Fiat 124 Abarth Rally, la storia sportiva

La prima Fiat 124 Spider non è stata solo una scoperta affascinante ma anche una protagonista – con il marchio Abarth – dei rally: nella prima metà degli anni ’70, infatti, la sportiva torinese ha portato a casa due campionati europei e diverse vittorie anche a livello mondiale. Scopriamo insieme la carriera “racing” della scoperta piemontese.Fiat 124 Abarth Rally: la storia sportivaLa Fiat 124 Sport Spider vede la luce nel 1966 ma solo alla fine del decennio la Casa torinese decide di realizzare varianti destinate ai rally da fornire a piloti privati. Dopo alcune preparazioni di propulsori 1.4 si arriva, alla fine del 1969, alle prime 1.6 elaborate “ufficialmente”: due carburatori Solex doppio corpo e potenza portata a 155 CV.La prima vittoria importante della scoperta piemontese arriva nel 1970, con la conquista del campionato italiano grazie ad Alcide Paganelli, ma bisogna attendere la fine del 1971 (e l’ingresso definitivo dell’Abarth nella galassia Fiat) per le prime vere soddisfazioni agonistiche.1972Il 1972 – anno che segna la svolta per la Fiat nel motorsport – si apre con la presentazione al Salone di Ginevra, da parte di Pininfarina, del prototipo 124 Rally. Nel frattempo la scoperta piemontese ottiene i primi successi nel Campionato internazionale costruttori grazie allo svedese Håkan Lindberg (primo all’Acropoli e in Austria).Per quanto riguarda il campionato europeo, invece, il nostro Raffaele Pinto diventa il primo italiano di sempre a conquistare il titolo continentale rally grazie alle vittorie in Spagna (Costa Brava), in Austria (Semperit e 1000 Minuten), in Polonia e in Jugoslavia. Senza dimenticare il trionfo all’Elba di Luciano Trombotto.Al Salone di Torino del 1972 la Fiat presenta la 124 Abarth Rally. La versione più cattiva della spider piemontese è più leggera delle varianti normali: niente paracolpi, niente divanetto posteriore, niente pannelli fonoassorbenti, niente consolle centrale e niente sportello del vano portaoggetti.La dotazione di serie presenta cerchi in lega, sedili avvolgenti, roll bar, volante inedito, tetto rigido in vetroresina (smontabile solo da meccanici esperti in quanto fissato con piastrine e viti) e doppio scarico mentre alla voce “tecnica” segnaliamo il motore 1.6 portato a 128 CV (170 con il kit Abarth Corse per gareggiare) grazie alla diversa fasatura degli alberi a camme, al nuovo collettore di scarico e ai due carburatori doppio corpo Weber, il differenziale autobloccante, il retrotreno McPherson e gli pneumatici con sezione maggiorata.1973Nella prima edizione di sempre del Mondiale WRC la Fiat 124 Abarth Rally ufficiale realizzata dal Reparto Corse della Casa torinese, trasferitosi nella mitica sede di Corso Marche dello Scorpione, ottiene una vittoria in Polonia con il tedesco Achim Warmbold e due secondi posti con il finlandese Rauno Aaltonen (Acropoli) e il nostro Maurizio Verini (Sanremo).In autunno viene svelata una versione più evoluta della spider piemontese da gara caratterizzata dal propulsore dalla cilindrata maggiorata (da 1.756 a 1.839 cc) con 180 CV, dal cambio a innesti frontali, dai freni a disco anteriori autoventilanti e dagli ammortizzatori posteriori Koni.1974Nel 1974 la Fiat 124 Abarth Rally torna a montare il motore 1.756 (ma con 200 CV) e inizia il Mondiale alla grande con una tripletta in Portogallo: primo Pinto, secondo Paganelli e terzo il finlandese Marrku Alèn (che oltretutto chiude in terza posizione il 1000 Laghi).Altre modifiche tecniche effettuate alla fine dell’estate (serbatoio maggiorato e radiatore dell’olio spostato) e in ottobre (doppi ammortizzatori posteriori) consentono a Verini di vincere il campionato italiano e al nostro Giulio Bisulli (a Sanremo) e ad Alén (negli USA) di portare a casa due secondi posti iridati.1975L’ultima stagione vincente della Fiat 124 Abarth Rally vede Mikkola e Alén secondi e terzi a Sanremo, una doppietta Alén/Mikkola in Portogallo e il secondo posto di Verini (che ottiene anche il titolo europeo) a Sanremo. Lo “scudetto” va invece a Roberto Cambiaghi.La sportiva torinese corre ancora nel 1976 a Monte Carlo ma poi lascia spazio alla 131 Abarth, vettura che riuscirà (a differenza dell’antenata) a vincere il Mondiale.
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