Filtro antiparticolato dell’auto: come fare la manutenzione

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Il filtro antiparticolato è uno dei sistemi più importanti presenti nelle vetture alimentate a gasolio, in particolare si tratta di un fondamentale dispositivo che serve a depurare i gas di scarico dell’auto diesel e ad abbattere le polveri sottili. Oggi lo troviamo già su alcune macchine che fanno parte della categoria Euro 4, ma è diventato obbligatorio in seguito, dalla classe Euro 5.

Com’è fatto il filtro antiparticolato dell’auto?

Si chiama anche DPF, che sta per diesel particulate filter, il filtro antiparticolato sembra una sorta di catalizzatore, in cui i condotti però sono chiusi ad un’estremità, in modo che i gas possano passare attraverso le pareti porose, mentre il particolato viene trattenuto all’interno. I gas di scarico così vengono emessi dall’auto ripuliti dalle particelle dannose. Nel momento in cui la quantità di particolato arriva ad un livello prestabilito, che varia a seconda della macchina e dell’uso che se ne fa, in media ogni 500 km, si innesca il processo di rigenerazione, che è automatico e serve per procedere con la pulizia. Il filtro antiparticolato è un dispositivo fondamentale sulle vetture diesel oggi, come lo sono appunto la sua rigenerazione e la pulizia periodica.

La funzione di questo filtro è quella di ripulire le emissioni dalle polveri sottili e oltretutto si tratta di un sistema importante per la determinazione della classe inquinante a cui appartiene la vettura. Per funzionare a dovere necessita di una rigenerazione svolta periodicamente e di una manutenzione regolare.

I possibili problemi del filtro antiparticolato e come procedere

Il filtro antiparticolato ha una vita media che oscilla tra i 130mila e i 200mila km circa, chiaramente varia in maniera molto sensibile in base all’utilizzo dell’auto. Se avete una macchina diesel con questo dispositivo e la usate soprattutto a regime di rotazione del motore e a velocità costanti, quindi percorrete principalmente strade extraurbane o autostrade, allora il filtro può arrivare anche alla soglia dei 200.000 km in perfetta efficienza, e addirittura superarla.

Se invece l’utilizzo che fate della vostra auto avviene principalmente in contesti urbani, allora la vita operativa del filtro antiparticolato si riduce di molto. C’è una cosa da tenere presente, molto importante: il sistema Stop & Go, ad esempio, che si attiva spesso nel traffico cittadino, non permette il completamento del ciclo di rigenerazione del filtro, che invece è fondamentale. Per questo motivo si consiglia a chiunque utilizzi l’auto solo in città, di percorrere periodicamente un breve tragitto extraurbano, in modo da attivare la rigenerazione e quindi mantenere il filtro integro e perfettamente efficiente.

Come avviene la rigenerazione del filtro antiparticolato

La rigenerazione del filtro antiparticolato è di fondamentale importanza e, in condizioni ideali, avviene automaticamente ogni 400-500 km circa, in base a quanto particolato si è accumulato nel filtro, senza che nemmeno ci si accorga dell’avvio del procedimento, mentre ci si trova al volante della propria vettura. Alcune auto presentano una spia nel quadro che si accende nel momento in cui dovrebbe iniziare il ciclo di rigenerazione, che richiede di ripristinare il livello dell’additivo, che serve per la buona riuscita del processo. Basta recarsi in un’officina specializzata per occuparsi del rabbocco dell’additivo, in modo che la spia si spenga e la rigenerazione possa avere inizio e concludersi con successo.

Manutenzione del filtro antiparticolato: la pulizia periodica

Il filtro antiparticolato necessita di controlli periodici che permettono di evitare malfunzionamenti, che possono anche causare dei danni molto gravi all’auto. È bene avere cura del filtro antiparticolato, essendo infatti un elemento dotato di un livello tecnologico molto elevato, doverlo sostituire potrebbe essere molto costoso.

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