Fernando Alonso e Esteban Ocon, intervista ai piloti del team Alpine F1

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Fernando AlonsoEsteban Ocon sono i due piloti del neonato team Alpine, scuderia francese al debutto nel Mondiale F1 2021 che raccoglie l’eredità della gloriosa squadra Renault.

Alla vigilia del GP dell’Emilia-Romagna – seconda tappa iridata – abbiamo avuto modo di intervistare, in una videochat insieme a giornalisti di altre testate, i due portacolori della Alpine in Formula 1.

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Fernando Alonso: la stella del team Alpine in F1

Fernando Alonso – nato il 29 luglio 1981 a Oviedo (Spagna) – ha debuttato in F1 con la Minardi nel 2001 e dopo un anno da test driver per la Renault ha corso con la Régie dal 2003 al 2006 ottenendo nelle ultime due stagioni due titoli Piloti e contribuendo alla conquista di due campionati Costruttori. Passato alla McLaren nel 2007, è tornato nel team transalpino l’anno seguente e nel 2010 ha firmato con la Ferrari restando a Maranello fino al 2014. Tra il 2015 e il 2018 ha gareggiato nuovamente con la McLaren e dopo due anni di assenza dal Circus – periodo nel quale ha vinto due 24 Ore di Le Mans (2018, 2019) e un Mondiale endurance WEC (2019) – è rientrato quest’anno al volante della Alpine. Il palmarès del pilota spagnolo in Formula 1 comprende due Mondiali (2005 e 2006), 32 vittorie, 22 pole position, 23 giri veloci e 97 podi.

Hai avuto modo di parlare di recente con il presidente Renault Luca de Meo: cosa pensi della sua visione sul tema Alpine?

Parliamo ogni due settimane, ci scambiamo qualche messaggio o qualche telefonata. Prima dell’esordio in Bahrein era emozionato per il debutto in F1 di Alpine, un giorno storico per il gruppo Renault. È incoraggiante avere un presidente come Luca, abbiamo tutto il supporto da parte sua e non possiamo essere in mani migliori. Dobbiamo solamente dare il massimo.

Oggi i motori ibridi sono il presente della F1. Qual è il tuo punto di vista su questa tecnologia e sulla visione strategica di de Meo che ha parlato di una rivoluzione vera e propria sull’elettrico?

È dove ci porta il futuro: i leader del settore hanno scommesso nel 2014 sulla rivoluzione ibrida e noi come professionisti del motorsport supportiamo la direzione presa dall’industria. Grazie allo sviluppo di questi propulsori nelle corse avremo motori sempre più efficienti sulle auto di serie e tutte le Case che corrono in F1 hanno un vantaggio tecnologico rispetto agli altri marchi.

Hai vinto il GP di Monaco e la 24 Ore di Le Mans e ti manca la 500 Miglia di Indianapolis per ottenere la Triple Crown. Ci riproverai in futuro?

Non lo so, è difficile rispondere a questo. È un obiettivo ancora attraente ma in questo momento faccio fatica a pensare più in là della F1.

C’è più talento in una griglia di partenza di un GP di F1 o della 24 Ore di Le Mans?

La Formula 1 rimane sempre il top del motorsport per i piloti, i meccanici, gli ingegneri e i progettisti. Però in F1 ci sono solo 20 piloti, ci sono più astronauti nel mondo! È come un imbuto che fa passare solo una piccola parte del talento presente nelle altre categorie. Non tutti possono arrivare, hai anche bisogno di colpi di fortuna e di casualità non controllabili: per questo un bambino deve prendere questo meraviglioso sport come un divertimento e non come un lavoro futuro. Non puoi programmarlo come nel tennis in cui compri una racchetta e un paio di scarpe e ti alleni tutti i giorni con l’obiettivo di vincere il Roland Garros. Qui non è così facile: anche con tutto il talento e tutto l’allenamento può darsi che non rientri in quei 20 piloti perché non hai la fortuna di altri.

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Esteban Ocon: il secondo pilota del team Alpine F1

Esteban Ocon – nato il 17 settembre 1996 a Évreux (Francia) – ha debuttato in F1 nel 2016 con la Manor dopo aver mostrato ottime cose nelle categorie minori (campione Formula Renault 2.0 Alps 2012 e campione GP3 2013) e dopo due stagioni con la Force India e un 2019 lontano dal Circus è tornato in Formula 1 nel 2020 con la Renault e quest’anno sta affrontando il Mondiale 2021 al volante della Alpine. In carriera nella massima serie può vantare un 8° posto nel campionato Piloti 2017 e un podio.

Ti sei già abituato al cambiamento del nome della scuderia da Renault ad Alpine?

Non ho ancora sbagliato nelle interviste, ho fatto tutto bene! Renault F1 Team non esiste più. Le persone che compongono la squadra sono più o meno le stesse dello scorso anno ma è tutto chiaro per quanto riguarda il nome.

Hai una Alpine come auto aziendale?

Sì, ho una A110 S che mi aspetta e ho anche una Renault Mégane R.S. Trophy R.

Cosa ti piace della A110 S?

Il suo punto di forza è il peso ridotto: ora consideriamo “leggera” un’auto di 1.500 kg ma quelle veramente leggere e divertenti hanno mille chili come la Alpine. L’ho provata quest’inverno a Silverstone e la mia è una versione “un po’ Esteban Ocon” con il mio logo sul sedile. Un bel regalo.

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Che cosa sono gli pneumatici ricostruiti? Cosa bisogna sapere

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Le gomme auto ricostruite o rigenerate sono un’alternativa all’acquisto di pneumatici nuovi; vengono scelte da molti automobilisti perché non presentano differenze particolari in termini di durata e di qualità, ma bisogna fare attenzione. Vediamo come sono fatti gli pneumatici ricostruiti e tutto quello che bisogna sapere.

Pneumatici rigenerati: di che cosa si tratta

Le gomme ricostruite sono quindi dei particolari pneumatici che sono già stati usati ma recuperati e rigenerati in modo da poterli utilizzare per altri chilometri, senza dover immediatamente comprare nuove gomme (più costose) per la propria auto.

Come sono fatti? Innanzitutto è presente la struttura principale della gomma originaria, che non deve essere mai stata tagliata, bucata o comunque non deve aver subito alcun danno significativo, che compromette la resistenza a rotolamento e pressione, caratteristica fondamentale per una buona gomma.

Agli pneumatici rigenerati viene tolto il vecchio battistrada consumato, sostituito da uno nuovo, che di solito viene prodotto con pneumatici usati che non possono essere rigenerati. Attraverso il processo di vulcanizzazione, la gomma si fonde e si unisce con quella della carcassa che si vuole recuperare, andando quindi a formare un nuovo pneumatico rigenerato.

Questa soluzione, che consente di ottenere delle gomme semi-nuove, è molto semplice e efficace; permette oltretutto di avere degli pneumatici ricostruiti ma in grado di offrire più o meno le stesse prestazioni di quelli di nuova produzione, risparmiando almeno il 50% sul costo d’acquisto, senza correre alcun rischio per la sicurezza.

Come si riconoscono gli pneumatici ricostruiti?

Si possono riconoscere perché sulla spalla è presente la sigla “108 R”, dove “R” significa Retread (pneumatico ricostruito); si può leggere la lettera “E” seguita da 6 cifre, che certifica la fabbricazione della gomma, avvenuta secondo le normative europee. Per quanto riguarda invece i veicoli pesanti, sulle gomme troviamo la sigla “109 R”, questi pneumatici possono essere ricostruiti per tre volte (quelli delle auto una sola).

I vantaggi delle gomme ricostruite

Non preoccupatevi se state valutando la possibilità di montare sulla vostra auto delle gomme ricostruite, questo non significa sottovalutare la sicurezza o le prestazioni del veicolo. Bisogna infatti sapere che gli pneumatici rigenerati si comportano in maniera molto simile rispetto a quelli nuovi, appena usciti dalla fabbrica.

In caso di eventuali difetti di fabbricazione, è bene ricordare che possono avvenire anche durante la produzione di gomme nuove.

I reali vantaggi che derivano dal montaggio delle gomme ricostruite:

  • il risparmio di denaro;
  • il grandissimo contributo per la salvaguardia dell’ambiente, si partecipa attivamente alla riduzione degli sprechi e dell’inquinamento, oltre che allo sfruttamento delle procedure di riciclo e allo sgravio delle operazioni di smaltimento.

Non dimentichiamo infatti che la primissima ragione per cui nasce la procedura di ricostruzione degli pneumatici non è di natura economica, ma green. Ormai si cerca in ogni modo di evitare di danneggiare l’ambiente in maniera irreversibile, vista la quantità di danni che purtroppo è già stata commessa.

Pneumatici ricostruiti: alcuni limiti

Ci sono dei casi in cui comunque si consiglia di optare per l’acquisto di gomme nuove, e non rigenerate. La principale ragione per cui al momento è meglio usare questa tipologia di pneumatici sui mezzi pesanti piuttosto che sulle auto è una sola, ovvero la differenza fondamentale che c’è tra le gomme rigenerate e quelle nuove: la tipologia costruttiva, che prevede una zona di saldatura per le gomme ricostruite chiaramente non presente su quelle nuove.

Voi direte, e quindi? Questa può pregiudicare le prestazioni su strade montane o piene di curve oppure per i guidatori che prediligono uno stile di guida sportivo e quindi gomme che garantiscano ottime performance, senza alcun compromesso.

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Mondiale F1 2021 – GP Emilia-Romagna a Imola: gli orari TV su Sky e TV8

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Credits: Mark Thompson/Getty Images

La F1 sbarca in Italia per il GP dell’Emilia-Romagna: la seconda tappa del Mondiale 2021 sul circuito di Imola sarà trasmessa in diretta in chiaro anche su TV8 (oltre che su Sky). Di seguito troverete gli orari TV, modificati di recente per evitare sovrapposizioni con il funerale del Principe Filippo di Edimburgo (in programma sabato 17 aprile).

La Red BullMax Verstappen sono i favoriti della corsa secondo i bookmaker ma lo erano anche in Bahrein e poi si è visto com’è andata. Occhio quindi alla Mercedes e a Lewis Hamilton.

F1 2021 – GP Emilia-Romagna: cosa aspettarsi

Il circuito di Imola – sede del GP dell’Emilia-Romagna – è un tracciato completo che non offre molte possibilità di sorpasso. Sarà quindi molto importante disputare delle buone qualifiche.

Di seguito troverete il calendario del Gran Premio dell’Emilia-Romagna, gli orari TV su SkyTV8 e il nostro pronostico.

F1 Grand Prix of Bahrain

Credits: Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Bahrain

Credits: Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Bahrain

Credits: Mario Renzi – Formula 1/Formula 1 via Getty Images

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F1 2021 – Imola, il calendario e gli orari TV su Sky e TV8
Venerdì 16 aprile 2021
11:00-12:00 Prove libere 1 (diretta su Sky Sport F1)
14:30-15:30 Prove libere 2 (diretta su Sky Sport F1)
Sabato 17 aprile 2021
11:00-12:00 Prove libere 3 (diretta su Sky Sport F1)
14:00-15:00 Qualifiche (diretta su Sky Sport F1 e TV8)
Domenica 18 aprile 2021
15:00 Gara (diretta su Sky Sport F1 e TV8)

F1 – I numeri del GP dell’Emilia-Romagna
LUNGHEZZA CIRCUITO 4.909 m
GIRI 63
RECORD IN PROVA Valtteri Bottas (Mercedes F1 W11) – 1’13”609 – 2020
RECORD IN GARA Lewis Hamilton (Mercedes F1 W11) – 1’15”484 – 2020
RECORD DISTANZA Lewis Hamilton (Mercedes F1 W11) – 1h28’32”430 – 2020

F1 – Il pronostico del GP dell’Emilia-Romagna 2021

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1° Lewis Hamilton (Mercedes)

Lewis Hamilton ha vinto a Imola lo scorso anno e secondo noi ha buone possibilità di salire sul gradino più alto del podio anche nel 2021.

Il sette volte campione del mondo F1 ha trionfato tre settimane fa in Bahrein nonostante una Mercedes meno performante della Red Bull e domenica correrà su una pista più adatta alle caratteristiche della sua W12.

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2° Max Verstappen (Red Bull)

Max Verstappen secondo gli scommettitori vincerà il GP dell’Emilia-Romagna ma non siamo così tanto sicuri.

Il driver olandese ha sempre deluso in Italia: tre gare non finite nei tre appuntamenti disputati lo scorso anno dalle nostre parti e un quinto posto a Monza nel 2018 come miglior piazzamento.

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3° Valtteri Bottas (Mercedes)

Valtteri Bottas è reduce da due podi negli ultimi due GP disputati e a nostro avviso ha tutte le carte in regola per proseguire la striscia positiva.

Il pilota finlandese lo scorso anno è arrivato secondo a Imola nel Gran Premio dell’Emilia-Romagna.

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Da tenere d’occhio: Sergio Pérez (Red Bull)

Sergio Pérez ha portato a casa un sesto posto nel GP dell’Emilia-Romagna del 2020.

Il messicano è in un ottimo stato di forma – tre piazzamenti in “top 5” negli ultimi cinque GP disputati – e secondo noi potrà disputare un eccellente Mondiale F1 2021.

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La squadra da seguire: Mercedes

La Mercedes ha iniziato benissimo il Mondiale F1 2021 con due vetture sul podio nonostante prestazioni inferiori rispetto alla Red Bull.

La Stella ha ottenuto una doppietta a Imola lo scorso anno e secondo noi può brillare anche in questa edizione del GP dell’Emilia-Romagna.

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MotoGP 2021 – GP Portogallo a Portimão: gli orari TV su Sky, DAZN e TV8

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Credits: Steve Wobser/Getty Images

Il GP del Portogallo a Portimão – terza tappa della MotoGP 2021 – sarà trasmesso in diretta su SkyDAZN e in differita su TV8 (di seguito troverete gli orari TV).

Nella gara lusitana – che vedrà l’attesissimo ritorno di Marc Márquez nove mesi dopo l’incidente di Jerez – assisteremo a un altro duello Yamaha/Ducati o ci sarà spazio anche per la Honda?

MotoGP 2021 – GP Portogallo: cosa aspettarsi

Il circuito di Portimão – sede del GP del Portogallo (corsa mai vinta da una moto italiana nella classe regina del Motomondiale) – è un tracciato molto duro contraddistinto da numerosi saliscendi.

Di seguito troverete il calendario del Gran Premio del Portogallo, gli orari TV su SkyDAZNTV8 e il nostro pronostico.

MotoGP of Qatar – Free Practice

Credits: Steve Wobser/Getty Images

MotoGP of Qatar – Race

Credits: Steve Wobser/Getty Images

MotoGP of Qatar – Qualifying

Credits: Steve Wobser/Getty Images

MotoGP of Qatar – Race

Credits: Steve Wobser/Getty Images

MotoGP of Qatar – Race

Credits: Steve Wobser/Getty Images

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MotoGP 2021 – Portimão, il calendario e gli orari TV su Sky, DAZN e TV8
Venerdì 16 aprile 2021
10:00-10:40 Moto3 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
10:55-11:40 MotoGP – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
11:55-12:35 Moto2 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
14:15-14:55 Moto3 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
15:10-15:55 MotoGP – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
16:10-16:50 Moto2 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
Sabato 17 aprile 2021
10:00-10:40 Moto3 – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
10:55-11:40 MotoGP – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
11:55-12:35 Moto2 – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
13:35-14:15 Moto3 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
14:30-15:00 MotoGP – Prove libere 4 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
15:10-15:50 MotoGP – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
16:10-16:50 Moto2 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
Domenica 18 aprile 2021
10:00-10:20 Moto3 – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
10:30-10:50 MotoGP – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
11:00-11:20 Moto2 – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
12:20 Moto3 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN, differita alle 17:35 su TV8)
14:00 MotoGP – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN, differita alle 19:05 su TV8)
15:30 Moto2 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN, differita alle 20:35 su TV8)

MotoGP – I numeri del GP del Portogallo
LUNGHEZZA CIRCUITO 4,6 km
GIRI 25
RECORD IN PROVA Miguel Oliveira (KTM) – 1’38”892 – 2020
RECORD GARA Miguel Oliveira (KTM) – 1’39”855 – 2020

MotoGP – Il pronostico del GP del Portogallo 2021

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1° Valentino Rossi (Yamaha)

Ovviamente non ci aspettiamo una vittoria da Valentino Rossi ma dopo un inizio di stagione terrificante nonostante una Yamaha valida un risultato importante da parte sua sarebbe paragonabile a un successo. Soprattutto se si considera che il Dottore non termina una gara in “top 10” da oltre sette mesi.

I suoi precedenti nel GP del Portogallo? Cinque vittorie (tra il 2001 e il 2007) e dieci podi totali.

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2° Jack Miller (Ducati)

Per Jack Miller la MotoGP 2021 inizia ufficialmente a Portimão.

Dopo due Gran Premi deludenti in Qatar il centauro australiano ha un disperato bisogno di dare una svolta alla stagione su un tracciato molto amato (secondo lo scorso anno).

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3° Miguel Oliveira (KTM)

Miguel Oliveira ha tanta voglia di ripetere l’exploit dello scorso anno (primo a sorpresa) sul circuito di casa e a nostro avviso ha buone possibilità di riportare sul podio la KTM.

Anche il pilota portoghese ha iniziato male la MotoGP 2021: c’è tempo però per rifarsi.

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Da tenere d’occhio: Pol Espargaró (Honda)

Sarà dura per Pol Espargaró affrontare il GP del Portogallo insieme a Márquez.

Dopo il quarto posto dello scorso anno a Portimão il centauro iberico – reduce da un inizio di stagione tutt’altro che brillante (un ottavo e un tredicesimo posto) – cercherà di dimostrare di essere all’altezza dell’ingombrante compagno di squadra.

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La moto da seguire: Yamaha

Impossibile non considerare la Yamaha come la favorita del GP del Portogallo: il marchio giapponese ha iniziato alla grandissima la MotoGP 2021 trionfando a sorpresa nei primi due appuntamenti in Qatar e non ha alcuna intenzione di fermarsi.

La Casa dei tre diapason può inoltre vantare ottimi precedenti in terra lusitana con ben sette successi nella classe regina del Motomondiale.

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Audi Q4 e-tron: le foto e i dati

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Audi ha svelato le foto e i dati della Q4 e-tron: la SUV media elettrica tedesca – disponibile a trazione posteriore o integrale in due varianti di carrozzeria (“normale” e Sportback) – arriverà nelle concessionarie a giugno.

Le foto dell’Audi Q4 e-tron

Le foto dell’Audi Q4 e-tron Sportback

Audi e-tron: due varianti di carrozzeria

L’Audi e-tron sarà disponibile (come altre SUV della Casa dei quattro anelli: Q3, Q5 e e-tron) nelle varianti “standard” e Sportback. Quest’ultima si distingue per il design più filante e aerodinamico (Cx di 0.26 anziché 0.28), per lo spoiler e per il portellone posteriore ad apertura elettrica.

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Audi Q4 e-tron: le dimensioni

L’Audi Q4 e-tron è lunga 4,59 metri (9 cm meno di una Q5), larga 1,87 metri (come una Ssangyong Korando) e alta 1,63 (esattamente come una e-tron). Il passo è di 2,76 metri.

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Audi Q4 e-tron: la batteria

La batteria “base” da 55 kWh montata dall’Audi Q4 e-tron più accessibile può essere ricaricata fino a 7,2 kW in corrente alternata e fino a 100 kW in corrente continua. L’alternativa da 82 kW presente sulle altre versioni della SUV media elettrica di Ingolstadt può essere caricata fino a 11 kW in AC e fino a 125 kW in DC (dal 5 all’80% in 38 minuti).

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Audi Q4 e-tron: motori, prestazioni e autonomia

Sono tre le versioni dell’Audi Q4 e-tron: due a trazione posteriore con un motore montato dietro (35 da 170 CV e 40 da 204 CV) e la 50 quattro a trazione integrale con due motori elettrici in grado di generare una potenza totale di 299 CV.

L’Audi Q4 e-tron 35 – versione “base” della Sport Utility teutonica a emissioni zero – monta un motore elettrico posteriore da 170 CV e una batteria da 55 kWh che garantisce un’autonomia di 341 km (349 per la Sportback). 160 km/h di velocità massima e 9 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

L’Audi Q4 e-tron 40, variante rivolta a chi cerca la massima autonomia (520 km e possibilità di guadagnare 130 km di percorrenza in 10 minuti grazie alla ricarica veloce), monta un motore elettrico posteriore da 204 CV e una batteria da 82 kWh. Le prestazioni? 160 km/h di velocità massima e 8,5 secondi sullo 0-100.

L’Audi Q4 e-tron 50 quattro è la versione per chi vuole le massime prestazioni: trazione integrale, due motori elettrici (uno davanti e l’altro dietro) da 299 CV, 180 km/h di velocità massima e 6,2 secondi sullo “0-100”. Batteria da 82 kWh e un’autonomia di 488 km (497 per la Sportback).

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Audi Q4 e-tron: il design

Lo stile dell’Audi Q4 e-tron e della Q4 e-tron Sportback è ispirato a due concept mostrate nel 2019 e nel 2020. Fuori troviamo un design riuscito impreziosito da grandi cerchi in lega (da 19 a 21 pollici) mentre dentro spicca la consolle centrale orientata verso il guidatore con un display fino a 11,6”.

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Audi Q4 e-tron: abitabilità e bagagliaio

L’abitacolo dell’Audi Q4 e-tron è spazioso e versatile: 24,8 litri di vani portaoggetti e pratici incavi nei pannelli porta posizionati in prossimità del bracciolo per l’alloggiamento delle bottiglie da 1 litro.

Il bagagliaio ha una capienza di 520 litri che diventano 1.490 quando si abbattono i sedili posteriori: la Sportback risponde con 535/1.460 litri.

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Audi Q4 e-tron: i prezzi

I prezzi per l’Italia dell’Audi Q4 e-tron non sono ancora stati comunicati: in Germania la crossover elettrica dei quattro anelli sarà in vendita a partire da 41.900 euro mentre la Sportback (che arriverà nel terzo trimestre 2021) costerà circa 2.000 euro in più.

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Audi Q4 e-tron: gli optional

La dotazione di serie dell’Audi Q4 e-tron potrà essere arricchita attingendo a un corposo listino degli optional. Tra le “chicche” segnaliamo i fari Matrix LED, le luci diurne con quattro possibilità di personalizzazione, l’head-up display a realtà aumentata, la pompa di calore che sfrutta il calore residuo per riscaldare l’abitacolo, le sospensioni sportive che abbassano l’assetto di 1,5 cm (standard sulle versioni S line), il sistema di controllo della dinamica di marcia Audi drive select (compreso nel prezzo della Sportback), lo sterzo progressivo (di serie sulle Sportback e sulle quattro a trazione integrale) e il cruise control adattivo.

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Che cos’è l’ipnosi autostradale e come si può combattere?

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È un rischio reale e concreto che spesso viene sottovalutato, l’ipnosi autostradale può essere molto pericolosa per chi si trova alla guida della sua auto. Il rischio di subire questa particolare condizione è più alto soprattutto quando si guida su un’autostrada rettilinea quasi deserta per moltissimi chilometri, magari anche da soli.

L’ipnosi autostradale alla guida è una specie di trance che colpisce chi resta per molte ore immobile al volante, senza alcuna reazione. Può essere davvero molto pericolosa per la sicurezza. Quella che oggi chiamiamo ipnosi autostradale alla guida è lo stesso disturbo che un tempo veniva definito come febbre da linea bianca o febbre da strada.

Il nome è cambiato anche perché è proprio sulle autostrade che si corrono i rischi maggiori. Attenzione: lo stato di ipnosi può verificarsi in ogni momento e su qualsiasi tipologia di strada.

Che cos’è l’ipnosi autostradale?

Purtroppo il conducente non si rende conto di entrare in questo stato di trance dato dall’ipnosi autostradale e continua a guidare il veicolo in maniera automatica, senza quasi capire cosa sta effettivamente facendo. Spesso riesce anche ad arrivare a destinazione senza avere la minima reazione e senza ricordare quasi nulla del tempo durante il quale ha guidato. I gesti vengono compiuti in maniera automatica e distratta, senza recepire stimoli esterni. Attenzione: l’ipnosi autostradale alla guida non è la stanchezza al volante, si tratta infatti di due stati mentali e fisici diversi, che non devono assolutamente essere confusi.

Come evitare l’ipnosi autostradale alla guida

Chiaramente il primo consiglio, quello più semplice, per evitare questo stato di trance è rimanere sempre svegli e consapevoli di quello che si sta facendo. Non è facile ovviamente, visto che l’ipnosi inizia senza la volontà del guidatore.

Alcuni consigli per evitare questo stato di trance:

  • bere un caffè prima di intraprendere un lungo viaggio in autostrada;
  • mangiare uno spuntino, qualcosa di leggero, evitando pasti pesanti che possono provocare sonnolenza;
  • ascoltare musica che non piace particolarmente, che quasi “infastidisce”, per restare svegli, senza adagiarsi dal punto di vista mentale con una melodia affine ai propri gusti;
  • non tenere troppo alta la temperatura interna dell’auto, un po’ di fresco aiutare a stare svegli;
  • tenere una postura corretta (qui abbiamo visto quella adatta per i viaggi in moto) e ben dritta, meno comoda e rilassata, per restare sempre più vigili possibile;
  • pianificare il viaggio in autostrada cercando di prevedere diverse pause, se si prevede questo rischio.

Ipnosi autostradale e stanchezza al volante: la tecnologia aiuta

Restare con lo sguardo fisso sulle linee bianche della carreggiata è uno dei motivi che può spingere il guidatore allo stato di ipnosi. Al giorno d’oggi sono stati sviluppati differenti strumenti tecnologici che possono aiutare a ridurre il rischio di cadere in uno stato di trance o di sonnolenza. Si tratta dei sistemi di posizionamento globale, che vengono usati soprattutto dalle aziende di autotrasporti.

Come funzionano? Il GPS analizza il comportamento del soggetto alla guida, monitorando quanti chilometri percorre, la sua andatura, le pause che fa, il tempo che impiega, eventuali azioni ritenute anomale al volante. Utili anche tanti sistemi di assistenza alla guida di nuova generazione presenti oggi sulle auto. Tra questi ad esempio c’è il Lane Keeping Assist System, si tratta del sistema di mantenimento della corsia. In genere si limita ad avvisare il conducente che il veicolo sta per invadere un’altra corsia (eventuale colpo di sonno o distrazione), c’è un altro sistema complementare che addirittura interviene sui controlli del veicolo per riportarlo in carreggiata, ma essendo più invasivo non sempre è presente.

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Crash test Euro NCAP aprile 2021: 5 stelle per Volkswagen ID.4 e Skoda Enyaq iV

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Nella sessione di aprile 2021 dei crash test Euro NCAP la Volkswagen ID.4 e la Skoda Enyaq iV hanno conquistato cinque stelle. Solo due stelle, invece, per le Dacia SanderoLogan.

La vettura migliore testata questo mese è stata la Volkswagen ID.4: la SUV media elettrica tedesca ha ottenuto risultati eccellenti nella protezione degli occupanti e nell’urto laterale con barriera e palo mostrando qualche criticità nell’eccessiva escursione degli occupanti anteriori in caso di crash laterale e nell’assenza del sistema di rilevamento del pedone in retromarcia.

La “cugina” Skoda Enyaq iV – realizzata sullo stesso pianale – si è comportata nello stesso modo con massimi punteggi nella salvaguardia degli occupanti e con un’eccessiva escursione del conducente verso il passeggero accanto in caso di urto laterale. Buona anche la dotazione di ADAS: il monitoraggio del guidatore non è stato valutato in quanto optional e anche in questo caso manca il rilevamento del pedone in retromarcia.

La Dacia Sandero e la variante con la coda Logan (non venduta in Italia) si sono fermate a due stelle nei crash test Euro NCAP a causa soprattutto della scarsa dotazione dei sistemi di assistenza alla guida: è presente solo il rilevamento di allaccio delle cinture di sicurezza e la frenata automatica non è in grado di rilevare pedonibiciclette. Senza dimenticare la protezione marginale o debole del torace, dei femori e del collo per gli occupanti.

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Porsche Taycan, i brividi dell’elettrico

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Il passo non è alto, ma la strada è di grandissimo divertimento guidatorio. Perché per la nota legge che non conta la velocità assoluta ma quella relativa di un mezzo e che l’uomo avverte molto bene frenate e accelerate, portare la nuova Porsche Taycan su verso Varzi e poi ancor più su al passo del Penice e poi giù verso Bobbio e Piacenza è esperienza di potente divertimento.

Va detto che, prima di far muovere gli elettroni, qualche perplessità a vedere una Porsche senza tubi di scarico viene, eccome. Perché al frontale schiacciato senza radiatore ci siamo abituati da quando Porsche nacque, raffreddata prima ad aria e poi, pure col passaggio al liquido i radiatori rimasero sui fianchi senza turbare la purezza della linea delle 356 e poi delle 911. Ma il posteriore così, fa effetto.

Dentro, poi, la tradizione è rispettata col tasto di accensione a sinistra: lo ricordiamo la chiave nelle Porsche è sempre stata inserita a sinistra del piantone, un trucchetto per le partenze veloci a Le Mans, in modo che il pilota una volta entrato in auto avesse la mano destra libera per inserire la marcia. E anche la strumentazione è proprio come ce la si aspetta, con il bel cockpit e la pelle e le cuciture.

Manca una cosa, il cambio non c’è. C’è unicamente il pomello al centro con le tre posizioni Drive-Parking-Retro, ma niente paddle al volante. Il vantaggio dei motori elettrici è questo, la coppia è già massima a un giro, la potenza sale col numero dei giri, ma non serve un sistema di rapporti, basta dar gas, pardon corrente.

E allora, a dar corrente che succede? Che la Taycan fila via velocissima, con un debole fischio (ma c’è un magico tastino che simula ben altro rumore in abitacolo), un’accelerazione violenta, inchiodata al suolo dal baricentro bassissimo con tutte le batterie sotto la scocca e la trazione rigorosamente posteriore.

I numeri? La potenza parte da 326 o 380 CV ma con il Performance Battery Plus la si porta fino a 476 CV, il massimo se non basta la funzione Overboost che alza i cavalli a 408. Tanta potenza è garantita da un pacco batterie da 79,2kWh che, nelle migliori condizioni di utilizzo, dovrebbe garantire un’autonomia tra i 431 e i 484 chilometri.

Poi tutto dipende da come la si guida, perché l’elettrico perde autonomia più velocemente di una macchina tradizionale. Comunque le prestazioni sono a livello Porsche per quanto riguarda l’accelerazione: la Taycan scatta da zero a cento Km/h in 5,4 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 230 Km/h onde evitare di svuotare la batteria troppo in fretta. Quanto tempo ci vuole a ricaricare? Con la fast charge in 22,5 minuti si riempie l’80% della batteria e comunque in cinque minuti si aggiungono 100 chilometri di autonomia.

Molto comoda a questo riguardo è la funzione Plug&Charge: nelle colonnine convenzionate fast charge (tipo Ionity) basta attaccare il cavo alla Porsche e la macchina – riconosciuta con una comunicazione crittografata – si ricarica in automatico senza necessità di inserire codici o far scattare app…

Ed eccoci infine alla domanda cruciale: la Taycan è vera Porsche. Risposta: se non si gode all’odore degli idrocarburi, se il rumore del termico non è fondamentale nella nostra vita, se non si soffre per la dipartita del mitico flat six ma si guarda alla guidabilità da vera sportiva, a come entra ed esce in curva, alle emozioni che sa regalare, all’interno così bello (a proposito niente pelle vera, si rispetta anche la natura animale), ebbene questa Taycan pur nel suo buzz è vera Porsche. Che va trattata con altra testa, rispetto alle sue sorelle a benzina, ma che comunque richiede competenze e polso fermo per farsi guidare al massimo delle potenzialità che – lo ripetiamo – sono altissime.

Prezzo: si parte da 86.471 euro.

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Quanto tempo ci mette l’assicurazione per liquidare un sinistro?

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Le tempistiche per ottenere il risarcimento dei danni provocati da un incidente cambiano a seconda dei casi e dipendono infatti da differenti variabili e fattori. In genere ci possono volere minimo 30 giorni, massimo 120 giorni, ma a volte anche di più.

Le variabili comunque sono molte:

  • se i conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro hanno firmato una constatazione amichevole, allora non bisogna aspettare molto per la liquidazione del danno;
  • se invece ci sono feriti gravi a causa dell’incidente, i tempi si allungano notevolmente.

Vediamo nello specifico quali sono i tempi.

Risarcimento diretto con constatazione amichevole

La constatazione amichevole, modulo che abbiamo già visto, è molto utile per ridurre il più possibile i tempi per la liquidazione del danno da parte dell’assicurazione. Si può ottenere infatti l’indennizzo diretto dalla compagnia assicurativa entro 30 giorni.

Ma cosa intendiamo per risarcimento diretto?

Si tratta di un provvediamo introdotto con il Decreto Bersani del 2007, che ha permesso di ridurre i tempi per il risarcimento, dando la possibilità alla persona coinvolta nel sinistro stradale, e non responsabile, di chiedere la liquidazione del danno direttamente alla propria compagnia assicurativa, e non a quella della controparte.

Devono essere però soddisfatte determinate condizioni:

  • innanzitutto l’incidente deve essere successo in Italia;
  • tutti i soggetti devono essere residenti in Italia;
  • i veicoli coinvolti devono essere al massimo due;
  • nel sinistro non devono essere feriti gravi o morti;
  • deve essersi verificato il contatto tra due veicoli.

La compagnia assicurativa del soggetto che “ha subito” il sinistro, una volta ricevuta la richiesta del proprio cliente, può rifarsi sull’assicurazione di chi ha provocato l’incidente. Il risarcimento può partire subito dopo la denuncia del sinistro, che deve essere fatta entro 3 giorni. Dalla denuncia dell’incidente alla liquidazione del danno in genere trascorrono al massimo 30 giorni.

Risarcimento diretto senza constatazione amichevole

Non serve per forza la constatazione amichevole per fare la richiesta di risarcimento diretto, lo possono richiedere anche i conducenti che non hanno usato il modello CAI per certificare il sinistro. Quindi la richiesta di risarcimento deve essere fatta a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno, allegando la denuncia dell’incidente, che è obbligatoria. La compagnia assicurativa chiede la quantificazione del danno da parte del perito e poi servono dai 60 ai 90 giorni per la liquidazione.

Se il sinistro non ha causato alcun danno alle persone ci vogliono due mesi di solito, per il risarcimento danni per infortunio invece si attendono solitamente 3 mesi.

Quali sono i tempi ordinari per il risarcimento danni da sinistro stradale

Il risarcimento diretto, come abbiamo visto, non è sempre possibile. Quindi, se non ci sono le condizioni necessarie per richiederlo, devono essere applicate le tempistiche ordinarie previste per il risarcimento danni. Non serve l’intervento del perito richiesto dalla compagnia assicurativa, è necessario infatti aspettare il verbale dell’incidente da parte delle autorità venga reso pubblico.

Vediamo nel dettaglio le tempistiche:

  • 90 giorni per incidenti che non hanno causato dei danni alle persone;
  • 120 giorni nel caso in cui il sinistro invece ha provocato feriti.

Le colpe di ogni conducente che è rimasto coinvolto nel sinistro stradale si possono dare e verificare solo dopo la pubblicazione del verbale, è importante far sì che la compagnia del soggetto che ha causato il danno possa elaborare la proposta di risarcimento.

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Alfa Romeo Giulia: modelli, prezzi, dotazioni e foto

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La seconda generazione dell’Alfa Romeo Giulia – nata nel 2016 e sottoposta a un leggerissimo restyling nel 2019 – è una berlina italiana a quattro porte disponibile a trazione posterioreintegrale.

In questa guida all’acquisto dell’Alfa Romeo Giulia – una delle migliori proposte della categoria – analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino della “segmento D” con la coda del Biscione (tranne le varianti esagerate GTAGTAm, affronteremo questi due modelli in un secondo momento): prezzimotori, accessori, prestazionipregidifetti e chi più ne ha più ne metta.

Le foto dell’Alfa Romeo Giulia

Alfa Romeo Giulia: le caratteristiche principali

La seconda serie dell’Alfa Romeo Giulia è una berlina costruita con cura caratterizzata da dimensioni esterne non esagerate (meno di 4,70 metri di lunghezza). Difficile trovare in commercio una “segmento D” più coinvolgente nelle curve.

Il divano posteriore è largo ma i centimetri a disposizione delle gambe di chi si accomoda dietro sono pochi.

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Alfa Romeo Giulia: gli allestimenti

Gli allestimenti dell’Alfa Romeo Giulia sono otto: Rosso EdizioneBusiness, SprintExecutiveTiVeloceVeloce Ti Quadrifoglio.

Alfa Romeo Giulia Rosso Edizione

L’Alfa Romeo Giulia Rosso Edizione – costosa e con una dotazione di serie povera – offre:

Interni

  • Nuovi sedili in tessuto nero con cuciture rosse
  • Batticalcagno in alluminio
  • Cornici interne nere
  • Volante in pelle con comandi multifunzione e tasto di avviamento integrato
  • Sedili anteriori con 6 regolazioni manuali
  • Quadro strumenti con display TFT a colori da 7″
  • Specchio retrovisore interno elettrocromico

Esterni

  • Cerchi in lega da 18″ a turbina
  • Fari anteriori Bi-Xenon 25W
  • Doppio terminale di scarico cromato
  • Lavafari
  • Fari posteriori LED
  • Pinze freno rosse by Brembo

Tecnologia/sicurezza/comfort

  • Nuovo Alfa Connect 8,8″ Multitouch (Radio, Mp3, Aux-in, Bluetooth)
  • Sintonizzatore radio DAB
  • Sensori di parcheggio posteriori
  • Alfa Connected Services
  • Accensione automatica degli anabbaglianti con sensore crepuscolare
  • Sensore pioggia
  • Climatizzatore automatico bizona
  • Start & Stop
  • Alfa DNA Drive Mode System
  • Autonomous Emergency Brake (AEB) con riconoscimento pedoni
  • Lane Departure Warning (LDW)
  • Forward Collision Warning (FCW)
  • Integrated Brake System (IBS)
  • Specchietti esterni ripiegabili elettricamente
  • Integrazione Apple Car Play – Android Auto
  • Sensori di parcheggio anteriori
  • Telecamera posteriore con griglie dinamiche

Alfa Romeo Giulia Business

L’Alfa Romeo Giulia Business ha un prezzo interessante (costa 1.000 euro più della Rosso Edizione a parità di motore) e ha una dotazione di serie povera:

Interni

  • Batticalcagno standard (no alluminio)
  • Specchio retrovisore interno elettrocromico

Esterni

  • Cerchi in lega da 16″ a doppie razze

Tecnologia/sicurezza/comfort

  • Nuovo Alfa Connect 8,8″ Multitouch
  • Adaptive Cruise Control
  • Bocchette climatizzazione sedili posteriori
  • Dispositivo rilevamento odori
  • Parabrezza atermico
  • Vano portaoggetti su plancia refrigerato
  • Ingresso USB posteriore
  • Presa di corrente 12V
  • Keyless entry (porte anteriori)

Alfa Romeo Giulia Sprint

L’Alfa Romeo Giulia Sprint – cara e povera – costa 2.000 euro più della Business a parità di motore e ha una dotazione di serie che comprende:

Interni

  • Sedili techno-leather/tessuto
  • Pedaliera sportiva in alluminio
  • Nuovo volante sportivo in pelle
  • Inserti in alluminio su plancia, tunnel centrale e pannelli porta
  • Specchio retrovisore interno elettrocromico

Esterni

  • Cerchi in lega da 18″ bruniti a 5 fori
  • Finiture esterne Dark miron su calandra, terminali di scarico, logo Giulia
  • Pinze freno nere by Brembo

Tecnologia/sicurezza/comfort

  • Sensori di parcheggio anteriori
  • Telecamera posteriore con griglie dinamiche
  • Adaptive Cruise control
  • Presa 12V nel bagagliaio

Alfa Romeo Giulia Executive

L’Alfa Romeo Giulia Executive, cara e povera, costa 3.000 euro più della Business a parità di motore e aggiunge:

Interni

  • Sedili techno-leather/tessuto
  • Nuovo volante sportivo in pelle
  • Batticalcagno in alluminio

Esterni

  • Cerchi in lega da 18″ design

Tecnologia/sicurezza/comfort

  • Active Blind Spot
  • Driver Attention Assist
  • Traffic Sign Recognition (TSR)
  • Lane Keep Assist
  • Sensori di parcheggio anteriori
  • Telecamera posteriore con griglie dinamiche
  • Accensione automatica degli abbaglianti
  • Specchi retrovisori esterni elettrocromici

Alfa Romeo Giulia Ti

L’Alfa Romeo Giulia Ti, non molto ricca, costa 4.500 euro più della Executive a parità di motore e aggiunge:

Interni

  • Sedili in pelle “Pieno Fiore”
  • Plancia e pannelli porta rivestiti in pelle
  • Sedili anteriori con regolazione elettrica a 8 vie riscaldati
  • Inserti in vero legno quercia o noce su plancia e tunnel centrale
  • Nuovo volante in pelle Lusso riscaldato
  • Pedaliera in alluminio
  • Sedile posteriore abbattibile 40/20/40 con poggiabraccio integrato

Esterni

  • Cerchi in lega da 18″ a raggi
  • Cornice cristalli esterna cromata

Tecnologia/sicurezza/comfort

  • Traffic Jam Assist
  • Highway Assist System
  • Intelligent Speed Control
  • Wireless Charger

Alfa Romeo Giulia Veloce

L’Alfa Romeo Giulia Veloce – costosa e povera – aggiunge alla dotazione della Sprint:

Interni

  • Sedili sportivi in pelle
  • Sedile guidatore con regolazioni elettriche a 6 vie e memoria
  • Sedile passeggero con regolazioni elettriche a 6 vie
  • Sedili anteriori con fianchetti regolabili
  • Sedili anteriori riscaldati
  • Nuovo volante in pelle sportivo riscaldato
  • Palette cambio in alluminio al volante
  • Imperiale scura
  • Sedile posteriore abbattibile 40/20/40 con poggiabraccio integrato

Esterni

  • Cerchi in lega bruniti da 19″ Performance
  • Paraurti anteriore e posteriore specifici Veloce
  • Nuovi paraurti e passaruota in tinta vettura
  • Cerchi posteriori differenziati
  • Dischi freno maggiorati

Tecnologia/sicurezza/comfort

  • Nuovo Alfa Connect Navi 8,8″ Multitouch (Radio, Navigatore, Mp3, Aux-in, Bluetooth)
  • Keyless entry (porte anteriori)
  • Luce di cortesia su maniglie porte
  • Accensione automatica degli abbaglianti
  • Specchi retrovisori esterni elettrocromici
  • Active Blind Spot
  • Driver Attention Assist
  • Lane Keep Assist

Alfa Romeo Giulia Veloce Ti

L’Alfa Romeo Giulia Veloce Ti – cara ma ricca – costa 6.000 euro più della Veloce a parità di motore e aggiunge:

Interni

  • Sedili sportivi Quadrifoglio in pelle e Alcantara
  • Paraurti anteriore e posteriore sportivo
  • Plancia e pannelli porta rivestiti in pelle
  • Sedili anteriori con 6 regolazioni manuali

Esterni

  • Cornice cristalli nero lucida
  • Fari anteriori Bi-Xenon 35W con Adaptive Frontlight System
  • Lavafari

Tecnologia/sicurezza/comfort

  • Alfa Dynamic Suspension
  • Traffic Jam Assist
  • Highway Assist System
  • Intelligent Speed Control
  • Wireless Charger
  • Traffic Sign Recognition (TSR)

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

L’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, la versione che ci sentiamo di consigliare, ha un prezzo interessante in rapporto alle prestazioni offerte e una dotazione di serie non molto ricca:

Interni

  • Sedili sportivi Quadrifoglio in pelle e Alcantara
  • Sedili anteriori con 6 regolazioni manuali
  • Nuovo volante Quadrifoglio in pelle con tasto di avviamento integrato di colore rosso
  • Inserti in fibra di carbonio
  • Plancia e pannelli porta rivestiti in pelle
  • Palette cambio al volante in alluminio
  • Pedaliera sportiva in alluminio
  • Omologazione 5 posti

Esterni

  • Cerchi in lega da 19″ Quadrifoglio
  • Fari anteriori Bi-Xenon 35W con Adaptive Frontlight System (AFS)
  • Pinze freno con finitura anodizzata
  • Finiture esterne Dark miron su calandra, terminali di scarico, logo Giulia
  • Vetri posteriori privacy
  • Cornice cristalli nero lucido
  • Quattro terminali di scarico Quadrifoglio
  • Paraurti specifici Quadrifoglio
  • Minigonne Quadrifoglio
  • Badge Quadrifoglio
  • Sottoscocca coperto
  • Fari posteriori bruniti LED

Tecnologia/sicurezza/comfort

  • Nuovo Alfa Connect Navi 8,8″ Multitouch (Radio, Navigatore, Mp3, Aux-in, Bluetooth)
  • Apple CarPlay/Android Auto
  • Accensione automatica degli anabbaglianti con sensore crepuscolare
  • Accensione automatica degli abbaglianti
  • Sensori di parcheggio anteriori e posteriori
  • Telecamera posteriore con griglie dinamiche
  • Adaptive Cruise Control
  • Climatizzatore automatico bizona
  • Keyless entry (porte anteriori)
  • Portellone elettrico
  • Parabrezza atermico a infrarossi
  • Specchio retrovisore interno elettrocromico
  • Specchietti retrovisori esterni elettrocromici e ripiegabili elettricamente
  • Active Blind Spot
  • Driver Attention Assist
  • Traffic Sign Recognition (TSR)
  • Lane Keep Assist
  • Traffic Jam Assist
  • Highway Assist System
  • Intelligent Speed Control
  • Wireless Charger
  • Alfa Chassis Domain Control (CDC)
  • Alfa Active Suspension – Sospensioni attive
  • Hill Descent Control – Sistema di controllo in discesa
  • Lane Departure Warning (LDW)
  • Forward Collision Warning (FCW)
  • Autonomous Emergency Brake (AEB) con riconoscimento pedoni
  • Integrated Brake System (IBS)

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Alfa Romeo Giulia: modelli e prezzi di listino

Di seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni dell’Alfa Romeo Giulia. La ganma motori della berlina lombarda è composta da sette unità sovralimentate, tutte abbinate a un cambio automatico (convertitore di coppia) a 8 rapporti più orientato al comfort che al piacere di guida.

  • un 2.0 Turbo benzina da 201 CV
  • un 2.0 Turbo benzina da 250 CV
  • un 2.0 Turbo benzina da 280 CV
  • un 2.9 V6 biturbo benzina da 510 CV
  • un 2.2 Turbodiesel da 160 CV
  • un 2.2 Turbodiesel da 190 CV
  • un 2.2 Turbodiesel da 210 CV

Alfa Romeo Giulia 2.0 Turbo 200 CV (da 47.500 euro)

L’Alfa Romeo Giulia 2.0 Turbo 200 CV (prezzi fino a 55.000 euro) – versione “base” a benzina della berlina del Biscione – ospita sotto il cofano un motore ricco di cavalli e di coppia (330 Nm) molto scattante (6,6 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h). Migliorabili il sound, l’erogazione (debole ai bassi regimi e non eccezionale in allungo) e i consumi.

Alfa Romeo Giulia 2.0 Turbo 250 CV (55.400 euro)

L’Alfa Romeo Giulia 2.0 Turbo 250 CV ospita sotto il cofano un motore 2.0 turbo benzina da 250 CV.

Alfa Romeo Giulia 2.0 Turbo 280 CV (da 58.900 euro)

L’Alfa Romeo Giulia 2.0 Turbo 280 CV (prezzi fino a 65.900 euro) è una berlina vivace (solo 5,2 secondi sullo “0-100” per la variante Q4 a trazione integrale) penalizzata da un’erogazione poco pronta ai bassi regimi e da un sound non molto coinvolgente.

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio (91.000 euro)

L’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio è la variante a benzina che ci sentiamo di consigliare: una “segmento D” sportivissima in grado di essere comoda e silenziosa quando la si guida in modo tranquillo. Il motore 2.9 biturbo ha dei costi di gestione non esagerati – merito della cilindrata contenuta e dei consumi interessanti in rapporto alla cavalleria – ma avremmo gradito più coppia (600 Nm), una risposta più reattiva ai bassi regimi e un sound più cattivo nell’uso “normale”.

Alfa Romeo Giulia 2.2 Turbodiesel 160 CV (da 45.000 euro)

L’Alfa Romeo Giulia 2.2 Turbodiesel 160 CV (prezzi fino a 48.000 euro) è la versione diesel “entry level” della berlina tricolore. Il motore 2.2 ha una cilindrata elevata che non aiuta a risparmiare sull’assicurazione RC Auto, non brilla alla voce “consumi” ed è un po’ rumoroso al minimo ma si riscatta con una grande quantità di coppia (450 Nm). Poco convincente l’erogazione, debole ai bassi regimi e poco pimpante in allungo.

Alfa Romeo Giulia 2.2 Turbodiesel 190 CV (da 48.500 euro)

L’Alfa Romeo Giulia 2.2 Turbodiesel 190 CV (prezzi fino a 56.000 euro) – la versione diesel che ci sentiamo di consigliare – è una berlina ricca di coppia (450 Nm), grintosa (“0-100” in 7,1 secondi) e poco assetata di gasolio (20,8 km/l). Il motore 2.2 ha una cilindrata elevata che non aiuta chi vuole risparmiare sull’assicurazione RC Auto ed è un po’ rumorosetto, come il “cugino” da 160 cavalli. Anche in questo caso l’erogazione concentrata in un numero ridotto di giri non è il massimo.

Alfa Romeo Giulia 2.2 Turbodiesel 210 CV (58.700 euro)

L’Alfa Romeo Giulia 2.2 Turbodiesel 210 CV (prezzi fino a 64.700 euro) è disponibile esclusivamente a trazione integrale: una berlina potente, ricca di coppia (470 Nm), comoda, silenziosa nei lunghi viaggi e in grado di offrire prestazioni molto interessanti (6,8 secondi sullo “0-100”). Va detto, però, che diverse rivali offrono propulsori con una cilindrata più contenuta e con un’erogazione migliore ai bassi e agli alti regimi. Consumi altini.

 

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Alfa Romeo Giulia: gli optional

La dotazione di serie dell’Alfa Romeo Giulia andrebbe a nostro avviso arricchita con la vernice metallizzata (1.100 euro). Sull’allestimento Rosso Edizione aggiungeremmo il sistema di allarme perimetrale e volumetrico (500 euro) e il Bi-Xenon Lighting Pack (500 euro: fari anteriori Bi-Xenon 35W con Adaptive Frontlight System e lavafari).

Quest’ultimo pacchetto starebbe bene anche sugli allestimenti BusinessSprintExecutiveTiVeloce insieme al tetto panoramico apribile elettricamente (1.700 euro), optional che andrebbe acquistato anche sulla Veloce Ti insieme all’allarme perimetrale e volumetrico (accessorio che starebbe bene anche sulla Quadrifoglio).

Alfa Romeo Giulia usata

Le Alfa Romeo Giulia usate sono facilissime da trovare e hanno prezzi interessanti: bastano meno di 15.000 euro per una 2.2 Turbodiesel 180 CV automatica Super del 2016.

 

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