MotoGP 2019, il trionfo di Petrucci al Mugello: le foto più belle

Si è conclusa come probabilmente nessuno si aspettava la tappa del Mugello del mondiale MotoGP 2019. Danilo Petrucci ha centrato la sua prima vittoria nella Classe Regina, davanti al pubblico italiano e su un circuito italiano.

Si tratta di un successo straordinario, conquistato sul campo (a chiuso davanti a Marquez e Dovizioso) che in qualche modo gli permette di scrollarsi di dosso un bel po’ di pressione e di guardare al resto della stagione con tutt’altro spirito (in attesa che si muovi qualcosa dal punto di vista contrattuale).

Marquez, dal canto suo, ha portato a casa il massimo. Discorso diverso per Dovizioso, che non capitalizza quanto vorrebbe ma comunque è lì a giocarsela. Weekend nero invece per le Yamaha, con Rossi out e le altre in grande affanno. Qui una breve gallery con alcune tra le foto più belle del sesto round del motomondiale, in attesa del prossimo round in programma a Barcellona.

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Dieci auto sportive a meno di 50.000 euro

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Le auto sportive non sono più quelle di una volta. Un tempo le coupé e le spider dettavano legge mentre oggi queste vetture sono pressoché sparite dai listini, rimpiazzate dalle berline tradizionali “pepate” (molto più pratiche e quasi altrettanto piacevoli da guidare).

In questa guida all’acquisto troverete dieci auto sportive che costano meno di 50.000 euro: modelli con potenze comprese tra 250 e 450 CV che scattano da “0-100” in meno di 6 secondi. L’elenco è composto soprattutto da vetture tedesche e da compatte, anche se non mancano proposte di altri segmenti provenienti da altre nazioni.

Dieci auto sportive a meno di 50.000 euro

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Audi S3 Sportback – 45.350 euro

L’Audi S3 Sportback è la A3 Sportback a quattro cilindri più cattiva del listino: la terza generazione della compatta sportiva a trazione integrale dei quattro anelli monta un motore 2.0 turbo benzina TFSI da 300 CV contraddistinto da consumi relativamente contenuti in rapporto alla potenza. Con lei ci vogliono 4,7 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h.

Realizzata sullo stesso pianale della Cupra Ateca e della Volkswagen Golf R (e dotata dello stesso propulsore), ha un bagagliaio poco capiente e un abitacolo che presenta qualche imperfezione di troppo alla voce “assemblaggi” nelle zone più nascoste (niente di preoccupante, comunque).

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BMW M140i xDrive 3p. – 49.950 euro

La BMW M140 xDrive 3p. non è solo la variante più grintosa della seconda generazione della serie 1 a tre porte ma anche l’auto più cara tra quelle analizzate in questa guida all’acquisto. Una vettura che impiega 4,4 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h.

La compatta sportiva bavarese a trazione integrale ospita sotto il cofano un motore 3.0 turbo benzina a sei cilindri in linea in grado di offrire una spinta impressionante ai bassi regimi. Migliorabile la praticità: in tre dietro si sta molto stretti.

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Cupra Ateca – 44.000 euro

La Cupra Ateca è una SUV sportiva spagnola a trazione integrale realizzata sullo stesso pianale dell’Audi S3 Sportback e della Volkswagen Golf R e dotata dello stesso motore (un 2.0 turbo benzina TFSI da 300 CV che permette alla crossover iberica di accelerare da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi).

Sviluppata in altezza come tutte le Sport Utility (e quindi molto spaziosa per la testa degli occupanti), genera qualche fruscio aerodinamico di troppo alle alte velocità. La dotazione di serie è da integrare: alcuni accessori importanti (come ad esempio il cruise control adattivo) sono optional.

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Ford Mustang 5.0 V8 aut. – 49.000 euro

La Ford Mustang 5.0 V8 aut. è una coupé statunitense a trazione posteriore (giunta alla sesta generazione) dotata di un motore 5.0 V8 aspirato a benzina – cilindrata impegnativa per chi vuole risparmiare sull’assicurazione RC Auto – ricco di cavalli (450) e di coppia (529 Nm). Un’unità che regala le cose migliori agli alti regimi abbinata a un eccellente cambio automatico a 10 rapporti.

Larghissima (1,92 metri) ma tutt’altro che versatile (le porte sono solo due, i posti solo quattro e dietro i più alti toccano il tetto con la testa), è la scelta ideale per chi cerca il miglior rapporto prezzo/prestazioni. Peccato per i consumi

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Honda Civic Type-R – 41.500 euro

La Honda Civic Type-R è una compatta sportiva a trazione anteriore spinta da un motore 2.0 turbo benzina da 320 CV.

La variante più cattiva della decima generazione della “segmento C” giapponese è un’auto dalla doppia anima: (relativamente) comoda alle andature rilassate, mostruosamente efficace quando le si chiede di dare il massimo. Le prestazioni? 5,8 secondi per scattare da 0 a 100 km/h.

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Mercedes A 35 AMG – 47.000 euro

La Mercedes A 35 AMG è una compatta sportiva tedesca a trazione integrale dotata di un motore 2.0 turbo benzina da 306 CV.

La variante più grintosa della quarta generazione della “segmento C” della Stella accelera da 0 a 100 chilometri orari in 4,7 secondi.

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Renault Mégane R.S. Trophy – 41.150 euro

La Renault Mégane R.S. Trophy è una compatta sportiva a trazione anteriore dotata di un motore 1.8 turbo benzina TCe da 300 CV: un propulsore caratterizzato da una cilindrata contenuta (utile per chi vuole risparmiare sull’assicurazione RC Auto) ma anche da una spinta migliorabile ai bassi regimi.

La variante “racing” della quarta generazione della “segmento C” francese non è solo la proposta più economica tra quelle analizzate in questa guida all’acquisto ma anche quella più divertente: la scelta migliore per chi ha meno di 50.000 euro e pensa solo al piacere di guida.

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Skoda Superb 2.0 TSI – 48.280 euro

La Skoda Superb 2.0 TSI è la versione più potente della terza generazione dell’ingombrante (4,86 metri di lunghezza sono difficili da gestire nelle manovre di parcheggio) berlina ceca.

Realizzata sullo stesso pianale della Volkswagen Arteon e dotata della trazione integrale e di un bagagliaio immenso, ospita sotto il cofano un motore 2.0 turbo benzina TSI da 272 CV che le permette di accelerare da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi.

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Volkswagen Golf R – 48.100 euro

La Volkswagen Golf R è, secondo noi, l’auto sportiva più interessante tra quelle che costano meno di 50.000 euro. Realizzata sullo stesso pianale dell’Audi S3 Sportback e della Cupra Ateca (e dotata dello stesso motore 2.0 turbo benzina TSI da 300 CV), scatta da 0 a 100 km/h in 4,7 secondi.

La versione più cattiva della settima generazione della “segmento C” di Wolfsburg è compatta fuori (4,26 metri di lunghezza) e anche dentro (i passeggeri posteriori non hanno molto spazio per le gambe). Ottima la dotazione di serie che comprende, tra le altre cose, l’utile cruise control adattivo.

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Volvo S60 T5 AWD R-design – 49.500 euro

La Volvo S60 T5 AWD R-design è una berlina sportiva a trazione integrale dotata di un motore 2.0 turbo benzina non molto potente (250 CV) ma anche piuttosto parco nei consumi. 5,8 i secondi necessari per scattare da 0 a 100 km/h.

La terza generazione della “segmento D” svedese – realizzata sullo stesso pianale di V60, V60 Cross Country e XC60 – è più comoda che divertente e presenta un abitacolo spazioso per le gambe dei passeggeri posteriori e rifinito con estrema cura.

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Infiniti Q50

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La Infiniti Q50 – nata nel 2013 e sottoposta a un restyling nel 2017 – è una berlina ibrida giapponese disponibile a trazione posteriore o integrale.

Infiniti Q50: gli esterni

La Infiniti Q50 è ancora oggi, nonostante l’età avanzata, una delle più belle berline in circolazione: frontale aggressivo, profilo slanciato e una coda corta e muscolosa.

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Infiniti Q50: gli interni

La plancia della Infiniti Q50, realizzata con grande cura, è sviluppata in altezza ed è impreziosita da due schermi.

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Infiniti Q50: il motore

Il motore della Infiniti Q50 è un propulsore ibrido benzina:

  • un 3.5 V6 ibrido benzina da 364 CV

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Infiniti Q50: gli allestimenti

Gli allestimenti della Infiniti Q50 sono tre: Luxe, Sport e Sport Tech.

Infiniti Q50 Luxe

La dotazione di serie della Infiniti Q50 Luxe comprende: sistema Stop& Start, sterzo elettronico diretto (Direct Adaptive Steering – DAS), controllo attivo di corsia (Active Lane Control – ALC), controllo dinamico del veicolo (Active Trace Control – ATC), cambio automatico a 7 velocità con modalità manuale, sistema di freni rigenerativi, sospensioni sportive, sistema di controllo della pressione pneumaici con avviso (TPMS – Tyre Pressore Monitoring System), assistenza partenza in salita, 6 airbag (airbag per conducente e passeggero anteriore, airbag laterali anteriori di protezione torace-bacino ed airbag a tendina anteriori-posteriori), specchietto retrovisore anti-abbagliamento, cruise control, limitatore della velocità, sistema frenante antibloccaggio (ABS) sulle quattro ruote, controllo elettronico della frenata (EBD – Electronic Brake force Distribution), sistema di controllo della trazione (TCS – Traction Control System) e controllo dinamico del veicolo (VDC), assistenza alla frenata (BA), segnale acustico di veicolo in avvicinamento per pedoni (VSP, Approaching Vehicle Sound for Pedestrians), sistema di sicurezza veicolo con immobilizzatore motore e allarme, sistema di allarme ad ultrasuoni, tergicristalli con sensore pioggia, promemoria cinture di sicurezza sedili anteriori e posteriori, cerchi in lega leggera da 17” con 5 razze doppie e pneumatici Run-flat 225/55RF17 97W, specchietti retrovisori esterni in tinta con la carrozzeria e indicatori di direzione a LED, specchietti retrovisori esterni riscaldati ad azionamento elettrico, fendinebbia a LED (anteriori e posteriori), azionamento luci automatico, fari autolivellanti e luci di marcia diurne a LED, luci posteriori a LED, griglia superiore antriore con motivo tridimensionale a nido d’ape, scarico doppio con finiture cromate, vetri con protezione UV, fendinebbia con finitura cromata, paraurti posteriore con finitura nera, selettore modalità di guida Infiniti, Infiniti InTouch, doppio touch-screen (LCD VGA da 8” e LCD VGA da 7”), quadro strumenti Fine vision con display a colori TFT da 5”, navigatore satellitare Infiniti con informazioni sul traffico e tecnologia DAB (Digital Audio Broadcasting), tecnologia Bluetooth per la connettività mobile, riconoscimento vocale, apertura centralizzata a distanza, telecamera posteriore, sistema di illuminazione dopo il parcheggio, “Follow me home”, bocchette posteriori del climatizzatore (solo per versione con cambio automatico), Infiniti InTuition, ambiente digitale completamente personalizzabile, finestrini elettrici in tutte le portiere con chiusura automatica collegata all’I-Key, accensione a pulsante, parasole con specchietti di cortesia illuminati ed estensioni, sistema audio AM/FM con lettore CD singolo, sistema audio a 6 diffusori, connettore USB/iPod e ingresso AUX RCA, streaming audio Bluetooth, sistema di controllo attivo del rumore (ANC – Active Noise Cancellation), volante multifunzione, volante sportivo rivestito in pelle con cuciture incrociate e finitura cromata opaca, leva del cambio rivestita in pelle con cuciture di dettaglio, finitura cromata opaca e laccatura nera, bracciolo anteriore con vano portaoggetti, presa da 12V nella consolle centrale, regolazione manuale dell’altezza e della profondità del piantone dello sterzo, inserti interni in alluminio Kacchu, fodera tettuccio in tricot color grigio chiaro, finitura premium del cruscotto con doppia cucitura, copri-soglia portiere anteriori in alluminio Infiniti, rivestimenti dei sedili in pelle, sedili anteriori riscaldati, sostegno lombare del conducente a regolazione manuale, bracciolo posteriore centrale con portabicchieri e punti Isofix di ancoraggio nel sedile posteriore.

Infiniti Q50 Sport

La Infiniti Q50 Sport costa 4.910 euro più della Luxe e aggiunge: levette del cambio montate sul volante, freni sportivi a pinze contrapposte (4 pistoncini anteriori, 2 pistoncini posteriori), cerchi in lega leggera 19”, 5 triple razze in argento scuro metallizzato con design sportivo e pneumatici antiforatura 245/40RF19 94W, fascia sportiva anteriore con griglia superiore tridimensionale a nido d’ape, fendinebbia con finitura nera, paraurti posteriore sportivo con diffusore in tinta, luci ambiente, pedali e appoggio per il piede sinistro in alluminio e sedili anteriori con design sportivo.

Infiniti Q50 Sport Tech

La Infiniti Q50 Sport Tech costa 3.500 euro più della Sport e aggiunge: pedale Eco, cinture di sicurezza sedili anteriori con funzione pre-collisione e tetto in vetro apribile elettricamente.

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Infiniti Q50: gli optional

La dotazione di serie della Infiniti Q50 andrebbe a nostro avviso arricchita con la vernice metallizzata (1.000 euro).

Sugli allestimenti Luxe e Sport ci vorrebbe anche il Visibility Pack (1.300 euro: sistema di fari adattivi e monitor di visione 360° con rilevamento oggetti in movimento e assistenza al parcheggio).

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Infiniti Q50: i prezzi

Motore ibrido benzina

  • Infiniti Q50 Luxe 51.990 euro
  • Infiniti Q50 Sport 56.900 euro
  • Infiniti Q50 AWD Sport 59.900 euro
  • Infiniti Q50 AWD Sport Tech 63.400 euro

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Honda: tutti i modelli sportivi in listino

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Non tutti sano che l’azienda giapponese Honda è nata come produttrice di motociclette, e solo a partire dalla metà degli anni ’60 cominciò a produrre veicoli a quattro ruote.
Non ci mise molto a diventare una delle potenze mondiali dell’industria automobilistica, costruendosi (anche) la fama di abile produttrice di auto sportive e da corsa.
I suoi motori V-TEC ad alto numero di giri, infatti, hanno conquistato fan in tutto il mondo.
Oggi la tradizione sportiva di Honda continua, e anche se i tempi sono cambiati e non produce più i motori aspirati di una volta, ma è ancora di grado di creare meravigliose auto ad alte prestazioni.

Potenza 320 CV
Coppia 400 Nm

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Honda Civic Typer-R

La Honda Civic Type-R è sempre stata famosa per essere un’auto affilata nell’handling e affamata di giri. Il suo motore V-TEC aspirato è un mito per ogni appassionato, ma oggi, nell’era dei turbo, troviamo una versione rimasterizzata. Look da teppista e forme da berlina, più che da compatta, ma soprattutto un motore 2.0 turbo V-TEC (ebbene sì, c’è ancora la fasatura variabile delle valvole) capace di 320 CV e 400 Nm di coppia, con un allungo che supera i 7.000 giri.

Il differenziale autobloccante aiuta le ruote anteriori a scaricare la potenza, mentre il suo impianto frenante quasi racing e l’assetto piatto ma non esasperato la rendono precisa come una lama, anche se piuttosto semplice da portare al limite.

Prezzo da 41.500

Potenza 320 CV
Coppia 400 Nm

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Honda NSX

L’Honda NSX è una supercar quasi mitologica: la prima, quella degli anni ’90, fu sviluppata con l’aiuto del pilota di F1 Ayrton Senna – che allora correva con la McLaren Honda -, e ai tempi fece tremare le varie Porsche e Ferrari.

Il nuovo modello è più simile ad un computer che ad un’auto da corsa, ma è comunque un oggetto maledettamente veloce. Il suo motore V6 biturbo posizionato centralmente è abbinato a tre motori elettrici: il primo si trova vicino al motore termico “di rinforzo”, mentre gli altri due sono collocati sulle ruote anteriori, uno per ogni ruota. Tutto il pacchetto produce una potenza totale di 581 CV e 635 Nm di coppia. Così la NSX diventa, di fatto, una supercar a trazione integrale capace di prestazioni mostruose: 0-100 km/h in 3,6 secondi e 308 km/h di velocità massima.

Prezzo da 201.000 euro

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McLaren 570S Spider, baby McLaren a chi?

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Appeal poche auto hanno più appeal di una McLaren. Esotica, aliena, ma anche raffinata.
Contenuto tecnologico più analogica che digitale, la 570S bada al sodo e alla guida pura, niente diavolerie elettroniche da fantascienza.
Piacere di guida alle basse velocità vi fa sentire speciali, se la guidate forte su una strada di montagna vi lascerà senza fiato.
Dettagli special le portiere a forbice e i paddle in fibra di carbonio collegati al piantone sono davvero speciali

La McLaren 570S Spider è un’auto difficile da collocare: con un prezzo di listino di 214.000 euro e 570 CV di potenza, prende di mira Porsche 911 Turbo, Gt3 e Audi R8 Plus, ed è un gradino sotto il prezzo e le prestazioni della Ferrari 488 GTB e della Lamborghini Huracan Performante.

Ma il vero motivo per cui è difficile collocarla è che in McLaren la considerano una GT, ovvero una comoda auto da usare tutti i giorni. Questo la pone immediatamente come rivale diretta della Porsche, che è sempre stata la più vivibile delle sportive, ma la sua monoscocca in fibra di carbonio e il motore centrale la rendono più estrema, più racing, più supercar.

Ma andiamo con ordine. La linea è esotica e su strada attira gli sguardi come una calamita, soprattutto nella tinta Arancione Vulcano del nostro esemplare. Per qualcuno il suo look può risultare un po’ troppo morbido (il frontale sembra quasi sorridere), e anche se non esprime quell’idea di potenza e cattiveria della 720S, la trovo pulita e armoniosa.

Con 1490 kg sull’ago della bilancia, non si può certo definire pesante.

Rispetto alla sorella maggiore, la 570S Spider ha sospensioni semi attive meno sofisticate, ed è di appena un centimetro più corta e stretta; quindi, di fatto, è un’auto più semplice e tradizionale. Come dice la sigla, il suo motore V8 3,8 litri biturbo eroga 570 CV a 7.500 giri e 600 Nm a 5.000 giri. Il cambio è un doppia frizione a 7 marce.

Con uno 0-100 km/h in 3,2 secondi e 328 km/h di velocità massima, sulla carta la McLaren 570S sembra essere incredibilmente veloce. È ora di scoprirlo.

A chi si rivolge

A chi cerca una supercar diversa, esotica, non solo da sfoggiare, ma soprattutto da guidare.

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Primi chilometri sulla McLaren 570S Spider

Aprire la portiera a diedro della McLaren e calarsi nel suo abitacolo dalla posizione sdraiata, tipica delle auto da corsa, è un qualcosa di davvero speciale. Così come vedere dallo specchietto retrovisore le folate di calore che si alzano dal vano motore.

Gli interni mi piacciono molto, sono essenziali ma di qualità assoluta, e soprattutto pilota-centrici: il volante in Alcantara è semplicemente un volante, privo di ogni tasto e orpello inutile. Tutto è rivolto verso il guidatore, con il contagiri digitale bello chiaro e i paddle in carbonio facilmente raggiungibili.

Lo schermo del sistema d’infotainment non è enorme, ed è un bene, mentre i comandi sono così poco intuitivi che verrebbe da pensare che si tratta di uno scherzo. Però noto con piacere che le rotelline che regolano la risposta dell’assetto e dell’accoppiata motore-cambio (su tre livelli ciascuna) sono indipendenti.

In città l’auto è docile e il cambio nella modalità più tranquilla è deliziosamente dolce, ma la 570S assomiglia più a una supercar civile piuttosto che a una GT arrabbiata. Lo sterzo – assistito idraulicamente – è fisico, anche se non faticoso, e dettagliatissimo. Copia l’asfalto e vi racconta la strada senza filtri, invogliandovi a spingere sempre di più.

Le sospensioni sono ferme anche nella modalità più morbida e la rigidità della monoscocca in fibra di carbonio vi dà sempre la sensazione di essere su un’auto da corsa.

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Dinamica di guida

Mi avventuro su strade più tortuose e deserte, dove il telaio della “Mc” possa cominciare a lavorare davvero. La McLaren 570S ha quel tipico equilibrio delle auto a motore centrale: un muso rapidissimo in ingresso di curva, un posteriore vivace che si muove leggermente in staccata e un bilanciamento perfetto in uscita di curva.

Le sospensioni in “sport” permettono di avere più controllo sulla vettura, ma allo stesso tempo tengono le gomme in contatto con l’asfalto. Di conseguenza, la fiducia che l’auto vi trasmette è eccezionale, così come lo è il suo ritmo.

Credetemi, la McLaren 570S è immensamente veloce: precisa come una spada e dannatamente efficace. La trazione garantita dalle “super sticky P Zero Corsa posteriori è immensa, e vi permette di insistere sul gas senza troppe riserve. Dovrete però escludere i controlli (almeno parzialmente) per dare sfogo al motore, altrimenti l’elettronica (un po’ paranoica, ma va bene così) non vi darà potenza finché non avrete il volante totalmente dritto.

La mia parte preferita è lo sterzo assistito idraulicamente, così vivo e comunicativo da infondervi una fiducia totale. È tra i migliori che abbia mai provato.

E poi c’è il motore: il V8 3,8 litri della McLaren 570S ha un po’ di lag, ma le turbine sono progressive nel gonfiarsi d’aria, così pure l’erogazione risulta in qualche modo molto progressiva. E infine esplode, con un urlo e una spinta verso gli 8.000 giri davvero eccitanti. Non è un capolavoro, ma svolge perfettamente il suo dovere e ha un’erogazione appuntita e cattiva.

Il nostro esemplare monta anche uno scarico in titanio – optional – che rende più sonoro l’urlo del V8, e lo fa assomigliare vagamente a quello Ferrari, anche se più sommesso. Ma le esplosioni che escono dagli scarichi quando si scala con violenza sono da brivido, tanto che la prima volta ho pensato mi avessero sparato con un fucile a canne mozze.

Il motore però non predomina sul resto della macchina, è solo un magnifico alleato per garantirvi un’esperienza di guida coinvolgente, davvero simile a quella che vi regalerebbe un’auto da corsa.
La McLaren 570S è più connessa e comunicativa di una Ferrari 488, più selvaggia e precisa di una Porsche Turbo, e più veloce, almeno su strada, di una GT3.

Il cambio doppia frizione è tra i migliori che abbia provato, ma a colpirmi davvero è l’impianto frenante con dischi carbo-ceramici. Ne ho provati molti in vita mia, ma la potenza d’arresto di questi freni e la modulabilità del pedale sono davvero impressionanti. L’ABS interviene al limite del grip, e ad ogni “pestone” si levano grandi fette di velocità come se niente fosse.

È questo pacchetto di equilibrio del telaio, grip e potenza frenante che rende la McLaren 570S una macchina da gara per uso stradale, senza però ricorrere ad un assetto proibitivo (e con proibitivo intendo che vi spacca la schiena) e ad un set-up estremo. È semplicemente bilanciata, delicata e velocissima.

Conclusioni

C’è che l’ha definita un po’ apatica e fredda, soprattutto se paragonata alle supercar italiane, ma io non la vedo così. Certo, forse dà il meglio di sé quando le si tira il collo, ma più che fredda io la definirei focalizzata. È focalizzata sulle prestazioni, e se vi piace guidare “forte” un oggetto estremamente preciso e connesso con i vostri sensi, allora è l’auto che fa per voi. È come quando guidate un Go-Kart: il bello viene quando si esplorano i suoi limiti.

Il fatto che la McLaren 570S del nostro test sia la versione spider non può che rendere l’esperienza di guida ancora più gratificante. Per tutto il tempo della prova l’ho utilizzata con il tetto aperto, anche in autostrada. Non esiste modo migliore per sentire il suono del V8.

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Cosa dice di te

Ami le prestazioni più dell’apparenza, ma questo non significa che ti piaccia passare inosservato. Cerchi sempre qualcosa di esclusivo, ricercato.

Quanto mi costa

Il prezzo della McLaren 570S parte da 214.450 euro. Ha davvero senso parlare di consumi?

SCHEDA TECNICA
McLaren 570S
Dimensioni 453 -190 -120 cm
Motore 3799 cc, V8 turbo
Trasmissione trazione posteriore, cambio 7 marce doppia frizione
Potenza 570 Cv a 7.500 giri
Coppia 600 Nm a 5.000 giri
0-100 km/h 3,2 secondi
V-max 328 km/h
Peso 1498 kg
Prezzo 214.000 euro

Le concorrenti

Porsche 911 Turbo, Audi R8 Plus, Lamborghini Huracan.

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Volkswagen T-Roc: guida all’acquisto

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La Volkswagen T-Roc – nata nel 2017 – è una SUV compatta disponibile a trazione anteriore o integrale realizzata sullo stesso pianale dell’Audi Q2. La crossover di Wolfsburg ha impiegato poco tempo a conquistare la critica (è una delle migliori proposte del segmento) e il pubblico: stiamo infatti parlando dell’auto tedesca più amata dagli italiani.

In questa guida all’acquisto della Volkswagen T-Roc vi mostreremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.

Volkswagen T-Roc: guida all’acquisto

La Volkswagen T-Roc è un’auto completa: una SUV tutt’altro che ingombrante (4,23 metri di lunghezza) capace di offrire un bagagliaio gigantesco in configurazione a cinque posti (445 litri) e migliorabile quando si abbatte il divano (purtroppo non scorrevole).

L’abitacolo offre tanti centimetri ai passeggeri posteriori nella zona delle spalle (ma non molti alla testa degli occupanti più alti) mentre per quanto riguarda le finiture segnaliamo la presenza di una plancia realizzata interamente in plastica rigida, ma assemblata con grande cura.

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Gli allestimenti della Volkswagen T-Roc

Gli allestimenti della Volkswagen T-Roc sono tre: Style, Business e Advanced.

Volkswagen T-Roc Style

La Volkswagen T-Roc Style (l’allestimento che ci sentiamo di consigliare) offre: cerchi in lega Mayfield 7J x 17” con pneumatici 215/55 R17, fari alogeni per abbaglianti e anabbaglianti, fendinebbia, gruppi ottici posteriori a tecnologia LED, indicatori di direzione laterali integrati negli specchietti retrovisori esterni, listelli cromati ai finestrini laterali, luci diurne a LED, specchietti di cortesia illuminati nelle alette parasole, specchietto retrovisore esterno lato conducente asferico, specchietto retrovisore esterno lato passeggero convesso, bracciolo centrale anteriore, pomello del cambio in pelle, rivestimento sedili in tessuto, schienale posteriore divisibile e ribaltabile separatamente (40:20:40), scomparto portaoggetti in plancia (lato passeggero), scomparti portaoggetti nelle porte, sedili anteriori con regolazione in altezza, sei altoparlanti, tappetini anteriori e posteriori in tessuto, volante multifunzione in pelle, airbag per conducente e passeggero (lato passeggero disattivabile), airbag a tendina per i passeggeri anteriori e posteriori, airbag laterali anteriori, bulloni antifurto, cinture di sicurezza anteriori automatiche a 3 punti, con pretensionatore e regolabili in altezza, controllo elettronico stabilità (ESC) con assistente di controsterzata (DSR), ABS, ASR (sistema controllo trazione), EDS (bloccaggio elettronico del differenziale), MSR (regolazione coppia in fase di rilascio), stabilizzatore del rimorchio TSA, cruise control adattivo ACC, dispositivo antiavviamento elettronico, fari fendinebbia e luci direzionali, Fatigue Detection, freni a disco anteriori e posteriori, freno di stazionamento elettronico con funzione Auto Hold, Front Assist con frenata di emergenza City Emergency Brake e riconoscimento pedoni, indicatore usura pastiglie freni, Park Pilot (sensori di parcheggio anteriori e posteriori), predisposizione Isofix (dispositivo per il fissaggio di 2 seggiolini per bambini sui sedili posteriori), sistema di frenata anti collisione multipla Multi Collision Brake, sistema di assistenza al mantenimento della corsia Lane Assist, spia di controllo della pressione pneumatici, spia e segnale acustico cinture di sicurezza anteriori e posteriori non allacciate, tre appoggiatesta posteriori, 4MOTION Active Control (di serie su 4MOTION), App-Connect, alette parasole orientabili con specchietti di cortesia illuminati, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, attivazione automatica luce di marcia, con luci diurne, funzione “leaving” e funzione “coming home” manuale, attrezzi di bordo, avvisatore acustico fari accesi, cassetto portaoggetti sotto il sedile anteriore destro, chiusura centralizzata con telecomando, climatizzatore, Driving Profile Selection (su 4MOTION), due slot USB anche per iPod e iPhone, Hill-Holder, luce interna nel vano piedi, luci di lettura a LED anteriori e posteriori, piano di copertura vano bagagli regolabile in altezza (per le versioni 4MOTION è necessario rimuovere la copertura in polistirolo) ed estraibile, presa 12 volt nella consolle posteriore, Radio Composition Media con schermo touchscreen a colori da 8”, ricezione radio digitale DAB+, sensore pioggia, servosterzo elettromeccanico con Servotronic in funzione della velocità, sistema Start/Stop con recupero dell’energia in frenata, specchietti retrovisori esterni regolabili e riscaldabili elettricamente, specchietto retrovisivo interno schermabile automaticamente, tergilunotto posteriore con regolazione intermittente, Tire Mobility Set (kit riparazione gomma), vetri atermici e volante regolabile in altezza e profondità.

Volkswagen T-Roc Business

La Volkswagen T-Roc Business costa 550 euro più della Style a parità di motore e aggiunge: fari anteriori full LED, luci diurne trapezoidali con luci di direzione integrate, gruppi ottici posteriori oscurati a tecnologia LED, Car Net “Guide&Inform” durata 3 anni, alette parasole orientabili con specchietti di cortesia e navigatore Discover Media. I cerchi in lega sono Chester 6,5 J x 16” con pneumatici 215/60 R16 e mancano i listelli cromati ai finestrini laterali e gli specchietti di cortesia illuminati nelle alette parasole.

Volkswagen T-Roc Advanced

La Volkswagen T-Roc Advanced costa 1.450 euro più della Business a parità di motore e aggiunge: cerchi in lega Grange-Hill 7J x 18” con pneumatici 215/50 R18 (non per 1.0 TSI), listelli cromati ai finestrini laterali, specchietti di cortesia illuminati nelle alette parasole, rivestimento sedili in tessuto e ecopelle, Car Net “Security&Service” durata 10 anni, servizio chiamata d’emergenza, Active Info Display e climatizzatore automatico bizona “Air care Climatronic” con filtro anti allergeni.

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Volkswagen T-Roc: tutti i modelli in listino

Di seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Volkswagen T-Roc. La gamma motori della SUV tedesca è composta da tre unità sovralimentate:

  • un 1.0 turbo benzina tre cilindri TSI da 116 CV
  • un 1.6 turbodiesel TDI da 116 CV
  • un 2.0 turbodiesel TDI da 150 CV

Volkswagen T-Roc 1.0 TSI (prezzo di 23.600 euro)

La Volkswagen T-Roc 1.0 TSI è l’unica variante a benzina acquistabile della Sport Utility teutonica. Nonostante la carenza di cavalli (116) il motore sa essere pronto ai bassi regimi, scattante (10,1 secondi sullo “0-100”) e parco nei consumi.

Volkswagen T-Roc 1.6 TDI (prezzi da 27.250 euro)

La Volkswagen T-Roc 1.6 TDI (prezzi fino a 29.250 euro) monta un propulsore silenzioso caratterizzato da una spinta corposa ai bassi regimi.

Volkswagen T-Roc 2.0 TDI (prezzi da 29.250 euro)

La Volkswagen T-Roc 2.0 TDI (prezzi fino a 34.750 euro) è l’unica versione della SUV di Wolfsburg disponibile con la trazione integrale e il cambio automatico nonché quella che ci sentiamo di consigliare. Il motore – penalizzato esclusivamente da una cilindrata elevata poco amica di chi vuole risparmiare sull’assicurazione RC Auto – è silenzioso, vivace e poco assetato di gasolio.

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Volkswagen T-Roc: gli optional

La dotazione di serie della Volkswagen T-Roc andrebbe a nostro avviso arricchita con due optional fondamentali: la telecamera posteriore (270 euro) e la vernice metallizzata (670 euro).

Sulle versioni Style e Advanced aggiungeremmo il navigatore Discover Media (1.090 euro: schermo touch a colori da 8”, lettore CD, SD Card, 2 porte USB, Bluetooth, 2 altoparlanti, Media Control, servizi online Car-Net Guide & Inform Basic 36 mesi e aggiornamento mappe gratuito) mentre sulla Business ci vorrebbero i cerchi in lega da 17” (680 euro).

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MotoGP 2019, Mugello: gli orari tv su Sky e TV8

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È già cominciata la festa al Mugello per il sesto appuntamento della MotoGP 2019. Questo weekend i tanti appassionati di motomondiale potranno vedere (anche dal vivo) i protagonisti della stagione battagliare su uno dei circuiti più belli in calendario. C’è grande attesa di capire quali saranno gli equilibri, anche se il favorito resta piuttosto scontato.

Non basterà probabilmente a Valentino Rossi il record di successi (7 nella classe regina) a garantirgli un buon potenziale domenica: chissà se in Yamaha riusciranno a trovare l’assetto giusto per far rendere al meglio le M1 di Rossi e di Vinales. Anche Jorge Lorenzo ha sempre amato questo circuito, ci ha vinto sei volte e ha trionfato lo scorso anno in sella alla Ducati davanti al Dovi e a Vale.

Chissà se riuscirà a fare bene anche quest’anno in cui le cose non sembrano girare nel modo giusto. Sarà importante tenere d’occhio Dovizioso, che sulla carta sembra l’unico in grado di dar un po’ fastidio a un Marquez che anche quest’anno sta dimostrando di fare un altro mestiere.

MotoGP 2019, Mugello: gli orari su Sky e TV8

Sabato
08:55 FP3 Moto3
09:50 FP3 MotoGP
10:50 FP3 Moto2
12:30 QP Moto3 (TV8)
13:30 FP4 MotoGP
14:05 QP MotoGP (TV8)
15:00 QP Moto2 (TV8)

Domenica
08:40 WUP Moto3, Moto2 e MotoGP
11:00 Gara Moto3 (TV8)
12:20 Gara Moto2 (TV8)
14:00 Gara MotoGP (TV8)

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FACE-OFF: BMW Z4 M40i VS Toyota Supra GR

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Il fatto che la BMW Z4 M40i e la nuova Toyota Supra condividano così tanto ha suscitato parecchio di scalpore. In realtà le auto sono diverse, sia nello stile che nel temperamento, e se la BMW è un’ottima coupé-cabriolet, la Supra è più una sportiva da spremere.

Tuttavia sulla carta sono davvero simili, nel peso, nelle dimensioni e nelle prestazioni.
Vediamo insieme le piccole differenze tra la BMW Z4 M40i e la Toyota Supra.

In breve
Toyota Supra
Dimensioni 438 – 185 -129
Potenza 340 CV
Coppia 500 Nm
Peso 1570 kg
Prezzo 67.900 euro
BMW Z4 M40i
Dimensioni 432 – 186 -130
Potenza 340 CV
Coppia 500 Nm
Peso 1610 kg
Prezzo 66.800 euro

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Dimensioni

Vista la base in comune, le dimensioni della Toyota Supra e della BMW Z4 M40i son quasi identiche. La Toyota tuttavia è più lunga di 6 cm rispetto alla BMW (438 contro 432) ed è più bassa e stretta di 1 cm (per un totale di 129 e 185 cm).
Il passo di 247 cm è uguale per entrambe, mentre il bagagliaio è leggermente più capiente sulla Supra (290 litri contro i 281 litri della Z4).

Il peso, per via del meccanismo della capote, è maggiore sulla tedesca. La BMW Z4 M40i pesa 1610 kg, mentre la Toyota ferma l’ago della bilancia a 1570 kg.

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Motore

Il motore della Toyota Supra e della BMW Z4 M40i è identico, così come il cambio automatico a 8 rapporti ZF. L’unità è un 6 cilindri in linea turbo da 2998 cc capace di 340 Cv a 6.000 giri e 500 Nm di coppia a 1.600 giri. Tuttavia la Supra utilizza un differenziale autobloccante meccanico a 2 vie controllato elettricamente, mentre la BMW utilizza un differenziale – sempre a controllo elettronico – ma con un pacco frizioni.

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Prestazioni

Entrambe le auto si “piantano” a 250 km/h per via del limitatore elettronico, ma la Toyota Supra, per via del peso inferiore, la spunta nello scatto da 0 a 100 km/h, fermando il cronometro dopo 4,3 secondi, mentre la BMW impiega 4,6 secondi.

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Nuova BMW X1: per la prima volta anche alla spina

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Messa un po’ in ombra dal rivoluzionario salto generazionale della sua alter ego compatta (la BMW Serie 1 2019) anche la più piccola tra le proposte a ruote alte della Casa di Monaco si è rinnovata con un restyling di mezza carriera.

Look più sportivo

 

Le novità estetiche della nuova BMW X1 sono abbastanza evidenti. Il frontale sfoggia un nuovo paraurti con prese d’aria inedite e la griglia frontale a doppio ora più grande e dotata di una nuova griglia (la stessa della nuova Serie 1). Anche i gruppi ottici sono stati ritoccati con una nuova disposizione interna e con gli ormai noti elementi esagonali.

Sulle fiancate appaiono nuove modanature e il resto della carrozzeria si caratterizza per alcune zone verniciate con colori contrasto. Si rinnovano anche le proposte di design per i cerchi in lega mentre il posteriore sfoggia uno schema molto simile a quello frontale, con il paraurti modificato e nuovi gruppi ottici.

Tra le novità ci sono anche le nuove tinte per la carrozzeria: Jucaro Beige, Misano Blue e Individual Storm Bay, tutti e tre metallizzati.

Poche novità dentro

 

Dentro la nuova BMW X1 cambia meno. I clienti potranno scegliere tra due schermi per il sistema di infotainment, da 8,8 o 10,25 pollici, mentre il software di gestione è stato aggiornato. CI saranno inoltre nuove opzioni e materiali a scelta per i rivestimenti dei sedili e un nuovo selettore del cambio.

Per la prima volta anche ibrida plug-in

 

La nuova BMW X1 2019, almeno inizialmente, sarà proposta con le seguenti motorizzazioni: la versione X1 sDrive16d da 116 CV con cambio manuale o automatico, sDrive e xDrive 18d 2.0 da 150 CV, sDrive e xDrive 20d da 2.0 190 CV con cambio manuale o automatico a otto rapporti, la X1 xDrive 25D e la nuova X1 xDrive 25e ibrida plug-in che dichiara consumi medi di 2,0l/100 km ed emissioni di 43g di CO2 per chilometro.

La nuova BMW X1 arriverà sul mercato italiano nei prossimi mesi, con prezzi a partire da 33.000 euro. Per la a nuova versione ibrida plug-in bisognerà invece aspettare marzo 2020.


Anteprime

Nuova BMW serie 1: addio alla trazione posteriore

La terza generazione della BMW serie 1 – realizzata sullo stesso pianale di serie 2 Active Tourer, X1 e X2 – dice addio alla trazione posteriore

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Drifting: glossario della guida sportiva

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Il drifting, che significa letteralmente “andare alla deriva”, è un modo di guidare l’auto, oltre ad essere una disciplina sportiva a livello mondiale. In parole povere: driftare significa guidare l’auto di traverso, quindi con una sbandata controllata.

Nella disciplina sportiva si possono usare solo auto derivate da quelle di serie e con la trazione posteriore, ma ovviamente si può driftare per puro diletto con qualsiasi auto – purché sia a trazione posteriore, o al massimo integrale.

Perché non con le auto a trazione anteriore? Semplice: non si può prolungare il sovrasterzo usando l’acceleratore, il che è fondamentale.
Ma andiamo per gradi. Abbiamo appurato che driftare significa guidare di traverso l’auto, con le ruote posteriori che slittano e un controsterzo lungo e controllato. Più potenza si ha a disposizione, più facile sarà controllare il pattinamento delle ruote.

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Le tecniche

Ma quali sono le tecniche specifiche che si utilizzano per driftare?

Innanzitutto bisogna provocare un sovratserzo, e poi mantenerlo per tutta la curva. Ci sono molte tecniche per provocare un sovrasterzo e si dividono in due gruppi principali: statiche e dinamiche.
Quelle statiche “spezzano” l’equilibrio dell’auto, mentre quelle dinamiche sfruttano il trasferimento di carico (dei pesi) dell’auto, causando un sovrasterzo più dolce.

Vediamole nel dettaglio.

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Statiche

Tra le tecniche statiche troviamo il freno a mano, il blocco di ponte e il sovrasterzo di potenza.

La tecnica del freno a mano è semplice: basta tirare la leva (e premere la frizione) prima della curva (innescando il sovrasterzo) per poi rilasciarla e proseguire il drift utilizzando l’acceleratore.
Tuttavia il freno a mano rende molto rapida la perdita di grip, e il passaggio leva- gas non è sempre facile da gestire.

Più intuitivo il blocco di ponte, che consiste nel scalare una marcia in velocità (e mentre si imbocca la curva) così da bloccare le ruote posteriori e innescare un sovrasterzo. In questo caso la perdita di grip sarà più graduale, e il fatto di non dovere schiacciare e rilasciare la frizione fa sì che il motore sia sempre pronto.

L’ultima delle tecniche statiche è il sovrasterzo di potenza: basta dare gas (sempre con una trazione posteriore) per far slittare le gomme e causare il sovrasterzo, dopodiché basterà mantenerlo.

Dinamiche

Le tecniche dinamiche sono più raffinate e, se padroneggiate al meglio, anche efficaci. Ne fanno parte il pendolo, la frenata in curva e il “tiro rilascio”.

La frenata in curva e il rilascio sfruttano il trasferimento di carico sull’asse anteriore per alleggerire il posteriore dell’auto e innescare un sovrasterzo dolce e graduale. Nel primo caso basta dare un colpetto di freno nella fase di inserimento in curva, nel secondo invece si rilascia bruscamente l’acceleratore. La fase successiva, ovviamente, è il controllo dell’acceleratore e dello slittamento delle ruote.

E infine c’è il pendolo, la manovra più spettacolare e utilizzata. Prima di una curva si sterza bruscamente nella direzione opposta per “caricare” il peso, per poi sterzare di nuovo verso la curva, così da sbilanciare l’auto e innescare un sovrasterzo.
Con il pendolo si può passare da una curva all’altra mantenendo il drift, sfruttando il continuo trasferimento di carico dell’auto.

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