Seat Arona e Audi Q2: stile a confronto






















Ormai dove ti giri vedi B-SUV. Dopo l’esplosione del segmento delle sport utility compatte ora la “crossoverizzazione” tocca alle sorelle minori del segmento B. E spuntano come funghi. L’ultima ad essere stata svelata in ordine cronologico è la Seat Arona, sorella minore della Ateca. Na non tutti forse sanno che è anche cugina stretta dell’Audi Q2. Con quest’ultima infatti condivide la piattaforma modulare del gruppo Volkswagen MQB.
Dimensioni a confronto
Le dimensioni variano, la Arona misura infatti 4,14cm in lunghezza, 173 cm in larghezza e 154 cm in altezza, mentre i rispettivi dati relativi alla Q2 sono: 419cm X 179cm X 151 cm. La spagnola ha un passo di 256 cm mentre la tedesca ha più spazio anche a bordo con una distanza tra gli assi di 260 cm. In quanto a portabagagli la B-SUV di Ingolstadt offre uno spazio di carico di 355 litri estendibile fino a 460 litri facendo scorrere in avanti la seconda fila di sedili. La Arona ha invece un bagagliaio da 400 litri.
Motorizzazioni
Sotto il cofano dell’Audi Q2 possono trovar posto due motorizzazioni a benzina TFSI, il 1.0 da 116 CV e il 1.4 da 150 CV, e tre turbodiesel, il TDI 1.6 da 116 CV e il 2.0 da 150 e 190 CV.
La Seat Arona propone invece tre motorizzazioni a benzina, il 1.0 TSI da 95 o 116 CV e il 1.5 TSI da 150 CV riservato alla versione sportiva FR. Due le opzioni diesel, entrambe rappresentare dal 1.6 TDI: da 95CVo da 115 CV.
Audi Q2
La più piccola SUV dei quattro anelli
Seat Arona: ecco la mini Ateca
Sportiva e razionale al tempo stesso: il brand spagnolo fa il suo esordio in un segmento in fortissima espansione…
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Honda, la gamma 125 per patente B: easy test










































































Quanto è prezioso lo scooter per gli spostamenti in città? Chiedetelo a chi ce l’ha e lo usa tutti i giorni. Vi risponderà, comprensibilmente, che non potrebbe mai farne a meno e le ragioni sono note a tutti. Honda ha pensato proprio a loro, a quelli che affrontano la giungla urbana continuamente e cercano mezzi comodi, facili e affidabili, proponendo la nuova gamma “patente B” Euro 4 2017. È caratterizzata da scooter diversi tra loro, tutti costruiti ad Atessa, accomunati dalla stessa destinazione d’uso e dalla stessa praticità: si spazia dai più nuovi Honda Vision 110 e Forza 125 my 2017 fino ai modelli SH125 Mode, PCX 125 e CB125F (unica moto del gruppo).
Honda Vision 110 2017
Una delle novità più importanti della gamma “patente B” – mezzi guidabili con la semplice patente per auto, per intenderci – è senz’altro il nuovo Vision 110. È uno scooter compatto e leggero (102 kg con il pieno), facile ed estremamente agile. È stato aggiornato sia fuori, con linee ancora più moderne, che dentro. È ora dotato del nuovo motore eSP da 108 cc raffreddato ad aria, 2 valvole, con Start&Stop e omologazione Euro 4, da 8,85 CV e 9 Nm. Ma il dato più interessante è sicuramente un altro e riguarda i consumi: il Vision 110 è in grado di percorrere 52 km con un solo litro di benzina a una velocità costante di 60 km/h (nell’uso “standard”, dunque, dovrebbe comunque assicurare una percorrenza di gran lunga superiore ai 40 km/l). Il nuovo Vision 110 è caratterizzato anche da una nuova forcella con steli da 35 mm, da una sella più bassa, da posizione di guida più confortevole e da una sagoma più stretta. Ha un impianto frenante combinato disco-tamburo, con ruote da 16’’ e 14’’. Il sottosella è in grado di ospitare un casco integrale, mentre l’’autonomia è di oltre 250 km. È disponibile nelle concessionarie in tre tinte – Matt Carbonium Gray Metallic, Pearl Cool White e Pearl Splendor Red – al prezzo di 2.290 euro.


Honda Forza 125 2017
Si aggiorna per il 2017 anche il Forza 125, forte di un gran successo soprattutto in Francia. Possiamo definirlo l’unico maxi-scooter per patente B, perché ha l’aspetto e le dimensioni da “grande” con un motore 125 cc. Tra le novità introdotte più importanti ci sono la Smart Key, gli specchi retrovisori riposizionati, un nuovo setting degli ammortizzatori posteriori, la trasmissione finale accorciata e i pneumatici Michelin City Grip. Il motore eSP a 4 valvole da 15 CV guadagna l’omologazione Euro 4 e garantisce consumi pari a 43,5 km/l. Completano il quadro l’impianto frenante con ABS, la nuova strumentazione LCD, i gruppi ottici a LED, il parabrezza regolabile e la presa da 12V nel vano anteriore. I suoi punti di forza sono la comodità, il comfort e la capacità di carico (sotto la sella ci vanno due caschi integrali). L’unico limite è rappresentato dal fatto peso e ingombro non lo rendono uno scooter particolarmente scattante; se cercate più spunto potete optare per il 300cc. Il nuovo Forza 125 è disponibile in tre colorazioni – Matt Cynos Grey Metallic / Black, Black / Mat Ruthenium Silver Metallic e Lucent Silver Metallic / Mat Pearl Pacific Blue. al prezzo di 4.840 euro.


Honda SH125 Mode, PCX 125 e CB125F
Completano la gamma Honda “patente B” il nuovo SH 125 Mode, il PCX 125 e la CB125F. L’SH 125 Mode ha ora il motore eSP con Start&Stop da 11,4 CV omologato Euro 4. Garantisce consumi pari a 50 km/l e pesa con il pieno di benzina solo 116 kg. È facile e leggero. Viene proposto in due nuove tinte – Mat Techno Silver Metallic e Candy Noble Red – al prezzo di 2.775 euro, con parabrezza e paramani compresi nel prezzo. Il PCX 125 conferma le sue doti di maneggevolezza e praticità, con un vano sottosella capiente, una posizione di guida perfetta, un ampio raggio di sterzata, una presa da 12V, le luci a LED e il nuovo motore eSP da 11,7 CV omologato già Euro 4 dal 2016. È in vendita in cinque tinte al prezzo di 2.790 euro. L’ultima della famiglia è l’unica moto della gamma “patente B”: si chiama CB125F, è agilissima, facile e divertente. Monta il motore monocilindrico 4T, 125cc 2 valvole raffreddato ad aria da 10,6 CV e 10,2 Nm. È dotata di ruote da 18 pollici, pesa 128 kg con il pieno e consumando soli 51,3 l/100km garantisce un’autonomia record di 600 km. Costa 2.690 euro.


Insomma, c’è n’è per tutti i gusti, per tutte le taglie e per tutte le tasche. Sono tutte soluzioni pensate per la città, hanno solo un modo diverso di interpretare la mobilità urbana.
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Honor 9, è tutto oro quel che luccica: un top di gamma di tutto rispetto a 449 euro


In un mondo di economie di scala e di grandi gruppi automotive, non ci dovrebbe venire difficile capire il rapporto che lega i due marchi di cellulari cinesi Honor – che oggi ha lanciato il suo nuovo telefonino top di gamma, lo Honor 9 – e Huawei.
Per chiarirci, è un po’ come parlare del rapporto che lega Volkswagen (Huawei) a Seat e Skoda (Honor): da un lato abbiamo un marchio di alta gamma, main-stream e (diciamocelo) costoso, dall’altro marchi che puntano a un pubblico giovane e dinamico, curati ma popolari, che regalano un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Stessa qualità, stessa componentistica, stesse prestazioni. Ma prezzo e spirito diverso.
Ecco, Honor è esattamente questo: il brand satellite/fratello/gemello di Huawei, dedicato a un pubblico giovane o “giovane di spirito”, che utilizza canali di vendita sperimentali (come la vendita online) e riesce in questo modo a mantenere prezzi molto concorrenziali.
La premessa era doverosa, per far capire che Honor NON è il “marchio economico” di Huawei. E, soprattutto, che lo Honor 9 non è un cellulare scadente o che porta a rinunce. L’Honor 9 è un top di gamma a tutti gli effetti, veloce, responsivo, con un ottimo hardware (praticamente identico a quello del P10 di Huawei) e un ottimo comparto fotografico.
Solo che costa 449 euro.


Honor 9: il design
All’esterno, la caratteristica che salta più all’occhio del nuovo Honor 9 è il rivestimento: sul retro troviamo infatti una scocca in vetro riflettente con effetto a specchio che crea effetti di luce molto particolari.
Da questo punto di vista le foto non rendono, e l’Honor 9 è un cellulare che va visto dal vivo: il risultato visivo infatti è molto più equilibrato di quanto non possa risultare in foto, con uno smartphone dal carattere definito ma che non risulta cafone (il rischio in questi casi è sempre l’effetto “people from Ibiza”).
Da vedere dal vivo anche la nuova colorazione Glacier Grey, che non è un normale grigio: combinato con i materiali riflettenti crea un effetto cangiante molto piacevole, con sfumature di grigio che passano al petrolio. Per i tradizionalisti sono presenti anche le colorazioni in nero e “blue sapphire”, lo stesso che abbiamo visto nell’Honor 8 e Honor 8 Pro.
Per il resto, l’Honor 9 ha un design molto pulito, quasi sexy grazie alla forma arrotondata dei bordi e al “vetro 3D”.
Merito anche della migliore integrazione del doppio obiettivo fotografico (privo di “balzi” e gradini fastidiosi) e del sensore di impronte – ormai un must su questo tipo di cellulari – spostato davanti (molti, moltissimi apprezzeranno questa modifica al design degli Honor).
Il resto è come da tradizione: pulsante di accensione/spegnimento/blocco schermo e pulsanti del volume sulla destra, slitta della doppia SIM a sinistra, ingresso audio e USB-C in basso.
Bello da vedere e comodo da tenere in mano, grazie a uno schermo di 5,15”.


Honor 9: l’hardware
A proposito di schermo, veniamo alla dotazione hardware.
Come abbiamo detto, l’Honor 9 non ha niente da invidiare agli altri cellulari di fascia alta: lo schermo ha una risoluzione di 1920×1080 pixel FHD, con una densità di 428 PPI. Nessun fastidioso effetto puntinoso, da vecchio cassone in tubo catodico, quindi.
“Sotto il cofano” troviamo un processore Kirin 960, lo stesso che equipaggia l’Honor 8 Pro e lo Huawei P10: si tratta di un octa-core con 4 core da 2.4Ghz e 4 core da da 1.8Ghz. Si tratta di un modo noioso ma tecnicamente corretto per dire che l’Honor 9 è veloce anche con molte applicazioni aperte. Si tratta di un chip molto valido e già sperimentato in altri modelli, garantendo una buona stabilità e una (dichiarata) velocità crescente grazie a un algoritmo che impara le abitudini d’uso dell’utente.
A questi vanno aggiunti anche una dotazione di RAM da 4 o 6 GB, che si accompagnano a uno spazio disco di 64 o 128 GB, espandibili con MicroSD fino a 256 GB aggiuntive. In Italia, per il momento, dovremmo accontentarci della versione da 64GB con 4GB di RAM (una dotazione che posizione l’Honor 9 nelle posizioni alte del segmento).
Doppia SIM, wi-fi a doppia banda che arriva fino all’ultimo standard AC, Bluetooth 4.2: insomma, tutto il pacchetto delle ultime tecnologie. L’approccio da top di gamma è confermato anche dalla presenza della porta USB-C con ricarica rapida, che ormai sempre più case produttrici stanno adottando per i loro prodotti di punta (una dotazione che ti cambia la vita).
E poi c’è il comparto fotografico, ovviamente. Ma quello, in realtà, merita un paragrafo a parte.
Dimensioni |
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|---|---|
| Altezza | 147,3 millimetri |
| Larghezza | 70,9 millimetri |
| Spessore | 7,45 millimetri |
| Peso | 155 grammi |
Processore e RAM |
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|---|---|
| Processore | Kirin 960 |
| RAM | 4 GB |
| Spazio su disco | 64 GB |
| Possibilità d’espansione | Con MicroSD, fino a 256GB |
Schermo |
|
|---|---|
| Tipologia | LCD IPS |
| Risoluzione | Full HD (1920×1080 pixel) |
| Pixel per pollice | 428 PPI |
| Colori | 16 Milioni |
Honor 9: la fotocamera
È proprio nel settore fotografico che Honor beneficia maggiormente della parentela con l’acclamata Huawei, condividendo un’expertise e un know how di alto livello.
Nonostante manchi il logo Leica sul retro, l’Honor 9 eredita così algoritmi raffinati e affinamenti qualitativi che regalano fotografie dettagliate e colori fedeli all’originale (a parte un leggero eccesso di saturazione).
Il merito va alla doppia fotocamera posteriore, formata da due sensori:
- Un sensore monocromatico da 20 Mpx, per catturare maggiori dettagli anche in scarse condizioni di luminosità
- Un sensore RGB da 12Mpx, per garantire fedeltà di colori
La combinazione di questi due sensori regalano foto con una qualità massima di 5120×3840 pixel.
Da sottolineare anche la presenza di un zoom 2x ibrido che sfrutta il doppio sensore per mantenere inalterata la qualità dei dettagli anche “avvicinandosi” al soggetto fotografato.
Nel frontale troviamo invece un “classico” e affidabile obiettivo da 8Mpx, potenziato dal consueto (ed efficace, se ben settato) filtro bellezza e dall’effetto bokeh migliorato a livello software.
Il prodotto giusto, la persona giusta
Dareste mai una Lamborghini in mano a un pensionato con la gamba cionca?
Honor 9: chi dovrebbe comprarlo
Detto tutto quello che c’è da dire, veniamo alle conclusioni: l’Honor 9 è un ottimo acquisto. E lo è per tutti quelli che cercano un prodotto valido senza dover svuotare il portafogli.
Rispetto ad altri prodotti Honor, però, possiamo dire che questo cellulare è ideale soprattutto per un pubblico più adulto, dai gusti raffinati, che cura l’immagine. Valido, anche, per i professionisti in cerca di un telefono che sia un biglietto da visita.
Questione di apparenza, di sostanza e di storytelling: con l’Honor 9 l’e-brand cinese smette di essere “l’alternativa” e comincia a giocare fra i grandi. Se arriverà in pole-position o meno lo deciderà il pubblico.
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Peugeot 3008 DKR Maxi: obiettivo Dakar 2018


Credits: Cyril Despres performs during a test session with the Peugeot 3008DKR Maxi in Fontjoncouse, France on 15 June 2017


Credits: Carlos Sainz performs during a test session with the Peugeot 3008DKR Maxi in Fontjoncouse, France on 14 June 2017


Credits: Cyril Despres performs during a test session with the Peugeot 3008DKR Maxi in Fontjoncouse, France on 15 June 2017


Credits: Detail of the Peugeot 3008DKR Maxi at the PSA factory in Versailles, France on 6 June 2017


Credits: Cyril Despres performs during a test session with the Peugeot 3008DKR Maxi in Fontjoncouse, France on 15 June 2017


Credits: Carlos Sainz performs during a test session with the Peugeot 3008DKR Maxi in Fontjoncouse, France on 14 June 2017


Credits: Carlos Sainz performs during a test session with the Peugeot 3008DKR Maxi in Fontjoncouse, France on 14 June 2017
Si chiama Peugeot 3008 DKR Maxi la versione da corsa della SUV francese che proverà nella Dakar 2018 (in programma dal 6 al 20 gennaio) a regalare alla Casa del Leone la terza vittoria consecutiva nel rally raid più famoso del mondo.
Caratterizzata da una larghezza aumentata di 20 cm e da sospensioni riviste per migliorare la stabilità, la Peugeot 3008 DKR Maxi – variante “racing” dell’Auto dell’Anno 2017 – debutterà ufficialmente in gara con Sébastien Loeb al Silk Way Rally 2017, rally raid in programma in Russia, Kazakistan e Cina dal 7 al 22 luglio.
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Aston Martin DB11: arriva il V8 AMG




















Da quando è stato firmato l’accordo tra Aston Martin e Mercedes-Benz per la collaborazione e cessione di tecnologie, tutti stavano un po’ aspettando questo momento. E finalmente è arrivato. Aston Martin lancia ufficialmente un nuovo modello V8 nella sua gamma, si tratta della Aston martin DB11 con motore 4.0 V8 Twin-Turbo da 510 CV sviluppato da AMG e montato anche sulla Mercedes-AMG GT.
L’arrivo di questa nuova meccanica mette anche una data di scadenza sul vecchio V8 che ancora ritroviamo sulla Vantage. Tra l’altro la nuova Aston Martin DB11 è proprio il primo progetto con cui si è materializzata la partnership con Mercedes e lo abbiamo visto nell’integrazione di tecnologie come ad esempio il sistema di infotainment. Da parte sua Aston Martin si è occupata di creare il nuovo V12 da 5,2 litri di cilindrata che servirà da top di gamma. I tedeschi offrono invece, con questo V8, una proposta più modesta e abbordabile.
Il V8 di origine AMG ma ottimizzato per le Aston Martin
In questo modo la nuova Aston Martin DB11 V8 si presenta come un’opzione interessante che combina prestazioni, un prezzo più accessibile e un po’ più di efficienza. Fermo restando che rimane sempre una super car purosangue|: scatta da 0 a 100 km/h in 4 secondi e raggiunge i 300 km/h di velocità massima. Inoltre Aston Martin ci tiene a sottolineare che la risposta del V8 è stata affinata e adattata in maniera specifica ai suoi modelli. Per quanto riguarda i prezzi la nuova Aston Martin DB11 V8 in Germania costerà 184.000 euro, qualcosa in meno rispetto ai 208.900 euro che servono per avere la V12.
Aston Martin, arriva la DB11
Al Salone di Ginevra 2016 i riflettori sono puntati sulla nuova DB11
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Nissan a Goodwood 2017 con il BladeGlider e non solo


























Nissan è protagonista al Festival of Speed di Goodwood 2017 con il rivoluzionario prototipo 100% elettrico BladeGlider e due iconiche sportive di ultima generazione, la GT-R NISMO e la GT-R MY17.
Sportività a emissioni zero
Testato l’ultima volta sul circuito di Monaco, BladeGlider è simbolo di un design altamente innovativo e integra le più recenti tecnologie Nissan per le emissioni zero. L’avveniristica sportcar affronterà la cronoscalata di Goodwood nei primi tre giorni dell’evento, liberando tutta la potenza della sua trazione elettrica. Nella giornata conclusiva, BladeGlider sarà sul circuito di Goodwood per offrire a un selezionato gruppo di giornalisti automotive l’opportunità di partecipare al primo dei suoi test drive europei. Quando non è impegnata in gara, BladeGlider sarà in esposizione per il grande pubblico presso il paddock. BladeGlider incarna il futuro delle auto sportive ed è il simbolo della “Mobilità Intelligente” di Nissan, una filosofia che aspira a migliorare i sistemi di guida, l’alimentazione e l’integrazione delle auto nella società.
“Un concentrato di potenza adrenalinica”
Ponz Pandikuthira, Vicepresidente del Product Planning di Nissan Europe, ha dichiarato: “Il marchio Nissan è stato pioniere della mobilità elettrica e vuole trasmettere passione ed entusiasmo tramite le tecnologie a zero emissioni del futuro. BladeGlider centra in pieno questo obiettivo. BladeGlider è un concentrato di potenza adrenalinica, efficienza, divertimento e stile. Goodwood è un palcoscenico di prim’ordine dove, nel corso degli anni, hanno debuttato iconici modelli sportivi. Non c’era luogo migliore per presentare BladeGlider e la visione di Mobilità Intelligente di Nissan.”
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Aston Martin DB 11 Royal Regatta
















La Aston Martin DB11 Royal Regatta è una delle prime one-off della new entry inglese ed è opera della divisione speciale Q by Aston Martin che si dedica alle personalizzazioni della gamma d’Oltremanica.
È il risultato di una nuova partnership con la Henley Royal Regatta, una competizione annuale di imbarcazioni a remi che si disputa sul fiume Tamigi, in Inghilterra.
Segni di riconoscimento
Per iniziare questa DB11 speciale sfoggia un’inedita colorazione della carrozzeria “Diavolo Red” con tetto a contrasto in “Satin Scintilla Silver”. Include due pacchetti esteriori in fibra di carbonio composti da uno splitter, minigonne laterali, diffusore posteriore, prese d’aria sul cofano, specchi retrovisori anch’essi in carbonio e fari scuri.
All’interno dell’abitacolo troviamo tutta una serie di dettagli dedicati che rendono ancora più speciale questa one-off. Lo schema di colori utilizzato inverte il layout della carrozzeria, sarebbe a dire che la tappezzeria è in Metallic Black e si combina con dettagli in Chancellor Red. Il tutto condito da altri rivestimenti in Alcantara e dettagli cromati.
Sotto il cofano la divisione Q by Aston Martin non ha specificato alcun cambio, dovrebbe quindi conservare la meccanica V12 biturbo da 5,2 litri con 608 CV di potenza.
Aston Martin, arriva la DB11
Al Salone di Ginevra 2016 i riflettori sono puntati sulla nuova DB11
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Porsche 911 Turbo 2019, le foto spia






In Casa Porsche si lavora sulla nuova generazione della 911 Turbo, come dimostrano queste foto spia che ritraggono un prototipo della supersportiva tedesca alle prese con alcuni test di collaudo sul circuito del Nurburgring. Secondo le indiscrezioni la nuova generazione della 911 Turbo dovrebbe essere dotata di un nuovo telaio e nuove sospensioni.
La carreggiata dovrebbe crescere e potrebbero cambiare anche dimensioni complessive. Dal punto di vista estetico le novità maggiori sono attese nel posteriore e nel frontale. Il motore invece potrebbe superare i 600 CV di potenza. A quanto pare la nuova 911 Turbo è attesa per il debutto solo alla fine del 2018. Nei prossimi mesi, dunque, ne sapremo sicuramente di più. (Credits: carpix for carscoops)
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Jaguar XE SV Project 8: la più veloce di sempre
























È la Jaguar più potente mai creata, parliamo della XE SV Project 8. La stessa Casa inglese l’ha definita come la regina delle berline sportive lanciando una sfida ufficiale alle varie BMW M3, Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, Audi RS4 e Mercedes C 63 AMG.
La Jaguar stradale più veloce di sempre
Di fatto si tratta di una versione radicale della Jaguar XE, tutta rivista con una messa a punto più da gara che da turismo stradale. Il cuore pulsante di questa belva è il famoso V8 che, sovralimentato con un compressore, arriva a erogare 600 CV di potenza. Il sistema di scarico in titanio è dotato di valvole attive, mentre la trazione è integrale. Il risultato è una sportiva in grado di superare i 320 km/h di velocità massima e di scattare da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi (nessun’altra Jaguar stradale aveva mai avuto un’accelerazione equivalente).
Body-kit in carbonio, aerodinamica e sospensioni attive
Ma non solo, la Jaguar XE SV Project 8 rappresenta infatti anche un inedito lavoro di aerodinamica, fissa e attiva, e di alleggerimento. Il body kit che la rende quasi irriconoscibile rispetto alla XE standard è infatti completamente realizzato in fibra di carbonio (cofano compreso) e il sottoscocca è tutto carenato. Le sospensioni sono dotate di un dispositivo di regolazione variabile che, in marcia, abbassa la vettura fino a 15 mm. A tutto ciò vanno aggiunti i dischi freno in carboceramica che si intravedono attraverso i cerchi da 20 pollici.
C’è anche il Track-Pack
E se non bastasse, la Jaguar XE SV Project 8 avrà una doppia configurazione, a quattro posti o con un pacchetto sportivo opzionale (Track-Pack) con cinture di sicurezza sportive, rollbar e senza sedili posteriori. Il tutto per risparmiare altri 12,2 kg.
Jaguar XE SV Project 8
Con il V8 sovralimentato da 5.0 Litri e 600 CV sarà la più potente del suo segmento. Ne verranno prodotti solo 300 esemplari
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Skoda Citigo




























Skoda Citigo è la city car a cinque poste del marchio che fa della compattezza e della facilità di guida le sue doti principali. Si è aggiornata nel 2017 con un restyling che non ha stravolto le sue linee.
Dimensioni
È lunga 3,60 cm, larga 1,64 ed alta 1.48 cm. Ha un passo di 2.420 mm e offre un bagagliaio capace di garantire una capienza che va dai 251 ai 951 litri.
Allestimenti
La nuova Skoda Citigo è disponibile in quattro allestimenti: Active, Ambition, Style e Design Edition. La versione base è dotata di serie di climatizzatore manuale, vetri elettrici, sistema di ancoraggio ISOFIX e spia del controllo dei pneumatici. Mentre la Design Edition, top di gamma, è caratterizzata da un equipaggiamento di serie particolarmente completo, che comprende i cerchi in lega da 15”, il tetto e le calotte dei retrovisori in colore a contrasto, la radio Swing con USB, bluetooth, presa AUX e Apple connectivity, le luci diurne in tecnologia LED, il volante e i sedili e sportivi
Motori
Skoda Citigo conferma il benzina 1.0 MPI disponibile nelle potenze di 60 CV e 75 CV anche in abbinamento alla trasmissione robotizzata ASG e il 1.0 G-TEC a metano da 68 CV. Sia il 1.0 MPI 60 CV sia il 1.0 G-TEC 68 CV possono essere guidati dai neopatentati.
Prezzi
La nuova Skoda Citigo è disponibile nelle concessionarie a partire da agosto 2017 con prezzi che vanno dai 10.220 euro della 1.0 Active ai 14.480 della 1.0 Design Edition G-TEC
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