Tesla Model X Long Range: l’auto ufficiale di SpaceX

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Appeal La Tesla Model X è perfetta per chi ama farsi notare: colpa delle vistosissime porte posteriori con apertura ad ali di falco.
Contenuti tecnologici Due motori elettrici, una batteria gigantesca che garantisce un’eccellente autonomia e – al centro della plancia – un immenso touchscreen da 17” che consente di fare qualsiasi cosa. Scambieremmo però molto volentieri alcuni gadget scherzosi e futili (come il generatore di scorregge) con la possibilità, al momento non prevista, di usare Android Auto e Apple CarPlay.
Piacere di guida “0-100” in 4,6 secondi e un comportamento stradale davvero coinvolgente: niente male per una SUV lunga più di cinque metri.
Stile Non è la Tesla esteticamente più riuscita ma la particolare apertura delle portiere posteriori regala un tocco di fascino.

La Tesla Model X Long Range non è solo la versione “base” di una delle auto più appariscenti in commercio ma anche la vettura ufficiale di SpaceX e della missione Crew Dragon Demo-2 (il primo volo spaziale della storia con astronauti da parte di una compagnia privata).

La ridondante grande SUV elettrica a trazione integrale creata dalla Casa californiana fondata da Elon Musk è caratterizzata da vistose portiere posteriori con apertura ad ali di falco: due elementi che mettono purtroppo in secondo piano i numerosi contenuti tecnici e tecnologici dell’ecologica crossover statunitense.

Nella nostra prova su strada abbiamo testato la variante con più autonomia (507 km dichiarati nel ciclo WLTP) della Sport Utility americana a emissioni zero: scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.

Tesla Model X: la tecnica

La Tesla Model X è spinta da due motori elettrici a magneti permanenti sincroni (uno che gestisce le ruote anteriori, l’altro quelle posteriori) che permettono una resa in efficienza maggiore del 10% rispetto ai precedenti propulsori asincroni.

La batteria da 100 kWh garantisce un’autonomia dichiarata di 507 km nel ciclo WLTP (nella realtà con uno stile di guida normale si percorrono senza problemi oltre 400 chilometri, un risultato eccellente) e può essere ricaricata a casa – attraverso una presa di corrente o una wallbox – o fuori con soluzioni più rapide. Il metodo più veloce è indubbiamente il Supercharger (purtroppo non più gratuito per i clienti delle Tesla Model S e Model X: ora la tariffa è di 0,30 euro per kWh): 1.870 stazioni in tutto il mondo con 16.585 paline che permettono di guadagnare 179 km in 15 minuti.

La Tesla Model X è aggiornata per i Supercharger V2 e può assorbire fino a 150 kW durante la fase di ricarica. La grande SUV statunitense è inoltre dotata della modalità “On-Route Battery Warmup”: la batteria inizia ad andare in temperatura prima di arrivare al Supercharger in modo che una volta raggiunta la stazione di ricarica sia già pronta per essere efficiente dal primo istante di collegamento rendendo ancora più rapida l’operazione.

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Tesla Model X: cara e poco personalizzabile

La Tesla Model X è una vettura piuttosto costosa (89.990 euro), soprattutto se si considera che il Supercharger non è più gratis. La garanzia è di 4 anni o 80.000 km e di 8 anni o 240.000 km su batteria e unità motore.

La dotazione di serie, buona ma poco personalizzabile, comprende:

  • Due motori elettrici
  • Trazione integrale
  • Sospensioni pneumatiche adattive
  • Portiere anteriori e posteriori ad apertura automatica
  • Impianto audio premium
  • Interni premium
  • Vernice micalizzata
  • Cerchi in lega da 20”
  • Pilota automatico (consente alla vettura di sterzare, accelerare e frenare automaticamente in base alla presenza di altri veicoli e di pedoni nella corsia di marcia)
  • Sedili anteriori e posteriori riscaldati
  • Volante riscaldato
  • Sbrinatore per tergicristallo
  • Riscaldamento per ugelli
  • Sistema di filtraggio aria HEPA che impedisce l’accesso nell’abitacolo a virus, batteri e cattivi odori
  • Premium Connectivity per 1 anno (mappe satellitari con visualizzazione del traffico in tempo reale, contenuti multimediali e musica in streaming via Internet, aggiornamenti via Internet tramite cellulare più frequenti e browser Internet)
  • Musica e contenuti multimediali tramite Bluetooth
  • Fendinebbia a LED
  • Parabrezza panoramico con protezione da raggi ultravioletti e infrarossi
  • Specchietti retrovisori riscaldati, ripiegabili elettricamente e fotocromatici
  • Ricarica del telefono wireless nella consolle centrale

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A chi si rivolge

La Tesla Model X è rivolta a chi vuole un’auto elettrica spaziosa in grado di percorrere molta strada con un “pieno” di energia e a chi cerca una Model S più pratica e con una posizione di seduta più alta.

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Alla guida: primo impatto

La Tesla Model X è innovativa fin dal momento in cui ci si accomoda a bordo: nessuna chiave da girare nel quadro e nessun pulsante da premere. La grande SUV elettrica californiana è già pronta a partire – basta spostare la leva del cambio (a destra del volante, come sulle Mercedes) in D – appena si sbloccano le portiere ed è sufficiente premere il pedale del freno per chiudere automaticamente quella del guidatore.

L’abitacolo è spaziosissimo e illuminato da un immenso parabrezza panoramico che ricorda – in grande – soluzioni adottate in passato da Opel Astra GTC e Citroën C3 e chi non si accontenta dei cinque posti di serie può optare per le soluzioni a sette posti (optional a 3.800 euro) o a sei posti (come sulla vettura protagonista della nostra prova su strada, 7.000 euro e sei raffinati, ma non molto versatili, sedili singoli). Accedere alla seconda e alla terza fila, però, può risultare molto complicato: le porte posteriori Falcon Wing con apertura ad ali di falco teoricamente possono aprirsi anche nei parcheggi stretti grazie ad appositi sensori che monitorano l’area ma in realtà funzionano bene solo in ambienti con il soffitto basso mentre in caso di ostacoli laterali come una vettura posteggiata di fianco tentennano. Il bagagliaio posteriore è molto ampio e il piccolo vano anteriore si difende bene grazie alla forma regolare.

Dopo pochi chilometri al volante della Tesla Model X Long Range si iniziano ad apprezzare le numerose doti dell’ecologica crossover EV a stelle e strisce: un comfort incredibile (merito dell’ovvia silenziosità dei motori, di un abitacolo insonorizzato in modo impeccabile e delle sospensioni pneumatiche adattive) unito a prestazioni paragonabili a quelle di una supercar (250 km/h di velocità massima e 4,6 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari).

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Alla guida: valutazione finale

Dopo una lunga prova su strada della Tesla Model X Long Range sono emersi altri pregi inaspettati: primo su tutti, un comportamento stradale coinvolgente nel misto a dispetto delle dimensioni esterne ingombranti (5,03 metri di lunghezza) impreziosito da uno sterzo preciso e da un impianto frenante potente.

Le operazioni di ricarica con il Supercharger sono semplicissime – si apre lo sportello di ricarica sul lato sinistro dietro la portiera integrato nel faro posteriore, si infila il connettore e al termine lo si toglie – e abbiamo impiegato una ventina di minuti per portare la batteria dal 50% all’80%.

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Cosa dice di te

Ami distinguerti e ami apparire, cerchi un mezzo moderno e credi non solo in un futuro a emissioni zero ma anche a un presente basato sulla mobilità “verde”. Hai bisogno di spazio ma anche di divertimento.

Scheda tecnica
Motore elettrico
Batteria 100 kWh
Autonomia 507 km
Trazione integrale
Peso 2.533 kg
Acc. 0-100 km/h 4,6 secondi
Velocità max 250 km/h
Garanzia 4 anni/80.000 km
Garanzia su batteria e unità motore 8 anni/240.000 km
Prezzo 89.990 euro

Le concorrenti

Audi e-tron 55 S line edition Pesa più della Tesla Model X e ha un’autonomia inferiore (436 km). Non eccezionale il bagagliaio.
Audi e-tron SPB 55 S line edition La variante filante dell’Audi e-tron ha un design più sportivo (che toglie però centimetri alla testa dei passeggeri posteriori). La Model X, inoltre, è più vivace.
Land Rover Range Rover Sport 2.0 PHEV SE Meno ecologica della Tesla Model X in quanto ibrida plug-in benzina ma decisamente più adatta alla guida in off-road.
Mercedes GLE 53 AMG Ancora meno ecologica della Tesla Model X in quanto mild hybrid benzina: una grande SUV sportiva nel look e nel comportamento stradale.

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Lamborghini Huracán: modelli, prezzi, dotazioni e foto

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La Lamborghini Huracán è una supercar emiliana disponibile a trazione posterioreintegrale. La sportiva “entry-level” della Casa di Sant’Agata è riuscita a sorpresa – complice il periodo di lockdown dovuto all’emergenza coronavirus – a diventare la sportiva più venduta in Italia nel mese di aprile.

In queste due guide all’acquisto della Lamborghini Huracán – una relativa alla variante coupé, l’altra alla Spyder – analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino del modello più “accessibile” del marchio del Toro: prezzimotori, accessori, prestazioni, pregidifetti e chi più ne ha più ne metta.

Le foto della Lamborghini Huracán

Lamborghini Huracán: le caratteristiche principali

La Lamborghini Huracán – nata nel 2014 – è una supercar biposto disponibile a trazione posterioreintegrale.

La proposta più accessibile della Casa emiliana mescola sportività ed eleganza senza raggiungere le esagerazioni estetiche e prestazionali della sorella maggiore Aventador.

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Lamborghini Huracán: le versioni

Le versioni della Lamborghini Huracán sono due: EVO RWDtrazione posterioreEVOtrazione integrale.

Lamborghini Huracán EVO RWD

La dotazione di serie della Lamborghini Huracán EVO RWD comprende:

  • Motore da 610 CV
  • Trazione posteriore
  • Cerchi in lega da 19″
  • Interni in pelle
  • Volante multifunzione in pelle liscia
  • Life Style Pack
  • Sistema di monitoraggio pressione pneumatici
  • Sintonizzatore DAB
  • Lamborghini Smartphone Interface (Apple CarPlay)
  • Smartphone Interface e Connected Services (Apple CarPlay)
  • Sensori anteriori e posteriori di parcheggio

Lamborghini Huracán EVO

La Lamborghini Huracán EVO aggiunge alla dotazione della EVO RWD, tra le altre cose:

  • Motore da 640 CV
  • Trazione integrale
  • Cerchi in lega da 20″
  • Freni carboceramici

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Lamborghini Huracán: modelli e prezzi di listino

Di seguito troverete tutte le caratteristiche della Lamborghini Huracán. La gamma motori della supercar emiliana è composta da due unità aspirate 5.2 V10 a benzina:

  • un 5.2 V10 benzina da 610 CV
  • un 5.2 V10 benzina da 640 CV

Lamborghini Huracán EVO RWD (194.520 euro)

La Lamborghini Huracán EVO RWD è la variante a trazione posteriore della supercar del Toro e monta un motore 5.2 V10 aspirato da 610 CV e 560 Nm di coppia che permette alla coupé emiliana di raggiungere una velocità massima di 325 km/h e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 3,3 secondi.

Lamborghini Huracán EVO (226.521 euro)

La Lamborghini Huracán EVO è la variante a trazione integrale della sportiva emiliana (nonché la versione, per ora, più potente della gamma) ed è spinta da un motore 5.2 V10 aspirato da 640 CV e 600 Nm di coppia. Le prestazioni? 325 km/h di velocità massima e 2,9 secondi sullo “0-100”.

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Lamborghini Huracán: gli optional

La dotazione di serie della Lamborghini Huracán andrebbe a nostro avviso arricchita con la telecamera per retromarcia.

Lamborghini Huracán Performante

La Lamborghini Huracán Performante non è più in commercio: il motore da 640 CV e molte componenti di quella che era la variante più cattiva della Huracán pre-restyling sono ora presenti sull’attuale EVOtrazione integrale.

Le foto della Lamborghini Huracán Spyder

Lamborghini Huracán Spyder: le caratteristiche principali

La Lamborghini Huracán Spyder – nata nel 2015 – è la variante scoperta della Huracán: disponibile – come la “cugina” chiusa – a trazione posterioreintegrale, monta una capote in tela che si ripiega in 17 secondi anche in movimento (fino a una velocità di 50 km/h).

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Lamborghini Huracán Spyder: le versioni

Le versioni della Lamborghini Huracán Spyder sono due: EVO RWDtrazione posterioreEVOtrazione integrale.

Lamborghini Huracán Spyder EVO RWD

La dotazione di serie della Lamborghini Huracán Spyder EVO RWD comprende:

  • Motore da 610 CV
  • Trazione posteriore
  • Cerchi in lega da 19″
  • Capote in tessuto nera
  • Interni in pelle
  • Volante multifunzione in pelle liscia
  • Life Style Pack
  • Sistema di monitoraggio pressione pneumatici
  • Sintonizzatore DAB
  • Lamborghini Smartphone Interface (Apple CarPlay)
  • Smartphone Interface e Connected Services (Apple CarPlay)
  • Sensori anteriori e posteriori di parcheggio

Lamborghini Huracán Spyder EVO

La Lamborghini Huracán Spyder EVO aggiunge alla dotazione della EVO RWD, tra le altre cose:

  • Motore da 640 CV
  • Trazione integrale
  • Cerchi in lega da 20″
  • Freni carboceramici

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Lamborghini Huracán Spyder: modelli e prezzi di listino

Di seguito troverete tutte le caratteristiche della Lamborghini Huracán Spyder. La gamma motori della supercar emiliana è composta da due unità aspirate 5.2 V10 a benzina:

  • un 5.2 V10 benzina da 610 CV
  • un 5.2 V10 benzina da 640 CV

Lamborghini Huracán EVO RWD Spyder (214.522 euro)

La Lamborghini Huracán EVO RWD Spyder è la variante a trazione posteriore della supercar del Toro e monta un motore 5.2 V10 aspirato da 610 CV e 560 Nm di coppia che permette alla spider emiliana di raggiungere una velocità massima di 324 km/h e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 3,5 secondi.

Lamborghini Huracán EVO Spyder (248.973 euro)

La Lamborghini Huracán EVO Spyder è la variante a trazione integrale della sportiva emiliana (nonché la versione, per ora, più potente della gamma) ed è spinta da un motore 5.2 V10 aspirato da 640 CV e 600 Nm di coppia. Le prestazioni? 325 km/h di velocità massima e 3,1 secondi sullo “0-100”.

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Lamborghini Huracán Spyder: gli optional

La dotazione di serie della Lamborghini Huracán Spyder andrebbe a nostro avviso arricchita con la telecamera per retromarcia.

Lamborghini Huracán Spyder usata

Le Lamborghini Huracán Spyder sono molto richieste sul mercato dell’usato e si trovano facilmente di seconda mano: per una LP610-4 del 2017 bisogna sborsare quasi 180.000 euro.

Lamborghini Huracán Spyder bianca

Volete una Lamborghini Huracán Spyder bianca? Non è così semplice. La Casa di Sant’Agata offre infatti ben cinque vernici bianche: Bianco Monocerus pastello, Bianco Icarus metallizzato, Bianco Balloon perlato e due tinte bianche opache (PhanesCanopus).

Lamborghini Huracán Spyder Performante

La Lamborghini Huracán Spyder Performante non è più in commercio: il motore da 640 CV e molte componenti di quella che era la variante più cattiva della Huracán scoperta pre-lifting sono ora presenti sull’attuale EVO a trazione integrale.

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Rinnovo patente di guida: come fare


Il rinnovo della patente di guida varia in relazione all’età della persona e alla tipologia di patente che si possiede. Per la patente A si effettua ogni 10 anni fino ai 50 anni di età, ogni 5 anni per età compresa tra 50 e 70 anni, ogni 3 anni dopo i 70 anni; lo stesso vale per la patente B.

Chi può conseguire la patente di guida?

Secondo l’art. 119 del Codice della Strada “non può ottenere la patente di guida o l’autorizzazione ad esercitarsi alla guida (…) chi sia affetto da malattia fisica o psichica, deficienza organica o minorazione psichica, anatomica o funzionale tale da impedire di condurre con sicurezza veicoli a motore”.

In quali strutture è possibile rinnovare la patente di guida?

Secondo il comma 2 dell’art. 119 del Codice della Strada “L’accertamento dei requisiti fisici e psichici, tranne che per i casi stabiliti nel comma 4, è effettuato dall’ufficio della unità sanitaria locale territorialmente competente, cui sono attribuite funzioni in materia medico-legale. L’accertamento suindicato può essere effettuato altresì da un medico responsabile dei servizi di base del distretto sanitario ovvero da un medico appartenente al ruolo dei medici del Ministero della salute, o da un ispettore medico delle Ferrovie dello Stato o da un medico militare in servizio permanente effettivo, o in quiescenza, o da un medico del ruolo professionale dei sanitari della Polizia di Stato o da un medico del ruolo sanitario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco o da un ispettore medico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. L’accertamento può essere effettuato dai medici di cui al periodo precedente, anche dopo aver cessato di appartenere alle amministrazioni e ai corpi ivi indicati, purché abbiano svolto l’attività di accertamento negli ultimi dieci anni o abbiano fatto parte delle commissioni di cui al comma 4 per almeno cinque anni. In tutti i casi tale accertamento deve essere effettuato nei gabinetti medici”.

Cosa recita il comma 4 dell’art. 119 del Codice della Strada?

“L’accertamento dei requisiti fisici e psichici è effettuato da commissioni mediche locali costituite dai competenti organi regionali ovvero dalle province autonome di Trento e Bolzano che provvedono altresì alla nomina dei rispettivi presidenti, nei riguardi:
a) dei mutilati e minorati fisici. Nel caso in cui il giudizio di idoneità non possa essere formulato in base ai soli accertamenti clinici si dovrà procedere ad una prova pratica di guida su veicolo adattato in relazione alle particolari esigenze;
b) di coloro che abbiano superato i sessantacinque anni di età e abbiano titolo a guidare autocarri di massa complessiva, a pieno carico, superiore a 3,5 t, autotreni ed autoarticolati, adibiti al trasporto di cose, la cui massa complessiva, a pieno carico, non sia superiore a 20 t, macchine operatrici;
c) di coloro per i quali è fatta richiesta dal prefetto o dall’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri;
d) di coloro nei confronti dei quali l’esito degli accertamenti clinici, strumentali e di laboratorio faccia sorgere al medico di cui al comma 2 dubbi circa l’idoneità e la sicurezza della guida;
d-bis) dei soggetti affetti da diabete per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti C, D, CE, DE e sottocategorie. In tal caso la commissione medica è integrata da un medico specialista diabetologo, sia ai fini degli accertamenti relativi alla specifica patologia sia ai fini dell’espressione del giudizio finale”.

Quanto costa il rinnovo della patente di guida?

Il rinnovo della patente di guida ha dei costi che cambiano a seconda della procedura scelta. La soluzione più comoda è rivolgersi a una scuola guida o un’agenzia di pratiche auto che fissa la visita medica. Il costo è superiore, perché si pagano la visita medica e il prezzo del servizio offerto dalla scuola guida o dall’agenzia.

La cifra è compresa tra i 100 e i 130 euro, è bene informarsi prima comunque e chiedere dei preventivi. Se si vuole invece risparmiare, allora è bene rivolgersi all’ASL per prenotare la visita medica.

Il costo varia in base al luogo di residenza, sicuramente è più basso: in genere spendono 26,20 per i due versamenti, 6,80 euro per la spedizione della nuova patente e infine il costo della visita medica, tra i 60 e i 90 euro.

Dopo essere stati sottoposti alla visita medica per il rinnovo della patente di guida cosa succede?

Possono configurarsi cinque casi: rinnovo della patente, rinnovo della patente per un periodo limitato, declassamento della patente, sospensione a tempo indeterminato della patente e revoca della patente.

In caso di esito positivo?

A partire dal giorno in cui è stata effettuata la visita, il Ministero dei Trasporti comunica un periodo che solitamente è di circa di 3-4 giorni per ricevere la nuova patente a casa. Dopo la visita comunque l’ente comunica in via telematica con la struttura centrale ministeriale l’idoneità per il rinnovo della patente. Questa quindi stampa la nuova patente di guida e la invia presso la residenza del conducente o all’indirizzo indicato.

Cosa succede se la nuova patente di guida non arriva a casa?

In caso di mancato ricevimento della patente entro 15 giorni dalla data della visita medica bisogna contattare il numero verde di Poste Italiane 800979416, dedicato al servizio di “Stampa e consegna patenti e libretti di circolazione”, disponibile 7 giorni su 7 e h24, ma accessibile solo da telefono fisso e non da mobile, oppure il numero verde del Ministero dei Trasporti 800232323, accessibile dalle 8.30 alle 14.00 e dalle 14.30 alle 17.30 dal lunedì al venerdì anche da telefoni mobili.

In quali casi non è possibile la conferma di validità della patente di guida per via telematica?

Richiesta presentata prima di quattro mesi antecedenti la data di scadenza della validità della patente, rinnovi contestuali di patente e di formazione di tipo CQC (Carta di qualificazione del conducente), rinnovi di validità di patente speciale quando è necessario sottoporre il titolare ad esperimento di guida, declassamenti di patente con contestuale conferma di validità, rinnovi di validità di patenti con provvedimenti ostativi attivi (sospensioni a tempo indeterminato, obbligo di revisione senza esito o con esito negativo, sospensioni con termine non concluso) di competenza degli Uffici Motorizzazione civile o degli organi periferici del Ministero dell’Interno, rinnovi di validità di patenti smarrite, sottratte, distrutte per le quali è obbligatorio presentare denuncia presso gli organi competenti e rinnovi di validità di patenti i cui dati non sono leggibili.

In questi casi dove bisogna andare per il rinnovo della patente di guida?

Presso la Motorizzazione Civile presentando la domanda di duplicato della patente di guida, corredata della prescritta documentazione e del certificato medico in bollo.

Come funziona il rinnovo della patente di guida per i cittadini italiani che si trovano all’estero?

Quando il titolare di patente italiana si stabilisce all’estero in uno Stato membro dell’Unione Europea, la circolare n.30/99 del Ministero dei Trasporti stabilisce che la patente scaduta può essere rinnovata solo da un’autorità dello Stato in cui ha sede la nuova residenza. La procedura è simile anche per i cittadini italiani che soggiornano in uno Stato extra UE, regolarmente iscritti all’ A.I.R.E.: il rinnovo della patente viene effettuato dalle autorità diplomatico-consolari, la patente deve essere scaduta da meno di 3 anni o non essere stata revocata in seguito ad una conversione con una patente straniera.


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Info Utili

Patente B: cosa si può guidare?

Cosa si può guidare con la patente B: non solo automobili ma anche furgoni e (a seconda di quando è stata conseguita la licenza) moto…

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Pneumatici, a cosa serve il controllo della profondità del battistrada

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Una delle cose più importanti per una buona manutenzione dell’auto è controllare costantemente lo stato di usura delle gomme. È necessario infatti fare attenzione agli pneumatici, che devono sempre essere ben tenuti, ne va della sicurezza della vettura ed è fondamentale rispettare quanto dice la Legge, per non rischiare di andare incontro a multe anche molto salate. Oltretutto, viaggiare con gomme troppo usurate aumenta i consumi, quindi controllare il battistrada permette anche di avere sempre sulla propria macchina pneumatici che consentono un risparmio nella spesa del carburante. Vediamo a cosa serve il controllo della profondità del battistrada e come è possibile farlo autonomamente.

Controllo del battistrada delle gomme auto: la profondità ideale

Controllare il battistrada degli pneumatici della propria vettura è fondamentale perché la sua profondità influisce sul movimento dell’auto e crea aderenza con il manto stradale. Maggiore è la profondità del battistrada, più alto il livello di aderenza. Le gomme di un’auto nuova hanno una profondità del battistrada che parte solitamente dagli 8/9 mm circa.

La Legge permette di guidare con le stesse gomme auto fino al momento in cui queste raggiungono una profondità del battistrada di circa 1.6 mm, distribuita sul 75% della larghezza dello pneumatico e lungo tutta la circonferenza. Il consiglio comunque è quello si cambiare le gomme estive e All Season nel momento in cui la profondità del battistrada raggiunge i 3 mm, per gli pneumatici invernali invece al raggiungimento dei 4 mm. Il problema infatti è che, raggiunti questi valori, l’usura delle gomme è molto più rapida e pericolosa.

Controllo degli indicatori di usura del battistrada degli pneumatici auto

La prima cosa da fare è controllare gli indicatori del battistrada che si trovano all’interno delle scanalature delle gomme della vettura. Si tratta nello specifico di barre orizzontali di piccole dimensioni che potrebbero anche trovarsi intorno alla circonferenza dello pneumatico. Come si effettua il controllo? È molto semplice, basta sapere che quando il livello di usura raggiunge il livello delle barre, cioè l’indicatore di profondità minima, allora è arrivato il momento di andare a sostituire le gomme.

Una cosa fondamentale da tenere presente però è che gli indicatori mostrano il momento in cui si raggiungono 1.6 mm di profondità, il minimo consentito dalla Legge, ma di molto inferiore a quello che in genere un buon gommista consiglia per una maggiore sicurezza in auto.

Per controllare autonomamente la profondità del battistrada delle gomme auto, parcheggiatela innanzitutto in piano, con freno a mano tirato e girando un po’ lo sterzo, per vedere meglio. Oltre agli indicatori, per una misurazione ancora più precisa, si possono usare anche altri strumenti. Nei negozi di accessori auto potete infatti trovare il calibro di profondità, attrezzo di piccole dimensioni e dal prezzo contenuto, che permette di misurare la profondità della scanalatura delle gomme.

Esiste anche un altro metodo casereccio ma molto usato, quello della moneta, che chiaramente non potrà mai essere così preciso come quelli che abbiamo descritto finora, ma utile sicuramente per tutti coloro che sono meno abili ed esperti con questa tipologia di lavori. Se l’auto monta pneumatici estivi, usate una moneta da 1 euro e mettetela nella scanalatura centrale, se sono visibili le stelle sul bordo, allora la gomma deve essere cambiata perché troppo usurata. Fate la stessa cosa anche per gli pneumatici invernali, ma usate la moneta da 2 euro, il bordo esterno argentato deve essere più basso della scanalatura, altrimenti le gomme vanno sostituite.

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Booster, avviatori d’emergenza, jump starter: la guida completa

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Il booster per auto (noto anche come avviatore d’emergenza o jump starter) è un dispositivo che permette di far ripartire una vettura con la batteria scarica senza bisogno di un altro veicolo di suppporto.

Attenzione, però: il booster non basta per avviare mezzi con una batteria in cattivo stato in quanto l’accumulatore inutilizzato per lungo tempo può essere solfatizzato o difettoso.

Di seguito troverete una guida completa ai booster: come funzionano e quali differenze ci sono tra quelli con batteria al litio e quelli con batteria al piombo.

Booster con batteria al piombo

I booster con batteria al piombo sono più ingombranti, più costosi e più pesanti di quelli con batteria al litio e si scaricano più rapidamente: vanno ricaricati completamente dopo l’acquisto e dopo ogni utilizzo e non vanno mai lasciati in stato di scarico totale. Sono dispositivi che vanno ricaricati ogni due mesi in inverno e ogni mese in estate e alcuni di questi integrano anche un compressore che consente di gonfiare gli pneumatici.

Booster con batteria al litio

I booster con batteria al litio sono delle powerbank pesanti circa mezzo chilo in grado di avviare il motore ma anche di caricare accessori elettronici come computer portatili e smartphone.

I più comuni avviatori d’emergenza con batteria al litio possono – come quelli al piombo – avviare veicoli con batteria da 12V (autovetture con una cilindrata fino a 5 litri se benzina e fino a 3 litri se diesel) ma si scaricano più lentamente: la carica va controllata almeno ogni tre mesi.

Il booster con batteria al litio viene generalmente venduto insieme alle pinze, a due cavi (USB-C e micro USB) e a un adattatore per l’accendisigari dell’auto e comprende luci indicatrici di carica, una torcia per illuminare in caso di condizioni di scarsa visibilità e un indicatore LED che mostra lo stato della pinza quando è collegata alla batteria. Esistono inoltre avviatori waterproof con certificazione IP67 (utilizzabili senza problemi anche in caso di pioggia), antishock (resistenti agli urti) e antipolvere.

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Auto storica, come iscriverla all’ASI e che cosa ne deriva

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Per chi possiede un’auto storica, fare l’iscrizione all’ASI, Automotoclub Storico Italiano, è molto vantaggioso, anche se non è obbligatorio. Registrando però la vettura storica, con più di 20 anni di vita, è possibile beneficiare di differenti vantaggi fiscali sull’assicurazione e sul bollo. C’è una determinata procedura da seguire per l’iscrizione dell’auto all’ASI, per accertare il valore storico del veicolo vengono presi in esame differenti dati tecnici.

Iscrizione dell’auto storica all’ASI: i requisiti

Per essere iscritta all’ASI un’auto deve avere già compiuto 20 anni dalla data di costruzione o dalla prima immatricolazione. Il possessore di una vettura storica iscritta all’albo ottiene le certificazioni che attestano l’autenticità e la rilevanza di un veicolo in quanto storico in maniera ufficiale. Le auto che hanno più di 20 anni vengono radiate d’ufficio dal PRA, lo stabilisce il Codice della Strada all’art. 60, ma per riconoscere la loro rilevanza storica devono possedere questa iscrizione e le relative certificazioni.

Come si fa l’iscrizione dell’auto storica all’ASI?

Per poter iscrivere il proprio veicolo bisogna rivolgersi a un Club Federato ASI, sono presenti in tutta Italia. Vengono richiesti determinati documenti, quindi è necessario presentare:

  • il certificato di proprietà o il foglio complementare;
  • le targhe dell’auto in originale;
  • il libretto di circolazione;
  • la copia del documento di riconoscimento del proprietario dell’auto;
  • i moduli di iscrizione all’ASI, necessari solo per alcune sedi del Club.

Vengono poi richieste alcune foto dell’auto, da differenti angolature. È importante fotografare il telaio dell’auto, il numero infatti è uno degli elementi identificativi più importanti per un’auto storica, uno dei primi fattori che vengono controllati in fase di iscrizione all’ASI, in modo da scongiurare contraffazioni e truffe.

Il Club Federato, una volta ricevuta tutta la documentazione richiesta, valuta le caratteristiche della vettura. La Commissione Tecnica tiene in considerazione fattori differenti, come la somiglianza della carrozzeria e del telaio alla forma originaria dell’auto e l’autenticità delle parti del motore. Se l’esito è positivo allora l’ASI rilascia:

  • Carta FIVA;
  • Certificato di Rilevanza Storica;
  • Certificato di Identità.

Sono tutte attestazioni conformi al Codice Tecnico Internazionale FIVA, la Federazione Internazionale dei Veicoli d’epoca.

Iscrizione di un’auto storica all’ASI: quanto costa?

Ci sono dei costi da sostenere ogni anno per l’iscrizione della vettura storica all’ASI, si tratta di:

  • una quota associativa all’ASI;
  • una quota associativa al Club Federato.

L’importo da pagare all’ASI varia ogni anno, ma solitamente è attorno ai 42 euro circa; il tesseramento ai Club federati invece vede una cifra da versare che varia, ma per delibera del Consiglio Federale ASI, la somma delle spese di iscrizione al Club e all’ASI non può essere di oltre 100 euro.

Iscrizione di un’auto storica all’ASI: quali sono i vantaggi?

L’iscrizione all’ASI non è obbligatoria per legge e ha dei costi da sostenere ogni anno, ma in realtà prevede una serie di agevolazioni che altrimenti vengono negate:

  • tariffa agevolata dell’assicurazione per auto storiche, le vetture iscritte all’ASI beneficiano di una copertura speciale, pagando un premio vantaggioso;
  • bollo auto ridotto, l’importo è dimezzato se l’auto ha un’età compresa tra i 20 e i 29 anni dalla data di immatricolazione;
  • l’auto iscritta all’ASI viene quotata maggiormente, riconosciuta nella sua importanza culturale e storica;
  • può partecipare a gare d’epoca e competizioni selezionate solo un’auto storica iscritta all’ASI.

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Auto a trazione integrale economiche: 10 proposte nuove sotto i 25.000 euro

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Le auto a trazione integrale sono molto amate da chi cerca mezzi in grado di affrontare percorsi in fuoristrada. Il listino è ricco di proposte economiche adatte a tutti i gusti e tutte le tasche.

In questa guida all’acquisto troverete dieci valide proposte 4×4 che costano meno di 25.000 euro.

L’elenco delle dieci auto a trazione integrale più economiche in commercio comprende soprattutto vetture giapponesi e modelli appartenenti al segmento delle piccole SUV, anche se non mancano veicoli di altre categorie provenienti da altre nazioni.

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Dacia Duster 1.5 Blue dCi 4×4 Essential – 17.800 euro

La Dacia Duster 1.5 Blue dCi 4×4 Essential è, secondo noi, la migliore proposta per chi cerca un’auto a trazione integrale economica.

La vivace piccola SUV rumena ha una dotazione di serie da integrare: il climatizzatore, infatti, è optional (500 euro).

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Fiat Panda 0.9 TwinAir Turbo 4×4 – 17.100 euro

La Fiat Panda 0.9 TwinAir Turbo 4×4 è l’auto a trazione integrale più economica del listino.

La variante a quattro ruote motrici della citycar torinese, realizzata sullo stesso pianale della 500, può vantare dimensioni esterne contenute (meno di 3,70 metri di lunghezza) ma è un po’ rumorosetta.

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Fiat Panda Cross – 19.100 euro

La Fiat Panda Cross è una variante della Panda 4×4 caratterizzata da un look ancora più off-road e da una dotazione di serie ricchissima. Non eccezionale, come sulla “cugina”, lo spazio a disposizione delle spalle di chi si accomoda dietro.

Questa versione particolare della citycar piemontese costruita sulla stessa piattaforma della 500 è l’unica auto a trazione integrale economica guidabile dai neopatentati.

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Mahindra XUV500 AWD W6 – 23.900 euro

La Mahindra XUV500 AWD W6 è una SUV media indiana economica a trazione integrale rivolta a chi ha bisogno di spazio: sette posti, un abitacolo immenso e un bagagliaio molto sfruttabile. Migliorabili i costi di gestione: il motore 2.2 turbodiesel – ricco di coppia (330 Nm) e pronto ai bassi regimi – ha una cilindrata elevata che non aiuta chi vuole risparmiare sull’assicurazione RC Auto, consuma parecchio e obbliga a pagare l’Ecotassa a causa delle emissioni elevate di CO2.

Le dimensioni esterne ingombranti (quasi 4,60 metri di lunghezza) e il peso eccessivo penalizzano inoltre l’agilità nelle curve.

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Subaru Impreza Pure – 22.750 euro

La Subaru Impreza Pure è una compatta giapponese a trazione integrale dotata di un buon bagagliaio.

I passeggeri posteriori più alti, però, non hanno molti centimetri a disposizione nella zona della testa.

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Subaru XV 1.6i Pure – 24.500 euro

La Subaru XV 1.6i Pure è una SUV media giapponese a trazione integrale.

Variante in salsa crossover della Impreza, può vantare – come la “cugina” – finiture molto curate.

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Suzuki Swift 4WD – 19.490 euro

La Suzuki Swift 4WD è la variante a trazione integrale della piccola giapponese.

Il motore mild hybrid benzina si accontenta di poco carburante ma non è molto pimpante ai bassi regimi.

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Suzuki Ignis 4WD – 19.250 euro

La Suzuki Ignis 4WD è una piccola SUV mild hybrid benzina a trazione integrale rivolta a chi cerca una 4×4 ecologica e poco assetata.

Agile nelle curve grazie al peso contenuto ma poco pratica (il bagagliaio è piccino), monta un motore povero di cavalli (83) e di coppia (107 Nm) tutt’altro che vivace.

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Suzuki Vitara 1.0 Boosterjet 4WD Cool – 23.980 euro

La Suzuki Vitara 1.0 Boosterjet 4WD Cool è una piccola SUV giapponese a trazione integrale.

Il motore è un 1.0 turbo benzina tre cilindri da 111 CV.

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Suzuki S-Cross 1.4 Boosterjet 4WD Cool – 24.990 euro

La Suzuki S-Cross 1.4 Boosterjet 4WD Cool è l’auto a trazione integrale più costosa tra quelle analizzate in questa guida all’acquisto.

Una crossover 4×4 comoda e silenziosa spinta da un propulsore pronto ai bassi regimi.

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Rc Auto, garanzia Kasko: in che cosa consiste e che cosa copre

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In Italia è obbligatoria la Rc Auto su ogni veicolo a motore, che copre parzialmente o integralmente i danni causati ad altre persone o cose nell’uso del mezzo stesso. Esistono anche delle garanzie accessorie che intervengono quando a provocare il danno è il proprietario stesso dell’auto e non un terzo. La Kasko è sicuramente una delle più note, che rimborsa il contraente in ogni caso, a prescindere dalla sua responsabilità. Vediamo di cosa si tratta.

Rc Auto, che cos’è la Kasko?

La Kasko consente un rimborso che non dipende dalla natura del danno subito ed è una formula consigliata in particolar modo a chi passa molto tempo alla guida dell’auto, principalmente per lavoro; in questi casi infatti il rischio di incorrere in un incidente è maggiore. Se il sinistro avviene a causa di una manovra improvvisa o di una distrazione e qualsiasi altro fattore che non rientra nella copertura della Rc Auto, l’unica salvezza è appunto la Kasko. Una garanzia che permette di avere una maggiore copertura e quindi il diritto di ottenere sempre l’indennizzo assicurativo. Chiaramente comporta una maggiorazione del premio annuo dell’assicurazione, come qualsiasi altra garanzia accessoria alla Rc Auto.

A chi si rivolge la Kasko della Rc Auto?

La Kasko è una garanzia molto indicata a chi passa tanto tempo al volante, chi viaggia parecchio ad esempio per lavoro, oppure si consiglia spesso a chi compra l’auto nuova, di elevato valore, e ai neopatentati. È una garanzia in più per chi ha meno esperienza in auto, per chi vuole ripararsi da eventuali danni di elevato valore o per chi, essendo ogni giorno alla guida, corre ovviamente un rischio maggiore. Le tipologie di Kasko proposte solitamente dalle compagnie assicurative ai clienti sono tre differenti:

  • Kasko a valore intero, senza alcun limite relativo alla copertura;
  • Kasko a primo rischio assoluto, è previsto un massimale fisso, a prescindere dal valore dell’auto;
  • Kasko a primo rischio relativo, si calcola la copertura massima in base al valore del veicolo.

Rc Auto, cosa copre la Kasko?

La Kasko non copre solo i danni causati da terzi al nostro veicolo, ma anche quelli che provochiamo noi stessi alla nostra auto. La copertura prevista può essere totale o parziale. Si chiama Kasko la garanzia che copre totalmente i danni, anche se il sinistro non coinvolge altre auto, a parte il guidatore assicurato. La mini-Kasko invece, chiamata anche polizza collisione, diminuisce la possibilità di risarcimento dei danni causati dal conducente quando provoca un sinistro con altre auto, non prevede quindi la copertura dei danni causati in un sinistro in solitaria. Ci sono anche delle esclusioni a cui è necessario prestare attenzione nel momento in cui si sottoscrive la polizza.

È necessario sapere infatti che non è garantita la copertura nel caso in cui il conducente stia guidando con patente scaduta o ritirata, sotto effetto di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza. Oltretutto non si ottiene l’indennizzo se la causa dell’incidente è attribuibile a oggetti o animali trasportati, oppure per danni dolosi o causati da atti vandalici o eventi atmosferici, infatti per questi casi ci sono altre garanzie accessorie. La Kasko è quindi una garanzia ulteriore che può essere molto utile ad alcuni soggetti assicurati, è necessario valutare se il prezzo vale la necessità di attivarla.

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Patente italiana negli USA o patente internazionale, cosa bisogna sapere

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Se hai intenzione di fare un viaggio in America, allora è bene che tu conosca e rispetti le loro regole, anche per quanto riguarda la guida delle auto. Ci sono alcuni dubbi oggi inerenti alla patente di guida internazionale, se è obbligatoria o se basta avere la patente italiana per guidare negli Stati Uniti. Vediamo alcuni consigli utili e informazioni per chiarire la questione.

Patente italiana negli USA, è valida?

Per guidare negli Stati Uniti e per noleggiare un’auto è sufficiente avere la patente italiana in corso di validità. Se si ha una patente internazionale conforme alla Convenzione di Ginevra del 1949, allora il consiglio è quello di abbinarla alla patente normale, in modo che gli eventuali controlli della Polizia possano essere più semplici e rapidi. Con la licenza di guida italiana si può guidare in tutti i Paesi che fanno parte dell’Unione Europea, ma anche in altri extra-europei e europei fuori dall’Unione.

Patente internazionale negli USA: validità

Esistono due modelli differenti di patente internazionale, negli Stati Uniti d’America serve quella conforme alla Convenzione di Ginevra del 1949, che ha una validità di un solo anno, trascorso il quale va rifatta nuovamente, non può essere infatti rinnovata e devono essere sostenuti nuovamente tutti i costi. Per poter guidare negli USA comunque non serve necessariamente la patente internazionale, ma per ogni eventuale controllo ricordatevi di portare sempre con voi il passaporto.

In ogni caso, la patente internazionale conforme alla Convenzione di Ginevra del 1949 è valida in tutti gli Stati Uniti d’America, senza alcuna distinzione. Non è però indispensabile, ripetiamo infatti che può bastare la patente di guida italiana, valida in qualsiasi situazione, quindi sia per la guida del proprio mezzo che per il noleggio auto. La patente internazionale potrebbe servire solo ed esclusivamente in caso di un soggiorno prolungato, non legato ad una situazione turistica.

Patente internazionale per gli Stati Uniti: come fare la richiesta

Ci sono due vie differenti per poter richiedere la patente internazionale per gli Stati Uniti:

  • presso gli Uffici della Motorizzazione Civile, recandovisi autonomamente;
  • usando i servizi ACI, che richiedono però dei costi aggiuntivi.

Nel primo caso la procedura è la seguente:

  • innanzitutto serve l’apposito modello TT746 che si trova negli uffici stessi;
  • occorrono poi la ricevuta del versamento pari a 10,20 euro da effettuare sul c/c 9001 da bollettino, la ricevuta del versamento pari a 16,00 euro sul c/c 4028, entrambi i bollettini si trovano in posta o alla Motorizzazione, una marca da bollo da 16,00 euro, 2 fototessere di cui una autenticata, la fotocopia fronte e retro della patente di guida italiana in corso di validità.

Usando i servizi ACI invece:

  • innanzitutto è necessario sapere che si paga un sovrapprezzo per la gestione della pratica che facilita i tempi, il costo totale è di circa 76,00 euro;
  • vengono richiesti 2 fototessere di cui una autenticata, la patente di guida italiana valida, la Carta d’Identità valida e il Codice Fiscale.

Il consiglio è di fare la richiesta, in una qualsiasi delle due procedura alternative, almeno due mesi prima del bisogno. Nonostante i tempi di consegna del documento si siano accorciati negli ultimi anni, è sempre bene non arrivare all’ultimo momento e rischiare poi di non ricevere la propria patente di guida internazionale prima di partire per gli Stati Uniti. Ricordiamo che la patente italiana, nel caso in cui ci si rechi negli USA per turismo, è sufficiente.

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BMW serie 5 restyling: foto e dati

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Tempo di restyling per la BMW serie 5: a quattro anni dal lancio la settima generazione dell’ammiraglia bavarese ha beneficiato di numerose modifiche (più tecniche che estetiche).

Di seguito troverete le foto e i dati della rinnovata “segmento E” tedesca a trazione posteriore o integrale, disponibile nelle varianti berlina e station wagon Touring. Il debutto sul mercato è previsto per luglio 2020.

BMW serie 5 restyling: cosa cambia nel design

I principali cambiamenti di design apportati dagli stilisti BMW alla settima evoluzione della serie 5 in occasione del restyling sono concentrati soprattutto nel frontale con la griglia più larga e alta e i fari anteriori più sottili. Tra gli optional troviamo l’impianto full LED con funzione in curva adattiva, abbaglianti BMW Selective Beam con tecnologia a matrice e assistente abbaglianti o il sistema BMW Laserlight.

La zona posteriore è più simile alla versione pre-lifting: terminali di scarico trapezoidali su tutta la gamma e luci dei freni integrate nei gruppi ottici.

Negli interni della BMW serie 5 restyling spiccano invece il volante ridisegnato, i nuovi comandi sulla consolle centrale, il climatizzatore automatico con più funzionalità e – tra gli optional – i sedili multifunzione M o con rivestimento perforato Sensatec e inedite modanature.

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BMW serie 5 restyling: i motori

La tecnologia mild hybrid 48V BMW sbarca ufficialmente su tutti i motori a quattro e sei cilindri della serie 5 restyling.

Per quanto riguarda le versioni ibride plug-in segnaliamo invece il debutto della 530e Touring a quattro cilindri e l’arrivo – a novembre 2020 – della nuova variante 545e a sei cilindri in linea (propulsore 3.0 turbo benzina abbinato a un’unità elettrica, 394 CV di potenza totale e un’autonomia di 54-57 km a emissioni zero).

La gamma motori della BMW serie 5 restyling è composta da nove unità sovralimentate:

  • un 4.4 V8 biturbo benzina da 530 CV (M550i)
  • un 2.0 turbo mild hybrid benzina da 184 CV (520i)
  • un 2.0 turbo mild hybrid benzina da 252 CV (530i)
  • un 3.0 a sei cilindri turbo mild hybrid benzina da 333 CV (540i)
  • un 2.0 mild hybrid turbodiesel da 190 CV (520d)
  • un 3.0 a sei cilindri in linea mild hybrid turbodiesel da 286 CV (530d)
  • un 3.0 a sei cilindri in linea mild hybrid turbodiesel da 340 CV (540d)
  • un 2.0 turbo ibrido plug-in benzina da 292 CV (530e)
  • un 3.0 a sei cilindri in linea turbo ibrido plug-in benzina da 394 CV (545e)

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BMW serie 5 restyling: arriva Android Auto (e non solo)

La BMW serie 5 restyling avrà (finalmente) Android Auto oltre a Apple CarPlay: è questa la novità più importante relativa all’infotainment dell’ammiraglia teutonica.

Da non sottovalutare, inoltre, l’aggiornamento remoto del software, il Control Display centrale standard da 10,25” e optional da 12,3” e il nuovo sistema operativo BMW 7 che permette i servizi del BMW Intelligent Personal Assistant.

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BMW serie 5 restyling: piacere di guida

I clienti della BMW serie 5 restyling possono incrementare il piacere di guida attingendo al ricco listino degli optional: sospensioni sportive M, sospensioni adattive M o sospensioni adattive M Professional con stabilizzazione attiva del rollio.

Senza dimenticare lo sterzo attivo integrale perfezionato ora in grado di ruotare le ruote posteriori anche a velocità inferiori a 3 km/h e la possibilità di avere le pinze freno rosse in alternativa a quelle blu dei freni M Sport.

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BMW serie 5 restyling: gli ADAS

Il Lane Departure Warning incluso con il Driving Assistant (optional) prevede anche il sistema di rientro in corsia tramite l’assistenza dello sterzo mentre lo Steering & Lane Control Assistant del nuovo pacchetto Driving Assistant Professional offrono anche la navigazione attiva (che utilizza i dati del GPS per individuare in anticipo quando sarà richiesto un cambio di corsia).

Tra gli altri dispositivi di assistenza alla guida acquistabili sulla BMW serie 5 restyling troviamo l’assistente di corsia di emergenza che guida automaticamente la vettura fino al bordo ideale della corsia negli ingorghi stradali e il Parking Assistant impreziosito con l’assistente alla retromarcia (che prende il controllo dello sterzo mentre esegue la manovra per distanze fino a 50 metri). Il Drive Recorder consente invece di girare e archiviare video dell’area in cui si trova il veicolo.

BMW serie 5 M Sport Edition

Oltre alla consueta versione M Sport la BMW serie 5 restyling sarà disponibile anche nell’edizione limitata (solo 1.000 esemplari in tutto il mondo) M Sport Edition: pacchetto M Sport, ruote Air Performance specifiche e finitura in vernice metallizzata Donington Grey.

L’articolo BMW serie 5 restyling: foto e dati proviene da Icon Wheels.

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