Rc Auto, polizza eventi socio-politici: a che cosa serve?

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Parliamo dell’Rc Auto, l’assicurazione obbligatoria per circolare con la propria vettura in Italia, e in particolare oggi il focus è dedicato ad una polizza specifica, quella denominata ‘eventi socio-politici’, che forse non tutti conoscono alla perfezione.

Si tratta di una speciale copertura che vale per danni provocati in maniera volontaria da terzi in seguito a scioperi, sommosse popolari, manifestazioni violente, atti terroristici, tumulti. In genere questa polizza viene venduta da parte della compagnia assicurativa insieme alla ‘atti vandalici’, si tratta infatti di due coperture speciali che assicurano l’utente in caso di azioni che sono legate al fenomeno del vandalismo (per eventi generici oppure legati a avvenimenti socio-politici).

Attenzione: per ottenere il risarcimento previsto dalla garanzia accessoria ‘eventi socio-politici’ deve essere possibile accertare le cause dei danni subiti, che oltretutto debbono assolutamente essere riconducibili a un evento sociale comprovato.

‘Eventi socio-politici’: come funziona la garanzia accessoria?

Alla Rc Auto di base è possibile, come ben sappiamo, abbinare anche altre coperture aggiuntive, come le più famose Kasko o furto e incendio. Chiaramente la sottoscrizione di ogni garanzia accessoria comporta il pagamento di un premio extra rispetto a quello del contratto ‘base’. L’entità del premio dipende da differenti fattori, tra cui:

  • il valore commerciale dell’auto (o altro mezzo) assicurata;
  • la città in cui risiede l’assicurato;
  • la frequenza di eventi che possono causare problemi di pubblica sicurezza.

Come ottenere il rimborso del danno

L’utente deve informare l’assicurazione entro pochi giorni dal momento in cui si è verificato l’evento dannoso, per poter ottenere in risarcimento previsto. In genere il termine è stabilito direttamente dal contratto e deciso nel momento della stipula della polizza stessa. L’assicurato deve inviare la sua comunicazione con raccomandata con ricevuta di ritorno oppure via mail. Nella lettera devono essere indicati anche:

  • i dati anagrafici;
  • gli estremi della polizza;
  • una copia allegata della denuncia rilasciata dalle autorità competenti.

L’utente assicurato può ricevere il risarcimento sia per distruzione totale dell’auto che per danni parziali. Alcune compagnie assicurative consigliano un’officina convenzionata al proprio cliente, dove far sistemare la vettura colpita dai vandali e presso la quale l’esperto stima i danni e il costo della riparazione.

Altre compagnie invece hanno un proprio perito assicurativo che si occupa della stima dei danni. Ricevono la perizia e stanziano l’importo della riparazione al cliente, che può rivolgersi al suo meccanico di fiducia.

Il massimale della garanzia ‘eventi socio-politici’

Spieghiamo innanzitutto di che cosa si tratta: il massimale è il limite entro il quale la garanzia copre il danno del mezzo, al di spora del quale l’assicurazione non rimborsa.

Attenzione: in caso di distruzione totale dell’auto, il valore massimo che l’assicurazione risarcisce corrisponde al valore commerciale del veicolo stesso.

Franchigie e scoperti

Anche nel caso di questa garanzia accessoria è prevista una franchigia, ovvero un valore minimo entro il quale la garanzia non interviene. Lo scoperto invece è una percentuale del danno che resta a carico del cliente.

Polizza ‘eventi socio-politici’: casi di esclusione

La polizza non copre in caso di:

  • atti vandalici generici;
  • rottura cristalli;
  • danni per responsabilità dell’assicurato.

L’assicurazione in questi casi non rimborsa il suo cliente, a meno che non via sia una copertura apposita decisa in sede di contratto. Parliamo ad esempio della rottura di vetri e cristalli, che viene risarcita se nell’Rc Auto è stata inserita anche la polizza cristalli, e così via.

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Honda e: una rivoluzione per il mondo delle vetture a uso urbano

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Icon Wheels per Honda

Honda e, la nostra prova su strada della city car 100% elettrica


Design innovativo che strizza l’occhio al passato, ma allo stesso tempo futuristico e molto all’avanguardia. Connettività avanzata di livello superiore. E soprattutto green. Ecco il biglietto da visita della nuova Honda e: city car 100% elettrica della Casa giapponese, pronta a rivoluzionare il mondo delle vetture per l’uso urbano.

Honda e è solo elettrica: si tratta della prima vettura di Honda a essere stata costruita sulla piattaforma EV, dedicata alla progettazione e costruzione di auto totalmente a zero emissioni. Ha un motore da 154 CV e, la versione top di gamma del nostro esemplare in prova, scatta da 0 a 100 Km/h in 8,3 secondi, raggiungendo la velocità massima di 145 Km/h.

Ad alimentare il motore ci pensa un pacco batterie agli ioni di litio da 35,5 kWh, per un’autonomia complessiva di 222 Km, secondo il ciclo di omologazione WLTP. Si ricarica in modo estremamente semplice e intuitivo: la porta di ricarica si trova al centro del cofano e lo sportello (in vetro) si può attivare o tramite telecomando oppure tramite la app My Honda+. Per ricaricarla si può utilizzare una normale presa di corrente domestica, oppure tramite le colonnine super fast, dove addirittura l’80% della ricarica della batteria avviene in soli 31 minuti!

Honda e è nata per stupire: rompe i canoni con qualsiasi altra city car elettrica sul mercato e non vuole certo passare inosservata. Ha un design innovativo, originale che strizza l’occhio al passato reinterpretandolo in chiave moderna. Una city car degna di un cartone animato manga, dallo stile sbarazzino che però ha una serie di novità da far girare la testa.

A cominciare dall’assenza degli specchietti retrovisori: al loro posto gli ingegneri della Casa giapponese hanno disposto due telecamere che riproducono all’interno le immagini provenienti dalla strada. Ci si abitua subito, quasi da non riuscire più farne a meno. E poi le maniglie anteriori a scomparsa che appaiono solo quando il conducente si avvicina, o attraverso la app, e i vetri senza bordo… Altri elementi distintivi della piccola Honda e.

Una vera e propria “rivoluzionaria” racchiusa in poco meno di quattro metri che stupisce non solo all’esterno, ma anche una volta saliti a bordo. Qui la filosofia “human centred” di Honda si fa ancora più evidente. La qualità percepita nell’abitacolo, che, peraltro, è semplice ma elegantemente moderno, è decisamente alta, resa ancor più appagante, alla vista, dai tessuti mélange, con inserti in effetto legno che rendono l’atmosfera simile a quella di un accogliente salotto, o di un moderno living.

Si preme il tasto “start” e si è proiettati in un’altra dimensione. Innanzitutto ci si sente isolati dal caos circostante e poi la nostra attenzione viene subito catturata dalla plancia a tutta ampiezza e totalmente digitale che conta 5 schermi hd. Esattamente di fronte al volante, c’è il display digitale del contachilometri, dove possiamo leggere in modo chiaro tutte le informazioni sullo stato dell’auto, come ad esempio la potenza, lo stato di ricarica, la modalità di guida. Il conducente può addirittura personalizzare la quantità e il layout degli ADAS. E a tal proposito non mancano, come da tradizione Honda, dotazioni di sicurezza di ultima generazione, fra le quali, solo per citarne alcune: il cruise control adattivo, il sistema di frenata a riduzione d’impatto, il monitoraggio dell’angolo cieco, il sistema di riconoscimento della segnaletica stradale e il sistema di monitoraggio del traffico in manovra.

Un’ultima curiosità: sappiate che durante la fase di ricarica o in sosta, attraverso l’hotspot wi-fi si può accedere alle funzioni sugli schermi My Room. E in un attimo, sarà un po’ come sentirsi… al drive in!

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MotoGP 2021 – GP Stiria al Red Bull Ring: gli orari TV su Sky, DAZN e TV8

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Credits: Steve Wobser/Getty Images

Il GP di Stiria al Red Bull Ring – decima tappa della MotoGP 2021 – sarà trasmesso in diretta su SkyDAZN e in differita su TV8 (di seguito troverete gli orari TV).

Nella gara di domenica vedremo due graditi ritorni: lo spagnolo Dani Pedrosa (wild-card in sella alla KTM) e il britannico Cal Crutchlow, chiamato dalla Yamaha per rimpiazzare l’infortunato Franco Morbidelli.

MotoGP 2021 – GP Stiria: cosa aspettarsi

Il Red Bull Ring – sede del GP di StiriaSpielberg – è un circuito molto veloce che premia le moto più potenti ma la pioggia prevista per domenica potrebbe scombussolare la corsa.

L’edizione dello scorso anno del Gran Premio di Stiria è stata vinta da Miguel Oliveira e tutto lascia intendere che anche quest’anno il centauro portoghese e la KTM reciteranno il ruolo di favoriti. Di seguito troverete il calendario del GP di Stiria, gli orari TV su Sky, DAZNTV8 e il nostro pronostico.

MotoGP of Netherlands – Qualifying

Credits: Steve Wobser/Getty Images

MotoGP of Netherlands – Race

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MotoGP of Netherlands – Race

Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images

MotoGP of Netherlands – Race

Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images

MotoGP of Netherlands – Race

Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images

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MotoGP 2021 – Red Bull Ring, il calendario e gli orari TV su Sky, DAZN e TV8
Venerdì 6 agosto 2021
09:00-09:40 Moto3 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
09:55-10:40 MotoGP – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
10:55-11:35 Moto2 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
13:15-13:55 Moto3 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
14:10-14:55 MotoGP – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
15:10-15:50 Moto2 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
Sabato 7 agosto 2021
09:00-09:40 Moto3 – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
09:55-10:40 MotoGP – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
10:55-11:35 Moto2 – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
12:35-13:15 Moto3 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
13:30-14:00 MotoGP – Prove libere 4 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
14:10-14:50 MotoGP – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
15:10-15:50 Moto2 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
Domenica 8 agosto 2021
08:40-09:00 Moto3 – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
09:10-09:30 Moto2 – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
09:40-10:00 MotoGP – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
11:00 Moto3 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN, differita alle 16:30 su TV8)
12:20 Moto2 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN, differita alle 17:45 su TV8)
14:00 MotoGP – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN, differita alle 19:30 su TV8)

MotoGP – I numeri del GP di Stiria
LUNGHEZZA CIRCUITO 4,3 km
GIRI 28
RECORD IN PROVA Pol Espargaró (KTM) – 1’23”580 – 2020
RECORD IN GARA Pol Espargaró (KTM) – 1’23”877 – 2020

MotoGP – Il pronostico del GP di Stiria 2021

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1° Miguel Oliveira (KTM)

Miguel Oliveira è in uno stato di forma impressionante: una vittoria e tre podi totali negli ultimi quattro appuntamenti della MotoGP 2021.

Il pilota portoghese si è aggiudicato lo scorso anno il GP di Stiria e a nostro avviso ha tutte le carte in regola per ripetersi.

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2° Fabio Quartararo (Yamaha)

Fabio Quartararo al Red Bull Ring cercherà più che altro di mantenere il primato iridato.

Il centauro francese – 13° lo scorso anno nel GP di Stiria – ha portato a casa due successi e quattro podi complessivi negli ultimi cinque appuntamenti della MotoGP 2021.

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3° Jack Miller (Ducati)

Jack Miller ha bisogno di tornare sul podio dopo oltre due mesi di digiuno e secondo noi ci riuscirà.

Lo scorso anno in Stiria il centauro australiano ha tagliato il traguardo in seconda posizione.

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Da tenere d’occhio: Johann Zarco (Ducati)

Anche Johann Zarco non conquista un piazzamento in “top 3” da due Gran Premi.

Il suo precedente nel GP di Stiria 2020? Un 14° posto tutt’altro che memorabile.

 

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La moto da seguire: Ducati

La Ducati ha un disperato bisogno di tornare sul gradino più alto del podio: l’ultimo successo della Casa di Borgo Panigale nella MotoGP 2021 risale infatti a quasi tre mesi fa.

Lo scorso anno le “Rosse” riuscirono a conquistare nel Gran Premio di Stiria il secondo posto grazie a Miller.

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A cosa serve il kit di gonfiaggio per le gomme?

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Il kit di emergenza per le gomme è uno strumento proposto negli ultimi anni, soprattutto perché sulle vetture di nuova generazione spesso la ruota di scorta e il ruotino non fanno parte dell’equipaggiamento di serie, come invece avveniva in passato sulla maggior parte delle auto.

Si tratta di un kit molto utile nel caso in cui si fori malauguratamente una gomma, è chiaro che l’entità del danno non deve essere estesa, in quel caso infatti lo pneumatico deve senza dubbio essere sostituito ed è necessario chiamare l’assistenza stradale. Ma torniamo al kit di emergenza per le gomme, vediamo di cosa si tratta e come si usa.

Cosa contiene il kit di gonfiaggio gomme?

Si tratta di uno strumento che viene inserito oggi di serie su molte auto moderne, al posto della ruota di scorta o del ruotino. È molto più leggero e meno ingombrante e soprattutto è facile da usare anche per i meno esperti. Per chi volesse acquistarlo, è possibile trovarlo in vendita anche singolarmente nei negozi di ricambi auto, costa poco ed è molto utile per le piccole forature delle gomme, senza dover cambiare pneumatico o fermarsi per montare la ruota di scorta.

In genere il kit è composto da una valigetta che contiene:

  • una bomboletta con liquido sigillante pressurizzato che diventa schiuma;
  • un piccolo compressore alimentato da un adattatore a 12 volt (che bisogna collegare alla presa accendisigari).

Come funziona? Il compressore deve essere collegato alla bomboletta, lo spray è in grado di riparare piccole forature e riportare lo pneumatico in pressione.

Kit di riparazione pneumatici: quando è utile?

Il kit per il gonfiaggio delle gomme è molto utile in caso di fori e tagli di piccola entità, è poco ingombrante e leggero, pratico da usare per chiunque. Permette di evitare di dover usare il crick e altri attrezzi sicuramente più grandi e pesanti e di dover cambiare gomma in mezzo alla strada, in caso di foratura (spesso non si è in grado di farlo e si deve chiamare l’assistenza stradale o farsi aiutare da qualcuno). Grazie al kit è possibile sistemare lo pneumatico temporaneamente, in poco tempo e senza fatica, per raggiungere il centro assistenza più vicino.

Una cosa importante da ricordare è che il kit serve solo in caso di forature che non compromettono tutto il copertone. Se la gomma presenta squarci evidenti e irregolari deve essere sostituita.

Kit gonfiaggio gomme auto: come si usa?

Se state guidando la vostra auto e vi accorgete che l’andatura è compromessa e la gomma inizia a perdere pressione, allora dovete fermarvi appena trovate una zona lontana dal traffico e più protetta possibile. Attenzione: prima di scendere dall’auto indossate sempre il giubbino catarifrangente, posizionate poi il triangolo di segnalazione ad almeno 50 metri dalla vettura.

In genere il kit si trova nel baule, sotto il tappetino. All’interno c’è il manuale di istruzioni per un corretto utilizzo. Il procedimento è il seguente:

  • collegare la bomboletta al compressore (attaccato alla presa elettrica dell’auto);
  • la macchina deve rimanere accesa;
  • inserire l’estremità della cannula della bomboletta sulla valvola della gomma forata;
  • accendere il compressore e attendere circa 10-15 minuti;
  • nel libretto di istruzioni è indicata la pressione della gomma da raggiungere;
  • spegnere il compressore e rimuovere la cannella dalla valvola;
  • richiudere la valvola e scollegare il cavo elettrico.

Una volta terminato il procedimento, si consiglia di attendere alcuni minuti prima di ripartire con l’auto e di percorrere i primi 5 chilometri senza superare la velocità di 60-70 km/h, controllando la pressione della gomma. Se tutto rimane intatto, allora è possibile recarsi presso il più vicino gommista per la sostituzione.

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Bugatti Type 57 Galibier (1934), l’ultima a quattro porte (per ora)

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L’ultima Bugattiquattro porte della storia (per ora) è la Type 57 Galibier: la variante “berlina” della Type 57 – una delle auto più vincenti (due 24 Ore di Le Mans conquistate nel 1937 e nel 1939) ed esclusive (la Atalante e la Atlantic vi diranno certamente qualcosa) d’anteguerra – è una raffinata ammiraglia francese costruita dal 1934 al 1939 in soli 65 esemplari. Oggi è introvabile, tre anni fa una prima serie – quella a nostro avviso più riuscita – è stata venduta a Retromobile a Parigi a meno di 245.000 euro.

Bugatti Type 57 Galibier (1934): le caratteristiche principali

La Galibier – variante più versatile della Type 57 (l’ultima vera Bugatti secondo gli appassionati del leggendario marchio transalpino) – vede la luce nel 1934 e si distingue dalle altre versioni per le quattro porte, per l’assenza del montante centrale e per le portiere posteriori ad apertura controvento apribili soltanto dall’interno. Una berlinona elegante e briosa penalizzata da un cambio (un manuale a 4 marce) non eccezionale e da alcuni problemi di affidabilità.

Una vettura che ha vissuto interamente e intensamente il declino della Casa d’Oltralpe. Nel 1936 gli operai della fabbrica di Molsheim entrano in sciopero e occupano lo stabilimento mentre l’anno seguente è la volta della seconda serie: motore più silenzioso, telaio rinforzato, interni rivisti e un design esterno più moderno. Senza dimenticare l’introduzione del compressore e del montante centrale: sulla “seconda generazione” troviamo porte anteriori ad apertura controvento e portiere posteriori “normali” apribili da fuori.

Nel 1938 nasce la terza e ultima serie della Type 57 Galibier ma la fine della Bugatti è vicina. L’11 agosto 1939 Jean Bugatti, figlio di Ettore ed erede designato, muore a soli 30 anni mentre sta testando su una strada chiusa la vettura vincitrice a Le Mans: perde il controllo nel tentativo di evitare un ciclista ubriaco entrato nel percorso passando attraverso un buco nella recinzione. L’anno successivo i nazisti occupano la Francia e obbligano Ettore Bugatti a vendere l’impianto di Molsheim alla metà del valore all’imprenditore tedesco Hans Trimmel (che userà la fabbrica per costruire i mezzi anfibi Schwimmwagen).

Bugatti Type 57 Galibier (1934): la tecnica

La Bugatti Type 57 Galibier ospita sotto il cofano un motore 3.3 a otto cilindri in linea da 135 CV, affiancato nel 1937 (in concomitanza con il lancio della seconda serie) da una variante dotata di compressore in grado di generare 160 cavalli.

Bugatti Type 57 Galibier (1934): le quotazioni

Non fatevi ingannare dalle quotazioni della Bugatti Type 57 Galibier che parlano di cifre che si aggirano intorno ai 600.000 euro. Le auto d’anteguerra non “tirano” più come un tempo, come dimostra la prima serie venduta tre anni fa a Retromobile a meno di 245.000 euro.

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Come si riconosce un casco omologato?

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Un argomento molto interessante quello che riguarda il casco per la moto, soprattutto durante la stagione estiva ormai inoltrata, durante la quale i viaggi su due ruote sono molto più frequenti per gli appassionati e anche per i neofiti. Una cosa fondamentale da sapere è che il casco della moto deve essere sempre omologato. Vediamo quindi dove trovare la certificazione, come leggerla e quali sono in particolare le caratteristiche dei caschi omologati.

Attenzione: non comprare mai e nemmeno indossare un casco senza l’etichetta omologativa; in caso di urto o incidente potrebbe davvero essere molto pericoloso e inutile dal punto di vista della sicurezza, non proteggendo in maniera adeguata la testa di chi lo indossa.

La nuova omologazione dei caschi per la moto

A partire dal primo gennaio di quest’anno è entrata in vigore una nuova omologazione per i caschi della moto, denominata 22-06, esattamente 18 anni dopo la precedente versione. I caschi, in questo lasso di tempo non proprio brevissimo, sono cambiati molto, per questo motivo era assolutamente necessario aggiornare l’omologazione.

Oggi parliamo quindi di nuovo standard ECE 22-06 e di nuovi test che servono per attestare la sicurezza e la qualità di un casco. Con l’aumento dei requisiti sono chiaramente aumentati anche i test necessari per l’omologazione; in effetti oggi i punti d’impatto sono ben 12 in più rispetto ai 5 della versione precedente.

L’etichetta di omologazione

Un elemento fondamentale per verificare che il casco che si ha intenzione di comprare sia realmente omologato e quindi a norma è l’etichetta. Contiene molte informazioni utili sulla fabbricazione del casco stesso e in genere viene cucita sul cinturino. La legge vieta l’acquisto di caschi senza etichetta omologativa.

L’etichetta deve assolutamente contenere delle informazioni obbligatorie, non vi è un ordine preciso in cui debbono essere scritte, ma è importante che appaiano tutte:

  • deve innanzitutto esserci la lettera E, che indica l’omologazione europea e quindi dà la possibilità di utilizzare il casco in tutti i Paesi UE;
  • dopo la lettera E c’è un numero che indica il Paese in cui è stata realizzata l’omologazione;
  • poi c’è un codice numerico, che inizia in genere con 03, 04, 05 o 06 (la più recente) e indica la versione dell’omologazione ECE, e che continua con il numero di omologazione;
  • appare in seguito una lettera, che indica la tipologia di casco e il grado di protezione;
  • infine troviamo il numero di matricola o di produzione del casco.

L’omologazione precedente ECE 22-05

Oggi parliamo di omologazione 22-06, prima della quale veniva considerata invece la 22-05, concessa ai caschi solo ed esclusivamente se veniva soddisfatta totalmente la normativa vigente e quindi i caschi stessi venivano considerati sicuri per essere utilizzati in tutto il territorio dell’Unione Europea. I 5 punti di impatto dell’incudine sul casco considerati dalla 22-05 erano la parte frontale, la sommità, il retro, la parte laterale e la mentoniera.

Casco non omologato: le multe

Nel caso in cui si viaggia sulla propria moto con un casco non omologato, allora si rischiano conseguenze dal punto di vista della legge anche molto gravi. Prima di tutto la multa da un minimo di 83 fino a un massimo di 333 euro. Viene sequestrato e confiscato il casco e infine la moto viene sottoposta a fermo amministrativo per 60 giorni. Si rischia anche la decurtazione dei punti dalla patente.

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Codice della Strada: come si posizionano i veicoli su carreggiata?

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Oggi affrontiamo un altro argomento trattato nel nostro Codice della Strada, in particolare all’articolo 143, che riguarda la “Posizione dei veicoli sulla carreggiata”. Vediamo quali sono le disposizioni di legge.

Dove devono circolare i veicoli sulla carreggiata

Innanzitutto il Codice obbliga i veicoli a circolare sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro della stessa, anche se la strada è libera, non fa alcuna differenza. Animali e mezzi senza motore devono essere anch’essi tenuti il più vicino possibile al margine destro della carreggiata.

Lo stesso vale anche per gli altri veicoli quando si incrociano o percorrono una curva o un raccordo convesso, a meno che si tratti di strade composte da due carreggiate separate oppure di una carreggiata con almeno due corsie per ogni senso di marcia o una carreggiata a senso unico di circolazione.

E se la strada è divisa in due carreggiate separate? Anche in questo caso si deve percorrere sempre quella di destra. Se è divisa in tre carreggiate, allora ogni veicolo è obbligato a percorrere quella di destra o quella centrale, a meno che non vi sia una diversa segnalazione.

Se si percorre una carreggiata a due o più corsie per senso di marcia, allora ogni veicolo è obbligato per legge a occupare e percorrere la corsia più libera a destra. È importante sapere infatti che la corsia o le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso. Tutto ovviamente salvo differenti segnalazioni.

Cosa succede nei centri abitati?

Per quanto riguarda le strade che si trovano all’interno di centri abitati, a meno che non vi sia differente segnalazione, allora se la carreggiata è a due o più corsie per senso di marcia, anche in questo caso è necessario occupare la corsia libera più a destra, ricordando sempre che le corsie di sinistra sono quelle dedicate alle manovre di sorpasso.

Quale carreggiata bisogna impegnare?

In qualunque condizione di traffico i conducenti hanno la possibilità di percorrere la corsia che ritengono più opportuna, a seconda della direzione che devono prendere all’intersezione successiva più vicina. Non è concesso peraltro il cambiamento di corsia, a meno che non sia necessario per predisporsi a svoltare a destra o a sinistra oppure per fermarsi, in conformità delle norme che regolano queste manovre.

Sempre secondo l’articolo 143 del Codice delle Strada, in presenza di binari tramviari a raso, i veicoli possono procedere anche sui binari ma è necessario prestare molta attenzione al fine di non ostacolare o rallentare il percorso dei tram. Nelle strade con doppi binari tramviari a raso su un lato della carreggiata, auto e altri mezzi possono marciare a sinistra della zona interessata dai binari, ma rimanendo sempre nella parte di carreggiata relativa al loro senso di circolazione.

Se la fermata dei tram o dei filobus è affiancata anche dall’isola salvagente a destra dell’asse della strada, allora tutti i veicoli che circolano, in genere, a meno che non vi siano altre segnalazioni, possono passare sia a destra che a sinistra del salvagente; è ovviamente obbligatorio restare nella parte di carreggiata relativa al loro senso di circolazione e fare attenzione a non essere di ostacolo al movimento dei viaggiatori.

Sanzioni previste per chi circola contromano

Il rischio di multe è elevato:

  • i veicoli che circolano contromano sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da un minimo di 167 a un massimo di 665 euro;
  • chi circola contromano presso curve, raccordi convessi o altre situazioni di limitata visibilità, rischia la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 327 a 1.308 euro e la sospensione della patente da uno a tre mesi (nei casi di recidiva la sospensione va da due a sei mesi;
  • chi non rispetta le altre disposizioni dell’articolo 143 in oggetto rischia una multa da 42 a 173 euro.

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Mazda MX-5 2.0L: la Miata migliore di sempre?

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Appeal Il fascino di guidare con il vento tra i capelli non ha eguali.
Contenuti tecnologici Tanti ma non tantissimi: Apple CarPlay (anche wireless), Android Auto e una discreta dotazione di sicurezza.
Piacere di guida La MX-5 è rivolta a chi vuole divertirsi: trazione posteriore, differenziale autobloccante meccanico, un motore aspirato grintoso e un cambio perfetto.
Stile Bella da qualsiasi angolazione.

Qual è la migliore Mazda MX-5 di sempre? Secondo la stragrande maggioranza degli appassionati della spider giapponese la generazione più riuscita è la prima (anche nota come NA) mentre per altri è la NB, considerata una prima serie migliorata in alcuni aspetti.

A nostro avviso, invece, la “regina” delle Miata è quella attualmente in commercio – la quarta generazione (sigla ND) – e più precisamente la 2.0L con capote in tela, spinta da un motore 2.0 aspirato a benzina da 184 CV. Una sportiva divertente che riprende lo spirito delle prime due antenate con prestazioni più vivaci, contenuti tecnici più moderni e più comfort: il tetto si apre e si chiude in un battibaleno e il volante è ora regolabile in altezza e in profondità.

Due anni fa abbiamo avuto modo di testare la Mazda MX-5 in questa configurazione, oggi abbiamo sottoposto a una prova su strada l’ultima evoluzione della scoperta nipponica (la Model Year 2021): scopriamo insieme i suoi pregidifetti.

Cosa è cambiato con il Model Year 2021

Poco: la Mazda MX-5 2021 si distingue dalla variante 2019 per la possibilità di avere i rivestimenti in Nappa White sulla versione 1.5 (optional a 250 euro), per la nuova colorazione Deep Crystal Blue Mica e per il supporto wireless per Apple CarPlay.

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Mazda MX-5 2.0: prezzo e dotazione

La Mazda MX-5 2.0 protagonista della nostra prova su strada costa 35.450 euro e ha una dotazione di serie che comprende:

Esterni

  • Fari anteriori a matrice di LED (Adaptive LED Headlights)
  • Cerchi in lega da 17″
  • Retrovisori esterni regolabili e riscaldabili elettricamente in tinta carrozzeria
  • Maniglie esterne in tinta carrozzeria
  • Fashion Bar Nero Lucido con frangivento
  • Capotte in tessuto nero

Interni

  • Rivestimento interni in pelle/Alcantara Black con sedili sportivi Recaro
  • Sedili riscaldabili elettricamente
  • Volante multifunzione rivestito in pelle con regolazione telescopica
  • Pomello del cambio e leva freno a mano rivestiti in pelle

Comfort

  • Mazda Push Button
  • Alzacristalli elettrici con chiusura centralizzata
  • MZD Connect con display centrale a colori grafica TFT da 7″
  • Navigatore satellitare integrato
  • HMI Commander
  • Cruise Control con limitatore di velocità
  • Impianto audio Bose con Radio digitale DAB, 2xUSB, Aux-in, 9 altoparlanti
  • Interfacce Apple Carplay (wireless) e Android Auto (cavo)
  • Bluetooth
  • Climatizzatore automatico
  • Sensori luce/pioggia
  • Retrovisore interno fotocromatico
  • Smart key
  • Sensori parcheggio posteriori
  • Videocamera posteriore

Tecnologia & Sicurezza

  • Skyactiv Technology
  • ABS, EBD, EBA. DSC, TCS, ESS
  • i-Stop
  • i-ELOOP
  • Airbag frontali e laterali (guidatore e passeggero)
  • Sensori pressione pneumatici (Tyre Pressure Monitoring System)
  • Kit riparazione pneumatici
  • 3 anni di garanzia (o 100.000 km)
  • Sistema di monitoraggio angoli ciechi (Blind Spot Monitoring) con sistema di rilevazione pericolo uscita parcheggio (Rear Cross Traffic Alarm)
  • Sistema avviso fuoriuscita dalla carreggiata (LDWS)
  • Sistema rilevamento segnali stradali (TSR)
  • Sistema rilevamento stanchezza del guidatore (DAA)
  • Sistema automatico di frenata di emergenza in città anteriore e posteriore (SCBS fr. rear)
  • Barra anteriori a duomi
  • Sospensioni sportive Bilstein
  • Differenziale posteriore autobloccante di tipo meccanico

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A chi si rivolge

Ai single (il bagagliaio è piccolino per una coppia) non troppo alti e di corporatura non troppo robusta – l’abitacolo è spazioso ma solo per persone fino a 1,85 metri – che cercano il massimo del piacere di guida. La trazione posteriore unita al differenziale posteriore autobloccante meccanico è perfetta per chi in un’auto vuole divertirsi: senza dimenticare il motore grintoso, lo sterzo sensibile, l’impianto frenante potente e un cambio manuale a sei marce perfetto nella rapportatura e negli innesti.

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Alla guida: primo impatto

La quarta serie della Mazda MX-5 riprende lo spirito e la semplicità della prima generazione della Miata: si sale a bordo, si apprezzano le finiture curate (plastiche rigide per la plancia ma ben assemblate), ci si accomoda su un sedile Recaro avvolgente e basta un attimo per aprire il tetto in tela (per chiuderlo la procedura è lievemente più complessa: niente di preoccupante, comunque, sia chiaro).

Una sportiva pura ma tutt’altro che rude ed essenziale: gli aiuti elettronici sono presenti però mai invadenti e la dotazione tecnologica comprende un sistema di infotainment valido che ha come unica pecca l’impossibilità di usare il touchscreen quando la vettura è in movimento. In marcia si può utilizzare solo la rotellina – non molto intuitiva – posizionata di fianco al freno a mano.

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Alla guida: valutazione finale

Alla guida la Mazda MX-5 2021 spinta dal motore 2.0 è indistinguibile dalla 2019: la sprintosa e leggera spider giapponese – agilissima nelle curve – predilige gli alti regimi ma ai bassi e ai medi si difende bene. Una sportiva a tutto tondo che si trova a proprio agio – come le antenate – ad andature rilassate (volendo oltre i 50 km/h si può tranquillamente tenere la sesta marcia senza mai scalare) ma in grado stavolta anche di sfoderare una potenza importante (184 cavalli).

Non nasce ovviamente per il comfort – le sospensioni Bilstein sono molto rigide e il propulsore si fa sentire nell’abitacolo quando viene strapazzato – ma in compenso regala consumi sorprendenti: con uno stile di guida tranquillo si superano agevolmente i 15 km/l e quando si esagera è impossibile stare sotto quota 10.

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Cosa dice di te

Ami la guida sportiva, sei appassionato di motori e ti sei portato a casa l’auto più divertente acquistabile con meno di 40.000 euro.

Scheda tecnica
Motore benzina, 4 cilindri in linea, 1.998 cc
Potenza 135 kW (184 CV) a 7.000 giri
Emissioni 155 g/km
Consumi 14,5 km/l
Velocità max 219-220 km/h
Acc. 0-100 6,5-6,8 s
Lunghezza/larghezza/altezza 3,92/1,74/1,23-1,24 metri
Capacità bagagliaio 127-130 litri
Peso a vuoto 1.025-1.072 kg
Prezzo 35.450 euro

Le concorrenti

Audi TT Roadster 40 TFSI La Mazda MX-5 2.0L non ha rivali dirette: le concorrenti o sono troppo care o sono lontane dalla filosofia Miata. Come ad esempio la versione “base” della scoperta dei quattro anelli a trazione anteriore.
BMW Z4 sDrive20i Ha in comune con la Miata la trazione posteriore e la capote in tela e ha in più un motore turbo ma è meno divertente da guidare nonché molto più costosa.
Mercedes SLC 200 Sport Una scoperta adatta a chi non può rinunciare al comfort: il tetto è in metallo.
Smart EQ fortwo cabrio Prime L’unica spider a trazione posteriore che costa meno della MX-5 è una citycar elettrica scoperta poco potente.

L’articolo Mazda MX-5 2.0L: la Miata migliore di sempre? proviene da Icon Wheels.

Fonte:

Promozioni Volkswagen di agosto 2021

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Le promozioni Volkswagen di agosto 2021 presentano tante offerte ricche: merito degli sconti “corposi” offerti dalla Casa di Wolfsburg e del ritorno degli incentivi statali.

Le proposte più vantaggiose del mese riguardano soprattutto compatteSUV compatte, anche se non mancano modelli di altri segmenti. Scopriamoli insieme.

Promozioni Volkswagen di agosto 2021

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Volkswagen up!

La Volkswagen up! 1.0 5p. move up! costa ufficialmente 15.600 euro ma grazie alle promozioni di agosto 2021 e agli incentivi statali (vincolati alla rottamazione) bastano 11.703 euro per acquistarla. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 3,99%, TAEG 5,89%) comprende: anticipo di 1.800 euro, 35 rate da 119 euro e una maxirata finale di 6.736,08 euro.

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Volkswagen Polo

Grazie alle promozioni Volkswagen di agosto 2021 e agli incentivi (vincolati alla rottamazione) sono sufficienti 15.170 euro – anziché 18.700 – per entrare in possesso della Polo più economica in commercio: la 1.0. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 3,99%, TAEG 5,41%) comprende: anticipo di 1.800 euro, 35 rate da 149 euro e una maxirata finale di 9.528,02 euro.

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Volkswagen Golf

Le promozioni Volkswagen di agosto 2021 e gli incentivi (vincolati alla rottamazione) consentono di acquistare la Golf 1.0 eTSI con 24.842 euro invece di 29.300. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 4,99%, TAEG 6,04%) comprende: anticipo di 5.500 euro, 35 rate da 179 euro e una maxirata finale di 15.702,45 euro.

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Volkswagen Passat Variant

Da 54.500 a 43.769 euro: è questo lo sconto previsto dalle promozioni Volkswagen di agosto 2021 e dagli incentivi (vincolati alla rottamazione) sulla Passat Variant GTE. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 4,99%, TAEG 5,74%) comprende: anticipo di 11.500 euro, 35 rate da 379 euro e una maxirata finale da 23.162,50 euro.

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Volkswagen Touran

Ad agosto 2021 la Volkswagen Touran “base” – la 1.5 TSI Business – costa 32.470 euro anziché 35.250. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 4,99%, TAEG 5,93%) comprende: anticipo di 7.500 euro, 35 rate da 349 euro e una maxirata finale di 15.820,20 euro.

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Volkswagen T-Cross

La Volkswagen T-Cross “entry level” – la 1.0 TSI Urban – costa ufficialmente 21.100 euro ma grazie alle promozioni della Casa teutonica di agosto 2021 e agli incentivi (vincolati alla rottamazione) sono sufficienti 17.437 euro per acquistarla. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 4,99%, TAEG 6,38%) comprende: anticipo di 3,500 euro, 35 rate da 139 euro e una maxirata finale di 10.936,55 euro. Ma non è tutto: è infatti previsto il rimborso al cliente delle prime tre rate, posto che esse siano state pagate integralmente e con puntualità.

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Volkswagen T-Roc

Grazie allo sconto di 2.930 euro offerto dalle promozioni Volkswagen di agosto 2021 sono sufficienti 22.570 euro (anziché 25.500) per portarsi a casa la T-Roc più accessibile del listino (la 1.0 TSI Style). Il finanziamento abbinato (TAN fisso 4,99%, TAEG 6,16%) comprende un anticipo di 5.500 euro, 35 rate da 169 euro e una maxirata finale di 13.441,56 euro ed è inoltre previsto il rimborso delle prime tre rate, posto che esse siano state pagate integralmente e con puntualità.

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Volkswagen Tiguan

28.803 euro (anziché 32.300): basta questa cifra ad agosto 2021 per portarsi a casa la Volkswagen Tiguan 1.5 TSI 131 CV. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 4,99%, TAEG 5,98%) comprende un anticipo di 7.000 euro, 35 rate da 249 euro, una maxirata finale di 15.917,44 euro e il rimborso delle prime tre rate, posto che siano state pagate integralmente e con puntualità.

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Volkswagen ID.3

L’unione tra le promozioni Volkswagen di agosto 2021 e gli incentivi statali (vincolati alla rottamazione) permette di acquistare la ID.3 Pure Performance con 23.444 euro anziché 33.900. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 4,99%, TAEG 5,96%) comprende: anticipo di 2.150 euro, 35 rate da 199 euro e una maxirata finale da 17.213,06 euro.

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Volkswagen ID.4

Gli sconti uniti agli incentivi (vincolati alla rottamazione) consentono di acquistare ad agosto 2021 la Volkswagen ID.4 più economica in commercio – la Pure Performance – con 32.559 euro invece di 43.800. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 4,99%, TAEG 5,79%) comprende: anticipo di 4.250 euro, 35 rate da 299 euro e una maxirata finale di 21.584,64 euro.

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Come aumentare l’autonomia delle auto elettriche in estate

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Credits: iStock

È possibile, attraverso determinati comportamenti e azioni, riuscire ad aumentare l’autonomia delle auto elettriche, soprattutto durante la stagione estiva. Il conducente del veicolo infatti rischia di consumare eccessivamente l’energia che ha a disposizione a causa di scarse conoscenze e comportamenti distratti, che cerchiamo di spiegare in questo articolo, dando alcuni consigli utili.

Aria condizionata: come usarla per migliorare l’autonomia dell’auto elettrica

Il primo consiglio è senza alcun dubbio quello limitare l’utilizzo del condizionatore in macchina, è il suggerimento più banale e ripetuto (anche sui veicoli con motorizzazione tradizionale), ma anche il più utile per migliorare i consumi e l’autonomia del mezzo.

La ragione è molto facile da intuire, più tempo resta in funzione l’impianto di climatizzazione e più aumenta il consumo di kW di energia. Chiaramente in questo modo l’auto perde autonomia molto più rapidamente.

Ma non è tutto, c’è anche un altro suggerimento molto utile che riguarda sempre l’utilizzo del climatizzatore auto. Quale? Sfruttare il precondizionamento dell’auto elettrica nel momento in cui è collegata alla rete per la ricarica della batteria. È fondamentale stare molto attenti alla gestione del tempo. Quando manca poco al termine dell’energia residua, bisogna ricordarsi di attivare il precondizionamento circa 8-10 minuti prima che la ricarica è completa (quindi dopo alcune ore dall’inizio dell’operazione).

Per non sbagliare, è possibile impostare il timer per l’accensione del sistema di condizionamento; oggi infatti ci sono tantissime funzionalità per le auto elettriche di nuova generazione che possono essere gestite da remoto, semplicemente usando il proprio smartphone, con le apposite applicazioni dedicate.

Il sole? Nemico dell’autonomia delle auto elettriche

Durante le ferie estive arriva finalmente il momento di mettere alla prova la propria auto elettrica sulle lunghe percorrenze, e la sua autonomia, necessaria per raggiungere le tanto amate località scelte per le vacanze. È ancora più importante in questo caso fare attenzione a tenere tutti i comportamenti adatti a conservare maggiormente l’autonomia della batteria del veicolo a zero emissioni.

Particolare occhio di riguardo per il calore del sole, che sicuramente non è amico delle auto a motore, ma non lo è nemmeno dei veicoli elettrici (sempre per quanto riguarda l’autonomia). Le soste in autogrill durante i viaggi in autostrada sono quelle a cui prestare maggiore attenzione, cercate di parcheggiare sempre all’ombra e di pianificare prima il percorso, con le relative soste.

Auto elettrica e autonomia: rispettare i limiti di velocità

La questione dei limiti di velocità è molto importante, prima di tutto per la sicurezza in auto. Viaggiare oltrepassando appunto i limiti imposti dalla legge non è rischioso solo per quanto riguarda multe e perdita di punti sulla patente, ma anche per la sicurezza del guidatore, dei passeggeri e degli altri utenti che si incontrano sulla strada. Oltretutto, nel caso di auto elettriche, rispettare i limiti può aiutare anche a preservare una maggiore autonomia di ricarica (come succede anche per i veicoli diesel e benzina). La velocità è uno dei fattori che assorbe maggiormente l’energia dalla batteria.

Autonomia auto elettriche: come sfruttare la rigenerazione della frenata

La frenata rigenerativa è una caratteristica delle auto elettriche, una tecnologia in grado di consentire il recupero dell’energia durante le fasi di decelerazione dell’auto. Chiaramente questo non basta ad evitare la sosta per la ricarica alle colonnine, ma durante un viaggio consente di guadagnare alcuni kW e quindi dei chilometri in più da percorrere.

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