Monthly Archives: Marzo 2016

Stig Blomqvist: il re della neve

Stig Blomqvist è probabilmente il pilota di rally più forte di sempre sulla neve: il campione del mondo WRC 1984 ha conquistato infatti ben sette edizioni del Rally di Svezia e se l’è sempre cavata egregiamente sui fondi a scarsa aderenza. Scopriamo insieme la storia del driver svedese: un mito del motorsport che, nonostante il nome di battesimo, non ha niente in comune con Top Gear.Stig Blomqvist: la storiaStig Blomqvist nasce il 29 luglio 1946 a Örebro (Svezia) e appena ottiene la patente – a 18 anni – inizia subito a farsi notare nei rally locali. Debutta in una corsa all’estero nel 1965 – il 1000 Laghi in Finlandia (valido per il campionato europeo) – al volante di una Saab 96 terminando la gara in 48° posizione.Nel 1968 ottiene il primo podio nel campionato svedese grazie al secondo posto allo Smålandsrallyt mentre per il primo successo a livello nazionale – all’Östgötarallyt – bisogna attendere il 1969.Successi internazionaliStig Blomqvist sorprende il mondo nel 1970 quando a soli 24 anni arriva secondo nel Rally di Svezia (valido per il Campionato internazionale costruttori) mentre l’anno seguente riesce a migliorarsi salendo sul gradino più alto del podio e vincendo anche il RAC nel Regno Unito e il 1000 Laghi valido per l’europeo.La seconda vittoria al Rally di Svezia per Stig arriva già nel 1972 e la terza nel 1973 (primo anno del Mondiale WRC). Nello stesso periodo riesce a trionfare anche a Cipro nel campionato continentale.Il mago della neveNella seconda metà degli anni ’70 Stig Blomqvist è il pilota da battere sulla neve ma si dimostra valido anche su altre superfici a scarsa aderenza: nel 1975 porta a casa la corsa locale Polar Bergslagsrally valida per l’europeo, nel 1976 sale sul gradino più alto del podio della Boucles de Spa in Belgio con la Saab 99 EMS e con la stessa vettura si aggiudica per la quarta volta il Rally di Svezia iridato nel 1977 (anno in cui trionfa all’Hankiralli in Finlandia con una Saab 96).Non solo SaabBlomqvist nel 1978 corre per la prima volta al volante di un’auto non Saab e termina al quarto posto in Svezia con la Lancia Stratos. Dopo aver affrontato lo Jänner Rallye 1979 in Austria con una Lancia Beta Montecarlo torna all’ovile con la Saab 99 Turbo: conquista il quinto Rally di Svezia e il South Swedish Rally europeo (successo bissato nel 1980, anno in cui arriva un’altra Boucles de Spa).La parentesi TalbotNel 1981 la Saab abbandona ufficialmente il motorsport e Stig Blomqvist si ritrova a correre con la Talbot Sunbeam Lotus: con questa vettura arriva terzo al RAC iridato e secondo al South Swedish Rally continentale.L’Audi quattroStig viene chiamato dall’Audi nel 1982. Al volante della Quattro vince due rally iridati (Svezia e Sanremo) e due continentali (Hankiralli e South Swedish) mentre l’anno seguente si concentra nel Regno Unito: trionfa nel RAC iridato e diventa campione britannico grazie a quattro successi (Mintex, Galles, Scozia – valido anche per il campionato europeo – e Ulster).Il primo (e unico Mondiale)Nel 1984 Stig Blomqvist dimostra al mondo di essere un pilota di rally completo conquistando il Mondiale WRC grazie a cinque vittorie (Svezia, Acropoli, Nuova Zelanda, Argentina e Costa d’Avorio) e ad un secondo posto a Monte Carlo.L’anno successivo chiude il campionato in seconda posizione ma non riesce mai a salire sul gradino più alto del podio (tre secondi posti: Svezia, Acropoli e 1000 Laghi).Cambiare autoLa seconda metà degli anni ’80 vede Stig Blomqvist prendersi tante soddisfazioni alla guida di vetture diverse: nel 1986 vince il South Swedish europeo con la Ford RS200 e arriva terzo in Argentina con la Peugeot 205 Turbo 16, nel 1987 arriva secondo al RAC e terzo al 1000 Laghi con una Ford Sierra e al volante della berlina dell’Ovale Blu porta a casa una seconda piazza in Svezia nel 1988.Nel 1989 conquista la Race of Champions, arriva quinto in Svezia con un’Audi 200 Quattro, secondo con la Lancia Delta nella Boucles de Spa valida per l’europeo e terzo nel Safari alla guida di una Volkswagen Golf.Gli anni ’90Gli anni ’90 di Stig Blomqvist si aprono, nel 1990, con il secondo trionfo alla Race of Champions. Nel 1991 termina in quinta posizione al Safari con una Nissan Sunny e con la compatta giapponese ottiene l’ultimo podio iridato in carriera arrivando 3° nel Rally di Svezia 1992.Il resto del decennio vede il pilota scandinavo alternarsi tra rally “normali” e rally storici al volante di numerose vetture (Ford Escort e Puma, Opel Calibra, Porsche 911, Skoda Favorit e Felicia: tra i risultati più rilevanti segnaliamo il 7° posto al Safari con la Escort (ultimi punti iridati).Gli anni ’00Stig Blomqvist continua a correre i rally “veri” anche negli anni ’00 con vetture come la Mitsubishi Lancer, la Skoda Octavia e la Subaru Impreza ma ottiene le più grandi soddisfazioni con le “storiche”, come l’Audi Quattro, la Ford Falcon e la Vauxhall Firenza: vince la Londra-Sydney del 2000 con la Ford Capri e nel 2004 (anno di conquista della Pikes Peak con una Ford RS200) si aggiudica il Roger Albert Clark con una Ford Escort.Con la Escort riesce a vincere nel 2009 il Midnattssolsrallyt nel suo Paese natale e il Colin McRae Historic del 2011 mentre l’ultimo successo rilevante nelle gare d’epoca risale al 2015 con il trionfo nel Safari con la Porsche 911.
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Isuzu Trooper (1987): dura e pura ma anche comoda

La Isuzu Trooper prima generazione restyling – svelata nel 1987 – è una fuoristrada giapponese dura e pura (non chiamatela SUV, potrebbe offendersi) che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 rappresentò un’alternativa più comoda (ma meno dotata nell’off-road estremo) alle connazionali Mitsubishi, Nissan, Suzuki e Toyota. Oggi si trova abbastanza facilmente a meno di 4.000 euro.Isuzu Trooper (1987): le caratteristiche principaliLa Isuzu Trooper viene presentata ufficialmente nel 1981 e i primi esemplari (pochissimi) vengono commercializzati in Italia tre anni più tardi grazie alla filiale nostrana della General Motors ma è solo nel 1987 – in occasione del restyling – che grazie a dazi doganali meno severi sbarca ufficialmente nei nostri listini.I punti di forza di questa 4×4 sono parecchi: il cambio a cinque marce (che contribuisce a mantenere i consumi di carburante ad un livello accettabile) e il comfort di marcia, superiore a quello delle rivali dell’epoca. Tra le note negative segnaliamo invece le prestazioni deludenti, il comportamento stradale (poco rassicurante) e quello in fuoristrada (va in crisi sui percorsi più duri) e le finiture non molto curate.Isuzu Trooper (1987): la tecnicaLa Isuzu Trooper del 1987 – commercializzata fino al 1991 – è disponibile a tre (4,28 metri di lunghezza) o a cinque porte (4,63 metri) e monta un motore turbodiesel piuttosto fiacco: un 2.2 turbodiesel da 72 CV che permette alla fuoristrada giapponese di raggiungere una velocità massima di soli 130 km/h.Isuzu Trooper (1987): le quotazioniLa prima generazione restyling della Isuzu Trooper – venduta dal 1987 al 1991 – è un mezzo interessante per gli appassionati di fuoristrada d’epoca e si trova abbastanza facilmente. Le quotazioni recitano 2.000 euro ma in realtà è impossibile trovarla a meno di 3.000.
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Nissan, 29 milioni di euro per aumentare la produzione di Qashqai

Quando la domanda supera l’offerta. È il caso di Nissan, che dovrà aumentare la produzione di Qashqai – crossover più venduto in Europa – per poter far fronte a una richiesta sempre crescente del pubblico. Un po’ di numeriLa crescita del mercato dei crossover generato con Qashqai è talmente elevata che persino 300.000 vetture prodotte all’anno sulla Linea 1 dello stabilimento Nissan di Sunderland, la produzione 24 ore/7 giorni su 7 e la realizzazione di una vettura ogni minuto non sono sufficienti a soddisfare tutte le richieste dei clienti in Europa.Per questo motivo gli ingegneri di Nissan stanno modificando la Linea 2 a Sunderland per generare una produzione aggiuntiva di Qashqai, che equivale a un ulteriore investimento nella fabbrica di 22 milioni di sterline (29 milioni di Euro).I primi veicoli supplementari in produzione sono previsti prima della fine del 2016, in vista della prossima fase di sviluppo di Qashqai nel 2017 quando diventerà la prima vettura di Nissan in Europa con la tecnologia ‘Piloted Drive’.Nissan attualmente produce sulla Linea 1 di Sunderland, che opera su una base di tre turni, Qashqai per il segmento C e la 100% elettrica Nissan LEAF, il veicolo elettrico più venduto al mondo.La produzione sulla Linea 2, che continuerà ad operare su una base di due turni, attualmente include Nissan Juke per il segmento B dei Crossover, Nissan Note e il compatto premium Infiniti Q30.A Sunderland il più grande impianto automobilistico britannicoNissan sta celebrando quest’anno il 30° anniversario della fabbrica di Sunderland, che è cresciuta fino a diventare il più grande impianto automobilistico britannico di tutti i tempi, sostenendo quasi 40.000 posti di lavoro nel Regno Unito e producendo una su tre di tutte le auto prodotte in Gran Bretagna.
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BMW, la fornitura alla Polizia Stradale di Roma

BMW fornisce alla Polizia Stradale di Roma auto e moto destinate al personale per il controllo del territorio.La Polizia di Stato ha acquistato dalla Casa bavarese 278 BMW 320d Touring e 240 moto – 45 R1200RT, e 195 F700GS – per le attività di controllo del territorio.Vetture dotate di telecamere e moto con equipaggiamenti “speciali” Le principali novità di equipaggiamento, che si aggiungono al “tradizionale” allestimento previsto per i servizi di polizia stradale, delle autovetture BMW 320d Touring, riguardano principalmente il pannello luminoso abbattibile a messaggio variabile collocato sul tettino che fornisce notizie utili all’utenza ed il tablet di bordo, che consente di ottenere, in tempo reale, informazioni su veicoli e persone grazie al collegamento con le banche dati in uso alle forze di polizia, e di trasmettere dati e comunicazioni alla Sala Operativa.Il veicolo è inoltre dotato di una telecamera ad alta definizione che permette di effettuare riprese su strada che possono essere utilizzate nella ricostruzione di incidenti stradali o come supporto in attività operative ed investigative; il veicolo è altresì provvisto di un sistema di geolocalizzazione che consente alla Sala Operativa di verificare costantemente la posizione delle pattuglie utilizzando la cartografia digitale.Novità anche per le nuove motociclette, con la fornitura delle nuove BMW R 1200 RT il motore dei mezzi in dotazione passa da una cilindrata di 850 cc all’attuale 1200 cc, con diversi accorgimenti di design nella carenatura e nei complementi di equipaggiamento.Lo scorso anno sia per EXPO a Milano che successivamente per il Giubileo a Roma, BMW Italia ha contribuito alla sicurezza delle manifestazioni (ancora una volta insieme alla Polizia) con una flotta di 4 BMW i3 e 6 scooter elettrici C evolution all’insegna della mobilità sostenibile, dando modo agli agenti di provare direttamente come la visione del futuro a emissioni zero sia, non solo possibile, ma addirittura già una realtà consolidata, senza nulla perdere in termini di prestazioni, sicurezza e piacere di guida.
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Manhart: Mini F300

La Mini John Cooper Works è la variante più sportiva della piccola anglotedesca. Come sempre, però, nel mondo del tuning non è mai abbastanza, così il preparatore Manhart ha deciso di mettere le mani sulla piccola compatta JCW.Se di serie la Mini più radicale della gamma ha a disposizione 231 CV, nel caso di questa elaborazione, dal quattro cilindri che alloggia sotto il cofano, vengono estrapolati fino a 300 CV.Rinominata F300, la Mini di Manhart sfoggia una livrea dipinta con il leggendario colore British Racing Green con linee longitudinali dorate, cerchi da 19 pollici, specchietti retrovisori e adesivi laterali anch’essi in giallo oro.All’interno dell’abitacolo troviamo alcuni ritocchi che rendono esclusiva questa Mini F300 di Manhart, come ad esempio la tappezzeria in Alcantara per i sedili e il volante, le cuciture a contrasto dorate e i tappetini bordati Manhart.Ma è sotto al cofano, come anticipato, che si concentra la parte più interessante di questo tuning. Grazie all’ottimizzazione della centralina, ad un nuovo intercooler e al nuovo sistema di scarico firmato Remus, la potenza del 2.0 litri raggiunge la cifra tonda di 300 CV con una coppia massima di 470 Nm.Dopo questo upgrade migliorano, naturalmente, anche le prestazioni della Mini John Cooper Works che ora scatta da 0 a 100 in 6,1 secondi.
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Kia Sportage e Optima, premiate per il design e non solo

Il nuovo Kia Sportage e la berlina Optima hanno ricevuto il celebre riconoscimento iF Design Awards, che va ad aggiungersi ai già numerosi premi legati al design che la Casa coreana ha conquistato nel corso degli ultimi anni. “Siamo molto felici di ricevere riconoscimenti che testimoniano la qualità del lavoro dei nostri designer nello sviluppo di nuovi modelli – commenta Giuseppe Bitti, Amministratore Delegato di Kia Motors Italia –. La nuova interpretazione del concetto SUV di Sportage e l’eleganza di Optima rappresentano due sfaccettature del design Kia; si tratta di modelli per noi fondamentali, rappresentativi di un’evoluzione estetica, ma anche qualitativa che ci permette, oggi, di ritagliarci un ruolo di primissimo piano all’interno del panorama dei brand generalisti “.Va precisato che la giuria indipendente del premio valuta, oltre al design, le doti di innovazione, finitura, sicurezza e impatto ambientale.Kia SportageKia Sportage è un SUV-crossover compatto, raffinato, con una linea personale e distintiva. Gli interni ridisegnati uniscono il senso di modernità con la qualità elevata dei materiali e delle soluzioni costruttive, all’avanguardia nella praticità, nel comfort e nella sicurezza.Monta nuovi motori Euro6, che hanno migliora le prestazioni e l’efficienza. Così come è migliorato anche il livello delle caratteristiche dinamiche. Per la prima volta la gamma Kia Sportage viene offerta anche con le specifiche “GT Line”, destinate ai clienti che desiderano aggiungere al divertimento di guida un gusto estetico particolare.A parità di versatilità e di caratteristiche di base, le versioni “GT Line” si distinguono per l’intonazione sportiva di molti particolari e di alcune regolazioni.Kia OptimaLa nuova berlina Kia Optima si è evoluta e trasformata in modo importante dal suo esordio sui mercati globali nel 2010.Il carattere sofisticato del design, le linee nette e la silhouette slanciata conferiscono a questa vettura una particolare presenza su strada, che si accompagnano a caratteristiche tecniche ed equipaggiamenti all’avanguardia per il comfort e i sistemi di assistenza alla guida e le motorizzazioni; fra le quali figura anche un efficientissimo sistema ibrido plug-in, destinato a debuttare in Italia entro la fine del 2016 unitamente alla versione Station Wagon presentata a Ginevra.
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Skoda Octavia e Superb: novità per le versioni destinate alle flotte aziendali

Skoda amplia la gamma Octavia e Octavia Wagon proponendo due nuove versioni della berlina di segmento C, rivolte soprattutto alle flotte aziendali, Executive ed Executive Plus. Novità anche per l’ammiraglia Superb che nell’allestimento Executive, sarà disponibile anche con la motorizzazione 1.6 TDI 120 CV.Octavia Executive ed Executive PlusBasate sull’allestimento Ambition della tre volumi ceca, queste due varianti destinate ai professionisti aggiungono alla dotazione di serie il sistema di navigazione Amundsen, la connessione Bluetooth con comandi vocali, il volante multifunzionale, la vernice metallizzata e i sensori di parcheggio posteriori.In termini di prezzo sulle singole dotazioni, il vantaggio della Executive ammonta al 48% e sarà disponibile con alle motorizzazioni TSI e TDI. La best in class in efficienza è la variante Wagon 1.6 TDI da 90 CV che vanta consumi medi di 3,8l/100 km.Per quanto riguarda l’allestimento Executive Plus, il vantaggio economico per i clienti è del 34% con in dotazione i gruppi ottici anteriori bi-xeno con LED diurni, le luci posteriori in tecnologia a LED, il sistema Light Assistant e i fendinebbia bruniti. Le motorizzazioni disponibili per questo allestimento sono il 1.6 TDI 110 CV e il 2.0 TDI 150 CV anche con trazione integrale 4X4, oltre alla variante G-TEC con motorizzazione bivalente benzina/metano 1.4 TSI 110 CV (3,5 kg/100 km).Superb Executive 1.6 TDI 120 CVNovità anche per l’ammiraglia Superb nell’allestimento Executive che accoglie in listino la motorizzazione 1.6 TDI 120 CV Greenline. Grazie all’assetto ribassato di 15mm, ai pneumatici a bassa resistenza al rotolamento e all’aerodinamica rivista nella parte posteriore raggiunge i 209 km/h (206 km/h per la station) e consumi ai vertici della categoria, pari a 3,7 l/100 km nel ciclo combinato.Tra l’equipaggiamento di serie troviamo i gruppi ottici adattivi bi-xeno con AFS (Adaptive Frontlight System) con lavafari integrati e luci diurne a LED, il navigatore satellitare “Amundsen” con USB e connettività Apple, Aux in, 2 slot per scheda SD, SmartLink, comandi vocali e mappa per Europa, vernice metallizzata, cerchi in lega da 17 pollici e volante multifunzione.
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BMW 220i by McChip-Dkr

A due anni dal suo lancio sul mercato, la BMW Serie 2 Coupé riceve un nuovo tuning, firmato McChip-Dkr. Il preparatore di Mechernich (Colonia, Germania) ha scelto come base del suo lavoro la versione docile della gamma, la 220i.Estetica rivistaDal punto di vista estetico la coupé compatta bavarese riceve degli interessanti ritocchi, naturalmente in chiave racing. Sfoggia un nuovo paraurti anteriore con prese d’aria laterali dotate di griglia a nido d’ape e cerchi LV1 firmati MBDesign da 19 pollici gommati con pneumatici dal profilo basso.L’assetto ribassato grazie a nuove sospensioni regolabili KW e gli adesivi sportivi che ricoprono la livrea contribuiscono a rendere la Serie 2 Coupé di McChip-Dkr ancora più aggressiva.Upgrade per il quattro cilindri: due step di potenzaIl lavoro più interessante è stato fatto però sotto al cofano. Il 4 cilindri da 2 litri (di serie da 184 CV e 270 Nm di coppia massima) subisce un upgrade che passa per la sovralimentazione (nuovo turbocompressore e intercooler maggiorato), la gestione elettronica (rimappatura della centralina) e l’impianto di scarico (completamente nuovo).Due sono gli step di potenza messi a disposizione: il primo eleva la potenza del quattro cilindri fino a 225 CV e 540 Nm di coppia, il secondo, più radicale, arriva invece fino a ben 320 CV e 590 Nm. In quest’ultimo caso la velocità massima della coupé di Monaco è di 260 km/h.
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Mercedes a Milano AutoClassica 2016

Lo stand Mercedes a Milano AutoClassica 2016 celebra il passato della Stella ma non dimentica il presente. Nella rassegna lombarda dedicata alle auto d’epoca, giunta alla quinta edizione e in programma da oggi fino al 20 marzo, la Casa tedesca ha festeggiato i 130 anni dal brevetto della Patent Motorwagen (il primo veicolo stradale a propulsione autonoma) di Karl Benz, ha mostrato la nuova Smart fortwo cabrio e ha fatto conoscere al pubblico il mondo dell’usato garantito FirstHand.A Milano AutoClassica 2016 è inoltre possibile ammirare altre icone del marchio di Stoccarda come la 300 SL “Ali di gabbiano”, la scocca bianca di una W113 e una W113 blu. Ultimo, ma non meno importante, il progetto Classic Car Travel (un tour con vetture d’epoca lungo 1.200 km) realizzato da Daimler Lab in collaborazione con Nostalgic, società teutonica che dal 2003 organizza viaggi in Provenza e in Toscana al volante di SL da collezione.
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Kia Sportage (1995): SUV d’epoca

La prima generazione della Kia Sportage – nata nel 1993 ma sbarcata nei listini italiani nel 1995 – è stata determinante per far conoscere il marchio coreano in Europa. Questa SUV – “mamma” di una serie di modelli apprezzatissimi in tutto il mondo – può avere un futuro come auto d’epoca: è stata la prima vettura del brand asiatico assemblata nel Vecchio Continente. Oggi analizzeremo la prima versione lanciata in assoluto (quella più interessante dal punto di vista storico), facile da trovare a meno di 2.000 euro.Kia Sportage (1995): le caratteristiche principaliLa Kia Sportage che arriva in Italia nel 1995 – costruita in Germania dal carrozziere Karmann – si fa subito notare dai nostri connazionali: merito del design moderno e tondeggiante e di un prezzo contenuto.Nonostante le forme da fuoristrada (ruota di scorta sporgente) e la trazione integrale (posteriore + anteriore inseribile) non è adatta all’off-road duro e puro – come tutte le SUV, d’altronde – ma chi si aspetta il comfort offerto dalle generazioni arrivate dopo può rimanere deluso visto che su asfalto è piuttosto rumorosa e ruvida.Kia Sportage (1995): la tecnicaLa Kia Sportage del 1995 (unico anno da noi preso in considerazione in quanto quello del lancio nel nostro Paese) è disponibile esclusivamente a cinque porte e monta un motore 2.0 aspirato a benzina di origine Mazda da 128 CV. Anche la base tecnica arriva dalla Casa giapponese e più precisamente dal veicolo commerciale Bongo.Kia Sportage (1995): le quotazioniAcquistare una Sportage del 1995 può essere un vero affare: questa SUV asiatica si trova facilmente, ha quotazioni basse (meno di 2.000 euro), può vantare un design ancora oggi gradevole ed è molto importante dal punto di vista storico perché è grazie a lei che la Casa coreana è diventata un colosso automobilistico.
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