Marcos Mantis (1997): il pericolo è il suo mestiere

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La seconda generazione della Marcos Mantis – erede dell’auto più brutta di sempre – è una supercar britannica leggera e potente: una bestia domabile solo da piloti molto esperti.

Marcos Mantis (1997): le caratteristiche principali

La seconda serie della Marcos Mantis – nata nel 1997 – non è altro che un’evoluzione della LM destinata all’uso stradale. Disponibile in due varianti di carrozzeria (coupé e spider) e prodotta in soli 51 esemplari (48 scoperti e tre chiusi), può vantare gli stessi pregi e difetti di altre sportive brutali artigianali inglesi: peso contenuto, tanti cavalli e un comportamento stradale poco rassicurante.

Marcos Mantis (1997): la tecnica

La Marcos Mantis lanciata nel 1997 monta un motore 4.6 V8 aspirato di origine Ford (derivato da quello adottato dalla quarta generazione della Mustang Cobra) da 332 CV e 430 Nm di coppia che permette alla sportiva inglese di superare i 275 km/h di velocità massima.

Questo propulsore viene affiancato nel 1998 da una variante sovralimentata (prodotta in 16 esemplari) con 513 CV di potenza e 613 Nm di coppia (oltre 288 km/h di velocità).

Marcos Mantis (1997): le quotazioni

Non fatevi ingannare dalle quotazioni della Marcos Mantis che recitano 20.000 euro: stiamo parlando di una vettura molto rara (le spider aspirate sono le più facili da trovare nel Regno Unito) con proprietari poco propensi a disfarsene per cifre così basse.

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