Ford Fiesta, l’evoluzione del design
La Ford Fiesta è una delle piccole più amate in Europa: merito dell’ottimo rapporto qualità/prezzo, della grande affidabilità e anche (nel caso della sesta generazione attualmente in commercio) di un design riuscitissimo.Di seguito vi racconteremo la storia dello stile della “segmento B” dell’Ovale Blu, un’auto capace di attraversare oltre 40 anni e sette serie mantenendo lo stesso nome.Ford Fiesta prima generazione (1976)La prima generazione della Fiesta nasce nel 1976 per coprire l’assenza della Ford in un segmento – quello delle piccole – nel quale tutti i marchi concorrenti sono già presenti da diverso tempo.Disponibile esclusivamente a tre porte, presenta un design razionale che punta più sulla sostanza che sull’apparenza impreziosito da un frontale particolarmente riuscito. Nel 1981 è la volta di un leggero “lifting” che porta paraurti leggermente più grandi.Ford Fiesta seconda generazione (1982)La seconda generazione della Ford Fiesta – svelata nel 1982 – non è altro che un restyling della prima serie con forme più arrotondate.Ford Fiesta terza generazione (1989)Completamente nuova: la Ford Fiesta terza generazione del 1989 è una piccola moderna nei contenuti (finalmente arrivano le cinque porte) mentre lo stile – va detto, azzeccatissimo – non segue le ultime tendenze di sviluppo in altezza portando quindi ad un abitacolo non particolarmente spazioso se paragonato a quello di altre rivali come la Fiat Uno.In occasione del restyling del 1994 arrivano i paraurti in tinta con la carrozzeria (ridisegnati l’anno successivo per le versioni Pro).Ford Fiesta quarta generazione (1995)La quarta generazione della Ford Fiesta condivide il pianale con la terza serie e anche numerosi elementi dello stile (il giro porta della cinque porte è identico) ma si differenzia per forme esterne e interne più tondeggianti.In occasione del restyling del 1999 arriva un frontale più aggressivo.Ford Fiesta quinta generazione (2001)Con la quinta generazione – lanciata nel 2001 – la Ford Fiesta si presenta con un design più spigoloso (anche se non particolarmente originale) e con dimensioni maggiorate rispetto all’antenata. La versione a tre porte svelata pochi mesi dopo quella a cinque è leggermente diversa nella coda (lunotto più inclinato).Nel 2006 è la volta di un restyling: frontale e coda più “importanti” e plancia completamente ridisegnata e qualitativamente migliore.Ford Fiesta sesta generazione (2008)Nel 2008 la Ford Fiesta diventa sexy: il design della sesta generazione (anticipato dalla concept Verve mostrata l’anno prima a Francoforte) dice addio alle forme razionali e noiose della quinta serie per lasciare spazio a linee muscolose fuori e ad una plancia moderna (anche se un po’ troppo piena di pulsanti) dentro.In occasione del restyling del 2013 i designer intervengono sul frontale (ispirato a quello delle Aston Martin) e sui gruppi ottici posteriori (più chiari).Ford Fiesta settima generazione (2017)La settima generazione della Ford Fiesta condivide il pianale con l’antenata e ne riprende anche le proporzioni. Le modifiche più rilevanti al design riguardano la coda (ora con fari orizzontali per renderla più “premium”) e la plancia (caratterizzata da un ampio display).La vedremo in concessionaria fra pochi mesi in sei varianti: la “base” Plus, la “bestseller” Titanium, la “finta SUV” Active, l’elegante Vignale, la sportiveggiante ST-Line e la sportiva ST.
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F1 – Le più grandi scuderie create da piloti
La storia della F1 ha visto tante scuderie create da piloti ma poche in grado di portare a casa risultati importanti nel Circus.Di seguito troverete un elenco delle cinque scuderie di F1 più grandi create da piloti: la più vincente è senza dubbio la McLaren mentre la Brabham (fondata da Jack Brabham) è l’unico team iridato nato da un driver campione del mondo.1° McLaren (Regno Unito)STAGIONI IN F1: 51 (1966-)MONDIALI PILOTI: 12 (1974 con Emerson Fittipaldi, 1976 con James Hunt, 1984 con Niki Lauda, 1985, 1986 e 1989 con Alain Prost, 1988, 1990 e 1991 con Ayrton Senna, 1998 e 1999 con Mika Häkkinen, 2008 con Lewis Hamilton)MONDIALI COSTRUTTORI: 8 (1974, 1984, 1985, 1988-1991, 1998)
GP DISPUTATI: 801
VITTORIE: 182
POLE POSITION: 155
GIRI VELOCI: 154
PODI: 485DOPPIETTE: 47 2° Brabham (Regno Unito)STAGIONI IN F1: 30 (1962-1992)MONDIALI PILOTI: 4 (1966 con Jack Brabham, 1967 con Denny Hulme, 1981 e 1983 con Nelson Piquet)MONDIALI COSTRUTTORI: 2 (1966, 1967)
GP DISPUTATI: 394
VITTORIE: 35
POLE POSITION: 39
GIRI VELOCI: 41
PODI: 124DOPPIETTE: 83° Ligier (Francia)STAGIONI IN F1: 21 (1976-1996)MIGLIORI PIAZZAMENTI NEL MONDIALE PILOTI: 4° con Jacques Laffite (1979-1981)MIGLIOR PIAZZAMENTO NEL MONDIALE COSTRUTTORI: 2° (1980)
GP DISPUTATI: 326
VITTORIE: 9
POLE POSITION: 9
GIRI VELOCI: 9
PODI: 50DOPPIETTE: 14° Stewart (Regno Unito)STAGIONI IN F1: 3 (1997-1999)MIGLIOR PIAZZAMENTO NEL MONDIALE PILOTI: 7° con Rubens Barrichello (1999)MIGLIOR PIAZZAMENTO NEL MONDIALE COSTRUTTORI: 4° (1999)
GP DISPUTATI: 49
VITTORIE: 1
POLE POSITION: 1
GIRI VELOCI: 0
PODI: 5DOPPIETTE: 05° Surtees (Regno Unito)STAGIONI IN F1: 9 (1970-1978)MIGLIOR PIAZZAMENTO NEL MONDIALE PILOTI: 8° con Mike Hailwood (1972)MIGLIOR PIAZZAMENTO NEL MONDIALE COSTRUTTORI: 5° (1972)
GP DISPUTATI: 118
VITTORIE: 0
POLE POSITION: 0
GIRI VELOCI: 3
PODI: 2DOPPIETTE: 0
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Quando Surtees diventò costruttore in F1
John Surtees non è stato solo l’unico pilota a laurearsi campione del mondo in F1 e in quella che oggi si chiama MotoGP. Tra il 1970 e il 1978 il driver britannico si cimentò anche come costruttore nel Circus (senza però mai vincere un GP iridato): scopriamo insieme la storia di questo team.La storia del team Surtees in F1John Surtees decide di entrare nel Circus come costruttore nel Mondiale F1 1970. Per il debutto bisogna però attendere il GP di Gran Bretagna (settima prova stagionale) a causa di ritardi nella progettazione della monoposto (la TS7, dotata di un motore Ford Cosworth).I primi punti arrivano proprio grazie a John (5° in Canada) mentre negli USA una seconda vettura viene affidata al britannico Derek Bell (6°).Nel 1971 Surtees e il tedesco Rolf Stommelen regalano un po’ di punti importanti al team ma il miglior piazzamento stagionale arriva grazie ad un altro ex-motociclista inglese (Mike Hailwood, quarto in Italia).1972: un’ottima annataIl migliore anno per la Surtees è indubbiamente il 1972: quinto posto assoluto nel Mondiale F1 Costruttori e primo podio grazie alla seconda piazza rimediata da Hailwood (8° assoluto nel campionato Piloti) in Italia. Sempre a Monza John Surtees disputa il suo ultimo GP iridato di sempre.Altri punti utili arrivano dall’australiano Tim Schenken e dal nostro Andrea de Adamich.Gli ultimi squilli con PaceL’anno seguente il brasiliano Carlos Pace regala alla Surtees il secondo e ultimo podio della sua breve storia con un terzo posto in Austria. Il pilota brasiliano – l’unico capace di andare forte con la monoposto inglese – porta a casa anche un 4° posto nel suo Paese natale nel 1974 ma abbandona il team a metà stagione in seguito a dissidi interni.L’inizio della crisiLa crisi per la Surtees inizia con l’addio di Pace durante il Mondiale 1974 e si acuisce poco dopo con la scomparsa nel GP degli USA del pilota austriaco Helmuth Koinigg.Nel 1975 – per la prima e unica volta – la scuderia britannica non riesce ad andare a punti (miglior risultato l’8° posto dell’inglese John Watson in Spagna) mentre l’anno successivo – caratterizzato dall’arrivo di uno sponsor munifico e controverso (i profilattici Durex) – la situazione migliora grazie all’australiano Alan Jones (4° in Giappone).Gli ultimi anni con BrambillaLa Surtees affronta il Mondiale F1 1977 in piena crisi finanziaria e le uniche soddisfazioni arrivano grazie al nostro Vittorio Brambilla (4° in Belgio). Il driver lombardo regala alla scuderia britannica gli ultimi punti della sua storia nel 1978 (sesto posto in Austria), pochi mesi prima dell’addio definitivo al Circus.
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Alcantara, il nuovo piano di investimenti e assunzioni
In un contesto economico tutt’altro che roseo, dove non si parla d’altro che di crisi, di disoccupazione, di precariato, di voucher e quant’altro, una ventata di aria positiva arriva dall’Umbria.Il marchio Alcantara®, in occasione della conferenza stampa di inizio anno nello stabilimento di Nera Montoro (unica sede nel mondo), ha annunciato infatti un importante piano di investimenti che porterà non solo un aumento della capacità produttiva ma che un aumento dell’occupazione.Come ha illustrato l’Amministratore Delegato, Andrea Boragno, l’investimento previsto è di 300 milioni, distribuiti in cinque anni.E si prevede alla fine del periodo che il fatturato superi i 300 milioni e che il valore del marchio raggiunga i 300 milioni di euro (rispetto ai 100 stimati da Interbrand nel 2015). Quanto al personale, si passerà dagli attuali 598 a circa 800 addetti.Crescita costante di un Brand GlobaleSi tratta, dunque, di un investimento che mira a dare continuità a una crescita iniziata nel 2009 che ha visto il marchio Alcantara® progredire costantemente ed espandersi, sia dal punto di vista del “prodotto” che dei mercati.Alcantara® – che è il materiale realizzato e commercializzato a livello mondiale dall’omonima azienda, il cui 70% appartiene al Gruppo Toray e il 30% a Mitsui – ha debuttato sul mercato nel settore della moda e dell’arredamento, per poi espandersi in altri settori quali l’elettronica di consumo, l’aviazione, la nautica e l’automotive, che oggi rappresenta il core business generando circa 3/4 del fatturato.“Abbiamo voluto tenere la conferenza stampa qui al centro dello stabilimento. Qui dove viene creata la straordinarietà di Alcantara®, per sottolineare che una importante parte del successo di questa azienda è generato qui. Detto questo, siamo un brand globale ed esportiamo il nostro prodotto in tutto il mondo. L’Europa resta il nostro mercato più grande, ma abbiamo registrato un aumento importante anche negli Stati Uniti e in Cina. In Italia siamo cresciuti del 9%”, ha detto l’AD Andrea Boragno.100% Made in ItalyAlcantara® è ambasciatrice dell’eccellenza italiana. Tutto ciò che viene esportato nel mondo viene prodotto nello stabilimento di Nera Montoro (Terni) che si estende su un’area di 450.000mq. E la gran parte dei dipendenti sono proprio dell’area geografica circostante. Insomma, parliamo di 100% Made in Italy.“Questa azienda si è mossa senza paura negli anni difficili della crisi senza timori e i numeri dicono che sta vincendo. È l’eccellenza italiana che vince. Il fatto che il fulcro da cui tutto si trova qui, in una terra che è stata protagonista anche di recenti eventi drammatici, colpisce molto. E poi, non dimentichiamo, che qui si produce bellezza. L’arte prende la forma dei prodotti che vengono fuori. Questo piano di sviluppo economico è importantissimo. Far crescere l’occupazione in un contesto economico come quello attuale non è cosa da poco. E ha un significato forte per l’Italia tutta”, ha detto il Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti.Ecosostenibilità e futuroAlcantara® già nel 2009 è stata la prima azienda italiana a ottenere la Certificazione di Carbon Neutrality (bilancio netto di emissioni di gas serra pari a zero), diventata “totale” nel 2011: includendo non soltanto il processo produttivo, ma anche le fasi di uso e smaltimento del prodotto stesso, e tutte le emissioni legate alle attività corporate dell’azienda.“Ci è sempre stato a cuore il concetto di ecosostenibilità e di rispetto dell’ambiente. Difatti, abbiamo già ottenuto questa certificazione nel 2009. E oggi posso annunciare che stiamo lavorando su polimeri di origine bio derivati dagli scarti alimentari”, ha concluso Andrea Boragno.
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FCA e Volkswagen: ci sarà la fusione?
“L’interesse a trattare con Volkswagen è pari a zero”. Chissà se quelle pronunciate nelle ultime ore da Sergio Marchionne diventeranno, nei prossimi mesi, “le ultime parole famose” dell’amministratore delegato del Gruppo italo americano. Chissà poi se sia un caso che siano state dette in suolo americano e prima di un nuovo incontro con Donald Trump che, come ben sappiamo, non è, come dire, in ottimi rapporti con il Gruppo di Wolfsburg…Il balletto di dichiarazioni contrastanti e quasi schizzofreniche, il corteggiamento ambiguo, è iniziato. O meglio, è in una fase acuta visto che questo avvicinamento tra Volkswagen e FCA non è una novità degli ultimi mesi ma una possibilità già presa in considerazione, almeno dagli analisti e dalla stampa, già da qualche anno. Ma insomma, questa fusione ci sarà o no? Difficile dirlo, ancora.Più facile dire che, di fatto, converrebbe a entrambi i marchi. In un momento, tra l’altro, favorevole alla concretizzazione di questo “amore” fino ad ora platonico. Perché sia Marchionne che Müller avrebbero la possibilità di raggiungere obiettivi insperati; perché FCA potrebbe coprire un vuoto, al momento imbarazzante e molto poco lungimirante, sul fronte delle tecnologie alternative; perché, infine, Volkswagen avrebbe l’enorme opportunità di rafforzare la sua posizione negli USA dopo il colpo storico del Dieselgate. Senza contare che, dopo l’acquisizione di Opel, il Gruppo PSA, secondo in Europa, è ormai con il fiato sul collo dei tedeschi. E l’unione con FCA sarebbe molto utile a tenere le distanze con gli inseguitori nel Vecchio continente. Questo è quanto, checché ne dicano i due protagonisti della vicenda.Che poi la strategia politica industriale imponga riservatezza e ambiguità è un’altro discorso. E gli imprevisti sul cammino possono venir fuori in qualsiasi momento facendo rallentare, bloccare, o anche saltare, l’affare. Speculazioni da fantapolitica industriale? Solo il tempo potrà dirlo. Di fatto al Salone di Ginevra, la scorsa settimana, Marchionne aveva “semplicemente” dichiarato che non si sarebbe stupito di fronte ad un’eventuale telefonata da parte di Wolfsburg. Un invito sottile, ma neanche tanto, al quale Müller, in un primo momento, aveva chiuso la porta smentendo qualsiasi possibilità di contatto. Ma poi era tornato sui suoi passi dicendosi aperto ad un dialogo con Fiat Chrysler, aspettandosi delle proposte. E poi di nuovo il no secco di Marchionne che è rimbombato da Oltreoceano.
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I piloti del Mondiale F1 2017
Saranno 20 i piloti in lotta per la conquista del Mondiale F1 2017: una stagione che sarà priva di due campioni del mondo (il tedesco – iridato in carica – Nico Rosberg e il britannico Jenson Button) e di due driver latinoamericani (il messicano Esteban Gutiérrez e il brasiliano Felipe Nasr) e che vedrà un solo debuttante, il canadese Lance Stroll.Di seguito troverete l’elenco completo di tutti i piloti del Mondiale F1 2017 e tutti i dettagli su di loro, dai numeri di gara al palmarès.I piloti del Mondiale F1 20172 Stoffel Vandoorne (Belgio) (McLaren)Nato il 26 marzo 1992 a Courtrai (Belgio)
1 stagione (2016-)
1 GP disputato1 costruttore (McLaren)
PALMARÈS: 20° nel Mondiale F1 (2016)PALMARÈS PRE-F1: campione europeo F4 (2010), campione europeo Formula Renault 2.0 (2012), campione GP2 (2015)3 Daniel Ricciardo (Australia) (Red Bull)Nato l’1 luglio 1989 a Perth (Australia)
6 stagioni (2011-)
109 GP disputati3 costruttori (HRT, Toro Rosso, Red Bull)
PALMARÈS: 3° nel Mondiale F1 (2014, 2016), 4 vittorie, 1 pole position, 8 giri veloci, 18 podiPALMARÈS PRE-F1: campione WEC Formula Renault 2.0 (2008), campione britannico F3 (2009)5 Sebastian Vettel (Germania) (Ferrari)Nato il 3 luglio 1987 a Heppenheim (Germania Ovest)
10 stagioni (2007-)
178 GP disputati4 costruttori (BMW Sauber, Toro Rosso, Red Bull, Ferrari)
PALMARÈS: 4 Mondiali F1 (2010-2013), 42 vittorie, 46 pole position, 28 giri veloci, 86 podiPALMARÈS PRE-F1: campione Formula BMW ADAC (2004)7 Kimi Räikkönen (Finlandia) (Ferrari)Nato il 17 ottobre 1979 a Espoo (Finlandia)
14 stagioni (2001-2009, 2012-)
252 GP disputati4 costruttori (Sauber, McLaren, Ferrari, Lotus)
PALMARÈS: 1 Mondiale F1 (2007), 20 vittorie, 16 pole position, 43 giri veloci, 84 podiPALMARÈS EXTRA-F1: campione invernale britannico Formula Renault 2000 (1999), campione britannico Formula Renault 2000 (2000), 10° nel Mondiale Rally WRC (2010, 2011)8 Romain Grosjean (Francia) (Haas)Nato il 17 aprile 1986 a Ginevra (Svizzera)
6 stagioni (2009, 2012-)
102 GP disputati3 costruttori (Renault, Lotus, Haas)
PALMARÈS: 7° nel Mondiale F1 (2013), 1 giro veloce, 10 podiPALMARÈS EXTRA-F1: campione Formula Lista Junior 1.6 (2003), campione francese Formula Renault (2005), campione europeo F3 (2007), campione asiatico GP2 (2008, 2011), campione Auto GP (2010), campione GP2 (2011)9 Marcus Ericsson (Svezia) (Sauber)Nato il 2 settembre 1990 a Kumla (Svezia)
3 stagioni (2014-)
56 GP disputati2 costruttori (Caterham, Sauber)
PALMARÈS: 18° nel Mondiale F1 (2015)PALMARÈS PRE-F1: campione britannico Formula BMW (2007), campione giapponese F3 (2009)11 Sergio Pérez (Messico) (Force India)Nato il 26 gennaio 1990 a Guadalajara (Messico)
6 stagioni (2011-)
114 GP disputati3 costruttori (Sauber, McLaren, Force India)
PALMARÈS: 7° nel Mondiale F1 (2016), 3 giri veloci, 7 podiPALMARÈS PRE-F1: campione britannico F3 National Class (2007)14 Fernando Alonso (Spagna) (McLaren)Nato il 29 luglio 1981 a Oviedo (Spagna)
15 stagioni (2001, 2003-)
273 GP disputati4 costruttori (Minardi, Renault, McLaren, Ferrari)
PALMARÈS: 2 Mondiali F1 (2005, 2006), 32 vittorie, 22 pole position, 22 giri veloci, 97 podiPALMARÈS PRE-F1: campione Euro Open by Nissan (1999)18 Lance Stroll (Canada) (Williams)Nato il 29 ottobre 1998 a Montréal (Canada)Debuttante in F1PALMARÈS PRE-F1: campione italiano F4 (2014), campione Toyota Racing Series (2015), campione europeo F3 (2016)19 Felipe Massa (Brasile) (Williams)Nato il 25 aprile 1981 a San Paolo (Brasile)
14 stagioni (2002, 2004-)
250 GP disputati3 costruttori (Sauber, Ferrari, Williams)
PALMARÈS: 2° nel Mondiale F1 (2008), 11 vittorie, 16 pole position, 15 giri veloci, 41 podiPALMARÈS PRE-F1: campione brasiliano Formula Chevrolet (1999), campione europeo Formula Renault 2000 (2000), campione italiano Formula Renault 2000 (2000), campione europeo Formula 3000 (2001)20 Kevin Magnussen (Danimarca) (Haas)Nato il 5 ottobre 1992 a Roskilde (Danimarca)
2 stagioni (2014, 2016-)
40 GP disputati2 costruttori (McLaren, Renault)
PALMARÈS: 11° nel Mondiale F1 (2014)PALMARÈS PRE-F1: campione danese Formula Ford (2008), campione Formula Renault 3.5 (2013)26 Daniil Kvyat (Russia) (Toro Rosso)Nato il 26 aprile 1994 a Ufa (Russia)
3 stagioni (2014-)
57 GP disputati2 costruttori (Toro Rosso, Red Bull)
PALMARÈS: 7° nel Mondiale F1 (2015), 1 giro veloce, 2 podiPALMARÈS PRE-F1: campione Formula Renault 2.0 Alps (2012), campione GP3 (2013)27 Nico Hülkenberg (Germania) (Renault)Nato il 19 agosto 1987 a Emmerich am Rhein (Germania Ovest)
6 stagioni (2010, 2012-)
115 GP disputati3 costruttori (Williams, Force India, Sauber)
PALMARÈS: 9° nel Mondiale F1 (2014, 2016)PALMARÈS EXTRA-F1: campione Formula BMW ADAC (2005), campione A1 Grand Prix (2007), Masters F3 (2007), campione europeo F3 (2008), campione GP2 (2009), 24 Ore di Le Mans (2015)30 Jolyon Palmer (Regno Unito) (Renault)Nato il 20 gennaio 1991 a Horsham (Regno Unito)
1 stagione (2016-)
20 GP disputati1 costruttore (Renault)
PALMARÈS: 18° nel Mondiale F1 (2016)PALMARÈS PRE-F1: campione autunnale T Cars (2006), campione GP2 (2014)31 Esteban Ocon (Francia) (Force India)Nato il 17 settembre 1996 a Évreux (Francia)
1 stagione (2016-)
9 GP disputati1 costruttore (Manor)
PALMARÈS: 23° nel Mondiale F1 (2016)PALMARÈS PRE-F1: campione europeo F3 (2014), campione GP3 (2015)33 Max Verstappen (Paesi Bassi) (Red Bull)Nato il 30 settembre 1997 a Hasselt (Belgio)
2 stagioni (2015-)
40 GP disputati2 costruttori (Toro Rosso, Red Bull)
PALMARÈS: 5° nel Mondiale F1 (2016), 1 vittoria, 1 giro veloce, 7 podiPALMARÈS PRE-F1: Masters F3 (2014)44 Lewis Hamilton (Regno Unito) (Mercedes)Nato il 7 gennaio 1985 a Stevenage (Regno Unito)
10 stagioni (2007-
188 GP disputati2 costruttori (McLaren, Mercedes)
PALMARÈS: 3 Mondiali F1 (2008, 2014, 2015), 53 vittorie, 61 pole position, 31 giri veloci, 104 podiPALMARÈS PRE-F1: campione britannico Formula Renault 2.0 (2003), Bahrain Superprix (2004), campione europeo F3 (2005), Masters F3 (2005), campione GP2 (2006)55 Carlos Sainz Jr. (Spagna) (Toro Rosso)Nato l’1 settembre 1994 a Madrid (Spagna)
2 stagioni (2015-)
40 GP disputati1 costruttore (Toro Rosso)
PALMARÈS: 12° nel Mondiale F1 (2016)PALMARÈS PRE-F1: campione nordeuropeo Formula Renault 2.0 (2011), campione Formula Renault 3.5 (2014)77 Valtteri Bottas (Finlandia) (Mercedes)Nato il 28 agosto 1989 a Nastola (Finlandia)
4 stagioni (2013-)
77 GP disputati1 costruttore (Williams)
PALMARÈS: 4° nel Mondiale F1 (2014), 1 giro veloce, 9 podiPALMARÈS PRE-F1: campione europeo Formula Renault 2.0 (2008), campione nordeuropeo Formula Renault 2.0 (2008), Masters F3 (2009, 2010), campione GP3 (2011)94 Pascal Wehrlein (Germania) (Sauber)Nato il 18 ottobre 1994 a Sigmaringen (Germania)
1 stagione (2016-)
21 GP disputati1 costruttore (Manor)
PALMARÈS: 19° nel Mondiale F1 (2016)PALMARÈS PRE-F1: campione ADAC Formel Masters (2011), campione DTM (2015)
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Mercato auto Europa: +2,1% a febbraio
Secondo l’ACEA (Associazione Costruttori Europei Automobili) lo scorso mese di febbraio le immatricolazioni auto hanno fatto registrare quota 1,14 milioni di unità in Europa. Il che equivale ad una crescita del mercato pari al 2,1% rispetto allo stesso mese del 2015.Italia in testaA guardare bene i dati si tratta di una crescita commerciale registrata nonostante le cadute di quasi tutti i mercati principali del Vecchio Continente, ad eccezione dell’Italia che ha chiuso al +6,2%, l’unica in positivo insieme alla Spagna (+0,2%).I numeri marchio per marchioVolkswagen è salda in testa alla classifica delle vendite in Europa con 115.821 unità (-7%), davanti a Renault che ha immatricolato 81.280 auto (+5,3%) e a Ford con 71.226 unità vendute (-2,3%). A chiudere la classifica dei primi cinque marchi a Febbraio 2017 troviamo Opel (70.355 unità, -1,5%) e Peugeot (68.422 unità, -3,7%). Estendendo l’analisi al primo bimestre dell’anno, Volkswagen è sempre la leader delle vendite con 256.313 auto consegnate (+1,7%), seguita da Ford (155.646 unità, +4,1%), Renault (155.303 unità, +7,5%), Opel (145.332 unità, +2%) e Peugeot (141.048 unità, +3%).
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Nissan Juke Premium, musica per le orecchie
Musica per le orecchie… Nissan lancia una nuova versione della piccola SUV della famiglia, la Juke Premium. Basata sull’allestimento Tekna, ne saranno prodotte solo 1.500 unità, destinate a tutti i mercati europei, e il focus di questa limited edition sarà tutto sul sistema audio, per una percezione acustica superiore. In Italia sarà disponibile a partire da aprile.L’impianto stereo della nuova Nissan Juke Premium conterà su nuovi altoparlanti prodotti dall’azienda francese Focal che, grazie ad una particolare tecnologia di elaborazione del segnale, offrono un’acustica più chiara e profonda.Le casse anteriori e posteriori offrono una potenza fino a 120 watt ai quali vanno aggiunti i 100 watt massimi dei tweeters.Tra gli altri accessori offerti di serie con la Juke Premium ci sono anche la vernice metallizzata nella tonalità Metallic Black e i pacchetti di personalizzazioni esterne e interne nella tonalità nero Tokyo. E non mancano neanche i pedali sportivi, i tappetini personalizzati e i sedili in pelle.Sul fronte sicurezza la Juke Premium include la telecamera con visione panoramica a 360° (Around View Monitor) e le tecnologie di sicurezza del Nissan Safety Shield tra cui l’allerta cambio di corsia involontario, il sistema di allerta oggetti in movimento e il sistema di copertura degli angoli ciechi.Per questa versione speciale della Nissan Juke si potrà optare per un’unica meccanica: il 1.5 turbodiesel da 110 CV con cambio manuale a sei marce.
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Lamborghini: ottima annata il 2016
“Lamborghini ha segnato un altro anno record e superato le nostre migliori previsioni. L’Azienda è in una fase di espansione straordinaria, grazie al prossimo ampliamento del portafoglio prodotti, del sito produttivo e la creazione di nuovi posti di lavoro. Tutto questo è frutto del lavoro impareggiabile del nostro team, a cui si deve il successo di oggi”.Così Stefano Domenicali, Chairman e AD di Lamborghini, ha commentato i risultati più che positivi che la Casa di Sant’Agata Bolognese ha fatto registrare nello scorso 2016, in cui ha venduto 3.457 unità in tutto il mondo (contro le 3.245 dell’anno precedente).Per la prima volta il Toro ha superato i 900 milioni di euro di fatturato, passando da 872 a 906 milioni di Euro. L’equivalente a una crescita del +4%, con le vendite mondiali in positivo stabilite a più 7 punti percentuali. La crescita di Lamborghini include anche un aumento dell’organico dell’azienda che passa da 1.298 a 1.415 dipendenti nel 2016.Il trend positivo della firma emiliana si è fatto sentire in tutte le principali aree (EMEA, America e Asia Pacific), con gli USA in testa (1.250 unità vendute). Protagonista naturalmente è stata l’ultima arrivata della famiglia, la baby Lambo Huracan, che nelle due versioni coupé e spyder è stata consegnata a 2.353 clienti.Ma cresce anche la ormai veterana Aventador. Lo scorso anno infatti al fascino della dodici cilindri non hanno resistito 1.104 automobilisti di nicchia (1.003 unità nel 2015). E poi il 2016 verrà ricordato anche come l’anno dell’anniversario della nascita di Ferruccio Lamborghini e dei 50 anni della Miura, occasioni per le quali sono state create la limited edition Centenario Coupé e la Aventador Miura Homage.Svelate a fine 2016, e probabilmente spingeranno le vendite Lamborghini nel 2017 verso orizzonti ottimistici, si apprestano a sbarcare sul mercato anche la nuova Huracan RWD Spyder e la Aventador S. Ultima arrivata al Salone di Ginevra 2017 è infine la nuovissima Huracan Performante.Ma la piega che prenderà Sant’Agata la si vedrà a partire dal 2018 quando si volterà completamente pagina nella storia del marchio con l’arrivo della prima SUV, la Urus. La super sport utility arriverà come terza proposta nella gamma Lamborghini e punterà niente meno che a raddoppiare i volumi di vendite del marchio (per arrivare fino a 7.000 unità annuali).
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L’auto del futuro secondo Bosch: l’intervista all’AD, Gabriele Allievi
In futuro l’auto sarà sempre più connessa e più sicura. Sarà capace, quando lo vorremo, di guidare da sola portandoci a destinazione e consentendoci di ottimizzare il tempo trascorso nell’abitacolo.Non solo diventerà il nostro secondo ufficio, ma sarà anche il luogo in cui riusciremo a fare acquisti, a guardare film e persino a controllare se nel nostro frigorifero c’è tutto il necessario.A darci un’idea più chiara e limpida di quello che ci aspetta da qui ai prossimi anni ci ha pensato Bosch, che in occasione del Salone di Ginevra 2017 ha mostrato la nuova concept car (già svelata al CES 2017), dotata di tutte le tecnologie più moderne destinate presto ad essere integrate nelle “auto del futuro”.Ci ha spiegato tutto nel dettaglio Gabriele Allievi, AD di Bosch Italia.“Collegheremo le auto agli elettrodomestici”“Questo prototipo rappresenta il concetto del terzo spazio abitativo: casa, lavoro e auto, tutto collegato. Noi riusciremo ad organizzarci la vita direttamente dall’auto, che sarà capace di interfacciarsi anche con i nostri elettrodomestici Bosch (che entro il 2020 saranno tutti collegati in rete). Si potrà decidere cosa comprare, cosa cucinare, consultare ricette e attivare allarmi, impianti di riscaldamento e non solo. La app Smart Home di Bosch consente, ad esempio, ai guidatori di muovere le tende di casa, dare un’occhiata a cosa sta succedendo intorno o controllare se c’è abbastanza cibo in frigo. Semplicemente toccando un tasto, la app può inoltre trasmettere la lista della spesa al servizio di consegna a casa. Perché abbiamo pensato anche a un metodo di pagamento integrato che comprende PayPal”. “Abbiamo un know how che non si limita all’automotive””Con questo prototipo dimostriamo tutto ciò che possiamo fare, diamo un po’ l’idea di quelle che sono le tecnologie disponibili al momento. Chi si rivolgerà a Bosch avrà la possibilità di sfruttare il nostro know how acquisito non solo in campo automotive, che consentirà alle auto di interfacciarsi, come anticipato, con molti elementi della nostra casa. In questo modo possiamo migliorare la qualità del tempo trascorso in auto, perché ci si potrà occupare di faccende che altrimenti richiederebbero altro tempo”. “Sicurezza e tecnologie innovative””Il nostro concept è inoltre dotato di sistemi come il riconoscimento del volto, che permetterà un adattamento istantaneo della vettura (dalla posizione del sedile alle preferenze musicali) non appena il guidatore sarà riconosciuto. Così come il sistema di infotainment sarà in grado di riconoscere i gesti della mano e cambierà opzioni in funzione di piccoli movimenti. Abbiamo uno schermo touchscreen capace di garantire un feedback tattile che si rivela prezioso durante la guida: ci si accorgerà insomma delle opzioni attivate semplicemente toccando lo schermo, senza necessariamente distogliere lo sguardo dalla strada (quando si guiderà ovviamente). Oltre al riconoscimento riconoscimento di pedoni e ciclisti abbiamo sperimentato nuovi specchietti retrovisori costituiti da telecamere, che ci racconteranno ciò che avviene attorno all’auto contestualizzando la situazione: per esempio, se un’auto si trova in autostrada, la visualizzazione si concentra principalmente dietro all’auto; al contrario, nella guida in città avremo una visualizzazione più ampia che aiuta a migliorare la sicurezza”.Queste tecnologie arriveranno anche su due ruote?“Compatibilmente con l’aspetto della sicurezza, perché non puoi fare tante cose mentre guidi una moto, si faranno passi avanti importanti anche su due ruote. Il display Cluster montato sulle nuove KTM 1290 Adventure ne è un primo esempio. Ma in futuro noi immaginiamo tutto online, dove per tutto si intende tutto ciò che si muove e non solo. Tutti i veicoli saranno connessi tra loro e sapranno della presenza di altri veicoli prima ancora che questi saranno vicini”.“Il futuro sarà così…””Zero incidenti, zero emissioni e zero stress. Auto connessa, guida autonoma che limita il fattore umano (che rappresenta il 90% degli incidenti) e elettrificazione che abbatte le emissioni. E una mobilità che diventa molto più diversificata di oggi. Questa è la direzione”, ha detto in conclusione Gabriele Allievi.”Quanto queste auto andranno in giro da sole, ci sarà inoltre anche una diversa gestione del traffico e del possesso: molte auto non apparterranno più a nessuno. Insomma, ci sarà un’evoluzione complessa e sofisticata, che già stiamo vivendo in maniera forse più marcata in altri ambiti”.
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