Richard Parry-Jones: l’uomo della rivoluzione Ford

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Credits: Ian Waldie/Getty Images

Gli anni ‘90 per Ford sono stati una specie di “età dell’oro”: nell’ultimo decennio del XX secolo la Casa dell’Ovale Blu ha prodotto una serie di auto “normali” molto piacevoli da guidare.

Una scelta – presa da Richard Parry-Jones – che ha contribuito a rivoluzionare l’immagine del brand. Scopriamo insieme la storia di questo ingegnere gallese scomparso recentemente, un uomo che ha forgiato una generazione di tecnici di altissimo livello come Ulrich Eichhorn (progettista della prima generazione della Bentley Continental GT e fino a qualche anno fa responsabile ricerca e sviluppo Volkswagen) e Matthias Tonn, attualmente leader del team che si occupa di “adattare” al mercato europeo le Ford nate per l’America come la Mustang, la Mustang Mach-E e la Explorer.

Richard Parry-Jones: la biografia

Richard Parry-Jones – nato a Bangor (Regno Unito) nel 1951 – entra in Ford come tirocinante già a 18 anni e nel 1973 consegue la laurea in ingegneria meccanica presso l’Università di Salford.

I primi ruoli di responsabilità

Dopo anni di gavetta Richard viene nominato nel 1982 responsabile di progetto per le piccole della Casa dell’Ovale Blu e tre anni più tardi viene promosso a responsabile del reparto ricerca e tecnologia.

Nel 1986 Richard Parry-Jones diventa leader del team che si occupa delle concept car, due anni dopo si trasferisce negli USA per gestire la sezione statunitense di questo reparto ma nel 1990 torna in Europa per dirigere lo stabilimento di Colonia in Germania.

I primi capolavori

La mano di Parry-Jones nei progetti Ford comincia a vedersi all’inizio degli anni ‘90: l’ingegnere gallese interviene sulla prima generazione della Mondeo del 1992 dimostrando che anche una classica berlina da famiglia può essere piacevole da guidare. La vettura si aggiudica nel 1994 il prestigioso riconoscimento di Auto dell’Anno.

Nella seconda metà degli anni ‘90 il concetto di divertimento viene portato anche nei segmenti delle citycar (con la Ka del 1996) e delle piccole coupé con la Puma del 1997.

La Focus

La vettura più importante progettata da Richard Parry-Jones è senza dubbio la prima generazione della Focus nata nel 1998. La compatta dell’Ovale Blu conquista il pubblico e la critica (prima vettura di sempre ad aggiudicarsi il premio di Auto dell’Anno sia in Europa che in Nord America) grazie a forme originali e seducenti e a un comportamento stradale da dieci e lode.

Il piacere di guida è dovuto alla scelta di Parry-Jones di montare costose sospensioni posteriori Control Blade (in poche parole un sistema multilink più evoluto) risparmiando sui materiali usati per la plancia mentre per quanto riguarda lo stile (caratterizzato da linee spigolose e da originali gruppi ottici posteriori rialzati) è sempre lo stesso Richard a suggerire agli stilisti di rinunciare alle forme filanti – di moda in quel periodo – e di aumentare lo spazio interno. Il motivo? L’aumento dell’altezza e del peso medio dei clienti.

Il no a Volkswagen

Dopo il successo della Focus Richard Parry-Jones riceve da Ferdinand Piëch l’offerta di diventare direttore tecnico Volkswagen. L’ingegnere britannico rifiuta, a differenza di altri suoi sottoposti che passano a Wolfsburg per occuparsi della quinta generazione della Golf.

Gli ultimi anni

Parry-Jones continua a lavorare in Ford fino al 2007 ricoprendo diversi ruoli: direttore tecnico, responsabile ricerca e sviluppo e vicepresidente dello sviluppo prodotto.

Nel 2011 viene nominato amministratore delegato di Network Rail – società che gestisce le infrastrutture ferroviarie del Regno Unito – e scompare il 16 aprile 2021 nella sua fattoria in Galles in seguito a un attacco cardiaco.

L’articolo Richard Parry-Jones: l’uomo della rivoluzione Ford proviene da Icon Wheels.

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