Kia Niro

Kia Niro frontaleKia Niro frontale

Kia Niro cambioKia Niro cambio

Kia Niro codaKia Niro coda

Kia Niro consolle centraleKia Niro consolle centrale

Kia Niro cruscottoKia Niro cruscotto

Kia Niro interniKia Niro interni

Kia Niro profiloKia Niro profilo

Kia Niro ricarica wirelessKia Niro ricarica wireless

Kia Niro sedili anterioriKia Niro sedili anteriori

Kia Niro sedili posterioriKia Niro sedili posteriori

Kia Niro tre quarti posterioreKia Niro tre quarti posteriore

Kia NiroKia Niro

 

La Kia Niro è una SUV ibrida coreana realizzata sullo stesso pianale della Hyundai Ioniq.

Kia Niro profiloKia Niro profilo

Kia Niro: gli esterni

Il design della Kia Niro è un po’ datato ed è poco aggressivo, se paragonato alle ultime creazioni della Casa asiatica.

Kia Niro interniKia Niro interni

Kia Niro: gli interni

L’abitacolo della Kia Niro è spazioso ed è costruito con cura. Qualche pulsante di troppo sulla plancia e sul volante.

Kia Niro cruscottoKia Niro cruscotto

Kia Niro: i motori

La gamma motori della Kia Niro comprende due unità:

  • un 1.6 ibrido benzina da 141 CV
  • un 1.6 ibrido plug-in benzina da 141 CV

Kia Niro codaKia Niro coda

Kia Niro: gli allestimenti

Gli allestimenti della Kia Niro sono quattro: Urban, Style, Energy e PHEV.

Kia Niro Urban

La dotazione di serie della Kia Niro Urban comprende: 7 airbag, 7 anni di garanzia/150.000 km, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, barre al tetto, bracciolo anteriore e posteriore con portabicchieri, cambio automatico DCT a doppia frizione a sei rapporti, cerchi in lega da 16” con pneumatici Michelin, climatizzatore automatico bizona, controlli audio al volante, cruise control con limitatore, fendinebbia, freno di parcheggio a pedale, gancio rete bagagliaio, Lane Keep Assist System (allarme e correzione automatica guida fuori corsia), predisposizione Isofix, radio Aux Bluetooth USB con display da 5” e voice recognition, sedili anteriori regolabili in altezza, sensore luci e sistema di rilevamento stanchezza conducente.

Kia Niro Style

La Kia Niro Style costa 2.000 euro più della Urban e aggiunge: bocchetta climatizzazione posteriore, cerchi in lega da 18” con pneumatici Michelin, Kia Connected Services e aggiornamento mappe gratuito per 7 anni, Kia Navigation System con touchscreen da 7”, Apple Car Play, Android Auto, retrocamera e DAB, maniglie esterne cromate, omologazione per traino fino a 1.300 kg (non include il gancio traino), presa USB all’interno del bracciolo anteriore, sedili in misto pelle tessuto, sensore pioggia, sensori di parcheggio posteriori, retrovisori ripiegabili elettricamente con frecce a LED integrate, vetri posteriori oscurati, volante rivestito in pelle e ricarica wireless per smartphone.

Kia Niro Energy

La Kia Niro Energy costa 3.000 euro più della Style e aggiunge: frenata automatica con rilevamento pedoni, battitacco Niro deluxe, monitoraggio angolo cieco, fari anteriori full LED, Kia Navigation System con touchscreen da 8”, Apple Car Play, Android Auto, retrocamera e DAB, Rear Cross Traffic Alert (monitoraggio veicoli in avvicinamento in retromarcia), sedile guida regolabile elettricamente in 8 direzioni + 2 direzioni lombari, sedili in pelle, sistema audio premium JBL, cruise control adattivo, Smart Key, tasche posteriori sui sedili anteriori e tweeters.

Kia Niro PHEV

La dotazione di serie della Kia Niro PHEV – variante ibrida plug-in (ossia ricaricabile attraverso una presa di corrente) della SUV coreana – comprende: 7 airbag, 7 anni di garanzia/150.000 km, accenti azzurri sui paraurti, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, frenata automatica con rilevamento pedoni, barre al tetto, battitacco Niro deluxe, bocchetta climatizzazione posteriore, bracciolo anteriore e posteriore con portabicchieri, cambio automatico DCT a doppia frizione a sei rapporti, cerchi in lega da 16” con pneumatici Michelin, climatizzatore automatico bizona, controlli audio al volante, dischi freno posteriori maggiorati, fendinebbia, freno di parcheggio a pedale, gancio rete bagagliaio, griglia frontale in vernice nera cromata, Kia Connected Services e aggiornamento mappe gratuito per 7 anni, Kia Navigation System con touchscreen da 7”, Apple Car Play, Android Auto, AUX, USB, retrocamera e DAB, Lane Keep Assist System (allarme e correzione automatica guida fuori corsia), omologazione per traino fino a 1.300 kg (non include il gancio traino), predisposizione Isofix, presa USB all’interno del bracciolo anteriore, sedili anteriori regolabili in altezza, sedili in misto pelle tessuto, sensore luci, sensore pioggia, sensori di parcheggio posteriori, rilevamento stanchezza del conducente, cruise control adattivo, Smart Key, retrovisori ripiegabili elettricamente con frecce a LED integrate, tasca posteriore su sedile passeggero, vetri posteriori oscurati, volante rivestito in pelle e ricarica wireless per smartphone.

Kia Niro frontaleKia Niro frontale

Kia Niro: gli optional

La dotazione di serie della Kia Niro andrebbe a nostro avviso arricchita con la vernice metallizzata. Il pacchetto Advanced Driving Assistance Pack andrebbe acquistato sulle varianti Urban (750 euro: cruise control adattivo e frenata automatica) e Style (1.000 euro con l’aggiunta della Smart Key).

Per impreziosire la versione PHEV ci vorrebbe invece il Premium Pack (2.000 euro): fari anteriori full LED, sedili in pelle, sedile guida regolabile elettricamente in 8 direzioni + 2 direzioni lombari, tasche posteriori sui sedili anteriori, Kia Navigation System con touchscreen da 8”, Apple Car Play, Android Auto, retrocamera e DAB, sistema audio premium JBL, tweeters, monitoraggio angolo cieco e Rear Cross Traffic Alert (monitoraggio veicoli in avvicinamento in retromarcia).

Kia Niro sedili posterioriKia Niro sedili posteriori

Kia Niro: i prezzi

Motore ibrido benzina

  • Kia Niro Urban 25.000 euro
  • Kia Niro Style 27.000 euro
  • Kia Niro Energy 30.000 euro

Motore ibrido plug-in benzina

  • Kia Niro PHEV 36.700 euro

Il mondo Kia

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Lamborghini Aventador S

Lamborghini Aventador S codaLamborghini Aventador S coda

Lamborghini Aventador S frontaleLamborghini Aventador S frontale

Lamborghini Aventador S interniLamborghini Aventador S interni

Lamborghini Aventador S profiloLamborghini Aventador S profilo

Lamborghini Aventador S tre quarti posterioreLamborghini Aventador S tre quarti posteriore

Lamborghini Aventador S vista dall'altoLamborghini Aventador S vista dall'alto

Lamborghini Aventador SLamborghini Aventador S

 

La Lamborghini Aventador S è una delle supercar più esclusive della Casa del Toro. Una sexy coupé V12 a trazione integrale.

Lamborghini Aventador S profiloLamborghini Aventador S profilo

Lamborghini Aventador S: gli esterni

Esteticamente la Lamborghini Aventador S può essere considerata un restyling della Aventador del 2011. Modificata soprattutto nel frontale e nella coda, può vantare – rispetto all’antenata – un aumento della deportanza frontale del 130% mentre le nuove prese d’aria laterali riducono le turbolenze, migliorando il raffreddamento e aumentando l’efficienza.

Lamborghini Aventador S interniLamborghini Aventador S interni

Lamborghini Aventador S: gli interni

Difficile trovare in commercio una supercar con interni più curati di quelli della Lamborghini Aventador S. La Casa di Sant’Agata Bolognese ha lavorato molto sulla qualità da quando appartiene al gruppo Volkswagen.

Lamborghini Aventador S codaLamborghini Aventador S coda

Lamborghini Aventador S: il motore

Il motore 6.5 V12 da 740 CV e 690 Nm di coppia della Lamborghini Aventador S abbinato ad un cambio robotizzato a sette rapporti permette alla coupé emiliana di raggiungere una velocità massima di 350 km/h e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in soli 2,9 secondi.

Lamborghini Aventador S frontaleLamborghini Aventador S frontale

Lamborghini Aventador S: la dotazione di serie

La dotazione di serie della Lamborghini Aventador S comprende, tra le altre cose: airbag frontali, laterali, a tendina e per le ginocchia del guidatore, autoradio Bluetooth, cerchi in lega da 20” (21” al posteriore), climatizzatore automatico, controlli di stabilità e trazione, retrovisori ripiegabili elettricamente e sospensioni magnetoreologiche.

Lamborghini Aventador S vista dall'altoLamborghini Aventador S vista dall'alto

Kia Niro: gli interni

L’abitacolo della Kia Niro è spazioso ed è costruito con cura. Qualche pulsante di troppo sulla plancia e sul volante.

Lamborghini Aventador S tre quarti posterioreLamborghini Aventador S tre quarti posteriore

Lamborghini Aventador S: il prezzo

Motore a benzina

  • Lamborghini Aventador S 345.497 euro

Passione Lamborghini

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Günther Quandt, la BMW e il nazismo

Günther QuandtGünther Quandt

Günther Quandt non è stato il fondatore della BMW ma il capostipite della famiglia che ancora oggi controlla il 50% della Casa bavarese. Scopriamo insieme la storia dell’industriale tedesco, un uomo con il fiuto degli affari che ha avuto rapporti compromettenti con il nazismo.

Günther Quandt: la biografia

Günther Quandt nasce a Pritzwalk (Germania) il 28 luglio 1881 da una famiglia di industriali tessili e accumula un’immensa fortuna durante la Prima Guerra Mondiale fornendo uniformi all’esercito tedesco.

Campagna acquisti

Dopo la guerra Günther acquisisce numerose aziende teutoniche come il colosso specializzato nella produzione di batterie AFA (Accumulatorenfabrik AG, società di cui fa parte anche il noto marchio Varta), imprese minerarie e metallurgiche e quote azionarie di due Case automobilistiche (BMW e Daimler).

Magda Goebbels

Nel 1921, tre anni dopo essere rimasto vedovo, il 40enne Günther Quandt sposa in seconde nozze la 20enne Magda Ritschel. I due divorziano nel 1929: lei si rifarà una vita nel 1931 con un certo Joseph Goebbels e morirà suicida con il nuovo marito nel 1945 nel bunker di Adolf Hitler dopo aver ucciso i sei figli avuti col Ministro della Propaganda del Terzo Reich.

Il nazismo e la guerra

Dopo la vittoria di Hitler alle elezioni in Germania Quandt si iscrive al Partito nazista e durante la Seconda Guerra Mondiale diventa uno degli uomini più ricchi della Germania: merito delle forniture militari e dell’utilizzo di lavoratori provenienti da campi di lavoro e campi di concentramento. Come se non bastasse si appropria di fabbriche di nazioni invase dai tedeschi.

Dopo la guerra

Nel 1946 Günther Quandt viene arrestato per i rapporti con il Partito nazista ma già nel 1948 esce dal carcere in quanto ritenuto non colpevole dei crimini commessi dal regime. Negli anni ’50 è un uomo dalla coscienza ripulita, un cittadino modello della Germania Ovest presente nel consiglio di amministrazione di molte società (la più nota è la Deutsche Bank).

Quandt muore al Cairo (Egitto) il 30 ottobre 1954 durante una vacanza.

Il mondo BMW

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BMW M5 2018 all’Estoril

La serie 5 più “cattiva” di sempre – la nuova BMW M5 2018 – ha debuttato al Salone di Francoforte 2017. Ora arriva sul mercato e per la prima volta è offerta con la trazione integrale (ma con una modalità di guida “tutto dietro” con ESP disinserito), monta cerchi in lega da 19” e un motore 4.4 V8 da 600 CV e 750 Nm di coppia abbinato ad un cambio automatico a 8 rapporti.

Il risultato? 250 km/h di velocità massima (305 se si opta per il pacchetto M Driver) e “0-100” in 3,4 secondi. L’edizione limitata (400 esemplari) First Edition aggiunge i cerchi in lega da 20”, la vernice Frozen Dark Red Metallic, numerosi dettagli BMW Individual e ancora più possibilità di personalizzazione.

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Land Rover Discovery 3.0 TD6 249 CV HSE

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Land Rover DiscoveryLand Rover Discovery

 

La Land Rover Discovery si conferma come la più spaziosa e pratica della gamma, soprattutto e grazie ai sette posti e ad un bagagliaio kingsize. Su strada non è agilissima ma in compenso fuoristrada è inarrestabile.
Molto comoda e silenziosa, invece,nella guida rilassata, dove le sospensioni ad aria e il 3.0 TDI da 249 CV fanno la differenza. Il prezzo, naturalmente, è da auto di lusso.

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Land Rover è piuttosto brava a costruire fuoristrada, su questo non c’è dubbio. E la Land Rover Discovery è, da sempre, la Land Rover che coniuga meglio lusso, spazio e doti fuoristradiste. È più pratica e meno chic delle sorelle Range Rover e Range Rover Sport, e ben più spaziosa della filante Velar. Il frontale è cattivo e moderno, simile a quello delle altre sorelle maggiori, mentre il posteriore ha più personalità. Ha un sedere alto, altissimo, che può piacere o non piacere, ma è senza dubbio riconoscibile. Con i suoi 497 cm di lunghezza e 207 cm di larghezza, la Land Rover Discovery è davvero imponente. I cinque posti diventano sette pigiando un semplice pulsante e il bagagliaio con “giù tutto” passa da 1231 a 2500 litri. Ci sono pure le sospensioni ad aria che alzano e abbassano l’auto per facilitare l’accesso al bagagliaio o per attraversare i guadi con facilità (ha una capacità di guado di 90 cm). Non mancano tutti i lussi desiderabili su un’auto da 50.000 euro (più di 70.000 se scegliete la nostra versione 3.0 TDI HSE), tra cui: impianto stereo Meridian, schermi posteriori, sedili riscaldabili e refrigerabili e cruise control.
La nostra versione è la 3.0 TDI HSE da 249 CV con cambio automatico a 8 rapporti, scopriamo insieme come va.

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CITTÀ

La stazza della Land Rover Discovery è imponente: la seduta è così alta che qualsiasi altro SUV a confronto sembra un’utilitaria. La posizione di guida è più da furgoncino che da auto, questo suggerisce che la Discovery è una vera fuoristrada mascherata da SUV, non il contrario.
La visibilità è buona e si percepiscono bene tutti gli angoli, almeno quelli anteriori; parcheggiare tuttavia non è una passeggiata, visti i quasi cinque metri di lunghezza e i 2,7 di larghezza. È più larga di una Lamborghini Aventador, per rendere l’idea. Naturalmente i sensori di parcheggio e le telecamere rendono il compito più facile, ma inventarsi i parcheggi può essere difficoltoso. Ottimo invece il connubio motore-cambio: il 3.0 TDI ha potenza da vendere (249 CV e 600 Nm di coppia) e sposta le 2,3 tonnellate della Discovery con facilità disarmante, mentre lo ZF a 8 rapporti snocciola le marce con dolcezza e rapidità. La casa dichiara infatti uno 0-100 km/h in soli 8,1 secondi e una velocità massima di 209 km/h.

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FUORI CITTÀ

Tra le curve la Land Rover Discovery è piuttosto impacciata: il nuovo telaio in alluminio la rende più agile e leggera rispetto alla precedente versione (che montava un telaio a traverse e longheroni), ma lo sterzo leggero e scollegato e gli ammortizzatori morbidi invogliano ad una guida rilassata. Non voglio essere frainteso: il grip è tanto e l’auto rimane stabile e piantata, ma non si ha quella sensazione di auto “cucita addosso” che si ritrova in altri SUV. Sul tunnel centrale potete settare l’elettronica e le sospensioni a seconda del terreno che dovrete (o vorrete) affrontare, dalla neve allo sterrato. Ci sono pure le marce ridotte e il sistema di aiuto in discesa, che frena l’auto nelle pendenze più difficili.
Lode invece al motore: 600 Nm di coppia a 1750 giri sono davvero tanti e si sentono tutti e subito. Quando affondate il piede destro in quinta marcia a 50 km/h la Discovery è come se venisse lanciata in avanti da una mano invisibile. L’insonorizzazione poi è molto curata e il suono del V6, seppur diesel, è melodioso e gradevole.

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AUTOSTRADA

In autostrada, nonostante il metro e novanta d’altezza, si viaggia bene. A 130 km/h il V6 gira a meno di 2.000 giri in ottava marcia e i fruscii sono accettabili. I consumi tuttavia sono alti (attorno ai 10 km con un litro), ma non si possono chiedere miracoli.

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VITA A BORDO

Spazio e lusso sono le parole chiave della Land Rover Discovery. La plancia è pulita e ha un design moderno, anche se mancano quegli “effetti speciali” di schermi e di futurismo che troviamo sulla Velar.
Anche i materiali sono pregiati, ma c’è qualche pulsante un po’ plasticoso e qualche parte dura.
Nel complesso è un gran bel posto in cui stare, ed è bello scoprire poco a poco la quantità di vani porta oggetti che ci sono a bordo. La quantità di prese USB e HDMI è fin superflua (ci sono anche dietro), ed è facile che spunti una presa da 9 Volt dietro ogni angolo. Spazio in abbondanza ce n’è anche per i passeggeri posteriori, che possono essere tre o cinque a seconda di quanti sedili tiriate su. E poi c’è il bagagliaio da 1250 litri: piatto, quadrato, che si ingigantisce fino a 2.500 con tutti i sedili abbassati. Difficile fare meglio.

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PREZZO E COSTI

La Land Rover Discovery ha un prezzo di partenza di 54.000 euro nella versione 2.0 TD4 180 CV S, mentre la nostra versione 3.0 TDI HSE da 249 CV parte da 72.300 euro. Non costa poco, ma è difficile trovare una SUV così spaziosa e così abile nel fuoristrada, senza contare che sempre di lusso si parla…

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SICUREZZA

La Land Rover Discovery vanta le 5 stelle Euro NCAP per la sicurezza e grazie agli aiuti elettronici vigili e sempre stabile e sicura.

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SCHEDA TECNICA

DIMENSIONI

Lunghezza 497 cm
Larghezza 207 cm
Altezza 189 cm
Peso 2.305 kg
Bagagliaio 1231-2500 litri

TECNICA

Motore V6 turbodiesel
Cilindrata 2993 cc
Potenza 249 CV 3.700 giri
Coppia 600 Nm a 1.750 giri
Trazione Integrale permanente
Trasmissione 8 marce automatica

Prestazioni

0-100 km/h 8,1 secondi
Velocità massima 209 km/h
Consumo medio 7,2 l/100 km (Misto)
Prezzo 72.300 euro

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Promozioni auto gennaio 2018: le occasioni del mese

BMW serie 5BMW serie 5

Citroën C3Citroën C3

DS DS 3DS DS 3

Ford C-MaxFord C-Max

Hyundai i10Hyundai i10

Mazda MX-5Mazda MX-5

Mini CabrioMini Cabrio

Nissan QashqaiNissan Qashqai

Toyota YarisToyota Yaris

Volkswagen GolfVolkswagen Golf

 

Sono tante le promozioni auto previste dalle Case a gennaio 2018.

Le offerte più interessanti del mese riguardano soprattutto veicoli giapponesi e modelli appartenenti al segmento delle piccole, anche se non mancano proposte di altre nazioni e di altre categorie. Scopriamole insieme.

BMW serie 5BMW serie 5

BMW serie 5

L’Ecobonus BMW offre – fino al 31 marzo 2018 – a tutti i proprietari di veicoli diesel Euro 4 o inferiori uno sconto di 2.000 euro sull’acquisto di una vettura della Casa tedesca con emissioni di CO2 fino a 130 g/km. La serie 5 meno cara in listino – la 520d Business – costa quindi 49.600 euro anziché 51.600.

BMW serie 5BMW serie 5

Citroën C3Citroën C3

Citroën C3

È valida solo fino al 7 gennaio 2018 (con immatricolazione entro il 31 gennaio 2018) l’offerta che permette di acquistare la Citroën C3 PureTech 68 Feel con l’aggiunta del Pack City (sensori di parcheggio, fendinebbia e copricerchi 3d da 16”) con 10.950 euro anziché 14.050.

Citroën C3Citroën C3

DS DS 3DS DS 3

DS DS 3

2.670 euro: è questo lo sconto previsto dalle promozioni DS per chi intende acquistare (fino al 7 gennaio 2018 e con immatricolazione entro il 31 gennaio 2018) una DS 3 PureTech 82 Connected Chic (da 18.900 a 16.230 euro). L’offerta è valida solo in caso di adesione al finanziamento SIMPLYDRIVE (TAN fisso 3,99%, TAEG 6,55%): anticipo di 8.050 euro, 35 rate mensili da 119,81 euro e una maxirata finale da 6.473,07 euro.

DS DS 3DS DS 3

Ford C-MaxFord C-Max

Ford C-Max

Grandi sconti in casa Ford fino al 14 gennaio 2018: chi ha un usato in permuta o da rottamare (immatricolato entro e non oltre il 31 dicembre 2009 e posseduto da almeno sei mesi) può acquistare la C-Max diesel più accessibile (la 1.5 TDCi 95 CV Plus) con l’aggiunta del pacchetto SYNC 3 con Touch Navigation con 16.950 euro (invece di 22.650). L’offerta può essere abbinata al finanziamento IdeaFord (TAN 4,95%, TAEG 6,40%): anticipo di 2.660 euro, 36 rate da 175,01 euro (escluse spese incasso rata 4 euro) e una maxirata finale da 10.971,00 euro.

Ford C-MaxFord C-Max

Hyundai i10Hyundai i10

Hyundai i10

Fino all’8 gennaio 2018 la Hyundai i10 “entry-level” (la 1.0 Classic) con l’aggiunta del climatizzatore costa 8.950 euro invece di 11.400. Il finanziamento abbinabile (TAN fisso 0,00%, TAEG fisso 3,66%) comprende un anticipo di 957 euro, 23 rate mensili da 159 euro e una maxirata finale di 4.686 euro.

Hyundai i10Hyundai i10

Mazda MX-5Mazda MX-5

Mazda MX-5

La Mazda MX-5 “base” – la 1.5 Evolve – costa ufficialmente 25.500 euro ma grazie alle promozioni di gennaio 2018 della Casa giapponese bastano 24.500 euro per acquistarla. L’offerta – valida solo per vetture in stock – può essere abbinata ad un finanziamento (TAN 0%, TAEG 0,15%) che comprende un anticipo di 11.750 euro e altri 12.750 euro da pagare fra due anni.

Mazda MX-5Mazda MX-5

Mini CabrioMini Cabrio

Mini Cabrio

L’Ecobonus Mini – che offre uno sconto di 2.000 euro ai proprietari di veicoli diesel Euro 4 o inferiori a fronte dell’acquisto di un’auto della Casa britannica con emissioni di CO2 fino a 130 g/km – prosegue anche a gennaio 2018. Questo significa che la Cabrio One costa 21.500 euro anziché 23.500.

Mini CabrioMini Cabrio

Nissan QashqaiNissan Qashqai

Nissan Qashqai

Bastano 19.250 euro (invece di 20.950) a gennaio 2018 per entrare in possesso della Nissan Qashqai più economica del listino (la 1.2 DIG-T Visia).

Nissan QashqaiNissan Qashqai

Toyota YarisToyota Yaris

Toyota Yaris

La Toyota Yaris 1.0 3p. Cool costa ufficialmente 14.450 euro ma grazie alle promozioni di gennaio 2018 della Casa nipponica sono sufficienti 10.150 euro per acquistarla. L’offerta, valida solo in caso di rottamazione, può essere abbinata ad un finanziamento (TAN fisso 4,95%, TAEG 7,53%): 1.850 euro di anticipo, 47 rate da 124,70 euro e una maxirata finale da 4.060 euro.

Toyota YarisToyota Yaris

Volkswagen GolfVolkswagen Golf

Volkswagen Golf

Grazie allo sconto di 3.500 euro offerto da Volkswagen a gennaio 2018 la Golf 1.6 TDI 3p. con l’aggiunta del Tech Pack (App-Connect, Mirror Pack, Park Pilot e Climatronic) costa 23.800 euro invece di 27.300. L’offerta può essere abbinata ad un finanziamento (TAN fisso 3,99%, TAEG 5,18%): anticipo di 6.391,73 euro, 35 rate da 189,00 euro e una maxirata finale da 12.591,74 euro.

Volkswagen GolfVolkswagen Golf

Auto in promozione

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Kia Niro EV Concept: in anteprima al CES 2018

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L’imminente Consumer Electronics Show 2018 (CES) sarà una delle primissime vetrine internazionali dell’anno in cui i costruttori di auto inizieranno a svelare le novità, tecnologiche e non solo, del 2018 (e dei prossimi anni). Dalla mobilità elettrica alla connettività, senza tralasciare la guida autonoma, questi saranno i temi ricorrenti di questo CES 2018.

La Casa coreana Kia ha confermato la sua presenza alla kermesse statunitense e lo farà con una interessante concept car. Si tratta della futura Kia Niro EV che arriverà carica con tutte le tecnologie più avanzate della marca.

Interfaccia HMI e illuminazione Motion Graphic

Tra le varie novità la Kia Niro EV sarà infatti dotata dell’interfaccia HMI e di un sistema avanzato di illuminazione chiamato “Motion Graphic”, oltre a possedere, come prima auto al mondo, la connessione 5G.

Fino a 500 km di autonomia

Il powertrain sarà elettrico e alimentato da un pacchetto di batterie ad alta efficienza. Dovrebbe trattarsi molto probabilmente della stessa meccanica adottata dalla Hyundai Ioniq: un propulsore elettrico da 88 kW (120 CV) alimentato da batterie agli ioni di litio con due step di potenza offerti, da 39,2 e 64,2 kWh. Querst’ultima opzione dovrebbe permettere alla coreana elettrica di percorrere fino a 500 km (Ciclo NEDC) con una sola ricarica. La versione di produzione dovrebbe debuttare al Salone di Ginevra 2018 il prossimo mese di marzo.

Primo contatto

Kia Niro: le prime impressioni di guida

Al volante della nuova crossover ibrida coreana

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Peugeot presenta la 308 TCR

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Peugeot Sport ha presentato la nuova 308 CTR, la versione da corsa derivata dalla 308 Racing Cup, pronta a gareggiare, sotto il regolamento TCR, nella coppa del Mondo Turismo (WTCR). I Team privati potranno iniziare ad acquistare la compatta del Leone ad un prezzo di partenza di 109.000 euro, anche se le prime consegne sono previste non prima di marzo.

Va comunque ricordato che la Peugeot 308 Racing Cup rispondeva già ai requisiti TCR, ma la fusione tra il WTCC e la TCR International Series ha portato il brand francese a sviluppare un’auto specifica peri il WTCR. Il risultato è un’auto più radicale la cui meccanica e aerodinamica sono state ottimizzate.

 

Sport

Peugeot 308 Racing Cup, solo per la pista

La versione da gara della compatta del Leone – dotata di un motore 1.6 da 308 CV – debutterà al Salone di Francoforte 2015

Sotto il cofano la Peugeot 308 TCR mantiene lo stesso motore della Racing Cup, dovutamente modificato. SI tratta del 1.6 turbo (il regolamento permette una cilindrata fino a 2.0 litri) in grado di erogare 350 CV di potenza e 420 Nm di coppia a partire dai 3.000 giri.

Disegnato per resistere a un ciclo di vita di 5.000 km, quasi il doppio del chilometraggio che si realizza in una stagione completa del WTCR, questo propulsore è abbinato a una trasmissione sequenziale a sei rapporti con leve al volante. Le sospensioni sono state disegnate in maniera specifica con barre stabilizzatrici regolabili su entrambi gli assi. Praticamente infinite, poi, le possibilità di regolazioni del chassis, in grado di adattarsi ad ogni tipo di circuito.

I cerchi da 18 pollici nascondono dischi ventilati da 378 mm con pinze a sei pistoncini all’anteriore e dischi da 270 mm al posteriore con pinze a due pistoncini.

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Infiniti Q Inspiration Concept: la berlina del futuro

INFINITI Q Inspiration ConceptINFINITI Q Inspiration Concept

Il primo grande evento dell’anno del panorama automotive sarà il Salone di Detroit 2018 che aprirà le porte il prossimo 15 gennaio.

La kermesse statunitense sarà ricca di novità e tra queste ci sarà la Q Inspiration Concept, un’inedita concept car targata Infiniti. Si tratta di una reinterpretazione in chiave moderna della berlina classica secondo il brand premium giapponese che, tra le altre cose, anticipa il futuro linguaggio stilistico della Casa.

Karim Habib, direttore del design di Infiniti, ha commentato questo prototipo dicendo:

“Il nostro obiettivo è portare la berlina di architettura tradizionale a una seguente tappa evolutiva. La Q Inspiration Concept offre una forma alternativa dalle linee più fluide del normale e dall’aspetto muscoloso, con un abitacolo inusualmente lungo ed equilibrato. Insieme alla sperimentazione di nuove proporzioni e all’arrivo di motori più intelligenti e compatti, la Infiniti Q Inspiration Concept presenta un cofano più corto e un corpo allungato con tutti i benefici per i passeggeri, la comodità e lo spazio che garantisce questo design”.

Per ora Infiniti ha rilasciato solo un’immagine della nuova Q Inspiration Concept. Per vederla dal vivo e conoscere tutti i dettagli bisognerà aspettare l’unveiling al North American International Auto Show.

Anteprime

Infiniti, a Detroit 2018 arriva un nuovo concept

Anticipa un nuovo linguaggio stilistico del brand

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Volkswagen Golf, la storia del design

Volkswagen Golf prima generazioneVolkswagen Golf prima generazione

Volkswagen Golf seconda generazioneVolkswagen Golf seconda generazione

Volkswagen Golf terza generazioneVolkswagen Golf terza generazione

Volkswagen Golf quarta generazioneVolkswagen Golf quarta generazione

Volkswagen Golf quarta generazione designVolkswagen Golf quarta generazione design

Volkswagen Golf quinta generazioneVolkswagen Golf quinta generazione

Volkswagen Golf evoluzione design 5Volkswagen Golf evoluzione design 5

Volkswagen Golf evoluzione design 2Volkswagen Golf evoluzione design 2

Volkswagen Golf evoluzione design 4Volkswagen Golf evoluzione design 4

Volkswagen Golf quinta generazione design 2Volkswagen Golf quinta generazione design 2

Volkswagen Golf GTI quinta generazione designVolkswagen Golf GTI quinta generazione design

Volkswagen Golf quinta generazione design interniVolkswagen Golf quinta generazione design interni

Volkswagen Golf quinta generazione design tre quarti posterioreVolkswagen Golf quinta generazione design tre quarti posteriore

Volkswagen Golf Variant sesta generazione design tre quarti posterioreVolkswagen Golf Variant sesta generazione design tre quarti posteriore

Volkswagen Golf Variant quinta generazione designVolkswagen Golf Variant quinta generazione design

Volkswagen Golf quinta generazione designVolkswagen Golf quinta generazione design

Volkswagen Golf sesta generazioneVolkswagen Golf sesta generazione

Volkswagen Golf sesta generazione design frontaleVolkswagen Golf sesta generazione design frontale

Volkswagen Golf Cabriolet sesta generazione design tre quarti posterioreVolkswagen Golf Cabriolet sesta generazione design tre quarti posteriore

Volkswagen Golf sesta generazione designVolkswagen Golf sesta generazione design

Volkswagen Golf settima generazioneVolkswagen Golf settima generazione

Volkswagen Golf evoluzione designVolkswagen Golf evoluzione design

Volkswagen Golf evoluzione design 3Volkswagen Golf evoluzione design 3

Volkswagen Golf GTI evoluzione designVolkswagen Golf GTI evoluzione design

Volkswagen Golf GTI settima generazione designVolkswagen Golf GTI settima generazione design

Volkswagen Golf R settima generazione designVolkswagen Golf R settima generazione design

Volkswagen Golf settima generazione design profiloVolkswagen Golf settima generazione design profilo

Volkswagen Golf settima generazione designVolkswagen Golf settima generazione design

Volkswagen Golf settima generazione GTI Performance designVolkswagen Golf settima generazione GTI Performance design

Volkswagen Golf settima generazione GTI Performance GTE e e-Golf designVolkswagen Golf settima generazione GTI Performance GTE e e-Golf design

 

Passano gli anni ma la Volkswagen Golf resta la compatta più amata dagli italiani: la “segmento C” di Wolfsburg ha conquistato il pubblico grazie ai contenuti (le linee, per quanto sempre riuscite, non sono mai state particolarmente sexy o originali) ma nonostante questo può vantare alcune idee di design interessanti.

Scopriamo insieme la storia del design della Volkswagen Golf: una vettura nata quasi 45 anni fa grazie ad un designer italiano…

Volkswagen Golf prima generazioneVolkswagen Golf prima generazione

Volkswagen Golf prima generazione (1974)

La prima generazione della Volkswagen Golf – nata nel 1974 per rimpiazzare l’obsoleto Maggiolino – non rappresenta solo una rivoluzione tecnica rispetto al passato (motore anteriore trasversale raffreddato ad acqua e trazione anteriore) ma anche stilistica.

Disegnata nientepopodimeno che dal nostro Giorgetto Giugiaro, presenta forme oggi considerate tradizionali (due volumi e portellone posteriore) ma all’epoca utilizzate prevalentemente solo dalle compatte francesi. La maggioranza delle rivali aveva ancora la coda sporgente…

Nel 1976 debutta la variante sportiva della Volkswagen Golf – la GTI – mentre nel 1980 è la volta della Cabriolet, caratterizzata da un vistoso roll-bar fisso.

Volkswagen Golf seconda generazioneVolkswagen Golf seconda generazione

Volkswagen Golf seconda generazione (1983)

La seconda generazione della Volkswagen Golf del 1983 riprende le forme dell’antenata ma è più “cicciona”. Di questa serie non esiste la variante Cabriolet.

Il leggero restyling del 1987 svecchia la linea togliendo i deflettori fissi dalle portiere anteriori mentre è da segnalare la variante Country del 1990: assetto rialzato, protezioni per la carrozzeria e ruota di scorta sporgente. Una SUV ante litteram…

Volkswagen Golf terza generazioneVolkswagen Golf terza generazione

Volkswagen Golf terza generazione (1991)

La prima rivoluzione del design per la Volkswagen Golf arriva con la terza generazione realizzata nel 1991 dallo statunitense J Mays (l’uomo che tre anni più tardi disegnerà la Volkswagen Concept 1, prototipo che ispirerà la New Beetle).

La prima Volkswagen di sempre ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento di Auto dell’Anno (nel 1992) presenta forme arrotondate e un elemento stilistico che diventerà una costante di tutte le Golf successive: il montante posteriore massiccio.

Il 1994 è l’anno del ritorno della Volkswagen Golf Cabriolet (sempre con roll-bar fisso) e del debutto della station wagon Variant (non molto originale, a dire il vero).

Due anni più tardi è invece la volta della versione limitata (poco più di 250 esemplari prodotti) Harlequin, verniciata con quattro colori diversi (blu, giallo, rosso e verde) sparsi per tutta la carrozzeria.

Volkswagen Golf quarta generazioneVolkswagen Golf quarta generazione

Volkswagen Golf quarta generazione designVolkswagen Golf quarta generazione design

 

Volkswagen Golf quarta generazione (1997)

La quarta generazione della Volkswagen Golf – nata nel 1997 – punta tutto sulla qualità percepita: design maturo e interni rifiniti con estrema cura impreziositi dalla colorazione blu usata per la strumentazione.

Per realizzare la versione Cabriolet si applica invece semplicemente il nuovo frontale alla vecchia serie della scoperta di Wolfsburg.

Volkswagen Golf quinta generazione design 2Volkswagen Golf quinta generazione design 2

Volkswagen Golf quinta generazioneVolkswagen Golf quinta generazione

Volkswagen Golf quinta generazione designVolkswagen Golf quinta generazione design

Volkswagen Golf Variant quinta generazione designVolkswagen Golf Variant quinta generazione design

Volkswagen Golf quinta generazione design tre quarti posterioreVolkswagen Golf quinta generazione design tre quarti posteriore

Volkswagen Golf quinta generazione design interniVolkswagen Golf quinta generazione design interni

Volkswagen Golf GTI quinta generazione designVolkswagen Golf GTI quinta generazione design

Volkswagen Golf evoluzione design 5Volkswagen Golf evoluzione design 5

Volkswagen Golf evoluzione design 4Volkswagen Golf evoluzione design 4

 

Volkswagen Golf quinta generazione (2004)

La quinta generazione della Volkswagen Golf è quella meno riuscita esteticamente: forme poco originali e una minore sensazione di qualità percepita.

La versione Cabriolet sparisce dai listini mentre entra in commercio la variante monovolume Plus.

Volkswagen Golf sesta generazione designVolkswagen Golf sesta generazione design

Volkswagen Golf sesta generazioneVolkswagen Golf sesta generazione

Volkswagen Golf Variant sesta generazione design tre quarti posterioreVolkswagen Golf Variant sesta generazione design tre quarti posteriore

Volkswagen Golf sesta generazione design frontaleVolkswagen Golf sesta generazione design frontale

Volkswagen Golf Cabriolet sesta generazione design tre quarti posterioreVolkswagen Golf Cabriolet sesta generazione design tre quarti posteriore

 

Volkswagen Golf sesta generazione (2009)

La Volkswagen Golf del 2009 è ufficialmente considerata come la sesta generazione della compatta teutonica anche se in realtà non è altro che un profondo restyling realizzato dal nostro Walter de Silva per regalare più personalità alla quinta serie.

Tra gli elementi più interessanti segnaliamo il frontale (contraddistinto dalla linea orizzontale della calandra tra i proiettori ispirata alla prima Golf) e i gruppi ottici posteriori simili a quelli della grande SUV Touareg. Negli interni spicca invece la strumentazione che ricorda quella della Passat CC.

Il 2011 è l’anno del ritorno della Cabriolet, per la prima volta senza roll-bar a vista.

Volkswagen Golf settima generazioneVolkswagen Golf settima generazione

Volkswagen Golf settima generazione GTI Performance GTE e e-Golf designVolkswagen Golf settima generazione GTI Performance GTE e e-Golf design

Volkswagen Golf settima generazione GTI Performance designVolkswagen Golf settima generazione GTI Performance design

Volkswagen Golf settima generazione designVolkswagen Golf settima generazione design

Volkswagen Golf settima generazione design profiloVolkswagen Golf settima generazione design profilo

Volkswagen Golf R settima generazione designVolkswagen Golf R settima generazione design

Volkswagen Golf GTI settima generazione designVolkswagen Golf GTI settima generazione design

Volkswagen Golf GTI evoluzione designVolkswagen Golf GTI evoluzione design

Volkswagen Golf evoluzione designVolkswagen Golf evoluzione design

Volkswagen Golf evoluzione design 3Volkswagen Golf evoluzione design 3

Volkswagen Golf evoluzione design 2Volkswagen Golf evoluzione design 2

 

Volkswagen Golf settima generazione (2012)

La settima generazione della Volkswagen Golf – quella attualmente in commercio – nasce nel 2012 e si aggiudica l’anno seguente il premio di Auto dell’Anno.

L’ultima evoluzione della compatta tedesca riprende le forme della sesta serie ma con linee più spigolose. La differenza più rilevante nell’abitacolo riguarda invece la consolle centrale orientata verso il guidatore.

Tante le novità nella gamma: spariscono la Cabriolet e la monovolume Plus (quest’ultima rimpiazzata dalla Sportsvan) e debutta la Alltrack (versione “suvveggiante” della station wagon Variant).

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