Renault Arkana E-Tech 145, la nostra prova su strada

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IconWheels per Renault

La nostra prova su strada di Renault Arkana E-Tech 145


Sapete cosa dicono di Arkana? Che è una vettura “SUVversiva”. E sapete perché? Perché abbina una carrozzeria, come quella delle suv – coupé, generalmente riservata ai marchi premium, a un’auto di un costruttore generalista come Renault. Ma non solo: cuore pulsante di questa vettura è un sistema ibrido che deriva addirittura dalla Formula1. Insomma: ha tutte le carte in regola per conquistare posizioni all’interno del segmento C. Un segmento in forte espansione.

La versione E-TECH 145, protagonista della nostra prova – e da poco disponibile per il mercato italiano – si contraddistingue per l’innovativo sistema full-hybrid. Il motore termico (il 1.600 4 cilindri benzina aspirato da 91 CV) è abbinato a due motori elettrici, alimentati da una batteria da 230 V, per una potenza complessiva di 145 CV. Il cambio è l’innovativo Multi-Mode, con innesto a denti, privo di frizione.

Secondo il ciclo di omologazione WLTP, questa motorizzazione, particolarmente parca nei consumi e attenta alle emissioni di CO2, consente di circolare in città fino all’80% del tempo in modalità elettrica, con un risparmio di circa il 40% rispetto alle motorizzazioni benzina “normali”, con un consumo stimato di 4,8 litri per 100 Km.

Nuovo Renault Arkana non passa certo inosservato: ha uno stile distintivo e una gran bella personalità, e riprende alcuni tratti stilistici tipici della Casa francese. Ha un’altezza libera dal suolo di 200 mm, cintura della scocca atletica, possente e ben rialzata, spalle ben definite e una vista laterale molto azzeccata, caratterizzata da passaruota ben marcati e dal tetto spiovente, tipico delle coupé. Sulla parte frontale spicca uno dei tratti distintivi di Renault dato dalla firma luminosa delle luci LED a forma di boomerang.

Arkana è disponibile in sette tinte carrozzeria, con due tipi di cerchi da 18”. Due gli allestimenti: Intens e R.S. Line, come l’esemplare in prova di Icon Wheels, firmato dal reparto Renault Sport, per soddisfare pure i clienti più esigenti.

Si viaggia comodi, questo è indubbio: a cominciare dal posto guida che è davvero super confortevole. Silenzioso, soprattutto in partenza, Arkana ha uno sterzo molto preciso e diretto, in perfetta sinergia con l’assetto non particolarmente rigido che rendono questo suv coupé molto agile, nonostante le dimensioni, anche nelle curve più strette.

E poi, è “best in class” alla voce sicurezza: per il suv coupé il massimo dei voti – 5 stelle – nei severi crash test dell’EURONCAP. Dispone, di serie, di 8 airbag, fra cui quelli a tendina e di tutti i principali ADAS di ultima generazione come l’Adaptive Cruise Control e sistema di rilevamento attivo dei veicoli in arrivo.

Già nelle concessionarie, a partire da 31.850 Euro. Oltre alla full-hybrid E-TECH 145, Renault Arkana è disponibile nella versione benzina 1.3 TCe declinata in due differenti livelli di potenza: da 140 e 160 CV.

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La storia del logo Renault

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Il logo Renault – la losanga – non è tra gli stemmi più affascinanti del mondo automotive ma ha una storia che merita di essere raccontata. Scopriamo insieme l’evoluzione della brand identity della Casa francese fondata nel lontano 1899.

La storia del logo Renault

La storia della Renault inizia a Parigi la sera della vigilia di Natale del 1898. Louis Renault arriva nel 19° arrondissement della capitale francese alla guida della prima auto da lui creata (la “voiturette Type A“, la prima vettura di sempre equipaggiata con una trasmissione a presa diretta) e per dimostrare la validità del suo progetto si inerpica lungo Rue Lepic, in vetta alla collina di Montmartre, e raccoglie i primi 12 ordini.

Il 25 febbraio 1899 viene fondata la società Renault-Fréres e compaiono i primi stemmi: il nome “Renault-Fréres” sui predellini e le iniziali LR (Louis Renault) sul mozzo delle ruote.

Il primo logotipo

Il primo logotipo Renault arriva nel 1900 ed è un medaglione in puro stile Art Nouveau ornato da nastri con due lettere R stilizzate che compongono a loro volta una L e una M (LouisMarcel, i fratelli Renault). Marcel scompare nel 1903 e nel 1906 – per rafforzare il simbolismo industriale – il medaglione viene rimpiazzato da un ingranaggio al cui interno è inciso il frontale della Renault vincitrice del GP di Francia di quell’anno con il pilota austro-ungarico Ferenc Szisz.

Nel 1909, dopo la morte di Fernand RenaultLouis resta da solo alla guida dell’azienda e la ribattezza Societé des Automobiles Renault.

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La Prima Guerra Mondiale e il carro armato

Il logo più curioso della storia Renault nasce nel 1919 e adotta la sagoma di un carro armato (per ricordare il contributo decisivo del mezzo FT17, creato proprio dall’azienda francese, nella Prima Guerra Mondiale). Lo stemma non viene usato sulle auto ma in tutti i documenti di quel periodo. Tre anni più tardi la Casa transalpina cambia nome: Societé Anonyme des Usines Renault.

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Arriva la losanga

Il 1923 è l’anno in cui arriva un nuovo logo sulle auto Renault: una griglia rotonda posizionata frontalmente con il nome Renault inscritto al centro che ha anche il compito di nascondere il clacson (come previsto dalle leggi dell’epoca). Già l’anno successivo, per adattarsi alle linee dei cofani motore a forma di diedro, lo stemma rotondo inizia ad adottare degli angoli e sulla berlina alto di gamma 40 CV Type NM appare la famosa losanga.

Nel 1925 la losanga viene ufficialmente adottata dalle Renault  sportive e lussuose (che nel 1929 guadagnano il suffisso Stella e un secondo logo nella parte superiore del cofano, una stella filante a cinque punte). Sei anni più tardi la stella filante rimpiazza la losanga sulle Renault StellaGrand Sport e ci rimane fino alla Seconda Guerra Mondiale. Nel frattempo appare uno slogan celebre: “Renault, l’Automobile de France“.

Dopo la guerra

Il 16 gennaio 1945 la Renault viene nazionalizzata e diventa Régie Nationale des Usines Renault. Lo slogan cambia in “Plus que jamais, Renault, l’Automobile de France” (più che mai, Renault, l’automobile di Francia). L’anno successivo lo stemma diventa per la prima volta a colori (giallo su fondo nero) e presenta la dicitura “Régie Nationale“.

Gli esperimenti degli anni ’50

Gli anni ’50 vedono una serie di esperimenti da parte di Renault sul tema “logo“: nel 1951 compare una cartina della Francia etichettata RNUR, sulla Frégate c’è un tre alberi con le vele spiegate mentre sulla Dauphine del 1956 troviamo uno stemma “Renault – Régie Nationale” con una corona con sopra tre delfini. Le sperimentazioni finiscono nel 1959: anno in cui la losanga diventa l’unico logo Renault.

I loghi spostati

Con l’arrivo della Renault 4 nel 1961 la losanga diventa più stretta (Pointe de Diamant, punta di diamante), il nome Renault è inciso in lettere più sottili e sparisce la dicitura “Régie Nationale“.

Sulla Renault 8 del 1962 lo stemma viene installato sul lato destro della calandra in posizione asimmetrica (una soluzione che verrà adottata anche in altre occasioni) mentre sulla 16 del 1965 la losanga viene usata anche come decorazione laterale sui parafanghi posteriori.

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Il logo Vasarely

Nel 1972 i vertici Renault decidono di dare più forza alla losanga semplificandola al massimo, allargandola e facendo sparire il nome della Casa transalpina. Il nuovo logo viene usato sulla 15, sulla 177 e sulle prime 5 ma viene rapidamente modificato dall’artista franco-ungherese Victor Vasarely (che realizza un logo dotato di striature parallele) in quanto troppo simile a uno stemma già registrato da un componentista.

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Gli anni ’90

Il 1992 è l’anno in cui il “logo Vasarely” viene modificato da Jacques Paumier (JPG Design): il nuovo stemma suggerisce la qualità e la robustezza del prodotto Renault e la nuova identità di marca è accompagnata da un’inedita tipografia disegnata da Wolff Olins. Il nome Renault riappare sotto la losanga in tutta la documentazione e sulle auto lo stemma si piazza stabilmente al centro della calandra.

Nel 1995 Renault entra in Borsa e nel 1999 nasce l’alleanza Renault-Nissan con l’acquisizione di DaciaNissan. Risale al 2000, invece, l’acquisto di Samsung Motors, diventata poi RSM.

Il quadrato giallo

Nel 2004 la losanga viene posta in un quadrato giallo per farne spiccare il rilievo e il materiale e la nuova tipografia delle lettere del nome Renault ideata da Eric de Berranger ed è disposta a destra del blocco di marca. Tre anni più tardi il nome Renault entra nella cornice gialla collocandosi sotto la losanga, lo slogan internazionale diventa “Renault – Drive the change” mentre quello francese “Changeons de vie, changeons l’automobile“.

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Il XXI secolo

Nel 2012 arriva un nuovo design più sensuale in casa Renault: la losanga, più grande e in posizione verticale, occupa sulla calandra uno spazio preponderante e fondamentale, contribuendo a rendere i modelli immediatamente identificabili come Renault. Il logo subisce alcuni adattamenti in funzione delle gamme: sui veicoli elettrici, ad esempio, è azzurrato.

Il nuovo universo di marca introdotto nel 2015 riguarda tutti i documenti prodotti dall’azienda e le pubblicità, accompagnate da una nuova firma sonora. Logo rinnovato con un emblema dai contorni più arrotondati e calorosi, una nuova tipografia più leggera e un nuovo slogan: “Renault – Passion for life“.

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Il nuovo logo Renault viene svelato nel 2021 in occasione del lancio della concept 5 Prototype: uno stemma essenziale, senza firma né topogramma, progettato per vivere in movimento. Una firma stilistica resa al tempo stesso più semplice e più iconica: due losanghe che si incastrano con un effetto ottico che crea complementarietà.

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Come si riducono drasticamente i consumi di un motore diesel?

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I consumi dell’auto si possono ridurre drasticamente tenendo dei comportamenti responsabili alla guida e seguendo alcuni consigli che possono essere molto utili sia in caso di motorizzazioni diesel che di altre tipologie di alimentazione. Vediamo tutto quello che bisogna sapere.

I consigli utili per ridurre i consumi dell’auto diesel

Un elenco dei migliori accorgimenti per diminuire quelli che sono i consumi del motore della vostra auto:

  • lo stile di guida è molto importante, in base al comportamento che si tiene al volante infatti i consumi aumentano o diminuiscono. Possiamo dire che la prima cosa a cui stare attenti è la modalità con cui si accelera, è meglio farlo sempre in maniera dolce e progressiva, evitando di premere il pedale fino in fondo quando non è assolutamente necessario;
  • lo stesso vale per la cambiata, il consiglio degli esperti per risparmiare carburante è quello di evitare di cambiare a un numero di giri alto; basta non superare i 2.500 giri per i motori a benzina e i 2.000 per quelli diesel, prima di cambiare marcia. È sconsigliato anche fare il contrario, e quindi mettere subito in terza o quarta appena si parte, è vero che si abbassano i giri del motore ma serve anche uno sforzo costante sull’acceleratore per non fermare la vettura. Dare più gas di quanto è necessario fa sempre consumare;
  • altri comportamenti molto responsabili alla guida che, oltre a ridurre i consumi, diminuiscono anche quelle che sono le emissioni inquinanti nell’atmosfera, sono: spegnere la macchina quando ci si trova fermi in coda, al semaforo, al passaggio a livello, oppure utilizzare il sistema di Start & Stop (se la vettura ne è dotata chiaramente), che consente infatti di risparmiare molto carburante (fino al 10%, che non è male);
  • tra le strategie da mettere in pratica per diminuire i consumi dell’auto, in grado di rendere lo stile di guida più risparmioso e fluido, c’è anche quella di tenere sempre sotto controllo la pressione delle gomme. Anche la condizione degli pneumatici infatti può influenzare molto i consumi della vettura, deve quindi essere sempre allineata con il valore indicato nel libretto di uso e manutenzione. Lo pneumatico gonfiato al meglio può aumentare l’efficienza fino a un 2%;
  • altro consiglio riguarda i viaggi in autostrada, quando fa caldo, soprattutto durante l’estate, la tendenza è quella di tenere i finestrini aperti per prendere aria, quando non si vuole usare il condizionatore (che oltretutto aumenta i consumi dell’auto); forse non lo sapete, ma anche tenere i finestrini sempre aperti aumenta di molto i consumi di carburante durante il viaggio;
  • cosa fare invece quando ci si trova in prossimità di un incrocio? Il consiglio è quello di avvicinarsi con la macchina in folle, arrivando fino alla linea dello stop lentamente, con il motore al minimo;
  • se guidate una vettura moderna, allora è molto probabile che sia dotata di un sistema frenante che permette di fermare l’auto in maniera sicura, anche se utilizzare il freno motore. Questo consente di risparmiare molto il carburante consumato dalla vettura;
  • ridurre il peso dell’auto aiuta a diminuire i consumi di carburante. Viaggiare per andare in vacanza ovviamente significa anche portare con sé i bagagli, ma il consiglio è quello di non esagerare e cercare di scegliere lo stretto indispensabile. Eliminate inoltre eventuali oggetti che avete nel bagagliaio durante in quotidiano, tutto quello che non occorre in auto. Il carico pesante infatti aumenta i consumi della macchina;
  • per consumare meno benzina, è bene che l’auto possa lavorare sempre al massimo livello di efficienza. Per questo motivo è fondamentale effettuare i controlli periodici, i tagliandi auto e la manutenzione generica. In questo modo il motore funziona sempre alla perfezione ed è possibile evitare consumi inutili.

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Come si affronta una frenata d’emergenza in moto?

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Quando si viaggia in moto, una delle manovre più pericolose, che qualsiasi pilota vorrebbe evitare, è senza dubbio la frenata di emergenza. Eppure purtroppo capita di doverla effettuare, a causa del comportamento distratto del pilota stesso, della velocità di percorrenza eccessiva su strade sconosciute o ancora per colpa di altri utenti della strada sbadati o inesperti. È fondamentale quindi imparare a gestire la frenata d’emergenza in maniera ottimale, per evitare incidenti e rischi inutili. Vediamo cosa bisogna sapere quindi sull’argomento, alcuni consigli utili.

Come affrontare la frenata d’emergenza con la moto

Tutti coloro che utilizzano una moto, ma anche un scooter, sanno bene che, sebbene si cerchi di evitare, molto spesso accade di dover frenare improvvisamente a bordo della propria due ruote, e non è mai piacevole. I rischi sono tanti, ma purtroppo capita di dover effettuare questa manovra d’emergenza in differenti casi, per evitare incidenti o problemi. Degli esempi:

  • l’auto che si ha davanti decide di svolta a sinistra all’ultimo momento, senza preavviso;
  • un pedone si ‘lancia’ in strada, attraversando senza nemmeno guardare.

Sono solo due delle infinite situazioni simili che si possono verificare, e cosa fare per evitare incidenti anche molto gravi? Frenare bruscamente. Ma la frenata d’emergenza deve essere affrontata nel modo migliore, per riuscire a controllare la propria moto, senza rischiare di cadere al suolo, facendosi male.

Come frenare quando ci si trova in queste situazioni:

  • prima di tutto premere la leva del freno anteriore progressivamente, arrivando alla pressione massima. In questo modo il peso va all’anteriore, comprime sospensione e gomma, che espande la superficie a contatto con la strada, e così acquista più aderenza;
  • evitare assolutamente di frenare bruscamente, si rischia infatti di non sfruttare totalmente l’aderenza dello pneumatico anteriore;
  • sarebbe meglio usare tutti e due i freni, aiutandosi anche con il posteriore, in modo che anche la gomma dietro possa mantenere il contatto con l’asfalto e offrire un po’ di trazione, per rallentare prima;
  • attenzione però a non contare solo sul freno posteriore;
  • controllate la situazione attorno a voi: se frenate al massimo e in maniera perfetta, ma avete un’auto vicinissima dietro, è praticamente inutile. Non è facile, ma bisognerebbe creare attorno a sé una ‘zona sicura’, per rimanere ‘isolati’ in qualsiasi situazione, senza essere d’intralcio. Questo permette di avere sempre lo spazio per una eventuale frenata d’emergenza.

Fate attenzione anche a questi dettagli, che possono essere molto utili per una guida sicura in moto:

  • se davanti a voi c’è un veicolo che oscura la visuale, allora spostatevi, non stategli dietro, gestite voi la situazione per evitare pericoli;
  • controllate sempre le condizioni del traffico attorno alla vostra moto;
  • guardate più avanti possibile, in modo da verificare se ci sono dei potenziali rischi sulla strada, prima di ritrovarli troppo vicini a voi, quando ormai sono un problema;
  • una cosa molto importante da fare, quando si ha meno esperienza, è prendere confidenza con la propria moto e provare a frenare fino al massimo in un parcheggio vuoto;
  • altra cosa fondamentale è conoscere a fondo la propria moto, quindi sapere quanto velocemente può frenare, cosa succede se la ruota posteriore si alza da terra, quando si può usare il freno dietro prima che blocchi e molto altro.

Attenzione a non avere mai paura di frenare per evitare situazioni di pericolo, tenete presente tutto quello che avete letto finora, ma quando è necessario cercate di fermare prima possibile la vostra moto. È possibile che la ruota posteriore si sollevi, ma è fondamentale ridurre la velocità dell’impatto.

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MotoGP 2021: Bagnaia vince anche a Misano, a San Marino primo podio per Bastianini

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Ancora Francesco Bagnaia: il centauro torinese della Ducati ha conquistato nel GP di San Marino 2021Misano la seconda vittoria (in carriera e consecutiva) in MotoGP. Un successo costruito ieri con la pole position e consolidato oggi restando in testa per tutta la gara e difendendosi nel finale dagli attacchi del leader del Motomondiale Fabio Quartararo (secondo con la Yamaha).

MotoGP Of San Marino – Qualifying

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MotoGP Of San Marino – Race

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MOTO-PRIX-SMR-MOTOGP-PODIUM

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MotoGP Of San Marino – Qualifying

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MotoGP Of San Marino – Qualifying

Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images

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La sorpresa del giorno è arrivata invece da Enea Bastianini, capace di conquistare il primo podio nella classe regina arrivando terzo (dopo essere partito dodicesimo) in sella a una Ducati del team privato Esponsorama.

MotoGP 2021 – GP San Marino: le pagelle

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Francesco Bagnaia (Ducati)

Francesco Bagnaia ha dominato il GP di San MarinoMisano per tutto il weekend: ieri ha conquistato la pole position e oggi, dopo una partenza eccezionale, ha conservato il primo posto senza mai subire un sorpasso tirando nel finale per impedire a Quartararo di attaccare.

Per il pilota piemontese si tratta del secondo trionfo consecutivo e del terzo podio nelle ultime quattro gare della MotoGP 2021.

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Fabio Quartararo (Yamaha)

Fabio Quartararo ha duellato nei primi giri con Miller e Martín e si è scatenato nella seconda parte del Gran Premio di San Marino superando il rivale australiano al 14° giro e andando a prendere Bagnaia (senza però riuscire a superarlo).

Il leader del Motomondiale ha ancora un buon vantaggio sui concorrenti: merito della grande continuità (quinto piazzamento in “top 5” negli ultimi sette appuntamenti iridati).

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Jack Miller (Ducati)

Con una Ducati così Jack Miller dovrebbe salire regolarmente sul podio e invece non ottiene un piazzamento in “top 3” da oltre tre mesi.

Il centauro australiano è riuscito a tenersi dietro Quartararo al via e nella prima parte del GP di San Marino (commettendo però un paio di errori): al 19° giro si è fatto superare da Bastianini e ha tagliato il traguardo in quinta posizione.

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Joan Mir (Suzuki)

Joan Mir ha disputato un discreto GP di San Marino: partito undicesimo, arrivato sesto.

Per il campione del mondo in carica si tratta della nona gara consecutiva in “top ten” ma c’è bisogno di qualcosa in più.

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Ducati

Un GP di San Marino decisamente soddisfacente per la Ducati.

La Casa di Borgo Panigale ha a disposizione in questo momento la moto migliore della MotoGP 2021 e ha portato a casa un primo, un terzo e un quinto posto.

MotoGP 2021 – I risultati del GP di San Marino

Prove libere 1

1 Maverick Viñales (Aprilia) 1:32.666
2 Joan Mir (Suzuki) 1:32.746
3 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:32.801
4 Jack Miller (Ducati) 1:32.859
5 Álex Rins (Suzuki) 1:32.885

Prove libere 2

1 Johann Zarco (Ducati) 1:42.097
2 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:42.650
3 Jack Miller (Ducati) 1:42.719
4 Joan Mir (Suzuki) 1:42.910
5 Marc Márquez (Honda) 1:42.921

Prove libere 3

1 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:31.936
2 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:31.975
3 Jack Miller (Ducati) 1:32.089
4 Joan Mir (Suzuki) 1:32.136
5 Maverick Viñales (Aprilia) 1:32.200

Prove libere 4

1 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:32.197
2 Álex Rins (Suzuki) 1:32.287
3 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:32.333
4 Johann Zarco (Ducati) 1:32.505
5 Joan Mir (Suzuki) 1:32.578

Qualifiche

1 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:31.065
2 Jack Miller (Ducati) 1:31.314
3 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:31.367
4 Jorge Martín (Ducati) 1:31.663
5 Johann Zarco (Ducati) 1:31.836

Warm up

1 Álex Rins (Suzuki) 1:32.521
2 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:32.623
3 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:32.780
4 Joan Mir (Suzuki) 1:32.790
5 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:32.877

Le classifiche
La classifica del GP di San Marino 2021
Francesco Bagnaia (Ducati) 41:48.305
Fabio Quartararo (Yamaha) + 0,4 s
Enea Bastianini (Ducati) + 4,8 s
Marc Márquez (Honda) + 10,2 s
Jack Miller (Ducati) + 10,5 s
Classifica Mondiale Piloti
Fabio Quartararo (Yamaha) 234 punti
Francesco Bagnaia (Ducati) 186 punti
Joan Mir (Suzuki) 167 punti
Johann Zarco (Ducati) 141 punti
Jack Miller (Ducati) 140 punti

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Peugeot 2008, la tecnologia sigla per sigla

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La Peugeot 2008 – arrivata alla seconda generazione – è una piccola SUV francese a trazione anteriore offerta anche nella variante elettrica e-2008. Una crossover ricca di stile e tecnologia rivolta a chi ha bisogno di versatilità.

Di seguito troverete un glossario per capire meglio cosa significano le sigle che identificano tutti gli accessori tecnologici della Sport Utility transalpina.

Peugeot 2008: la tecnologia sigla per sigla

Active Safety Brake

La frenata automatica Active Safety Brake serve a evitare una collisione o a limitarne la gravità riducendo la velocità del veicolo. Il sistema interviene se il conducente non aziona il freno della vettura.

Advanced Grip Control

L’Advanced Grip Control comprende un sistema antipattinamento avanzato e l’Hill Assist Descent Control.

AFU

Il sistema AFU è l’assistente alla frenata d’emergenza: un dispositivo che in caso di pericolo applica la massima potenza frenante anche se il pedale non è stato premuto a fondo.

Android Auto

Il sistema Android Auto consente a tutti i possessori di smartphone Android (da 5.0 Lollipop in su) di utilizzare a bordo della vettura numerose funzioni del telefono.

Apple CarPlay

Apple CarPlay porta sul display dell’auto le funzioni più utili dell’iPhone (dal 5 in su).

Autonomous Emergency Braking System 3

L’Autonomous Emergency Braking System 3 è un sistema di frenata anticollisione attivo giorno e notte tra 5 e 140 km/h.

Blind Corner Assist

Il Blind Corner Assist avvisa il conducente della presenza di un altro veicolo negli angoli ciechi.

BlueHDi

La sigla BlueHDi identifica i motori diesel della Peugeot 2008.

DAB

La sigla DAB (Digital Audio Broadcasting) indica la radio digitale.

Distance Alert

Il Distance Alert è un allarme di possibile rischio di collisione. Quando viene rilevato un veicolo si accende una spia luminosa mentre in caso di collisione imminente è prevista anche un’allerta sonora.

Driver Attention Alert

Il Driver Attention Alert valuta lo stato di vigilanza del conducente identificando le deviazioni di traiettoria rispetto alle strisce a terra. Una volta che il sistema determina che l’andamento del veicolo suggerisce un certo livello di stanchezza o disattenzione da parte del conducente si attivano gli allarmi.

EAT8

La sigla EAT8 identifica il cambio automatico (convertitore di coppia) a 8 rapporti della Peugeot 2008.

Head-up Digital Display

L’Head-up Digital Display è un nuovo quadro strumenti inserito in una posizione rialzata (che offre una maggiore sicurezza perché non si distoglie lo sguardo dalla strada) completamente digitale.

High Beam Assist

L’High Beam Assist è un sistema che effettua una commutazione automatica da abbaglianti ad anabbaglianti se si incontra un veicolo.

Hill Assist

La tecnologia Hill Assist aiuta il conducente a rimettersi in moto in salita. Immobilizza il veicolo per circa 2 secondi, lasciando il tempo di passare dal pedale del freno a quello dell’acceleratore.

i-Cockpit

i-Cockpit è un innovativo layout degli interni realizzato da Peugeot che comprende un volante compatto, un quadro strumentazione davanti agli occhi del conducente e un ampio touchscreen.

Keyless

Il sistema keyless consente di chiudere/aprire e mette in moto l’automobile senza dover estrarre la chiave dalla tasca.

Lane Keeping Assist

Il Lane Keeping Assist è il sistema attivo di superamento della linea di carreggiata.

Lane Positioning Assist

Il Lane Positioning Assist funziona con l’aiuto di una telecamera che identifica le linee di delimitazione sulla strada. Il sistema posiziona il veicolo all’interno della carreggiata nel punto desiderato dal conducente.

Park Assist

Il sistema Park Assist aiuta a trovare un parcheggio adatto alle dimensioni del veicolo e, dopo che il posto è stato individuato, effettua una manovra automatica (sia negli spazi ristretti che nei parcheggi a pettine).

Peugeot Connect SOS & Assistance

I servizi Peugeot Connect SOSPeugeot Connect Assistance offrono la chiamata d’emergenza in caso di incidente e la possibilità di essere messi in contatto diretto con la piattaforma d’assistenza della Casa del Leone.

PureTech

La sigla PureTech identifica i motori benzina della Peugeot 2008.

REF

La sigla REF identifica la ripartizione elettronica della frenata.

Speedcam

La funzione speedcam permette di ricevere avvisi in tempo reale riguardo agli autovelox, ai tratti pericolosi della strada e alle zone a rischio.

Speed Limit Detection

Lo Speed Limit Detection è un dispositivo di lettura dei cartelli stradali con raccomandazione del limite di velocità.

Visiopark 180°

Il sistema Visiopark 180° della Peugeot 2008 offre una visione 180° grazie a una telecamera posteriore.

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Come funziona un motore a benzina

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Il motore a benzina – il propulsore più amato dagli italiani – è molto usato da chi non percorre molti chilometri e da chi vuole un’unità più economica da acquistare rispetto a quelle diesel o ibride.

Di seguito scopriremo il funzionamento di un motore a scoppio benzina a 4 tempi, una guida completa alle quattro fasi del ciclo Otto, su cui si basano quasi tutti i motori a benzina.

Come funziona un motore a benzina: aspirazione

Il pistone si muove verso il punto morto inferiore. Attraverso le valvole di aspirazione viene aspirata la miscela aria benzina.

Come funziona un motore a benzina: compressione

Il pistone inverte la sua corsa comprimendo la miscela aria benzina. Al momento opportuno, poco prima che il pistone raggiunga il punto morto superiore, scocca la scintilla e si avvia la fase di combustione.

Come funziona un motore a benzina: espansione

La temperatura all’interno della camera di combustione aumenta e la pressione sale. Il pistone viene spinto verso il punto morto inferiore.

Come funziona un motore a benzina: scarico

Il pistone inverte nuovamente la sua corsa spostandosi verso il punto morto superiore. Inizia la fase di scarico dei gas combusti attraverso le valvole.

Cos’è il motore a ciclo Atkinson e come funziona

Il motore a ciclo Atkinson è un propulsore a combustione interna utilizzato soprattutto sulle auto ibride. Si differenzia dalle unità a ciclo Otto per una maggiore efficienza (merito dell’ottimizzazione della fase di compressione della miscela aria benzina) e per una potenza specifica inferiore.

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Come si guida davvero bene in montagna?

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L’estate sta finendo, e c’è chi parte per i suoi ultimissimi giorni di ferie oppure chi inizia a raggiungere la sua casa in montagna ogni week end, per passare un paio di giornate di svago prima di rientrare al lavoro il lunedì mattina. Una cosa è certa, soprattutto durante l’inverno o ad altitudini elevate, è bene sapere come guidare in montagna per evitare pericoli e come prepararsi a eventuali imprevisti comuni.

Lo stile di guida più sicuro per la montagna

Per guidare in sicurezza sulle strade di montagna, è bene tenere presente tutte le condizioni in cui è possibile trovare l’asfalto. Quindi potrebbero esserci delle lastre di ghiaccio o la neve se fa molto freddo, ma anche fango e acqua, tutti elementi che possono chiaramente rendere la guida più difficoltosa. La prima regola è guidare con prudenza, quindi mantenendo la giusta distanza di sicurezza dai veicoli che ci precedono, andare piano, evitare manovre brusche.

Sulle strade in salita, soprattutto in condizioni di neve e ghiaccio, bisognerebbe cercare sempre di mantenere una marcia bassa (ancor più se l’auto è carica e pesante). Questo consente al conducente di non dover rallentare o scalare improvvisamente, facendo slittare le ruote e rendendo molto difficile il proseguimento della marcia.

Lo stesso vale per la discesa, qui bisogna fare attenzione anche a non usare in maniera impulsiva e nervosa i freni, anche se istintivamente spesso si fa. Questo può provocare una perdita di aderenza e il rischio di testa coda. Se necessario, è bene guidare con le catene da neve, altrimenti diventa impossibile (in base alle condizioni della strada) per esempio viaggiare su una strada in pendenza e ghiacciata.

Gli accessori giusti per la guida in montagna

La guida in montagna comporta spesso un utilizzo più frequente dell’impianto di riscaldamento dell’aria, per disappannare i vetri, e dell’illuminazione, quando si percorrono determinati tratti di strada completamente bui. Questi sono elementi che, insieme alle basse temperature atmosferiche, potrebbero far scaricare la batteria dell’auto più facilmente.

Prima della partenza quindi sarebbe bene ricaricarla o addirittura cambiarla se è vecchia o se ha già dato alcuni segnali di malfunzionamento. Attenzione: portate sempre con voi i cavi di emergenza, per collegare l’auto nel caso in cui sia in panne per batteria scarica.

Per guidare in montagna, soprattutto durante la stagione più fredda, è bene montare pneumatici invernali o gomme quattro stagioni, che devono comunque essere in ottimo stato, oppure avere le catene da neve a bordo.

Come guidare in montagna e affrontare le soste durante le ore notturne

L’auto, e in particolare il motore, sono sottoposti a condizioni di guida più dure quando ci si reca in montagna, soprattutto se fa molto freddo. Infatti sia il liquido refrigerante che il carburante e il liquido lavavetri potrebbero congelare. Come risolvere questa situazione:

  • nel serbatoio si può aggiungere un additivo anticongelante apposito per il carburante ghiacciato;
  • esiste un liquido lavavetri specifico per l’inverno;
  • per il refrigerante, se diluito con acqua e vecchio, nascono dei problemi durante eventuali soste notturne all’aperto.

Attenzione anche all’olio motore, chi va spesso in montagna con la sua auto usa degli oli di gradazione SAE più bassa, per chi invece va in montagna occasionalmente, il nostro consiglio è controllare il livello e farlo scaldare guidando in maniera tranquilla.

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Cosa sono e a che cosa servono le corsie di canalizzazione?

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Parliamo di strada e di come utilizzare delle particolari tipologie di corsie. In questo articolo poniamo il focus sulle corsie di canalizzazione o anche dette di preselezione, che possiamo trovare su molte delle nostre strade. Vediamo come bisogna comportarsi quando si incontrano durante il proprio tragitto, quali sono le regole da rispettare per evitare di prendere una multa o addirittura di essere di intralcio alla circolazione e provocare un incidente, più o meno grave.

Corsie di canalizzazione su strada: di che cosa si tratta

Innanzitutto le corsie di canalizzazione sono quelle che chiamiamo anche corsie di preselezione. Come suggerisce il nome stesso, sono quelle create con lo scopo specifico di poter incanalare i mezzi in transito in base alla direzione che gli stessi hanno intenzione di prendere.

Come si presenta la corsia di canalizzazione? Innanzitutto si trova di fianco alla strada che si percorre abitualmente, spesso viene segnalata con delle frecce che sono disegnate direttamente sull’asfalto, proprio per indicare quali sono le direzioni consentite ai veicoli in transito.

In particolare, le direzioni possono essere sia a freccia unica che a freccia combinata e quindi bidirezionale, e possono anche mostrare delle scritte sulla carreggiata, che stanno ad indicare la località che si può raggiungere appunto prendendo quella particolare via (segnalata dalla freccia).

Attenzione: nel primo tratto di queste corsie è sempre presente la riga tratteggiata che indica, come ben sappiamo, che il conducente al volante del suo veicolo ha la possibilità ovviamente di immettersi nella corsia di canalizzazione che sceglie. C’è un mito da sfatare che riguarda le corsie di destra, bisogna sapere infatti che non sono riservate ai mezzi lenti come tanti credono, è una ‘diceria’ popolare molto diffusa e ritenuta quindi veritiera, ma non è assolutamente così.

Corsie di canalizzazione: come devono essere usate

Per usare le corsie di canalizzazione senza infrangere il Codice della Strada e senza diventare un pericolo o un intralcio per la circolazione stradale, è meglio sapere quindi come bisogna immettersi in maniera corretta. Innanzitutto è semplice, lo sottolineiamo, ma ci sono alcune regole base da seguire.

Prima di tutto fate attenzione, se vi accorgete di aver sbagliato corsia ma la striscia è già diventata continua (fino ad un certo punto è tratteggiata), allora è obbligatorio proseguire nel senso che è indicato dalle frecce che fanno parte della segnaletica orizzontale, anche se non vi portano dove avete intenzione di andare. Non fate manovre azzardate, come retromarcia o altro, fino al punto in cui le linee sono tratteggiate, per cambiare corsia. Non cercate inoltre di cambiare direzione all’ultimo momento, potrebbe essere molto pericoloso per voi e per gli altri utenti che circolano sulla stessa strada.

C’è un’altra cosa importante da tenere presente, se l’autista percorre una corsia di canalizzazione senza frecce direzionali, allora vuol dire che può proseguire dritto, e usare solo la corsia di sinistra e di destra per la relativa svolta.

Corsie di canalizzazione: le multe per chi viola il Codice della Strada

Chi si accorge di aver sbagliato la corsia di canalizzazione e cerca di immettersi all’ultimo momento in quella corretta, quando però ormai la striscia è continua e non più tratteggiata, rischia una multa da 42 a 173 euro. Chi addirittura fa inversione di marcia nei pressi delle intersezioni, rischia da 87 a 345 euro di sanzione, che diventano da 167 a 666 euro per chi sorpassa.

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Multa e stato di necessità: che cosa bisogna sapere

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Lo stato di necessità è una condizione in cui si può trovare un soggetto, tale che lo stesso sia condizionato nel compimento di azioni che possono assumere delle condotte giuridicamente rilevanti dal punto di vista penale, amministrativo e civile. Può accadere infatti che determinate infrazioni al Codice delle Strada siano indotte da circostanze urgenti e contingenti, come motivi di salute o di lavoro, che possono addirittura giustificare il soggetto che ha violato una delle norme di legge.

Anche la situazione di pericolo è compresa nel concetto di stato di necessità, se una persona compie un atto chiaramente qualificabile come negativo dal punto di vista del rispetto della legge e quindi giuridico, ma in qualche modo originato per evitare un danno grave e imminente alla persona. Il pericolo chiaramente non deve derivare dalla condotta volontaria e colpevole del soggetto che agisce.

Quindi se, per esempio, una persona supera i limiti di velocità per andare urgentemente a casa dove è scattato l’allarme antifurto, non può essere giustificata dal cosiddetto stato di necessità (in questo caso, a parte che si parla di eventuali danni alle cose e non alle persone, la cosa fa fare è allertare le Forze dell’Ordine).

Nello stato di necessità è compresa anche l’urgenza dell’azione, il pericolo quindi deve essere attuale e imminente e non futuro o già scongiurato. Commettere un fatto che va contro la legge è giustificato solo ed esclusivamente se questo era l’unico modo per evitare il pericolo.

La condotta illecita può rientrare infine nello stato di necessità solo se il danno che si cerca di scongiurare è di grave entità (e deve essere comunque proporzionato al pericolo che si procura).

Multa per stato di necessità: come fare ricorso

Se quindi esistono i presupposti indicati, allora potrebbe essere possibile giustificare la condotta antigiuridica del soggetto, che può beneficiare dell’annullamento della sanzione amministrativa applicata per la violazione di norme del Codice della Strada.

Un esempio che possiamo fare è il passaggio col semaforo rosso, giustificato ad esempio da chi in quel preciso istante stava portando una donna incinta con le doglie in ospedale, o ancora il superamento del limite di velocità in autostrada, permesso solo per urgenza, come quella di dover raggiungere la piazzola di sosta più vicina per dare a un passeggero in crisi respiratoria i farmaci di emergenza.

Possono esserci infiniti altri casi simili in cui l’automobilista, nonostante il comportamento antigiuridico, potrebbe far riferimento appunto allo stato di necessità (art. 54 del codice penale). La norma esonera chi commette il fatto illecito per necessità di salvare sé o altri da un pericolo e dispone che, per chiedere lo stato di necessità, non dovevano esserci alternative per evitare il danno (oltre al fatto che il comportamento illecito e antigiuridico tenuto deve essere comunque proporzionato al pericolo, come già sottolineato).

Quali sono gli elementi che devono concorrere per ottenere l’annullamento della multa per stato di necessità:

  • il bisogno di salvare qualcuno da un danno;
  • il danno deve essere grave e diretto alla persona, non a beni materiali;
  • il pericolo deve essere attuale, deve essere verificata l’urgenza di agire;
  • la causazione del danno non deve essere volontaria.

Quindi, per quanto riguarda le norme del Codice della Strada, lo stato di necessità si può ottenere in prevalenza per cause determinate da motivi di emergenza sanitaria.

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