Land Rover Range Rover Sport: guida all’acquisto

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La seconda generazione della Land Rover Range Rover Sport – nata nel 2013 e sottoposta a un restyling nel 2017 – è una grande SUV britannica a trazione integrale realizzata sullo stesso pianale della Discovery e della Range Rover.

In questa guida all’acquisto della Land Rover Range Rover Sport vi mostreremo tutte le versioni presenti in listino della raffinata Sport Utility inglese: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.

Land Rover Range Rover Sport: guida all’acquisto

La seconda serie della Land Rover Range Rover Sport è una grande SUV relativamente compatta (meno di 4,90 metri di lunghezza) che se la cava divinamente in fuoristrada.

Alti e bassi, invece, per quanto riguarda la praticità: se è vero che il divano posteriore è molto largo è altrettanto vero che molte rivali offrono un abitacolo più spazioso per le gambe di chi si accomoda dietro e un bagagliaio più sfruttabile in configurazione a due posti.

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Gli allestimenti della Land Rover Range Rover Sport

Gli allestimenti della Land Rover Range Rover Sport sono sette: S, SE, HSE, HSE Dynamic, HST, Autobiography Dynamic e SVR.

Land Rover Range Rover Sport S

La Land Rover Range Rover Sport S – la versione “base” – ha un prezzo interessante e offre, tra le altre cose: controllo dinamico della stabilità DSC, Hill Descent Control HDC, fari a LED Premium con luci diurne a LED, sedili in pelle goffrata, sedili anteriori elettrici a 8 regolazioni, illuminazione interna d0ambiente, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, climatizzatore bizona, inserti in alluminio satinato spazzolato scuro, Touch Pro Duo e impianto audio Land Rover Enhanced.

Land Rover Range Rover Sport SE

La Land Rover Range Rover Sport SE costa 4.100 euro più della S a parità di motore e aggiunge: sedili anteriori elettrici a 14 regolazioni e telecamera posteriore.

Land Rover Range Rover Sport HSE

La Land Rover Range Rover Sport HSE – cara e con un equipaggiamento da integrare – aggiunge alla dotazione della SE: fari Matrix LED con luci diurne caratteristiche, sedili in pelle Windsor, sedili anteriori riscaldabili a 16 regolazioni con funzione memoria e inserti in alluminio Micro Mesh.

Land Rover Range Rover Sport HSE Dynamic

La Land Rover Range Rover Sport HSE Dynamic aggiunge alla dotazione della HSE gli inserti in alluminio Dark Engine Turned.

Land Rover Range Rover Sport HST

La Land Rover Range Rover HST – cara – costa 4.100 euro più della HSE Dynamic a parità di motore e aggiunge: tetto panoramico fisso a contrasto Black, indicatori di direzione dinamici, cerchi in lega da 11” a 8 razze “Style 9001” con finitura Gloss Black, pinze dei freni rosse, Carbon Fibre Exterior Pack, volante in tessuto scamosciato, esclusivi sedili anteriori HST, impianto audio Meridian Surround Sound System, Drive Pack e Park Pack.

Land Rover Range Rover Sport Autobiography Dynamic

La ricca Land Rover Range Rover Sport Autobiography Dynamic offre in aggiunta alla dotazione della HSE Dynamic: sedili in pelle semi-anilina, sedili snteriori riscaldabili e rinfrescabili a 22 regolazioni con funzione memoria e sedili posteriori riscaldabili, illuminazione interna d’ambiente configurabile, sensori di parcheggio a 360° con telecamera posteriore, inserti Grand Black e impianto audio Meridian Surround Sound System.

Land Rover Range Rover Sport SVR

La Land Rover Range Rover Sport SVR – la versione che ci sentiamo di consigliare (più per il motore, però, che per la dotazione) – offre, tra le altre cose: controllo dinamico della stabilità DSC, controllo automatico della velocità in discesa HDC, fari pixel a LED con luci diurne caratteristiche, volante in pelle SVR, illuminazione interna soffusa configurabile, climatizzatore a tre zone, inserti estesi in alluminio satinato spazzolato, Touch Pro Duo e sistema audio Meridian Surround Sound System 825 W.

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Land Rover Range Rover Sport: tutti i modelli in listino

Di seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Land Rover Range Rover Sport: la gamma motori della seconda serie della grande SUV “british” è composta da otto unità sovralimentate:

  • un 2.0 turbo benzina Si4 da 300 CV
  • un 5.0 V8 a benzina Supercharged con compressore volumetrico da 525 CV
  • un 5.0 V8 a benzina Supercharged con compressore volumetrico da 575 CV
  • un 3.0 a sei cilindri in linea MHEV mild hybrid turbo benzina da 400 CV
  • un 2.0 PHEV ibrido plug-in turbo benzina da 404 CV
  • un 3.0 V6 turbodiesel SDV6 da 249 CV
  • un 3.0 V6 turbodiesel SDV6 da 306 CV
  • un 4.4 V8 turbodiesel SDV8 da 340 CV

Land Rover Range Rover Sport 2.0 Si4 (da 71.000 euro)

La Land Rover Range Rover Sport 2.0 Si4 (prezzi fino a 81.200 euro) ospita sotto il cofano un motore rumorosetto, povero di cavalli (300) e non particolarmente vivace (7,3 secondi sullo “0-100”).

Land Rover Range Rover Sport 5.0 V8 Supercharged 525 CV (da 103.600 euro)

La Land Rover Range Rover Sport 5.0 V8 Supercharged 525 CV (prezzi fino a 116.700 euro) è una SUV che punta più sull’esclusività che sul piacere di guida: poco agile nelle curve, meno briosa di altre Sport Utility sportive (“0-100” in 5,3 secondi) e con un sound non molto coinvolgente, ha una potenza e una coppia (625 Nm) inferiori a quanto offerto dalla concorrenza e la spinta del compressore volumetrico potrebbe essere più corposa ai bassi regimi.

Land Rover Range Rover Sport 5.0 V8 Supercharged 575 (139.300 euro)

La Land Rover Range Rover Sport 5.0 V8 Supercharged 575 – meglio nota con la sigla SVR – è a nostro avviso la versione più riuscita della grande SUV di Sua Maestà nonché una delle Sport Utility “racing” migliori in commercio. La spinta progressiva del volumetrico potrebbe però deludere chi è abituato ai turbo tradizionali.

Land Rover Range Rover Sport 3.0 I6 MHEV (da 91.400 euro)

La Land Rover Range Rover Sport 3.0 I6 MHEV (prezzi fino a 104.100 euro) è la variante mild hybrid della 4×4 britannica: il motore è un 3.0 turbo benzina a sei cilindri in linea abbinato a una piccola unità elettrica. Il risultato? 400 CV di potenza e consumi dichiarati più bassi rispetto al quattro cilindri a benzina tradizionale.

Land Rover Range Rover Sport 2.0 Si4 PHEV (da 93.000 euro)

La Land Rover Range Rover Sport 2.0 Si4 PHEV (prezzi fino a 114.400 euro) è la variante ibrida plug-in (ossia ricaricabile attraverso una presa di corrente) della SUV di lusso inglese: motore 2.0 a benzina abbinato a un’unità elettrica in grado di generare una potenza totale di 404 CV e un’autonomia di 48 km a emissioni zero.

Land Rover Range Rover Sport 3.0 SDV6 249 CV (da 73.900 euro)

La Land Rover Range Rover Sport 3.0 SDV6 249 CV (prezzi fino a 86.700 euro) è, secondo noi, la versione diesel da acquistare: il motore – poco potente (per non pagare il superbollo) – non è il massimo del brio (7,9 secondi sullo “0-100”) e della silenziosità ma si riscatta con un’eccellente risposta ai bassi regimi.

Land Rover Range Rover Sport 3.0 SDV6 (da 83.300 euro)

La Land Rover Range Rover Sport 3.0 SDV6 (prezzi fino a 105.300 euro) ospita sotto il cofano un motore 3.0 turbodiesel V6 da 306 CV che offre – come la variante meno potente da 249 puledri – consumi relativamente contenuti.

Land Rover Range Rover Sport 4.4 SDV8 (da 100.000 euro)

La Land Rover Range Rover Sport 4.4 SDV8 (prezzi fino a 113.300 euro) è la variante diesel più potente della grande SUV inglese e monta un possente propulsore turbo a 8 cilindri in grado di generare una potenza di 340 CV.

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Land Rover Range Rover Sport: gli optional

La dotazione di serie della Land Rover Range Rover Sport andrebbe a nostro avviso arricchita con due optional fondamentali: il controllo adattivo della velocità di crociera con funzione Stop & Go (2.133 euro) e la vernice metallizzata (1.174 euro).

Sulla S aggiungeremmo i fendinebbia (214 euro) mentre sulla SE i retrovisori ripiegabili elettricamente (321 euro). Sugli allestimenti HSE e HSE Dynamic ci starebbe bene il Drive Pack (492 euro: monitoraggio angolo cieco, monitoraggio dello stato del conducente, riconoscimento segnali stradali e limitatore di velocità adattivo) e su HST, Autobiography Dynamic e SVR acquisteremmo invece il tetto panoramico fisso (2.091 euro).

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EICMA 2019 – Ducati Streetfighter V4 eletta moto più bella del Salone

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La Ducati Streetfighter V4 è stata eletta a EICMA 2019Moto più bella del Salone”: la nuova super-naked di Borgo Panigale ha regalato alla Casa emiliana il decimo riconoscimento in quindici edizioni del premio.

Oltre 14.500 appassionati hanno espresso la propria preferenza e premiato l’ultima nata del brand bolognese, che ha conquistato il 36,7% dei voti. Dietro di lei altre due moto italiane: la Aprilia RS 660 e la MV Agusta Superveloce 800.

La conquista del premio “Moto più bella del Salone” da parte della Streetfighter V4 ha chiuso in bellezza l’EICMA 2019 di Ducati, un’edizione che ha visto il marchio di Borgo Panigale presentare tre novità assolute: la Streetfighter V4 (manubrio alto e largo, 178 kg di peso, motore Desmosedici stradale 1.103 cc con 208 CV, ali biplano e un pacchetto elettronico di ultima generazione), la Panigale V2 completamente rinnovata e la versione 2020 della Panigale V4, la sportiva più venduta al mondo negli ultimi due anni.

Senza dimenticare le cinque versioni 2020 introdotte nella rassegna di Rho (la Multistrada 1260 S Grand Tour, la Diavel 1260 nella nuova colorazione “Dark Stealth”, la Diavel 1260 S in “Ducati Red”, la Monster 1200 “Black on Black” e la Scrambler Icon Dark), le due concept Scrambler DesertX e Motard e le tre nuove Ebike realizzate in collaborazione con Thok (MIG-RR Limited Edition, MIG-S e E-Scrambler).

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Skoda Octavia: primo sguardo agli interni

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Skoda ha svelato un paio di immagini che anticipano le linee dell’abitacolo della nuova Octavia che debutterà il prossimo 11 novembre a Praga.

I bozzetti degli interni della nuova Skoda Octavia svelano tre novità principali: un pannello strumenti multilivello, un grande schermo che cresce in dimensioni rispetto alla generazione precedente, un inedito volante a due razze. Tra le altre novità riconoscibili con le prime immagini della quarta generazione della Skoda Octavia 2020, risalta anche l’assenza della leva del cambio che sembra aver lasciato il posto ad un selettore.

Volante a due razze

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Il secondo bozzetto arrivato da Mladá Boleslav mette invece l’accento proprio sul nuovo volante che colpisce per la sua corona perfettamente rotonda e per l’assenza della terza razza. Il tesser mostra come il guidatore della nuova Skoda Octavia avrà all’altezza delle dita i comandi multifunzione, anche se molte funzioni del sistema di infotainment potranno essere attivate tramite i comandi vocali all’assistente virtuale Laura.


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Skoda Octavia: primi bozzetti della quarta generazione

La nuova berlina ceca debutterà l’11 novembre festeggiando i 60 anni della gamma

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Mercedes GT AMG

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La Mercedes GT AMG – nata nel 2014 e sottoposta a un restyling nel 2018 – è una supercar tedesca a trazione posteriore.

Mercedes GT AMG: gli esterni

La Mercedes GT AMG è una coupé sexy e aggressiva caratterizzata da un frontale proteso in avanti, da un profilo dinamico e da una coda fastback corta e possente.

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Mercedes GT AMG: gli interni

L’abitacolo hi-tech della Mercedes GT AMG è costruito con grande cura: nella zona centrale della plancia spiccano lo schermo da 10,2” e gli interruttori a display.

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Mercedes GT AMG: i motori

La gamma motori della Mercedes GT AMG è composta da quattro unità 4.0 V8 a doppia sovralimentazione:ù

  • un 4.0 V8 biturbo benzina da 476 CV
  • un 4.0 V8 biturbo benzina da 522 CV
  • un 4.0 V8 biturbo benzina da 557 CV
  • un 4.0 V8 biturbo benzina da 585 CV

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Mercedes GT AMG: gli allestimenti

Gli allestimenti della Mercedes GT AMG sono quattro: “base”, S, C e R.

Tutte le Mercedes GT AMG offrono: cambio sportivo a 7 marce Speedshift DCT AMG, pacchetto Silver Chrome per gli interni AMG, retrovisori interni ed esterni autoanabbaglianti, sistema di controllo della pressione pneumatici RDK, specchietti retrovisori regolabili elettricamente, luci Stop adattive (in caso di frenata di emergenza lampeggiano automaticamente), disattivazione automatica airbag lato passeggero, Active Brake Assist (avvisa il guidatore con un segnale ottico e acustico quando la distanza tra la vettura e il veicolo che la precede o l’ostacolo fermo è inferiore al limite di sicurezza; in caso di rischio impatto effettua una frenata parziale automatica), Mirror Package (specchi retrovisori esterni ripiegabili elettricamente, retrovisore interno ed esterno sinistro autoanabbagliante), Parktronic (sistema di ausilio al parcheggio), sistema di assistenza abbaglianti adattivi (correzione automatica della profondità del fascio luminoso in funzione della situazione del traffico), telecamera posteriore per la retromarcia assistita, telecamera anteriore, riconoscimento automatico dei segnali stradali (riconoscimento dei segnali stradali comprese la funzione di allerta marcia in contromano e la visualizzazione dei limiti di velocità nella strumentazione), Comand Online (display multimediale ad alta definizione con diagonale dello schermo di 10,25”, navigazione rapida su disco fisso con rappresentazione cartografica in 3D e guida dinamica tramite Live Traffic Information, dati sul traffico pressoché in tempo reale), utilizzo delle app Mercedes-Benz durante la marcia, hotspot WLAN/Wi-Fi per il collegamento di un numero massimo di tre dispositivi mobili, Mercedes me connect con servizi di navigazione, integrazione di contenuti online nella cartina di navigazione come ad es. i prezzi del carburante, aggiornamento online del materiale cartografico, comunicazione Car-to-X e Setup vettura, nonché servizi di base con sistema di chiamata di emergenza Mercedes-Benz, integrazione per smartphone mediante Android Auto o Apple CarPlay, Media Interface, porta USB, interfaccia Bluetooth e slot per schede SDHC), Mercedes-Benz Link, climatizzatore automatico Comfortmatic con 2 zone climatiche e sfruttamento del calore residuo del motore, filtro a carboni attivi che trattiene polveri sottili e odori, regolazione di temperatura separata lato guida/passeggero, modalità di climatizzazione separate Focus, Medium e Diffuse, sensore della qualità dell’aria con passaggio automatico alla funzione di ricircolo e sensore per il rilevamento del punto di condensazione, fari LED High Performance, pneumatici estivi, radio digitale, serbatoio del carburante con volume maggiorato (75 l), modulo LTE per l’utilizzo dei servizi Mercedes me connect, predisposizione per setup vettura, predisposizione monitoraggio vettura (tracking geografico del veicolo, tracking del veicolo, localizzazione del veicolo validità 3 anni e rinnovo a pagamento), pacchetto parcheggio (include Park-Pilot e telecamera 360°) e tasti sul volante AMG.

Mercedes GT AMG

La dotazione di serie della Mercedes GT AMG comprende: cerchi in lega AMG da 19” a 5 doppie razze verniciati color argento, sospensioni sportive, pinze freno anodizzate color argento e rivestimenti in Artico/tessuto.

Mercedes GT AMG S

La Mercedes GT AMG S offre: pelle sintetica Artico/microfibra Dinamica nera, cerchi in lega AMG da 19”/20”, differenziale autobloccante posteriore AMG a gestione elettronica, assetto sportivo Ride Control AMG con sistema di ammortizzatori regolabili, pinze freno rosse con scritta “AMG”, impianto di scarico Performance AMG e batteria agli ioni di litio.

Mercedes GT AMG C

La Mercedes GT AMG C offre: telone copriauto da interno AMG color argento, impianto di scarico Performance AMG, pinze freno rosse con scritta “AMG”, assetto sportivo Ride Control AMG con sistema di ammortizzatori regolabili, differenziale autobloccante posteriore AMG a gestione elettronica, assale posteriore sterzante AMG, sedili anteriori riscaldabili elettricamente, batteria agli ioni di litio, tetto Panorama e cerchi in lega AMG a 5 doppie razze.

Mercedes GT AMG R

La dotazione di serie della Mercedes GT AMG R comprende: telone copriauto da interno AMG color argento, impianto di scarico Performance AMG con silenziatori di scarico in titanio, pinze freno gialle, spoiler posteriore regolabile manualmente, assetto sportivo Ride Control AMG con sistema di ammortizzatori regolabili, differenziale autobloccante posteriore AMG a gestione elettronica, pneumatici sportivi, assale posteriore sterzante AMG, cambio sportivo a 7 marce Speedshift DCT AMG, Comand Online, Speed limit assist, pacchetto parcheggio, telecamera anteriore, tasti sul volante AMG, autoradio digitale, climatizzatore automatico Comfortmatic, Collision Prevention Assist Plus (avvisa il guidatore con un segnale ottico e acustico quando la distanza tra la vettura e il veicolo che la precede o l’ostacolo fermo è inferiore al limite di sicurezza, in caso di rischio impatto effettua una frenata parziale automatica), sistema di controllo della pressione pneumatici RDK, fari anteriori LED e fari posteriori full LED, luci Stop adattive, Mirror Package, Parktronic, sistema di assistenza abbaglianti adattivi, specchietti retrovisori regolabili elettricamente, telecamera per la retromarcia assistita, batteria agli ioni di litio, pacchetto Night degli interni, volante AMG Performance in microfibra, serbatoio del carburante con volume maggiorato (75 l), Live Traffic Information, modulo LTE per l’utilizzo dei servizi Mercedes me connect, retrovisori interni ed esterni autoanabbaglianti e Mercedes-Benz Link.

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Mercedes GT AMG: gli optional

La dotazione di serie della Mercedes GT AMG andrebbe a nostro avviso arricchita con tre optional fondamentali: l’Active Distance Assist Distronic (732 euro), il Blind Spot Assist (549 euro) e la vernice metallizzata (1.220 euro).

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Mercedes GT AMG: i prezzi

Motori a benzina

  • Mercedes GT AMG 131.710 euro
  • Mercedes GT AMG S 151.100 euro
  • Mercedes GT AMG C 164.320 euro
  • Mercedes GT AMG R 181.400 euro

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Toyota C-HR: più brio con il restyling

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Dopo tre anni dal lancio la Toyota C-HR – la SUV ibrida più amata dagli italiani nonché il secondo modello a doppia alimentazione termica/elettrica più venduto nel nostro Paese – è stata sottoposta a un restyling. Pochi gli interventi estetici apportati all’ecologica crossover compatta giapponese a trazione anteriore (realizzata sullo stesso pianale della Corolla), numerosi quelli tecnici, a cominciare dal nuovo motore 2.0 da 184 CV già visto sotto il cofano della “cugina” Lexus UX.

Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la Toyota C-HR restyling più costosa in listino: la 2.0 nel ricco allestimento Premiere. Scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.

Cosa è cambiato con il restyling

La novità più importante introdotta nella gamma della Toyota C-HR in occasione del restyling è senza dubbio il motore 2.0: un due litri ibrido benzina a ciclo Atkinson in grado di generare una potenza totale di 184 CV. Per tutto il 2019 sarà l’unico propulsore acquistabile nel nostro Paese visto che il “buon vecchio” 1.8 impreziosito dalle batterie al litio (il più moderno due litri è invece abbinato ad accumulatori NiMH) tornerà sulle scene solo nel 2020.

Un propulsore silenzioso ed efficiente – rapporto di compressione 14:1, 41% di efficienza termica (record assoluto per un’unità a benzina) – che nei tratti urbani può percorrere fino all’80% della strada a emissioni zero.

La Toyota C-HR restyling può inoltre vantare un sistema di infotainment più moderno (finalmente sono arrivati Android Auto e Apple CarPlay), alcune (lievi) modifiche di design e un abitacolo ancora più curato: insonorizzazione ulteriormente migliorata, regolazione in altezza per il sedile del passeggero anteriore e materiali soffici su tutte le zone di contatto dei pannelli porta.

La versatilità è rimasta praticamente la stessa: in soli 4,40 metri di lunghezza – e nonostante le forme sportive – la SUV compatta del Sol Levante offre tanto spazio alla testa dei passeggeri posteriori e un bagagliaio ampio in configurazione a cinque posti (seppur leggermente più piccolo di quello della 1.8). Il divano posteriore potrebbe però essere più largo e il vano bagagli non è molto sfruttabile quando si abbattono i sedili dietro.

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Toyota C-HR restyling: come va il motore 2.0

Il nuovo motore 2.0 è rivolto a chi non può rinunciare al brio: un propulsore vivace (8,2 secondi) e ricco di coppia – 190 Nm per l’unità a benzina, 202 per quella a emissioni zero – in grado di regalare consumi incredibilmente bassi (come da tradizione Toyota Hybrid): la Casa nipponica dichiara percorrenze comprese tra 18,5 e 18,9 km/l nel ciclo WLTP ma non bisogna fare grossi sforzi per stare sopra quota 20 (a patto di non strafare con il pedale dell’acceleratore).

Agile nelle curve come la 1.8 (anzi, di più, vista la taratura specifica degli ammortizzatori) e comoda nei lunghi viaggi grazie all’eccellente pianale, presenta un pacchetto sterzo/freni discreto (anche se più consono a una guida rilassata) e un cambio e-CVT a variazione continua che provoca il noto (nonché fastidioso) “effetto scooter” solo quando si esagera con il gas.

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Prezzo adeguato, ricca dotazione

La Toyota C-HR 2.0 Hybrid Premiere oggetto del nostro primo contatto ha un prezzo buono (37.250 euro) considerando la tecnologia presente a bordo e la ricca dotazione di serie: cerchi in lega da 18”, climatizzatore automatico bizona, fari a LED adattivi, fendinebbia a LED, interni in pelle Premium Black, Nanoe ION Generator (sanificatore dell’abitacolo), navigatore satellitare, parcheggio automatico, retrovisori esterni ripiegabili elettricamente e riscaldabili, sedili anteriori regolabili in altezza con quello guidatore regolabile elettricamente, sensore luci, sensore pioggia, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con funzione ICS (Intelligent Clearance Sonar, una specie di frenata automatica per le manovre in retromarcia), sistema audio Premium JBL con 9 altoparlanti, sistema multimediale Toyota Touch 3 (iPod Ready, display da 8”, radio DAB, 6 altoparlanti, Bluetooth, Aux-in e USB) e telecamera posteriore, vernice Bi-tone metallizzata e vetri posteriori oscurati.

Completa anche la dotazione di sicurezza: airbag frontali, laterali, a tendina anteriori e posteriori e per le ginocchia del guidatore, assistente al mantenimento della corsia (che include avviso presenza ostacoli posteriori con frenata automatica e monitoraggio angoli ciechi), assistente alla partenza in salita, attacchi Isofix, controlli di stabilità e trazione, monitoraggio pressione pneumatici e Toyota Safety Sense (abbaglianti automatici, avviso superamento corsia con controllo dello sterzo, cruise control adattivo, riconoscimento segnaletica stradale e sistema Pre-Collision con rilevamento pedoni).

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Toyota C-HR restyling: il design

Auto che vince non si cambia ed è per questo motivo che i designer Toyota non hanno avuto bisogno di intervenire in maniera profonda sullo stile – riuscito – della C-HR in occasione del restyling.

Le modifiche più rilevanti riguardano il frontale (fendinebbia spostati alle estremità del paraurti per avere una griglia inferiore più ampia e luci diurne ridisegnate con indicatori di direzione integrati) e la coda, con i gruppi ottici collegati tra loro da un sottile spoiler Glossy Black.

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Toyota C-HR restyling: le novità in 5 punti

  • nuovo motore 2.0 da 184 CV
  • Android Auto e Apple CarPlay
  • leggere modifiche estetiche
  • batteria al litio per la 1.8
  • nuova taratura delle sospensioni per la 2.0

Scheda tecnica
Lunghezza 4,40 metri
Larghezza 1,80 metri
Altezza 1,57 metri
Acc. 0-100 km/h 8,2 s
Bagagliaio 358 litri
Caratteristiche motore ibrido benzina 4 cilindri, 1.987 cc, 184 CV
Prezzo 37.250 euro

Dove l’abbiamo guidata

Abbiamo guidato la Toyota C-HR restyling in Portogallo tra Lisbona, Sintra e Cascais: un percorso pittoresco contraddistinto da curve veloci e lente e da qualche tratto autostradale.

NON TUTTI SANNO CHE – Al Casino Estoril di Cascais lo scrittore britannico Ian Fleming ebbe l’ispirazione per il suo primo libro: Casino Royale. Un romanzo, pubblicato nel 1953, nel quale comparve per la prima volta un personaggio destinato a entrare nella storia: l’agente segreto James Bond (007).

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Dove vorremmo guidarla

La Toyota C-HR restyling offre il meglio nei percorsi urbani ma con il nuovo motore 2.0 si rivela un’ottima compagna di viaggio anche sulle strade ricche di curve.

Le concorrenti

Kia Sportage 2.0 CRDi M. Hybrid GT Line Una SUV diesel mild hybrid 4×4 supportata da un piccolo motorino elettrico: per chi fa tanta strada e non ha paura dei blocchi del traffico.
Land Rover Range Rover Evoque 2.0 I4 200 CV Stilosa, trendy e a trazione integrale ma anche pesante e solo mild hybrid.
Lexus UX Business La vera rivale della Toyota C-HR: stesso pianale, stesso motore ma più “premium”. Prezzi alti.
Mazda CX-30 2.0 Skyactiv-X M Hybrid 2WD Exclusive Una crossover mild hybrid con cambio manuale dotata di un propulsore a benzina che funziona quasi come un diesel.

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Léon Serpollet, il padrone del vapore

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Léon Serpollet è considerato uno dei pionieri dell’automobilismo. Scopriamo insieme la storia dell’industriale francese che continuò a credere nel vapore quando tutti gli altri si stavano orientando verso i motori a scoppio.

Léon Serpollet: la biografia

Léon Serpollet nasce il 4 ottobre 1858 a Culoz (Francia). Appassionato di meccanica fin da ragazzo, progetta insieme al fratello maggiore Henri generatori a vapore per uso industriale.

Le auto a vapore e la Peugeot

Nel 1888 Léon realizza generatori di dimensioni più contenute in modo da poterli installare su veicoli e nello stesso anno crea il primo triciclo a vapore.

L’anno seguente contribuisce alla realizzazione della Peugeot Type 1 a vapore, presentata all’Esposizione Universale di Parigi: da molti considerata la prima vettura di sempre della Casa del Leone, non convince il fondatore del marchio di Sochaux – Armand Peugeot – poco convinto delle potenzialità del vapore.

Il primo automobilista di Parigi

Il 17 aprile 1891 Léon Serpollet diventa la prima persona di Parigi a ricevere l’autorizzazione a circolare per la Ville Lumière con un’automobile (a patto di non superare i 16 km/h di velocità).

La Gardner-Serpollet e il record di velocità

Nel 1898 – in seguito all’incontro con lo statunitense Frank Gardner – nasce l’azienda franco-americana Gardner-Serpollet. Quattro anni più tardi Léon, al volante di un’auto a vapore da lui creata (l’Œuf de Pâques), stabilisce a Nizza il record di velocità (120,761 km/h).

Léon Serpollet scompare l’1 febbraio 1907 a Parigi (Francia) a causa di un tumore.

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Per la decima volta Jeep Wrangler è 4×4 of the Year

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La Jeep Wrangler prosegue nella sua ineguagliabile e incessante serie di successi, e si è aggiudicata il riconoscimento di “4×4 of the Year” assegnatole nell’ambito del SEMA Show (Specialty Equipment Market Association) di Las Vegas per il decimo anno consecutivo.

La Jeep Wrangler si conferma così l’unica vettura ad aver ricevuto l’ambito riconoscimento dal 2010, anno in cui furono ufficialmente instituiti i SEMA Awards.

Mark Bosanac, Head of Mopar Service, Parts & Customer Care, FCA – North America, ha affermato:

“Jeep Wrangler non ha limiti, sia in termini di prestazioni, che di personalizzazione. Siamo orgogliosi di ricevere per il decimo anno consecutivo il premio ‘4×4 of the Year’. Si tratta di un riconoscimento importante perché conferma la leggendaria capability della Jeep Wrangler, e premia allo stesso tempo la passione e la creatività della community dell’aftermarket, che continua a scegliere Jeep Wrangler come il riferimento assoluto nel mondo della personalizzazione.”

Introdotti nel 2010, i SEMA Awards sono il riconoscimento OEM (Original Equipment Manufacturer) conferito dal SEMA Show, ed identificano i veicoli più interessanti in termini di presentazione e introduzione di ricambi aftermarket.

Chris Kersting, SEMA President e CEO, ha sottolineato:

“Non sorprende che gli espositori del SEMA Show abbiano incoronato Jeep Wrangler come 4×4 dell’anno. Grazie alle numerose opzioni disponibili, la Jeep Wrangler continua a essere il veicolo più idoneo alla personalizzazione. La sua versatilità senza limiti è in grado di conquistare sia coloro che la utilizzano negli spostamenti di tutti i giorni in città che gli appassionati di off-road.”

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Audi R8 V10 RWD: a trazione posteriore

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La nuova generazione dell’Audi R8 amplia la sua famiglia con l’introduzione in gamma della nuova variante V10 RWD 2020. Si tratta della versione a trazione posteriore, che questa volta rimarrà nei listini della Casa di Ingolstadt e non verrà prodotta solo in serie limitata come successo invece con la precedente versione.

Segni di riconoscimento

Diventerà la proposta entry level della gamma R8 e arriverà in commercio all’inizio del prossimo anno, con entrambe le carrozzerie Coupé e Spyder. A distinguerla esteticamente dalle altre R8 c’è la rifinitura delle prese laterali in tinta carrozzeria. Di serie, inoltre, la nuova Audi R8 V10 RWD sfoggia anche rifiniture in nero lucido, colorazione disponibile (come optional) anche per il logo dei Quattro Anelli. E per finire tra le tinte della carrozzeria si potrà scegliere anche la nova colorazione Grigio Kemora.

All’interno dell’abitacolo spiccano i sedili sportivi tappezzati in pelle e Alcantara, mentre una placca identificativa con il logo RWD è posizionata in bella vista sulla plancia davanti al passeggero. A spingere l’Audi R8 V10 RWD ci pensa il noto V10 da 5,2 litri aspirato, di origine Lamborghini. La coppia massima è di 540 Nm e il propulsore è abbinato alla trasmissione automatica a doppia frizione S tronic con sette rapporti, che tramette la potenza alle ruote posteriori. Non manca il  differenziale autobloccante meccanico.

Prestazioni e peso

In quanto a prestazioni la nuova Audi R8 V10 RWD dichiara uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi e raggiunge 320 km/h di velocità massima (3,8 secondi e 318 km/h per la Spider). Ovviamente, poi, la perdita della trazione integrale quattro ha il suo vantaggio in termini di peso, in questo caso infatti la RWD risparmia 65 kg (55 kg la Spider). Con una ripartizione dei pesi 40:60, la R8 a trazione posteriore monta pneumatici anteriori da 245/35 e posteriori da 295/35 che avvolgono cerchi forgiati da 19 pollici (in optional da 20 pollici con gomme sportive).

Per quanto riguarda i prezzi, infine, Audi ha svelato solo il dato referente al mercato tedesco. In Germania la nuova R8 V10 RWD costerà almeno 144.000 euro (157.000 euro la Spyder).

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Honda CR-V Hev AWD: l’ibrida diversa

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Appeal Un’auto più di sostanza che di apparenza
Contenuti tecnologici Un sistema ibrido unico nel suo genere (e molto efficace)
Piacere di guida Più agile nelle curve delle rivali ma non molto vivace
Stile Frontale aggressivo

La Honda CR-V Hev AWD è un’ibrida diversa dalle altre: la variante “ecologica” della quinta generazione della SUV media giapponese può vantare uno schema a doppia alimentazione benzina/elettrica unico nel suo genere. Una soluzione che porta grandi vantaggi alla voce consumi – specialmente in città – e che libera dal peso dell’ecotassa (a differenza di altre concorrenti mild hybrid, ibride leggere decisamente meno sofisticate).

La crossover nipponica monta un motore 2.0 aspirato a benzina abbinato a due unità elettriche e a una batteria agli ioni di litio e il sistema ibrido sceglie automaticamente tra tre modalità di guida quella più adeguata alle circostanze. Tutte le volte che può fa agire i propulsori elettrici, quando non basta fa intervenire l’unità termica (che però si occupa solo di erogare potenza al generatore, che a sua volta alimenta il motore elettrico e ricarica la batteria) e solo nelle condizioni più critiche – alte velocità, soprattutto – collega il due litri a benzina direttamente alle ruote attivando una modalità ibrida tradizionale (cioè con l’elettrico di supporto).

In parole povere? A circa 60 km/h la Honda CR-V Hev AWD viaggia a emissioni zero per la metà del tempo e a 100 km/h per circa un terzo del tempo. Volendo – schiacciando il pulsante EV – è anche possibile scegliere la modalità elettrica (circa 2 km di autonomia a batteria completamente carica). Il cambio non c’è. Quando il motore a benzina è collegato alle ruote c’è un semplice riduttore: più si va forte più i giri salgono.

Nella nostra prova su strada abbiamo testato la Honda CR-V più cara in listino: la Hev Executive AWD a trazione integrale. Scopriamo insieme i pregi e i difetti della SUV ibrida giapponese, una vera 4×4 dotata di un vero albero di trasmissione (sulla rivale Toyota RAV4 HV AWD-i le ruote posteriori sono mosse dall’unità elettrica).

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La Honda CR-V Hev Executive AWD protagonista della nostra prova su strada ha un prezzo molto interessante – 45.750 euro – abbinato a una dotazione di serie ricca: bocchette climatizzatore posteriori, cerchi in lega da 18”, climatizzatore automatico bizona, cruise control adattivo, fari a LED, fendinebbia a LED, finestrini elettrici e specchietti richiudibili da radiocomando, freno di stazionamento elettrico con blocco automatico, head-up display, Honda Connect con sistema di navigazione Garmin (Apple CarPlay, Android Auto, integrazione app Aha, navigazione Internet, radio via Internet AM Bluetooth DAB FM e touchscreen da 7”), illuminazione specchietti di cortesia, 2 ingressi USB anteriori, 2 ingressi USB posteriori (solo ricarica), luci abitacolo anteriori zona piedi, luci adattive di svolta, mancorrenti, portellone elettrico con sensore di apertura senza mani, rivestimenti in pelle, sedile guidatore con regolazione elettrica e con memorie, sedili riscaldati, sensore luci, sensore pioggia, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, sistema deghiacciante parabrezza, sistema Smart Entry e Start, specchietto di conversazione nel vano portaocchiali, specchietto fotocromatico, subwoofer, supporto lombare elettrico per guidatore e passeggero, telecamera posteriore con guida dinamica, tetto panoramico apribile, vetri posteriori oscurati e volante in pelle riscaldato.

Buona anche la dotazione di sicurezza: airbag frontali, laterali e a tendina anteriori e posteriori, avviso di abbandono corsia, avviso di collisione frontale, frenata automatica, informazione sui veicoli nell’angolo cieco e monitoraggio del traffico in manovra, mantenimento di corsia, monitoraggio pressione pneumatici, sistema di anti allontanamento dalla carreggiata e sistema di stabilità elettronica Agile Handling Assist. Senza dimenticare le cinque stelle ottenute nei crash test Euro NCAP.

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A chi si rivolge

La CR-V Hev AWD è un’ottima soluzione per i tassisti che arrivano da una Toyota RAV4 Hybrid (in città la Honda consuma leggermente meno) ma è anche adatta ai padri di famiglia abituati alle Sport Utility diesel che cercano un mezzo quasi altrettanto parco ma in grado di sfuggire ai blocchi del traffico.

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Alla guida: primo impatto

Al primo impatto la Honda CR-V Hev AWD sembra una SUV “paciosa” che punta a consumare il meno possibile sfruttando la sofisticata tecnologia ibrida. Una crossover che non ama fare le corse (9,2 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) dotata di uno sterzo che predilige le andature rilassate e di un impianto frenante potente ed efficace (tra i migliori della categoria).

Per quanto riguarda il comfort segnaliamo le sospensioni dalla risposta un po’ troppo secca sulle sconnessioni pronunciate e un’eccessiva rumorosità proveniente da sotto il cofano quando entra in funzione il motore a benzina. Migliorabili le finiture: troppe plastiche rigide nella parte inferiore della plancia.

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Alla guida: valutazione finale

Con il passare del tempo la Honda CR-V Hev AWD mostra altre doti inaspettate: ad esempio un comportamento stradale particolarmente agile nelle curve con un rollio in linea con la concorrenza. La SUV media ibrida giapponese, inoltre, sa essere parca in tutte le condizioni: nella nostra prova su strada siamo riusciti a superare quota 15 km/l con uno stile di guida normale, a stare tra 15 e 20 in città a seconda delle condizioni del traffico e a rimanere sopra i 12 km/l in autostrada a 130 km/h.

La versatilità, invece, non convince del tutto: il divano è un po’ stretto e non è scorrevole (i centimetri per le gambe sono abbondanti ma molte concorrenti sono più funzionali) e mancano inoltre i “magic seats” presenti su altre Honda (Jazz e HR-V), cioè la possibilità di sollevare la seduta dei sedili posteriori per accogliere oggetti voluminosi nella zona solitamente destinata ai passeggeri. Il bagagliaio, poi, è più piccolo di quello delle varianti a benzina (497 litri che diventano 1.064 quando si abbattono i sedili posteriori) a causa della presenza delle batterie.

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Cosa dice di te

Sei più attento alla sostanza (tecnologia ibrida sopraffina) che all’apparenza, giri spesso in città ma non disdegni le gite fuori porta e cerchi un mezzo che abbia un vero sistema di trazione integrale.

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Scheda tecnica
Motore ibrido benzina, 4 cilindri in linea
Cilindrata 1.993 cc
Potenza 135 kW (184 CV)
Coppia 315 Nm
Peso 1.672 kg
Acc. 0-100 km/h 9,2 s
Velocità max 180 km/h
Bagagliaio 497/1.064 litri
Consumi 13,5 km/l (WLTP)
Prezzo 45.750 euro

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Le concorrenti

Land Rover Discovery Sport 2.0 Si4 200 CV Elegante, spaziosa e potente. Purtroppo, però, è solo mild hybrid e beve parecchio…
Lexus NX Premium Meno evoluta della Toyota RAV4 (la base tecnica è quella della vecchia) ma più “premium”. Prezzi alti
Mercedes GLC 200 EQ-Boost Executive Una rivale tosta per la CR-V, anche se solo “mild” (consuma quindi molto di più): costa di più della concorrente giapponese ma offre più comfort e più brio
Toyota RAV4 AWD-i Lounge Beve meno della CR-V in quasi tutte le situazioni (in città la Honda è più efficiente) ma, come la Lexus NX, ha una trazione integrale meno raffinata

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Pagani, la storia

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La Pagani è nata all’inizio degli anni ‘90 ma è già da tempo il brand di riferimento nel settore delle hypercar. Scopriamo insieme la storia di questo marchio nato dal sogno di un imprenditore argentino: un’azienda che sforna dal 1999 gioielli su quattro ruote apprezzati in tutto il mondo.

Goodwood Festival of Speed, Moving Motor Show

Credits: 2017 World Endurance Championship
Round Three, Le Mans
Circuit de la Sarthe, Le Mans
10th – 18th June 2017

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Pagani: la storia

La Pagani vede la luce ufficialmente nel 1992 quando Horacio Pagani (ex dipendente Lamborghini e creatore di un’azienda – la Modena Design – specializzata nella realizzazione di parti in materiali compositi per la F1 e per l’industria aerospaziale) decide di realizzare l’automobile più coinvolgente del mondo. Dopo sette anni di lavoro il modello di serie prende vita.

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La Zonda

La prima Pagani di sempre – la Zonda C12 – vede la luce al Salone di Ginevra 1999: la prima vettura stradale della storia omologata con carbonio completamente a vista ospita un motore 6.0 V12 Mercedes-AMG da 450 CV.

L’anno seguente arriva la Zonda S (7.0 da 551 CV) e nel 2002 il propulsore beneficia di un ulteriore aumento di cilindrata (7,3 litri) e di potenza (555 CV).

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La Zonda Roadster

La Pagani Zonda Roadster presentata al Salone di Ginevra 2003 rappresenta una svolta per la Casa di San Cesario sul Panaro. La variante scoperta della supercar emiliana non è solo sportiva come la coupé ma anche più curata nei dettagli: tetto in carbonio con montanti pieghevoli, cella centrale rivista, roll-bar dietro i sedili che incorniciano i diffusori dell’impianto hi-fi, pulsante di accensione sul pomello del cambio, cerchi in alluminio forgiato da 19”, due ampie finestre sul cofano posteriore per ammirare il motore attraverso lastre di Lexan e reti metalliche.

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La Zonda F

Nel 2005 nasce la Pagani Zonda F da 602 CV, una variante della hypercar modenese che omaggia il pilota argentino Juan Manuel Fangio. L’anno seguente è la volta della Roadster: 650 CV, allestimento Clubsport e nuovi tessuti triassali in carbonio che permettono di riprogettare il telaio.

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La Zonda R

La Pagani Zonda R del 2009 destinata alla pista è molto diversa dalle Zonda “normali” visto che presenta 3.270 componenti nuovi. Un gioiello non omologato per la circolazione su strada che può vantare il telaio in carbo-titanio, i bulloni in ergal e titanio, le barre anti sfondamento, l’impianto di estinzione, i sedili omologati FIA e conformi allo standard Hans e il cambio robotizzato Xtrac con velocità di cambiata di 20 ms. Il motore? Un 6.0 V12 da 750 CV.

Nel 2013 – con la Huayra già in commercio – debutta l’evoluzione Zonda Revolución con 800 CV.

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La Zonda Cinque

Risale sempre al 2009 la Pagani Zonda Cinque: la versione stradale più estrema del primo capolavoro di Horacio, nata su richiesta del concessionario ufficiale di Hong Kong e realizzata in cinque esemplari, genera una potenza di 678 CV e un carico aerodinamico di 750 kg a 300 km/h. Nuovo spoiler anteriore, alettone regolabile di nuovo disegno, fondo piatto e scivoli posteriori modificati. La prima auto stradale con struttura centrale monoscocca in carbonio-titanio presenta inoltre alcune soluzioni aerodinamiche prese in prestito dalla R come le prese d’aria sui cofani e sul tetto.

Nel 2010 tocca alla Zonda Roadster Cinque e alla Zonda Tricolore, creata per celebrare i 50 anni delle Frecce Tricolori.

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La Huayra

La Pagani Huayra, l’erede della Zonda, viene svelata nel 2011: nuova monoscocca centrale in carbonio-titanio, serbatoio integralmente posizionato nella parte più protetta del telaio e un motore 6.0 V12 biturbo benzina – sempre di origine Mercedes – da 730 CV.

La Pagani Huayra BC – dedicata a Benny Caiola, primo cliente della Casa di San Cesario sul Panaro, e caratterizzata da un motore da 755 CV e da un’aerodinamica più curata – nasce nel 2016. L’anno successivo arriva la Huayra Roadster con 764 CV mentre la Huayra BC Roadster da 799 CV entra in commercio nel 2019.

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