Audi Q4 e-tron, la nostra prova in Val Rendena

Audi Q4 e-tron, il video della prova sulle strade della Val Rendena
Nasce elettrica, la nuova Audi Q4 e-tron, sulla piattaforma dedicata MEB del Gruppo Volkswagen e si contraddistingue per un look piuttosto sportivo e muscolare: sbalzo anteriore ridotto, e calandra single frame ottagonale sono il biglietto da visita della parte frontale, sulla quale spiccano i proiettori Audi Matrix LED che consentono di scegliere, come optional, fra quattro diversi disegni luminosi.
Dimensioni simili a quelle di una Q3 (è lunga 4 metri e 59 cm) e spazio a bordo da suv di categoria superiore: nuova Audi Q4 e-tron si contraddistingue anche per il baricentro basso e l’equilibrata distribuzione dei pesi, anche grazie alla collocazione della batteria nella zona centrale, tra i due assali.
La nostra versione in prova, la più potente di tutta la gamma, abbinata alla trazione integrale, ha un’autonomia dichiarata di quasi 500 Km secondo il ciclo di omologazione WLTP. A muoverla ci pensano due motori elettrici – uno per assale – per un totale di 299 CV. In corrente alternata fino a 11 kW, con una colonnina domestica, servono circa sette ore e mezza per una ricarica completa. Se si sceglie, invece, una colonnina fast charged, si possono sfruttare fino a 125 kW, quindi la batteria si ricarica per l’80% in meno di quaranta minuti.
Oltre alla nostra versione in prova, disponibili anche le varianti da 170 e 204 CV entrambe a trazione posteriore. Nel nostro test drive fra le strade della Val Rendena abbiamo utilizzato l’opzione “efficiency” per ottimizzare al meglio il consumo della batteria e abbiamo anche potuto contare su tre livelli di recupero di energia nelle fasi di rilascio, selezionabili dal guidatore.
Estremamente silenziosa e confortevole da guidare, Audi Q4 e-tron è proposta con tre varianti d’assetto: standard, sportivo e con ammortizzatori regolabili. La nostra versione in prova ha anche lo sterzo progressivo a servo assistenza e demoltiplicazioni variabili, oltre che alla gestione elettronica della marcia Audi drive select.
Per supportare il guidatore, non mancano, l’head up display con realtà aumentata, il monitor da 11,6 pollici MMI touch, con piattaforma d’infotainment MIB 3 e i comandi a “sfioramento” del volante, simili a quelli disponibili sugli smartphone.
Diverse le formule di possesso della vettura: all’acquisto tradizionale, si affianca una nuova possibilità di noleggio. Al breve termine se ne aggiunge una a lungo termine – all inclusive – che prevede un canone mensile di 499 euro, per la versione Q4 40 e-tron da 204 CV Business (36 mesi/45 mila chilometri) e comprende, fra l’altro: accesso gratuito per 12 mesi al servizio Audi e-tron charging service, ricarica domestica, assistenza, personal assistant, unicum sul mercato che prevede un contatto diretto h 24 con un contatto diretto tra acquirente e assistente Audi.
Audi Q4 e-tron è già disponibile nelle concessionarie a partire da 45.700 Euro. Per la nostra versione in prova, top di gamma, bisogna mettere in conto 62.100 Euro.
Audi Q4 e-tron, le più belle immagini
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Abarth 595 C Competizione (2012): pregi e difetti della cabriolet dello Scorpione

La Abarth 595 C Competizione era nel 2012 la variante più cattiva, più esclusiva e più costosa della 500. La “baby” cabriolet sportiva dello Scorpione – perfetta per chi vuole divertirsi e non può rinunciare al piacere del vento tra i capelli – oggi è introvabile e le sue quotazioni si aggirano intorno ai 12.000 euro. Scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.
I pregi dell’Abarth 595 C Competizione del 2012
Abitabilità
Difficile pretendere di più da una citycar scoperta: davanti si sta bene mentre dietro i centimetri scarseggiano.
Finitura
Tutto sommato curata: qualche lieve imprecisione nelle zone più nascoste dell’abitacolo.
Dotazione di serie
Interessante: autoradio Bluetooth, capote in tessuto apribile elettricamente, cerchi in lega, climatizzatore, fari allo xeno, fendinebbia, sedile del guidatore regolabile in altezza e sensori di parcheggio.
Posto guida
Promossa per il sedile avvolgente e per l’ergonomia dei pulsanti, rivedibili la posizione di seduta rialzata e il volante troppo inclinato.
Climatizzazione
L’impianto se la cava bene.
Motore
Il 1.4 turbo benzina Euro 5 T-Jet della Abarth 595 C Competizione genera una potenza di 160 CV e una coppia di 201 Nm. Un propulsore sovralimentato che non disdegna gli alti regimi.
Cambio
La trasmissione manuale a cinque marce si comporta in modo egregio. La rapportatura è cortissima.
Sterzo
Sensibile come pochi altri: l’effetto go-kart è garantito.
Prestazioni
Da applausi: 211 km/h di velocità massima e 7,4 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.
Dotazione di sicurezza
In linea con quanto offerto dalla concorrenza in quegli anni: airbag frontali, laterali, a tendina e per le ginocchia del guidatore e controlli di stabilità e trazione.
Visibilità
Sbagliare un posteggio con una Abarth 595 C Competizione è impossibile: stiamo parlando di un’auto minuscola impreziosita dai sensori di parcheggio.
Freni
Impianto potente ed efficace adeguato alla guida sportiva.
Tenuta di strada
Aggredisce l’asfalto e diverte anche i guidatori meno esperti.
Tenuta del valore
La 500 piace sempre usata, ancora di più se ha il tetto in tela e lo stemma dello Scorpione sul cofano.
Consumo
Discreto: 15,4 km/l dichiarati.
I difetti dell’Abarth 595 C Competizione del 2012
Capacità bagagliaio
Il vano è piccolo (185 litri) ed è oltretutto poco accessibile a causa dell’assenza del portellone.
Sospensioni
Ci vorrebbe una risposta degli ammortizzatori leggermente più morbida: quanto basta per godersi la Abarth 595 C Competizione anche su un asfalto non perfetto.
Rumorosità
Il sound è piacevole ma anche troppo invadente.
Prezzo
Da nuova nel 2012 la Abarth 595 C Competizione costava parecchio (24.950 euro). Oggi è introvabile sul mercato dell’usato – più semplice rintracciare le Turismo “chiuse” più recenti – e le sue quotazioni sfiorano i 12.000 euro: poco più di una Dacia Sandero GPL “base” appena uscita dal concessionario.
Garanzie
Tutte scadute: la copertura globale nel 2014, quella sulla verniciatura nel 2015 e quella sulla corrosione nel 2020.
Passione Abarth
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BMW iX: foto, dati, prezzi e rivali

La BMW iX è già ordinabile: la grande SUV elettrica tedesca a trazione integrale è in vendita a prezzi che partono da 84.000 euro.
Di seguito troverete le foto, i dati, i prezzi e le rivali della BMW iX: tutto quello che c’è da sapere sulla nuova crossover ecologica bavarese.
Le foto della BMW iX
BMW iX: motori e prestazioni
La BMW iX monta due motori elettrici ed è disponibile in due varianti di potenza:
- due motori elettrici da 326 CV (xDrive40)
- due motori elettrici da 523 CV (xDrive50)
La BMW iX xDrive40 accelera da 0 a 100 km/h in 6,1 secondi mentre la xDrive50 in 4,6. Per entrambe la velocità massima è limitata a 200 km/h. Presto vedremo anche la versione sportiva M60 da oltre 600 CV.

BMW iX: batteria, autonomia e ricarica
La BMW iX xDrive40 monta una batteria da 77 kWh (71 kWh netti) e dichiara un’autonomia di 425 km. La corrente continua viene immagazzinata fino a 150 kW ed è possibile portare lo stato di carica dal 10 all’80% in 31 minuti e incrementare l’autonomia di 95 km in dieci minuti in una stazione di ricarica rapida DC (con carica iniziale del 10%).
La BMW iX xDrive50 risponde con una batteria da 112 kWh (105 kWh netti) in grado di garantire un’autonomia di 630 km: record assoluto tra le SUV elettriche. La corrente continua viene immagazzinata fino a 200 kW ed è possibile portare lo stato di carica dal 10 all’80% in circa 35 minuti e incrementare l’autonomia di 150 km in dieci minuti in una stazione di ricarica rapida DC (con carica iniziale del 10%).
Tutte le BMW iX offrono di serie la BMW Charging Card e il Flexible Fast Charger che offre una velocità di ricarica fino a 11 kW e un cavo di ricarica Mode 3 per le stazioni pubbliche.

BMW iX: le dimensioni
La BMW iX è lunga 4,95 metri, larga 1,97 metri (come un’Audi Q7) e alta 1,70 metri (come una Kia Sorento). Il bagagliaio ha una capienza di 500 litri, che diventano 1.750 quando si abbattono i sedili posteriori.

BMW iX: il design
Lo stile della BMW iX è più funzionale che seducente: la grande SUV elettrica di Monaco – caratterizzata da un frontale un po’ troppo vistoso – può vantare un coefficiente aerodinamico di 0,25. Una buona notizia per l’efficienza e l’autonomia.
Gli interni, più riusciti, sono stati concepiti per offrire qualità della vita e benessere: sedili di nuova concezione con poggiatesta integrati e tanto spazio per le gambe grazie all’assenza del tunnel centrale.

BMW iX: piacere di guida
Grazie alla costruzione spaceframe in alluminio e all’uso della CFRP (plastica rinforzata con fibra di carbonio) nel tetto, sui laterali e nella parte posteriore è stato possibile contenere il peso.
Questo – unito alla trazione integrale, all’abbassamento del baricentro dovuto alla presenza della batteria nel sottoscocca e alla tecnologia di limitazione dello slittamento delle ruote integrata nella centralina motore – garantisce un comportamento stradale agile e confortevole al tempo stesso.
Tutte le BMW iX offrono un assale anteriore a doppio braccio oscillante, un assale posteriore a cinque bracci, ammortizzatori lift-related e un sistema di sterzata elettrico con funzione Servotronic e rapporto variabile. Chi vuole il massimo può puntare sulla più potente xDrive50 che offre sospensioni pneumatiche a due assi, Integral Active Steering, cerchi in lega da 21” e pinze freno da 17”.
Oltre alla protezione acustica per i pedoni la BMW iX dispone anche di un suono di guida personalizzabile con varianti di sound composte in collaborazione con Hans Zimmer.

BMW iX: l’infotainment
La BMW iX porta al debutto la nuova generazione del display e del sistema operativo iDrive. Basato sul nuovo BMW Operating System 8, è progettato con una chiara attenzione al funzionamento del touchscreen del BMW Curved Display e all’interazione verbale con il BMW Intelligent Personal Assistant.
Il BMW Curved Display è un gruppo di display completamente digitale formato da uno schermo informativo da 12,3” e da uno di controllo da 14,9” alloggiati dietro una superficie in vetro curvata verso il guidatore.

BMW iX: gli ADAS
La BMW iX è sorvegliata da cinque telecamere, cinque sensori radar e 12 sensori a ultrasuoni e offre una ricca dotazione di sistemi di assistenza alla guida. Qualche esempio? Il sistema di avviso di collisione anteriore che rileva anche il traffico in arrivo quando si gira a sinistra e i ciclisti e i pedoni quando si gira a destra, il cruise control adattivo con funzione Stop&Go con una migliore regolazione della distanza di sicurezza, la funzione di avviso di uscita che segnala la presenza di ciclisti o pedoni nell’area circostante prima dell’apertura delle porte e il Remote Theft Recorder.

BMW iX: materiali sostenibili
La BMW iX è prodotta presso nello stabilimento tedesco di Dingolfing utilizzando energia green, estrazione controllata delle materie prime e un’altra percentuale di materiali naturali e riciclati.
Il BMW Group si rifornisce di cobalto e litio necessari per le batterie ad alto voltaggio da fonti controllate in Australia e in Marocco e lo consegna ai produttori delle celle della batteria mentre l’alluminio viene prodotto utilizzando l’energia delle centrali solari. Ma non è tutto: il concept di sviluppo dei motori elettrici permette di evitare l’uso di terre rare nei rotori del sistema di trasmissione.
Segnaliamo inoltre l’ampio uso di alluminio secondario e plastica riutilizzata e interni realizzati con legno certificato FSC, pelle conciata con estratti di foglie d’ulivo, reti da pesca riciclate e materiali naturali.
BMW iX: gli allestimenti
Gli allestimenti della BMW iX sono due: “base” e Pacchetto sportivo.
BMW iX
La dotazione di serie della BMW ix “base” comprende:
Sicurezza
- Airbag per guidatore e passeggero
- Airbag laterali per la testa per prima e seconda fila di sedili
- Poggiatesta regolabile per posto centrale seconda fila
- Airbag laterali per guidatore e passeggero
- Cinture di sicurezza – attive e regolabili per 4 passeggeri
- Fissaggio Isofix per sedili posteriori esterni e ancoraggio posteriore Top Tether
- Sistema anti bloccaggio di sicurezza ABS, con Brake Assist System e Cornering Brake Control
- Luci freno dinamiche
- Terza luce di stop a Led integrata nello spoiler posteriore
- Avvisatore acustico bitonale
- Avvisatore acustico per pedoni
- Controllo dinamico di stabilità DSC
- Controllo dinamico della trazione DTC
- Sensori di collisione attivi
- Sistema di sicurezza passiva per pedoni
- Active Protection
- Alette parasole
- Finestrini elettrici
- Indicatore pressione pneumatici
- Assistente di attenzione alla guida
- Kit prontosoccorso (incluso nella messa in strada)
- Triangolo di sosta d’emergenza (compreso nella messa in strada)
- Segnalatore acustico cinture di sicurezza
- Sistema Active Guard (Euro NCAP)
- Bulloni antifurto per cerchi in lega
- BMW Intelligent Emergency Call
- Antifurto con allarme
Design esterno
- Emblema BMW, cofano motore e portellone
- Maniglie delle porte a filo con la superficie della porta
- Modanatura decorativa della cornice laterale nera lucida
- Copertura della cavità della finestra in nero lucido
- Sportellino del bocchettone di rifornimento carburante, destro, posteriore in tinta con la carrozzeria
- Grembialatura anteriore, plastica nel colore del veicolo
- Copertura del paraurti anteriore in un unico pezzo, inclusa la copertura dell’occhiello di traino nel colore del veicolo
- Pannello targa integrato nel paraurti anteriore e nel portellone
- Portellone ad azionamento elettrico
- Badge “iX” sul portellone posteriore, a sinistra
- Badge codice modello sul portellone posteriore, a destra
- Specchietti retrovisori esterni con calotta verniciata in tinta carrozzeria
- Base specchietti in nero opaco
- Specchietti retrovisori esterni reg. elett., riscaldati e asferici con antiabbagliamento automatica
- Luci direzione integrate negli specchietti retrovisori esterni
- Rete divisoria vano bagagli
Cerchi e pneumatici
- Cerchi in lega aerodinamici da 20″ styling 1002 pneumatici standard (8,5 J x 20), 235/60 R 18, Lightning Grey, catenabili
Interni
- Sedili per 5 passeggeri
- Regolazione elettrica sedili anteriori
- Rivestimento sedili in Sensatec
- Retroschienale sedili anteriori con tasca
- Rivestimento quadro strumenti in Sensatec
- Console centrale e bracciolo centrale in Sensatec
- Evidenzia componenti e controlli in Gold Bronze
- Specchio interno senza cornice
- Luci interne: centrale anteriore e posteriore, luci lettura anteriori, vano piedi, alette parasole portaoggetti e bagagliaio
- Ambient Light – Illuminazione interna diffusa
- Schienali dei sedili posteriori abbattibili con funzionamento 40:20:40
- Bracciolo centrale posteriore a comparsa
- Volante in pelle a 2 razze a forma poligonale
- Piantone dello sterzo a regolazione elettrica
- Tasche portaoggetti dietro i sedili anteriori
- Portabicchieri (due anteriori, due posteriori)
- Pannello del pavimento del bagagliaio con vassoio portaoggetti integrato
- Occhielli di fissaggio (4x nel bagagliaio)
- Sedili anteriori riscaldabili
- Bracciolo centrale per sedili anteriori con vano portaoggetti
- Bracciolo centrale per sedili posteriori con portabevande
- Tasche portaoggetti dietro i sedili anteriori
- Vano portaoggetti, lato passeggero e guidatore, nelle portiere con portabevande e centrale ant.
Tecnologia a bordo
- Fari abbaglianti e anabbaglianti e luci diurne con tecnologia a LED
- Luci posteriori con tecnologia a LED
- Luci di guida diurne
- Luce di benvenuto (Welcome light)
- Getti lavavetri, riscaldati
- Sensore pioggia e controllo automatico delle luci di marcia
- High-beam assistant
- Pacchetto specchietti esterni ampliato
- Pulsante Start/Stop
- Recupero energia in frenata – Quattro livelli di recupero (adattivo, alto, medio, basso) selezionabili
- Tecnologia Servotronic – servoassistenza ottimizzata a tutti i livelli di velocità
- Indicatore di usura delle pastiglie dei freni
- Dischi freno anteriori e posteriori con ventilazione interna
- Freno di stazionamento, elettromeccanico
- Asse anteriore a doppio braccio oscillante
- Trazione integrale xDrive
- Sistema frenante integrato
- Cruise Control con funzione freno
- Limitatore di velocità
- Parking Assistant
- Driving Assistant
- Luce LED per il feedback degli stati di carica all’interno dello sportello di ricarica
- Batteria ad alto voltaggio – nel sottoscocca con celle agli ioni di litio
- Climatizzatore aut. con controllo a 4 zone
- Riscaldamento con 5 livelli di intensità per sedili guidatore e passeggero
- Raffreddamento stazionario
- Sistema di chiusura centralizzata: portiere, flap serbatoio, bagagliaio, chiusura aut. regolabile
- BMW IconicSounds Electric
- Cavo di ricarica (Mode 3/max 22kW/5 metri)
- Cavo di ricarica monofase BMW e tessera BMW Charging (cavo monofase con connettore Type2/Mode2; max 7,4 kW, 5 metri, per stazioni di ricarica pubblica)
- Sospensioni ad aria sui due assi autolivellanti (solo per xDrive50)
- Integral Active Steering (solo per xDrive50)
- Accensione senza inserimento chiave
- Sistema Immobiliser
- Sistema frenante integrato
- Tergilunotto
- Ugelli tergicristalli riscaldabili
- Fari fendinebbia posteriori
- Funzione Follow-me-home regolabile tramite iDrive Controller
- Sensore pioggia con accensione anabbaglianti, regolazione tergicristalli e sensore di appannamento
- Limitatore di velocità
- Brake Energy Regeneration (BMW EfficientDynamics)
Sistemi di comunicazione e infotainment
- Quadro strumenti con display digitale da 12,3″
- Presa 12V nella consolle centrale e nel bagagliaio
- Doppia presa USB type C (charging/data) nel bracciolo porta oggetti anteriore
- Doppia presa USB type C (charging) nel comparto posteriore
- iDrive Controller
- Sistema di altoparlanti HiFi Professional
- BMW Live Cockpit Professional
- BMW Connected Package Professional
- BMW Teleservices
- Wireless charging
- Radio DAB
- BMW Connected Drive Services
BMW iX Pacchetto sportivo
La BMW iX Pacchetto sportivo costa 3.100 euro più della “base” a parità di motore e aggiunge:
- Vernice pastello Alpine White
- Cerchi in lega da 21″, aerodinamico, bicolore 3D Lucido, styling 1012
- Contenuti estetici Sport Package (design scuro delle luci, pinze freno da 17″ verniciate blu, barriera d’aria nella grembialatura anteriore, grafica della griglia del radiatore cromata a richiesta in Titan Bronze, copri paraurti anteriore e posteriore dal design sportivo e design esclusivo dei cerchi)
BMW iX: i prezzi e le rivali
Motori elettrici
BMW iX xDrive40 84.000 euro
Audi e-tron 50 S line edition 80.300 euro
Audi e-tron Sportback 50 S line edition 82.600 euro
BMW iX xDrive40 Pacchetto sportivo 87.100 euro
Audi e-tron 50 S line edition 80.300 euro
Audi e-tron Sportback 50 S line edition 82.600 euro
BMW iX xDrive50 103.000 euro
Audi e-tron S 98.300 euro
Audi e-tron Sportback S 100.600 euro
Tesla Model X Long Range 100.970 euro
BMW iX xDrive50 Pacchetto sportivo 106.100 euro
Audi e-tron S 98.300 euro
Audi e-tron Sportback S 100.600 euro
Tesla Model X Long Range 100.970 euro
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Come si calcola la velocità media di un’automobile?

Conoscendo i dati che riguardano il tempo e l’ampiezza dello spostamento è possibile conoscere la velocità del veicolo, anche in campo automobilistico. La velocità infatti misura lo spostamento di un corpo durante una determinata quantità di tempo; è una grandezza vettoriale, perché esprime anche in quale direzione avviene lo spostamento.
Velocità media di un veicolo: come si calcola?
La velocità media è differente dalla velocità istantanea, quest’ultima infatti è il valore della velocità in un determinato punto e in un istante preciso. È molto difficile da calcolare, perché il famoso ‘istante’ di tempo non è un dato quantificabile e per calcolare la velocità istantanea di un corpo in movimento è necessario usare il concetto di limite.
Approfondiamo invece il discorso sulla velocità media, che è più utile e si può anche calcolare in maniera molto più facile. In pratica, è un dato che sta a indicare quando avviene rapidamente uno spostamento all’interno di un dato spazio. Le informazioni utili per poter fare il calcolo sono tempo e spostamento. La velocità infatti si esprime proprio in km/h (chilometri all’ora) oppure in m/s (metri al secondo).
Come si calcola lo spostamento?
Lo spostamento si calcola facendo la differenza tra la posizione iniziale e la posizione finale; allo stesso modo, il tempo si calcola dalla differenza tra il tempo iniziale e finale. Facendo quindi il rapporto tra lo spazio e il tempo, è possibile calcolare la velocità media, anche quella di un’auto o di un altro veicolo.
Facciamo un esempio per chiarire i dati. Se una macchina parte da Milano (Spazio 1) alle 10 (Tempo 1) e arriva a Roma (S2) alle 16 (T2), presumendo che il veicolo abbia mantenuto una velocità chiaramente variabile, sottraendo dal T2 il T1 possiamo ottenere il tempo impiegato (in questo caso 6 ore). Per calcolare la velocità media serve anche conoscere lo spazio, e quindi la distanza tra Milano e Roma, in questo caso 570 chilometri.
Il calcolo della velocità media si fa quindi dividendo 570 km/6 ore; in questo caso si parla di 95 km/h.
Perché calcolare la velocità del veicolo
A cosa serve il calcolo della velocità media di un’auto? Si usa una formula che in particolare spesso serve per fare i rilevamenti necessari a determinare se un automobilista rispetta i limiti di velocità imposti dal Codice stradale. Si tratta perlopiù di un concetto sfruttato dal sistema di tutor autostradale.
I tutor autostradali oggi usano dati che consentono di stabilire la velocità media di un mezzo durante la percorrenza di un tratto specifico di autostrada, delimitato da un gate di entrata e uno di uscita; ci sono delle telecamere ad alta definizione che registrano la targa e la trasmettono alla colonnina che si trova alla base dei tralicci. Il sistema è in grado di effettuare il calcolo velocità media e quindi di stabilire se un’auto ha rispettato i limiti di velocità imposti dal Codice della Strada.
Oltre ai tutor autostradali, come ben sappiamo, ci sono anche gli autovelox, che però non ‘lavorano’ sulla velocità media di un veicolo, bensì su quella istantanea. In ogni caso, il funzionamento delle due tipologie di sistema, che hanno lo stesso obiettivo (punire chi non rispetta i limiti di velocità mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri utenti della strada), non è differente, sul piano teorico. Infatti (con autovelox) quando un’auto passa attraverso il raggio proiettato dalla prima fotocellula, genera un rilevamento che fa scattare un timer che viene bloccato quando la macchina attraversa anche il secondo raggio. È lo stesso principio del tutor, ma con un intervallo di tempo che tende a zero.
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Quali sono le distrazioni più comuni alla guida?

L’automobilista distratto purtroppo, come è chiaro immaginare, è molto pericoloso, sia per la sua sicurezza che per quella di eventuali passeggeri e altri utenti della strada. La maggior parte dei sinistri infatti avviene per colpa di distrazioni alla guida, vediamo insieme quali sono le più comuni.
Le più frequenti distrazioni che causano incidenti stradali
La distrazione assolutamente più comune, se così possiamo definirla, è quella di mettersi al volante dopo aver bevuto una quantità elevata di alcolici oppure dopo aver assunto sostanze stupefacenti. Pericolose anche la velocità oltre i limiti concessi e la guida aggressiva.
Altro comportamento in cima alle distrazioni alla guida che causano il maggior numero di incidenti è senza alcun dubbio l’utilizzo del telefono da parte del conducente al volante, distratto da chiamate o messaggi o addirittura dai social network.
Come evitare incidenti alla guida
Oltre ai comportamenti sbagliati alla guida descritti sinora, ci sono anche quelli più comuni da tempo, come cercare una determinata stazione radio oppure frugare nella borsa per trovare un fazzoletto o qualsiasi altro oggetto (smartphone compreso).
Anche leggere o scrivere ovviamente distrae, come impostare il navigatore sul touch screen (raccomandiamo sempre di pianificare il percorso prima di partire e non mentre si è alla guida). Chiaramente, ogni comportamento che distoglie lo sguardo dalla strada è rischioso, come discutere con uno dei passeggeri o piangere.
Come allontanare il rischio di incidenti? Sembra banale ma bisogna restare sempre concentrati sulla strada e guidare serenamente, tranquilli. Dei recenti test e ricerche sottolineano quanto sia praticamente nata una nuova generazione di guidatori, soprattutto adolescenti alle prime armi, che sono i più portati a cadere in attività che portano a distrarsi dalla guida. I più giovani commettono molti incidenti a causa delle distrazioni, dalla ‘semplice’ strisciata sul guard rail o su un muro, al sinistro anche molto grave. Spesso, oltre alla distrazione, le altre cause di incidente sono la stanchezza e errori dovuti a inesperienza.
Secondo alcuni recenti studi inoltre, guidare mentre si è particolarmente tristi, arrabbiati, agitati, potrebbe aumentare il rischio di fare un incidente alla guida. Attenzione sempre a rispettare limiti di velocità, perché guidare oltre può aumentare fino a ben 13 volte il rischio di fare un incidente.
Altri atteggiamenti pericolosi alla guida
Ci sono altre distrazioni purtroppo molto comuni che possono causare pericolosi sinistri stradali; tra questi ad esempio truccarsi o specchiarsi mentre si è al volante, pettinarsi, guidare troppo ‘incollati’ al veicolo che ci precede e anche interagire con un bambino seduto dietro. È fondamentale definire quelli che sono i rischi per i guidatori e cercare di mitigarli, prendendo le necessarie contromisure per assicurare la sicurezza degli automobilisti e di tutti coloro che viaggiano su strada.
Sono stati effettuati dei test ovviamente per affermare quello che abbiamo detto sinora. Le auto di chi ha partecipato a questi studi sono state dotate di sensori, telecamere e radar in grado di registrare il comportamento dei guidatori in tempo reale, continuamente, e le loro performance.
Attenzione: la nostra raccomandazione è quella di restare sempre concentrati alla guida, non perdere mai lo sguardo fisso sulla strada, non distrarsi per nessun motivo. Rispettate sempre i limiti di velocità imposti e le distanze di sicurezza dagli altri veicoli, non mettetevi alla guida dopo aver bevuto alcolici o assunto droghe.
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Quando si usa la corsia d’emergenza?

Spesso ci si chiede come deve essere usata la corsia d’emergenza, ovvero quella che si trova da parte alla carreggiata e che, secondo la legge, serve solo in casi di estrema necessità e bisogno (emergenza), quindi per un guasto all’auto, per il passaggio delle Forze dell’Ordine oppure di un’ambulanza o ancora per malessere del conducente.
Purtroppo a volte la corsia di emergenza viene usata in maniera scorretta, ma bisogna ricordare che è assolutamente vietato sostare senza motivo in questa zona e anche percorrerla al posto della carreggiata che dovrebbe essere usata per lo scorrimento regolare del traffico. C’è solo un caso in cui si può usare la corsia di emergenza per un motivo diverso all’urgenza: se c’è un ingorgo, o traffico intenso, e bisogna uscire ad uno svincolo, è possibile impiegarla a partire dal cartello di preavviso di uscita, che si trova a 500 metri dallo svincolo stesso.
Strade extraurbane principali e autostrade: cosa dice la legge
Gli articoli 175 e 176 del Codice della Strada disciplinano il comportamento sulle autostrade e strade extraurbane principali; per quanto riguarda le corsie di emergenza le regole sono le seguenti:
- è vietato circolare sulle corsie per la sosta di emergenza se non per arrestarsi o riprendere la marcia; chi viola la disposizione rischia la sanzione da euro 370 a euro 1.485 con sospensione della patente da 2 a 6 mesi e decurtazione di 10 punti;
- non si può assolutamente fare retromarcia, anche sulle corsie per la sosta di emergenza, a parte per le manovre necessarie nelle aree di servizio o di parcheggi, si rischia altrimenti una sanzione da euro 370 a euro 1.485 con sospensione da 2 a 6 mesi e decurtazione di 10 punti dalla patente;
- non si possono chiedere o concedere passaggi in auto (autostop), si rischia altrimenti una multa da un minimo di 36 a un massimo di 148 euro;
- la sosta d’emergenza deve essere più breve possibile e mai superare le 3 ore, termine oltre il quale il veicolo può essere rimosso coattivamente dalle Forze dell’Ordine; la sanzione in questo caso va da euro 370 a euro 1.485 con rimozione coatta del mezzo;
- pedoni e animali non possono circolare, è possibile solo nelle aree di servizio e di sosta (gli animali vanno tenuti al guinzaglio), la sanzione va da euro 22 a euro 88;
- nelle corsie di emergenza è permesso il transito dei pedoni solo per raggiungere i punti per le richieste di soccorso. In caso di sosta forzata non si può in alcun modo scendere dall’auto senza aver prima indossato i giubbini segnaletici omologati con marchio CE; la sanzione in questo caso va da euro 22 a euro 88; chi non indossa il giubbetto rischia dai 36 ai 148 euro di multa e la decurtazione di 1 punto dalla patente;
- in caso di ingorghi, se la corsia di sosta di emergenza non c’è o è occupata, i veicoli nella prima corsia di destra devono essere disposti il più vicino possibile alla striscia di sinistra (sanzione da euro 74 a euro 296 e decurtazione di 2 punti;
- se l’auto guasta è impossibile da spostare sulla corsia di emergenza o sulla piazzola di sosta è obbligatorio usare l’apposito segnale mobile di pericolo almeno posto ad almeno 100 metri, si rischiano altrimenti dai 14 ai 296 euro di multa, la rimozione coatta e 2 punti dalla patente;
- infine, chi imbocca la corsia prima dei 500 metri rischi una multa da 74 a 296 euro, oltre alla perdita di un punto dalla patente.
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F1 2021: in Austria primo Grande Slam per Verstappen

Max Verstappen ha dominato il GP d’Austria al Red Bull Ring – nona tappa del Mondiale F1 2021 – davanti a Valtteri Bottas (Mercedes) e Lando Norris (terzo con la McLaren nonostante cinque secondi di penalità per aver accompagnato fuori pista Pérez) e ha oltretutto ottenuto il primo Grande Slam in carriera: pole position, giro veloce e al comando per tutta la gara.
La Ferrari è andata a punti con entrambe le monoposto: Carlos Sainz Jr. è arrivato quinto mentre Charles Leclerc ha tagliato il traguardo in ottava posizione.
Mondiale F1 2021 – GP Austria: le pagelle

Max Verstappen (Red Bull)
Max Verstappen, grazie alla terza vittoria consecutiva, è sempre più in testa al Mondiale F1 2021.
Il pilota olandese – dominatore incontrastato del GP d’Austria al Red Bull Ring – è diventato inoltre il più giovane a conquistare il Grande Slam, il primo dell’era Covid-19.

Valtteri Bottas (Mercedes)
Valtteri Bottas si è ufficialmente ripreso: secondo podio consecutivo e terzo piazzamento di seguito in “top 5”.
Il pilota finlandese è entrato in zona podio grazie alla penalità rimediata da Norris e ha portato a casa il secondo posto al 52° giro passando il compagno Hamilton in difficoltà.

Lewis Hamilton (Mercedes)
Lewis Hamilton sarebbe quasi sicuramente salito sul podio se non avesse danneggiato la sua Mercedes dopo un passaggio sul cordolo: il sette volte campione del mondo F1 – al quinto Gran Premio consecutivo senza vittoria – si è invece dovuto accontentare del quarto posto.
Nella prima parte del GP d’Austria ha perso troppo tempo dietro Norris e per il resto della corsa ha dovuto gestire una monoposto con poco carico aerodinamico subendo persino l’onta di dover cedere la posizione al più veloce compagno Bottas.

Carlos Sainz Jr. (Ferrari)
Il quinto posto di Carlos Sainz Jr. – partito decimo – nel GP d’Austria non è da sottovalutare: il driver spagnolo è stato protagonista di una gara concreta ed è tornato in “top 5” dopo il podio di Monte Carlo.
Il tutto facendo meglio del compagno Leclerc per la terza volta consecutiva (la quarta negli ultimi cinque Gran Premi): ora solo solo due i punti di distacco nel Mondiale F1 2021 dal coéquipier monegasco.

Red Bull
La Red Bull nella gara di casa ha conquistato la quinta vittoria di seguito e ha portato almeno una monoposto sul podio per dieci GP consecutivi.
Verstappen è stato pazzesco, Pérez meno: sesto e con dieci secondi di penalità per aver spinto Leclerc fuori pista per due volte.
Mondiale F1 2021 – I risultati del GP d’Austria
Prove libere 1
1 Max Verstappen (Red Bull) 1:05.143
2 Charles Leclerc (Ferrari) 1:05.409
3 Carlos Sainz Jr. (Ferrari) 1:05.431
4 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:05.445
5 Yuki Tsunoda (AlphaTauri) 1:05.474
Prove libere 2
1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:04.523
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:04.712
3 Max Verstappen (Red Bull) 1:04.740
4 Lance Stroll (Aston Martin) 1:05.139
5 Sebastian Vettel (Aston Martin) 1:05.268
Prove libere 3
1 Max Verstappen (Red Bull) 1:04.591
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:05.129
3 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:05.277
4 Pierre Gasly (AlphaTauri) 1:05.280
5 Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo) 1:05.345
Qualifiche
1 Max Verstappen (Red Bull) 1:03.720
2 Lando Norris (McLaren) 1:03.768
3 Sergio Pérez (Red Bull) 1:03.990
4 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:04.014
5 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:04.049
Le classifiche
La classifica del GP d’Austria 2021
| Max Verstappen (Red Bull) | 1h23:54.543 |
| Valtteri Bottas (Mercedes) | + 18,0 s |
| Lando Norris (McLaren) | + 20,0 s |
| Lewis Hamilton (Mercedes) | + 46,4 s |
| Carlos Sainz Jr. (Ferrari) | + 57,1 s |
Classifica Mondiale Piloti
| Max Verstappen (Red Bull) | 182 punti |
| Lewis Hamilton (Mercedes) | 150 punti |
| Sergio Pérez (Red Bull) | 104 punti |
| Lando Norris (McLaren) | 101 punti |
| Valtteri Bottas (Mercedes) | 92 punti |
Classifica Mondiale Costruttori
| Red Bull-Honda | 286 punti |
| Mercedes | 242 punti |
| McLaren-Mercedes | 141 punti |
| Ferrari | 122 punti |
| AlphaTauri-Honda | 48 punti |
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BMW Italia partner di Uno di Un Milione

BMW Italia è partner di “Uno di Un Milione”, opera d’arte ideata e realizzata dal Collettivo OP inaugurata lo scorso 3 luglio a Pejo 3000 (Val di Sole) con un concerto del Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala.
Il progetto “Uno di Un Milione” nasce con l’obiettivo di difendere e promuovere le risorse naturali della Val di Sole attraverso l’arte, la musica e la conoscenza dei luoghi.
Uno di Un Milione: la musica
Il brano musicale cuore del progetto “Uno di Un Milione” è stato composto nei mesi scorsi dai ragazzi delle scuole di musica e dei centri d’aggregazione della Val di Sole, elaborato e arrangiato da Silvio Morais D’Amico e registrato a Milano dall’Orchestra e dal Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala, sotto la direzione di Pietro Mianiti.
Il coro si è esibito lo scorso 3 luglio prima a Pejo 3000 per l’inaugurazione e successivamente al Laghetto Ai Piani del Vioz nelle vicinanze del Doss dei Cembri.
Uno di Un Milione: la borraccia
Nell’ambito del progetto “Uno di Un Milione” supportato da BMW Italia sono state realizzate delle borracce in leggero acciaio termico su cui è stato applicato un QR-Code.
Basta inquadrare il codice con lo smartphone per diventare “proprietari” di una delle note del brano musicale, per individuare tutte le diverse fonti d’acqua del territorio a cui approvvigionarsi e per scoprire itinerari e paesaggi sonori creati appositamente dal Collettivo OP.
La borraccia Uno di Un Milione, creata da Popack, può essere acquistata sul sito www.unodiunmilione.com e presso vari punti vendita della Val di Sole.
Uno di Un Milione: la scultura monumentale
La scultura monumentale inaugurata a Pejo 3000 il 3 luglio nell’ambito del progetto “Uno di Un Milione” è stata realizzata da Morgana Orsetta Ghini del Collettivo OP.
L’installazione – composta da due strutture in ferro corten e acciaio e insonorizzata grazie agli impianti di diffusione del suono di K-Array – consente agli elementi della natura di dialogare con il visitatore. Un auditorium ideale nel quale immergersi totalmente nella musica nello scenario naturale delle montagne del Trentino.
BMW: cultura e sostenibilità
Da 50 anni il BMW Group è impegnato in partnership con alcune delle istituzioni culturali più rinomate del mondo. Qualche esempio? Guggenheim Museum, Tate Modern, Centre Pompidou, Neue Nationalgalerie, Opera Staatsoper Unter den Linden, il Teatro Bolshoi di Mosca, Art Basel, Frieze e la Biennale di Kochi-Muziris.
Anche a livello nazionale BMW – riconosciuto come brand più sostenibile in Italia nel 2021 – supporta alcune tra le attività culturali più rilevanti del nostro Paese come il Teatro Alla Scala di Milano, La Milanesiana, Fondazione Prada, il Teatro dell’Opera di Roma e il progetto ARTEPARCO. Senza dimenticare l’attività a supporto del cinema del marchio Mini.
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Una sola automobile può essere intestata a due persone diverse?

È possibile cointestare un’auto, ovvero intestarla a due proprietari diversi invece che uno solo. Non è una scelta molto frequente, però la legge italiana consente di farlo. Chiaramente si tratta di una pratica che presenta sia dei vantaggi che degli svantaggi, deve essere ben ponderata; è comunque una procedura semplice, alla portata di tutti.
Come cointestare l’auto
La cointestazione prevede praticamente l’acquisto della macchina nuova insieme ad un altro soggetto. I due soggetti non devono per forza essere parenti o conviventi, qualsiasi coppia di amici, ad esempio, può decidere di comprare un veicolo e intestarlo a entrambi. Il requisito fondamentale è essere presenti entrambi al momento della vendita, con documenti validi, e firmare entrambi il contratto d’acquisto. Si può cointestare un’auto nuova e anche un veicolo usato. Nel momento del passaggio di proprietà quindi viene poi specificato che i nuovi proprietari sono due.
I vantaggi della cointestazione dell’auto
Quali sono i punti di forza nel caso di due proprietari della stessa auto:
- se muore uno dei cointestatari di un’auto con due proprietari, il secondo non deve pagare la tassa di successione sulla sua quota; per piccole auto economiche può non fare la differenza, per auto di lusso invece sì;
- se il veicolo invece viene sottoposto a fermo amministrativo per il mancato pagamento di un debito di natura fiscale (anche per multe), in caso di cointestazione non si può procedere al fermo amministrativo dell’auto cointestata, poiché andrebbe a danneggiare anche il secondo proprietario che non è debitore nei confronti dello Stato come il primo.
Assicurazione auto cointestata: cosa fare
Come ben sappiamo, grazie all’Rc Auto famigliare, tutti i membri dello stesso nucleo familiare che hanno la stessa residenza possono sfruttare la classe di merito del componente della famiglia che detiene quella più vantaggiosa (classico esempio quello di genitori e figli).
La residenza sotto lo stesso tetto è però elemento indispensabile per sfruttare questa condizione e deve essere ufficiale. Cosa succede se l’auto è cointestata? La compagnia assicurativa prende atto della comproprietà. Se si tratta di genitori e figli o di un soggetto che ha una classe peggiore della vostra, allora molto probabilmente il premio assicurativo da pagare aumenta.
Questo è il motivo per cui è importante sapere che cointestare un’auto può anche non far risparmiare sull’assicurazione. C’è solo un caso in cui potrebbe essere vantaggioso: il figlio che eredita la classe dell’Rc Auto più vantaggiosa anche se, in un secondo momento, decide di cambiare la sua residenza. Ma solo se il padre vi rinuncia e esclusivamente sull’auto cointestata (se il figlio compra un’altra nuova macchina, allora non può godere della classe di merito del padre sulla seconda auto).
Gli svantaggi della cointestazione dell’auto
Punti di debolezza del doppio proprietario auto:
- innanzitutto nessuno è proprietario al 100% della macchina, ma si ha solo la metà del mezzo. Quindi per qualsiasi decisione, come per esempio la vendita o la rottamazione, chiaramente non si può decidere autonomamente ma serve anche la firma del secondo proprietario;
- nel caso in cui uno dei due amici o conoscenti che hanno deciso di cointestarsi l’auto muore, allora la sua metà va ovviamente ai suoi eredi e il cointestatario in vita deve decidere il futuro di quel mezzo con queste persone, che magari non hanno lo stesso suo parere.
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John Cooper, non solo Mini

Dici John Cooper e il primo pensiero va alle Mini: una partnership di successo nata però grazie ai trionfi ottenuti in F1 dalla Cooper, prima scuderia a correre e vincere nel Circus con monoposto dotate di motore posteriore. Scopriamo insieme la storia di questa leggenda del motorsport.
John Cooper: la storia
John Cooper nasce il 17 luglio 1923 a Surbiton (Regno Unito): figlio di Charles, proprietario di un’officina specializzata nella preparazione di auto da corsa, lascia la scuola presto per occuparsi di meccanica nell’azienda del padre e nell’esercito durante la Seconda Guerra Mondiale.
Al termine del conflitto i due Cooper iniziano a farsi conoscere nell’ambiente del motorsport grazie alla realizzazione di monoposto leggere e accessibili costruite con pezzi di mezzi militari.
La prima F1 a motore posteriore
John Cooper schiera al via del GP di Monaco 1950 di F1 una vettura originale guidata dallo statunitense Harry Schell e spinta da un motore motociclistico 1.1 V2 JAP montato in posizione posteriore. Una soluzione tecnica nata per motivi di carattere economico portata al debutto nel Circus ma già utilizzata nelle corse d’anteguerra.
Ritorno alla tradizione
Le Cooper tornano in Formula 1 nel 1952 con un motore Bristol montato anteriormente e arrivano i primi punti iridati grazie al britannico Eric Brandon quinto in Svizzera e il primo podio con l’inglese Mike Hawthorn, terzo in Gran Bretagna.
Tra il 1953 e il 1956 le monoposto di John Cooper disputano diversi Gran Premi di F1 senza mai brillare particolarmente.
Il carro dietro ai buoi
Nel 1957 la Cooper torna a riproporre il motore posteriore in F1 – questa volta in modo ragionato e non per necessità con propulsori Climax progettati per vincere – grazie al progettista della scuderia inglese Owen Maddock. La scelta di mettere “il carro dietro ai buoi” a differenza delle altre monoposto a motore anteriore consente di abbassare il baricentro e di ridurre il peso visto che non c’è bisogno di un lungo albero di trasmissione per inviare la potenza alle ruote dietro.
L’anno seguente arrivano le prime due vittorie di sempre nel Circus per il team di John Cooper: il britannico Stirling Moss sale sul gradino più alto del podio nella prima gara stagionale in Argentina (primo successo della storia in Formula 1 di un’auto a motore posteriore) e il francese Maurice Trintignant si aggiudica la seconda corsa del Mondiale a Monte Carlo.
Quattro Mondiali in due anni
La Cooper conquista il primo Mondiale F1 Piloti della sua storia con l’australiano Jack Brabham (due vittorie: Monaco e Gran Bretagna) e porta a casa anche il titolo Costruttori grazie ad altri tre successi: due con Moss (Portogallo e Italia) e uno con il neozelandese Bruce McLaren negli USA.
Nel 1960 la scuderia britannica si ripete tra i Piloti con Brabham che conquista cinque trionfi (Olanda, Belgio, Francia, Gran Bretagna e Portogallo) e tra i Costruttori con il supporto di McLaren primo in Argentina.
La Mini Cooper
La supremazia Cooper in F1 termina nel 1961, anno in cui praticamente tutte le rivali si convertono al motore posteriore: il team inglese si deve accontentare di un solo podio con McLaren terzo in Italia. John Cooper si riscatta siglando un accordo con la BMC per creare una versione sportiva della Mini: nasce la Mini Cooper.
Nel 1962 McLaren trionfa a Monte Carlo e l’anno seguente John Cooper (vittima di un bruttissimo incidente mentre sta guidando una Mini bimotore) si consola con quattro podi nel Circus tra cui due secondi posti (McLaren in Belgio e il sudafricano Tony Maggs in Francia).
Vittorie nei rally, addio alla F1
La Mini Cooper S sorprende il mondo aggiudicandosi il Rally di Monte Carlo del 1964 con il britannico Paddy Hopkirk. Nello stesso anno John perde il padre Charles e vede il team di F1 da lui creato conquistare due secondi posti grazie a McLaren in Belgio e in Italia.
John perde interesse nei confronti del Circus e cede il team al gruppo Chipstead Garage nel 1965, anno in cui il finlandese Timo Mäkinen regala alla Mini Cooper S il secondo Rally di Monte Carlo. Il terzo – nonché ultimo – trionfo nella leggendaria gara del Principato per la piccola di Sua Maestà arriva nel 1967 grazie a un altro finlandese: Rauno Aaltonen.
Gli ultimi anni
John Cooper termina la collaborazione con Mini nel 1971, si trasferisce nel sud dell’Inghilterra e apre un’officina specializzata nell’elaborazione della baby “british”, attività che si evolverà in un concessionario (anche Honda).
Nel 1990 torna a grande richiesta la Mini Cooper, un nome ancora oggi utilizzato e apprezzato. John scompare a Worthing (Regno Unito) il 24 dicembre 2000.
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