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10 auto che consumano poco
Le auto che consumano poco sono molto apprezzate in tempi di crisi: consentono di risparmiare al momento di fare il pieno e trovano facilmente clienti in caso di rivendita. Nella nostra guida all’acquisto di questo mese abbiamo pensato di proporvi dieci modelli – appartenenti a diversi segmenti – che dichiarano percorrenze superiori a 20 km/l: vetture per tutti i gusti e tutte le tasche poco amate dai benzinai.Alfa Romeo Giulietta 1.6 JTDm-2 (25,6 km/l)L’Alfa Romeo Giulietta 1.6 JTDm-2 (prezzi da 24.750 euro) è la versione più parca della compatta più amata dagli italiani: il propulsore turbodiesel da 120 CV potrebbe bere meno nel ciclo urbano (20,0 km/l dichiarati) ma può vantare una buona quantità di coppia.Audi A6 2.0 TDI S tronic (23,8 km/l)Può un’elegante ammiraglia che sfiora i cinque metri di lunghezza (4,93, per la precisione) e che pesa più di 1,5 tonnellate dichiarare consumi simili a quelli di una piccola? Certo, se si chiama Audi A6 2.0 TDI S tronic (prezzi da 45.950 euro): la presenza del valido cambio automatico a doppia frizione consente di incrementare le percorrenze già buone offerte dal motore a gasolio da 150 CV.BMW 320d Efficient Dynamics automatica (26,3 km/l)La BMW 320d Efficient Dynamics è ancora più efficiente se dotata dell’eccellente cambio automatico a otto rapporti: ad un prezzo di 42.200 euro offre percorrenze degne di un’utilitaria, prestazioni da sportiva DOC (163 CV, 400 Nm di coppia e 7,8 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) e un incredibile piacere di guida (merito della trazione posteriore). La dotazione di serie dell’allestimento Advantage è completa mentre lo spazio a disposizione della testa dei passeggeri posteriori è un po’ carente.Fiat Panda Natural Power (32,3 km/kg)La Fiat Panda Natural Power è adatta agli amanti del risparmio (prezzi da 14.750 euro) e dell’ambiente (è alimentata a metano). Facile da parcheggiare (è lunga poco più di 3,60 metri), presenta finiture migliorabili ed è poco spaziosa se paragonata a vetture di categoria superiore che costano poco di più.Ford C-Max 7 1.5 TDCi (24,4 km/l)La Ford C-Max 7 1.5 TDCi (prezzi da 24.500 euro) è la dimostrazione che anche le auto a sette posti sanno regalare consumi contenuti. La monovolume compatta dell’Ovale Blu ha guadagnato con il restyling un frontale più aggressivo ma presenta ancora alcune imperfezioni nell’assemblaggio dei pannelli della carrozzeria.Lancia Ypsilon Metano (32,3 km/kg)La Lancia Ypsilon a metano (prezzi da 16.650 euro) non è un fulmine di guerra (“0-100” in 13,1 secondi) e, come la “cugina” Fiat Panda (con cui condivide il motore e il pianale), monta un propulsore un po’ rumorosetto. In compenso è una delle piccole più adatte al pubblico femminile.Nissan Qashqai 1.5 dCi (26,3 km/l)Chi dice che le SUV consumano tanto non ha mai guidato una Nissan Qashqai 1.5 dCi (prezzi da 22.800 euro): grazie al riuscitissimo motore turbodiesel da 110 CV firmato Renault la Sport Utility nipponica (che può oltretutto vantare una lunga garanzia di tre anni o 100.000 km) è una delle proposte meno assetate del segmento.Opel Mokka 1.6 CDTI 4×2 (24,4 km/l)La Opel Mokka 1.6 CDTI 4×2 (prezzi da 24.350 euro) è una SUV molto amata nel nostro Paese: spaziosa e ben rifinita, monta un motore vivace e poco assetato che potrebbe essere più pronto ai bassi regimi.Renault Clio 1.5 dCi 83 g/km (31,3 km/l)La Renault Clio 1.5 dCi 83 g/km è una versione ecologica della piccola francese che dall’1 settembre sarà acquistabile solo a km zero in quanto ancora Euro 5. Perfetta in città (nel ciclo urbano dichiara 27,8 km/l) e divertente nelle curve, monta un ottimo propulsore a gasolio da 90 CV che beve poco in qualsiasi condizione di guida.Volkswagen Passat 1.6 TDI BlueMotion (27,0 km/l)La Volkswagen Passat 1.6 TDI BlueMotion (prezzi da 31.550 euro) è una berlina perfetta per chi percorre molti chilometri per lavoro: ha un bagagliaio immenso adatto anche alle esigenze familiari e nonostante le dimensioni ingombranti riesce a bere pochissimo gasolio. Merito di un motore ben progettato e di una serie di soluzioni intelligenti come l’assetto ribassato e gli pneumatici con resistenza al rotolamento ottimizzata.

Fonte:
Renault Clio: guida all’acquisto
La Renault Clio è una delle piccole più sexy in commercio: la “segmento B” francese – arrivata alla quarta generazione – è disponibile in due varianti di carrozzeria (cinque porte e station wagon Sporter) e può vantare una gamma completa adatta a tutti i gusti e a tutte le tasche.In queste due guide all’acquisto (una relativa alla berlina, l’altra alla familiare) vi mostreremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.Renault Clio: guida all’acquistoNon fatevi ingannare dalle forme sportive della Renault Clio: i principali punti di forza della piccola transalpina riguardano infatti la versatilità. Le dimensioni esterne piuttosto ingombranti (oltre 4,05 metri di lunghezza, una cattiva notizia per chi deve parcheggiarla) hanno permesso di ricavare un abitacolo molto spazioso nella zona delle gambe dei passeggeri posteriori (ma con pochi centimetri a disposizione della testa degli occupanti più alti) e un bagagliaio immenso: 300 litri che diventano 1.146 quando si abbatte il divano.Le note dolenti arrivano alla voce finiture: la plancia è realizzata con plastiche morbide ma di bassa qualità e gli assemblaggi interni ed esterni presentano numerose imprecisioni.Gli allestimenti della Renault ClioGli allestimenti della Renault Clio sono dieci: Wave, Live, Ecobusiness, Costume National, Energy, GT Line, GT, R.S., Monaco GP e R.S. Trophy.La versione “base” Wave (disponibile solo con motori fino a 75 CV), secondo noi, ha già tutto quello che serve: accensione motore con pulsante, airbag frontali e laterali testa-torace, alzacristalli elettrici anteriori, apertura/chiusura portiere con scheda, assistenza alla partenza in salita, attacchi Isofix, chiusura centralizzata, climatizzatore manuale, controlli di stabilità e trazione, cruise control e volante regolabile in altezza e profondità.La Renault Clio Live (1.450 euro più della Wave a parità di motore) non è molto più ricca visto che può vantare solo l’autoradio MP3 Bluetooth USB Aux-In 4x20W con comandi al volante, il navigatore satellitare e il sedile del conducente regolabile in altezza. La Energy (disponibile esclusivamente con propulsori di 90 CV) ha un prezzo interessante e rispetto alla Live offre l’apertura/chiusura porte senza chiave, i fendinebbia, lo stop&start e il volante in pelle.Piuttosto cara la GT (abbinata esclusivamente al motore 1.2 TCe da 120 CV), priva di fendinebbia e dotata di accensione automatica dei fari, autoradio 4x35W, cambio automatico, cerchi in lega da 17”, minigonne laterali, navigatore satellitare, pedaliera in alluminio e RS Drive (tre modalità di guida: Normal, Sport e Race) mentre la R.S. “entry-level” da 200 CV è piuttosto abbordabile e presenta nella dotazione di serie il doppio scarico, la leva del freno a mano in pelle con impunture rosse, lo spoiler specifico, i vetri privacy e il volante Renault Sport con impunture rosse e banda rossa al punto zero.Passando alle versioni speciali della Renault Clio segnaliamo l’essenziale Ecobusiness (disponibile solo con il motore 1.5 dCi da 90 CV, perfetta per chi vuole la variante diesel della “segmento B” francese e 650 euro più economica della Energy a partità di propulsore) – dotazione simile alla Live con l’aggiunta del sistema di guida efficiente ECO MOD con pulsante di attivazione – e la ricca Costume National (in commercio con motori fino a 90 CV) che con soli 550 euro in più rispetto alla Live a parità di unità aggiunge i fendinebbia, il navigatore satellitare, i sensori di parcheggio posteriori e la vernice opaca speciale Bianco Ghiaccio.L’allestimento sportiveggiante GT Line (offerta solo con motori da 90 CV) costa 650 euro più della Energy e può vantare i cerchi in lega (ma non i fendinebbia, non disponibili neanche come optional). Piuttosto costose le due “evoluzioni” della R.S.: l’elegante (ma non molto ricca) Monaco GP costa 1.150 euro più della “normale” e aggiunge alla dotazione gli interni in pelle e il tetto nero mentre la cattivissima Trophy da 220 CV ha una dotazione simile a quella della R.S. “normale”.Renault Clio: tutti i modelli in listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Renault Clio. La gamma motori della piccola francese è composta da otto unità: cinque a benzina (1.2 da 73 e 120 CV, 0.9 TCe da 90 CV e 1.6 da 200 e 220 CV), un 1.2 a GPL da 73 CV e un 1.5 turbodiesel dCi da 75 e 90 CV.Renault Clio 1.2 (da 13.600 euro)La Renault Clio 1.2 (prezzi fino a 15.600 euro) è a nostro avviso la scelta più adatta: monta un propulsore silenzioso e ricco di coppia (107 Nm) piuttosto assetato di carburante (18,2 km/l dichiarati).Renault Clio 0.9 TCe (da 16.100 euro)La Renault Clio 0.9 TCe (prezzi fino a 17.100 euro) non è un fulmine di guerra (12,2 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) ma sa essere divertente: merito di un assetto ben studiato e di un’agilità nelle curve difficile da trovare in altre rivali. Il propulsore sovralimentato ha una cilindrata contenuta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto ma è ancora Euro 5 e presenta alti e bassi alla voce consumi: buoni in città (17,9 km/l sulle varianti stop&start), meno buoni nel ciclo extraurbano (23,8 km/l dichiarati sulla Costume National, priva di questo dispositivo).Renault Clio 1.2 TCe (19.550 euro)La Renault Clio 1.2 TCe è l’ideale per chi cerca il piacere di guida: divertente nelle curve, silenziosa in marcia e dotata di un motore potente (120 CV), ricco di coppia (190 Nm) e vivace (“0-100” in 9,4 secondi). Il propulsore – però – è ancora Euro 5, ha una cilindrata più elevata rispetto ad alcune rivali (notizia che può interessare chi si trova in una classe assicurativa alta), consuma parecchio (19,2 km/l dichiarati) e inizia ad offrire una spinta interessante solo dopo quota 2.000 giri.Renault Clio 1.6 T 200 CV (da 23.800 euro)La Renault Clio 1.6 T 200 CV (prezzi fino a 24.950 euro) – nota anche come R.S. – è una piccola sportiva molto piacevole da guidare: agile, potente e con una cilindrata contenuta, presenta però numerose note negative. Un motore ancora Euro 5 dall’erogazione poco convincente ai bassi regimi (nonostante la sovralimentazione), piuttosto assetato (15,9 km/l dichiarati) e con un sound fastidioso in autostrada e un cambio automatico poco reattivo (nonostante sia a doppia frizione). Diverse concorrenti, inoltre, impiegano meno tempo a scattare da 0 a 100 km/h (la “segmento B” della Régie ci mette 7 secondi netti).Renault Clio 1.6 T 220 CV (25.900 euro)Se siete interessati alla Renault Clio R.S. è meglio rivolgersi alla più potente 1.6 T 220 CV (nota come Trophy): grazie all’assetto ribassato, alle sospensioni più rigide, al cambio più rapido nei passaggi marcia (ma ancora poco coinvolgente) e – soprattutto – all’incremento di potenza e di coppia (280 Nm anziché 240) è più scattante (6,5 secondi sullo 0-100) e più piacevole da guidare. Il propulsore – poco cattivo in fase di allungo – beve meno di quello della R.S. normale (16,9 km/l dichiarati, comunque un valore ancora piuttosto alto) e il sound “garbato” nell’uso normale può sedurre gli automobilisti che in un mezzo di questo tipo non possono rinunciare ad un pizzico di comfort.Renault Clio 1.2 GPL (da 15.100 euro)La Renault Clio 1.2 GPL (prezzi fino a 17.100 euro) è dedicata a chi vuole risparmiare al momento di fare il pieno: la versione a gas della piccola francese monta però un propulsore Euro 5 non molto vivace ai bassi regimi e piuttosto assetato di carburante (13,9 km/l).Renault Clio 1.5 dCi 75 CV (da 15.500 euro)La Renault Clio 1.5 dCi 75 CV (prezzi fino a 17.500 euro) non è un mostro di cattiveria – 14,3 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h e una spinta buona ma non eccezionale ai bassi regimi – ma grazie al peso contenuto e ad un eccellente pacchetto sterzo/freni sa come divertire nelle curve.Renault Clio 1.5 dCi 90 CV (da 17.700 euro)La Renault Clio 1.5 dCi 90 CV (prezzi fino a 20.600 euro) è a nostro avviso la versione da acquistare se siete interessati al diesel. Comoda e silenziosa nei lunghi viaggi (solo alle alte velocità si avverte qualche fastidioso fruscio aerodinamico), consuma poco (31,3 km/l dichiarati per la variante “verde” Ecobusiness) ed è guidabile dai neopatentati (ma solo l’automatica EDC, non molto rapida nei passaggi marcia). Purtroppo il propulsore, ancora Euro 5, non brilla alla voce “prestazioni” (12,9 secondi sullo “0-100” per l’automatica) e potrebbe essere più elastico.Renault Clio: gli optionalGli optional irrinunciabili per chi si appresta ad acquistare una Renault Clio “base” (la Wave) sono i sensori di parcheggio posteriori (220 euro), la vernice metallizzata (600 euro) e il Wave Pack New (750 euro: autoradio, fendinebbia e sedile conducente regolabile in altezza). Aggiungeremmo anche la tinta metallizzata sulla Live insieme ai fendinebbia (200 euro) e al Premium Pack (450 euro: accensione automatica dei fari e sensori pioggia, climatizzatore automatico e sensori di parcheggio posteriori).La versione Energy andrebbe arricchita, oltre che con la vernice metallizzata, con i cerchi in lega da 16” (250 euro) e il Premium Plus Pack (450 euro: accensione automatica dei fari e sensori pioggia, alzacristalli elettrici posteriori, climatizzatore automatico, retrovisori ripiegabili elettricamente e sensori di parcheggio posteriori). La tinta metallizzata starebbe bene anche sulla GT e sulla R.S. insieme al Premium Camera Pack (600 euro: alzacristalli elettrici posteriori, climatizzatore automatico, retrovisori ripiegabili elettricamente e telecamera posteriore) e ai sensori di parcheggio posteriori (220 euro).Passiamo alle versioni speciali della Renault Clio “normale” (su tutte e tre la vernice metallizzata è d’obbligo): la Ecobusiness avrebbe bisogno dei fendinebbia e dei sensori di parcheggio posteriori, sulla Costume National ci vorrebbero i cerchi in lega da 16” (200 euro) e il Relax Pack Costume National (200 euro) mentre la dotazione della GT Line andrebbe arricchita con l’antifurto (277 euro) e il Premium Plus Pack.Per quanto riguarda le due versioni speciali della R.S. sulla Monaco GP aggiungeremmo l’antifurto (204 euro), il Premium Camera Pack (350 euro: alzacristalli elettrici posteriori, climatizzatore automatico, retrovisori ripiegabili elettricamente e telecamera posteriore) e i sensori di parcheggio posteriori (272 euro) mentre per incrementare il comfort sulla Trophy consigliamo il Premium Camera Pack (600 euro), i sensori di parcheggio posteriori (220 euro) e la vernice metallizzata.Renault Clio Sporter: guida all’acquistoPer essere una piccola station wagon la Renault Clio Sporter è piuttosto ingombrante (sfiora i 4,30 metri di lunghezza): spaziosa come la berlina (i passeggeri posteriori hanno parecchi centimetri a disposizione per le gambe e le spalle, non molti nella zona della testa), può vantare un bagagliaio più ampio e rifinito con maggiore cura.Gli allestimenti della Renault Clio SporterGli allestimenti della Renault Clio Sporter sono sei: Wave, Live, Costume National, Ecobusiness, Energy e GT.La versione “entry-level” Wave – commercializzata solo con motori da 75 CV, economica ma non molto completa – offre airbag frontali e laterali testa-torace, alzacristalli elettrici anteriori, assistenza alla partenza in salita, attacchi Isofix, barre sul tetto nere, climatizzatore manuale, controlli di stabilità e trazione, cruise control e volante regolabile in altezza e in profondità. La Live (anch’essa disponibile solo con 75 CV, 1.350 euro in più a parità di motore) aggiunge l’autoradio 4x20W Bluetooth USB Aux-in con comandi al volante, le barre sul tetto satinate, i fendinebbia, il navigatore satellitare e il sedile del conducente regolabile in altezza.L’allestimento Energy è, a nostro avviso, quello più equilibrato tra quelli disponibili per la Renault Clio Sporter: abbinabile esclusivamente a propulsori da 90 CV, ha un buon rapporto qualità/prezzo e offre l’apertura/chiusura porte senza chiave, i cerchi in lega da 16” e il sistema di guida efficiente ECO MOD con pulsante di attivazione. La GT (presente solo con il propulsore 1.2 TCe da 120 CV e priva di fendinebbia) risponde con accensione automatica dei fari e sensori pioggia, autoradio 4x35W, cambio automatico, cerchi in lega da 17” e navigatore satellitare.Per quanto riguarda le versioni speciali segnaliamo l’economica variante Ecobusiness (solo con il motore 1.5 dCi da 90 CV), consigliata a chi vuole una turbodiesel: costa 650 euro meno della Energy e ha una dotazione simile a quella della Live (con l’aggiunta del sistema ECO MOD). La ricca Costume National (non disponibile con i propulsori 1.2, 350 euro più della Live a parità di motore) risponde invece con i fendinebbia, il navigatore satellitare, i sensori di parcheggio posteriori e la vernice opaca speciale Bianco Ghiaccio.Renault Clio Sporter: tutti i modelli in listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Renault Clio Sporter. La gamma motori della piccola station wagon francese è composta da cinque unità: tre a benzina (1.2 da 73 CV e 0.9 da 90 CV) e due 1.5 turbodiesel dCi da 75 e 90 CV.Renault Clio Sporter 1.2 (da 14.400 euro)La Renault Clio Sporter 1.2 (prezzi fino a 15.750 euro) monta un motore silenzioso (occhio però ai fruscii aerodinamici alle alte velocità), ricco di coppia (107 Nm) e abbastanza scattante (14,5 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari) penalizzato da un’erogazione concentrata in un ridotto numero di giri. Un propulsore non molto potente (73 CV) e dalla cilindrata più elevata rispetto alla concorrenza (che si ferma al litro) piuttosto assetato di benzina (18,2 km/l dichiarati).Renault Clio Sporter 0.9 TCe (da 16.600 euro)La Renault Clio Sporter 0.9 TCe (prezzi fino a 17.150 euro) è, secondo noi, la scelta migliore per chi intende acquistare una variante a benzina della baby station wagon della Régie: pur non essendo molto vivace (12,2 secondi sullo “0-100”) sa come divertire grazie ad un assetto non troppo morbido, ad un peso non troppo elevato, a freni potentissimi e ad uno sterzo preciso. Il motore sovralimentato a tre cilindri ha una cilindrata contenuta e beve poco (22,2 km/l sulle versioni dotate di stop&start) ma è ancora Euro 5, è un po’ rumorosetto, è povero di coppia (135 Nm) e potrebbe essere più brioso sotto i 2.000 giri.Renault Clio Sporter 1.2 TCe (20.250 euro)La Renault Clio Sporter 1.2 TCe conserva gli stessi pregi e difetti della variante berlina. In sintesi: piacevole da guidare, scattante ma ancora Euro 5 e con un’erogazione poco convincente sotto quota 2.000 giri.Renault Clio Sporter 1.5 dCi 75 CV (da 16.300 euro)La Renault Clio Sporter 1.5 dCi 75 CV (prezzi fino a 18.000 euro) è divertente, comoda, silenziosa (se si escludono, come sempre, i marcati fruscii aerodinamici in autostrada) e poco assetata (27,8 km/l dichiarati). Il motore, però, è ancora Euro 5, ha una cilindrata più elevata rispetto alla concorrenza, potrebbe essere più pronto ai bassi regimi e non ha una gran quantità di coppia (200 Nm).Renault Clio Sporter 1.5 dCi 90 CV (da 18.400 euro)La Renault Clio Sporter 1.5 dCi 90 CV è secondo noi la scelta ideale per chi non può rinunciare al diesel: beve poco (specialmente nel ciclo extraurbano: 33,3 km/l dichiarati per l’ecologica Ecobusiness), ha un motore silenzioso e può essere guidata dai neopatentati (l’automatica EDC). Anche in questo caso, però, bisogna fare i conti con un propulsore Euro 5 poco vivace (12,1 secondo sullo “0-100” per la Ecobusiness), non molto “coppioso” (220 Nm) e dalla cilindrata elevata.Renault Clio Sporter: gli optionalLa dotazione di serie della Renault Clio Sporter “base” – la Wave – andrebbe impreziosita con i sensori di parcheggio posteriori (272 euro), la vernice metallizzata (600 euro) e il Wave Pack (750 euro: autoradio MP3 USB Bluetooth Aux-in e fendinebbia). Sulla Live aggiungeremmo invece, oltre alla tinta metallizzata, i cerchi in lega da 16” e il Premium Pack Live (450 euro: accensione automatica dei fari, climatizzatore automatico, sensori di parcheggio posteriori e sensori pioggia).La variante Energy andrebbe arricchita con la tinta metallizzata, con l’antifurto (277 euro) e con il Premium Pack Plus Energy (450 euro: accensione automatica fari e tergicristalli, alzacristalli elettrici posteriori, climatizzatore automatico, retrovisori ripiegabili elettricamente e sensori di parcheggio posteriori) mentre sulla GT ci vorrebbero – oltre alla consueta vernice metallizzata – il Premium Camera Pack (600 euro: alzacristalli elettrici posteriori, climatizzatore automatico, retrovisori ripiegabili elettricamente e telecamera posteriore) e i sensori di parcheggio posteriori (272 euro).Per quanto riguarda le due versioni speciali della Renault Clio Sporter – la Ecobusiness e la Costume National – entrambe avrebbero bisogno della vernice metallizzata: la dotazione di serie della prima andrebbe arricchita con i cerchi in lega da 16” (400 euro) e con il Premium Pack (450 euro: accensione automatica dei fari, climatizzatore automatico, sensori di parcheggio posteriori e sensori pioggia) mentre quella della seconda andrebbe integrata con il Premium Pack Costume National (300 euro: accensione automatica fari, alzacristalli elettrici posteriori e climatizzatore automatico) e con il Relax Pack Costume National (250 euro: retrovisori ripiegabili elettricamente e sedile del passeggero abbattibile).

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Lancia Ypsilon: guida all’acquisto
La Lancia Ypsilon non è solo una delle auto più amate dal pubblico femminile ma anche una delle piccole più vendute in Italia. La “segmento B” torinese, costruita in Polonia e realizzata sullo stesso pianale (allungato) delle Fiat 500 e Panda e della Ford Ka, è in commercio dal 2011 e nel Regno Unito e in Irlanda è venduta con il marchio Chrysler.In questa guida all’acquisto analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.Lancia Ypsilon: guida all’acquistoLa Lancia Ypsilon è un’auto perfetta per la città: le dimensioni esterne poco ingombranti (3,84 metri di lunghezza) consentono di trovare facilmente parcheggio ma penalizzano lo spazio a disposizione delle gambe dei passeggeri posteriori (che però hanno molti centimetri sfruttabili nella zona della testa) e la capienza del bagagliaio (poco sfruttabile quando si abbatte il divano).Le finiture presentano alti e bassi: la piccola piemontese si presenta molto bene ma basta dare un’occhiata alle zone più nascoste (specialmente all’esterno) per notare alcune imprecisioni negli assemblaggi dei pannelli della carrozzeria.Gli allestimenti della Lancia YpsilonGli allestimenti della Lancia Ypsilon sono quattro: il “base” Elefantino (un po’ povero, a nostro avviso) è perfetto per chi vuole risparmiare e comprende gli airbag frontali, laterali e a tendina, gli alzacristalli elettrici anteriori, il climatizzatore manuale, i controlli di stabilità e trazione e il sedile posteriore sdoppiato.La più cara (800 euro in più dell’Elefantino a parità di motore) versione Gold resta poco ricca ma può essere l’ideale per chi vuole qualcosa in più (autoradio CD Mp3 e sensori di parcheggio). Più complete la costosa 30th Anniversary (sovrapprezzo di 800 euro rispetto alla Gold e una dotazione che comprende, tra le altre cose, i cerchi in lega da 15” neri con effetto diamantato) e la Elle: costa 750 euro più della 30th Anniversary e offre gli alzacristalli elettrici posteriori, il climatizzatore automatico, i comandi radio sul volante, i fendinebbia, gli interni in pelle e Alcantara, la regolazione lombare del sedile del guidatore, i retrovisori ripiegabili elettricamente e la vernice micalizzata.Lancia Ypsilon: tutti i modelli in listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Lancia Ypsilon. La gamma motori della piccola torinese è composta da cinque unità: due a benzina (1.2 da 69 CV e 0.9 TwinAir da 85 CV), un 1.2 a GPL da 69 CV, un 0.9 TwinAir a metano da 85 CV e un 1.3 turbodiesel MJT da 95 CV.Lancia Ypsilon 1.2 (da 13.200 euro)La Lancia Ypsilon 1.2 (prezzi fino a 16.550 euro) è la più accessibile della gamma ed è oltretutto quella che ci sentiamo di consigliare. Esistono rivali con una cilindrata più contenuta (e che quindi garantiscono un risparmio maggiore al momento di stipulare una polizza RC Auto) ma poche così agili nelle curve e con una risposta così pronta ai bassi regimi.Lancia Ypsilon 0.9 TwinAir (da 16.150 euro)La Lancia Ypsilon 0.9 TwinAir (prezzi fino a 18.700 euro) è disponibile esclusivamente in abbinamento al cambio automatico DFN: l’accoppiata tra il propulsore bicilindrico (parecchio rumoroso ma ricco di coppia – 145 Nm – e con una cilindrata minuscola) e questa trasmissione garantisce un’eccellente risposta ai bassi regimi e consumi molto interessanti (24,4 km/l).Lancia Ypsilon 1.2 GPL (da 14.850 euro)La Lancia Ypsilon 1.2 GPL (prezzi fino a 18.200 euro) può vantare (come il resto della gamma, esclusa la 1.3 MJT) un motore Euro 6. Questo propulsore – elastico, dotato di una buona coppia (99 Nm) ma penalizzato da una cilindrata elevata per la categoria – non è molto potente (69 CV), pecca in vivacità (14,5 secondi) e potrebbe essere più silenzioso alle alte velocità. Consumi migliorabili (14,7 km/l).Lancia Ypsilon 0.9 TwinAir Metano (da 16.650 euro)La Lancia Ypsilon 0.9 TwinAir Metano (prezzi fino a 20.000 euro) è perfetta per chi vuole risparmiare il più possibile al momento di fare il pieno. Le bombole, posizionate sotto il pianale, tolgono un po’ di spazio al bagagliaio.Lancia Ypsilon 1.3 MJT (da 15.700 euro)La Lancia Ypsilon 1.3 MJT (prezzi fino a 19.050 euro) ospita sotto il cofano un motore (purtroppo ancora Euro 5) dalla cilindrata contenuta pronto ai bassi regimi, dotato di un buon allungo ma anche piuttosto assetato in città (21,3 km/l). Nelle curve è agile come poche altre concorrenti.Lancia Ypsilon: gli optionalLa dotazione di serie della Lancia Ypsilon “base” (la Elefantino) va a nostro avviso integrata con tre optional fondamentali: l’autoradio (470 euro), i fendinebbia (220 euro) e la vernice metallizzata (550 euro). Questi ultimi due accessori vanno acquistati anche sulla Gold e sulla 30th Anniversary (a cui aggiungeremmo il cruise control, 220 euro).Il regolatore di velocità è a pagamento anche sulla Elle: gli altri due optional irrinunciabili sulla variante più lussuosa della “segmento B” torinese sono a nostro avviso i fari allo xeno (670 euro) e il tetto apribile (920 euro).

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Nissan Qashqai: guida all’acquisto
La Nissan Qashqai è una SUV molto apprezzata: merito di un design riuscito e, soprattutto, di contenuti di buon livello. La seconda generazione della Sport Utility giapponese, realizzata sullo stesso pianale (accorciato) della sorella maggiore X-Trail, è in commercio da due anni ed è una delle proposte più interessanti del segmento.In questa guida all’acquisto analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.Nissan Qashqai: guida all’acquistoTra i punti di forza della Nissan Qashqai segnaliamo il comportamento stradale (più simile a quello di una berlina tradizionale) e la garanzia di tre anni o 100.000 km, più lunga della copertura offerta dalle rivali europee.Alti e bassi, invece, per quanto riguarda la praticità: le dimensioni esterne ingombranti (4,38 metri di lunghezza) – che incidono negativamente sull’agilità nel traffico urbano – hanno infatti permesso di ricavare un bagagliaio molto ampio in configurazione a due posti (1.533 litri) ma i passeggeri posteriori più alti hanno una minore sensazione di ariosità sopra la testa rispetto ad altre rivali più imponenti e il divano è un po’ stretto per accogliere comodamente tre adulti.Gli allestimenti della Nissan QashqaiGli allestimenti della Nissan Qashqai sono cinque: il “base” Visia è un po’ povero (ma perfetto per chi vuole risparmiare) e comprende, tra le altre cose, gli airbag frontali, laterali e a tendina, l’autoradio CD MP3 con Bluetooth e presa USB, il climatizzatore manuale e il cruise control.La versione Acenta è piuttosto cara (2.200 euro in più della Visia a parità di motore) e a nostro avviso il sovrapprezzo previsto per portarsela a casa non è giustificato dalla dotazione di serie più ricca (cerchi in lega, climatizzatore automatico bizona, fendinebbia e retrovisori ripiegabili elettricamente).La Nissan Qashqai Business (non disponibile con il 1.6 a benzina e destinata alle flotte) costa 900 euro più della Acenta e aggiunge praticamente solo il navigatore. Decisamente più ricche (ma anche sensibilmente più costose) la 360 (1.250 euro più della Business), che offre il Safety Shield (sistema di monitoraggio dell’angolo cieco, avviso del cambio di corsia involontario e segnalazione ostacoli in avvicinamento durante le manovre in retromarcia) e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori e la Tekna (1.850 euro più della 360), una “full optional” adatta a chi vuole il massimo. La versione più lussuosa della SUV del Sol Levante prevede infatti le barre sul tetto, i fari a LED, i sedili anteriori riscaldabili (con quello del guidatore regolabile elettricamente) e i vetri posteriori oscurati.Nissan Qashqai: tutti i modelli in listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Nissan Qashqai. La gamma motori della SUV giapponese – disponibile a trazione anteriore o integrale inseribile (solo sul 1.6 diesel) – è composta da quattro unità sovralimentate: due DIG-T a benzina (1.2 da 116 CV e 1.6 da 163 CV) e due dCi diesel (1.5 da 110 CV e 1.6 da 131 CV).Nissan Qashqai 1.2 DIG-T (da 20.780 euro)La Nissan Qashqai 1.2 DIG-T (prezzi fino a 26.980 euro) è, a nostro avviso, la scelta migliore per chi non percorre molti chilometri. Monta un propulsore poco potente (110 CV) e un po’ rumorosetto a freddo che però offre una buona spinta ai bassi regimi e consumi bassi (17,9 km/l). Senza dimenticare la ciindrata contenuta, che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto.Nissan Qashqai 1.6 DIG-T (da 22.740 euro)La Nissan Qashqai 1.6 DIG-T (prezzi fino a 28.940 euro) è la versione più potente della gamma, una variante rivolta esclusivamente a chi non può rinunciare al piacere di guida neanche su un modello destinato alle famiglie. Molto interessanti i consumi dichiarati nel ciclo extraurbano: 20,8 km/l.Nissan Qashqai 1.5 dCi (da 22.800 euro)La Nissan Qashqai 1.5 dCi (prezzi fino a 29.000 euro) è adatta a chi vuole risparmiare il più possibile: oltre a poter vantare un motore dalla cilindrata contenuta (ma poco potente – 110 CV – e tutt’altro che brioso: 11,9 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) consuma davvero poco in città (23,8 km/l).Nissan Qashqai 1.6 dCi (da 24.750 euro)La Nissan Qashqai 1.6 dCi (prezzi fino a 32.950 euro) – la variante che ci sentiamo di consigliare – è l’unica disponibile anche a trazione integrale ma il nostro suggerimento è quello di risparmiare 2.000 euro e accontentarsi delle due ruote motrici. La versione a trazione anteriore, pur non potendo vantare molti cavalli (131), è vivace e poco assetata: 9,9 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari e 22,7 km/l.Nissan Qashqai: gli optionalLa dotazione di serie di tutte le Nissan Qashqai va a nostro avviso integrata con due optional fondamentali: il ruotino di scorta (330 euro, l’alternativa è lo scomodo kit) e la vernice metallizzata (650 euro). L’interessante cambio automatico costa 1.500 euro ed è disponibile sulla 1.2 DIG-T e sulla 1.6 dCi a trazione anteriore mentre sulle altre varianti non sarebbe male chiedere la garanzia estesa di cinque anni o 150.000 km (786 euro).

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Auto economiche a gas: 10 proposte a GPL e a metano nuove sotto i 15.000 euro
Le auto a GPL e a metano sono la scelta migliore per chi intende risparmiare il più possibile al momento di fare il pieno di carburante: costano un po’ di più delle corrispondenti versioni a benzina ma non così tanto.In questa guida all’acquisto abbiamo trovato infatti dieci proposte nuove economiche che si acquistano con meno di 15.000 euro: un prezzo alla portata di molte tasche.L’elenco delle auto a gas meno care è composto soprattutto da citycar e da veicoli italiani e asiatici. Non mancano tuttavia vetture di altre nazioni appartenenti al segmento delle piccole. Di seguito troverete una breve descrizione e i prezzi di queste vetture.Dacia Sandero 1.2 GPL Ambiance 9.500 euroLa Dacia Sandero 1.2 GPL Ambiance non è solo la proposta più economica del lotto ma anche quella che offre più spazio per i passeggeri posteriori (specialmente nella zona delle gambe e delle spalle).Merito delle dimensioni esterne relativamente ingombranti (4,06 metri di lunghezza), che incidono negativamente sui consumi (13,3 km/l dichiarati).DR City Cross 1.3 Luxury Bifuel 10.980 euroLa DR City Cross 1.3 Luxury Bifuel a GPL è italiana di passaporto (in quanto assemblata in Molise) ma non è altro che una vettura cinese rimarchiata. Presenta numerosi pregi (tanti centimetri a disposizione per la testa di chi si accomoda dietro e un bagagliaio adatto ad una coppia con un figlio) ma anche parecchi difetti (comportamento stradale poco rassicurante e una dotazione di serie ricca ma non personalizzabile).Il motore ha una cilindrata elevata rispetto a quella delle altre vetture analizzate in questa guida all’acquisto (una brutta notizia per chi intende risparmiare sull’assicurazione RC Auto) però offre prestazioni vivaci (“0-100” in 12,5 secondi) grazie agli 83 CV di potenza e ai 114 Nm di coppia.Fiat Panda 1.2 EasyPower Pop 12.850 euroLa Fiat Panda 1.2 EasyPower Pop a GPL è la versione a gas meno costosa dell’auto più amata dagli italiani: dotata di un propulsore da 69 CV, raggiunge una velocità massima di 164 km/h e scatta da 0 a 100 chilometri orari in 14,2 secondi.Adottando uno stile di guida tranquillo, come abbiamo avuto modo di notare nel nostro test dello scorso anno, è possibile ottenere consumi interessanti in città: migliorabili, invece, le percorrenze quando si schiaccia un po’ più forte sul pedale dell’acceleratore.Ford Ka + 1.2 Benzina-GPL 11.750 euroLa Ford Ka + 1.2 Benzina-GPL è realizzata sulla stessa base delle Fiat 500 e Panda e condivide anche il motore con le torinesi: un propulsore da 69 CV che consente alla citycar “statunitense” di raggiungere i 159 km/h di velocità massima e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 13,1 secondi.Il punto debole di questa vettura è il bagagliaio: la forma tondeggiante della carrozzeria influenza negativamente la capienza del vano quando si abbattono i sedili posteriori.Hyundai i10 1.0 LPGI Login 13.100 euroLa Hyundai i10 1.0 LPGI Login a GPL è un’auto da città che sotto certi aspetti (spazio e comfort, soprattutto) ricorda vetture di categoria superiore: monta un motore da 69 CV, tocca i 153 km/h di velocità massima e dichiara uno “0-100” da 15,2 secondi.Molto ricca la dotazione di serie di questa versione: alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, autoradio CD/Mp3 con Bluetooth, climatizzatore manuale e fendinebbia.Kia Picanto 1.0 EcoGPL 12.700 euroLa Kia Picanto 1.0 EcoGPL può vantare una lunga garanzia (di ben sette anni o 150.000 km) e presenta finiture curate per la categoria.La citycar coreana non è però il massimo della versatilità: è omologata per cinque ma è difficile far stare comodo il terzo passeggero posteriore e il bagagliaio potrebbe essere più capiente.Mitsubishi Space Star 1.0 GPL Invite 13.150 euroLa Mitsubishi Space Star 1.0 GPL Invite è, a nostro avviso, la scelta migliore per chi cerca un’auto economica a gas: monta sospensioni morbide che garantiscono un buon comfort nei lunghi viaggi ed è anche abbastanza silenziosa.La nota dolente arriva dal motore povero di coppia (88 Nm) che inizia a spingere forte solo nella zona rossa del contagiri: un elemento che potrebbe scontentare i pochi automobilisti che in una piccola a gas cercano il divertimento.Nissan Micra 1.2 GPL Visia 13.150 euroLa Nissan Micra 1.2 GPL Visia ospita sotto il cofano un motore da 80 CV che consente alla piccola nipponica di raggiungere una velocità massima di 170 km/h e di scattare da 0 a 100 chilometri orari in 13,7 secondi.Sarebbe un mezzo adatto ai giovani (ma soprattutto alle giovani) freschi (fresche) di patente che intendono risparmiare ma purtroppo la “segmento B” giapponese è l’unica della “top ten” a non essere guidabile dai neopatentati.Seat Mii 1.0 3p. Reference Ecofuel 12.090 euroLa Seat Mii 1.0 3p. Reference Ecofuel a metano – gemella di Skoda Citigo e Volkswagen up! – può accogliere 72 litri di gas ma solo 10 litri di benzina (preparatevi quindi a rifornimenti più frequenti).La citycar iberica non è il massimo del brio: impiega infatti ben 16,3 secondi per arrivare ad una velocità di 100 chilometri orari partendo da ferma.Skoda Citigo 1.0 3p. Active G-Tec 11.950 euroLa Skoda Citigo 1.0 3p. Active G-Tec è l’auto a metano più economica del listino: gemella della Volkswagen up!, è praticamente identica (salvo qualche dettaglio estetico) alla sorella tedesca e alla Seat Mii.Insieme alla parente spagnola, si merita il titolo di auto più divertente tra quelle presenti in questo elenco: ha un assetto riuscito che la rende piacevole da guidare nelle curve e non pesa troppo.

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Opel Mokka: guida all’acquisto
La SUV più amata dagli italiani? La Opel Mokka. La Sport Utility tedesca – gemella della Chevrolet Trax e realizzata sullo stesso pianale, opportunamente allungato e modificato, della piccola Aveo – ha rapidamente sedotto gli automobilisti nostrani (ed europei) grazie soprattutto alla sua versatilità.In questa guida all’acquisto analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.Opel Mokka: guida all’acquistoLa Opel Mokka è una SUV perfetta per chi cerca un mezzo spazioso: i passeggeri posteriori hanno a disposizione parecchi centimetri nella zona della testa (meno per le gambe, però) e il bagagliaio è molto ampio (1.372 litri) quando si abbattono i sedili posteriori.Per quanto riguarda le finiture è impossibile non notare la cura degli assemblaggi dei pannelli della carrozzeria mentre nell’abitacolo si notano parecchie imperfezioni nelle zone più nascoste. Un’altra nota negativa riguarda la garanzia di soli due anni a chilometraggio illimitato: il minimo di legge.Gli allestimenti della Opel MokkaGli allestimenti della Opel Mokka sono solo tre: il “base” (disponibile esclusivamente in abbinamento al motore 1.6 a benzina) è già abbastanza ricco visto che comprende airbag frontali, laterali e a tendina, assistente per le partenze in salita, attacchi Isofix, climatizzatore manuale, cruise control, ESP e retrovisori regolabili elettricamente e riscaldabili.La versione Ego (2.050 euro in più a parità di motore) è quella che ci sentiamo di consigliare: alla dotazione di serie della “base” aggiunge infatti diversi accessori utili come gli alzacristalli elettrici posteriori, l’autoradio CD con 6 altoparlanti, Bluetooth e comandi al volante, i cerchi in lega da 18” e i fendinebbia. La più lussuosa Cosmo (che prevede un sovrapprezzo di 1.500 euro rispetto alla Ego) è invece rivolta a chi cerca il massimo: climatizzatore bizona, maniglie esterne con cromatura, retrovisori ripiegabili, sensore crepuscolare e regolazione automatica con accensione/spegnimento fari abbaglianti, sensore pioggia, sensori di parcheggio anteriori e posteriori e vetri posteriori oscurati.Opel Mokka: tutti i modelli a listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Opel Mokka. La gamma motori della SUV tedesca – disponibile a trazione anteriore o integrale (le due ruote motrici sono più che sufficienti per il cliente tipo di questa vettura) – è composta da due unità a benzina (1.6 da 116 CV e 1.4 turbo da 140 CV), da un 1.4 sovralimentato a GPL da 140 CV e da un 1.6 turbodiesel CDTI da 136 CV.Opel Mokka 1.6 (da 19.300 euro)La Opel Mokka 1.6 (prezzi fino a 22.850 euro) può risultare interessante solo per chi intende risparmiare il più possibile al momento dell’acquisto: il motore aspirato a benzina da 116 CV non è il massimo della vivacità (12,3 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) e regala un sound poco accattivante.Opel Mokka 1.4 (da 22.350 euro)La Opel Mokka 1.4 (prezzi fino a 25.850 euro) è la scelta migliore per chi percorre pochi chilometri: disponibile a trazione anteriore o integrale e con il cambio automatico (ma solo per la 4×2), monta un propulsore sovralimentato da 140 CV ricco di coppia (200 Nm), pronto ai bassi regimi e particolarmente scattante (9,9 sullo “0-100” per le versioni manuali). I consumi, però, sono alti (14,9 km/l dichiarati per l’automatica, trasmissione un po’ lenta nei passaggi marcia) e il piacere di guida è penalizzato – come per tutte le altre varianti – dal peso elevato del corpo vettura.Opel Mokka 1.4 GPL-Tech (da 23.850 euro)La Opel Mokka 1.4 GPL-Tech (prezzi fino a 25.350 euro) monta lo stesso propulsore turbo da 140 CV precedentemente analizzato: rispettoso, come tutti gli altri, delle normative antiinquinamento Euro 6, può vantare (come il gemello a benzina) una cilindrata ridotta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto e dichiara consumi tutt’altro che elevati per la categoria (12,3 km/l). Il serbatoio di gas ha una capienza di 34 litri.Opel Mokka 1.6 CDTI (da 24.350 euro)La Opel Mokka 1.6 CDTI (prezzi fino a 27.850 euro) – disponibile a trazione anteriore o integrale e con il cambio manuale o automatico (ma solo per la 4×2) – ospita sotto il cofano uno dei migliori motori turbodiesel della categoria: un’unità potente (136 CV), silenziosissima e poco assetata di gasolio (24,4 km/l per la variante 4×2 con trasmissione manuale). Erogazione migliorabile: la spinta arriva un po’ in ritardo (sotto i 2.000 giri c’è un leggero vuoto, una sensazione poco piacevole su un mezzo che supera le 1,5 tonnellate) e si esaurisce intorno a quota 4.000.Opel Mokka: gli optionalLa dotazione di serie della Opel Mokka “base” va integrata, a nostro avviso, con tre optional fondamentali: l’autoradio CD/Mp3 con sei altoparlanti e comandi al volante (505 euro), i sensori di parcheggio posteriori (365 euro) e la vernice metallizzata (660 euro). Questi ultimi due accessori a pagamento andrebbero aggiunti anche sulla Ego: a partire da questo allestimento è possibile acquistare il valido navigatore satellitare Intellilink con display da 7” (1.015 euro).Vernice metallizzata e navigatore vanno aggiunti anche sulla versione più lussuosa Cosmo, allestimento che prevede nel listino degli optional gli utilissimi fari allo xeno (1.015 euro).

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BMW serie 3: guida all’acquisto
La BMW serie 3 – giunta alla sesta generazione – è la berlina più acquistata in Italia: la “segmento D” bavarese – disponibile in due varianti di carrozzeria (quattro porte e station wagon Touring) – ha saputo conquistare gli automobilisti del nostro Paese, specialmente quelli che per lavoro sono costretti a percorrere molti chilometri e non vogliono rinunciare al piacere di guidare un’auto “premium”,In questa guida all’acquisto – focalizzata sulla berlina e sulla familiare – analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.BMW serie 3: guida all’acquistoLa BMW serie 3 berlina non è un mezzo adatto a chi cerca la praticità: la presenza della trazione posteriore (o integrale) non agevola la presenza di un terzo passeggero sul divano posteriore e oltretutto non c’è molto spazio longitudinale nella zona delle gambe.In compenso è impossibile non apprezzare le dimensioni esterne relativamente compatte (poco più di 4,60 metri, esistono rivali decisamente più ingombranti) e il bagagliaio abbastanza capiente. Alti e bassi, invece, alla voce finiture: la qualità degli assemblaggi dei pannelli della carrozzeria rasenta la perfezione mentre l’abitacolo può apparire poco curato se paragonato a quello di altre concorrenti teutoniche.Gli allestimenti della BMW serie 3Sono sei gli allestimenti della BMW serie 3 berlina tra cui scegliere e quello “base”, a nostro avviso, è già più che sufficiente. Ha un prezzo accessibile e una dotazione di serie che però potrebbe essere più ricca visto che comprende solo l’accensione senza inserimento chiave con tasto Start&Stop, gli airbag frontali, laterali e a tendina, i cerchi in lega, il climatizzatore automatico, i fendinebbia, il fissaggio Isofix per i sedili posteriori laterali, l’indicatore pressione penumatici, l’ingresso audio aux-in, l’interfaccia Bluetooth per cellulare e USB, la radio BMW Professional con monitor a colori da 6,5” in alta definizione con lettore CD/MP3, 6 altoparlanti e iDrive e il sistema di Start/Stop automatico.La variante Sport (che prevede un sovrapprezzo di 2.170 euro – 2.000 per la Active Hybrid ibrida – a parità di motore) è decisamente più ricca visto che aggiunge i fari allo xeno, il volante sportivo in pelle, i sedili sportivi anteriori e la fintura nera lucida usata per le prese d’aria anteriori, il paraurti posteriore, i listelli verticali della calandra e il montante B. Senza dimenticare il profilo color alluminio per i laterali.La BMW serie 3 berlina Business – disponibile esclusivamente con il cambio automatico e con tutti i motori diesel sotto i 200 CV (esclusa la 318 xDrive) – costa 3.950 euro più della versione “base”, può vantare un buon rapporto ”dotazione/prezzo” e risponde con il pacchetto Business Innovation che include il navigatore, i sensori di parcheggio posteriori, lo specchio retrovisore interno autoanabbagliante, gli specchietti retrovisori esterni autoanabbaglianti e ripiegabili elettricamente e il sensore luci e pioggia.Molto cari (e oltretutto non così ricchi) gli allestimenti Luxury (4.270 euro più della “base”, 2.900 euro nel caso della Active Hybrid ibrida) e Msport (5.270 euro più della “base”, 4.700 per la variante a doppia alimentazione benzina/elettrica). Il primo offre fari allo xeno, climatizzatore automatico bizona, navigatore, volante sportivo in pelle, modanature interne in legno pregiato “Fineline” antracite e finiture cromate per prese d’aria anteriori centrali e laterali, paraurti posteriore, calandra e terminale di scarico. La seconda può vantare invece i fari allo xeno, gli interni in tessuto Hexagon e Alcantara, i cerchi in lega M da 18” con pneumatici misti ant. 225/45 R18 e post. 255/40 R18, i sedili sportivi anteriori, il profilo modanature interne in Estoril Blue opaco, le modanature interne in alluminio Hexagon, l’assetto sportivo M (non per xDrive e Active Hybrid 3), il volante sportivo M, il pacchetto aerodinamico M, la shadow-line lucida BMW Individual, il rivestimento interno del padiglione in colore antracite BMW Individual, il battitacco M e la calandra con listelli verticali neri lucidi.Ultima, ma non meno importante, la sportivissima BMW M3. La sua dotazione di serie comprende l’accensione senza inserimento chiave con tasto Start&Stop, gli airbag frontali, laterali e a tendina, gli Air Breather laterali, l’assetto sportivo con taratura specifica M, i cerchi in lega da 18” con pneumatici misti ant. 255/40 e post. 275/40, il climatizzatore automatico bizona, il cruise control con funzione freno, il differenziale autobloccante attivo a controllo elettronico, i fari anteriori a LED adattativi, il fissaggio Isofix per i sedili posteriori laterali, l’impianto frenante BMW M in Compound con dischi autoventilanti e forati, l’indicatore di foratura pneumatici, l’ingresso audio aux-in nella consolle centrale, l’interfaccia vivavoce Bluetooth e USB, il sistema M Drive con tasti di selezione rapida settaggi impostati, il padiglione vettura in fibra di carbonio CFRP a vista, il profilo modanature interne in nero lucido, il navigatore BMW Connected Pro con monitor da 8,8”, il rivestimento interno del padiglione in colore antracite BMW Individual, i sedili sportivi anteriori BMW M a struttura leggera con poggiatesta integrato e logo M illuminato, i terminali di scarico cromati doppi e il volante sportivo M rivestito in pelle con comandi multifunzione per audio/telefono e cruise control.BMW serie 3: tutti i modelli a listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della BMW serie 3. La gamma motori della berlina tedesca è composta da ben quattordici unità: sei a benzina (1.6 da 136 e 170 CV, 2.0 da 184 e 245 CV e 3.0 da 306 e 431 CV), un 3.0 ibrido/benzina da 340 CV e sette turbodiesel (2.0 da 116, 143, 163, 184 e 218 CV e 3.0 da 258 e 313 CV).BMW 316i (da 31.450 euro)La BMW 316i (prezzi fino a 36.720 euro) è il modello più economico della gamma: monta un 1.6 sovralimentato a benzina da 136 CV in grado di offrire una spinta interessante già sotto i 1.500 giri.BMW 320i Efficient Dynamics (da 35.550 euro)La BMW 320i Efficient Dynamics (prezzi fino a 39.820 euro) è – a nostro avviso – la scelta più adatta per chi cerca una serie 3 a benzina: Il motore 1.6 turbo è silenzioso, molto potente (170 CV) e in grado di offrire prestazioni davvero interessanti (7,6 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h). Rivale diretta della Mercedes C 180 Executive, è però più pesante (e quindi più assetata: 18,9 km/l) e leggermente meno pronta ai bassi regimi.BMW 320i (da 36.300 euro)La BMW 320i (prezzi fino a 43.970 euro, disponibile anche con la trazione integrale) è innanzitutto una berlina vivace: grazie al motore 2.0 (cilindrata un po’ elevata) da 184 CV (tanti) e 270 Nm di coppia (un po’ pochini) questa versione della “segmento D” bavarese impiega solo 7,3 secondi per scattare da 0 a 100 chilometri orari. Peccato per i consumi: 14,7 km/l per la xDrive.BMW 328i (da 39.800 euro)La BMW 328i (prezzi fino a 47.470 euro, disponibile anche xDrive) è la serie 3 a quattro cilindri più potente in commercio: 245 CV provenienti da un propulsore 2.0.BMW 335i (da 46.750 euro)La BMW 335i (prezzi fino a 54.220 euro, disponibile anche con la trazione integrale xDrive) è perfetta per chi cerca le prestazioni ma non ama apparire: fuori sembra una berlina bavarese come tante ma sotto il cofano nasconde un 3.0 a sei cilindri in linea da 306 CV.BMW M3 (77.350 euro)Chi non vuole scendere a compromessi non può non prendere in considerazione la mostruosa BMW M3, una supercar travestita da berlina. Motore 3.0 a sei cilindri in linea da 431 CV, 250 km/h di velocità massima e 4,3 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.BMW Active Hybrid 3 (da 56.850 euro)Grazie all’unione tra un motore 3.0 a benzina e un’unità elettrica l’ibrida BMW Active Hybrid 3 (prezzi fino a 61.550 euro) genera una potenza di 340 CV ma dichiara consumi pari a 16,9 km/l. La soluzione ideale per chi cerca un’auto ecologica “premium” e vivace.BMW 316d (da 30.950 euro)La BMW 316d (prezzi fino a 36.220 euro) è la diesel meno potente della gamma. È un po’ pesante in rapporto alla potenza (116 CV) e monta un motore 2.0 dalla cilindrata elevata ancora Euro 5 e povero di coppia che regala però un buono scatto (10,9 secondi sullo “0-100”). Il nostro consiglio è quello di acquistarla con il valido cambio automatico.BMW 318d (da 35.350 euro)La BMW 318d (prezzi fino a 43.220 euro) ospita sotto il cofano un motore 2.0 (ancora Euro 5) brioso (9,0 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) e un po’ rumorosetto a freddo che regala le cose migliori se abbinato al cambio automatico. Non è molto potente (143 CV) e la versione xDrive a trazione integrale dichiara consumi un po’ alti nel ciclo extraurbano (17,5 km/l).BMW 320d Efficient Dynamics (da 37.850 euro)La BMW 320d Efficient Dynamics (prezzi fino a 42.120 euro) dovrebbe essere la variante ecologica della gamma ma in realtà è ancora Euro 5 e diverse rivali più leggere regalano consumi dichiarati più contenuti nel ciclo extraurbano (27,8 km/l per l’automatica). Meglio puntare su altri pregi come la cilindrata bassa (2.0) in rapporto alla potenza (163 CV), il buon comfort nei lunghi viaggi e le prestazioni convincenti (“0-100” in 8 secondi netti per la variante a trazione posteriore).BMW 320d (da 37.850 euro)Potente (184 CV), scattante (7,4 secondi sullo “0-100” per la versione xDrive automatica) e con una cilindrata “umana” (due litri): sono questi i punti di forza della BMW 320d (prezzi fino a 45.520 euro). Il propulsore – ancora Euro 5 – è però un po’ carente di coppia (380 Nm) e in città potrebbe consumare meno: 16,1 km/l dichiarati per l’integrale con cambio manuale.BMW 325d (da 41.100 euro)La BMW 325d (prezzi fino a 46.170 euro) è la serie 3 diesel a quattro cilindri più potente in commercio: monta un motore 2.0 da 218 CV che le permette di raggiungere una velocità massima di 245 km/h e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 6,8 secondi.BMW 330dA (da 49.150 euro)La migliore BMW serie 3 berlina è a nostro avviso la 330dA (prezzi fino a 54.020 euro), specialmente se dotata della trazione integrale xDrive. Povera di difetti (motore Euro 5 dalla cilindrata elevata – 3.0 – e non molto ricco di coppia: 560 Nm), è ricca di pregi: divertente nelle curve, potente (258 CV), scattante (5,3 secondi sullo “0-100” per l’integrale), pronta ai bassi regimi e oltretutto poco assetata di carburante (20,4 km/l dichiarati per la versione a trazione posteriore). Difficile trovare qualcosa di meglio dell’abbinamento tra un sei cilindri in linea e il cambio automatico.BMW 335dA (da 53.050 euro)La BMW 335dA (prezzi fino a 57.920 euro) – disponibile solo a trazione integrale – è una soluzione a nostro avviso addirittura esagerata per una berlina: il motore 3.0 genera una potenza di 313 CV e consente alla “segmento D” bavarese di raggiungere una velocità massima di 250 km/h e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 4,8 secondi.BMW serie 3: gli optionalI sensori di parcheggio posteriori (510 euro), il cruise control (490 euro) e la vernice metallizzata (960 euro) sono a nostro avviso i tre accessori fondamentali da aggiungere alla dotazione di serie delle BMW serie 3 berlina “base”, Sport, Luxury e Msport. Gli ultimi due andrebbero anche acquistati sulla Business, che guadagnerebbe molto con l’adozione dei fari allo xeno (1.000 euro).I tre optional fondamentali per completare la dotazione della BMW M3 sono invece secondo noi i sensori di parcheggio, la vernice metallizzata e la regolazione elettrica per i sedili anteriori (1.200 euro). Chi cerca il massimo del piacere di guida può inoltre optare per una serie di “chicche” come l’impianto frenante M Carbon Ceramic (7.500 euro) e l’assetto sportivo adattivo M (1.950 euro).BMW serie 3 Touring: guida all’acquistoLa BMW serie 3 Touring è una station wagon dalle dimensioni non esagerate (4,62 metri di lunghezza): facile trovare parcheggio, più difficile offrire uno spazio adeguato ai passeggeri posteriori (specialmente nella zona delle spalle e della testa). Come la berlina è più curata fuori che dentro e nonostante gli ingombri relativamente contenuti può vantare un bagagliaio abbastanza ampio (495 litri) che soddisfa senza problemi le esigenze di una coppia con un paio di figli.Gli allestimenti della BMW serie 3 TouringLa BMW serie 3 Touring è disponibile con tutti gli allestimenti della sorella berlina (tranne la M3) e presenta una dotazione di serie praticamente identica. Le differenze riguardano la presenza – fin dalla variante “entry-level” dell’apertura/chiusura automatica del bagagliaio, della copertura del vano bagagli avvolgibile e sollevabile manualmente, della rete divisoria abitacolo/vano bagagliaio, del sistema di carico passante con sedili posteriori reclinabili 40:20:40 e del pratico lunotto posteriore apribile indipendentemente dal portellone.BMW serie 3 Touring: tutti i modelli a listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della BMW serie 3 Touring. La gamma motori della station wagon tedesca è composta da undici unità (tutte quelle della berlina tranne la Efficient Dynamics a benzina, la ibrida e la M3, per intenderci): quattro a benzina (1.6 da 136 CV, 2.0 da 184 e 245 CV e 3.0 da 306 CV) e sette turbodiesel (2.0 da 116, 143, 163, 184 e 218 CV e 3.0 da 258 e 313 CV).BMW 316i Touring (da 33.150 euro)Ci sentiamo di consigliare la 316i Touring (prezzi fino a 38.420 euro) solo a chi vuole una station wagon BMW e vuole risparmiare il più possibile. Sotto il cofano ospita un propulsore 1.6 sovralimentato a benzina da 136 CV.BMW 320i Touring (da 38.000 euro)La BMW 320i Touring (prezzi fino a 45.670 euro) è secondo noi la scelta migliore per chi non percorre molti chilometri: dotata di un motore dalla cilindrata elevata (2.0), povero di coppia (270 Nm) e un po’ troppo assetato (14,5 km/l dichiarati per la xDrive a trazione integrale da noi consigliata, più sfruttabile per un uso familiare), è però molto potente (184 CV) e regala prestazioni paragonabili a quelle di una sportiva (7,5 secondi sullo “0-100” per la variante a trazione posteriore).BMW 328i Touring (da 41.500 euro)La BMW 328i Touring (prezzi fino a 46.570 euro) è la serie 3 station wagon benzina a quattro cilindri più potente: monta un motore 2.0 sovralimentato da 245 CV e scatta da 0 a 100 chilometri orari in 6 secondi netti.BMW 335i Touring (da 48.450 euro)In assenza della M3 Touring la BMW 335i Touring (prezzi fino a 58.220 euro) è la variante più sportiva a ciclo Otto della familiare bavarese: motore 3.0 a sei cilindri in linea da 306 CV e uno “0-100” da 5,5 secondi.BMW 316d Touring (da 32.650 euro)La BMW 316d Touring (prezzi fino a 37.920 euro) è la versione d’accesso alla gamma delle familiari turbodiesel di Monaco: abbastanza scattante, specialmente se abbinata al valido cambio automatico (11,1 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h), presenta però altre pecche. Qualche esempio? Il peso eccessivo in rapporto alla potenza (116 CV) e il motore ancora Euro 5 dalla cilindrata elevata (2.0) poco vivace ai bassi regimi, povero di coppia (260 Nm), un po’ rumoroso a freddo e leggermente assetato (21,3 km/l per la manuale).BMW 318d Touring (da 37.060 euro)La BMW 318d Touring (prezzi fino a 44.920 euro) è più divertente da guidare rispetto alla 316d: scattante (9,2 secondi sullo “0-100”) nonostante la potenza non esagerata (143 CV), agile nelle curve e valorizzata dal cambio automatico, è ancora penalizzata – come la cugina meno “cavallata” – dalla cilindrata di due litri del propulsore, oltretutto ancora Euro 5. Esistono concorrenti che offrono potenze simili con cubature più contenute e quindi più adatte a risparmiare sull’assicurazione RC Auto.BMW 320d Efficient Dynamics Touring (da 39.550 euro)La BMW 320d Efficient Dynamics Touring (prezzi fino a 43.820 euro) è perfetta per chi vuole consumare poco (23,3 km/l) ma non è solo la parsimonia il punto di forza di questa variante, che offre le cose migliori con il cambio automatico e regala un buon piacere di guida nelle curve. Il motore ha una cilindrata stavolta adeguata alla potenza (163 CV, non molti in rapporto alle rivali) ma è ancora Euro 5, non è particolarmente brioso (8,2 secondi per l’automatica) a causa della coppia scarsa (380 Nm), è un po’ ruvido nel sound e potrebbe essere più vivace ai bassi regimi.BMW 320d Touring (da 39.550 euro)La BMW serie 3 “perfetta”? Senza dubbio la 320d Touring (prezzi fino a 47.220 euro), in particolar modo se abbinata alla trazione integrale e al cambio automatico, due elementi che rendono la station wagon bavarese un mezzo estremamente versatile per la famiglia. Il motore – ancora Euro 5 – è molto potente (184 CV) ma povero di coppia (380 Nm) e non particolarmente elastico ai bassi regimi.BMW 325d Touring (da 42.800 euro)La BMW 325d Touring (prezzi fino a 47.870 euro) è la versione quattro cilindri diesel più potente in listino: monta un motore 2.0 da 218 CV, raggiunge una velocità massima di 238 km/h e accelera da 0 a 100 chilometri orari in 6,9 secondi.BMW 330dA Touring (da 48.250 euro)La BMW 330dA Touring (prezzi fino a 55.720 euro) è un piccolo gioiello della tecnica: ospita sotto il cofano un propulsore (ancora Euro 5, dalla cubatura elevata – è un 3.0 – e non molto vivace ai bassi regimi) a sei cilindri in linea ricco di cavalli (258 CV) e di coppia (560 Nm) che offre prestazioni da sportiva DOC (5,4 secondi sullo “0-100” per la xDrive a trazione integrale) e consumi da primato (19,6 km/l dichiarati per la variante a trazione posteriore). Nelle curve è agilissima e il cambio automatico è uno dei migliori della categoria.BMW 335dA Touring (da 54.750 euro)La BMW serie 3 Touring più “cattiva” è senza dubbio la 335dA (prezzi fino a 59.620 euro): motore 3.0 sovralimentato a gasolio da 313 CV, 250 km/h di velocità massima e 4,9 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.BMW serie 3 Touring: gli optionalCome per la berlina anche per la BMW serie 3 Touring gli optional consigliati per arricchire le versioni “base”, Sport, Luxury e Msport sono i sensori di parcheggio (510 euro), il cruise control (490 euro) e la vernice metallizzata (960 euro). Sulla Business, oltre al regolatore di velocità e alla vernice metallizzata, inseriremmo i fari allo xeno (1.000 euro).

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Fiat Panda, guida all’acquisto
Se non ci fosse bisognerebbe inventarla: recitava così la pubblicità della Fiat Panda di qualche anno fa. Oggi la citycar torinese è cresciuta nelle dimensioni, nel numero di porte e nelle immatricolazioni ed è diventata l’auto più amata dagli italiani.Nella guida all’acquisto di questo mese vi mostreremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.Fiat Panda: guida all’acquistoLa terza generazione della Fiat Panda è considerata una delle citycar più pratiche in commercio e sotto certi aspetti lo è: nonostante una lunghezza di poco superiore ai 3,60 metri offre infatti parecchio spazio alle spalle e alla testa di chi si accomoda dietro mentre i centimetri per le gambe potrebbero essere di più.Il difetto più rilevante riguarda invece le finiture: i materiali utilizzati per l’abitacolo sono di buon livello per la categoria ma gli assemblaggi esterni e interni deludono alla voce “precisione” nelle zone più nascoste.Gli allestimenti della Fiat PandaGli allestimenti della Fiat Panda sono sei: il “base” Pop (non disponibile sul TwinAir a benzina) è perfetto per chi vuole risparmiare il più possibile e offre, tra le altre cose, gli airbag frontali e a tendina. Le versioni Easy (molto valida: autoradio CD MP3 e telecomando apertura porte) e Young (personalizzazioni estetiche, autoradio Bluetooth USB Aux-In ed ESP) sono più costose (750 euro in più a parità di motorizzazione).La Lounge – che offre le barre longitudinali sul tetto, il climatizzatore manuale, le fasce paracolpi laterali, i fendinebbia, il sedile del guidatore regolabile in altezza e gli specchi e le maniglie esterne in tinta carrozzeria – non ha, a nostro avviso, un buon rapporto prezzo (1.250 euro più del duo Easy/Young)/dotazione e lo stesso discorso vale per la Trekking. Questo allestimento (disponibile solo in abbinamento ai propulsori turbo) prevede un sovrapprezzo di 1.500 euro rispetto alla variante Lounge e si distingue per un look che strizza l’occhio alle fuoristrada, per il sistema Traction+ (che simula il comportamento di un differenziale autobloccante, non presente sulla Natural Power a metano) e per i cerchi in lega da 15”.La Fiat Panda 4×4 è invece adatta a chi non può rinunciare alla trazione integrale: eccellente in fuoristrada, disponibile solo in abbinamento a motori turbo benzina e diesel e con prezzi (da 17.460 euro) non esagerati, ha una dotazione di serie ricca che comprende l’autoradio CD MP3, i cerchi in lega da 15” bruniti, il blocco elettronico del differenziale, i fendinebbia, i sedili con finitura in ecopelle e i paraurti con scudi integrati e codolini parafango specifici.Fiat Panda: tutti i modelli a listinoFiat Panda 1.2 (da 10.850 euro)La Fiat Panda 1.2 (prezzi fino a 12.850 euro) monta un motore silenzioso (è uno dei pochi rimasti nel segmento ad essere ancora dotato di quattro cilindri), ricco di coppia (102 Nm) e già rispettoso delle normative antiinquinamento Euro 6. La cilindrata elevata non aiuta però chi intende risparmiare sull’assicurazione RC Auto e oltretutto i consumi sono tutt’altro che bassi: 19,6 km/l.Fiat Panda 0.9 TwinAir (da 13.100 euro)La Fiat Panda migliore, a nostro avviso, è la 0.9 TwinAir (prezzi fino a 17.550 euro): il propulsore ha solo due cilindri ma il disagio acustico si avverte esclusivamente a freddo e quando si tirano le marce. Questa unità (caratterizzata da una cilindrata contenuta che consente di pagare bassi premi assicurativi) regala una spinta interessante ai bassi regimi, una quantità notevole di coppia (145 Nm) e consumi da record in città (20,0 km/l dichiarati per le versioni Easy e Lounge). In sintesi: una citycar adatta ai viaggi (merito anche delle sospensioni dalla taratura soffice).Fiat Panda 1.2 EasyPower (da 12.850 euro)La Fiat Panda 1.2 EasyPower a GPL (prezzi fino a 14.850 euro) è la soluzione giusta per chi intende risparmiare al momento di fare il pieno: costa 2.000 euro in più della variante a benzina a parità di allestimento e inizia ad essere conveniente già intorno ai 60.000 km percorsi. L’elastico e brioso motore Euro 6 a quattro cilindri è silenzioso come quello a ciclo Otto da cui deriva e conserva anche i difetti principali di questa unità – cilindrata elevata e consumi – anche se le percorrenze dichiarate in città sono molto convincenti (14,1 km/l).Fiat Panda 0.9 TwinAir Natural Power (da 14.650 euro)La Fiat Panda 0.9 TwinAir Natural Power a metano (prezzi fino a 18.150 euro) ospita sotto il cofano un motore sovralimentato vivace e poco assetato ma la consigliamo solo a chi abita vicino a distributori di gas naturale. La variante a GPL è meno briosa ma oltre a poter beneficiare di un carburante più facile da trovare costa ben 1.800 euro in meno.Fiat Panda 1.3 MJT (da 13.100 euro)La Fiat Panda 1.3 MJT (prezzi fino a 18.300 euro) è adatta solo agli irriducibili del diesel: monta un motore silenzioso poco potente (75 CV) ma molto parco nel ciclo extraurbano (28,6 km/l dichiarati sulle versioni normali). Il sovrapprezzo di ben 2.250 euro rispetto al 1.2 a benzina equivale però ad un punto di pareggio posizionato sopra quota 100.000 km. Il nostro consiglio è quello di puntare al gasolio solo se intendete comprare la 4×4 (versione che viene valorizzata da questo propulsore): in caso contrario si risparmia di più con il gas.Fiat Panda: gli optionalLa dotazione di serie della Fiat Panda Pop va arricchita, a nostro avviso, con tre accessori fondamentali come l’autoradio (410 euro), il climatizzatore (850 euro) e il sedile del guidatore regolabile in altezza (110 euro). Questi ultimi due optional mancano anche sulle varianti Easy e Young, alle quali aggiungeremmo anche i fendinebbia (210 euro). Per impreziosire la Lounge, la Trekking e la 4×4 consigliamo di puntare invece sul navigatore satellitare (500 euro) e sui sensori di parcheggio (310 euro).Fiat Panda Cross: guida all’acquistoLa Fiat Panda Cross è una 4×4 con qualcosa in più: in cambio di un sovrapprezzo di 2.000 euro rispetto alle varianti “normali” a trazione integrale offre un look ancora più “fuoristradistico”, il climatizzatore automatico, gli pneumatici “All seasons” 185/65 R15, l’altezza da terra maggiorata e un comportamento ulteriormente migliorato in off-road (angoli di attacco pari a 24°, angoli di uscita di 33° e il dispositivo Terrain control con controllo della velocità in discesa).Più curata – e più ingombrante (3,71 metri di lunghezza) – rispetto alle Panda “standard”, costa parecchio e ha una dotazione di serie che potrebbe essere più completa considerando il prezzo di listino elevato: autoradio CD MP3 Bluetooth USB Aux-In con comandi al volante (in pelle), climatizzatore automatico, fendinebbia, sedile del guidatore regolabile in altezza e terminale di scarico cromato. Non consideratela un’alternativa ad una piccola SUV: dentro è molto più piccola.Fiat Panda Cross 0.9 TwinAir (19.650 euro)Optare per il motore 0.9 TwinAir (molto potente: 90 CV) è l’unico modo per acquistare una Fiat Panda Cross restando sotto quota 20.000 euro. Nell’off-road regala prestazioni impressionanti mentre su asfalto l’agilità nelle curve è penalizzata dal peso elevato.Fiat Panda Cross 1.3 MJT (20.400 euro)Impossibile trovare in listino una Fiat Panda più cara della Cross 1.3 MJT: esistono SUV più spaziose a trazione integrale meno care in grado di offrire un comportamento simile in fuoristrada. Meglio, a nostro avviso, risparmiare e prendere una 4×4 “standard”.Fiat Panda Cross: gli optionalI tre optional a nostro avviso fondamentali per arricchire la dotazione di serie della Fiat Panda Cross sono gli airbag laterali (310 euro, per migliorare la sicurezza), il sedile posteriore sdoppiato (180 euro, per incrementare la praticità) e i sensori di parcheggio (310 euro, utili per gestire nelle manovre i paraurti sporgenti).

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Dieci auto sportive economiche sotto i 23.000 euro
Chi ha detto che le auto sportive costano tanto? Spulciando il listino abbiamo trovato dieci proposte briose (velocità massima di almeno 200 km/h e meno di dieci secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari) ed economiche che si portano a casa con meno di 23.000 euro.Il segmento più rappresentato in questo elenco è naturalmente quello delle piccole e la Francia è la nazione che presenta più proposte: non mancano, tuttavia, modelli di categorie differenti appartenenti ad altri Paesi. Scopriamoli insieme nel dettaglio.Abarth 500 18.600 euroDifficile trovare in commercio una citycar più divertente della Abarth 500: nelle curve è agile come una cavalletta e in città si parcheggia in un fazzoletto grazie alle dimensioni esterne contenute (3,66 metri di lunghezza). I limiti maggiori emergono nei lunghi viaggi: la praticità è scarsa (i passeggeri posteriori hanno pochissimo spazio per le gambe e per le spalle e il bagagliaio è minuscolo), il motore – pur essendo sovralimentato – non gradisce i regimi più bassi, l’autonomia è ridotta (colpa del serbatoio di soli 35 litri) e al cambio manca la sesta marcia (che sarebbe molto utile in autostrada). La dotazione di serie, infine, va arricchita.Audi A1 1.4 TFSI 125 CV Sport 22.200 euroL’Audi A1 1.4 TFSI 125 CV Sport è la proposta meno potente tra quelle analizzate in questa pagina: recentemente ristilizzata, ha un buon comportamento stradale e rispetta l’ambiente. Migliorabile, invece, la versatilità.Chevrolet Cruze SW 1.4 20.663 euroLa Chevrolet Cruze SW 1.4 è la soluzione più adatta ai padri di famiglia con un budget ridotto che non vogliono rinunciare al brio. L’ingombrante (4,68 metri di lunghezza) station wagon statunitense offre infatti un mare di centimetri alle gambe di chi si accomoda dietro e ha un bagagliaio in grado di accogliere le valigie di tutti gli occupanti. Affidabile e con una garanzia di ben 3 anni o 100.000 km (ma solo 6 per la corrosione), presenta alti (assemblaggi) e bassi (materiali) alla voce “finiture”.Citroën DS3 1.6 THP Sport Chic 22.500 euroLa Citroën DS3 1.6 THP Sport Chic è l’auto più cara del lotto ma è anche quella più raffinata. Monta un motore pronto ai bassi regimi e con un discreto allungo però potrebbe essere più spaziosa per le gambe dei passeggeri posteriori.Ford Fiesta ST 21.750 euroLa ST, variante più cattiva della Ford Fiesta, conserva tutte le doti della straniera più amata dagli italiani (come ad esempio il grande spazio a disposizione della testa di chi si accomoda sui sedili posteriori) con l’aggiunta di un motore particolarmente vivace (ma anche un po’ troppo assetato di benzina).Mini Cooper 20.700 euroLa Mini Cooper è, secondo noi, la scelta migliore per chi vuole una sportiva abbordabile: la piccola britannica (poco adatta a chi deve trasportare amici alti sui sedili posteriori per via dei pochi centimetri disponibili nella zona della testa) ha un motore a tre cilindri dal sound poco coinvolgente ma offre consumi da primato (22,2 km/l dichiarati).Opel Corsa OPC 17.650 euroLa Opel Corsa OPC sta per uscire dal listino (a breve verrà rimpiazzata da un nuovo modello) e l’anzianità del progetto si nota soprattutto alla voce “consumi” (13,7 km/l dichiarati). In compenso costa pochissimo: impossibile trovare in commercio rivali più accessibili.Peugeot 208 GTi 22.200 euroLa Peugeot 208 GTi non è solo l’auto più potente del lotto (200 CV): è anche la più scattante (“0-100” in 6,8 secondi) ed è oltretutto la più confortevole nei lunghi viaggi. Una Gran Turismo in miniatura che può deludere solo gli automobilisti più esperti, quelli che nelle curve vorrebbero un maggiore coinvolgimento.Renault Mégane 1.2 TCe 132 CV 22.100 euroLa Renault Mégane 1.2 TCe 132 CV non si acquista per le prestazioni (deludenti se paragonate a quelle delle altre vetture analizzate in questa pagina: 9,7 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari): in compenso è adatta a chi “tiene famiglia” (il divano accoglie comodamente tre passeggeri) e a chi è attento ai costi di gestione (la cilindrata contenuta consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto).Seat Ibiza 2.0 TDI 3p. FR 18.580 euroL’unica auto diesel di questa “top ten” – la Seat Ibiza 2.0 TDI 3p. FR – monta un motore ricco di coppia e vivace ai bassi regimi penalizzato esclusivamente dalla cilindrata elevata (che incide negativamente sui costi dell’assicurazione). Le finiture potrebbero essere più curate, soprattutto per quanto riguarda i materiali utilizzati per la plancia.

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Mitsubishi ASX, guida all’acquisto
La Mitsubishi ASX non è una delle SUV compatte più vendute nel nostro Paese ma sicuramente è una delle più riuscite: nata nel 2010 e oggetto di un restyling tre anni più tardi, ha riscosso comunque più successo della “gemella” (stesso pianale, design simile e motori leggermente diversi) Citroën C4 Aircross.Nella guida all’acquisto di questo mese vi mostreremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.Mitsubishi ASX: guida all’acquistoNonostante una lunghezza di soli 4,30 metri (dimensioni compatte che consentono di trovare parcheggio abbastanza facilmente) la Mitsubishi ASX offre un mare di spazio alle gambe dei passeggeri posteriori. I più alti, però, potrebbero lamentarsi per la carenza di centimetri per la testa e per le spalle.Costruita con cura (più fuori che dentro), ha un bagagliaio che potrebbe essere più capiente: 442 litri che diventano 1.219 quando si abbattono i sedili posteriori.Gli allestimenti della Mitsubishi ASXGli allestimenti della Mitsubishi ASX sono quattro: il “base” Inform (non disponibile con i motori diesel) è perfetto per chi intende risparmiare il più possibile beneficiando di una dotazione di serie adeguata: airbag frontali, laterali, a tendina e per le ginocchia, autoradio CD MP3 con presa Aux e 4 altoparlanti e climatizzatore manuale. Per chi preferisce il diesel è molto valida la versione Involve (disponibile solo con il propulsore 1.8 DI-D da 116 CV), che aggiunge i cerchi in lega da 16” e il climatizzatore automatico.Per chi vuole qualcosa in più, invece, c’è la Invite che con un sovrapprezzo di soli 1.100 euro rispetto alla Involve offre le luci diurne, i sensori di parcheggio posteriori e il terminale di scarico cromato. Ancora più ricca la “top di gamma” Intense Panoramic (2.300 euro più della Invite a parità di motore): Bluetooth, cerchi in lega da 17”, fari allo xeno e tetto panoramico.Mitsubishi ASX: tutti i modelli a listinoMitsubishi ASX 1.6 (da 19.250 euro)Se non percorrete molti chilometri la Mitsubishi ASX 1.6 (prezzi fino a 24.500 euro) può essere la scelta più indicata. Il motore è povero di coppia (154 Nm) ma il capiente serbatoio (63 litri) garantisce lunghe percorrenze.Mitsubishi ASX 1.6 GPL (da 21.100 euro)La Mitsubishi ASX 1.6 GPL (prezzi fino a 26.350 euro) può vantare un serbatoio di gas (posizionato sotto il bagagliaio) da 50 litri (riempibile fino a 40 litri) e consumi ridotti per la categoria, specialmente in città (10,0 km/l dichiarati). Il motore ha una cilindrata contenuta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto ma ha pochi cavalli (117) e non brilla alla voce “coppia” (154 Nm). Come nel caso della variante a benzina anche qui il cambio ha solo cinque marce: non sarebbe una cattiva idea introdurre la sesta.Mitsubishi ASX 1.8 DI-D 116 CV (da 22.950 euro)Grande comfort (motore silenzioso e – come su tutta la gamma – sospensioni abbastanza morbide) e prestazioni eccellenti (189 km/h di velocità massima e 10,2 secondi sullo “0-100”): sono questi i punti di forza della Mitsubishi ASX 1.8 DI-D 116 CV (prezzi fino a 26.350 euro), la versione turbodiesel che ci sentiamo di consigliare. Ha una cilindrata che potrebbe essere più contenuta (alla maggior parte delle rivali basta un 1.6 per ottenere la stessa potenza) e nelle curve si avverte una certa pesantezza.Mitsubishi ASX 1.8 DI-D 150 CV (da 27.200 euro)La Mitsubishi ASX 1.8 DI-D 150 CV (prezzi fino a 29.500 euro) – dotata di trazione integrale di serie – conserva le stesse doti (comfort nei lunghi viaggi e brio) della “cugina” da 116 CV ma è ancora più convincente alla voce “prestazioni” (198 km/h di velocità massima e 10 ssecondi netti per accelerare da 0 a 100 chilometri orari).Mitsubishi ASX 2.2 DI-D (da 28.950 euro)La Mitsubishi ASX 2.2 DI-D ha gli stessi cavalli della 1.8 DI-D 150 CV ma si differenzia per il cambio automatico (una trasmissione a sei rapporti non molto rapida nei passaggi marcia, a dire il vero) di serie e per il motore – purtroppo, come tutti gli altri, ancora Euro 5 – dalla cilindrata più elevata (ma anche più elastico ai bassi regimi). Non fatevi ingannare dal nome, si tratta di un’unità 2.3 piuttosto costosa da assicurare. Le quattro ruote motrici non sono fatte per l’off-road più impegnativo ma per avere un piacere di guida superiore nelle curve.Mitsubishi ASX: gli optionalLa dotazione di serie della Mitsubishi ASX “entry-level” – la Inform – va arricchita, secondo noi, con i cerchi in lega da 17” (1.400 euro), il navigatore satellitare (1.050 euro) e la vernice metallizzata (600 euro). A questi ultimi due accessori aggiungeremmo – sugli altri tre allestimenti presenti in listino (Involve, Invite e Intense Panoramic) – l’antifurto (300 euro).

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