ci resta fino al 2004: tanti soldi spesi e pochi risultati ottenuti (solo due podi con il nordirlandese Eddie Irvine).

Nel 2008 la Jaguar viene acquistata dagli indiani della Tata e otto anni più tardi torna nel motorsport nella serie Formula E dedicata alle monoposto elettriche. Grazie al neozelandese Mitch Evans ottiene il primo podio (Hong Kong gara 2 2017/2018), la prima vittoria (Roma 2018/2019) e un altro successo (Città del Messico 2019/2020).

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Bollo auto arretrato, come verificarlo e mettersi in regola

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Il bollo è una delle tasse automobilistiche tra le più odiate dai cittadini italiani, che deve essere pagata alla Regione in cui si risiede per il possesso della propria vettura. Da anni si pensa all’abolizione del pagamento di questo tributo, ma al momento ancora non c’è nulla di fatto, se non per alcune categorie di veicoli che sono esenti dal pagamento. Il bollo auto deve essere pagato alle scadenze previste dalla Legge, anche se a volte gli automobilisti se lo dimenticano o continuano a rimandare il momento del pagamento. Vediamo come si può verificare se delle tasse sono rimaste arretrate e cosa è necessario fare.

Pagamenti arretrati del bollo auto, le sanzioni

È fondamentale controllare di aver sempre pagato il bollo, sapere se si è in regola con il pagamento della tassa di possesso dell’auto è una sicurezza che consente di evitare di ricevere poi delle cartelle esattoriali anche molto costose e di dover poi seguire un lungo iter burocratico per rimettersi in pari e risolvere queste questioni mai piacevoli. Pagare il bollo auto in tempo, prima di ricevere l’avviso di accertamento, inoltre, consente di risparmiare, usufruendo dello sconto sulle sanzioni. In particolare, entro il primo anno si paga poco più rispetto al totale effettivo della tassa, poi invece scatta la mora del 30%.

Le sanzioni previste per il mancato pagamento del bollo auto sono le seguenti:

  • 1,5% dell’importo originario, se il saldo viene effettuato dal 15° al 30° giorno dalla scadenza;
  • 1,67%, se viene effettuato dal 31° al 90° giorno;
  • 3,75%, dal 91° giorno ad 1 anno;
  • oltre 1 anno dalla scadenza la somma da pagare corrisponderà invece all’importo della tassa + il 30% + gli interessi moratori.

Pagamenti arretrati del bollo auto, come si verifica

Per controllare che siano stati effettuati tutti i versamenti inerenti al bollo auto esiste un servizio ufficiale, in modo che si possa verificare che i vari pagamenti da parte degli intermediari scelti come le agenzie di pratiche auto, le tabaccherie, le Poste e le sedi ACI siano andati a buon fine. Tutti i dati infatti vengono trasmessi in maniera continua e costante all’Agenzia delle Entrate e restano quindi tracciati.

Per fare il controllo suddetto in maniera molto rapida e semplice, basta registrarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate, se si risiede in una delle Regioni in cui è l’ente stesso a gestire la tassa sul possesso auto, quindi in Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Marche. Se invece la propria Regione di residenza non rientra tra queste, la soluzione è differente; potete scegliere di rivolgervi:

  • agli uffici ACI;
  • al sito internet dell’ACI;
  • ad una delle agenzie di pratiche automobilistiche che si sono sul territorio nazionale.

Una volta deciso l’ufficio a cui chiedere la verifica del pagamento, è necessario fornire i dati richiesti, a volte basta anche solo semplicemente la targa dell’auto. Se invece decidete di fare il controllo online, allora è necessario procedere entrando nella sezione del Bollo Auto del sito ACI e cliccare su “Calcola Bollo”, seguendo poi le istruzioni date. Nel caso in cui il bollo auto dovesse risultare non pagato già da 3 anni, è molto probabile che l’auto sia stata radiata dal PRA.

I nuovi avvisi di accertamento per il pagamento del bollo auto degli anni precedenti danno più potere alle Regioni, sono loro a poter inviare gli avvisi di accertamenti immediatamente esecutivi; insieme alla raccomandata della Regione può arrivare anche il pignoramento o il fermo amministrativo dell’auto. Considerate che è comunque preceduto da un avviso di 30 giorni che dà la possibilità di richiedere una rateizzazione, pagare per intero o pretendere la sospensione.

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Cambio gomme invernali ai tempi del coronavirus: c’è tempo fino al 15 giugno 2020

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Nel 2020 sarà possibile rimanere con gli pneumatici invernali montati fino al 15 giugno: in seguito all’emergenza coronavirus il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha prorogato di un mese i termini del cambio gomme invernali.

Una decisione giusta in un periodo molto particolare presa in seguito alla segnalazione da parte delle associazioni di categoria dell’impossibilità di rispettare per l’anno in corso il termine del 15 maggio.

L’obbligo di cambiare le gomme invernali normalmente entra in vigore il 15 aprile e c’è tempo fino al 15 maggio per mettersi in regola. Nelle scorse settimane, però, il lockdown ha impedito il regolare svolgimento di queste procedure.

Dal 4 maggio, con l’avvento della Fase 2, tutti potranno recarsi – senza uscire dalla propria Regione – presso un’officina o un gommista per montare le gomme estive.

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F1 2020, gli sponsor

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Credits: Marco Canoniero/LightRocket via Getty Images

Gli sponsor sono fondamentali in F1: le aziende che investono nel Circus portano alle scuderie i soldi necessari per andare avanti e grazie agli adesivi dei loro marchi regalano un look personale alle monoposto.

Il contributo economico degli sponsor è ancora più decisivo in questo Mondiale F1 2020 bersagliato dal coronavirus e – per il momento – privo di GP.

Di seguito troverete gli sponsor più importanti per ognuno dei dieci team del campionato del mondo 2020 di Formula 1 con una breve spiegazione relativa a cosa producono le aziende (spesso sconosciute al grande pubblico) che investono nella classe regina del motorsport.

Valtteri Bottas driving the (77) Mercedes AMG Petronas F1

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Charles Leclerc of Monaco driving the (16) Scuderia Ferrari

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Max Verstappen of the Netherlands driving the (33) Aston

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F1 Pre Season Testing 2020 In Barcelona

Credits: Xavier Bonilla/NurPhoto via Getty Images

F1 Pre Season Testing 2020 In Barcelona

Credits: Photo by Xavier Bonilla/NurPhoto via Getty Images

F1 Pre Season Testing 2020 In Barcelona

Credits: Xavier Bonilla/NurPhoto via Getty Images

Romain Grosjean of France driving the (8) Haas F1 Team VF-20

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Nicholas Latifi of Rokit Williams Racing on track during day

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Daniil Kvyat driving the (26) Scuderia AlphaTauri AT01

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Mercedes (Germania)

  • Bose – Azienda statunitense specializzata in apparecchi audio
  • Epson – Compagnia elettronica giapponese
  • Hewlett Packard Enterprise – Azienda informatica statunitense
  • Ineos – Azienda chimica britannica
  • IWC – Azienda svizzera specializzata in orologi
  • Marriott Bonvoy – Programma fedeltà della catena statunitense di hotel Marriott
  • Monster Energy – Energy drink statunitense
  • Petronas – Compagnia petrolifera malese
  • Tommy Hilfiger – Casa di moda statunitense
  • UBS – Banca svizzera

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Ferrari (Italia)

  • Hublot – Azienda svizzera specializzata in orologi
  • Kaspersky – Società russa specializzata in sicurezza informatica
  • Mahle – Compagnia tedesca specializzata in componentistica automotive
  • Mission Winnow – Iniziativa della Philip Morris finalizzata a mostrare al mondo gli sviluppi del colosso del tabacco statunitense
  • OMR – Azienda lombarda specializzata in componentistica automotive
  • Pirelli – Azienda lombarda specializzata in pneumatici
  • Ray-Ban – Compagnia statunitense specializzata in occhiali
  • Shell – Compagnia petrolifera anglo-olandese
  • UPS – Azienda statunitense specializzata in spedizioni internazionali
  • Weichai – Compagnia statale cinese specializzata nella produzione di motori a gasolio

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Red Bull (Austria)

  • Aston Martin – Casa automobilistica britannica
  • Citrix – Azienda informatica statunitense
  • Esso – Compagnia petrolifera statunitense
  • Honda – Casa automobilistica e motociclistica giapponese
  • Iris – Azienda britannica specializzata in prodotti audio
  • Mobil 1 – Marchio di lubrificanti di proprietà del colosso petrolifero statunitense ExxonMobil
  • PayVoo – Società finanziaria lituana
  • Puma – Azienda tedesca di articoli sportivi
  • Rauch – Compagnia austriaca specializzata in bevande
  • TAG Heuer – Azienda svizzera specializzata in orologi

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McLaren (Regno Unito)

  • A Better Tomorrow – Iniziativa della BAT (British American Tobacco) finalizzata a mostrare al mondo gli sviluppi del colosso britannico del tabacco
  • Arrow – Compagnia elettronica statunitense
  • Automation Anywhere – Società informatica statunitense
  • Darktrace – Società britannica specializzata in sicurezza informatica
  • Dell Technologies – Compagnia informatica statunitense
  • Estrella Galicia 0,0 – Birra analcolica spagnola
  • Hilton – Catena alberghiera statunitense
  • Huski Chocolate – Azienda dolciaria svedese
  • Richard Mille – Azienda svizzera specializzata in orologi
  • Splunk – Società informatica statunitense

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Renault (Francia)

  • Bell & Ross – Azienda francese specializzata in orologi
  • BP – Azienda petrolifera britannica
  • Castrol – Azienda britannica specializzata in lubrificanti
  • DP World – Società logistica emiratina
  • DuPont – Azienda chimica statunitense
  • Eurodatacar – Azienda francese specializzata nell’identificazione auto come deterrente al furto
  • Infiniti – Casa automobilistica giapponese
  • Mapfre – Compagnia di assicurazioni spagnola
  • Microsoft – Azienda informatica statunitense
  • RCI Bank and Services – Società finanziaria francese

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Racing Point (Regno Unito)

  • Acronis – Società informatica svizzera
  • Aqua Mondo – Prodotto dell’azienda austriaca BWT specializzata nei sistemi di trattamento dell’acqua
  • Bombardier – Società canadese specializzata nei settori aerospaziale e ferroviario
  • BWT – Società austriaca specializzata nei sistemi di trattamento dell’acqua
  • Canada Life – Compagnia di assicurazioni canadese
  • Claro – Compagnia telefonica brasiliana
  • Infinitum – Servizio di Internet a banda larga in Messico
  • JCB – Società britannica specializzata in macchine edili e agricole
  • Pirelli – Azienda lombarda specializzata in pneumatici
  • Telcel – Azienda messicana di telecomunicazioni

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Alfa Romeo (Svizzera)

  • Additive Industries – Società olandese specializzata in macchine utensili
  • Adler Pelzer Group – Azienda tedesca specializzata in componentistica automotive
  • Built for Athletes – Società britannica specializzata in zaini
  • Carrera – Marchio austriaco di occhiali da sole di proprietà del gruppo veneto Safilo
  • GlobeAir – Azienda austriaca specializzata nel noleggio di jet privati
  • Huski Chocolate – Azienda dolciaria svedese
  • Ivy Oxford – Marchio lombardo di abbigliamento
  • Orlen – Compagnia petrolifera statale polacca
  • Richard Mille – Azienda svizzera specializzata in orologi
  • Singha – Birra thailandese

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Haas (USA)

  • Alpinestars – Società veneta specializzata in abbigliamento tecnico per piloti di auto e moto
  • Blue DEF – Marchio di AdBlue di proprietà dell’azienda chimica statunitense Peak
  • Jack & Jones – Marchio di abbigliamento danese
  • Nominet Cyber – Società britannica specializzata in sicurezza informatica
  • Peak – Azienda chimica statunitense
  • Pirelli – Azienda lombarda specializzata in pneumatici
  • Richard Mille – Azienda svizzera specializzata in orologi
  • stichd – società olandese produttrice di intimo, calze e swimwear di proprietà dell’azienda tedesca Puma

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Williams (Regno Unito)

  • ABK – Birra tedesca di proprietà del gruppo statunitense ROKiT
  • Acronis – Società informatica svizzera
  • Bandero – Tequila messicana di proprietà del gruppo statunitense ROKiT
  • Bogart’s – Marchio di alcolici creato dal gruppo statunitense ROKiT
  • Financial Times – Quotidiano finanziario britannico
  • Lavazza – Azienda piemontese produttrice di caffè
  • NetJets – Consociata del gruppo statunitense Berkshire Hathaway specializzata in jet privati a proprietà frazionata
  • RBC – Royal Bank of Canada, società finanziaria canadese
  • ROKiT – Azienda statunitense specializzata in telecomunicazioni
  • Sofina – Azienda alimentare canadese

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AlphaTauri (Italia)

  • Casio Edifice – Marchio di orologi dell’azienda giapponese Casio
  • Honda – Casa automobilistica e motociclistica giapponese
  • Moose – Sidro thailandese
  • MyWorld – Azienda austriaca specializzata in multi-level marketing
  • Piloti – Azienda di scarpe statunitense
  • Pirelli – Azienda lombarda specializzata in pneumatici
  • Randstad – Agenzia per il lavoro olandese
  • RDS – Società giapponese specializzata in tecnologia e design
  • Riedel – Azienda tedesca specializzata in sistemi di comunicazione per video e audio network real-time

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Assicurazione neopatentati: tutto quello che bisogna sapere

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Una delle domande più frequenti per i neopatentati è se il premio dell’assicurazione dell’auto è più costoso. La realtà non è questa, la polizza non ha prezzi più elevati, ma bisogna capire bene quali coperture scegliere e quale tipologia di assicurazione stipulare. Quindi vediamo dettagli e caratteristiche della Rc Auto per i neopatentati, i costi del premio e quali sono i migliori consigli per un’ottima copertura, senza spendere una cifra eccessiva.

Rc Auto per neopatentati: quando aumenta il premio

L’aumento del costo dell’assicurazione per neopatentati è vero solo in parte, alcune compagnie infatti applicano costi differenti per la polizza auto in rapporto all’età dell’assicurato e non in base al periodo di conseguimento della patente. La soglia in cui è possibile ottenere un premio dell’Rc Auto conveniente va dai 26 ai 28 anni in linea generale, anche se si tratta di soggetti neopatentati, visto che la maggior parte delle compagnie valuta come soggetti maggiormente a rischio quelli più giovani, dai 18 ai 26-28 anni.

È necessario scegliere la compagnia a cui appoggiarsi e capire prima se è possibile ereditare la classe di merito del proprio genitore o altro convivente facente parte dello stesso nucleo familiare, la soluzione migliore per risparmiare è chiedere differenti preventivi e scegliere poi quello che si adatta alle proprie esigenze.

Assicurazione neopatentati, cosa comunicare alla compagnia

Se un genitore vuole far usare il proprio veicolo al figlio neopatentato, allora la cosa deve essere segnalata presso l’agenzia assicuratrice, che deve sapere che vi sarà un nuovo utilizzatore della medesima vettura assicurata, ma solo nel caso la polizza sottoscritta copre i danni di un solo soggetto guidatore. Se il genitore pensa che il figlio userà il veicolo poche volte, è possibile non comunicare nulla alla compagnia assicurativa, senza dover quindi sottoscrivere una nuova copertura sinistri.

Nel caso in cui il soggetto neopatentato non sia inserito nella lista dei possibili guidatori dell’auto e provoca un sinistro, lo stesso non viene risarcito dall’assicurazione. Per questo è fondamentale che il soggetto neopatentato sappia i rischi e i danni a cui può andare incontro con comportamenti errati e non in sicurezza.

Se un soggetto neopatentato ha un’auto di sua proprietà ha la necessità di sottoscrivere un’assicurazione per la guida del veicolo, che lui stesso può richiedere alla compagnia che ritiene maggiormente conveniente. Come spiegato nella prima domanda, le compagnie assicurative calcolano il premio della polizza auto in base all’età anagrafica, considerando un maggiore livello di rischio fino ai 28 anni, per cui se si ha un’età inferiore è necessario valutare le clausole per ottenere un premio conveniente.

Con il Decreto Bersani era possibile per i neopatentati ereditare la classe di merito di un genitore, che di solito possiede la prima classe, per cui si aveva la possibilità di beneficiare di un costo del premio inferiore alla classe 14esima; oggi la stessa cosa è possibile anche tra veicoli di tipologia differente (auto-moto) grazie alla Rc Auto familiare.

La maggior parte delle compagnie assicurative offrono un premio differente non solo per i soggetti neopatentati, ma per tutti coloro che richiedono di assicurare un’auto per la prima volta o che si trovano, come abbiamo già detto, in una classe di età inferiore ai 26-28 anni. La tipologia di assicurazione è la stessa che viene stipulata con un soggetto con patente da diversi anni, ma con costi del premio che variano in base all’età anagrafica.

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Audi A3 Sportback MHEV: foto, dati, prezzi e rivali della compatta mild hybrid tedesca

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L’Audi A3 Sportback MHEV è la variante mild hybrid benzina 48V della quarta generazione della compatta di Ingolstadt. Di seguito troverete le foto, i dati, i prezzi e le rivali della “segmento C” ibrida leggera tedesca.

Audi A3 Sportback MHEV: il motore

Il motore dell’Audi A3 Sportback MHEV è un 1.5 turbo TFSI mild hybrid 48V benzina da 150 CV abbinato a un cambio automatico a doppia frizione S tronic a 7 rapporti.

Un propulsore dotato del sistema COD (cylinder on demand) che disattiva due cilindri ai carichi medi e bassi impreziosito da una rete di bordo a 48 Volt composta da un alternatore-starter azionato a cinghia (RSG) che integra in un unico modulo la connessione all’unità termica e il motore elettrico (chiamato a operatore da alternatore nelle fasi di rilascio e frenata). L’RSG garantisce un boost elettrico quantificabile in 50 Nm e 12 CV nelle fasi di partenza e ripresa.

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Audi A3 Sportback MHEV: efficienza e consumi

L’Audi A3 Sportback MHEV può avanzare per inerzia “in folle” o di veleggiare a motore spento quando il conducente rilascia il pedale dell’acceleratore a velocità comprese tra 40 e 160 km/h e ha una modalità start/stop attiva già a partire da 22 km/h.

Soluzioni che hanno permesso di ridurre i consumi fino a 0,4 litri ogni 100 km nel ciclo reale rispetto alla variante a benzina “normale”.

La frenata rigenerativa è legata all’azione dell’alternatore-starter e può recuperare fino a 12 kW di potenza: l’energia recuperata viene immagazzinata in una specifica batteria agli ioni di litio.

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Audi A3 Sportback MHEV: gli allestimenti

Gli allestimenti dell’Audi A3 Sportback MHEV sono quattro: “base”, Business, Business Advanced e S line edition.

Audi A3 Sportback MHEV

La dotazione di serie dell’Audi A3 Sportback MHEV comprende:

Cerchi/pneumatici

  • Cerchi in lega d’alluminio a 5 razze doppie 7 J x 16 con pneumatici 205/55 R 16

Luce

  • Protettori anteriori in tecnologia LED
  • Sensore luci/pioggia
  • Gruppi ottici posteriori alogeni

Specchietti

  • Specchietto interno schermabile automaticamente, senza cornice
  • Specchietti di cortesia illuminati
  • Specchietti retrovisori esterni in tinta con la carozzeria, regolabili, riscaldabili, ripiegabili elettricamente e con funzione automatica di antiabbagliamento

Sistemi di chiusura

  • Telecomando per apertura/chiusura porte senza Safelock
  • Sicura per bambini ad azionamento elettrico

Sistemi per il tetto e cristalli

  • Parabrezza in vetro atermico

Ulteriori equipaggiamenti esterni

  • Spoiler posteriore verniciato nello stesso colore della carrozzeria

Sedili

  • Sedili rivestiti in tessuto Index
  • Poggiabraccia centrale anteriore
  • Schienale del sedile posteriore ribaltabile
  • Sedili anteriori normali
  • 3 poggiatesta posteriori regolabili manualmente

Inserti decorativi

  • Inserti alla plancia e al cruscotto in vernice effetto seta grigio platino

Cielo dell’abitacolo

  • Cielo vettura in tessuto grigio acciaio

Volante ed elementi di comando

  • Sterzo elettromeccanico
  • Volante multifunzione plus in pelle a 3 razze

Climatizzazione

  • Climatizzatore manuale

Ulteriori equipaggiamenti interni

  • Tappetini anteriori e posteriori in velluto

Infotainment

  • MMI radio plus
  • Ricezione radio digitale (DAB)
  • 2 prese USB-C posteriori
  • Interfaccia Bluetooth
  • Cruscotto digitale da 10,25″
  • Chiamata di emergenza e assistenza Audi connect con Audi connect Remote & Control

Sistemi di assistenza

  • Supporto alle manovre di schivamento
  • Freno di stazionamento elettromeccanico
  • Cruise control
  • Audi pre sense front
  • Lane departure warning

Tecnica e sicurezza

  • Assetto standard
  • Start&stop system per il recupero di energia
  • Kit riparazione pneumatici
  • Keyless Go
  • Immobilizer
  • Airbag anteriori laterali, integrati nello schienale, e per la testa, che proteggono i passeggeri anteriori e dei posti posteriori in caso di collisioni laterali
  • Disattivazione airbag passeggero anteriore
  • Attacchi Isofix con Top Tether per i sedili esterni della panca posteriore
  • Indicatore perdita pressione pneumatici
  • Attrezzi di bordo
  • Kit primo soccorso e triangolo di emergenza, con due giubbottini d’emergenza

Audi A3 Sportback MHEV Business

L’Audi A3 Sportback MHEV Business costa 2.500 euro più della “base” e aggiunge:

Climatizzazione

  • Climatizzatore automatico bizona

Infotainment

  • Audi smartphone interface
  • Audi virtual cockpit da 10,25″
  • Sistema di navigazione MMI plus con MMI touch

Sistemi di assistenza

  • Sistema di ausilio al parcheggio posteriore
  • Adaptive speed assist (ACC)

Audi A3 Sportback MHEV Business Advanced

L’Audi A3 Sportback MHEV Business Advanced costa 1.300 euro più della Business e aggiunge:

Cerchi/pneumatici

  • Cerchi in lega d’alluminio a 5 razze in design dinamico 8 J x 18 con pneumatici 225/40 R 18

Ulteriori equipaggiamenti esterni

  • Pacchetto esterno lucido

Inserti decorativi

  • Battitacchi anteriori con inserto in alluminio non illuminato

Sistemi di assistenza

  • Sistema di ausilio al parcheggio plus con assistente al parcheggio

Audi A3 Sportback MHEV S line edition

L’Audi A3 Sportback MHEV S line edition costa 1.900 euro più della Business Advanced e aggiunge:

Cerchi/pneumatici

  • Cerchi in lega d’alluminio a 5 razze a Y, grigio grafite, torniti lucidi 8 J x 18 con pneumatici 225/40 R 18

Ulteriori equipaggiamenti esterni

  • Spoiler S line verniciato nello stesso colore della carrozzeria

Inserti decorativi

  • Battitacchi anteriori con inserto in alluminio con logo S line illuminato

Tecnica e sicurezza

  • Audi drive select per assetto di serie
  • Assetto sportivo

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Audi A3 Sportback MHEV: i prezzi e le rivali

Audi A3 Sportback 35 TFSI S tronic 32.300 euro
Volkswagen Golf 1.5 eTSI Style 32.650 euro

Audi A3 Sportback 35 TFSI S tronic Business 34.800 euro
Volkswagen Golf 1.5 eTSI Style 32.650 euro

Audi A3 Sportback 35 TFSI S tronic Business Advanced 36.100 euro

Audi A3 Sportback 35 TFSI S tronic S line edition 38.000 euro

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Igienizzare e sanificare tappezzeria auto: come fare

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La sanificazione degli interni dell’auto è fondamentale per igienizzare il proprio veicolo, si tratta di una pratica di lavaggio molto profonda e importante quanto la pulizia della carrozzeria e degli esterni. È importante infatti trovarsi in un ambiente accogliente, sia per una questione di igiene che di salute. La pulizia e la sanificazione non sono semplici, richiedono una certa cura, i giusti prodotti e le tecniche esatte.

A volte capita di mangiare in auto per la fretta o di rovesciare una bibita su un sedile, o ancora di portare con sé il proprio amico a 4 zampe. Tutte queste opzioni chiaramente costituiscono il pericolo di sporcare l’interno del veicolo, che siano i residui di un liquido, le briciole di un panino o i peli del cane, un ambiente in queste condizioni non è di sicuro sano e necessita di una pulizia approfondita. Lo sporco e la polvere si annidano in ogni auto, anche quella tenuta meglio, per questo è bene pulire l’abitacolo abitualmente e non solo facendola brillare all’esterno, ma anche all’interno. Per procedere alla pulizia e sanificazione della vettura ci sono differenti metodi, si possono usare prodotti specifici, rivolgersi ad un professionista, oppure provare con un metodo fai da te.

Come pulire e igienizzare gli interni dell’auto autonomamente

Oltre ai prodotti specifici venduti dai negozi specializzati, esistono anche differenti soluzioni fai da te. Vediamo quella più efficace, che vede come protagonista il bicarbonato di sodio. È necessario procurarsi:

  • due cucchiai di bicarbonato;
  • due tazze di acqua calda;
  • due cucchiai di detersivo liquido per i piatti;
  • una spazzola morbida, per non danneggiare i tessuti degli interni;
  • un asciugamano soffice;
  • un contenitore che serve per mescolare gli ingredienti.

La prima cosa da fare è mischiare bicarbonato e sapone per i piatti, aggiungere l’acqua calda e mescolare tutto, creando quindi una formula vincente in grado di smacchiare e eliminare i cattivi odori. Si potrà poi intingere la spazzola nella soluzione ottenuta e passarla sul rivestimento con continui movimenti circolari. È importante che la spazzola sia bagnata ma non al punto di gocciolare, i tessuti dell’abitacolo dell’auto infatti non devono assorbire troppa acqua, altrimenti rischiano di rovinarsi. Alla fine di questa prima operazione, potete tamponare con l’asciugamano, abbassare i finestrini e lasciare ventilare per un’asciugatura perfetta.

I prodotti in commercio per la sanificazione dell’auto

I rivenditori specializzati offrono una vasta gamma di detergenti per la pulizia della tappezzeria e l’igienizzazione degli interni dell’auto. Si trovano soluzioni a differenti prezzi, l’importante è acquistare prodotti di qualità, per non danneggiare la propria macchina. I tessuti degli interni infatti sono delicati e non bisogna rischiare di andare a creare delle macchie permanenti o rovinare e consumare le stoffe con prodotti troppo aggressivi.

Prima di utilizzare qualsiasi detergente è importante leggere le indicazioni riportate sulla confezione e provare anche il prodotto su un angolino nascosto dell’abitacolo, per vederne la reazione. L’applicazione, anche in questo caso, deve essere effettuata con una spazzola morbida e, una volta eseguito il lavaggio, è necessario lavare via il detergente con cura e asciugare.

Ultima cosa molto importante da tenere presente è che non tutti i tessuti sono uguali e quindi, prima di procedere in autonomia, è necessario conoscerne le caratteristiche. Per fare un esempio, è ovvio che gli interni in pelle necessitano di trattamenti completamente differenti da quelli in Alcantara e che i prodotti utilizzati non possono essere i medesimi, se non si vuole rovinare la macchina. Spesso accade che con i metodi fai da te non si ottengano risultati ottimali, soprattutto nel caso in cui si debbano togliere dai sedili macchie secche e datate, ormai impresse nel tessuto. Per questo raccomandiamo di intervenire tempestivamente quando si sporca la macchina all’interno.

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Autovelox, quali sono gli errori di rilevamento

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Gli autovelox sono sistemi che servono a rilevare la velocità di percorrenza delle auto, vengono installati in differenti punti delle strade di tutta Italia e servono per controllare che gli autisti rispettino i limiti di velocità imposti dalla Legge e per punire invece chi li oltrepassa, i trasgressori. C’è una cosa però da sapere, che gli autovelox purtroppo potrebbero anche sbagliare, vediamo cosa si intende per errori di rilevamento.

Quando l’autovelox può sbagliare il rilevamento

Uno dei casi più comuni in cui si può presentare un errore di rilevamento dell’autovelox è quello in cui due o più veicoli si trovano contemporaneamente nella stessa porzione di strada, ma con velocità differenti. L’operatore o il dispositivo automatico in funzione captano il primo mezzo in arrivo, che viaggia a velocità regolamentare; durante la misurazione però, la lettura viene falsata a causa di un altro veicolo che sopraggiunge più velocemente e che fa scattare la foto all’autovelox. In questo caso quindi la multa viene data alla prima auto su cui era puntato il sistema, ingiustamente.

Lo stesso può avvenire con l’apparato radar, la lettura viene influenzata da una delle due auto, però viene fotografata solo la targa della prima in corsia. Anche l’autovelox a fotocellule può purtroppo fare lo stesso errore, può avvenire infatti che la prima fotocellula venga fatta scattare da un veicolo in prima corsia e la seconda, appena dopo, da un’auto che viaggia in sorpasso sulla seconda corsia.

Autovelox telelaser, quando può sbagliare il rilevamento

Anche il sistema che funziona con telelaser potrebbe sbagliare a captare il giusto veicolo, nonostante permetta all’operatore di mirare proprio l’auto che prosegue più velocemente su quel determinato tratto di strada. Nella pratica però l’operazione non sempre è facile, infatti il fascio di rilevamento del dispositivo si allarga man mano che aumenta la distanza, fino a circa 3 metri di misurazione massima. Se una corsia stradale è larga 2.75 metri, un puntamento fatto sulla prima corsia può ovviamente essere condizionato dal passaggio di un’auto sulla seconda. Pensiamo anche al dispositivo stesso, si tratta di uno strumento che pesa alcuni kg e che non è sempre facile da tenere ben puntato su un mezzo che si sposta rapidamente, mentre la mano trema e quindi anche il puntino rosso del laser oscilla. Oltretutto, mancando la prova fotografica, le multe in questo caso sono le più dubbie. È difficile dimostrare all’automobilista che la velocità che si vede sul display è effettivamente quella della sua vettura e non di un’altra passata vicina.

Il collaudo e la taratura dell’autovelox

Secondo quanto stabilito dalla Legge, la funzionalità regolare dell’autovelox deve essere attestata da due documenti, il certificato di collaudo e quello di taratura. Il collaudo viene fatto una volta sola, al primo utilizzo dell’apparecchio e attesta che il dispositivo rispetti i parametri di Legge. La taratura invece è una verifica di funzionamento che deve essere effettuata almeno una volta all’anno. Se mancano gli attestati, la multa con autovelox è nulla.

Altra cosa da sapere è che quando la Polizia compila la multa, deve riportare la data in cui è stata effettuata l’ultima taratura, questo per non costringere l’automobilista ad effettuare ricerche e verifiche che potrebbero rivelarsi troppo difficoltose. In ogni caso, l’automobilista può diffidare di ciò e chiedere comunque di prendere visione dei documenti, o prima di intentare l’opposizione al giudice di pace o nello stesso giudizio, contestando il non corretto funzionamento dell’autovelox con il proprio atto di ricorso.

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Tutte le sigle automobilistiche internazionali

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Le sigle automobilistiche internazionali sono composte da un massimo di tre lettere e permettono di capire da quale Paese arriva una vettura. Alcune – quelle che compaiono su auto di turisti in visita in Italia – sono più famose mentre altre sono state viste solo da alcuni fortunati che hanno avuto modo di attraversare nazioni sconosciute ai più.

Di seguito troverete l’elenco completo di tutte le sigle automobilistiche internazionali del mondo.

Sigle automobilistiche internazionali: l’elenco completo

  • A – Austria
  • AFG – Afghanistan
  • AG – Antigua e Barbuda
  • AL – Albania
  • AM – Armenia
  • AND – Andorra
  • ANG – Angola
  • AUS – Australia
  • AZ – Azerbaigian
  • B – Belgio
  • BD – Bangladesh
  • BDS – Barbados
  • BF – Burkina Faso
  • BG – Bulgaria
  • BH – Belize
  • BHT – Bhutan
  • BIH – Bosnia ed Erzegovina
  • BOL – Bolivia
  • BR – Brasile
  • BRN – Bahrein
  • BRU – Brunei
  • BS – Bahamas
  • BW – Botswana
  • BY – Bielorussia
  • C – Cuba
  • CAM – Camerun
  • CDN – Canada
  • CGO – Repubblica Democratica del Congo
  • CH – Svizzera
  • CHN – Cina
  • CI – Costa d’Avorio
  • CL – Sri Lanka
  • CO – Colombia
  • COM – Comore
  • CR – Costa Rica
  • CV – Capo Verde
  • CY – Cipro
  • CZ – Repubblica Ceca
  • D – Germania
  • DJI – Gibuti
  • DK – Danimarca
  • DOM – Repubblica Dominicana
  • DY – Benin
  • DZ – Algeria
  • E – Spagna
  • EAK – Kenya
  • EAT – Tanzania
  • EAU – Uganda
  • EC – Ecuador
  • ER – Eritrea
  • ES – El Salvador
  • EST – Estonia
  • ET – Egitto
  • ETH – Etiopia
  • F – Francia
  • FIN – Finlandia
  • FJI – Figi
  • FL – Liechtenstein
  • FSM – Micronesia
  • G – Gabon
  • GB – Regno Unito
  • GCA – Guatemala
  • GE – Georgia
  • GH – Ghana
  • GQ – Guinea Equatoriale
  • GR – Grecia
  • GUY – Guyana
  • H – Ungheria
  • HKJ – Giordania
  • HN – Honduras
  • HR – Croazia
  • I – Italia
  • IL – Israele
  • IND – India
  • IR – Iran
  • IRL – Irlanda
  • IRQ – Iraq
  • IS – Islanda
  • J – Giappone
  • JA – Giamaica
  • K – Cambogia
  • KIR – Kiribati
  • KP – Corea del Nord
  • KS – Kirghizistan
  • KSA – Arabia Saudita
  • KWT – Kuwait
  • KZ – Kazakistan
  • L – Lussemburgo
  • LAO – Laos
  • LAR – Libia
  • LB – Liberia
  • LS – Lesotho
  • LT – Lituania
  • LV – Lettonia
  • M – Malta
  • MA – Marocco
  • MAL – Malaysia
  • MC – Monaco
  • MD – Moldavia
  • MEX – Messico
  • MGL – Mongolia
  • MH – Isole Marshall
  • MNE – Montenegro
  • MOC – Mozambico
  • MS – Mauritius
  • MV – Maldive
  • MW – Malawi
  • MYA – Birmania
  • N – Norvegia
  • NAM – Namibia
  • NAU – Nauru
  • NC – Nuova Caledonia
  • NEP – Nepal
  • NIC – Nicaragua
  • NL – Paesi Bassi
  • NMK – Macedonia del Nord
  • NZ – Nuova Zelanda
  • OM – Oman
  • P – Portogallo
  • PA – Panama
  • PAL – Palau
  • PE – Perù
  • PK – Pakistan
  • PL – Polonia
  • PNG – Papua Nuova Guinea
  • PS – Palestina
  • PY – Paraguay
  • Q – Qatar
  • RA – Argentina
  • RC – Taiwan
  • RCA – Repubblica Centrafricana
  • RCB – Repubblica del Congo
  • RCH – Cile
  • RE – Riunione
  • RG – Guinea
  • RGB – Guinea-Bissau
  • RH – Haiti
  • RI – Indonesia
  • RIM – Mauritania
  • RKS – Kosovo
  • RL – Libano
  • RM – Madagascar
  • RMM – Mali
  • RN – Niger
  • RO – Romania
  • ROK – Corea del Sud
  • RP – Filippine
  • RSM – San Marino
  • RU – Burundi
  • RUS – Russia
  • RWA – Ruanda
  • S – Svezia
  • SCN – Saint Kitts e Nevis
  • SD – Eswatini
  • SGP – Singapore
  • SK – Slovacchia
  • SLO – Slovenia
  • SME – Suriname
  • SN – Senegal
  • SO – Somalia
  • SOL – Isole Salomone
  • SRB – Serbia
  • SSD – Sudan del Sud
  • STP – São Tomé e Príncipe
  • SUD – Sudan
  • SY – Seychelles
  • SYR – Siria
  • T – Thailandia
  • TCH – Ciad
  • TG – Togo
  • TJ – Tagikistan
  • TL – Timor Est
  • TM – Turkmenistan
  • TN – Tunisia
  • TO – Tonga
  • TR – Turchia
  • TT – Trinidad e Tobago
  • TUV – Tuvalu
  • UA – Ucraina
  • UAE – Emirati Arabi Uniti
  • USA – Stati Uniti
  • UY – Uruguay
  • UZ – Uzbekistan
  • V – Città del Vaticano
  • VN – Vietnam
  • VU – Vanuatu
  • WAG – Gambia
  • WAL – Sierra Leone
  • WAN – Nigeria
  • WD – Dominica
  • WG – Grenada
  • WL – Saint Lucia
  • WS – Samoa
  • WV – Saint Vincent e Grenadine
  • YAR – Yemen
  • YV – Venezuela
  • Z – Zambia
  • ZA – Sudafrica
  • ZW – Zimbabwe

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Top Tether: cos’è e a cosa serve

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Il Top Tether è un elemento chiave di molti seggiolini Isofix.

Di seguito troverete una guida completa al Top Tether: tutto quello che c’è da sapere sul terzo aggancio presente su molti seggiolini Isofix moderni.

Cos’è il Top Tether?

Il Top Tether è una cinghia di stabilizzazione presente sul seggiolino Isofix universale – chiamato così perché compatibile con tutte le auto prodotte dal 2013, anno in cui l’attacco Top Tether è diventato obbligatorio – che va agganciata al punto di ancoraggio.

A cosa serve il Top Tether?

Il Top Tether non è altro che il terzo punto di aggancio dei seggiolini Isofix universali (in aggiunta ai due ganci tradizionali montati tra lo schienale e l’area di seduta collegati alla scocca obbligatori dal 2006 su tutte le auto) che ha il compito di impedire il ribaltamento del sistema di ritenuta. Sui seggiolini semi-universali il Top Tether è rimpiazzato dal piede di supporto (anche noto come staffa).

Dove si aggancia la cinghia Top Tether?

Dipende dall’auto: solitamente l’aggancio Top Tether (indicato dal simbolo di un’ancora) si trova dietro il sedile posteriore.

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