Come e perché si aggiorna la carta di circolazione

Ci sono dei casi in cui il libretto dell’auto deve essere obbligatoriamente aggiornato, forse non tutti lo sanno, ma è fondamentale perché sia sempre a norma di legge. Vediamo quindi quando bisogna aggiornare la carta di circolazione e per quali motivi.
Carta di circolazione auto: a che cosa serve
Il libretto dell’auto è un documento fondamentale per ogni vettura e mezzo. Si tratta, come detto sinora, della carta di circolazione, che comunemente chiamiamo appunto libretto. Serve necessariamente per poter circolare liberamente, il conducente deve avere il documento sempre con sé per poter viaggiare senza problemi durante eventuali controlli da parte di Polizia o Carabinieri in posto di blocco.
Chi rilascia la carta di circolazione
Il libretto viene rilasciato dall’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile (UMC). Nello specifico il documento stesso contiene tutte le caratteristiche tecniche del mezzo. La novità in vigore dal 1° gennaio 2020 (con il D. Lgs. n. 98/2017) è che la carta di circolazione viene man mano sostituita dal Documento Unico di Circolazione e di proprietà (DU), in cui è contenuto anche il Certificato di Proprietà del veicolo, cartaceo o digitale.
Quali dati e informazioni contiene il libretto
Nella carta di circolazione di un’auto vengono riportate tutte le principali informazioni che riguardano lo stesso veicolo, ma anche i dati del proprietario del mezzo. Per fare un esempio, i dati contenuti nel documento sono la località di residenza del proprietario, l’eventuale installazione del gancio traino. In ogni caso, tutte informazioni che, nel momento in cui cambiano, devono obbligatoriamente essere aggiornate direttamente sul libretto di circolazione.
Come si fa l’aggiornamento della Carta di Circolazione o DU
Come potete intuire dalle informazioni date sinora, l’aggiornamento della carta di circolazione è ovviamente importante sia per modifiche ai dati del proprietario, sia per variazioni delle caratteristiche tecniche dell’auto, come è scritto negli articoli 75 e 78 del Codice della Strada, in cui si parla anche di visita e prova presso la Motorizzazioni competente, a seconda della sede dell’officina che esegue i lavori.
Per questi motivi è fondamentale sapere come si deve aggiornare il libretto di circolazione dell’auto, qual è la procedura specifica per farlo. Se si vogliono fare delle modifiche al veicolo, prima dei lavori è generalmente necessario richiedere il nullaosta al costruttore e far redigere la relazione tecnica da parte di una figura abilitata, che quindi è un ingegnere o un tecnico con requisiti professionali specifici, che attesta la possibilità di intervenire e modificare l’auto come richiesto dal possessore.
Una volta fatte la richiesta e la relazione tecnica, è necessario andare in Motorizzazione per la visita e prova. Nel caso in cui questa procedura ha esito positivo, allora viene emessa una nuova carta di circolazione aggiornata, con la variazione o l’integrazione dei dati.
La procedura ha un costo?
Sì, la domanda deve essere accompagnata da un versamento di 25 euro sul conto corrente postale 9001, da un altro di 32 euro sul c/c 4028 e da un ultimo ancora di 12,50 euro sul c/c 551002.
Non è tutto: ci sono anche altri casi in cui, per legge, è necessario aggiornare la carta di circolazione, e non soltanto per i cambiamenti strutturali del veicolo. Parliamo di passaggio di proprietà del mezzo stesso e di cambio di residenze del proprietario. Nel primo caso se ne occupa la Motorizzazione oppure direttamente l’Agenzia, nel secondo esempio invece bisogna inoltrare la richiesta al Comune, che invia un tagliando da applicare sul libretto, oppure viene ristampato il documento aggiornato.
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Che cosa sono e a cosa servono le auto demo?

Le auto demo sono le cosiddette dimostrative, e sono quei veicoli che troviamo in tutte le concessionarie e che possono essere comprate beneficiando di importanti vantaggi. Vediamo di che cosa si tratta, quanto si risparmia e perché e a cosa fare attenzione.
Il significato di auto demo
Si tratta di macchine che vengono usate dalla concessionaria a scopo espositivo e per fare i test drive con i clienti, che possono così prendere una decisione finale sull’acquisto. In particolare, il venditore immatricola le sue auto dimostrative a proprio nome, le mette a disposizione dei clienti per la prova su strada, per l’esposizione, per salirci e visualizzare l’abitacolo e testare le funzionalità. Dopo circa 6-12 mesi decide di rivenderle, per questo spesso vengono chiamate anche vetture semestrali.
Il chilometraggio delle auto demo in genere è molto basso, non quanto le auto km 0, ma comunque non elevato. E il prezzo di vendita in genere è molto vantaggioso rispetto al nuovo, pur essendo state usate comunque pochissimo e solo a scopo dimostrativo.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi
Il primo vantaggio è il prezzo che, come abbiamo detto, è senza dubbio inferiore a quello dell’auto nuova. Di solito è più basso del 10-15% circa, ma a volte lo “sconto” rispetto al listino può essere maggiore. Solitamente si tratta di macchine che, essendo in esposizione per convincere i clienti all’acquisto, sono equipaggiate con il top di gamma.
Le auto demo godono della garanzia di fabbrica del costruttore che generalmente è di 24 mesi.
Essendo usate per prove su strada, è chiaro che alcuni componenti possono risultare usurati, come:
- le gomme;
- il motore;
- la frizione;
- i freni;
- gli ammortizzatori.
Possono presentare dei piccoli difetti all’interno oppure sulla carrozzeria, essendo state per lungo tempo esposte e anche usate per i test drive.
Un altro svantaggio da tenere presente? Essendo auto già immatricolate dal concessionario, il valore in caso di rivendita successiva ovviamente è più basso, perché hanno avuto più di un proprietario.
A cosa fare attenzione prima di comprare un’auto demo
Elenchiamo alcune raccomandazioni da considerare prima dell’acquisto. innanzitutto, prima di decidere cosa fare, è necessario controllare sempre le condizioni del veicolo e fare un giro di prova il più lungo possibile. Mentre si è alla guida, verificare che la macchina non emetta rumori strani, soprattutto in curva e nelle fasi di accelerazione e frenata. Un occhio alle luci, al climatizzatore e all’impianto audio, per accertarsi che tutti funzioni alla perfezione.
Questo è l’unico modo per essere certi di comprare una vettura per cui vale la pena e quindi per assicurarsi inoltre che i soldi che si risparmiano comprando una vettura dimostrativa non debbano poi essere spesi per sistemare danni e per altri interventi di riparazione non considerati al momento dell’acquisto. La garanzia della Casa madre è valida, ma è comunque fondamentale fare attenzione alle parti soggette a usura che potrebbero essere scoperte dalla garanzia, come il funzionamento della frizione o dell’impianto frenante.
Quando conviene comprare un’auto demo
Non possiamo dare una risposta univoca, ovviamente la convenienza è relativa. Vale sempre la pena cercare e acquistare un’auto demo perché si risparmia, chiaramente deve essere in buone condizioni e il trattamento riservato dal concessionario deve essere conveniente. Se lo sconto però non è molto alto, è meglio scegliere un’auto a km 0, che ha sicuramente un’usura minore, avendo percorso molti meno chilometri.
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Multa per chi guida senza i corretti requisiti fisici/psichici

Secondo l’articolo 115 del Codice della Strada – “Requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione di animali – chi guida veicoli o conduce animali deve essere idoneo per requisiti fisici e psichici e aver compiuto:
- 14 anni per guidare: veicoli a trazione animale o condurre animali da tiro, da soma o da sella, ovvero armenti, greggi o altri raggruppamenti di animali. Sul territorio nazionale, veicoli cui abilita la patente di guida della categoria AM, purché non trasportino altre persone oltre al conducente;
- 16 anni per guidare: veicoli cui abilita la patente di guida della categoria AM, A1 e B1;
- 18 anni per guidare: veicoli cui abilita la patente di guida della categoria A2, B e BE, C1 e C1E;
- 20 anni per guidare: veicoli cui abilita la patente di guida della categoria A, se il conducente ha patente di guida A2 da almeno 2 anni;
- 21 anni per guidare: tricicli cui abilita la patente di guida della categoria A, veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie C e CE, D1 e D1E, veicoli per i quali è richiesto un certificato di abilitazione professionale di tipo KA o KB e veicoli che circolano in servizio di emergenza;
- 24 anni per guidare: veicoli cui abilita la patente di guida della categoria A, D e DE.
Minori alla guida
Minori che hanno 17 anni e patente di guida di categoria A1 o B1 possono guidare – per esercitazione – autoveicoli di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t, escluso il traino di qualunque tipo di rimorchio, rispettando la potenza dettata dalla legge e solo se accompagnati da un conducente con patente B o superiore da almeno 10 anni, con rilascio di un’apposita autorizzazione.
I minori (17enni) autorizzati alla guida accompagnati da uno dei soggetti indicati, possono fare esercitazione solo dopo aver effettuato almeno dieci ore di corso pratico di guida, delle quali almeno quattro in autostrada o su strade extraurbane e due in condizione di visione notturna, presso un’autoscuola con istruttore abilitato e autorizzato.
Violazioni e multe
Chi guida veicoli a motore non può aver superato:
- 65 anni per guidare autotreni e autoarticolati con massa complessiva a pieno carico superiore a 20 t. Limite che può essere elevato, anno per anno, fino a 68 anni se il conducente consegua un attestato sui requisiti fisici e psichici a seguito di visita medica;
- 60 anni per guidare autobus, autocarri, autotreni autoarticolati, autosnodati, adibiti al trasporto di persone. Anche in questo caso si può arrivare fino a 68 anni.
Attenzione perché chiunque si metta alla guida di veicoli o conduca animali e senza essere nelle condizioni richieste dal presente articolo è soggetto al pagamento di una multa da euro 87 a euro 344. Se si tratta di veicoli per la cui guida è richiesta la carta di qualificazione del conducente, allora la sanzione va da 158 euro a 638 euro.
Chi ha la disponibilità di veicoli o di animali e li affida a persone che non sono nelle condizioni richieste dalla legge, allora rischia la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 42 a euro 173 se si tratta di veicolo o da euro 26 a euro 102 se si tratta di animali. Le violazioni commesse con veicoli a motore comportano anche il fermo amministrativo del veicolo per 30 giorni.
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Blocco camion aprile 2022: il calendario e le date

L’elenco dei giorni di aprile 2022 nei quali i camion e i mezzi pesanti oltre le 7,5 tonnellate non potranno circolare (salvo deroghe) fuori dai centri abitati è stato stabilito da un decreto del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.
Conoscere le date in cui non circolano i camion e i TIR è importante, soprattutto in un mese come questo ricco di giorni festivi (Venerdì Santo, Pasqua, Pasquetta e Festa della liberazione).
Di seguito troverete il calendario completo del divieto di circolazione per i mezzi pesanti disposto dal Ministero e relativo ad aprile 2022. Come potete vedere dall’elenco questo mese i blocchi interesseranno nove date.
Aprile 2022: i giorni di divieto per i TIR
- Domenica 3 aprile 2022 dalle 09:00 alle 22:00
- Domenica 10 aprile 2022 dalle 09:00 alle 22:00
- Venerdì 15 aprile 2022 dalle 14:00 alle 22:00
- Sabato 16 aprile 2022 dalle 09:00 alle 16:00
- Domenica 17 aprile 2022 dalle 09:00 alle 22:00
- Lunedì 18 aprile 2022 dalle 09:00 alle 22:00
- Martedì 19 aprile 2022 dalle 09:00 alle 14:00
- Domenica 24 aprile 2022 dalle 09:00 alle 22:00
- Lunedì 25 aprile 2022 dalle 09:00 alle 22:00
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MotoGP 2022 – GP Argentina a Termas de Rio Hondo: gli orari TV su Sky e TV8

Termas de Rio Hondo torna in MotoGP dopo due anni di assenza a causa della pandemia di Covid-19: il GP dell’Argentina, terza tappa del Motomondiale 2022, sarà trasmesso in diretta su Sky e in differita su TV8 (di seguito troverete gli orari TV).
Nella corsa sudamericana non vedremo al via Marc Márquez: il centauro spagnolo ha accusato un nuovo episodio di diplopia dopo il brutto incidente nel warm-up del Gran Premio d’Indonesia e il suo posto in sella alla Honda verrà preso dal tedesco Stefan Bradl.
MotoGP 2022 – GP Argentina: cosa aspettarsi
Il circuito di Termas de Rio Hondo – sede del GP dell’Argentina, terzo appuntamento della MotoGP 2022 – è un tracciato molto scorrevole che non presenta particolari insidie.
Di seguito troverete il calendario del Gran Premio dell’Argentina, gli orari TV su Sky e TV8 e il nostro pronostico.
MotoGP 2022 – Termas de Rio Hondo, il calendario e gli orari TV su Sky e TV8
Sabato 2 aprile 2022
| 13:45-14:25 | Moto3 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP) |
| 14:40-15:20 | Moto2 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP) |
| 15:35-16:20 | MotoGP – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP) |
| 16:35-17:15 | Moto3 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP) |
| 17:30-18:10 | Moto2 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP) |
| 18:25-19:10 | MotoGP – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP) |
| 19:35-20:15 | Moto3 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP) |
| 20:30-21:10 | Moto2 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP) |
| 21:25-21:55 | MotoGP – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP) |
| 22:05-22:45 | MotoGP – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP) |
Domenica 3 aprile 2022
| 14:30-14:50 | Moto3 – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP) |
| 15:00-15:20 | Moto2 – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP) |
| 15:30-16:00 | MotoGP – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP) |
| 17:00 | Moto3 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP, differita alle 19:00 su TV8) |
| 18:20 | Moto2 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP, differita alle 20:30 su TV8) |
| 20:00 | MotoGP – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP, differita alle 22:15 su TV8) |
MotoGP – I numeri del GP dell’Argentina
| LUNGHEZZA CIRCUITO | 4,8 km |
| GIRI | 25 |
| RECORD IN PROVA | Marc Márquez (Honda) – 1’37”683 – 2014 |
| RECORD GARA | Valentino Rossi (Yamaha) – 1’39”019 – 2015 |
MotoGP – Il pronostico del GP dell’Argentina 2022

1° Pol Espargaró (Honda)
Pol Espargaró si troverà in Argentina a dover ricoprire il ruolo di prima guida Honda a causa dell’assenza di Marc Márquez.
Il pilota iberico ha iniziato bene la MotoGP 2022 con il terzo posto in Qatar e può vantare due podi negli ultimi quattro Gran Premi disputati. Migliorabili, invece, i suoi precedenti a Termas de Rio Hondo: un sesto posto come miglior risultato ottenuto nel lontano 2016.

2° Johann Zarco (Ducati)
Johann Zarco ama molto il GP dell’Argentina: nel 2018 a Termas de Rio Hondo ha portato a casa un secondo posto.
Il centauro francese – ringalluzzito dal podio in Indonesia – farà di tutto per rimanere nelle zone alte della classifica Piloti della MotoGP 2022.

3° Jack Miller (Ducati)
Jack Miller ha iniziato male la stagione e ha bisogno di un podio a Termas de Rio Hondo per tornare ai vertici.
I precedenti del centauro australiano nel GP dell’Argentina? Due quarti posti.

Da tenere d’occhio: Andrea Dovizioso (Yamaha)
Sarebbe bello tornare a vedere Andrea Dovizioso in “top 10” (evento che non si verifica dalla fine del 2020) ma la sua Yamaha non sembra essere all’altezza.
Il romagnolo ha dimostrato in passato di trovarsi a proprio agio nel GP dell’Argentina conquistando due podi in MotoGP.

La moto da seguire: Ducati
Non tutti sanno che l’ultima vittoria di una moto non giapponese in Argentina nella classe regina del Motomondiale risale al lontano 1963 (Mike Hailwood, MV Agusta).
La Casa di Borgo Panigale – reduce da tre successi negli ultimi quattro appuntamenti iridati della MotoGP – cercherà di riportare il tricolore davanti a tutti.
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Esperienze inattese: al Volvo Studio Milano si incontrano musica e danza

Al Volvo Studio Milano si incontrano la musica di Saturnino e la danza di Nicola Galli
Anche se dovremmo essere abituati alle contaminazioni, questa ci stupisce. E molto positivamente. Non capita tutti i giorni che all’interno di una spazio di una Casa automobilistica risuonino le note di un basso elettronico in accompagnamento a un’esibizione di danza moderna. Eppure è successo: il 25 marzo, al Volvo Studio di Milano, le note di Saturnino, produttore e bassista di fama internazionale, si sono incrociate con la danza di Nicola Galli, coreografo e performer tra i più interessanti della scena giovanile italiana. Il primo evento di una serie nata in collaborazione tra Volvo Studio e Triennale Milano Teatro, intitolata Esplorazioni.
“Siamo orgogliosi della collaborazione con Triennale Milano, di certo una delle realtà di riferimento nel panorama culturale internazionale,” ci ha dichiarato Chiara Angeli, Head of Commercial Operations Volvo Car Italia e responsabile delle attività del Volvo Studio Milano. “Il progetto che ha preso il via con la performance di Saturnino e Nicola Galli permette al Volvo Studio Milano di toccare una nuova vetta espressiva nel percorso intrapreso sin dall’inizio e finalizzato al racconto dei valori del nostro brand attraverso l’ottica delle discipline artistiche più diverse”.
Volvo Studio infatti è una struttura accogliente, nella quale l’auto svedese è una presenza discreta e l’insieme comunica i valori di un brand del nord Europa molto attento da sempre alle tematiche ambientali, alla sicurezza e al comfort delle persone. Così, oltre a incontri dedicati più strettamente all’evoluzione della mobilità, quasi sempre a inviti, si alternano e sommano eventi aperti al pubblico, com’è il caso di Esplorazioni, il cui prossimo appuntamento è il 22 giugno con Stefania Tansini e Trio Messa/Bonaita/Patria. Stefania Tansini – una delle artiste oggi più promettenti nell’ambito delle performing arts – continua il suo percorso di sperimentazione sul corpo, alla ricerca di un contatto con l’altro. In questa performance, l’altro è rappresentato dal trio composto dalle musiciste Valentina Messa, Francesca Bonaita e Camilla Patria, interpreti tra le più promettenti della musica classica italiana. Seguiranno con date da definire Annamaria Ajmone e Bunny Dakota (lei danzatrice e coreografa tra le più rilevanti della scena contemporanea incontra il sound della dj e producer Bunny Dakota, artista che crea paesaggi sonori e multi-percettivi) e mk / Michele Di Stefano e Painé Cuadrelli (Un “concerto coreografia” in cui i movimenti e i gesti della compagnia mk offrono una forma alle sonorità di Painé Cuadrelli, sound designer, producer e dj).
Ricordiamo poi che tra aprile e maggio il Volvo Studio Milano ospiterà i quattro appuntamenti del ciclo Un Mare di Suoni – Musiche dal Mediterraneo, un inedito viaggio musicale tra i suoni di un’area geografica che da sempre evoca storie di popoli che si incontrano. Partendo da musica napoletana, taranta, tradizione romagnola e sarda, le influenze si mescolano al contatto con terre e culture diverse. Infine il Volvo Studio Milano sarà per il quinto anno consecutivo luogo di Piano City Milano ospitando il 21 e 22 maggio prossimi alcuni concerti nell’ambito dell’edizione 2022 di uno dei più grandi festival musicali del mondo per numero di spettacoli e affluenza di pubblico.
Conclude Roberto Lonardi, public relations Volvo Italia: “Il Volvo Studio Milano, inaugurato nel 2017, si conferma un luogo chiave per la strategia di comunicazione di Volvo e ribadisce il proprio ruolo come punto di riferimento per la diffusione della cultura in senso lato nella città di Milano”.
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Auto ibride: cosa significa la sigla MHEV?

Le auto a zero emissioni si stanno diffondendo sempre più sul nostro mercato. Sono tanti i modelli con motorizzazione elettrica, le Case automobilistiche si stanno preparando alla totale transizione energetica. Molte di loro infatti, nel prossimo decennio, diranno definitivamente addio ai motori endotermici, per fare posto alle vetture 100% elettriche. Ad oggi i problemi legati a questi modelli sono ancora molti: la scarsità di colonnine di ricarica sul territorio nazionale, i prezzi di listino ancora elevati, l’autonomia non sempre di alto livello. Non per ultima, la crisi del settore automobilistico, che ha messo in seria difficoltà tutti gli attori del comparto e che oggi cerca di rialzarsi dopo una pandemia durata più di due anni (e non ancora terminata), la mancanza di microchip e materie prime e la guerra in atto tra Russia e Ucraina.
Le motorizzazioni a zero emissioni sono spinte dagli incentivi auto, che anche nel 2022 saranno varati dal Governo e che, oltre ai modelli elettrici, sosterranno anche (molto probabilmente) quelli ibridi. Ma che cosa sono? Ne abbiamo già parlato in differenti occasioni, ci sono diverse tipologie di vetture hybrid, che di distinguono in base a differenti sigle. Vediamo oggi quelli che vengono identificati sul mercato con la dicitura di ibrido MHEV.
Sistema ibrido MHEV: di che cosa si tratta
Innanzitutto spieghiamo che cosa significa la sigla: è l’acronimo di Mild Hybrid Electric Vehicle e indica le vetture ibride leggere, ovvero i modelli in cui il motore termico viene supportato leggermente da un propulsore elettrico di piccole dimensioni, che si attiva solo in alcune fasi di sforzo, grazie anche al funzionamento di una piccola batteria ad esso dedicata, in grado di recuperare energia anche in frenata.
I veicoli MHEV, nei listini, sono quelli più economici. Costano meno e sono, in genere, alla portata di tutti. Sono auto che possono essere molto utili sia per un buon risparmio sui consumi, che per una diminuzione del livello di emissioni inquinanti. Come funzionano? In determinate fasi di marcia del veicolo, il motore elettrico interviene e dà a quello termico un booster di potenza, in modo da rendere il mezzo più “brillante” nelle prestazioni.
La tecnologia MHEV oggi è ormai presente su molti modelli, tante Case automobilistiche presentano a listino auto Mild Hybrid Electric sia su motori benzina che diesel, sia con cambio manuale che automatico, e con differenti tipologie di trazione.
Un altro vantaggio da considerare è che le auto MHEV in genere beneficiano di speciali agevolazioni, che variano di regione in regione. Per fare degli esempi:
- l’esenzione dal pagamento dei parcheggi con le strisce blu;
- sconti sul bollo auto;
- esenzione dal Superbollo, se hanno più di 250 cavalli di potenza.
Come funziona il sistema ibrido leggero
Le vetture MHEV sono dotate di un alternatore-starter azionato a cinghia (MHSG o BSG). Si tratta nello specifico di un dispositivo elettrico reversibile in grado di generare corrente e di suppore l’avviamento del motore termico in fasi come lo start/stop.
L’utilizzo dell’alternatore BAS (Belt Alternator Starter) consente di aggiungere funzionalità ibride come start-stop, power assist e frenata rigenerativa. È proprio il fulcro del sistema MHEV, che in genere funziona a 48 Volt insieme alla batteria agli ioni di litio e a un software che si occupa della gestione.
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Kia EV9 Concept: la grande SUV elettrica del futuro

Si chiama EV9 Concept ed è un prototipo Kia che anticipa le forme e i contenuti della grande SUV elettrica della Casa coreana che arriverà sul mercato europeo nel 2023.
Di seguito troverete tutti i dettagli della Kia EV9 Concept, crossover per famiglie sviluppata sul pianale E-GMP portato al debutto dalla EV6.
Kia EV9 Concept: le dimensioni
La Kia EV9 Concept è lunga 4,93 metri, larga 2,06 metri e alta 1,79 metri. Il passo è di 3,10 metri.

Kia EV9 Concept: il design esterno
Lo stile della Kia EV9 Concept è ispirato alla semplicità e alla perfezione della natura: la vernice esterna, ad esempio, riproduce la profondità dell’oceano.
Nel frontale spicca una nuova griglia che esibisce un intricato display con motivo a nuvola di stelle che si nasconde dietro un pannello della carrozzeria quando la vettura è parcheggiata mentre per quanto riguarda il profilo segnaliamo i tagli netti, i muscoli possenti e i cerchi da 22” dal design poligonale. Molto originale la coda, contraddistinta dall’andamento triangolare del montante D.
La Kia EV9 Concept è una Sport Utility efficiente (pannelli solari sul cofano) e aerodinamica: i mancorrenti sul tetto sono retrattili e quando non sono in uso si chiudono verso l’interno mentre gli specchietti retrovisori esterni sono stati rimpiazzati da telecamere.

Kia EV9 Concept: gli interni
Sedili disposti su tre file, un display interattivo ultra-wide da 27” e il volante a scomparsa: sono queste le caratteristiche principali dell’abitacolo della Kia EV9 Concept. Una lounge di prima classe sostenibile ed ecologica: materiali derivanti dal riciclo di reti da pesca per il pavimento, tessuto dei sedili ottenuto dal riciclo di bottiglie di plastica e di fibre di lana e grande uso di pelle vegana.
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A cosa serve e quanto costa la rettifica della testata del motore

La revisione e la rettifica della testata del motore sono interventi che richiedono molto tempo e una manodopera specializzata. Questo è il motivo per cui, impiegando un’intera giornata, e spesso, anche oltre, i costi da sostenere sono in genere molto elevati per chi richiede questa tipologia di lavoro. Vediamo cosa bisogna sapere.
I sintomi di un malfunzionamento
L’auto potrebbe presentare:
- il problema del consumo eccessivo di carburante;
- strappi in fase di accelerazione;
- difficoltà ad accendersi.
Il meccanico prende in carico il mezzo e analizza:
- livello del carburante;
- danni perimetrali della vettura;
- adeguatezza dei documenti di circolazione.
Si tratta degli elementi che tutelano il cliente e l’officina.
Come fare la revisione della testata
Prima di tutto il meccanico esegue una diagnosi di prima accensione, poi passa alla diagnosi elettronica. Tutto serve per verificare l’accensione e il funzionamento dei cilindri.
Se il problema è questo, si procede con lo smontaggio delle candele eventualmente danneggiate e con la prova di compressione dei cilindri. In mancanza completa di compressione è necessario rimuovere la testata.
I costi
Con le informazioni date sinora, è possibile fare un primo preventivo di massima per il cliente: per lo stacco della testa e la visione del danno in genere la spesa può variare dai 200 ai 250 euro. Attenzione: se il danno supera il valore reale dell’auto, il cliente può anche decidere di non ripararla.
Lo smontaggio e la rettifica della testata
Nello smontaggio della testa, a seconda del problema, il meccanico può decidere di smontare anche la coppa per controllare i pistoni. L’officina specializzata si occupa della rettifica, che prevede:
- rettifica piano testa;
- sostituzione sedi valvole;
- sostituzione valvole;
- prova idraulica;
- registrazione punterie.
Attenzione anche al piano blocco motore, da pulire. Infine si passa alla verifica delle fasce dei pistoni, alla pulizia della coppa e al check del pescaggio olio.
Fase di riassemblaggio
Dopo l’intervento appena descritto, è necessario controllare che non siano presenti residui di rettifica. Si può quindi procedere con il riassemblaggio:
- inserire i pistoni grazie al mandafasce;
- stringere le bielle usando i corretti Nm di serraggio;
- richiudere la coppa;
- posizionare la guarnizione nuova;
- montare la testata revisionata.
I bulloni della testa devono essere obbligatoriamente sostituiti, da stringere con i corretti Nm e nella sequenza esatta.
La fase di collaudo
Una volta rimontata la testa, si passa al collaudo. Prima si inseriscono il nuovo olio e il liquido antigelo, in seguito si fa lo spurgo dell’aria dell’impianto di raffreddamento:
- accendere l’auto;
- attendere che l’elettroventola si inserisca più volte;
- controllare i valori in real-time della temperatura del motore;
- lasciare raffreddare per circa 30 minuti;
- rabboccare il liquido mancante e azzerare gli errori in centralina.
È possibile provare l’auto su strada, per almeno 15 chilometri (consigliati). Al rientro in officina è necessario controllare ancora il livello dell’antigelo e dell’olio.
Prima di consegnare la macchina, il meccanico la prova insieme al cliente. Un lavoro di questo tipo può costare, in media, circa 1500/1600 euro, di cui fanno parte:
- il prezzo della rettifica della testata, presentato dall’officina specializzata;
- la manodopera;
- il materiale per i ricambi, tra cui – ad esempio – kit distribuzione e kit smeriglio, pompa acqua, mastice per riguarnitura coppa dell’olio, tiranti/bulloni per la testa, olio motore e filtro dell’olio, liquido antigelo, filtro dell’aria, filtro abitacolo.
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Mazda CX-60: le versioni, i prezzi e le rivali

La Mazda CX-60 – SUV media a trazione integrale – è la prima ibrida plug-in della storia della Casa giapponese.
L’ecologica crossover di Hiroshima – rivolta a chi cerca un veicolo “premium” spazioso e raffinato – è offerta in quattro allestimenti (Prime Line, Exclusive Line, Homura e Takumi) e monta un motore 2.5 ibrido plug-in benzina in grado di generare una potenza totale di 327 CV abbinato a una batteria da 17,8 kWh che garantisce un’autonomia di 63 km in modalità elettrica (fino a una velocità massima di 100 km/h). Più avanti vedremo due unità mild hybrid 48V a sei cilindri in linea (un 3.0 a benzina e un 3.3 turbodiesel) disponibili anche a trazione posteriore.
Di seguito troverete tutti i dettagli della nuova Mazda CX-60: versioni, prezzi, rivali e chi più ne ha più ne metta.
Mazda CX-60: le versioni
Le versioni della Mazda CX-60 sono quattro: Prime Line, Exclusive Line, Homura e Takumi.
Mazda CX-60 Prime Line
La dotazione di serie della Mazda CX-60 Prime Line comprende:
Esterni
- Cerchi in lega da 18″
- Fari anteriori e posteriori a LED
- Griglia anteriore a nido d’ape con cornice cromata
- Paraurti inferiore, cornici passaruota e listelli sottoporta con finiture nere
- Retrovisori esterni colore carrozzeria regolabili, riscald. e ripieg. elettr. e automaticamente
Interni
- Rivestimenti interni in tessuto nero
- Sedili anteriori con regolazioni manuali a 6 vie
- Volante multifunzione rivestito in pelle
- Sedile posteriore divisibile 40/20/40
- Illuminazione interna a LED
Comfort
- Strumentazione digitale con display 12,3″
- Climatizzatore automatico bi-zona con sensore umidità
- Cruise Control
- Sensori luce/pioggia
- Sensori di parcheggio posteriori
- Antifurto con sensore anti-intrusione
Infotainment
- Display centrale da 12,3″, Bluetooth, Android Auto wireless, Apple Carplay wireless, navigatore satellitare
- Servizi connessi con smartphone mediante MyMazda App
- Impianto audio Mazda Harmonics Acoustics con radio digitale DAB e 8 altoparlanti
- 2xUSB-C anteriori
Tecnologia & sicurezza
- Kinematic Posture Control (KPC)
- Airbag frontali e laterali (guidatore e passeggero) e a tendina
- Airbag anteriori ginocchia lato guidatore
- Sistema di assistenza alla partenza in salita (HHL) e controllo veicolo in discesa (HDC)
- Sensori pressione pneumatici (TPMS)
- Sistema di chiamata di emergenza e-Call
- Selettore di guida Mi-Mode
- Sistema intelligente frenata in città (SCBS) con rilevamento pedoni anche notturno
- Sistema di monitoraggio angoli ciechi (BSM) con rilevazione pericolo uscita parcheggio posteriore (RCTA) e funzione rilevazione pericolo apertura portiere
- Sistema rilevazione stanchezza guidatore (DAA)
- Sistema riconoscimento segnali stradali (TSR)
- Sistema di mantenimento della carreggiata (Lane-keep Assist System)
- Sistema di frenata di emergenza in prossimità di incroci (TAP)
- Sistema intelligente di frenata automatica in autostrada (SBS)
- Towing Mode per gancio traino
- Cavi di ricarica Tipo 2 e Tipo 3
Mazda CX-60 Exclusive Line
La Mazda CX-60 Exclusive Line costa 2.000 euro più della Prime Line e aggiunge:
Esterni
- Cerchi in lega da 20″
- Fari anteriori e posteriori con LED signature
- Griglia anteriore Nero Lucido con cornice cromata
- Montanti portiere Nero Lucido
Interni
- Interni con elementi cromati e finiture in materiale “Soft Touch” e similpelle
- Sedile guidatore con regolazione manuale a 8 vie
- Winter Pack (sedili anteriori, volante e parabrezza riscaldabili elettricamente)
- Illuminazione interna tunnel centrale e zona piedi anteriore
Comfort
- Head Up Display – proiezione informazioni sul parabrezza
- Bocchette aerazione posteriori
- Smart Key
- Sensori di parcheggio anteriori e posteriori
- Videocamera posteriore
Infotainment
- 2xUSB-C posteriori
Tecnologia & Sicurezza
- Sistema di controllo automatico fari abbaglianti (HBC)
Mazda CX-60 Homura
La Mazda CX-60 Homura costa 2.400 euro più della Exclusive Line e aggiunge:
Esterni
- Cerchi in lega da 20″ Nero Lucido
- Griglia anteriore a nido d’ape Nero Lucido con cornice scura
- Paraurti inferiore, cornici passaruota e listelli sottoporta colore carrozzeria e finiture Nero Lucido
- Retrovisori esterni Nero Lucido regolabili, riscald. e ripieg. elettr. e automaticamente
Interni
- Rivestimenti interni in pelle Black
- Ambient Light (illuminazione pannelli portiere e zona piedi posteriore)
Mazda CX-60 Takumi
La Mazda CX-60 Takumi costa 1.500 euro più della Homura e aggiunge:
Esterni
- Cerchi in lega da 20″ Nero Lucido e finiture Machining
- Griglia anteriore Nero Lucido con cornice cromata
- Paraurti inferiore, cornici passaruota e listelli sottoporta colore carrozzeria e finiture cromate
- Retrovisori esterni colore carrozzeria regolabili, riscald. e ripieg. elettr. e automaticamente
Interni
- Rivestimenti interni in pelle Nappa White con elementi Chromo e Legno
- Volante in pelle con cuciture White

Mazda CX-60: i prezzi e le rivali
Mazda CX-60 Prime Line 49.950 euro
Mazda CX-60 Exclusive Line 51.950 euro
DS 7 Crossback E-Tense Business 54.100 euro
Suzuki Across Top 56.900 euro
Toyota RAV4 PHEV Dynamic+ 55.500 euro
Mazda CX-60 Homura 54.350 euro
DS 7 Crossback E-Tense Business 54.100 euro
Suzuki Across Top 56.900 euro
Toyota RAV4 PHEV Dynamic+ 55.500 euro
Mazda CX-60 Takumi 55.850 euro
Audi Q5 50 TFSI e 59.750 euro
DS 7 Crossback E-Tense Performance Line 55.100 euro
Toyota RAV4 PHEV Dynamic+ 55.500 euro
Volvo XC60 T6 Recharge Essential 60.650 euro
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