Retro racing games – Pole Position

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I più giovani non lo conosceranno (a dir la verità, nemmeno io ero ancora nato), ma la fama del gioco Pole Position lo precede. Si tratta di uno dei primi giochi di corse tridimensionali della storia, ed ha avuto un successo planetario. Fu pubblicato da Namco nel 1982 e distribuito da Atari, l’anno successivo divenne uno dei titoli più ambiti.


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SI PARTE IN POLE

Il gioco è semplice: bisogna affrontare un giro di qualifica sul circuito di Fuji Speedway e il tempo d’arrivo determina l’ordine della partenza in griglia, dopodiché comincia la gara vera a propria contro altri avversari. I comandi sono “quasi” da moderno simulatore: sterzo, acceleratore, freno, e addirittura due marce: oggi potrebbe far sorridere, ma nel 1982 erano un sacco di tasti!
Nel giro di qualifica bisogna stare sotto un tempo limite, pena il temuto “game over”. Stesso discorso vale in gara, dove non solo bisogna vincere, ma anche completare ogni giro entro un tempo limite massimo.
La difficoltà non risiede solo nella guida (la fluidità è un’altra cosa) ma anche negli ostacoli che troverete. Tutto ciò che vi rallenta è vostro acerrimo nemico: pozzanghere, cartelli, prato, e naturalmente altre vetture. La vera chicca – attenzione – è che si può controsterzare, un lusso davvero esagerato.

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DOVE TROVARLO

Di recente Pole Position è stato inserito in diverse compilation di videogames classici, tra cui Microsoft Return of Arcade e Namco Museum, titoli disponibili per diverse piattaforme.
Esistono anche dei sequel di Pole Position, nel caso vi “ammaliate” : Pole Position II venne prodotto già nel 1983 (visto il successo del primo titolo) e vanta una grafica migliorata, diversi circuiti e una nuova colonna sonora.
Nel 1987, infine, esce Final Lap, sempre prodotto da Namco, sequel spirituale di Pole Position.

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La Honda Civic Type-R diventa pick-up

Honda Civic Type R Pickup Truck ConceptHonda Civic Type R Pickup Truck Concept

Honda Civic Type R Pickup Truck Concept tre quarti posterioreHonda Civic Type R Pickup Truck Concept tre quarti posteriore

Honda Civic Type R Pickup Truck Concept profiloHonda Civic Type R Pickup Truck Concept profilo

Honda Civic Type R Pickup Truck Concept dettaglio posteriore 2Honda Civic Type R Pickup Truck Concept dettaglio posteriore 2

Honda Civic Type R Pickup Truck Concept dettaglio posterioreHonda Civic Type R Pickup Truck Concept dettaglio posteriore

 

La Honda Civic Type-R Pickup Truck Concept – variante pick-up della compatta sportiva giapponese – non è un pesce d’aprile in ritardo ma un prototipo marciante realizzato da Synchro Motorsport, team formato da dipendenti dello stabilimento di Swindon della Casa nipponica.

Presentata agli SMMT Days 2018 – evento dedicato alla stampa automotive britannica – monta, come il modello da cui deriva, un motore 2.0 sovralimentato da 320 CV e 400 Nm di coppia e promette di offrire prestazioni vicine a quelle della versione di serie (272 km/h di velocità massima e 5,8 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari).

Il mondo Honda

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Ford Focus a Company Car Drive 2018

Ford Focus faro anterioreFord Focus faro anteriore

Ford FocusFord Focus

 

Ford ha approfittato di Company Car Drive 2018 a Monza – settima edizione del più importante evento d’Italia dedicato alle auto aziendali – per svelare in anteprima nazionale la nuova Focus.

La quarta generazione della compatta statunitense – disponibile in due varianti di carrozzeria (cinque porte e station wagon) – punta a conquistare il mondo delle flotte. Molte le armi a sua disposizione: una gamma motori completa, prezzi accessibili e tante tecnologie di assistenza alla guida.

Ford Focus: i motori

La gamma motori della nuova Ford Focus è composta da cinque unità: due 1.0 turbo tre cilindri EcoBoost a benzina da 101 e 125 CV e tre turbodiesel EcoBlue (1.5 da 95 e 120 CV e 2.0 da 150 CV).

Ford Focus: gli ADAS

La gamma di tecnologie di assistenza alla guida presenti sulla quarta generazione della Ford Focus comprende: ACC (Adaptive Cruise Control, ora disponibile con Stop&Go, Speed Sign Recognition e Lane-Centring), Adaptive Front Lightning System con Predictive Curve Light e Sign-based Light (in grado di pre-regolare l’illuminazione dei fari per la massima visibilità, prima di raggiungere una curva, un incrocio o una rotonda, leggendo, per la prima volta, le infomazioni della segnaletica stradale), Active Park Assist Upgrade (agevola ulteriormente il parcheggio, consentendo manovre completamente automatizzate, sia in parallelo sia in perpendicolare, con la semplice pressione di un pulsante), HUD (Head-Up display) e Evasive Steering Assist (sistema offerto per la prima volta nel segmento C che aiuta i guidatori a evitare le collisioni derivanti da eventuali veicoli che procedono a rilento o inaspettatamente fermi, presenti sulla strada).

Ford Focus: i prezzi

Motori benzina

  • Ford Focus 1.0 EcoBoost 100 CV 20.000 euro
  • Ford Focus 1.0 EcoBoost 100 CV Plus 21.000 euro
  • Ford Focus 1.0 EcoBoost 100 CV Business 22.250 euro
  • Ford Focus 1.0 EcoBoost 125 CV Titanium 24.750 euro
  • Ford Focus 1.0 EcoBoost 125 CV ST Line 24.750 euro
  • Ford Focus 1.0 EcoBoost 125 CV aut. Business 25.250 euro
  • Ford Focus 1.0 EcoBoost 125 CV aut. Titanium 26.750 euro
  • Ford Focus 1.0 EcoBoost 125 CV aut. ST Line 26.750 euro
  • Ford Focus 1.0 EcoBoost 125 CV Vignale 28.250 euro
  • Ford Focus 1.0 EcoBoost 125 CV aut. Vignale 30.250 euro

Motori diesel

  • Ford Focus 1.5 EcoBlue 95 CV 22.000 euro
  • Ford Focus 1.5 EcoBlue 95 CV Plus 23.000 euro
  • Ford Focus 1.5 EcoBlue 120 CV Business 25.250 euro
  • Ford Focus 1.5 EcoBlue 120 CV Titanium 26.750 euro
  • Ford Focus 1.5 EcoBlue 120 CV ST Line 26.750 euro
  • Ford Focus 1.5 EcoBlue 120 CV aut. Business 27.250 euro
  • Ford Focus 1.5 EcoBlue 120 CV aut. Titanium 28.750 euro
  • Ford Focus 1.5 EcoBlue 120 CV aut. ST Line 28.750 euro
  • Ford Focus 2.0 EcoBlue ST Line 28.750 euro
  • Ford Focus 2.0 EcoBlue aut. ST Line 30.750 euro
  • Ford Focus 2.0 EcoBlue Vignale 32.250 euro
  • Ford Focus 2.0 EcoBlue aut. Vignale 34.250 euro

Ford Focus SW: i prezzi

Motori benzina

  • Ford Focus SW 1.0 EcoBoost 100 CV 21.000 euro
  • Ford Focus SW 1.0 EcoBoost 100 CV Plus 22.000 euro
  • Ford Focus SW 1.0 EcoBoost 100 CV Business 23.250 euro
  • Ford Focus SW 1.0 EcoBoost 125 CV Titanium 25.750 euro
  • Ford Focus SW 1.0 EcoBoost 125 CV ST Line 25.750 euro
  • Ford Focus SW 1.0 EcoBoost 125 CV aut. Business 26.250 euro
  • Ford Focus SW 1.0 EcoBoost 125 CV aut. Titanium 27.750 euro
  • Ford Focus SW 1.0 EcoBoost 125 CV aut. ST Line 27.750 euro
  • Ford Focus SW 1.0 EcoBoost 125 CV Vignale 29.250 euro
  • Ford Focus SW 1.0 EcoBoost 125 CV aut. Vignale 31.250 euro

Motori diesel

  • Ford Focus SW 1.5 EcoBlue 95 CV 23.000 euro
  • Ford Focus SW 1.5 EcoBlue 95 CV Plus 24.000 euro
  • Ford Focus SW 1.5 EcoBlue 120 CV Business 26.250 euro
  • Ford Focus SW 1.5 EcoBlue 120 CV Titanium 27.750 euro
  • Ford Focus SW 1.5 EcoBlue 120 CV ST Line 27.750 euro
  • Ford Focus SW 1.5 EcoBlue 120 CV aut. Business 28.250 euro
  • Ford Focus SW 1.5 EcoBlue 120 CV aut. Titanium 29.750 euro
  • Ford Focus SW 1.5 EcoBlue 120 CV aut. ST Line 29.750 euro
  • Ford Focus SW 1.5 EcoBlue 120 CV Vignale 31.250 euro
  • Ford Focus SW 1.5 EcoBlue 120 CV aut. Vignale 33.250 euro
  • Ford Focus SW 2.0 EcoBlue ST Line 29.750 euro
  • Ford Focus SW 2.0 EcoBlue aut. ST Line 31.750 euro
  • Ford Focus SW 2.0 EcoBlue Vignale 33.250 euro
  • Ford Focus SW 2.0 EcoBlue aut. Vignale 35.250 euro

Il mondo Ford

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Renault partner di “Solo: A Star Wars Story”

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Renault Mégane: con gli allestimenti Duel e Duel 2 la gamma si semplifica

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Dopo le novità introdotte nella gamma Captur, Renault aggiorna, semplificandolo, anche il listino della Mégane. Il nuovo core business per la compatta francese sarà d’ora in poi rappresentato dai nuovi allestimenti Duel e Duel 2, ai quali si affiancherà la Intens, con un equipaggiamento arricchito. Le proposte meccaniche rimarranno invariate e il listino partirà da 19.950 euro per la Duel TCe da 100 CV.

Duel, la nuova entry level

L’allestimento d’accesso di gamma sarà rappresentato dalla Duel, con la dotazione di serie che comprende la firma luminosa per i gruppi ottici posteriori,  il touch screen da 7 pollici, la connettività Apple CarPlay e Android Auto, oltre al climatizzatore automatico bizona.

Duel 2

Più in alto in listino ci sarà la Duel 2 che aggiungerà all’equipaggiamento della entry level navigatore, l’Easy Access System II, il sistema Multi-Sense, i cerchi di lega da 17’’ e il touch da 8,7’’.

Intens

La top di gamma Intens, infine, avrà anche i cerchi in lega da 17’ pollici diamantati, i fari full Led, i vetri posteriori oscurati, il sistema parking camera, il freno di stazionamento elettronico e il cruise control adattivo.

Primo contatto

Nuova Renault Megane, le prime impressioni di guida

Ben rifinita, tecnologica e piacevole da guidare. Brillante ed efficiente la dCi 130, potente e divertente la TCe 205 GT dotata anche di 4Control

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Porsche 718 GTS Cayman e 718 GTS Boxster

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COMFORT
Discreto: gli ammortizzatori hanno una taratura rigida, ma copiano la strada egregiamente, senza spezzare la schiena. Anche l’insonorizzazione è buona.
PIACERE DI GUIDA
La 718 GTS è semplicemente una delle migliori auto sportive in commercio, di qualsiasi fascia di prezzo e potenza. Facile, veloce quanto basta, coinvolgente e bilanciata. Difficile criticarla.
PREZZO E COSTI
Il prezzo di partenza di 81.945 euro è salato (12.000 euro in più rispetto alla versione S). Buoni i consumi: la Casa dichiara una media di 8,2 l/100 km nel ciclo combinato.

Negli ultimi anni la Casa di Stoccarda ci ha regalato moltissime vetture memorabili marchiate GTS. Tre letterine molto importanti, che si fanno carico dell’arduo compito di rendere ottime auto ancora più brillanti. Come si può migliorare un’auto già ottima, dunque? Semplice, con upgrade di potenza, tenuta, prestazioni e, in una parola: sportività. Questa volta tocca alle piccole sorelle a motore centrale di Casa Porsche, la 718 Cayman e 718 Boxster, che si differenziano solo per la presenza (o la mancanza) del tetto in tela. È la GTS la versione migliore della 718? Scopriamolo.

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LA NUOVA 718 GTS

La Porsche 718 la conosciamo bene: la piccola sportiva a motore centrale ha ormai abbandonato il motore sei cilindri aspirato in favore di un quattro cilindri (sempre boxer) turbo. Un propulsore che tutt’oggi fa storcere il naso ad alcuni porschisti (e puristi), ma, a ben vedere, questo motore ha più pregi che difetti. La 718 GTS si basa sulla più potente versione 718 S, ma ora la pressione del turbo soffia a 1,3 bar (invece che a 1,1), abbastanza per far crescere la potenza di 15 CV e la coppia di 10 Nm. La GTS quindi mette sul piatto 365 CV a 6.500 giri e 420 Nm costanti tra i 1.900 e i 5.000 giri. Ci sono anche uno scarico più libero, un assetto ribassato di 10 mm con sospensioni adattive PASM (di serie) o, in alternativa, un assetto optional che “scende” di altri 10 mm con le sospensioni PASM sportive. Troviamo poi i cerchi da 20” (montati sempre su gomme 235 anteriori e 265 posteriori) e nuovi paraurti più aggressivi. L’abitacolo, invece, sfoggia Alcantara a profusione e pannelli in fibra di carbonio; ma si sa, la personalizzazione, volendo, è quasi infinita.
Veniamo alle prestazioni. Tutte queste modifiche consentono alla Porsche 718 GTS di scattare da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi e di toccare i 290 km/h di velocità massima. Numeri impressionanti, se si pensa che si tratta della “piccola” di casa Porsche.

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“Porsche ha fatto i salti mortali per rendere questi propulsori turbo simili a dei motori aspirati, e il risultato è magnifico”

UN PLUS DI TUTTO

Duecento metri: ecco quanto ci vuole per sentirsi in intimità con la Porsche 718 GTS. Questo è il primo degli assi che la sportiva a motore centrale Porsche gioca, ed è anche uno grosso.
Al contrario della 911, che richiede più tempo prima poterla prendere per i capelli, la 718 è subito pronta a giocare. La GTS, ancor di più, offre un senso di connessione e di immediatezza incredibili. Dallo sterzo e dai fianchi arrivano tante informazioni, fin da subito, e pure sull’asfalto vecchio e sgranato della Sardegna e con qualche goccia di pioggia sembra più facile da guidare di una qualsiasi citycar.
Ma è solo quando arrivano le (meravigliose) curve delle montagne sarde che la Porsche 718 GTS mostra tutte le sue vere doti. L’auto comincia a danzare in punta di piedi: piatta, neutra, bilanciata alla perfezione. La trazione è infinita e il muso segue con precisione ogni vostro movimento dei polsi.
È un po’ più rigida della 718 S, ma lontana da saltare sulle buche e da spaccarvi la schiena, anche con gli ammortizzatori adattivi PASM nel settaggio più rigido. Metterla a disagio sembra quasi impossibile, e, quello che conta di più, nemmeno lei metterà mai a disagio voi. C’è tanto grip meccanico, sia nei curvoni in percorrenza, sia nelle curve più strette, dove si percepisce esattamente dove sono raccolte le masse. Il volante ricoperto in Alcantara cela uno sterzo preciso e connesso, ma non inutilmente iper-sensibile. Tutto è come deve essere.

E poi c’è il motore. Porsche ha fatto i salti mortali per rendere questi propulsori turbo simili a dei motori aspirati, e il risultato è magnifico. Scordatevi la botta di coppia ai bassi e la mancanza di fiato agli alti: questo 4 cilindri ha una progressione entusiasmante e dà il meglio di sé agli alti regimi, anche se gli “alti” sono più bassi del solito, e a 6.800 giri finisce il gioco. Simula così bene la progressione di un motore aspirato che più di una volta mi sono trovato in seconda marcia in uscita da un tornante con poco spunto per innescare una derapata, e con 365 CV questo non dovrebbe succedere. Ma il lato positivo è che quando si vuole guidare puliti, si può contare su una trazione sorprendente. Le Pirelli P-Zero 265 posteriori attaccano a terra sempre e comunque, con la stessa efficacia di una 911, ma senza il problema di quel muso troppo leggero.
E la colonna sonora? Porsche ha investito energie anche per migliorare la gamma di suoni (e il volume) del 4 cilindri boxer, e il risultato è convincente. Si passa dalla picchiettare sordo (simile al rotore di un elicottero) ad un boato rauco vagamente…posso dirlo? Subaru. Ma quando ci si avvicina al limitatore caccia un urlo tutto sommato personale ed entusiasmante, accompagnato da soffi del turbo, scoppiettii in rilascio e veri e propri botti. No, non ha quell’urlo acuto del sei cilindri, ma credo che sia il quattro cilindri turbo dalle doti canore migliori sul mercato.

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“Porsche ha fatto i salti mortali per rendere questi propulsori turbo simili a dei motori aspirati, e il risultato è magnifico”

MANUALE O PDK, QUESTO È IL DILEMMA

Va detto: il cambio manuale a sei marce è un ottimo cambio. È secco, preciso, e soprattutto rende la guida ancora più coinvolgente, costringendovi a pensare – e agire – di più e a prendere il ritmo con la strada. Ma il PDK a sette marce è decisamente più rapido, efficace e comodo. Non è solo una questione di velocità, ma anche di rapportatura: con il manuale, su queste strada, ci si ritrova con una seconda troppo corta e una terza toppo lunga, mentre con il PDK si è sempre nelle marcia giusta e il motore lavora meglio. E poi c’è quella marcia in più di riposo che consente un comfort migliore in autostrada, dove il motore “gira” a poco più di 2.000 giri a 130 km/h, contro i 3.200 della versione manuale. Il PDK costa  3.337 euro in più, ma sono soldi ben spesi.

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CAYMAN O BOXSTER, IL DIVERTIMENTO NON CAMBIA

E infine c’è l’imbarazzo della scelta: 718 Boxster GTS o 718 Cayman GTS? Le auto sono perfettamente identiche, anche se il vento tra i capelli costa qualche chilo in più sull’ago della bilancia ala Porsche 718 Boxster GTS. Anche alla guida risulta leggermente più morbida (di telaio, non di sospensioni), ma la differenza è quasi impercettibile.
Il comfort acustico è migliore sulla 718 Cayman GTS, ma anche la Boxster, a capote chiusa, mantiene un livello di comfort più che soddisfacente. Il prezzo della Porsche 718 Cayman GTS, infine, parte da 81.945 euro, mentre per la 718 Boxster GTS parte da 84.019 euro. A questo si possono aggiungere svariati optional, tra cui i freni carboceramici (7.503 euro) – consigliati solo se siete dei frequentatori dei circuiti – il cambio PDK e personalizzazioni di ogni tipo.

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Porsche 718 GTSPorsche 718 GTS

CONCLUSIONI

Difficile trovarle dei difetti. La Porsche 718 GTS  – Cayaman o Boxster che sia – è senza dubbio la versione migliore, in tutto e per tutto. Non è più scomoda di una 718 S, ma è più agile, precisa, veloce, ma soprattutto entusiasmante. È una 718 che si è allenata per un anno per la maratona, con i muscoli tirati e il massimo del fiato, ma per questo fa pagare cara. Il prezzo parte da 81.945 euro: circa 12.000 euro in più rispetto alla versione 718 S, che offre comunque l’80% (se non di più) dello stesso piacere di guida. C’è anche da dire che la 718 GTS di serie ha già degli accessori che sulla 718 S vanno aggiunti, quindi la forbice si assottiglia. In conclusione, la Porsche 718 S ha già tutto quello che serve per brillare e anche di più, ma se cercate il massimo, sappiate che la 718 GTS non vi deluderà, e che quando la guiderete saprete dove sono andati a finire quei soldi in più.

Porsche 718 GTSPorsche 718 GTS

IDENTIKIT

DIMENSIONI

Lunghezza 439 cm
Altezza 129 cm
Larghezza 180 cm
Peso 1450 kg
Bagagliaio 275 litri

TECNICA

Motore quattro clindri boxer turbo
Cilindrata 2497 cc
Potenza 365 CV a 6500 giri
Coppia 420 Nm a 1.900 giri
Trasmissione sei marce manuale/7 marce automatico PDK

PRESTAZIONI

0-100 km/h 4,3 secondi
Velocità massima 290 km/h
Consumi 8,2 l/100 km
Prezzo da 81.945 euro

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Bugatti Chiron: prodotti 100 esemplari

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La produzione dell’esclusiva Bugatti Chiron raggiunge un nuovo traguardo. La supersportiva estrema francese, una delle auto più radicali attualmente in commercio, ha raggiunto i 100 esemplari prodotti.

Dallo stabilimento di Molsheim (Francia), in grado di produrre 70 esemplari all’anno, è uscita l’unità numero cento, destinata, neanche a dirlo, al Medio Oriente. Gran parte della produzione totale della nuova Bugatti Chiron (sono previste 500 unità) è stata già tutta venduta, segnando così un altro successo per la firma transalpina.

L’esemplare numero 100 della Bugatti Chiron sfoggia una carrozzeria bitono che combina la colorazione Dark Blue Carbon opaco con le rifiniture in Red Italian metallizzate. Il tutto abbinato a eleganti cerchi Mink Black.

Gli interni, le cui foto non sono state rilasciate, sono rivestiti con tappezzerie in pelle, con il rosso come tonalità predominante. Il prezzo di questa Chiron numero 100 raggiunge i 2,85 milioni di euro.

Sotto pelle, come tutte le altre Chiron, anche questa monta il mastodontico W16 da 8.0 litri Quad-Turbo con 1.500 CV e 1.600 Nm di coppia, abbinato a u cambio DSG a sette rapporti e a un sistema di trazione integrale. Grazie a questo cuore pulsante la Bugatti Chiron è in grado di raggiungere i 100 km/h in 2,5 secondi e di raggiungere i 420 km/h di velocità massima.

Foto

Bugatti Chiron

La supercar più potente, veloce e costosa al mondo

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Mahindra KUV100 arriva nelle concessionarie

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La nuova crossover compatta Mahindra KUV100 arriva in tutte le concessionarie italiane ed è già disponibile per test drive dedicati a tutti i potenziali acquirenti. Parliamo di una vettura che colpisce per il suo design grintoso, capace di abbinare l’appeal di un SUV alla praticità di una city-car, per muoversi agevolmente nel traffico e parcheggiare facilmente.

Lunga 3,70 metri, ha un motore da 82 CV e parte da 11.480 euro

Lungo 3,7 metri e dotato di 5 porte, ha un abitacolo spazioso con 5 posti reali. Il motore 3 cilindri a benzina mFalcon G80, 1.2 litri a iniezione multipoint MPFi con doppia fasatura variabile VVT, Euro 6, ha una potenza di 82CV a 5500 giri/minuto e una coppia massima di 115 Nm a 3500-3600 giri/minuto. La trazione è anteriore. La posizione di guida è alta e la pratica leva del cambio manuale di tipo joystick, è posizionata di fianco al volante. L’altezza da terra di 170 mm, permette di affrontare senza problemi gli ostacoli delle nostre città e le strade sconnesse.

È disponibile in due allestimenti: K6+ e K8, e la possibilità di scegliere la colorazione Dual Tone. I prezzi chiavi in mano sono i seguenti: 11.480 Euro per il KUV100 K6+; 12.700 Euro invece per il KUV100 K8, a fronte di una dotazione più estesa. La promozione di lancio prevede un bonus sconto di 1000 Euro. Mahindra KUV100 è garantito per 3 anni o 100.000 km con un servizio di assistenza stradale per 3 anni. È anche previsto un programma opzionale di estensione di garanzia per ulteriori 2 anni.

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MV Agusta Brutale 800 RR LH44, la naked firmata Lewis Hamilton

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Dopo il successo ottenuto prima dalla Dragster RR LH44 e poi dalla F4 LH44, MV Agusta e Lewis Hamilton tornano a lavorare insieme e creano un nuovo modello, contraddistinto come i precedenti dalla sigla del pilota inglese e da tante soluzioni tecniche ed estetiche dedicate. Si chiama Brutale 800 RR LH44 e sarà prodotta a partire da giugno 2018 in sole 144 unità. Ciascuna di esse sarà numerata e accompagnata da un certificato di autenticità, ad attestarne l’origine.

La base di partenza è una Brutale 800 RR. Le scelte cromatiche si ispirano a quelle della F4 LH44, caratterizzata dalla combinazione di nero, rosso e bianco. La grafica accentua invece la dinamicità del design ed è suggellata dal logo di Lewis Hamilton e dal suo numero di gara, il 44. Numerosi i componenti in fibra di carbonio: il parafango anteriore e posteriore, innanzitutto; il leggero elemento posto sopra la strumentazione; i condotti di alimentazione dell’airbox, ai lati del serbatoio. I terminali del silenziatore sono ricoperti da una speciale vernice a base ceramica.

La sella ha un’imbottitura specifica con cuciture applicate a mano e con il logo di Hamilton applicato sulla parte posteriore (oltre che sul serbatoio e sui parafanghi). Spiccano molte componenti in lega leggera, con lavorazione dal pieno: dalle leve freno e frizione ai coperchi dei serbatoi dei relativi fluidi, passando per il tappo del serbatoio. I cerchi ruota dal disegno specifico hanno la peculiarità di presentare il canale maggiorato a 6” del cerchio posteriore, e su entrambi l’indicazione “LH44”. Gli pneumatici di primo equipaggiamento sono Pirelli Diablo Supercorsa, di cui è possibile montare come optional una versione con banda rossa laterale e sigla identificativa LH44.

Non cambia invece dal punto di vista tecnico la Brutale 800 RR: telaio a traliccio in acciaio, forcellone monobraccio in alluminio forcella Marzocchi a steli rovesciati da 43 pluriregolabile, mono Sachs pluriregolabile. Il peso complessivo è di 172 kg a secco, il motore a tre cilindri da 798cc eroga 140 CV di potenza a 12.300 giri/min e 87 Nm a 10.100 giri/min, spingendo la moto a 244 km/h.

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Ducati punta sulle Scrambler al Bike Shed London 2018

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Punterà i riflettori sulle special realizzate su base Scrambler 1100 Ducati in occasione del Bike Shed London 2018, in programma a Londra dal 25 al 27 maggio. La nona edizione della fiera di moto special organizzata dal club motociclistico londinese The Bike Shed sarà l’occasione per ammirare tante moto customizzate apprezzando il lavoro di tanti volti noti nel mondo della personalizzazione.

Ducati punta sulle Scrambler

Il più atteso tra i modelli Scrambler® esposti è il 1100 di ispirazione Café Racer personalizzato da deBolex, costruttore britannico, ed esposto per la prima volta al Bike Shed. Accanto al 1100 anche uno Scrambler® 803cc convertito, sempre da deBolex, in stile TT racer.Un’altra custom influenzata dallo stile Café Racer è lo Scrambler® di Holographic Hammer, progettato da Sylvain Berneron in collaborazione con Ducati Francia e la rivista Moto Heroes. La moto sfoggia una serie di componenti che migliorano le prestazioni e il design, tra cui forcelle da 43 mm USD Showa, cerchi da 17 pollici in carbonio da corsa, un sistema frenante Beringer 4D e scarichi Werkes USA. Al Bike Shed debutta anche uno Scrambler® Icon trasformato dai preparatori di Survivor customs in un modello Flat Track. La moto, attualmente in competizione nella Hooligan Flat Track Racing, arriva in fiera direttamente dall’ultimo round dell’MCN festival. In mostra anche una selezione dell’attuale gamma 2018, tra cui uno Scrambler® Desert Sled e il nuovo Scrambler® 1100.

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