Gaudenzio Bono, una vita per la Fiat

Gaudenzio Bono è un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla Fiat. Da braccio destro di Vittorio Valletta ha contribuito a rendere la Casa torinese una delle aziende più importanti d’Europa ed è stato addirittura ad un passo dalla presidenza. Scopriamo insieme la sua storia.Gaudenzio Bono, la biografiaGaudenzio Bono nasce a Torino il 17 maggio 1901. Dopo aver conseguito la laurea in ingegneria al Politecnico del capoluogo piemontese nel 1923 viene chiamato dopo pochi mesi dalla Fiat e trascorre gli anni ’20 facendo carriera all’interno della Casa torinese.Nel 1931 viene nominato vicedirettore del marchio SPA (appartenente alla Fiat e specializzato nella produzione di autocarri), l’anno seguente inizia ad insegnare tecnologia speciale dell’automobile al Politecnico di Torino e nel 1939 diventa direttore della SPA.Dopo la guerraNell’aprile del 1945, al termine della Seconda Guerra Mondiale, il Comitato di liberazione nazionale estromette dalla Fiat Giovanni Agnelli e Vittorio Valletta e nomina una gestione provvisoria formata da persone non compromesse con il fascismo. Gaudenzio Bono fa parte di questo gruppo di direttori.Insieme ad Arnoldo Fogagnolo gestisce il collegamento tra la vecchia dirigenza rappresentata da Valletta e la nuova. Nel 1946 viene siglato un accordo per reintegrare Valletta come presidente Fiat e Bono viene nominato direttore generale.Gli anni ’50Negli anni ’50 Gaudenzio Bono lavora a stretto contatto con Vittorio Valletta e insieme consentono alla Fiat di crescere in Italia, in Europa e nel mondo. Nel 1955 viene nominato amministratore delegato e due anni più tardi lascia l’insegnamento.Quasi presidenteNella metà degli anni Sessanta Bono è il candidato principale a sostituire Valletta (che si sta avvicinando alla pensione) nel ruolo di presidente Fiat. È lo stesso Vittorio che lo annuncia in una riunione ufficiale nel 1964.Nel 1966, però, Gianni Agnelli decide di prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia e Gaudenzio Bono resta amministratore delegato e vicepresidente della Casa torinese fino al 1974. Scompare a Torino l’11 novembre 1978.
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