Giannini 127 NP (1971): per gli orfani dell’Abarth

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La Giannini 127 NP è una versione elaborata della Fiat 127 nata nel 1971: un anno che vede il colosso torinese acquistare l’Abarth e trasformarla nel proprio reparto corse togliendo così agli appassionati qualsiasi possibilità di vedere la nuova piccola “preparata” dallo Scorpione.

Oggi le quotazioni della “segmento B” pepata romana – capace di raggiungere una velocità massima di 150 km/h – sfiorano i 5.000 euro ma stiamo parlando di un modello introvabile.

Giannini 127 NP (1971): le caratteristiche principali

La Giannini 127 NP si distingue esteticamente dalle versioni “normali” della Fiat 127 per la mascherina con lo stemma dell’azienda laziale e per le strisce sulla fiancata. Negli interni spicca invece il nuovo volante. Era possibile personalizzare ulteriormente la vettura con cerchi in lega Cromodora e con una strumentazione più ricca completa di tachimetro, contagiri, termometro acqua, manometro olio e indicatore livello benzina.

Piuttosto rumorosa e con una scarsa visibilità posteriore, presenta però numerosi pregi: un comportamento stradale tanto agile quanto rassicurante (merito della trazione anteriore e dei freni potenti) e un abitacolo spazioso.

Giannini 127 NP (1971): la tecnica

Le modifiche tecniche presenti sulla Giannini 127 NP (ottenibili anche acquistando dei kit rivolti ai possessori di Fiat 127) riguardano l’alimentazione e lo scarico, l’asse a camme nuovo con diversa fasatura, la sostituzione della guarnizione della testa e un nuovo carburatore Weber.

Cambiamenti che consentono di aumentare la potenza (da 47 a 58 CV) e la coppia (da 62 a 68) del motore 903 cc.

Giannini 127 NP (1971): le quotazioni

Le quotazioni della Giannini 127 NP recitano 4.500 euro ma è praticamente impossibile trovare un esemplare della piccola “pepata” romana. All’inizio degli anni ’70 il fenomeno delle elaborazioni stava passando di moda.

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