Auto sportive usate: Lamborghini Gallardo

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Ovviamente ci vuole portafogli gonfio per potersi permettere una supercar. Oltre al prezzo d’acquisto infatti ci sono i tagliandi, le gomme e la benzina, oltre al superbollo. Ma se siete abbastanza fortunati da poter spendere 80.000 euro per una Porsche Cayman S (quello che viene a costare con qualche optional), sappiate che per lo stesso prezzo potrete portarvi a casa una Lamborghini Gallardo prima serie.

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LA LAMBO AUDI

La Lamborghini Gallardo è nata ormai nel lontano (aimé) 2003; mi sembra ieri. Soprannominata “baby lambo”, la Gallardo è stata la prima vera e propria entry level della Casa di Sant’Agata. Doveva essere la rivale diretta della Farrari 360 Modena, e con 500 CV di potenza – contro i 400 della Rossa – aveva tutte le carte per brillare. Il suo V10 5,0 litri è uno dei motori dal suono più dolce ma allo stesso tempo rabbioso che abbia mai sentito. Fu criticato per la sua erogazione un po’ “piatta” (il V8 Ferrari era più cattivo vicino ala zona rossa), ma in quanto a spinta non c’erano dubbi. La prima generazione di Gallardo scatta da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi e raggiungeva i 310 km/h di velocità massima.

A mettere a terra i cavalli ci pensa la trazione integrale a giunto viscoso che trasmette la maggior parte della coppia all’asse posteriore, in modo da rendere la dinamica più sportiva e la guida più divertente. Ma fare i traversi con lei non è cosa semplice.

La scelta della trasmissione invece si divide in due: manuale a sei rapporti (con lo splendido cambio a ghiera in alluminio) oppure un cambio sequenziale robotizzato a sei rapporti, così brusco da farvi venire la nausea, ma adatto al carattere dell’auto.
Detto questo, l’auto è facile da guidare e piuttosto pratica, a patto che si non si disinseriscano i controlli e la si spinga al limite, in quel caso è meglio sapere quello che si fa.

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IL MERCATO DELL’USATO

Certo, la Lamborghini Gallardo ha qualche annetto sulle spalle, ma rimane una vettura esotica e appagante da guidare. È anche abbastanza compatta e sufficientemente agile nel traffico; le portiere poi si aprono in maniera “normale” (non a forbice come sulla Murcielago) e la visibilità è buona. Di contro ci sono i consumi stratosferici e il superbollo. Ma pur sempre di uno sfizio per ricchi si tratta. È anche una vettura affidabile, questo grazie allo zampino dei tedeschi, che l’hanno resa una supercar guidabile davvero tutti i giorni.
Tra gli 80.000 e i 90.000 euro si trovano moltissimi esemplari con pochi km, alcuni anche molto recenti (abbiamo trovato una LP 560-4 a 91.000 euro). Non resta che scegliere bene e…portarla sulle strade giuste.

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Top Five Usato: SUV a benzina piccole e compatte, quale scegliere

Nissan Qashqai 1.2 DIG-T Acenta (80 punti)Nissan Qashqai 1.2 DIG-T Acenta (80 punti)

Peugeot 2008 PureTech Turbo 110 Black Matt (67 punti)Peugeot 2008 PureTech Turbo 110 Black Matt (67 punti)

Hyundai Tucson 1.6 Comfort (65 punti)Hyundai Tucson 1.6 Comfort (65 punti)

Jeep Renegade 1.6 Longitude (57 punti)Jeep Renegade 1.6 Longitude (57 punti)

Opel Mokka 1.6 Cosmo b-Color (50 punti)Opel Mokka 1.6 Cosmo b-Color (50 punti)

 

Le SUV a benzina a trazione anteriore sono vetture adatte a chi cerca un veicolo pratico e trendy e non percorre molti chilometri: nella “top five” di questo mese, vinta dalla Nissan Qashqai, abbiamo analizzato cinque proposte piccole e compatte del 2015.

La Sport Utility giapponese ha superato facilmente due rivali extraeuropee (la coreana Hyundai Tucson e la statunitense Jeep Renegade) e due del Vecchio Continente (la tedesca Opel Mokka e la francese Peugeot 2008). Scopriamo insieme la classifica, che prende in considerazione modelli con potenze comprese tra 110 e 135 CV.

Nissan Qashqai 1.2 DIG-T Acenta (80 punti)Nissan Qashqai 1.2 DIG-T Acenta (80 punti)

8.0
/10

1° Nissan Qashqai 1.2 DIG-T Acenta

Difficile trovare una SUV compatta a benzina migliore della Nissan Qashqai 1.2 DIG-T Acenta: la crossover giapponese monta un motore pronto ai bassi regimi e caratterizzato da una cilindrata elevata che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto e può inoltre vantare un bagagliaio molto sfruttabile quando si abbattono i sedili posteriori.

Trovarla non è difficile: mettete in conto una spesa di 16.500 euro.

Nissan Qashqai 1.2 DIG-T Acenta (80 punti)Nissan Qashqai 1.2 DIG-T Acenta (80 punti)

Peugeot 2008 PureTech Turbo 110 Black Matt (67 punti)Peugeot 2008 PureTech Turbo 110 Black Matt (67 punti)

6.7
/10

2° Peugeot 2008 PureTech Turbo 110 Black Matt

Il punto di forza della Peugeot 2008 PureTech Turbo 110 Black Matt? Indubbiamente il motore. Nonostante i soli tre cilindri (che si fanno sentire esclusivamente a freddo) il propulsore 1.2 sovralimentato – oltre ad essere incredibilmente silenzioso – regala una spinta corposa ai bassi regimi, prestazioni molto interessanti (“0-100” in 9,9 secondi), una coppia notevole (205 Nm) e consumi bassissimi (21,7 km/l dichiarati).

Rispetto alle rivali analizzate in questa “top five” è più piccola, più facile da parcheggiare (4,16 metri di lunghezza) e più divertente da guidare ma anche meno versatile: lo spazio per i passeggeri posteriori e per le valigie non è il massimo. Contraddistinta da qualche imprecisione di troppo nelle finiture ma anche da una dotazione di serie molto ricca (navigatore, sensore pioggia e vernice metallizzata), si porta a casa con 13.600 euro ma è impossibile da trovare: la maggioranza dei clienti ha preferito spendere meno e prendere le 1.2 aspirate.

Peugeot 2008 PureTech Turbo 110 Black Matt (67 punti)Peugeot 2008 PureTech Turbo 110 Black Matt (67 punti)

Hyundai Tucson 1.6 Comfort (65 punti)Hyundai Tucson 1.6 Comfort (65 punti)

6.5
/10

3° Hyundai Tucson 1.6 Comfort

La Hyundai Tucson 1.6 Comfort presenta tanti punti di forza da non sottovalutare: una garanzia valida fino al 2020, un abitacolo spazioso per le spalle e le gambe dei passeggeri posteriori e costruito con cura e un bagagliaio immenso. L’affidabile SUV coreana non è facile da trovare ed è piuttosto cara: da nuova nel 2015 costava 23.700 euro e oggi i pochi esemplari disponibili hanno mantenuto quotazioni alte (oltre 20.000 euro) in quanto rari e con pochi chilometri percorsi.

L’ingombrante (4,48 metri di lunghezza) crossover asiatica ospita sotto il cofano un motore potente (132 CV) ma poco grintoso ai bassi regimi. Non eccezionale la dotazione di serie: il navigatore e il sensore pioggia erano optional.

Hyundai Tucson 1.6 Comfort (65 punti)Hyundai Tucson 1.6 Comfort (65 punti)

Jeep Renegade 1.6 Longitude (57 punti)Jeep Renegade 1.6 Longitude (57 punti)

5.7
/10

4° Jeep Renegade 1.6 Longitude

La Jeep Renegade 1.6 Longitude monta un motore carente di coppia (152 Nm) e presenta qualche imprecisione negli assemblaggi dei pannelli della carrozzeria. Ottimo, in compenso, lo spazio a disposizione della testa dei passeggeri posteriori più alti e non è da sottovalutare la posizione di guida rialzata che consente di dominare il traffico.

Da nuova costava poco (22.500 euro): oggi le sue quotazioni recitano 16.000 euro ma è introvabile visto che la maggioranza dei clienti ha preferito – giustamente – spendere qualcosa in più per le più riuscite 1.4 turbo MultiAir.

Jeep Renegade 1.6 Longitude (57 punti)Jeep Renegade 1.6 Longitude (57 punti)

Opel Mokka 1.6 Cosmo b-Color (50 punti)Opel Mokka 1.6 Cosmo b-Color (50 punti)

5.0
/10

5° Opel Mokka 1.6 Cosmo b-Color

La Opel Mokka 1.6 Cosmo b-Color si acquista con 16.000 euro ma è impossibile trovarla visto che i clienti della Cosmo non hanno ritenuto rilevante spendere qualche euro in più per la carrozzeria bicolore.

La SUV tedesca è una buona auto ma non se abbinata a questo motore rumoroso, poco brillante (12,5 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari) e assetato di benzina (15,2 km/l dichiarati). Senza dimenticare il comportamento stradale non molto agile nel misto stretto per via del peso elevato.

Opel Mokka 1.6 Cosmo b-Color (50 punti)Opel Mokka 1.6 Cosmo b-Color (50 punti)

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Corsa al futuro

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C’è elettricità nell’aria. La mobilità elettrica pare sia il futuro ma sembra che, a questo futuro, ci sia fretta di arrivare. Se poi il motorsport è lo specchio delle nuove tecnologie, allora la Formula E sembra quello con il riflesso più grande. Ci vogliono entrare tutti. Attualmente il campionato di monoposto elettriche, che ha appena concluso la terza stagione, sta attirando le Case automobilistiche più di quanto faccia il miele con gli orsi. Tra i presenti e i futuri arrivi: Audi, DS, Renault, Jaguar, Mahindra, BMW, Mercedes e persino Porsche. Pure Marchionne ha fatto intendere che presto o tardi, anche FCA ci entrerà. Forse con Maserati?

Questo vociferare ha impensierito anche il circus della F1, anche se non si capisce esattamente quanto; ma sicuramente ha attirato la sua attenzione. La categoria Regina dalla sua ha un seguito enorme: i circuiti più belli del mondo e scuderie leggendarie come Ferrari e McLaren. C’è tanta, tanta storia ad alimentare la magia della F1. Oggi. Ma in futuro?

La Formula E è un campionato fresco, innovativo, ricco di show di contorno, e ha l’enorme merito di trasportare la gara al pubblico dentro la città, non viceversa. E poi le gare sono combattute, serrate, e i piloti sono di altissimo livello. Che cosa le manca? Beh, il rumore.

È dal 1895 che siamo abituati a sentire le auto “suonare”, e per quanto sia rilassante guidare una Tesla in città in totale silenzio, sentire sibili e ronzii durante i sorpassi non fa certo venire la pelle d’oca. Ma questo sacrificio è per una causa più grande.

Detto questo, la F1 con l’arrivo dei motori ibridi turbo ha perso un po’ di fattore wow. Quando gironzolo su Youtube per ascoltare i suoni giusti, irrimediabilmente inciampo nei “pure sound” delle vecchie F1 V12, V10 e V8. E irrimediabilmente godo.

Si, sono convinto – come, credo, molti di voi – che il sound nel motorsport faccia parte dello spettacolo. E se posso perdonare un’auto elettrica per non sputare fiamme e note strazianti, forse sono meno disponibile a farlo per una categoria dove “the best” è il sua ragione d’esistere. Una categoria che vanta il meglio delle prestazioni, i costi più alti, il massimo prestigio. E anche, gradirei, il sound più emozionante.

È difficile prevedere come si evolverà la convivenza di questi due campionati nei prossimi cinque, dieci anni. Se la F1 fino a poco fa era incaricata di farsi più verde ed ecologica, forse con l’arrivo della Formula E potrà tornare ad essere quella che era: rumorosa e selvaggia, con motori aspirati che girano a regimi impossibili. Ci sono le elettriche a guardare al futuro, a fare da banco di sviluppo delle nuove tecnologie per la mobilità. Ci penseranno loro a salvare il pianeta, dando sempre grande spettacolo, naturalmente.

Credo che siamo ad un bivio storico importante, che avrà un grande impatto sia sulla mobilità, sia sul motorsport. E non vedo l’ora di scoprire come si evolverà.

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WRC – Le foto più belle del Rally di Germania 2017

Rally Germany 2017Rally Germany 2017

Credits: epaselect epa06152641 Juho Hanninen of Finland drives his TOYOTA YARIS WRC during day 3 of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 19 August 2017 (issued 20 August 2017). EPA/REPORTER IMAGES

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Credits: epa06152653 Thierry Neuville of Belgium drives his HYUNDAI i20 COUPE WRC during day 3 of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 19 August 2017 (issued 20 August 2017). EPA/REPORTER IMAGES

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Credits: epa06152652 Thierry Neuville of Belgium drives his HYUNDAI i20 COUPE WRC during day 3 of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 19 August 2017 (issued 20 August 2017). EPA/REPORTER IMAGES

Rally Germany 2017Rally Germany 2017

Credits: epa06152651 Thierry Neuville of Belgium drives his HYUNDAI i20 COUPE WRC during day 3 of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 19 August 2017 (issued 20 August 2017). EPA/REPORTER IMAGES

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Credits: epa06150700 Andreas Mikkelsen of Norway drives his Citroen C3 WRC during day2 of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 18 August 2017. EPA/Reporter Images

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Credits: epa06150699 Kris Meeke of Britain drives his CITROEN C3 WRC during day2 of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 18 August 2017. EPA/Reporter Images

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Credits: epa06150696 Hayden Paddon of New Zealand drives his HYUNDAI i20 COUPE WRC during day2 of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 18 August 2017. EPA/Reporter Images

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Credits: epa06150695 Esapekka Lappi of Finland drives his TOYOTA YARIS WRC during day2 of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 18 August 2017. EPA/Reporter Images

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Credits: epa06149468 Elfyn Evans of Britain drives his FORD FIESTA WRC during the shakedown of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 17 August 2017 (issued 18 August 2017). EPA/REPORTER IMAGES

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Credits: epa06149469 Elfyn Evans of Britain drives his FORD FIESTA WRC during the shakedown of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 17 August 2017 (issued 18 August 2017). EPA/REPORTER IMAGES

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Credits: epa06149448 Thierry Neuville of Belgium drives his HYUNDAI i20 COUPE WRC during the shakedown of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 17 August 2017 (issued 18 August 2017). EPA/REPORTER IMAGES

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Credits: epa06149438 Kris Meeke of Britain drives his CITROEN C3 WRC during the super special stage of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 17 August 2017 (issued 18 August 2017). EPA/REPORTER IMAGES

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Credits: epa06149435 Sebastien Ogier of France drives his FORD FIESTA WRC during the super special stage of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 17 August 2017 (issued 18 August 2017). EPA/REPORTER IMAGES

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Credits: epa06149434 Hayden Paddon of New Zealand drives his HYUNDAI i20 COUPE WRC during the super special stage of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 17 August 2017 (issued 18 August 2017). EPA/REPORTER IMAGES

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Credits: epa06149432 Esapekka Lappi of Finland drives his TOYOTA YARIS WRC during the super special stage of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 17 August 2017 (issued 18 August 2017). EPA/REPORTER IMAGES

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Credits: epa06153832 Ott Tanak of Estonia (FORD FIESTA WRC) celebrates on the podium after winning the Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 20 August 2017. EPA/REPORTER IMAGES

 

Grazie alla vittoria di Ott Tänak nel Rally di Germania e al terzo posto di Sébastien Ogier il team M-Sport (che gestisce le Ford Fiesta nel Mondiale) è sempre più vicino alla conquista del titolo Costruttori WRC 2017.

Qui troverete una gallery con le foto più belle del Rally di Germania, gara che ha visto il primo podio stagionale di Andreas Mikkelsen al volante della Citroën C3.

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WRC 2017 – Tänak vince il Rally di Germania con la Ford Fiesta

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Credits: epa06150690 Ott Tanak of Estonia drives his FORD FIESTA WRC during day2 of Rally Germany, in Bostalsee, Germany, 18 August 2017. EPA/Reporter Images

Il Rally di Germania – decima tappa del WRC 2017 – ha visto una Ford Fiesta in ottima forma. Ott Tänak ha ottenuto la seconda vittoria stagionale (e in carriera) mentre Sébastien Ogier (3°) ha approfittato del ritiro – in PS9 a causa di un problema alla sospensione – del rivale Thierry Neuville (per la prima volta nel 2017 a secco di punti) per riconquistare il primato in solitaria nel Mondiale.

Buone notizie anche per la Citroën C3: la piccola francese è tornata sul podio dopo cinque mesi di digiuno grazie alla seconda piazza di Andreas Mikkelsen (primo piazzamento dell’anno in “top 3” per il pilota norvegese).

WRC 2017 – Rally Germania: le pagelle

Ott Tänak (Ford)

10
/10

Ott Tänak ha conquistato definitivamente il primo posto del Rally di Germania dopo la PS7 e non lo ha più mollato risultando sempre velocissimo. Il pilota estone ha portato a casa il secondo trionfo stagionale e in carriera dopo il primo posto in Sardegna: la sorpresa più grande del WRC 2017.

Andreas Mikkelsen (Citroën)

9
/10

Andreas Mikkelsen è tornato: primo podio stagionale e una prestazione maiuscola per il driver norvegese, capace di riportare la Citroën C3 in “top 3” dopo cinque mesi di sofferenza.

Sébastien Ogier (Ford)

8
/10

Il terzo posto nel Rally di Germania e i due punti bonus rimediati nella Power Stage hanno permesso a Sébastien Ogier di raggiungere la vetta del WRC 2017 e di ritrovarsi con ben 17 punti di vantaggio sul rivale Neuville (ritirato). Mancano solo tre gare alla fine del campionato: probabilmente il titolo si è deciso qui…

Jari-Matti Latvala (Toyota)

6
/10

Un rally sfortunato per Jari-Matti Latvala: il pilota finlandese ha chiuso la gara in Germania con un settimo posto corredato da tre punti bonus guadagnati nella Power Stage ma avrebbe potuto fare molto meglio senza i problemi al motore e le forature.

Ford Fiesta

9
/10

Era dal Rally di Argentina che due Ford Fiesta non salivano sul podio: la piccola dell’Ovale Blu sta regalando al team M-Sport il titolo Costruttori. Chi l’avrebbe mai detto a inizio anno?

WRC 2017 – La classifica del Rally di Germania

1 Ott Tänak (Ford) 2:57:31.7
2 Andreas Mikkelsen (Citroën) + 16.4
3 Sébastien Ogier (Ford) + 30.4
4 Juho Hänninen (Toyota) + 1:49.2
5 Craig Breen (Citroën) + 2:01.5

Le classifiche del WRC 2017 dopo il Rally di Germania

Classifica Mondiale Piloti

1 Sébastien Ogier (Ford) 177 punti
2 Thierry Neuville (Hyundai) 160 punti
3 Ott Tänak (Ford) 144 punti
4 Jari-Matti Latvala (Toyota) 123 punti
5 Dani Sordo (Hyundai) 89 punti

Classifica Mondiale Costruttori

1 M-Sport 325 punti
2 Hyundai 261 punti
3 Toyota 213 punti
4 Citroën 163 punti

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BMW M3 E30: la storia sportiva

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BMW M3 E30 tre quarti posterioreBMW M3 E30 tre quarti posteriore

BMW M3 E30BMW M3 E30

 

Non esageriamo quando diciamo che la BMW M3 E30 è la regina del turismo: tra gli anni ’80 e ’90 la variante più cattiva della seconda generazione della serie 3 ha dominato in pista e si è tolta anche qualche soddisfazione nei rally. Scopriamo insieme la storia sportiva della berlina bavarese.

BMW M3 E30: la storia sportiva

La BMW M3 E30 – variante sportiva della seconda generazione della serie 3 – debutta ufficialmente nel 1985 mentre lo sviluppo della versione destinata alle gare – dotata di un motore 2.3 a quattro cilindri da 300 CV – inizia a metà del 1986.

1987

La BMW M3 E30 inizia subito a farsi notare nel mondo del motorsport conquistando la prima edizione di sempre del Mondiale Turismo WTCC con il nostro Roberto Ravaglia. La berlina tedesca si aggiudica la 4 Ore di Jarama con il duo italiano composto da Emanuele Pirro e Travaglia, la 500 km di Digione con il nostro Gianfranco Brancatelli e il venezuelano Johnny Cecotto, la 24 Ore di Spa con l’equipaggio belga formato da Jean-Michel Martin, Didier Theys ed Eric van de Poele e il Tourist Trophy con lo svizzero Enzo Calderari e il nostro Fabio Mancini.

Tra gli altri successi ottenuti dalla berlina bavarese nella categoria turismo segnaliamo il titolo europeo conquistato dal tedesco Winfried Vogt, il campionato tedesco DTM vinto da Van de Poele e il campionato italiano portato a casa dal nostro Michele Di Gioia.

Il 1987 è anche l’anno della vittoria della BMW M3 E30 guidata dal francese Bernard Béguin al Tour de Corse. Ancora oggi si tratta dell’ultimo successo (dei due complessivi) rimediato dalla Casa di Monaco nel WRC.

1988

Nel 1988 arriva il titolo europeo turismo con Ravaglia (che si aggiudica la prestigiosa 24 Ore di Spa con l’austriaco Dieter Quester e il tedesco Altfrid Heger) mentre l’inglese Frank Sytner porta a casa il campionato britannico.

1989

La BMW M3 E30 porta a casa un altro podio nel WRC grazie al secondo posto del francese François Chatriot al Tour de Corse.

In pista, invece, Ravaglia vince il campionato tedesco DTM e sale sul gradino più alto del podio della 24 Ore del Nürburgring insieme al francese Fabien Giroix e a Pirro. Senza dimenticare il titolo francese e quello italiano conquistati rispettivamente dal transalpino Jean-Pierre Malcher e da Cecotto.

1990

Nel 1990 arriva sulla BMW M3 E30 da gara il nuovo motore 2.5. Chatriot porta a casa il terzo posto al Tour de Corse (ultimo podio nel WRC per il marchio teutonico) mentre la 24 Ore del Nürburgring viene vinta da un equipaggio tutto tedesco formato da Heger, da Frank Schmickler e da Joachim Winkelhock.

La 24 Ore di Spa viene conquistata da Cecotto, Giroix e dal tedesco Markus Oestreich, Malcher è ancora una volta campione francese mentre Ravaglia porta a casa il titolo italiano.

1991

Un’evoluzione del motore della BMW M3 E30 porta la potenza a 350 CV. La berlina bavarese domina ancora la 24 Ore del Nürburgring (con i tedeschi Armin Hahne e Winkelhock e con il danese Kris Nissen) e permette all’inglese Will Hoy di aggiudicarsi il titolo britannico e a Ravaglia di diventare nuovamente campione italiano.

1992

Nel 1992 – ultimo anno di attività ufficiale per la BMW M3 E30 – la “segmento D” sportiva bavarese arriva a quota 378 CV e ottiene la quarta vittoria consecutiva al Nürburgring (con Cecotto, il tedesco Christian Danner e i belgi Marc Duez e Martin) e l’ultimo successo importante in carriera alla 24 Ore di Spa con Danner, Martin e il britannico Steve Soper.

Passione BMW

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Honda Civic: a ottobre arriva il nuovo diesel da 120 CV

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Credits: Upgraded diesel engine joins Honda Civic line-up

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Credits: Upgraded diesel engine joins Honda Civic line-up

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Credits: Upgraded diesel engine joins Honda Civic line-up

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Credits: Upgraded diesel engine joins Honda Civic line-up

 

La decima generazione della Honda Civic riceverà, a partire da marzo 2018, una nuova motorizzazione diesel che si aggiungerà ai due benzina attualmente disponibili a listino. Il nuovo i-DETC da 1.6 litri e 120 CV di potenza verrà presentato al Salone di Francoforte 2017 (14-24 settembre) e sarà disponibile esclusivamente per il mercato europeo.

Consumi e prestazioni

L’efficienza, d’altronde, è stata una delle scommesse su cui la Casa giapponese ha deciso di puntare con la nuova Civic. E così il nuovo propulsore a gasolio promette consumi di 3,7l/100 kmed emissioni di CO2 di 99g/km. Il 1.6 i-DETC genera 88kW (120 CV) a 4.000 giri e 300 Nm di coppia a 2.000 giri, il che permette alla Civic di scattare da 0 a 100 km/h in 10,4 secondi.

Anche con l’automatico a nove rapporti

Oltre alla riduzione del peso e all’aumento della rigidità del motore, il nuovo design ha permesso di ridurre anche la rumorosità e le vibrazioni. La nuova unità iDETC, che sarà assemblata presso lo stabilimento di Swindon (Regno Unito), sarà disponibile sia con la versione a quattro che cinque porte e potrà essere abbinata, come optional, anche alla trasmissione automatica a nove rapporti.

PanoramautoTV / News

Honda Civic 2017

Arriva la decima generazione della hatchback giapponese

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BMW Z4 Concept: prime fotografie e informazioni ufficiali

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La BMW Z4 Concept è il prototipo che la firma tedesca svelerà questo fine settimana al Concorso d’Eleganza di Pebble Beach 2017, uno degli eventi che si celebrerà all’interno della Monterey Car Week in California.

La nuova BMW Z4 Concept è uno studio di design che anticipa le linee che caratterizzeranno la nuova generazione della BMW Z4 (la quale a sua volta condividerà molto con la futura Toyota Supra).

Esteticamente la Z4 Concept sfoggia un lungo cofano che termina in quella che i designer definiscono come forma a naso di squalo, un gruppo ottico anteriore ispirato alla BMW Z8 con una disposizione più verticale che orizzontale, una doppia griglia molto più grande e un paraurti marcatamente sportivo con prese d’aria e uno spoiler nero lucido con una placca identificativa.

La vista laterale presenta sbalzi corti, una linea di cintura ben definita, prese d’aria laterali, specchietti retrovisori tipici da concept car e due grandi gobbe che si estendono dalla parte posteriore dell’abitacolo e ricoprono la funzione di protezione in caso di ribaltamento.

Il posteriore della Z4 Concept è forse la parte più convenzionale di questo prototipo con fari orizzontali a LED, un paraurti muscoloso e un diffusore integrato con doppi terminali di scarico. La carrozzeria sfoggia una tinta appariscente arancione e poggia su cerchi in lega leggera da 20 pollici dalla colorazione bicolore.

L’abitacolo riprende in gran parte il colore esterno delal carrozzeria. Il sedile del guidatore, i pannelli delle portiere, il quadro strumenti e il montante centrale che circonda il guidatore sono rifiniti in nero a contrasto con il resto degli interni della BMW Z4 Concept.

Il pannello degli strumenti e lo schermo centrale formano un’interfaccia di alta qualità che si integra perfettamente nell’abitacolo. Il volante sportivo e l’Head-Up display completano il quadro degli interni.

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BMW Z4: la roadster bavarese va in pensione

Prodotto l’ultimo esemplare della due posti cabrio di Monaco. Ma nel 2018 dovrebbe arrivare la Z5

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Seat Mii FR Line: arriva a settembre

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La piccola city car di Casa Seat si lancia su un nuovo segmento con l’inedita declinazione sportiva riconoscibile per la nota sigla FR. La nuova Seat Mii FR Line arriverà nelle concessionarie a settembre e si affiancherà, al top della gamma, alla glamour e femminile Mii by Cosmopolitan come alternativa sportiva e dinamica.

Auto Donna

Seat Mii by Cosmopolitan

Creata insieme alle lettrici della rivista femminile

La Mii FR Line sarà disponibile con la motorizzazione benzina 1.0 MPI da 60 CV e con la variante a metano 1.0 Ecofuel da 68 CV. I prezzi partono da 12.600 euro per la benzina e da 15.150 per la versione a metano.

Segni di riconoscimento

La nuova Seat Mii FR si riconosce esteticamente per le tonalità della carrozzeria Bianco o Rosso Tomado con il tetto a contrasto in Nero Assoluto. I cerchi in lega sono da 16 pollici Designed Machined Grey, i vetri posteriori oscurati, gli specchietti esterni in Grigio Atomo e poi ci sono gli stickers laterali e posteriori FR Line Black.

All’interno dell’abitacolo spiccano il volante sportivo e il pomello del cambio rivestiti in pelle con cuciture a contrasto rosse, sedili con logo FR Line, la console centrale in nero lucido e il battitacco personalizzato FR Line.

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Marco Melandri, l’intervista: “Corro per divertirmi e vivo alla giornata”

Marco MelandriMarco Melandri

Credits: Ducati

Il biennio di pausa non ha arrugginito Marco Melandri: il pilota del team Aruba.it Ducati Racing è quarto in classifica, alle spalle dei rider che hanno dominato le ultime stagioni. Il risultato ha stupito tanti, ma non lui, “Macio”, 35 anni appena compiuti:

“Certo, prima del round d’esordio qualche dubbio c’era, però ero convinto di essere a un buon livello e poter lottare con i migliori”

Dalle ultime gare nel 2014 il ravennate non ha cambiato solo il team (correva con l’Aprilia), gli è proprio cambiata la vita: a rivoluzionarla è stata Martina, la sua prima figlia (avuta dalla compagna Manuela Raffaetà), che ora ha 3 anni.

Dice il campione del mondo 2002 della 250:

“La priorità è lei, insieme a Manuela, il resto passa in secondo piano. Nel 2015 mi ero fermato controvoglia, però non avevo scelta: sulla RSV4 e con la squadra non mi ero a mio agio. Se avessi continuato, avrei fatto violenza a me stesso. Adesso il lavoro ha un peso diverso: in sella do l’anima e corro per vincere, ma prima di tutto voglio divertirmi. Quando le gare non mi daranno più energia positiva, smetterò. Nel frattempo, mi godo il momento: ho smesso di fare progetti a lungo termine, in passato non ce n’è stato uno che andasse come speravo”

Superbike

Marco Melandri in Superbike 2017 con Ducati, al fianco di Davies

Il pilota ravennate torna nel mondo delle corse e lo farà con il team Aruba.it Racing-Ducati

Marco Melandri: l’intervista

Che effetto ti ha fatto tornare in un box Ducati, dopo la difficile esperienza nella MotoGp del 2008?

“Mi sono trovato subito bene, anche grazie alla moto, che mi ha trasmesso buone sensazioni appena salito, e ai tecnici: sono davvero in gamba. In un attimo ho avuto la conferma di aver preso la decisione giusta: avevo ricevuto altre offerte, ma ho aspettato e sono stato ripagato. A questo punto della carriera posso permettermi di valutare senza fretta, ormai ho dimostrato il mio valore e non sento pressioni”.

Giri per circuiti da quando hai 15 anni: cos’hai imparato dal mondo delle moto?

“L’esperienza mi ha insegnato a essere un po’ diffidente: tante persone diventano amiche nel momento in cui vai forte e spariscono appena hai qualche problema, l’ho provato sulla mia pelle. È una lezione che spiegherò a Martina”.

Da lei hai imparato qualcosa?

“Sì, a non prendermela più di tanto, con enorme sollievo del fegato. Quando mia figlia si arrabbia, si inventa un gioco e le passa dopo 5 minuti. Io cerco di imitarla; purtroppo non sempre trovo il modo per lasciare perdere”.

Essere padre è più complicato di quanto pensassi?

“Per ora no, non ho incontrato difficoltà. Merito della piccola: è una bambina facile da gestire. Però, come ogni genitore, mi viene sempre il dubbio di sbagliare”.

Trascorri molto tempo con tua figlia?

“Tutto quello a mia disposizione. La mattina la sveglio, a fatica, è una dormigliona come la mamma, poi l’accompagno all’asilo. Se non sono impegnato con gli allenamenti, passo a prenderla all’uscita. Giochiamo molto, anche perché preferisce le macchine e i trenini alle bambole”.

Saresti contento se seguisse le tue orme?

“A dire la verità, preferirei che si appassionasse a uno sport più femminile, ma sarà libera di fare ciò che vorrà”.

Ti alleni, ti occupi di Martina e poi com’è la tua routine?

“Vado in ufficio: nei mesi in cui ero disoccupato ho avuto l’idea di aprire con mia sorella un negozio online per tenere la mente lontano dai motori. Si chiama motowide.com e vende abbigliamento, accessori e ricambi”.

Un’ultima curiosità: sei scaramantico?

“Di natura no, però credo che tutti gli sportivi lo diventino un briciolo. Io so il momento preciso in cui è è capitato a me: classe 125, 1999, ho perso il Mondiale per 1 punto, alle spalle di Emilio Alzamora. Forse perché avevo colorato i capelli di viola e sul cupolino portavo il numero 13?”.

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