Skoda Octavia e Superb: novità per le versioni destinate alle flotte aziendali
Skoda amplia la gamma Octavia e Octavia Wagon proponendo due nuove versioni della berlina di segmento C, rivolte soprattutto alle flotte aziendali, Executive ed Executive Plus. Novità anche per l’ammiraglia Superb che nell’allestimento Executive, sarà disponibile anche con la motorizzazione 1.6 TDI 120 CV.Octavia Executive ed Executive PlusBasate sull’allestimento Ambition della tre volumi ceca, queste due varianti destinate ai professionisti aggiungono alla dotazione di serie il sistema di navigazione Amundsen, la connessione Bluetooth con comandi vocali, il volante multifunzionale, la vernice metallizzata e i sensori di parcheggio posteriori.In termini di prezzo sulle singole dotazioni, il vantaggio della Executive ammonta al 48% e sarà disponibile con alle motorizzazioni TSI e TDI. La best in class in efficienza è la variante Wagon 1.6 TDI da 90 CV che vanta consumi medi di 3,8l/100 km.Per quanto riguarda l’allestimento Executive Plus, il vantaggio economico per i clienti è del 34% con in dotazione i gruppi ottici anteriori bi-xeno con LED diurni, le luci posteriori in tecnologia a LED, il sistema Light Assistant e i fendinebbia bruniti. Le motorizzazioni disponibili per questo allestimento sono il 1.6 TDI 110 CV e il 2.0 TDI 150 CV anche con trazione integrale 4X4, oltre alla variante G-TEC con motorizzazione bivalente benzina/metano 1.4 TSI 110 CV (3,5 kg/100 km).Superb Executive 1.6 TDI 120 CVNovità anche per l’ammiraglia Superb nell’allestimento Executive che accoglie in listino la motorizzazione 1.6 TDI 120 CV Greenline. Grazie all’assetto ribassato di 15mm, ai pneumatici a bassa resistenza al rotolamento e all’aerodinamica rivista nella parte posteriore raggiunge i 209 km/h (206 km/h per la station) e consumi ai vertici della categoria, pari a 3,7 l/100 km nel ciclo combinato.Tra l’equipaggiamento di serie troviamo i gruppi ottici adattivi bi-xeno con AFS (Adaptive Frontlight System) con lavafari integrati e luci diurne a LED, il navigatore satellitare “Amundsen” con USB e connettività Apple, Aux in, 2 slot per scheda SD, SmartLink, comandi vocali e mappa per Europa, vernice metallizzata, cerchi in lega da 17 pollici e volante multifunzione.
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BMW 220i by McChip-Dkr
A due anni dal suo lancio sul mercato, la BMW Serie 2 Coupé riceve un nuovo tuning, firmato McChip-Dkr. Il preparatore di Mechernich (Colonia, Germania) ha scelto come base del suo lavoro la versione docile della gamma, la 220i.Estetica rivistaDal punto di vista estetico la coupé compatta bavarese riceve degli interessanti ritocchi, naturalmente in chiave racing. Sfoggia un nuovo paraurti anteriore con prese d’aria laterali dotate di griglia a nido d’ape e cerchi LV1 firmati MBDesign da 19 pollici gommati con pneumatici dal profilo basso.L’assetto ribassato grazie a nuove sospensioni regolabili KW e gli adesivi sportivi che ricoprono la livrea contribuiscono a rendere la Serie 2 Coupé di McChip-Dkr ancora più aggressiva.Upgrade per il quattro cilindri: due step di potenzaIl lavoro più interessante è stato fatto però sotto al cofano. Il 4 cilindri da 2 litri (di serie da 184 CV e 270 Nm di coppia massima) subisce un upgrade che passa per la sovralimentazione (nuovo turbocompressore e intercooler maggiorato), la gestione elettronica (rimappatura della centralina) e l’impianto di scarico (completamente nuovo).Due sono gli step di potenza messi a disposizione: il primo eleva la potenza del quattro cilindri fino a 225 CV e 540 Nm di coppia, il secondo, più radicale, arriva invece fino a ben 320 CV e 590 Nm. In quest’ultimo caso la velocità massima della coupé di Monaco è di 260 km/h.
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Mercedes a Milano AutoClassica 2016
Lo stand Mercedes a Milano AutoClassica 2016 celebra il passato della Stella ma non dimentica il presente. Nella rassegna lombarda dedicata alle auto d’epoca, giunta alla quinta edizione e in programma da oggi fino al 20 marzo, la Casa tedesca ha festeggiato i 130 anni dal brevetto della Patent Motorwagen (il primo veicolo stradale a propulsione autonoma) di Karl Benz, ha mostrato la nuova Smart fortwo cabrio e ha fatto conoscere al pubblico il mondo dell’usato garantito FirstHand.A Milano AutoClassica 2016 è inoltre possibile ammirare altre icone del marchio di Stoccarda come la 300 SL “Ali di gabbiano”, la scocca bianca di una W113 e una W113 blu. Ultimo, ma non meno importante, il progetto Classic Car Travel (un tour con vetture d’epoca lungo 1.200 km) realizzato da Daimler Lab in collaborazione con Nostalgic, società teutonica che dal 2003 organizza viaggi in Provenza e in Toscana al volante di SL da collezione.
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Kia Sportage (1995): SUV d’epoca
La prima generazione della Kia Sportage – nata nel 1993 ma sbarcata nei listini italiani nel 1995 – è stata determinante per far conoscere il marchio coreano in Europa. Questa SUV – “mamma” di una serie di modelli apprezzatissimi in tutto il mondo – può avere un futuro come auto d’epoca: è stata la prima vettura del brand asiatico assemblata nel Vecchio Continente. Oggi analizzeremo la prima versione lanciata in assoluto (quella più interessante dal punto di vista storico), facile da trovare a meno di 2.000 euro.Kia Sportage (1995): le caratteristiche principaliLa Kia Sportage che arriva in Italia nel 1995 – costruita in Germania dal carrozziere Karmann – si fa subito notare dai nostri connazionali: merito del design moderno e tondeggiante e di un prezzo contenuto.Nonostante le forme da fuoristrada (ruota di scorta sporgente) e la trazione integrale (posteriore + anteriore inseribile) non è adatta all’off-road duro e puro – come tutte le SUV, d’altronde – ma chi si aspetta il comfort offerto dalle generazioni arrivate dopo può rimanere deluso visto che su asfalto è piuttosto rumorosa e ruvida.Kia Sportage (1995): la tecnicaLa Kia Sportage del 1995 (unico anno da noi preso in considerazione in quanto quello del lancio nel nostro Paese) è disponibile esclusivamente a cinque porte e monta un motore 2.0 aspirato a benzina di origine Mazda da 128 CV. Anche la base tecnica arriva dalla Casa giapponese e più precisamente dal veicolo commerciale Bongo.Kia Sportage (1995): le quotazioniAcquistare una Sportage del 1995 può essere un vero affare: questa SUV asiatica si trova facilmente, ha quotazioni basse (meno di 2.000 euro), può vantare un design ancora oggi gradevole ed è molto importante dal punto di vista storico perché è grazie a lei che la Casa coreana è diventata un colosso automobilistico.
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Fiat 124 Abarth Rally, la storia sportiva
La prima Fiat 124 Spider non è stata solo una scoperta affascinante ma anche una protagonista – con il marchio Abarth – dei rally: nella prima metà degli anni ’70, infatti, la sportiva torinese ha portato a casa due campionati europei e diverse vittorie anche a livello mondiale. Scopriamo insieme la carriera “racing” della scoperta piemontese.Fiat 124 Abarth Rally: la storia sportivaLa Fiat 124 Sport Spider vede la luce nel 1966 ma solo alla fine del decennio la Casa torinese decide di realizzare varianti destinate ai rally da fornire a piloti privati. Dopo alcune preparazioni di propulsori 1.4 si arriva, alla fine del 1969, alle prime 1.6 elaborate “ufficialmente”: due carburatori Solex doppio corpo e potenza portata a 155 CV.La prima vittoria importante della scoperta piemontese arriva nel 1970, con la conquista del campionato italiano grazie ad Alcide Paganelli, ma bisogna attendere la fine del 1971 (e l’ingresso definitivo dell’Abarth nella galassia Fiat) per le prime vere soddisfazioni agonistiche.1972Il 1972 – anno che segna la svolta per la Fiat nel motorsport – si apre con la presentazione al Salone di Ginevra, da parte di Pininfarina, del prototipo 124 Rally. Nel frattempo la scoperta piemontese ottiene i primi successi nel Campionato internazionale costruttori grazie allo svedese Håkan Lindberg (primo all’Acropoli e in Austria).Per quanto riguarda il campionato europeo, invece, il nostro Raffaele Pinto diventa il primo italiano di sempre a conquistare il titolo continentale rally grazie alle vittorie in Spagna (Costa Brava), in Austria (Semperit e 1000 Minuten), in Polonia e in Jugoslavia. Senza dimenticare il trionfo all’Elba di Luciano Trombotto.Al Salone di Torino del 1972 la Fiat presenta la 124 Abarth Rally. La versione più cattiva della spider piemontese è più leggera delle varianti normali: niente paracolpi, niente divanetto posteriore, niente pannelli fonoassorbenti, niente consolle centrale e niente sportello del vano portaoggetti.La dotazione di serie presenta cerchi in lega, sedili avvolgenti, roll bar, volante inedito, tetto rigido in vetroresina (smontabile solo da meccanici esperti in quanto fissato con piastrine e viti) e doppio scarico mentre alla voce “tecnica” segnaliamo il motore 1.6 portato a 128 CV (170 con il kit Abarth Corse per gareggiare) grazie alla diversa fasatura degli alberi a camme, al nuovo collettore di scarico e ai due carburatori doppio corpo Weber, il differenziale autobloccante, il retrotreno McPherson e gli pneumatici con sezione maggiorata.1973Nella prima edizione di sempre del Mondiale WRC la Fiat 124 Abarth Rally ufficiale realizzata dal Reparto Corse della Casa torinese, trasferitosi nella mitica sede di Corso Marche dello Scorpione, ottiene una vittoria in Polonia con il tedesco Achim Warmbold e due secondi posti con il finlandese Rauno Aaltonen (Acropoli) e il nostro Maurizio Verini (Sanremo).In autunno viene svelata una versione più evoluta della spider piemontese da gara caratterizzata dal propulsore dalla cilindrata maggiorata (da 1.756 a 1.839 cc) con 180 CV, dal cambio a innesti frontali, dai freni a disco anteriori autoventilanti e dagli ammortizzatori posteriori Koni.1974Nel 1974 la Fiat 124 Abarth Rally torna a montare il motore 1.756 (ma con 200 CV) e inizia il Mondiale alla grande con una tripletta in Portogallo: primo Pinto, secondo Paganelli e terzo il finlandese Marrku Alèn (che oltretutto chiude in terza posizione il 1000 Laghi).Altre modifiche tecniche effettuate alla fine dell’estate (serbatoio maggiorato e radiatore dell’olio spostato) e in ottobre (doppi ammortizzatori posteriori) consentono a Verini di vincere il campionato italiano e al nostro Giulio Bisulli (a Sanremo) e ad Alén (negli USA) di portare a casa due secondi posti iridati.1975L’ultima stagione vincente della Fiat 124 Abarth Rally vede Mikkola e Alén secondi e terzi a Sanremo, una doppietta Alén/Mikkola in Portogallo e il secondo posto di Verini (che ottiene anche il titolo europeo) a Sanremo. Lo “scudetto” va invece a Roberto Cambiaghi.La sportiva torinese corre ancora nel 1976 a Monte Carlo ma poi lascia spazio alla 131 Abarth, vettura che riuscirà (a differenza dell’antenata) a vincere il Mondiale.
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Mercedes FirstHand: cinque anni di successi
Per festeggiare i cinque anni di Mercedes FirstHand, il programma di usato selezionato e garantito della Stella, la Casa tedesca ha lanciato un’interessante promozione: a marzo e ad aprile 2016 tutte le Smart fortwo e forfour (quest’ultima finanziabile senza anticipo) di ultima generazione vengono offerte con una garanzia di quattro anni mentre solo a marzo sui modelli del marchio di Stoccarda sono previsti due anni di manutenzione ordinaria compresi nel prezzo.Tra le altre novità di Mercedes FirstHand segnaliamo il nuovo sito usato.firsthand.it (accessibile anche dall’online shopping di smartforstore.it) nel quale si può prenotare online la vettura attraverso il blocco di un piccolo importo su carta di credito. La grafica è stata completamente rinnovata e una nuova sezione dedicata alle opinioni dei clienti permette di condividere il proprio giudizio sulla vettura acquistata e sulla professionalità del dealer.Il programma di usato selezionato e garantito FirstHand è nato nel febbraio 2011 e ha conquistato in cinque anni oltre 52.000 italiani grazie al lavoro delle 47 concessionarie dedicate. Il servizio seleziona vetture Mercedes fino a sei anni e 160.000 km e Smart fino a quattro anni e 80.000 km e offre una garanzia fino a quattro anni con chilometraggio illimitato, il soccorso stradale 24 ore su 24 in tutta Europa e la vettura sostitutiva. Per ottenere la certificazione FirstHand un’auto deve superare ben 100 approfonditi controlli che coinvolgono ogni aspetto del veicolo.
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Goodyear Eagle F1 Asymmetric3 e Mercedes AMG, il nostro test in pista
Goodyear Eagle F1 Asymmetric3
Il Goodyear Eagle F1 Asymmetric3 rappresenta lo pneumatico Ultra High Performance della Casa e calzerà cerchi da 17 pollici e superiori. Le migliorie rispetto all’Asymmetric2 sono tangibili ma non rivoluzionarie; il motivo di questo “rinnovo” infatti è dovuto alla rapida crescita del mercato degli pneumatici UHP (ci si aspetta una media di crescita del 5% all’anno) e quindi all’esigenza di guardare avanti e anticipare i tempi.Non è una novità: le Case automobilistiche adottano gommature sempre più aggressive anche sui modelli entry level di gamma. Ne è la prova la varietà di vetture che montano come primo equipaggiamento le GoodYear Eagle F1 Asymmetric3, una gamma di auto che va dalla Fiat 500X fino alle Porsche Cayman e Panamera, oltre alle nuovissime Alfa Romeo Giulia e Mercedes Classe E.Dunlop Sportmaxx RacePer quanto riguarda i Dunlop Sportmaxx Race vale un discorso a parte: questi pneumatici sono pensati per gli amanti della guida e, in particolare, per i trackday. Si tratta di uno pneumatico semi-slick in grado di resistere ai maltrattamenti più duri e a stress che solo in pista si possono raggiungere. Basta sbriciare la lista delle vetture che sono equipaggiate con gli Sportmaxx Race per rendersene conto: Nissan GT-R, Porsche GT3 RS e, quella che proveremo oggi, la Mercedes AMG GTS.I test con Mercedes AMG
La prima prova della giornata consiste nello slalom con la nuova Mercedes Classe C gommata Goodyear Eagle F1 Asymmetric3: un test pensato per mettere sotto stress lo pneumatico in frenata e nei cambi di direzione alle basse volocità. La frenata sembra davvero buona, così come l’agilità tra i coni, ma la prova decisiva è la pista.
Il circuito Tazio Nuvolari dispone di una buona varietà di curve: tornanti (semi)stretti da affrontare in seconda, curve ad esse medio-veloci e un curvone lungo e costante dopo il rettilineo principale. Il nostro “mezzo” è una Mercedes A45 AMG con motore 2.0 litri 4 cilindri biturbo da 380 CV, trazione integrale 4Matic e differenziale anteriore autobloccante.
La prima impressione di guida è buona: la vettura equipaggiata con gli Asymmetric3 non ha mostrato problemi di sottosterzo gravi. L’Auto va guidata pulita – di fatto la A45 si comporta come una trazione anteriore – e usando poco sterzo la gomma vi permette di seguire la traiettoria impostata senza mollare la presa e “saponeggiare”. Alzando il gas in curva l’auto chiude la traiettoria senza discutere, mentre il posteriore segue fedele e aiuta l’inserimento.Lascio il volante a Ivan Capelli, l’ospite di eccezione di oggi, che ci fa fare un paio di (very) hot laps a bordo della Mercedes. Anche con tre persone a bordo gli Eagle F1 Asymmetric3 mordono saldamente l’asfalto e in frenata tengono l’auto dritta, reggendo a maltrattamenti e staccate piuttosto “tirate”. Non male per pneumatici che non sono stati pensati per la pista.AMG GTSAbbiamo fatto qualche giro anche sulla Mercedes AMG GTS, la supercar di Casa Mercedes sviluppata interamente dal reparto AMG, gommata Dunlop Sportmaxx Race. Con 510 CV e 660 Nm di coppia le Sportmaxx hanno un bel lavoro da fare, ma lo fanno decisamente bene. La AMG GTS cambia direzione con sorprendente immediatezza e senza il minimo rollio, permettendovi di tirare la staccata fino a dentro la curva senza scomporsi o sbilanciarsi. La trazione in uscita dalle curve strette è davvero tanta, mentre il grip all’anteriore è tale da eliminare ogni forma di sottosterzo. E questo, a mio avviso, è il complimento più grande che si possa fare.
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Hyundai Tucson 1.7 CRDi 141CV
Svelata in anteprima al Salone di Ginevra, la nuova Tucson 1.7 CRDi 141 CV con cambio automatico 7DCT sbarca in listino ed è già disponibile presso tutte le concessionarie nell’allestimento Xpossible a partire da 30.600€ “chiavi in mano” (IPT esclusa).Prestazioni, consumi ed emissioniSulla nuova Tucson 141 CV la velocità massima passa da 176 a 185 km/h, con un miglioramento di oltre 2 secondi nello scatto da 0 a 100 km/h. La coppia massima di 340 Nm (in crescita rispetto ai 280 Nm dell’1.7 CRDi da 115CV) viene erogata tra i 1.750 giri/min e i 2500 giri/min, con un’efficienza che si traduce in emissioni di 129g di CO2 ed un consumo contenuto di 4,9 litri per 100 km (ciclo combinato).Inoltre, per garantire il massimo risparmio, il nuovo propulsore è abbinato al sistema “Stop & Go” (ISG), disponibile anche sull’1.7 litri da 115CV, 2.0 CRDi da 136CV e 1.6 benzina.Tucson 1.7 CRDi 141 cavalli 7DCT 2WD è commercializzato unicamente nell’esclusivo allestimento Xpossible, che da solo rappresenta circa due terzi dei volumi di Tucson ad oggi commercializzati in Italia, grazie al successo ottenuto dalla 1.7 CRDi 2WD da 115 CV (prezzo promozionato 26.300€) ed offre inoltre un vantaggio cliente del 25% rispetto all’intermedio allestimento Comfort.Tecnologia di bordoLa tecnologia a bordo dell’allestimento Xpossible comprende il dispositivo di mantenimento della corsia (LKAS), il sistema di rilevazione dei limiti di velocità (SLIF), il pulsante d’accensione “start button” con chiave intelligente, il quadro strumenti a colori (HD) da 4,2 pollici ed il navigatore con display TFT touchscreen LCD da 8 pollici con annessa retrocamera ed abbonamento gratuito (7 anni) agli esclusivi servizi Tom Tom Live.Ma sulla Tucson 1.7 CRDi 141 CV con 7DCT la dotazione si completa con l’esclusivo Drive Mode Select (per selezionare la guida più consona al percorso fra “Eco”, “Normal” e “Sport”) ed il freno elettrico di stazionamento.Novità esteticheA livello estetico si distingue per la griglia esagonale cromata, i cerchi da 17 pollici (con ruota di scorta) ed i sensori di parcheggio anteriori. A quest’allestimento possono inoltre essere abbinati i cerchi in lega leggera da 19” ed alcuni altri optional, racchiusi in “pacchetti” per personalizzare al meglio la propria vettura: X Pack, Deluxe Pack, Leather Pack e Safety Pack.Sicurezza al top: 5 stelle EuroNcapLa struttura in acciaio ad altissima resistenza (51% della superficie), garantisce una maggiore rigidità torsionale e resistenza agli urti, a questo si aggiungono una serie di innovativi elementi di sicurezza, attiva e passiva, tra cui la frenata automatica d’emergenza (inclusa nel Safety Pack) con sensore di riconoscimento dei pedoni – che arresta automaticamente la vettura in caso di impatto imminente.La gamma di dispositivi di sicurezza disponibili include anche il Blind Spot Detection (BSD), tecnologia radar che consente di rilevare la presenza ed il sopraggiungere di altre vetture negli angoli ciechi; il Rear Cross Traffic Alert (RCTA) che scansiona un’area di 180 gradi intorno alla parte posteriore del veicolo ed allerta il conducente in caso di eventuale transito di veicoli; il Lane Keeping Assist (mantenimento della carreggiata), che corregge la direzione di marcia quando la vettura si avvia a superare il limite della corsia; infine, il cofano attivo (di serie in tutte le versioni) è in grado di ammortizzare l’urto del pedone in caso d’impatto frontale.
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Kia: presentato in Europa il marchio Drive Wise per la guida autonoma
“Guida autonoma” e “auto del futuro”, sono due concetti che vanno a braccetto marcando uno degli obiettivi ormai comuni a praticamente tutte le Case automobilistiche.Da questa rivoluzione tecnologica non è escluso il marchio Kia che, dopo averne parlato al CES di Las Vegas ad inizio anno, ritorna sul tema anche in Europa presentando il nuovo marchio “DRIVE WISE”, dedicato allo studio di sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) che porteranno alla gestione totalmente autonoma della guida.Secondo la firma coreana le auto si guideranno da sole entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo sono stati investiti ben 2 miliardi di euro fino al 2018. Il quartier generale per lo sviluppo della tecnologia Drive Wise di Kia è stato impiantato in Nevada (Stati Uniti), dove sono stati rilasciati i permessi per provare la guida autonoma sulle strade pubblivhe.Qui vengono testati e messi a punto i diversi sitemi tecnologici che metteranno sempre di più in secondo piano il guidatore, gli Advanced Driver Assistance Systems.Advanced Driver Assistance SystemsHAD (Highway Autonomous Driving)È il sistema che impiega una combinazione di radar e telecamere per leggere le indicazioni sulla superficie stradale e gestire la marcia in corsia oppure il soprasso su qualsiasi percorso senza intervento del pilota.UAD (Urban Autonomous Driving)SI tratta del sistema che utilizza il GPS e altri sensori per identificare la posizione del veicolo sulla strada e sfrutta le informazioni sul traffico per gestire al meglio la marcia nelle congestionate aree urbane.PVF (Preceding Vehicle Following)Èil sistema evoluto di marcia in corsia in grado di “vedere” il veicolo che precede ed eventualmente seguire la sua traiettoria lungo qualsiasi percorso, anche in assenza di indicazioni sull’asfalto.ESS (Emergency Stop System)Questo sistema agisce in abbinamento con il DSM (Driver Status Monitoring) che analizza il volto del conducente e ne valuta lo stato di stanchezza e attenzione. In caso di necessità accosta automaticamente il veicolo per un arresto in tutta sicurezza.TJA (Traffic Jam Assist)Controlla il veicolo che precede nel traffico congestionato, mantiene la distanza di sicurezza e individua la spazio per procedere speditamente.AVP (Autonomous Valet Parking)È il sistema che permette di scendere dalla vettura e farla parcheggiare automaticamente con un comando a distanza.
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Jaguar F-Pace by Lumma Design
Lumma Design, preparatore abituato a lavorare sui fuoristrada inglesi targati Land Rover, presenta il suo ultimo tuning su base F-Pace, la nuova sport utility del Giaguaro.Ribattezzata con il nome di Lumma CLR F, la prima Jaguar rialzata della storia mostra il suo lato più selvaggio grazie ad un inedito kit estetico che include numerosi elementi in fibra di carbonio come il cofano, lo splitter anteriore e il diffusore posteriore.Dettagli a contrasto in nero, come i passaruota, le minigonne laterali e gli specchietti retrovisori, contribuiscono a dare un tocco ulteriore di sportività a questa speciale F-Pace firmata Lumma Design.Il quadro estetico è completato da giganteschi cerchi in lega da ben 24 pollici gommati con pneumatici da 285/35 ZR24 davanti e da 355/25 ZR24 dietro.L’audacia estetica di questo tuning non poteva non tradursi, poi, anche nella parte meccanica, per la quale Lumma ha messo mano al V6 da 3,0 litri estraendone ben 480 CV.All’aumento di potenza ha contribuito anche il nuovo impianto di scarico visibile con i suoi imponenti quattro terminali posteriori. Rivisti anche gli interni della Jaguar F-Pace con un’esclusiva tappezzeria in pelle e Alcantara e inserti in alluminio e fibra di carbonio.
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