Fiat Tipo 5 porte, offerta lancio a 12.750 euro

Dopo il successo della Fiat Tipo berlina, ordinata in 10.000 unità in poco più di tre mesi, si aprono gli ordini per la nuova Fiat Tipo 5 porte.La versione 1.4 benzina da 95 CV, dotata di clima, radio Bluetooth, sensori di parcheggio e fendinebbia sarà proposta in offerta a 12.750 euro (prezzo di listino 15.900 euro).Fiat Tipo 5 porte: Easy e LoungeFiat Tipo 5 porte è lunga 4,37 metri, larga 1 metro e 79 centimetri e alta 1,50 m. Il bagagliaio ha una capacità di carico di 440 litri. In Italia, la gamma della nuova Fiat Tipo 5 porte prosegue nella sua logica semplice e lineare della 4 porte: due allestimenti, Easy e Lounge. E al momento dell’apertura degli ordini, due motori Euro 6: il 1.4 16v Fire da 95 CV a benzina e il 1.6 Diesel Multijet da 120 CV.L’allestimento Easy offre di serie 6 airbag, ESC e Hill Holder, il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici TPMS, sensori di parcheggio posteriori, fari fendinebbia.Una ricca serie di dispositivi per la sicurezza, quindi, ma non solo: il sedile guida regolabile in altezza, il divano posteriore sdoppiato, gli specchietti regolabili elettricamente e il condizionatore manuale garantiscono comfort.Di serie anche il sistema di infotainment UconnectTM radio con ingresso AUX e USB, interfaccia Bluetooth e comandi al volante. La versione Lounge offre cerchi in lega da 17″, bicolore diamantati preziosi dettagli cromati, proiettori con luci diurne a LED, volante e pomello del cambio in pelle per uno stile ancora più ricercato.Per il comfort e la sicurezza, climatizzatore automatico, cruise control, appoggiabraccia anteriore, sedile guida con regolazione lombare, alzacristalli elettrici posteriori e luci diurne a LED.La dotazione tecnologica si arricchisce con il sistema UconnectTM 7″ HD LIVE con touch-screen a colori da 7″ ad alta risoluzione e schermo capacitivo che permette il “pinch&swipe”, ovvero un utilizzo del tutto simile a quello dei moderni tablet.
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Fiat 500L: guida all’acquisto

La Fiat 500L – la monovolume più amata dagli italiani – è un’auto per famiglie prodotta in Serbia sviluppata sullo stesso pianale (leggermente accorciato) della Tipo ed è disponibile in due varianti: “normale” e Living (più lunga e in grado di accogliere fino a sette passeggeri).In queste due guide all’acquisto vi mostreremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.Fiat 500L: guida all’acquistoLa Fiat 500L è una piccola monovolume poco ingombrante – la versione normale è lunga 4,15 mentre la Trekking (che strizza l’occhio al mondo delle SUV) 4,27 – ma offre tanto spazio alla testa dei passeggeri. Contraddistinta da finiture poco curate (i materiali usati sono buoni mentre a non convincere è il livello degli assemblaggi), ha un bagagliaio poco capiente se paragonato a quello delle rivali dirette.Gli allestimenti della Fiat 500LGli allestimenti della Fiat 500L sono sei: Pop, Pop Star, Business, Lounge, Urban e Trekking.La versione “entry-level” – non disponibile con il motore 1.6 MJT – è perfetta per chi vuole risparmiare visto che è offerta con prezzi molto interessanti e comprende sei airbag (frontali, laterali e a tendina), gli alzacristalli elettrici anteriori, il Cargo Magic Space (piano di carico regolabile in altezza), la chiusura centralizzata, i controlli di stabilità e trazione, il sedile del guidatore regolabile in altezza, il sedile del passeggero abbattibile a tavolino, il sedile posteriore sdoppiato scorrevole, lo start&stop (per il 1.3 MJT) e il volante regolabile in altezza e in profondità.La Fiat 500L Pop Star – altrettanto economica (1.600 euro più della Pop a parità di propulsore) ma più ricca – è la versione che ci sentiamo di consigliare e aggiunge il climatizzatore manuale, il cruise control, le fasce paracolpi cromate, la radio Uconnect e gli specchi retrovisori esterni verniciati. La variante Business (acquistabile solo diesel) prevede un sovrapprezzo di 800 euro rispetto alla Pop Star e può vantare l’appoggiabraccia sedile anteriore, i cerchi in lega da 16”, il sedili anteriori con regolazione lombare elettrica, i sensori di parcheggio posteriori, il sistema Uconnect 5” Radio NAV (touchscreen, CD MP3 Bluetooth, audio streaming e navigatore) e il volante in pelle con comandi.Il raffinato allestimento Lounge è molto ricco ma anche piuttosto caro (1.800 euro più della pop Star a parità di motore): accensione automatica fari con sensore pioggia, alzacristalli elettrici posteriori, cerchi in lega da 16” grigio lucido, climatizzatore automatico bizona, cruscotto in pelle scamosciata, fendinebbia con funzione cornering e tetto in vetro.La Fiat 500L Urban è disponibile in due combinazioni bicolore (Nero Cinema con tetto Grigio Moda e Bianco Gelato con tetto Rosso) e abbina il colore del coprimozzo delle ruote in lega e delle calotte specchi con il dettaglio dei tessuti interni. Costa 550 euro più della Lounge a parità di propulsore e offre i cerchi in lega da 16” con trattamento diamantato, il cruise control, la plancia bicolore e il sistema Uconnect 5” Radio NAV DAB touchscreen con navigatore integrato.Ultima, ma non meno importante, la ricca (e costosa: 250 euro più della Urban a parità di motore) versione Trekking (non disponibile a metano). Ha un design che strizza l’occhio al mondo delle SUV – paraurti specifici con scudo di protezione, cerchi in lega diamantati da 17”, dettagli satinati e fasce paracolpi laterali con inserti in acciaio spazzolato e minigonne laterali – e ha un comportamento migliore sulle superfici a scarsa aderenza grazie all’assetto rialzato, al sistema Traction Plus (che simula il comportamento di un differenziale autobloccante) e agli pneumatici M+S.Fiat 500L: tutti i modelli in listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Fiat 500L. La gamma motori della piccola monovolume torinese è composta da cinque unità: un 1.4 a benzina da 95 CV, un 1.4 turbo T-Jet a GPL da 120 CV, uno 0.9 turbo TwinAir a metano da 85 CV e due turbodiesel MJT (1.3 da 95 CV e 1.6 da 120 CV).Fiat 500L 1.4 (da 16.300 euro)La Fiat 500L 1.4 (prezzi fino a 20.300 euro) può vantare l’utile cambio manuale a sei marce e monta un motore dalla cilindrata contenuta (una buona notizia per chi deve stipulare una polizza RC Auto) un po’ rumorosetto e poco vivace ai bassi regimi (stiamo parlando dell’unica unità aspirata – nonché l’unica a benzina – presente nella gamma).Fiat 500L GPL (da 20.750 euro)La Fiat 500L GPL (prezzi fino a 23.850 euro) è silenziosa, ricca di coppia (215 Nm, merito della sovralimentazione) e vivace (10,6 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h). Il lato negativo arriva dai consumi, più alti rispetto a quelli offerti da altre piccole monovolume a gas.Fiat 500L Natural Power (da 19.850 euro)La Fiat 500L Natural Power a metano (prezzi fino a 23.600 euro) non è il massimo della vivacità (15 secondi netti sullo “0-100”). Chi cerca il brio è quindi costretto a tirare le marce e a vedere salire i consumi.Fiat 500L 1.3 MJT (da 18.800 euro)La Fiat 500L 1.3 MJT (prezzi fino a 23.800 euro) è la versione diesel più accessibile della monovolume più venduta in Italia. Il motore ha una cilindrata contenuta ed è oltretutto molto pronto ai bassi regimi ma sulla variante Trekking il peso elevato penalizza i consumi.Fiat 500L 1.6 MJT (da 22.200 euro)La Fiat 500L 1.6 MJT (prezzi fino a 24.600 euro) è, a nostro avviso, la scelta ideale per chi intende acquistare la baby MPV piemontese. Con questo propulsore è molto scattante (10,7 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) ma alle alte velocità è un po’ rumorosetta e la variante Trekking beve parecchio.Fiat 500L: gli optionalLa dotazione di serie della Fiat 500L Pop andrebbe a nostro avviso arricchita con tre optional fondamentali: l’autoradio (610 euro), il climatizzatore (900 euro) e la vernice metallizzata (650 euro). Quest’ultimo accessorio andrebbe acquistato anche sulla versione Pop Star insieme ai cerchi in lega (610 euro) e ai fendinebbia (250 euro).Sulla variante Business ci vorrebbe – oltre ai fendinebbia e alla tinta metallizzata – il climatizzatore automatico (400 euro) mentre la Lounge andrebbe arricchita con la vernice metallizzata, con il navigatore (410 euro) e con i sensori di parcheggio posteriori (350 euro).La Fiat 500L Urban andrebbe impreziosita – oltre che con i sensori di parcheggio – con il pacchetto che comprende fari automatici e sensore pioggia (210 euro). Sulla Trekking, invece, servirebbero (oltre ai sensori di parcheggio) il navigatore e la vernice metallizzata.Fiat 500L Living: guida all’acquistoLa Fiat 500L Living non è altro che una 500L più versatile: più lunga di 20 cm (4,35 metri di ingombro longitudinale complessivo, un po’ tanti per una piccola monovolume) e più costosa di 800 euro a parità di motore e allestimento, ha un bagagliaio gigantesco e può anche essere acquistata a sette posti (800 euro). Lo spazio in larghezza per i passeggeri posteriori potrebbe essere maggiore.Gli allestimenti della Fiat 500L LivingGli allestimenti della Fiat 500L Living sono tre: Pop Star, Business e Lounge (tutti e tre da arricchire attingendo al listino degli optional).La versione d’accesso, un po’ cara ma da noi vivamente consigliata, comprende gli airbag frontali, laterali e a tendina, l’appoggiabraccia posteriore, il Cargo Magic Space (piano di carico regolabile in altezza), il climatizzatore manuale, i controlli di stabilità e trazione, il cruise control, le fasce paracolpi con inserti cromati, la presa di corrente 12V, il sistema UConnect 5” Radio (touchscreen, CD MP3 Bluetooth Audio Streaming) con comandi al volante, il sedile posteriore sdoppiato 40/60 scorrevole reclinabile e abbattibile, il servosterzo elettrico Dualdrive con funzione City, gli specchi esterni verniciati con comando elettrico e disappannamento, lo start&stop (tranne per la Natural Power), il volante e il pomello del cambio in pelle e il volante regolabile in altezza e in profondità.La Fiat 500L Living Business (disponibile esclusivamente con il motore 1.6 MJT) aggiunge l’appoggiabraccia sedile anteriore, i cerchi in lega da 16”, il sedile del guidatore e del passeggero con regolazione lombare elettrica, il sedile del guidatore regolabile in altezza, i sensori di parcheggio e il sistema Uconnect 5” radio nav (touchscreen, CD MP3 Bluetooth audio streaming e navigatore integrato).La versione lussuosa (e costosa) Lounge costa 1.800 euro più della Business a parità di motore e aggiunge gli alzacristalli elettrici posteriori, il climatizzatore automatico bizona, i fendinebbia con funzione cornering, la plancia in tessuto tecnico, il sensore pioggia e il sensore crepuscolare, lo specchio retrovisore interno elettrocromico e i vetri posteriori e il lunotto oscurati.Fiat 500L Living: tutti i modelli in listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Fiat 500L Living. La gamma motori della piccola monovolume torinese è composta da quattro unità sovralimentate: uno 0.9 TwinAir a benzina da 105 CV, uno 0.9 TwinAir a metano da 85 CV e due MJT a gasolio (1.3 da 95 CV e 1.6 da 120 CV).Fiat 500L Living 0.9 TwinAir (19.900 euro)La Fiat 500L Living 0.9 TwinAir è, secondo noi, la versione da acquistare. Monta un motore dalla cilindrata contenuta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto molto vivace (12,5 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) e poco assetato di carburante (17,5 km/l dichiarati nel ciclo urbano) ma la presenza di due soli cilindri non aiuta il comfort acustico.Fiat 500L Living Natural Power (da 22.250 euro)La Fiat 500L Living Natural Power a metano (prezzi fino a 23.850 euro) offre prestazioni adeguate alla tipologia di vettura ma nasce per essere guidata in modo tranquillo.Fiat 500L Living 1.3 MJT (da 21.200 euro)La Fiat 500L Living 1.3 MJT (prezzi fino a 22.800 euro) è la diesel più accessibile presente nella gamma della MPV piemontese. Monta un motore da 95 CV e accelera da 0 a 100 km/h in 15,1 secondi.Fiat 500L Living 1.6 MJT (da 23.800 euro)La Fiat 500L Living 1.6 MJT (prezzi fino a 24.600 euro) è una monovolume molto vivace: impiega infatti solo 10,9 secondi per scattare da 0 a 100 chilometri orari.Fiat 500L Living: gli optionalLa dotazione di serie della Fiat 500L Living Pop Star andrebbe a nostro avviso arricchita con tre optional fondamentali: i cerchi in lega (610 euro), i fendinebbia (250 euro) e la vernice metallizzata (610 euro). Questi ultimi due accessori andrebbero acquistati anche sulla Business insieme al Pack Sicurezza (450 euro: airbag per le ginocchia e frenata d’emergenza). Il Pack Sicurezza e la vernice metallizzata starebbero bene anche sulla Lounge, insieme al navigatore (410 euro).
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Cadillac Escalade (2005): eleganza americana

La Cadillac Escalade è uno dei migliori esempi di lusso ed eleganza all’americana: la grande SUV statunitense è nata ufficialmente nel 1999 però oggi analizzeremo la seconda generazione, svelata nel 2002 ma arrivata ufficialmente in Italia solo nel 2005. Da noi è introvabile mentre nel resto d’Europa si trovano esemplari iperchilometrati a meno di 10.000 euro.Cadillac Escalade (2005): le caratteristiche principaliLa Cadillac Escalade del 2005 è una Sport Utility a trazione integrale rivolta a chi ama apparire: lunga oltre cinque metri (5,05 metri, per la precisione) e con sette posti, è tanto ingombrante quanto raffinata.Cadillac Escalade (2005): la tecnicaIl motore della Cadillac Escalade del 2005 è un possente 6.0 V8 da 349 CV e 515 Nm abbinato ad un cambio automatico a quattro marce tipicamente “yankee” che predilige le andature tranquille. Anche perché stiamo parlando di un mezzo che pesa quasi 2.500 kg…Cadillac Escalade (2005): le quotazioniLa Cadillac Escalade del 2005 è introvabile in Italia (più semplice rintracciare gli esemplari più recenti della terza serie): le quotazioni recitano 6.000 euro ma in realtà nel resto d’Europa gli unici modelli disponibili a meno di 10.000 euro hanno troppi chilometri sul groppone.
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La storia della Renault in F1

La Renault – tornata quest’anno in F1 dopo cinque anni di assenza – sta disputando la sua 20° stagione nel Circus ma già da tempo è entrata nella storia di questo sport. Merito dei numerosi successi (quattro Mondiali e 35 vittorie) e di alcune innovazioni tecniche introdotte. Scopriamo insieme l’evoluzione della Casa francese nella massima categoria del motorsport.Renault F1: la storiaLa Renault debutta in F1 nella seconda parte del Mondiale 1977 con un’auto rivoluzionaria: la RS01. La prima monoposto turbo di sempre (motore 1.5 V6), è anche la prima a montare pneumatici radiali (forniti da Michelin).La vettura da corsa transalpina – affidata al francese Jean-Pierre Jabouille – si rivela poco affidabile e bisogna aspettare il GP di Monaco dell’anno successivo per vederla tagliare per la prima volta al traguardo. I primi punti arrivano invece nel GP degli USA Est del 1979 grazie ad un quarto posto.La prima vittoriaLa Renault inizia a diventare competitiva in F1 nel 1979: Jabouille ottiene la prima pole position per la scuderia francese in Sudafrica e il primo successo nel GP di Casa (una gara diventata famosa anche per lo storico duello tra Gilles Villeneuve e René Arnoux) mentre il più continuo compagno di squadra Arnoux porta a casa tre podi (secondo in Gran Bretagna e negli USA Est e terzo in Francia).Gli anni ’80Nella prima metà degli anni ’80 il team transalpino diventa sempre più protagonista del Mondiale F1: nel 1980 arrivano tre vittorie (Arnoux primo in Brasile e in Sudafrica e Jabouille davanti a tutti in Austria) e la situazione migliora ulteriormente l’anno seguente con l’arrivo del giovane talento d’oltralpe Alain Prost.Il pilota francese ottiene tre successi nel 1981 (Francia, Olanda e Italia) e altri due nel 1982 (Sudafrica e Brasile), anno in cui Arnoux riesce a salire sul gradino più alto del podio in Francia e in Italia. L’anno migliore per la scuderia transalpina è però il 1983: secondo posto assoluto tra i Costruttori e Prost (quattro trionfi: Francia, Belgio, Gran Bretagna e Austria) che perde il titolo Piloti all’ultima gara e  viene licenziato due giorni dopo per aver criticato pubblicamente il team.Dopo ProstL’addio di Prost coincide con un biennio di crisi per la Renault in F1: nel 1984 arrivano cinque podi grazie al britannico Derek Warwick (2° in Belgio e in Gran Bretagna e 3° in Sudafrica e in Germania) e al francese Patrick Tambay (2° in Francia) mentre nel 1985 solo Tambay riesce – in due occasioni (3° in Portogallo e a San Marino) – a terminare una gara in “top 3”.Al termine della stagione 1985 la Régie, in seguito a problemi finanziari, decide di ritirarsi dalla F1 come costruttore e si limita a fornire motori ad altre scuderie.Il primo ritorno in F1Nel 2000 la Renault acquista il team Benetton ma è solo nel 2002 – quando il team cambia nome – che si può parlare del ritorno ufficiale come scuderia della Casa transalpina.Nonostante l’assenza di podi nella prima stagione del rientro arrivano tanti piazzamenti interessanti grazie al britannico Jenson Button (4° in Malesia e Brasile) e al nostro Jarno Trulli (4° a Monaco e in Italia).L’era AlonsoIl periodo migliore della Renault in F1 coincide con l’arrivo nella scuderia transalpina di un giovane e talentuoso pilota spagnolo: Fernando Alonso. Il driver iberico sorprende tutti con una vittoria in Ungheria condita da altri tre podi (2° in Spagna e 3° in Malesia e in Brasile) mentre il coéquipier Trulli si deve accontentare di una terza piazza in Germania.Nel 2004 Alonso ottiene altri piazzamenti interessanti (2° in Francia e 3° in Australia, in Germania e in Ungheria) ma Jarno trionfa a sorpresa a Monte Carlo e arriva terzo in Spagna.I due MondialiLa Renault conquista i primi due Mondiali F1 della sua storia nel 2005: Fernando Alonso diventa iridato grazie a sette vittorie (Malesia, Bahrein, San Marino, Europa, Francia, Germania e Cina) e il titolo Costruttori arriva anche per merito del nostro Giancarlo Fisichella (primo in Australia).Nel 2006 la Régie bissa il doppio trionfo grazie ai sei successi del due volte campione del mondo Alonso (Australia, Spagna, Monaco, Gran Bretagna, Canada e Giappone) e al successo di Fisichella in Malesia.Alonso: andata e ritornoIl passaggio di Alonso alla McLaren nel 2007 coincide con una stagione povera di soddisfazioni per la Renault in F1: l’unico podio dell’anno arriva in Giappone con il finlandese Heikki Kovalainen.Fernando torna nella scuderia francese l’anno successivo ma gli ultimi due campionati del decennio vedono una monoposto decisamente meno competitiva: i successi del pilota spagnolo a Singapore (in una corsa molto controversa) e in Giappone sono – per il momento – gli ultimi per il team transalpino mentre nel 2009 arriva un misero terzo posto, sempre a Singapore.Gli anni ’10Nel 2010 la maggioranza della scuderia Renault viene venduta al fondo di investimento lussemburghese Genii Capital e le uniche soddisfazioni per il team arrivano grazie al terzo posto del polacco Robert Kubica, capace di ottenere tre podi (2° in Australia e 3° a Monte Carlo e in Belgio).L’anno seguente si assiste ad una vera e propria rivoluzione: la livrea diventa nera-oro e in seguito alla partnership con Lotus la licenza diventa britannica. Prima dell’inizio del Mondiale il team deve oltretutto rinunciare a Kubica (vittima di un incidente pauroso durante un rally) e nel corso della stagione riesce a portare a casa solo due terzi posti: in Australia con il russo Vitaly Petrov e in Malesia con il tedesco Nick Heidfeld).Per vedere una vera Renault nuovamente in F1 bisogna attendere il 2016 quando la Régie acquista il team Lotus e si affida a due giovani piloti: il britannico Jolyon Palmer e il danese Kevin Magnussen.
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Stig Blomqvist: il re della neve

Stig Blomqvist è probabilmente il pilota di rally più forte di sempre sulla neve: il campione del mondo WRC 1984 ha conquistato infatti ben sette edizioni del Rally di Svezia e se l’è sempre cavata egregiamente sui fondi a scarsa aderenza. Scopriamo insieme la storia del driver svedese: un mito del motorsport che, nonostante il nome di battesimo, non ha niente in comune con Top Gear.Stig Blomqvist: la storiaStig Blomqvist nasce il 29 luglio 1946 a Örebro (Svezia) e appena ottiene la patente – a 18 anni – inizia subito a farsi notare nei rally locali. Debutta in una corsa all’estero nel 1965 – il 1000 Laghi in Finlandia (valido per il campionato europeo) – al volante di una Saab 96 terminando la gara in 48° posizione.Nel 1968 ottiene il primo podio nel campionato svedese grazie al secondo posto allo Smålandsrallyt mentre per il primo successo a livello nazionale – all’Östgötarallyt – bisogna attendere il 1969.Successi internazionaliStig Blomqvist sorprende il mondo nel 1970 quando a soli 24 anni arriva secondo nel Rally di Svezia (valido per il Campionato internazionale costruttori) mentre l’anno seguente riesce a migliorarsi salendo sul gradino più alto del podio e vincendo anche il RAC nel Regno Unito e il 1000 Laghi valido per l’europeo.La seconda vittoria al Rally di Svezia per Stig arriva già nel 1972 e la terza nel 1973 (primo anno del Mondiale WRC). Nello stesso periodo riesce a trionfare anche a Cipro nel campionato continentale.Il mago della neveNella seconda metà degli anni ’70 Stig Blomqvist è il pilota da battere sulla neve ma si dimostra valido anche su altre superfici a scarsa aderenza: nel 1975 porta a casa la corsa locale Polar Bergslagsrally valida per l’europeo, nel 1976 sale sul gradino più alto del podio della Boucles de Spa in Belgio con la Saab 99 EMS e con la stessa vettura si aggiudica per la quarta volta il Rally di Svezia iridato nel 1977 (anno in cui trionfa all’Hankiralli in Finlandia con una Saab 96).Non solo SaabBlomqvist nel 1978 corre per la prima volta al volante di un’auto non Saab e termina al quarto posto in Svezia con la Lancia Stratos. Dopo aver affrontato lo Jänner Rallye 1979 in Austria con una Lancia Beta Montecarlo torna all’ovile con la Saab 99 Turbo: conquista il quinto Rally di Svezia e il South Swedish Rally europeo (successo bissato nel 1980, anno in cui arriva un’altra Boucles de Spa).La parentesi TalbotNel 1981 la Saab abbandona ufficialmente il motorsport e Stig Blomqvist si ritrova a correre con la Talbot Sunbeam Lotus: con questa vettura arriva terzo al RAC iridato e secondo al South Swedish Rally continentale.L’Audi quattroStig viene chiamato dall’Audi nel 1982. Al volante della Quattro vince due rally iridati (Svezia e Sanremo) e due continentali (Hankiralli e South Swedish) mentre l’anno seguente si concentra nel Regno Unito: trionfa nel RAC iridato e diventa campione britannico grazie a quattro successi (Mintex, Galles, Scozia – valido anche per il campionato europeo – e Ulster).Il primo (e unico Mondiale)Nel 1984 Stig Blomqvist dimostra al mondo di essere un pilota di rally completo conquistando il Mondiale WRC grazie a cinque vittorie (Svezia, Acropoli, Nuova Zelanda, Argentina e Costa d’Avorio) e ad un secondo posto a Monte Carlo.L’anno successivo chiude il campionato in seconda posizione ma non riesce mai a salire sul gradino più alto del podio (tre secondi posti: Svezia, Acropoli e 1000 Laghi).Cambiare autoLa seconda metà degli anni ’80 vede Stig Blomqvist prendersi tante soddisfazioni alla guida di vetture diverse: nel 1986 vince il South Swedish europeo con la Ford RS200 e arriva terzo in Argentina con la Peugeot 205 Turbo 16, nel 1987 arriva secondo al RAC e terzo al 1000 Laghi con una Ford Sierra e al volante della berlina dell’Ovale Blu porta a casa una seconda piazza in Svezia nel 1988.Nel 1989 conquista la Race of Champions, arriva quinto in Svezia con un’Audi 200 Quattro, secondo con la Lancia Delta nella Boucles de Spa valida per l’europeo e terzo nel Safari alla guida di una Volkswagen Golf.Gli anni ’90Gli anni ’90 di Stig Blomqvist si aprono, nel 1990, con il secondo trionfo alla Race of Champions. Nel 1991 termina in quinta posizione al Safari con una Nissan Sunny e con la compatta giapponese ottiene l’ultimo podio iridato in carriera arrivando 3° nel Rally di Svezia 1992.Il resto del decennio vede il pilota scandinavo alternarsi tra rally “normali” e rally storici al volante di numerose vetture (Ford Escort e Puma, Opel Calibra, Porsche 911, Skoda Favorit e Felicia: tra i risultati più rilevanti segnaliamo il 7° posto al Safari con la Escort (ultimi punti iridati).Gli anni ’00Stig Blomqvist continua a correre i rally “veri” anche negli anni ’00 con vetture come la Mitsubishi Lancer, la Skoda Octavia e la Subaru Impreza ma ottiene le più grandi soddisfazioni con le “storiche”, come l’Audi Quattro, la Ford Falcon e la Vauxhall Firenza: vince la Londra-Sydney del 2000 con la Ford Capri e nel 2004 (anno di conquista della Pikes Peak con una Ford RS200) si aggiudica il Roger Albert Clark con una Ford Escort.Con la Escort riesce a vincere nel 2009 il Midnattssolsrallyt nel suo Paese natale e il Colin McRae Historic del 2011 mentre l’ultimo successo rilevante nelle gare d’epoca risale al 2015 con il trionfo nel Safari con la Porsche 911.
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Isuzu Trooper (1987): dura e pura ma anche comoda

La Isuzu Trooper prima generazione restyling – svelata nel 1987 – è una fuoristrada giapponese dura e pura (non chiamatela SUV, potrebbe offendersi) che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 rappresentò un’alternativa più comoda (ma meno dotata nell’off-road estremo) alle connazionali Mitsubishi, Nissan, Suzuki e Toyota. Oggi si trova abbastanza facilmente a meno di 4.000 euro.Isuzu Trooper (1987): le caratteristiche principaliLa Isuzu Trooper viene presentata ufficialmente nel 1981 e i primi esemplari (pochissimi) vengono commercializzati in Italia tre anni più tardi grazie alla filiale nostrana della General Motors ma è solo nel 1987 – in occasione del restyling – che grazie a dazi doganali meno severi sbarca ufficialmente nei nostri listini.I punti di forza di questa 4×4 sono parecchi: il cambio a cinque marce (che contribuisce a mantenere i consumi di carburante ad un livello accettabile) e il comfort di marcia, superiore a quello delle rivali dell’epoca. Tra le note negative segnaliamo invece le prestazioni deludenti, il comportamento stradale (poco rassicurante) e quello in fuoristrada (va in crisi sui percorsi più duri) e le finiture non molto curate.Isuzu Trooper (1987): la tecnicaLa Isuzu Trooper del 1987 – commercializzata fino al 1991 – è disponibile a tre (4,28 metri di lunghezza) o a cinque porte (4,63 metri) e monta un motore turbodiesel piuttosto fiacco: un 2.2 turbodiesel da 72 CV che permette alla fuoristrada giapponese di raggiungere una velocità massima di soli 130 km/h.Isuzu Trooper (1987): le quotazioniLa prima generazione restyling della Isuzu Trooper – venduta dal 1987 al 1991 – è un mezzo interessante per gli appassionati di fuoristrada d’epoca e si trova abbastanza facilmente. Le quotazioni recitano 2.000 euro ma in realtà è impossibile trovarla a meno di 3.000.
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Nissan, 29 milioni di euro per aumentare la produzione di Qashqai

Quando la domanda supera l’offerta. È il caso di Nissan, che dovrà aumentare la produzione di Qashqai – crossover più venduto in Europa – per poter far fronte a una richiesta sempre crescente del pubblico. Un po’ di numeriLa crescita del mercato dei crossover generato con Qashqai è talmente elevata che persino 300.000 vetture prodotte all’anno sulla Linea 1 dello stabilimento Nissan di Sunderland, la produzione 24 ore/7 giorni su 7 e la realizzazione di una vettura ogni minuto non sono sufficienti a soddisfare tutte le richieste dei clienti in Europa.Per questo motivo gli ingegneri di Nissan stanno modificando la Linea 2 a Sunderland per generare una produzione aggiuntiva di Qashqai, che equivale a un ulteriore investimento nella fabbrica di 22 milioni di sterline (29 milioni di Euro).I primi veicoli supplementari in produzione sono previsti prima della fine del 2016, in vista della prossima fase di sviluppo di Qashqai nel 2017 quando diventerà la prima vettura di Nissan in Europa con la tecnologia ‘Piloted Drive’.Nissan attualmente produce sulla Linea 1 di Sunderland, che opera su una base di tre turni, Qashqai per il segmento C e la 100% elettrica Nissan LEAF, il veicolo elettrico più venduto al mondo.La produzione sulla Linea 2, che continuerà ad operare su una base di due turni, attualmente include Nissan Juke per il segmento B dei Crossover, Nissan Note e il compatto premium Infiniti Q30.A Sunderland il più grande impianto automobilistico britannicoNissan sta celebrando quest’anno il 30° anniversario della fabbrica di Sunderland, che è cresciuta fino a diventare il più grande impianto automobilistico britannico di tutti i tempi, sostenendo quasi 40.000 posti di lavoro nel Regno Unito e producendo una su tre di tutte le auto prodotte in Gran Bretagna.
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BMW, la fornitura alla Polizia Stradale di Roma

BMW fornisce alla Polizia Stradale di Roma auto e moto destinate al personale per il controllo del territorio.La Polizia di Stato ha acquistato dalla Casa bavarese 278 BMW 320d Touring e 240 moto – 45 R1200RT, e 195 F700GS – per le attività di controllo del territorio.Vetture dotate di telecamere e moto con equipaggiamenti “speciali” Le principali novità di equipaggiamento, che si aggiungono al “tradizionale” allestimento previsto per i servizi di polizia stradale, delle autovetture BMW 320d Touring, riguardano principalmente il pannello luminoso abbattibile a messaggio variabile collocato sul tettino che fornisce notizie utili all’utenza ed il tablet di bordo, che consente di ottenere, in tempo reale, informazioni su veicoli e persone grazie al collegamento con le banche dati in uso alle forze di polizia, e di trasmettere dati e comunicazioni alla Sala Operativa.Il veicolo è inoltre dotato di una telecamera ad alta definizione che permette di effettuare riprese su strada che possono essere utilizzate nella ricostruzione di incidenti stradali o come supporto in attività operative ed investigative; il veicolo è altresì provvisto di un sistema di geolocalizzazione che consente alla Sala Operativa di verificare costantemente la posizione delle pattuglie utilizzando la cartografia digitale.Novità anche per le nuove motociclette, con la fornitura delle nuove BMW R 1200 RT il motore dei mezzi in dotazione passa da una cilindrata di 850 cc all’attuale 1200 cc, con diversi accorgimenti di design nella carenatura e nei complementi di equipaggiamento.Lo scorso anno sia per EXPO a Milano che successivamente per il Giubileo a Roma, BMW Italia ha contribuito alla sicurezza delle manifestazioni (ancora una volta insieme alla Polizia) con una flotta di 4 BMW i3 e 6 scooter elettrici C evolution all’insegna della mobilità sostenibile, dando modo agli agenti di provare direttamente come la visione del futuro a emissioni zero sia, non solo possibile, ma addirittura già una realtà consolidata, senza nulla perdere in termini di prestazioni, sicurezza e piacere di guida.
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Manhart: Mini F300

La Mini John Cooper Works è la variante più sportiva della piccola anglotedesca. Come sempre, però, nel mondo del tuning non è mai abbastanza, così il preparatore Manhart ha deciso di mettere le mani sulla piccola compatta JCW.Se di serie la Mini più radicale della gamma ha a disposizione 231 CV, nel caso di questa elaborazione, dal quattro cilindri che alloggia sotto il cofano, vengono estrapolati fino a 300 CV.Rinominata F300, la Mini di Manhart sfoggia una livrea dipinta con il leggendario colore British Racing Green con linee longitudinali dorate, cerchi da 19 pollici, specchietti retrovisori e adesivi laterali anch’essi in giallo oro.All’interno dell’abitacolo troviamo alcuni ritocchi che rendono esclusiva questa Mini F300 di Manhart, come ad esempio la tappezzeria in Alcantara per i sedili e il volante, le cuciture a contrasto dorate e i tappetini bordati Manhart.Ma è sotto al cofano, come anticipato, che si concentra la parte più interessante di questo tuning. Grazie all’ottimizzazione della centralina, ad un nuovo intercooler e al nuovo sistema di scarico firmato Remus, la potenza del 2.0 litri raggiunge la cifra tonda di 300 CV con una coppia massima di 470 Nm.Dopo questo upgrade migliorano, naturalmente, anche le prestazioni della Mini John Cooper Works che ora scatta da 0 a 100 in 6,1 secondi.
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Kia Sportage e Optima, premiate per il design e non solo

Il nuovo Kia Sportage e la berlina Optima hanno ricevuto il celebre riconoscimento iF Design Awards, che va ad aggiungersi ai già numerosi premi legati al design che la Casa coreana ha conquistato nel corso degli ultimi anni. “Siamo molto felici di ricevere riconoscimenti che testimoniano la qualità del lavoro dei nostri designer nello sviluppo di nuovi modelli – commenta Giuseppe Bitti, Amministratore Delegato di Kia Motors Italia –. La nuova interpretazione del concetto SUV di Sportage e l’eleganza di Optima rappresentano due sfaccettature del design Kia; si tratta di modelli per noi fondamentali, rappresentativi di un’evoluzione estetica, ma anche qualitativa che ci permette, oggi, di ritagliarci un ruolo di primissimo piano all’interno del panorama dei brand generalisti “.Va precisato che la giuria indipendente del premio valuta, oltre al design, le doti di innovazione, finitura, sicurezza e impatto ambientale.Kia SportageKia Sportage è un SUV-crossover compatto, raffinato, con una linea personale e distintiva. Gli interni ridisegnati uniscono il senso di modernità con la qualità elevata dei materiali e delle soluzioni costruttive, all’avanguardia nella praticità, nel comfort e nella sicurezza.Monta nuovi motori Euro6, che hanno migliora le prestazioni e l’efficienza. Così come è migliorato anche il livello delle caratteristiche dinamiche. Per la prima volta la gamma Kia Sportage viene offerta anche con le specifiche “GT Line”, destinate ai clienti che desiderano aggiungere al divertimento di guida un gusto estetico particolare.A parità di versatilità e di caratteristiche di base, le versioni “GT Line” si distinguono per l’intonazione sportiva di molti particolari e di alcune regolazioni.Kia OptimaLa nuova berlina Kia Optima si è evoluta e trasformata in modo importante dal suo esordio sui mercati globali nel 2010.Il carattere sofisticato del design, le linee nette e la silhouette slanciata conferiscono a questa vettura una particolare presenza su strada, che si accompagnano a caratteristiche tecniche ed equipaggiamenti all’avanguardia per il comfort e i sistemi di assistenza alla guida e le motorizzazioni; fra le quali figura anche un efficientissimo sistema ibrido plug-in, destinato a debuttare in Italia entro la fine del 2016 unitamente alla versione Station Wagon presentata a Ginevra.
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