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Toyota Yaris Trend White Edition


Presentata all’ultimo Salone di Ginevra a marzo, la nuova Toyota Yaris arricchisce la sua offerta con un nuovo allestimento denominato Trend White Edition.
Una variante della Trend Blu Edition
Si affiancherà in listino all’attuale Trend Blu Edition, sarà disponibile unicamente con la meccanica ibrida e si distinguerà per la carrozzeria in colore bianco perla con tetto e montanti in nero metallizzato, la fascia anteriore in piano black, i vetri oscurati, e i cerchi da 16 pollici della versione Trend Blue.
Gli interni della Toyota Yaris Trend White Edition si caratterizzano per il tessuto con cuciture grigie, il climatizzatore automatico bi-zona, il volante in pelle con inserti piano black e il display multi informazioni TFT a colori di 4,2 pollici.
Ricca dotazione di serie
Ricco anche l’equipaggiamento high-tech con telecamera posteriore, Bluetooth, 6 altoparlanti, USB e collegamento per ipod. Sul fronte sicurezza, infine, ci sarà di serie il Toyota Safety Sense di serie (Sistema di Pre-collisione, Avviso Superamento Corsia, Abbaglianti automatici, Riconoscimento stradale del sistema multimediale).
La nuova Toyota Yaris Hybrid Trend White Edition è proposta in promozione al prezzo di 17.700 euro in caso di permuta o rottamazione.
Nuova Toyota Yaris 2017, le nostre impressioni
Abbiamo guidato la nuova Toyota Yaris sulle strade olandesi
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Kia: arriva la linea Business Class




Kia Italia amplia l’offerta della sua famiglia di prodotti e presenta la nuova gamma Business Class dedicata alle Carens, Cee’d, Optima e Sportage (in tutte le varianti di carrozzeria). Pensata per coprire tutte le esigenze professionali, questa linea offrirà una dotazione di serie al top per tutti i modelli.
Equipaggiamento top di gamma
Sarà infatti incluso nel prezzo il navigatore Kia Navigation System (con mappe aggiornate per 7 anni) compatibile con Apple CarPlay, Android Auto e con funzione di Mirroring. Gli interni avranno in dotazione il volante in pelle, il climatizzatore automatico, i cristalli e gli specchietti retrovisori a regolazione elettrica mentre, fuori, tutte le Business Class avranno i cerchi in lega di serie. E per finire l’equipaggiamento comprende anche i fari a LED, la smart key, il cruise control, i fendinebbia con funzione cornering, i fari automatici e i sensori di parcheggio posteriori.
Kia Express Service
Incluso nell’allestimento Business Class Kia offre anche il pacchetto Kia Express Service che prevede la manutenzione gratuita durante tutta la durata del leasing, oltre ad un trattamento speciale per i tagliandi stop and go in soli 60 minuti. Per chi volesse la copertura totale c’è anche l’opzione K-Lase riservato ai professionisti e che comprende anche il bollo, l’assicurazione Rc auto, l’assicurazione sull’auto e sul credito.
Motorizzazioni
Tutte le proposte Kia Business Class saranno disponibili con la motorizzazione 1.7 CRDi 141 CV con la scelta tra il cambio manuale e quello automatico Dct doppia frizione sette marce, ad eccezione solo della Cee’d disponibile solo con il 1.6 CRDi da 110 CV.
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Superbike 2017, festa a Misano per la vittoria di Marco Melandri


Non poteva festeggiare in modo migliore la sua prima vittoria in Superbike 2017. Marco Melandri vince a Misano, davanti al suo pubblico, la seconda gara del weekend. Un successo meritatissimo, arrivato al termine di una gara condotta in larga parte in seconda posizione, dietro a un velocissimo Jordi Torres.
Il ravennate ritrova così il primo gradino del podio ma anche la fiducia dopo una prima parte di stagione priva di successi. Lo applaude, dai box, il suo compagno di squadra Davies, fermo per infortunio dopo la rovinosa caduta di ieri.
Sul secondo gradino del podio ci finisce Jonathan Rea, complice il ritiro a causa di un problema tecnico di Jordi Torres; stava facendo una gara straordinaria (gara fotocopia anche per un grande Fores, ritirato mentre era al comando). Chiude il podio Tom Sykes e il mondiale è sempre più nelle mani dell’attuale campione del mondo.
Superbike 2017, Misano (gara 2): i risultati
1 33 MELANDRI LEAD 1’37.790
2 1 REA 1.113 1’36.436
3 66 SYKES 1.285 1’36.095
4 60 VAN DER MARK 13.364 1’39.540
5 50 LAVERTY 19.917 1’37.693
6 32 SAVADORI 26.019 1’37.867
7 35 DE ROSA 29.724 1’37.919
8 88 KRUMMENACHER 30.183 1’38.236
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Superbike 2017, a Misano cadono tutti e vince Sykes


Il primo round di Misano della Superbike 2017 si è deciso tutto nei giri finali, anzi nelle ultime curve. Finiscono tutti per terra quelli candidati a vincere e va sul primo gradino del podio un – diciamolo – fortunato Tom Sykes. Nell’ultimo giro si è prima auto-eliminato Melandri, quando sembrava poter chiudere almeno al terzo posto.
Poi è caduto Davies a una manciata di curve dalla fine mentre era al comando ed è stato investito dall’incolpevole Jonathan Rea, che lo seguiva a distanza ravvicinata; il pilota Kawasaki nel giro successivo si è poi fermato nel punto dell’incidente per sincerarsi delle condizioni di Davies, fermo a bordo pista con i medici e dolorante alla schiena (il pilota è al centro medico e siamo in attesa di conoscere le sue condizioni).
Sul podio alla fine ci sono finiti Lowes e Rea (veloce a rialzarsi e ripartire), ma un altro grande protagonista della gara è stato Van der Mark, che è stato per molto tempo al comando prima di essere tradito dalla sua gomma posteriore che improvvisamente ha ceduto, scaraventandolo per terra: con molte probabilità sarebbe finito sul podio.
Superbike 2017, Misano, gara 1: i risultati
1 66 SYKES
2 22 LOWES 4.551
3 1 REA 8.126
4 81 TORRES 10.850
5 12 FORÉS 13.649
6 50 LAVERTY 20.508
7 88 KRUMMENACHER 22.498
8 40 RAMOS 26.329
9 32 SAVADORI 28.965
10 35 DE ROSA 32.171
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Tom Sykes, l’intervista: “Quando penso a quel mezzo punto…”


Credits: Dario Aio
Piazzarsi secondo in un campionato del mondo è una brutta delusione, ma perdere il titolo per mezzo punto brucia ancora di più. Lo sa bene Tom Sykes: nel 2012 conclude la stagione della WorldSBK con 357,5 punti, contro i 358 di Max Biaggi, che si aggiudica il suo secondo titolo tra le derivate di serie.
“Se ci penso ancora? Ovvio. Non dico che sia il mio incubo, ma provo sempre una certa frustrazione. Soprattutto quando mi tornano in mente due episodi…”
Lo dice il pilota inglese del Kawasaki Racing Team, 32 anni ad agosto, campione del mondo WorldSBK nel 2013.

Tom Sykes nel 2013, anno in cui vinse il campionato WorldSBK
Quali sarebbero gli episodi?
“Il round assurdo di Monza, per cominciare. Prima viene annullata gara1 per diluvio, poi viene interrotta gara2, di nuovo a causa della pioggia. Salgo sul gradino più alto del podio, ma non abbiamo coperto due terzi dei giri previsti. Risultato: la direzione decide di assegnare la metà del punteggio. Il famoso mezzo punto arriva da lì”.
E il secondo?
“Ad Aragon, in gara1 all’ultimo giro sono terzo, ma Ayrton Badovini mi atterra e perdo altri punti preziosi”.
Anche nel 2014 il Mondiale ti sfugge per pochissimo.
“Vero. Entro nel circuito di Sepang da leader della classifica. Peccato che in gara1 Loris Baz, allora mio compagno di squadra, mi metta fuori gioco al primo giro.
Zero punti che pesano come un macigno a fine stagione: Sylvain Guintoli vince il titolo con 6 punti in più”.
Senza questi intoppi, in bacheca avresti tre campionati invece di uno.
“Considerazione che ogni tanto mi passa per la testa; però la soddisfazione e la gioia di aver vinto un Mondiale superano il rammarico per i due mancati. Perché conquistare un titolo non è un gioco da ragazzi, la maggior parte dei piloti non ce l’ha nel palmarès”.
Quindi sei soddisfatto dei tuoi risultati.
“Ci mancherebbe; questo, però, non significa che mi accontenti. Voglio vincere ancora, gare e Mondiali. Non solo nella WorldSBK: la mia grande ambizione è passare alla MotoGP”.
Rischieresti il certo per l’incerto? Sulla Kawasaki ZX-10RR sei tra i top rider.
“Sì, per vari motivi: credo che le caratteristiche dei prototipi e lo sviluppo delle factory si adattino meglio alle mie capacità. Tra le derivate mi diverto, ma mi sembra di non sfruttare al massimo il mio potenziale; mi sento un po’ sacrificato, insomma. Ovviamente mi trasferirei soltanto se mi offrissero una moto molto competitiva, altrimenti resto qui, dove godo di una situazione invidiabile”.
Hai già provato una MotoGP?
“No, cioè sì, ma non conta: ho girato 5 giri”.
Xavi Forés, l’intervista: io e la mia Panigale R ci somigliamo
Parla di carattere, il pilota spagnolo del Barni Racing Team, che si racconta tra paure (nessuna) e tatuaggi (uno)…
Prima hai parlato dei momenti difficili del 2012 e del 2014: un ricordo del 2013, anno del trionfo?
“In quella stagione accade una serie di circostanze rocambolesche, roba da scriverci un libro. Inizio non al massimo della forma, con costole e polso fratturati nei test prestagionali a Phillip Island. A Mosca sono costretto al ritiro perché la moto prende fuoco; a Portimão cado nel giro di ricognizione, quindi parto dalla corsia dei box, invece che dalla prima casella, e mi ritiro dopo qualche giro per problemi tecnici.
Nonostante le disavventure, ottengo 3 doppiette, 9 primi posti e 18 podi, 8 pole position e 13 giri veloci; il mio titolo regala alla Kawasaki il secondo campionato WorldSBK della storia, a 20 anni esatti da quello di Scott Russell.
Il 2013 è un anno indimenticabile anche per un altro evento: a meno di un mese da Jerez, ultima gara del campionato, nasce Millie, la mia prima figlia. Non avrei potuto desiderare di meglio per festeggiare la vittoria”.
Nel 2015 diventi di nuovo papà di una bambina, Mia.
“Altra gioia immensa. Non importa, se il tempo per riposarsi è crollato al minimo storico: mai una volta che le piccole dormano nello stesso momento. Io e mia moglie Ami siamo di corvée senza sosta”.
Le tue figlie ti somigliano?
“Fiscamente no, per fortuna: hanno ereditato la bellezza dalla mamma. Da me hanno preso l’allegria. Sono molto simpatiche: fanno scherzi, ridono sempre, hanno un senso dell’umorismo fantastico”.
Essere padre ha cambiato il tuo approccio in pista?
“No, quando monto in sella, penso solo alla prestazione. Nel resto del tempo, le piccole hanno priorità assoluta. Prima che nascesse Mia, Amie e Millie venivano con me a tutte le tappe, anche in Australia.
Con due figlie, gli spostamenti sono diventati più complicati ma, nei round europei, capita che mi seguano tutte e tre. A Millie piace molto l’ambiente: mentre spiego ad Ami come procedono i lavori nel box, lei dice la sua. Forte, no? Del resto, è cresciuta a pane e moto”.
Se un giorno ti dicesse che vuole seguire le tue orme?
“Le darei tutto il sostegno possibile e la guiderei: sarebbe stupido non approfittare della mia esperienza”.

2013: Sykes festeggia la sua vittoria
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Pianali Fiat: i mille usi dello Small
































Il pianale Small, sviluppato da Fiat e General Motors e portato al debutto dalla Grande Punto nel lontano 2005, è ancora oggi utilizzato da molte auto.
Questa piattaforma polivalente viene sfruttata da quattro Case automobilistiche (Alfa Romeo, Fiat, Jeep e Opel) e da numerosi modelli – a trazione anteriore o integrale – molto diversi tra loro. Scopriamo insieme quelli commercializzati in Italia.

Alfa Romeo MiTo
L’Alfa Romeo MiTo – piccola a tre porte nata nel 2008 e sottoposta ad un restyling nel 2016 – nasce sul pianale Small e ha una gamma motori composta da sette unità: quattro a benzina (1.4 da 77, 140 e 170 CV e 0.9 da 105 CV), un 1.4 a GPL da 120 CV e due 1.3 diesel JTDm da 90 e 95 CV.


Fiat Punto
La Fiat Punto – nata nel 2011 – non è altro che un restyling della Grande Punto del 2005 che ha portato al debutto il pianale Small. Disponibile esclusivamente a cinque porte, ha una gamma motori composta da un 1.2 a benzina da 69 CV, da un 1.4 da 77 CV a GPL e a metano e da un 1.3 turbodiesel MJT II da 95 CV.


Fiat Tipo 4p.
La Fiat Tipo 4p. è una compatta con la coda presentata nel 2015 e sviluppata sul pianale Small Wide LWB (uno Small evoluto con un passo più lungo). La gamma motori è composta da cinque unità: due a benzina (1.4 da 95 CV e 1.6 da 110 CV), un 1.4 a GPL da 120 CV e due diesel Mjt (1.3 da 95 CV e 1.6 da 120 CV).


Fiat Tipo 5p.
La Fiat Tipo 5p., variante a cinque porte della compatta piemontese svelata nel 2016, monta gli stessi motori della versione con la coda con l’aggiunta di un 1.4 a benzina da 120 CV.


Fiat Tipo SW
Anche la Fiat Tipo SW – versione station wagon della compatta torinese mostrata nel 2016 – adotta gli stessi propulsori della variante a cinque porte.


Fiat 500L
La Fiat 500L – nata nel 2012 e sottoposta ad un restyling nel 2017 – è una piccola monovolume sviluppata sul pianale Small Wide LWB adottato anche dalla Tipo. La gamma motori comprende un 1.4 a benzina da 95 CV, un 1.4 a GPL da 120 CV, uno 0.9 a metano da 80 CV e due diesel Multjet (1.3 da 95 CV e 1.6 da 120 CV).


Fiat 500L Wagon
La Fiat 500L Wagon – nata nel 2017 – non è altro che il restyling della 500L Living. Più spaziosa della 500L “normale” e in grado di accogliere fino a sette passeggeri, ha una gamma motori composta da quattro unità: uno 0.9 a benzina da 105 CV, uno 0.9 a metano da 80 CV e due diesel Multijet (1.3 da 95 CV e 1.6 da 120 CV).


Fiat 500X
La Fiat 500X – presentata nel 2014 – è una SUV sviluppata sul pianale Small Wide 4×4, una variante dello Small Wide visto su Tipo e 500L adatta anche a modelli a trazione integrale. La gamma motori della Sport Utility torinese comprende sette unità: tre a benzina (1.6 da 110 CV e 1.4 da 140 e 170 CV), un 1.4 a GPL da 120 CV e tre diesel MultiJet (1.3 da 95 CV, 1.6 da 120 CV e 2.0 da 140 CV).


Fiat Qubo
La Fiat Qubo – nata nel 2008 e ristilizzata nel 2016 – è una multispazio derivata dal veicolo commerciale Fiorino realizzata sul pianale Small. Quattro i motori disponibili: un 1.4 da 77 CV a benzina e a metano e due 1.3 diesel Multijet da 80 e 95 CV.


Fiat Doblò
La Fiat Doblò – svelata nel 2009 e sottoposta ad un restyling nel 2014 – è una multispazio sviluppata sul pianale Small LWB (nient’altro che lo Small originale con passo più lungo). La gamma motori comprende cinque unità: due a benzina (1.4 da 95 e 120 CV), un 1.4 a metano da 120 CV e due 1.6 diesel Multijet da 95 e 120 CV.


Jeep Renegade
La Jeep Renegade – presentata nel 2014 – è una SUV “cugina” della Fiat 500X (stesso pianale Small Wide 4×4 e stesso stabilimento di produzione a Melfi, in Basilicata). Disponibile – come la Sport Utility torinese – a trazione anteriore o integrale, ha una gamma motori composta da dieci unità: tre a benzina (1.6 da 110 CV e 1.4 da 140 e 170 CV), un 1.4 a GPL da 120 CV e sei diesel Mjt (1.6 da 95, 105 e 120 CV e 2.0 da 120, 140 e 170 CV).


Jeep Compass
La Jeep Compass – entrata in listino nel 2017 – è sviluppata sullo stesso pianale Small Wide 4×4 della Renegade ma si distingue per il passo più lungo di 7 cm. Disponibile a trazione anteriore o integrale, ha una gamma motori composta da quattro unità: un 1.4 a benzina da 140 CV e tre diesel Multijet (1.6 da 120 CV e 2.0 da 140 e 170 CV).


Opel Adam
La Opel Adam – mostrata per la prima volta nel 2012 – è una citycar a tre porte sviluppata sul pianale Small accorciato. Sette i motori in gamma: sei a benzina (1.2 da 69 CV, 1.4 da 87, 101 e 150 CV e 1.0 da 90 e 116 CV) e un 1.4 a GPL da 87 CV.


Opel Corsa 3p.
La piccola Opel Corsa 3p. ha debuttato nel 2014 ma adotta ancora il pianale Fiat Small già presente nella generazione precedente. La gamma motori comprende nove unità: sei a benzina (1.2 da 69 CV, 1.0 da 90 e 116 CV, 1.4 da 90 e 150 CV e 1.6 da 207 CV), un 1.4 a GPL da 90 CV e due 1.3 diesel CDTI da 75 e 95 CV.


Opel Corsa 5p.
La Opel Corsa 5p. si distingue dalla variante a tre porte per uno stile più tradizionale e per l’assenza nella gamma motori del 1.6 a benzina.


Opel Combo Tour
La multispazio Opel Combo Tour – gemella della Fiat Doblò (stesso pianale Small LWB e identico design, salvo alcuni dettagli nel frontale e nella coda) nata nel 2012 – ha una gamma motori composta da quattro unità: un 1.4 a benzina da 95 CV, un 1.4 a metano da 120 CV e due 1.6 diesel CDTI da 95 e 120 CV.

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MV Agusta RVS#1, la nuova edizione limitata


Nata in perfetta sinergia con il Centro Ricerche Castiglioni, la nuova MV Agusta RVS#1 è l’ultima realizzazione della Casa di Schiranna e rappresenta un gioiello di artigianalità e design. È il primo progetto del Reparto Veicoli Speciali ed è realizzato in serie limitata sulla base della Dragster 800 RR. Il motore tre cilindri da 150 CV a 12.800 giri/min è stato rivisto ed aggiornato (nuovo tendicatena, nuovo motorino di avviamento, alberi a camme, guide valvole e non solo), guadagnando l’omologazione Euro 4. L’utilizzo di molte parti speciali ha contribuito alla diminuzione del peso complessivo della moto, che si è ridotto di 8 kg (è ora 160 kg).
Il telaio è a traliccio in tubi di acciaio con piastre laterali in lega di alluminio, la strumentazione è completamente nuovo, i tubi freno e frizione sono specifici proprio come i dischi anteriori Breaking Sunstar Batfly, i cerchi sono a raggi e e i tappi dei serbatoi sono ricavati dal pieno. Ogni particolare è stato curato nel dettaglio. Le luci a LED prevedono un’illuminazione che cambia in funzione della velocità della moto (tutto calcolato da una piattaforma inerziale), le manopole sono decorate con una fascia rossa, L’impianto di scarico fornito nel kit è realizzato da Sc-Project ed esalta il look della moto, ma ha la pecca di non essere omologato per l’uso in strada. Completano il quadro le gomme semitassellate Pirelli.




























Credits: MV Agusta


Credits: MV Agusta


Credits: MV Agusta
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Volkswagen Polo 2017: una piccola Golf, con il top della tecnologia


















Deve essere difficile essere il fratello minore. Anzi, lo è per certo: basta guardarsi in giro, chiedere ad amici, snasare le tensioni in famiglia.
La Volkswagen Polo ha sempre subito un po’ questo destino, soprattutto in Italia. Colpa della presenza ingombrante della Golf – iconica, punto di riferimento del segmento, amata e desiderata da tutti: un successo difficile da replicare – che ha messo in ombra le qualità indubbie di un modello che è invece pienamente Volkswagen.
Ora, con l’arrivo della nuova Volkswagen Polo – la sesta generazione del modello nato nel 1975, più di 40 anni fa – la storia si ripete, ma con equilibri diversi.
Perché la nuova Polo pesca a piene mani dalla tecnologia di gruppo, a partire dalla piattaforma modulare MQB, e diventa – a tutti gli effetti – molto simile a una Golf in sedicesimo. In parte nel design, di sicuro nelle ambizioni.
Volkswagen Polo, il design: spalle grosse e tanto spazio
Innanzitutto per una questione di proporzioni nel design: la nuova VW Polo 2017 è più larga della generazione precedente di 7 cm, arrivando a un totale (senza specchietti) di 1,75 metri, ma mantenendo l’altezza praticamente invariata (-0,7 cm).
Il risultato – merito del già citato pianale modulare trasversale MQB che abbiamo visto fare il suo debutto sulla nuova Seat Ibiza pochi mesi fa – è di una vettura visivamente più piantata a terra, solida, che si prende il suo spazio sulla strada.
La sensazione di larghezza è acuita dall’orizzontalità delle linee del frontale, dove i fari sottili a LED proseguono nella mascherina rettangolare allargandolo visivamente. Il muso è stato disegnato per apparire anche quanto più possibile basso, donando alla linea una maggiore dinamicità e “spingendola in avanti”.
Anche nel posteriore ritroviamo una riproposizione in chiave moderna di quanto già visto – efficacemente – sulla precedente generazione di Polo. Troviamo però una maggiore presenza di linee nette – sempre orizzontali – che danno movimento e scattosità all’insieme.
Stiamo parlando, dopotutto, sempre di una Volkswagen: non aspettatevi stravolgimenti, arzigogoli e abbellimenti, ma linee pulite e minimalismo, un design dinamico ma “quadrato”. In Volkswagen lo definisco “design senza tempo”, e in effetti la sesta generazione della Polo non rompe gli schemi, ma sembra proseguire il racconto stilistico portato avanti dalle generazioni precedenti.
È nella linea laterale che la nuova Polo 6 presenta le maggiori differenze rispetto alla generazione precedente e rispetto alla “sorella maggiore”: troviamo sì una riproposizione delle linee tese che vediamo anche nel posteriore, ma soprattutto una linea di cintura ascendente – e una linea del tetto lievemente discendente – che rivelano le ambizioni sportivo-generaliste del modello.
Dimensioni |
|
|---|---|
| Lunghezza | 4.053 mm |
| Larghezza (senza specchietti) | 1.751 mm |
| Altezza | 1.446 mm |
| Passo | 2.564 mm |
| Carreggiata anteriore | 1.525 mm |
| Carreggiata posteriore | 1.505 mm |
| Spazio per la testa (passeggeri anteriori) | 1.019 mm |
| Spazio per la testa (passeggeri posteriori) | 964 mm |
| Bagagliaio | 351 litri |
Gli interni: debutta il nuovo Active Info Display
All’interno il brand tedesco ha puntato tutto su spazio percepito (e non) e tecnologia.
Dal punto di vista della percezione d’insieme, gli interni della nuova Polo ripresentato una grafica lineare e orizzontale, che amplifica l’impressione di spazio. Che però è aumentato, anche nei fatti: sia lo spazio per la testa (nonostante la minore altezza del veicolo), che quello per gambe e spalle, grazie a un passo maggiorato di quasi 10 centimetri (si arriva a 2,56 metri) e alle carreggiata anteriore e posteriore che crescono anche loro.
Nella plancia – molto bella da vedere, con plastiche morbide e un inserto in plastica dura e lucida che dona un tocco di colore all’insieme, per lo meno negli allestimenti più alti – spiccano i nuovi comandi digitali sviluppati dal Gruppo Volkswagen, che sulla nuova Polo fa esordire il nuovo Active City Display: grafiche pulite e uno studio ergonomico che pone i vari elementi della plancia su un asse orizzontale posto nella parte alta della plancia, in maniera tale da rendere naturale guardare e cercare le varie informazioni.
A questo si accompagna un sistema di infotainment che ruota attorno allo schermo touchscreen, disponibile in dimensioni da 6,5 e 8 pollici in base all’allestimento.
Volkswagen Polo 2017: gli allestimenti
La nuova Volkswagen Polo sarà commercializzata nella sola carrozzeria a 5 porte (ormai questo è un trend più che definito nel segmento) con 3 diversi allestimenti: Trendline, Comfortline e Highline.
- Volskwagen Polo Trendiline – La versione di accesso nel nostro mercato, che comprenderà però le già citate 5 porte (prima optional), luci diurne a LED, cerchi da 15 pollici, il limitatore di velocità e tecnologie di assistenza alla guida come la frenata di emergenza, il riconoscimento della stanchezza del guidatore e il sistema di controllo perimetrale Front Assist con funzione di riconoscimento dei pedoni e frenata d’emergenza.
- Volkswagen Polo Comfortline – Aggiungerà alla Trendline chicche come il volante multifunzione di serie, sedili in tessuto velour (simil-velluto, robusto ma allo stesso tempo pregiato), alzacristalli anteriori e posteriori con comando a impulso e il wireless charging per i cellulari. Presenti inoltre il sistema di infotainment Composition Media e il condizionatore Climatic. I cerchi, sempre da 15”, sono stavolta in lega leggera.
- Volkswagen Polo Highline – La dotazione italiana per questo allestimento prevederà luci d’ambiente a LED nei pannelli porta e nel cruscotto, volante multifunzione in pelle (come leva del cambio e freno a mano). I cerchi in lega leggera diventano da 16 pollici. Di serie anche il già citato Active Info Display (optional per gli altri allestimenti) e il pacchetto R-Line esterno, con paraurti anteriore sportivo, e battitacco su tutto il perimetro
A questi tre si affiancano le versioni speciali Polo GTI, per gli amanti della sportività, e Beats, dedicata agli amanti della musica in auto (che però non sarà venduta in Italia). La GTI sarà l’allestimento top di gamma della Polo, con (fra molto altro) appendici aerodinamiche, spoiler posteriore, gruppi ottici posteriori a LED e – ovviamente – assetto sportivo di serie. I cerchi in lega salgono, in questo caso, a 17 pollici di serie o 18 pollici a richiesta.
Volkswagen Polo: prezzi e commercializzazione
La nuova Volkswagen Polo arriverà sul mercato italiano – e nella maggior parte dei paesi europei – entro il 2017.
Gli acquirenti italia potranno scegliere fra otto motorizzazioni Euro 6:
- Una motorizzazione a metano, 1.0 TGI da 90 cv
- Quattro motorizzazioni a benzina, 1.0 MPI disponibile in 4 step di potenza: 65CV, 75 CV, 95CV e 115CV
- Due motorizzazioni diesel, 1.6 TDI da 80 CV e 95 CV
- Un motore 2.0 TSI da 200 CV, disponibile in esclusiva sulla Polo GTI, che andrà a sostituire il precedente da 192 CV
I prezzi italiani? Non sono ancora disponibili. Sappiamo però che, in Germania, la Polo partirà con prezzi da 12.975 euro.
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Lamborghini Huracan Spyder by Novitec






















Il preparatore tedesco Novitec, con sede a Setten, presenta una nuova inedita elaborazione della Lamborghini Huracàn Spyder, la versione scoperta della baby supercar di Sant’Agata Bolognese.
Svelata al Salone di Francoforte nel 2015, la variante open air della Huracàn monta il V10 da 5.2 litri in grado do erogare 610 CV. Scatta da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi e raggiunge i 323 km/h di velocità massima. Per ora Novitec ha deciso di ritoccare gli esterni, gli interni e l’assetto della Huracan Spyder, ma presto arriverà anche un upgrade meccanico da 860 CV e 960 Nm di coppia.
Bodykit in carbonio e assetto ribassato
Per ora il tuning firmato N-Largo si riconosce esteticamente per il bodykit tutto realizzato in fibra di carbonio e studiato nella galleria del vento composto da un nuovo paraurti che abbassa l’altezza da terra all’anteriore, flaps laterali, cofano anteriore con nuove prese d’aria e nuovi passaruota allargati.
Le ruote montano cerchi “Novitec NL2” da 9×20 davanti e da 12.5×21 dietro gommati con pneumatici da 245/30 ZR 20 e 325/25 ZR 21.
Il chassis è stato modificato con sospensioni ribassate di 35 mm abbinabili anche al sistema elettromagnetico. E per finire Novitec propone anche un impianto di scarico Inconel, disponibile con o senza il controllo del sound attraverso l’elettrovalvola.
Lamborghini Huracán Spyder, emozioni scoperte
Abbiamo provato a Miami la spider più “accessibile” del Toro
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Nissan X-Trail Restyling: nuove foto


Credits: The new Nissan X-Trail: world’s best-selling SUV gets even better with higher-quality enhancements


Credits: The new Nissan X-Trail: world’s best-selling SUV gets even better with higher-quality enhancements


Credits: The new Nissan X-Trail: world’s best-selling SUV gets even better with higher-quality enhancements


Credits: The new Nissan X-Trail: world’s best-selling SUV gets even better with higher-quality enhancements


Credits: The new Nissan X-Trail: world’s best-selling SUV gets even better with higher-quality enhancements


Credits: The new Nissan X-Trail: world’s best-selling SUV gets even better with higher-quality enhancements


Credits: The new Nissan X-Trail: world’s best-selling SUV gets even better with higher-quality enhancements
Insieme alla nuova Qashqai 2017 Nissan aggiorna anche la sorella maggiore X-Trail. Un modello che gode di un enorme esito commerciale, tant’è vero che nel 2016 è stata la SUV più venduta al mondo.
Il restyling 2018 arriverà sul mercato il prossimo mese di agosto con un’immagine esteriore rinnovata che adotta il frontale rivisto della sorella minore Qashqai. Nuovi anche il paraurti, la griglia e i fari fendinebbia. Al posteriore arrivano i fari con tecnologia LED per tutte le funzioni, mentre i cerchi, da 17 o 18 pollici, sfoggiano un nuovo design. Nissan inoltre ha ampliato la lista di colori a disposizione per la carrozzeria aggiungendo a listino quattro nuove tinte: Arancione Perlato, Rosso Perlato, Blu Perlato e Marrone scuro Perlato.
L’abitacolo della nuova Nissan X-Trail 2018 migliora in qualità con materiali e rivestimenti più raffinati e un nuovo volante a D (come sulla Qashqai) che facilita la seduta del guidatore e migliora la visuale sul quadro strumenti.
Dal 2018 arriva il ProPilot
A partire dal prossimo anno, entro la prima vera del 2018, la Nissan X-Trail 2018 potrà avere in dotazione anche il nuovo sistema ProPilot con il Lane Keep Assist (che mantiene l’auto in corsia sterzando automaticamente), l’Intelligent Cruise Control (che mantiene la distanza di sicurezza con il veicolo che la precede) e il Traffic Jam Pilot (che gestisce la frenata e la ripartenza nel traffico).
Dal punto di vista meccanico l’offerta per la nuova X-Trail rimane invariata: rimarranno a listino le due motorizzazioni diesel 1.6 da 131 o 177 CV e l’opzione a benzina da 163 CV
Nissan Qashqai 2017: cambia ma non troppo
Al volante del restyling della SUV Compatta di Yokohama. Ritocchi estetici fuori e dentro, feeling di guida migliorato e arriva un nuovo allestimento Tekna+
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