USA: il dipartimento di Giustizia cita in giudizio FCA

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti è passato all’azione contro Fiat Chrysler Automobiles. È partita oggi una una citazione in giudizio ufficiale che riporta l’accusa nei confronti del marchio di aver installato, senza autorizzazione, un programma di controllo delle emissioni che avrebbe portato gli ossidi di azoto (NOx) oltre i livelli consentiti.Nello specifico il sistema aggirerebbe o renderebbe inefficienti i sistemi di controllo delle emissioni del veicolo al di fuori dei test di laboratorio, portando, durante la guida in condizioni reali, le emissioni NOx a livelli superiori a quanto previsto dal Clean Air Act. I propulsori coinvolti sarebbero i diesel da 3.0 litri montati su 104.000 vetture in circolazione sulle strade d’Oltreoceano.L’accusa, partita oggi, ha fatto cadere le azioni FCA in borsa con un netto -4%. I fatti comunque risalgono agli ultimi giorni dell’amministrazione Obama, quando, a gennaio scorso, l’agenzia per la protezione del medio ambiente EPA aveva puntato il dito contro i pick-up Dodge Ram 1500 e i fuoristrada Jeep Grand Cherokee.Il Dipartimento di giustizia americano prende in mano, così, le accuse dell’EPA e inizia la battaglia legale. Niente a che vedere, almeno per ora, con il Dieselgate di Volkswagen scoppiato nel 2015 e che aveva visto coinvolte, solo negli stati uniti, quasi 600mila vetture.Tra l’altro FCA non ha mai ammesso la reale esistenza di un ipotetico software fraudolento, respingendo al mittente l’accusa e chiarendo che al software, semmai, è riservata esclusivamente la funzione di ridurre lo stress del motore in condizioni estreme. E per chiudere il caso in partenza, Fiat aveva già annunciato una serie di modifiche al sistema con interventi sui modelli sotto accusa a partire dal 2014.Ma evidentemente non è bastato e ora, per l’agenzia per l’ambiente americana, FCA rischierebbe una multa fino a 44.539 dollari per auto, per un totale di 4,63 miliardi.
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