Tesla Model 3: modelli, prezzi, dotazioni e foto

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La Tesla Model 3 – nata nel 2019 – è una berlina elettrica statunitense a quattro porte disponibile a trazione posterioreintegrale. Una vettura molto amata diventata in questi tempi di coronavirus la “segmento D” più venduta in Italia: merito di una politica aziendale che da sempre privilegia l’acquisto online ai concessionari tradizionali.

In questa guida all’acquisto della Tesla Model 3 analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino del modello più accessibile della Casa americana: prezzi, motoriaccessori, prestazioni, pregidifetti e chi più ne ha più ne metta.

Le foto della Tesla Model 3

Tesla Model 3: le caratteristiche principali

La Tesla Model 3 è una berlina elettrica ecologica e sicura caratterizzata da un’autonomia eccellente.

Non molto azzeccata, invece, la scelta di concentrare tutti i comandi sul gigantesco display touchscreen da 15″.

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Tesla Model 3: gli allestimenti

Gli allestimenti della Tesla Model 3 sono tre: StandardLong RangePerformance.

Tesla Model 3 Standard

La dotazione di serie della Tesla Model 3 Standard comprende:

  • Trazione posteriore
  • Un motore elettrico da 287 CV
  • Tetto in vetro oscurato con protezione dai raggi UV e infrarossi
  • Specchietti laterali riscaldati e ripiegabili elettronicamente
  • Musica e contenuti multimediali tramite Bluetooth
  • Profili di guida personalizzati
  • Interni Partial Premium (sedili anteriori riscaldati regolabili elettricamente in 12 posizioni, materiale e finiture dei sedili premium, impianto audio con suono immersivo e console centrale con portaoggetti, 4 porte USB e base per 2 smartphone)
  • Vernice micalizzata
  • Cerchi Aero da 18″
  • Pilota automatico (consente alla vettura di sterzare, accelerare e frenare automaticamente in base alla presenza di altri veicoli e di pedoni nella corsia di marcia)
  • Frenata d’emergenza
  • Avviso anti-collisione
  • Rilevamento punto cieco

Tesla Model 3 Long Range

La Tesla Model 3 Long Range aggiunge alla dotazione della Standard:

  • Due motori elettrici (potenza complessiva di 351 CV)
  • Interni Premium (sedili anteriori regolabili elettricamente in 12 posizioni, sedili anteriori e posteriori riscaldati, impianto audio premium con 14 altoparlanti, 1 subwoofer, 2 amplificatori e suono immersivo, Premium Connectivity incluso per 1 anno con mappe satellitari con visualizzazione del traffico in tempo reale, contenuti multimediali e musica in streaming via Internet, aggiornamenti via Internet tramite cellulare più frequenti e Browser Internet, fendinebbia a LED, console centrale con portaoggetti, 4 porte USB e base per 2 smartphone e tappetini interni)

Tesla Model 3 Performance

La Tesla Model 3 Performance aggiunge alla dotazione della Long Range:

  • Due motori elettrici (potenza complessiva di 462 CV)
  • Cerchi Performance da 20″
  • Freni Performance
  • Spoiler in fibra di carbonio
  • Sospensioni ribassate
  • Pedali in lega di alluminio
  • Maggiore velocità massima (da 233 a 261 km/h)
  • Modalità Track

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Tesla Model 3: modelli e prezzi di listino

Di seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Tesla Model 3. La gamma motori della berlina elettrica californiana è composta da tre unità:

  • un motore elettrico da 287 CV
  • due motori elettrici da 351 CV
  • due motori elettrici da 462 CV

Tesla Model 3 Standard (49.500 euro)

La Tesla Model 3 Standard è la versione “base” della berlina elettrica “yankee” nonché l’unica variante a trazione posteriore. Grazie al motore elettrico (montato in posizione posteriore) da 287 CV è possibile raggiungere una velocità massima di 225 km/h e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 5,6 secondi. Il tutto con un’autonomia di 409 km (WLTP).

Tesla Model 3 Long Range (57.920 euro)

La Tesla Model 3 Long Range è la variante della “segmento D” americana a emissioni zero rivolta a chi vuole il massimo dell’autonomia (560 km WLTP): trazione integrale, due motori elettrici con una potenza complessiva di 351 CV. 233 km/h di velocità massima e 4,6 secondi sullo “0-100”.

Tesla Model 3 Performance (64.590 euro)

La Tesla Model 3 Performance è la versione più cattiva della berlina elettrica californiana: 261 km/h di velocità massima e solo 3,4 secondi per scattare da 0 a 100 chilometri orari. Una “bestia” ecologica a trazione integrale spinta da due motori elettrici in grado di generare una potenza totale di 462 CV. L’autonomia? 530 km nel ciclo WLTP.

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Tesla Model 3: gli optional

La dotazione di serie della Tesla Model 3 andrebbe a nostro avviso arricchita con due optional fondamentali: la guida autonoma al massimo potenziale (6.700 euro: funzione Navigazione con Autopilot, guida automatica nella gestione dello svincolo autostradale, inclusi incroci e sorpassi di auto più lente, cambio di corsia automatico durante la guida in autostrada, parcheggio parallelo e perpendicolare Autopark e parcheggio e recupero automatico del veicolo Summon) e la  vernice metallizzata (1.050 euro).

Tesla Model 3 usata

Le Tesla Model 3 usate esistono ma non sono molto convenienti visto che costano quasi come i modelli nuovi.

Tesla Model 3 interni

Gli interni della Tesla Model 3 sono essenziali e ipertecnologici: si può usare lo smartphone come chiave e il gigantesco touchscreen da 15″ racchiude tutti i comandi.

Tesla Model 3 autonomia

L’autonomia della Tesla Model 3 cambia a seconda delle versioni: la variante che percorre meno strada (409 km WLTP) è la Standardtrazione posteriore mentre la migliore è la Long Rangetrazione integrale con due motori (560 km WLTP). La Performance (trazione integraledue motori) è la più potente ma non quella che fa più chilometri con un “pieno” di energia (530 km WLTP).

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Pulizia e rinnovo del volante, tutti i consigli utili

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Tenere la propria auto sempre pulita e igienizzata è una buona norma, permette di avere un abitacolo salubre e di limitare la diffusione di virus e batteri. Il lavaggio degli interni della vettura è fondamentale per eliminare polvere, eventuali peli di animali e residui di cibo o macchie, nel caso in cui si mangia in macchina; una buona pulizia consente di neutralizzare anche i cattivi odori. Oltre ad avere la carrozzeria e gli elementi esterni dell’auto sempre lucidi e brillanti, anche gli interni vogliono la loro parte.

Entrare in una macchina pulita e profumata è meglio che doverlo fare in una piena di sporcizia, oltre che in disordine. Ricordate anche che l’abitacolo purtroppo è uno dei depositi preferiti per pollini e allergeni e quindi, anche per chi soffre di allergie stagionali, è fondamentale tenere sempre ben deterso e igienizzato l’ambiente. Uno degli elementi che a volte si trascura ma che dovrebbe essere sempre ben pulito e sanificato è il volante, vediamo come.

Pulizia del volante, cosa bisogna fare

Per tenere pulito il volante è importante che venga lavato costantemente. Per farlo però non bisogna utilizzare un detergente qualsiasi, ma una sostanza specifica e adatta, in modo che il volante rimanga poi protetto e non attragga ancora più polvere rispetto a prima. I “nemici” del volante sono davvero tanti e tenerlo ben igienizzato non è facile; bisogna prestare attenzione allo smog che entra nell’abitacolo, nelle grandi città è ovviamente inevitabile, anche la cattiva abitudine di fumare in auto va a sporcare il volante, le mani del conducente dovrebbero essere sempre ben pulite e igienizzate, chiaramente anche da questo dipende la detersione del volante.

Metodi di pulizia del volante a seconda del materiale

In base al materiale da cui è costituito il volante, esistono differenti metodi per la sua detersione, vediamoli:

  • volante in plastica o in pelle, in generale per ogni materiale si può usare un panno in microfibra ben pulito e umido. Passatelo sul volante prima di tutte le altre strutture interne, altrimenti rischiate di trasferire sporcizia, polvere e batteri dallo straccio al volante. Se non avete un panno da usare appositamente, allora ricordate di sciacquarlo bene in acqua pulita, di strizzarlo a dovere e poi passarlo appunto sul volante;
  • volante in plastica, questo materiale diventa appiccicoso quando è sporco, quindi passate un panno umido e lasciate asciugare. Per un’igienizzazione profonda altrimenti potete usare un detergente universale che si trova anche al supermercato. Sarebbe meglio utilizzare un prodotto che non contenga siliconi, in questo modo l’effetto antistatico sulle plastiche è garantito, il volante non attrae la polvere in fretta, anche se ovviamente col tempo continuerà a formarsi lo sporco;
  • volante in pelle, vi accorgete che è sporco quando perde la sua luminosità, anche in questo caso potete passare solo un panno in microfibra umido oppure scegliere un prodotto specifico per la pelle. Se il volante è di qualità scarsa oppure è datato, allora tenderà a sporcarsi in fretta ed è necessario usare una crema protettiva per la pelle e poi passare comunque alla fine un panno in microfibra. Non usate prodotti aggressivi o abrasivi, che possono formare macchie anche molto evidenti, soprattutto sulla pelle bianca o comunque di colore chiaro.

Tenere il volante ben pulito è molto importante anche per la salute del conducente, lo sporco infatti può passare dalle mani al naso o alla bocca o ancora agli occhi, durante il viaggio spesso ci si tocca il viso. Pulite e igienizzate il volante della vostra macchina frequentemente.

 

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Rc Auto, polizza cristalli: cos’è e come funziona

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La polizza cristalli all’interno dell’assicurazione auto prevede la copertura dei danni ai vetri, purtroppo in Italia sono circa due milioni all’anno le vetture colpite. Questa tipologia di contratto permette all’automobilista di riparare o sostituire il parabrezza danneggiato o completamente rotto senza pagare alcun costo aggiuntivo.

Polizza cristalli, di cosa si tratta

La garanzia cristalli è molto vantaggiosa per chi non ha la possibilità di tenere custodita l’auto in garage, ma si consiglia spesso anche a chi viaggia molto, infatti i vetri rotti o incrinati, quando ci si sposta di frequente per esempio per lavoro, sono eventi che purtroppo si verificano abbastanza frequentemente. Ogni compagnia assicurativa fa una proposta differente al proprio cliente, il consiglio è quello di confrontare differenti preventivi per scegliere quello che si presenta con il miglior rapporto tra il prezzo e la qualità del contratto, che soddisfi le proprie esigenze.

Nel momento in cui il titolare della polizza cristalli accerta il danno, deve contattare l’assicurazione per la denuncia del fatto, solitamente vengono richieste anche delle foto come prova; in questo modo l’assicurazione stessa può avviare l’iter per la riparazione o sostituzione dei vetri danneggiati. Una volta avviata la procedura, il risarcimento dovrebbe arrivare entro le scadenze indicate dalla polizza cristalli. Quest’ultima si stipula insieme al contratto Rc Auto, quindi deve essere richiesta all’agente che si occupa di redigere il contratto.

Polizza cristalli, quali danni copre

La polizza cristalli permette ad ogni automobilista che la stipula di essere rimborsato delle spese sostenute per la riparazione o la sostituzione di un vetro dell’auto rotto o danneggiato. Questo avviene sia per rottura involontaria, sia per danni causati da terzi o accidentali. È una garanzia accessoria, alcune compagnie offrono ai nuovi clienti la polizza cristalli gratuita e per quelli di vecchia data spesso viene scontata. I danni coperti abitualmente riguardano parabrezza anteriore, lunotto posteriore, vetri di sportelli e fiancate laterali.

Alcune assicurazioni coprono anche i danni al tettuccio panoramico e ai finestrini. Se il vetro non è completamente rotto, spesso si consiglia di ripararlo, ma solo nel caso in cui la dimensione del danno non è superiore ai 2,5 centimetri di diametro e la lesione consente comunque una corretta visuale al conducente. Per quanto riguarda invece il lunotto posteriore e i finestrini laterali, devono essere sostituiti in ogni caso. Gli specchietti retrovisori interni ed esterni non rientrano nella copertura assicurativa della polizza cristalli.

Ogni compagnia assicurativa può presentare condizioni differenti sulla stessa tipologia di polizza, per questo motivo si consiglia sempre di leggere con attenzione il contratto prima di sottoscriverlo e di concentrarsi sulle varie clausole proposte.

Di seguito riportiamo alcuni dei rimborsi che solitamente vengono esclusi dalla copertura della polizza cristalli:

  • rigature, screpolature e in generale i danni che i vetri possono provocare ad altre componenti della vettura;
  • il parabrezza che rompendosi danneggia l’interno dell’auto, non è previsto alcun risarcimento per la riparazione dell’abitacolo;
  • uscite di strada o ribaltamenti.

La polizza cristalli può essere annullata solo contestualmente all’annullamento dell’intero contratto Rc Auto. I costi possono cambiare a seconda della compagnia assicurativa e anche di eventuali sconti o offerte promozionali praticati. La riparazione di un parabrezza solitamente ha un costo che si aggira attorno ai 100 euro circa, per la sostituzione invece il prezzo dipende dal modello dell’auto, e quindi varia dai 100 euro fino ad arrivare anche a 1000 euro. È l’assicurazione a decidere i massimali; di solito le compagnie risarciscono, al netto della franchigia, i danni subiti dalle auto coinvolte in incidenti. La franchigia è una quota fissa o una percentuale del valore totale del danno, che resta a carico dell’assicurato. Se il danno, secondo la valutazione, ha un valore inferiore rispetto alla cifra stabilita per la franchigia, allora l’assicurazione non risarcisce, se invece è superiore alla franchigia, il cliente se ne fa carico e la compagnia prende l’incarico di risarcire il valore rimanente. Spesso le agenzie nel contratto indicano il nome di alcuni centri specializzati nella riparazione o sostituzione dei cristalli.

 

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Mitch Evans e James Calado, intervista ai piloti del team Jaguar Formula E

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Il campionato Formula E 2019/2020 si è fermato a causa del coronavirus ma i piloti impegnati nella sesta stagione della serie riservata alle monoposto elettriche continuano a gareggiare virtualmente in un torneo di esports chiamato Formula E Race at Home Challenge.

In questo periodo di stop al motorsport abbiamo avuto modo di intervistare – in una videochat insieme a giornalisti di altre testate – Mitch Evans e James Calado, i due portacolori del team Jaguar.

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Mitch Evans: il protagonista del team Jaguar in Formula E

Mitch Evans – nato il 24 giugno 1994 a Auckland (Nuova Zelanda) corre in Formula E con la Jaguar da quattro stagioni e fino a questo momento è stato l’unico a portare podi (4) e vittorie (2: Roma 2018/2019 e Città del Messico 2019/2020) alla scuderia britannica.

Il pilota oceanico si è fatto conoscere a livello locale vincendo prima con i kart e poi con le monoposto e nel 2012 si è aggiudicato la serie GP3. Attualmente occupa la seconda posizione nel campionato Formula E 2019/2020.

Dove e come stai passando questi giorni di quarantena?

A casa a Monte Carlo. Guardo Netflix, ho comprato una macchina per il caffè espresso e cerco di imparare il francese per comunicare meglio qui. Ho sempre voluto farlo ma prima non avevo il tempo.

Cosa ti manca di più delle corse?

Mi mancano molte cose: guidare, viaggiare con il team in luoghi incredibili, correre per Jaguar, vivere l’ambiente della squadra, competere contro alcuni dei migliori piloti del mondo. Non posso scegliere una cosa in particolare ma se dovessi farlo direi il correre.

Come vedi il futuro del motorsport?

Quando torneremo in pista sarà probabilmente a porte chiuse ma non so quanto potrà durare questa situazione. Spero che le varie categorie riusciranno a sopravvivere a questo momento.

Hai regalato alla Jaguar podi e vittorie e sei in lotta per il titolo. Cosa hai ricevuto in cambio in questi quattro anni?

Un’opportunità per andare avanti in un momento difficile. Sarò sempre riconoscente per questo.

Le auto elettriche sono presenti anche nella tua vita privata? Jaguar ti ha dato una I-Pace?

No. Ora ho una Land Rover Range Rover ibrida. Vorrei una I-Pace ma sfortunatamente non ho una presa elettrica a disposizione nella mia casa a Monte Carlo.

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James Calado: il re dell’endurance al debutto in Formula E

James Calado – nato il 13 giugno 1989 a Cropthorne (Regno Unito) – ha debuttato in Formula E meno di sei mesi fa dopo anni passati nell’endurance.

Un talento dei kart (campione europeo ICA 2005 davanti al francese Jean-Éric Vergne) in grado di farsi valere con le monoposto (vicecampione britannico F3 nel 2010 dietro a Vergne, vicecampione GP3 dietro al finlandese Valtteri Bottas) e con le auto a ruote coperte (campione del mondo WEC LMGTE Pro nel 2017 al volante della Ferrari 488). Debuttante in Formula E, si trova al momento al 16° posto della classifica Piloti 2019/2020.

Dove e come stai passando questi giorni di quarantena?

Sto trascorrendo il periodo di isolamento a Cardiff e sto approfittando di questi giorni in casa per lavorare sulle mie moto e per tenermi in forma. Non amo molto leggere, so che dovrei ma preferisco fare altro.

Quali sono le differenze principali tra il mondo dell’endurance e quello della Formula E?

In Formula E c’è tanta tecnologia da imparare: non si tratta solo di salire in macchina e guidare, bisogna tener conto dell’efficienza.

Come vedi il futuro del motorsport?

La Formula E è elettrica e questo è il futuro: molte tecnologie si stanno convertendo all’elettrico, non solo l’automobile. Non dico che supererà la F1, questo non lo so, perché la Formula 1 resta una delle massime espressioni del motorsport.

Cosa hai trovato nel team Jaguar?

Un gruppo fantastico di ragazzi intelligenti determinato a vincere. Un bel momento per la mia carriera, considerato che sono un pilota britannico appassionato di Jaguar che ha firmato un contratto per una Casa britannica.

Hai una Jaguar come auto aziendale?

Sì: una F-Type.

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Jaguar e il motorsport: la storia

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Il marchio Jaguar è famoso per i suoi modelli di serie eleganti e sportivi ma può vantare anche una lunga tradizione nel motorsport. Il brand inglese è stato capace di trionfare in gare prestigiose come il Rally di Monte Carlo e la 24 Ore di Le Mans (nessun brand britannico ha vinto più volte sul circuito della Sarthe) e oggi recita un ruolo da protagonista nel campionato di Formula E dedicato alle monoposto elettriche.

Di seguito troverete la storia sportiva della Jaguar, una Casa dal passato leggendario che sta guardando verso il futuro.

Winning Jaguar

Credits: Ronald Startup/Picture Post/Hulton Archive/Getty Images

Mike Hawthorn, 24 Hours Of Le Mans

Credits: Bernard Cahier/Getty Images

Jaguar Wins 1957 24 Hours Of Le Mans

Credits: ISC Images & Archives via Getty Images

Eddie Irvine of the Jaguar Formula One Racing Team

Credits: Bryn Lennon/Getty Images

ABB FIA Formula E Championship 2019 – Rome E-Prix

Credits: Emmanuele Ciancaglini/NurPhoto via Getty Images

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Jaguar e il motorsport: la storia

La Jaguar vede la luce nel 1922 ma bisogna aspettare il 1937 per vedere la prima vittoria importante (con il pilota britannico Jack Harrop primo al Rally RAC): all’epoca l’azienda si chiama ancora SS (Swallow Sidecar) e Jaguar è solo il nome del modello vincente (Jaguar 100, per l’esattezza), capace di trionfare anche l’anno successivo nella stessa corsa con il medesimo driver.

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Credits: Ronald Startup/Picture Post/Hulton Archive/Getty Images

Cinque Le Mans in sette anni (e non solo)

Al termine della Seconda Guerra Mondiale la SS cambia ufficialmente nome (troppo simile a quello usato dall’unità paramilitare nazista) in Jaguar e negli anni ‘50 domina nel motorsport grazie a vetture velocissime ricche di tecnologia.

In sette anni il marchio inglese conquista ben cinque 24 Ore di Le Mans con equipaggi interamente britannici: la C-Type vince nel 1951 (anno in cui l’inglese Ian Appleyard conquista il RAC Rally con una XK120) con Peter Walker e Peter Whitehead e si ripete due anni più tardi (sempre in concomitanza con un altro trionfo di Appleyard al RAC) – impreziosita dagli innovativi freni a disco, al debutto assoluto nelle corse – con Tony Rolt e Duncan Hamilton.

La leggendaria Jaguar D-Type (prima auto da corsa di sempre con struttura monoscocca) porta a casa altre tre edizioni consecutive – dal 1955 al 1957 – della gara transalpina: la prima con Mike Hawthorn e Ivor Bueb, la seconda nel 1956 – anno in cui una Mark VII guidata dal britannico Ronnie Adams sale sul gradino più alto del podio del Rally di Monte Carlo – con Ron Flockhart e Ninian Sanderson e la terza con Flockhart e Bueb (l’ultimo successo “all british” sulla Sarthe con auto e piloti provenienti dal Regno Unito).

Anni bui

Risale al 1963 il primo trionfo importante di un pilota straniero al volante di una Jaguar (il tedesco Peter Nöcker primo campione europeo turismo di sempre con la Mark II).

Tre anni più tardi la Casa britannica viene fusa con la BMC per creare la British Motor Holding mentre nel 1968 nasce la British Leyland dalla fusione tra la British Motor Holding e la Leyland. Un colosso con i piedi d’argilla che viene nazionalizzato nel 1975.

Il rilancio

Nel 1984 la Jaguar viene scorporata da British Leyland, privatizzata e quotata in Borsa. Nello stesso anno lo scozzese Tom Walkinshaw si aggiudica il titolo europeo turismo con la XJS e conquista la 24 Ore di Spa insieme al connazionale Win Percy e al tedesco Hans Heyer.

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Ritorno nell’endurance

Il 1987 è l’anno in cui Jaguar torna a vincere nell’endurance: il brand britannico conquista il primo Mondiale Sportprototipi della sua storia grazie alla XJR-8 e porta a casa anche il titolo Piloti grazie al brasiliano Raul Boesel.

L’anno seguente è ancora più ricco di soddisfazioni: titolo a squadre con la XJR-9 e Piloti con il britannico Martin Brundle e trionfo alla 24 Ore di Le Mans con un equipaggio composto dai britannici Johnny Dumfries e Andy Wallace e dall’olandese Jan Lammers.

Nel 1989 Jaguar viene acquistata dalla Ford e l’anno successivo conquista il settimo e ultimo trionfo (record tra le Case automobilistiche britanniche) sul circuito della Sarthe con una XJR-12 guidata da Brundle, dallo statunitense Price Cobb e dal danese John Nielsen.

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Credits: Emmanuele Ciancaglini/NurPhoto via Getty Images

F1 e Formula E

Il marchio inglese entra in F1 nel 2000 e ci resta fino al 2004: tanti soldi spesi e pochi risultati ottenuti (solo due podi con il nordirlandese Eddie Irvine).

Nel 2008 la Jaguar viene acquistata dagli indiani della Tata e otto anni più tardi torna nel motorsport nella serie Formula E dedicata alle monoposto elettriche. Grazie al neozelandese Mitch Evans ottiene il primo podio (Hong Kong gara 2 2017/2018), la prima vittoria (Roma 2018/2019) e un altro successo (Città del Messico 2019/2020).

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Bollo auto arretrato, come verificarlo e mettersi in regola

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Il bollo è una delle tasse automobilistiche tra le più odiate dai cittadini italiani, che deve essere pagata alla Regione in cui si risiede per il possesso della propria vettura. Da anni si pensa all’abolizione del pagamento di questo tributo, ma al momento ancora non c’è nulla di fatto, se non per alcune categorie di veicoli che sono esenti dal pagamento. Il bollo auto deve essere pagato alle scadenze previste dalla Legge, anche se a volte gli automobilisti se lo dimenticano o continuano a rimandare il momento del pagamento. Vediamo come si può verificare se delle tasse sono rimaste arretrate e cosa è necessario fare.

Pagamenti arretrati del bollo auto, le sanzioni

È fondamentale controllare di aver sempre pagato il bollo, sapere se si è in regola con il pagamento della tassa di possesso dell’auto è una sicurezza che consente di evitare di ricevere poi delle cartelle esattoriali anche molto costose e di dover poi seguire un lungo iter burocratico per rimettersi in pari e risolvere queste questioni mai piacevoli. Pagare il bollo auto in tempo, prima di ricevere l’avviso di accertamento, inoltre, consente di risparmiare, usufruendo dello sconto sulle sanzioni. In particolare, entro il primo anno si paga poco più rispetto al totale effettivo della tassa, poi invece scatta la mora del 30%.

Le sanzioni previste per il mancato pagamento del bollo auto sono le seguenti:

  • 1,5% dell’importo originario, se il saldo viene effettuato dal 15° al 30° giorno dalla scadenza;
  • 1,67%, se viene effettuato dal 31° al 90° giorno;
  • 3,75%, dal 91° giorno ad 1 anno;
  • oltre 1 anno dalla scadenza la somma da pagare corrisponderà invece all’importo della tassa + il 30% + gli interessi moratori.

Pagamenti arretrati del bollo auto, come si verifica

Per controllare che siano stati effettuati tutti i versamenti inerenti al bollo auto esiste un servizio ufficiale, in modo che si possa verificare che i vari pagamenti da parte degli intermediari scelti come le agenzie di pratiche auto, le tabaccherie, le Poste e le sedi ACI siano andati a buon fine. Tutti i dati infatti vengono trasmessi in maniera continua e costante all’Agenzia delle Entrate e restano quindi tracciati.

Per fare il controllo suddetto in maniera molto rapida e semplice, basta registrarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate, se si risiede in una delle Regioni in cui è l’ente stesso a gestire la tassa sul possesso auto, quindi in Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Marche. Se invece la propria Regione di residenza non rientra tra queste, la soluzione è differente; potete scegliere di rivolgervi:

  • agli uffici ACI;
  • al sito internet dell’ACI;
  • ad una delle agenzie di pratiche automobilistiche che si sono sul territorio nazionale.

Una volta deciso l’ufficio a cui chiedere la verifica del pagamento, è necessario fornire i dati richiesti, a volte basta anche solo semplicemente la targa dell’auto. Se invece decidete di fare il controllo online, allora è necessario procedere entrando nella sezione del Bollo Auto del sito ACI e cliccare su “Calcola Bollo”, seguendo poi le istruzioni date. Nel caso in cui il bollo auto dovesse risultare non pagato già da 3 anni, è molto probabile che l’auto sia stata radiata dal PRA.

I nuovi avvisi di accertamento per il pagamento del bollo auto degli anni precedenti danno più potere alle Regioni, sono loro a poter inviare gli avvisi di accertamenti immediatamente esecutivi; insieme alla raccomandata della Regione può arrivare anche il pignoramento o il fermo amministrativo dell’auto. Considerate che è comunque preceduto da un avviso di 30 giorni che dà la possibilità di richiedere una rateizzazione, pagare per intero o pretendere la sospensione.

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Cambio gomme invernali ai tempi del coronavirus: c’è tempo fino al 15 giugno 2020

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Nel 2020 sarà possibile rimanere con gli pneumatici invernali montati fino al 15 giugno: in seguito all’emergenza coronavirus il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha prorogato di un mese i termini del cambio gomme invernali.

Una decisione giusta in un periodo molto particolare presa in seguito alla segnalazione da parte delle associazioni di categoria dell’impossibilità di rispettare per l’anno in corso il termine del 15 maggio.

L’obbligo di cambiare le gomme invernali normalmente entra in vigore il 15 aprile e c’è tempo fino al 15 maggio per mettersi in regola. Nelle scorse settimane, però, il lockdown ha impedito il regolare svolgimento di queste procedure.

Dal 4 maggio, con l’avvento della Fase 2, tutti potranno recarsi – senza uscire dalla propria Regione – presso un’officina o un gommista per montare le gomme estive.

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F1 2020, gli sponsor

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Gli sponsor sono fondamentali in F1: le aziende che investono nel Circus portano alle scuderie i soldi necessari per andare avanti e grazie agli adesivi dei loro marchi regalano un look personale alle monoposto.

Il contributo economico degli sponsor è ancora più decisivo in questo Mondiale F1 2020 bersagliato dal coronavirus e – per il momento – privo di GP.

Di seguito troverete gli sponsor più importanti per ognuno dei dieci team del campionato del mondo 2020 di Formula 1 con una breve spiegazione relativa a cosa producono le aziende (spesso sconosciute al grande pubblico) che investono nella classe regina del motorsport.

Valtteri Bottas driving the (77) Mercedes AMG Petronas F1

Credits: Marco Canoniero/LightRocket via Getty Images

Charles Leclerc of Monaco driving the (16) Scuderia Ferrari

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Max Verstappen of the Netherlands driving the (33) Aston

Credits: Marco Canoniero/LightRocket via Getty Images

F1 Pre Season Testing 2020 In Barcelona

Credits: Xavier Bonilla/NurPhoto via Getty Images

F1 Pre Season Testing 2020 In Barcelona

Credits: Photo by Xavier Bonilla/NurPhoto via Getty Images

F1 Pre Season Testing 2020 In Barcelona

Credits: Xavier Bonilla/NurPhoto via Getty Images

Romain Grosjean of France driving the (8) Haas F1 Team VF-20

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Nicholas Latifi of Rokit Williams Racing on track during day

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Daniil Kvyat driving the (26) Scuderia AlphaTauri AT01

Credits: Marco Canoniero/LightRocket via Getty Images

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Mercedes (Germania)

  • Bose – Azienda statunitense specializzata in apparecchi audio
  • Epson – Compagnia elettronica giapponese
  • Hewlett Packard Enterprise – Azienda informatica statunitense
  • Ineos – Azienda chimica britannica
  • IWC – Azienda svizzera specializzata in orologi
  • Marriott Bonvoy – Programma fedeltà della catena statunitense di hotel Marriott
  • Monster Energy – Energy drink statunitense
  • Petronas – Compagnia petrolifera malese
  • Tommy Hilfiger – Casa di moda statunitense
  • UBS – Banca svizzera

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Ferrari (Italia)

  • Hublot – Azienda svizzera specializzata in orologi
  • Kaspersky – Società russa specializzata in sicurezza informatica
  • Mahle – Compagnia tedesca specializzata in componentistica automotive
  • Mission Winnow – Iniziativa della Philip Morris finalizzata a mostrare al mondo gli sviluppi del colosso del tabacco statunitense
  • OMR – Azienda lombarda specializzata in componentistica automotive
  • Pirelli – Azienda lombarda specializzata in pneumatici
  • Ray-Ban – Compagnia statunitense specializzata in occhiali
  • Shell – Compagnia petrolifera anglo-olandese
  • UPS – Azienda statunitense specializzata in spedizioni internazionali
  • Weichai – Compagnia statale cinese specializzata nella produzione di motori a gasolio

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Red Bull (Austria)

  • Aston Martin – Casa automobilistica britannica
  • Citrix – Azienda informatica statunitense
  • Esso – Compagnia petrolifera statunitense
  • Honda – Casa automobilistica e motociclistica giapponese
  • Iris – Azienda britannica specializzata in prodotti audio
  • Mobil 1 – Marchio di lubrificanti di proprietà del colosso petrolifero statunitense ExxonMobil
  • PayVoo – Società finanziaria lituana
  • Puma – Azienda tedesca di articoli sportivi
  • Rauch – Compagnia austriaca specializzata in bevande
  • TAG Heuer – Azienda svizzera specializzata in orologi

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McLaren (Regno Unito)

  • A Better Tomorrow – Iniziativa della BAT (British American Tobacco) finalizzata a mostrare al mondo gli sviluppi del colosso britannico del tabacco
  • Arrow – Compagnia elettronica statunitense
  • Automation Anywhere – Società informatica statunitense
  • Darktrace – Società britannica specializzata in sicurezza informatica
  • Dell Technologies – Compagnia informatica statunitense
  • Estrella Galicia 0,0 – Birra analcolica spagnola
  • Hilton – Catena alberghiera statunitense
  • Huski Chocolate – Azienda dolciaria svedese
  • Richard Mille – Azienda svizzera specializzata in orologi
  • Splunk – Società informatica statunitense

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Renault (Francia)

  • Bell & Ross – Azienda francese specializzata in orologi
  • BP – Azienda petrolifera britannica
  • Castrol – Azienda britannica specializzata in lubrificanti
  • DP World – Società logistica emiratina
  • DuPont – Azienda chimica statunitense
  • Eurodatacar – Azienda francese specializzata nell’identificazione auto come deterrente al furto
  • Infiniti – Casa automobilistica giapponese
  • Mapfre – Compagnia di assicurazioni spagnola
  • Microsoft – Azienda informatica statunitense
  • RCI Bank and Services – Società finanziaria francese

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Racing Point (Regno Unito)

  • Acronis – Società informatica svizzera
  • Aqua Mondo – Prodotto dell’azienda austriaca BWT specializzata nei sistemi di trattamento dell’acqua
  • Bombardier – Società canadese specializzata nei settori aerospaziale e ferroviario
  • BWT – Società austriaca specializzata nei sistemi di trattamento dell’acqua
  • Canada Life – Compagnia di assicurazioni canadese
  • Claro – Compagnia telefonica brasiliana
  • Infinitum – Servizio di Internet a banda larga in Messico
  • JCB – Società britannica specializzata in macchine edili e agricole
  • Pirelli – Azienda lombarda specializzata in pneumatici
  • Telcel – Azienda messicana di telecomunicazioni

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Alfa Romeo (Svizzera)

  • Additive Industries – Società olandese specializzata in macchine utensili
  • Adler Pelzer Group – Azienda tedesca specializzata in componentistica automotive
  • Built for Athletes – Società britannica specializzata in zaini
  • Carrera – Marchio austriaco di occhiali da sole di proprietà del gruppo veneto Safilo
  • GlobeAir – Azienda austriaca specializzata nel noleggio di jet privati
  • Huski Chocolate – Azienda dolciaria svedese
  • Ivy Oxford – Marchio lombardo di abbigliamento
  • Orlen – Compagnia petrolifera statale polacca
  • Richard Mille – Azienda svizzera specializzata in orologi
  • Singha – Birra thailandese

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Haas (USA)

  • Alpinestars – Società veneta specializzata in abbigliamento tecnico per piloti di auto e moto
  • Blue DEF – Marchio di AdBlue di proprietà dell’azienda chimica statunitense Peak
  • Jack & Jones – Marchio di abbigliamento danese
  • Nominet Cyber – Società britannica specializzata in sicurezza informatica
  • Peak – Azienda chimica statunitense
  • Pirelli – Azienda lombarda specializzata in pneumatici
  • Richard Mille – Azienda svizzera specializzata in orologi
  • stichd – società olandese produttrice di intimo, calze e swimwear di proprietà dell’azienda tedesca Puma

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Williams (Regno Unito)

  • ABK – Birra tedesca di proprietà del gruppo statunitense ROKiT
  • Acronis – Società informatica svizzera
  • Bandero – Tequila messicana di proprietà del gruppo statunitense ROKiT
  • Bogart’s – Marchio di alcolici creato dal gruppo statunitense ROKiT
  • Financial Times – Quotidiano finanziario britannico
  • Lavazza – Azienda piemontese produttrice di caffè
  • NetJets – Consociata del gruppo statunitense Berkshire Hathaway specializzata in jet privati a proprietà frazionata
  • RBC – Royal Bank of Canada, società finanziaria canadese
  • ROKiT – Azienda statunitense specializzata in telecomunicazioni
  • Sofina – Azienda alimentare canadese

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AlphaTauri (Italia)

  • Casio Edifice – Marchio di orologi dell’azienda giapponese Casio
  • Honda – Casa automobilistica e motociclistica giapponese
  • Moose – Sidro thailandese
  • MyWorld – Azienda austriaca specializzata in multi-level marketing
  • Piloti – Azienda di scarpe statunitense
  • Pirelli – Azienda lombarda specializzata in pneumatici
  • Randstad – Agenzia per il lavoro olandese
  • RDS – Società giapponese specializzata in tecnologia e design
  • Riedel – Azienda tedesca specializzata in sistemi di comunicazione per video e audio network real-time

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Assicurazione neopatentati: tutto quello che bisogna sapere

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Una delle domande più frequenti per i neopatentati è se il premio dell’assicurazione dell’auto è più costoso. La realtà non è questa, la polizza non ha prezzi più elevati, ma bisogna capire bene quali coperture scegliere e quale tipologia di assicurazione stipulare. Quindi vediamo dettagli e caratteristiche della Rc Auto per i neopatentati, i costi del premio e quali sono i migliori consigli per un’ottima copertura, senza spendere una cifra eccessiva.

Rc Auto per neopatentati: quando aumenta il premio

L’aumento del costo dell’assicurazione per neopatentati è vero solo in parte, alcune compagnie infatti applicano costi differenti per la polizza auto in rapporto all’età dell’assicurato e non in base al periodo di conseguimento della patente. La soglia in cui è possibile ottenere un premio dell’Rc Auto conveniente va dai 26 ai 28 anni in linea generale, anche se si tratta di soggetti neopatentati, visto che la maggior parte delle compagnie valuta come soggetti maggiormente a rischio quelli più giovani, dai 18 ai 26-28 anni.

È necessario scegliere la compagnia a cui appoggiarsi e capire prima se è possibile ereditare la classe di merito del proprio genitore o altro convivente facente parte dello stesso nucleo familiare, la soluzione migliore per risparmiare è chiedere differenti preventivi e scegliere poi quello che si adatta alle proprie esigenze.

Assicurazione neopatentati, cosa comunicare alla compagnia

Se un genitore vuole far usare il proprio veicolo al figlio neopatentato, allora la cosa deve essere segnalata presso l’agenzia assicuratrice, che deve sapere che vi sarà un nuovo utilizzatore della medesima vettura assicurata, ma solo nel caso la polizza sottoscritta copre i danni di un solo soggetto guidatore. Se il genitore pensa che il figlio userà il veicolo poche volte, è possibile non comunicare nulla alla compagnia assicurativa, senza dover quindi sottoscrivere una nuova copertura sinistri.

Nel caso in cui il soggetto neopatentato non sia inserito nella lista dei possibili guidatori dell’auto e provoca un sinistro, lo stesso non viene risarcito dall’assicurazione. Per questo è fondamentale che il soggetto neopatentato sappia i rischi e i danni a cui può andare incontro con comportamenti errati e non in sicurezza.

Se un soggetto neopatentato ha un’auto di sua proprietà ha la necessità di sottoscrivere un’assicurazione per la guida del veicolo, che lui stesso può richiedere alla compagnia che ritiene maggiormente conveniente. Come spiegato nella prima domanda, le compagnie assicurative calcolano il premio della polizza auto in base all’età anagrafica, considerando un maggiore livello di rischio fino ai 28 anni, per cui se si ha un’età inferiore è necessario valutare le clausole per ottenere un premio conveniente.

Con il Decreto Bersani era possibile per i neopatentati ereditare la classe di merito di un genitore, che di solito possiede la prima classe, per cui si aveva la possibilità di beneficiare di un costo del premio inferiore alla classe 14esima; oggi la stessa cosa è possibile anche tra veicoli di tipologia differente (auto-moto) grazie alla Rc Auto familiare.

La maggior parte delle compagnie assicurative offrono un premio differente non solo per i soggetti neopatentati, ma per tutti coloro che richiedono di assicurare un’auto per la prima volta o che si trovano, come abbiamo già detto, in una classe di età inferiore ai 26-28 anni. La tipologia di assicurazione è la stessa che viene stipulata con un soggetto con patente da diversi anni, ma con costi del premio che variano in base all’età anagrafica.

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Audi A3 Sportback MHEV: foto, dati, prezzi e rivali della compatta mild hybrid tedesca

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L’Audi A3 Sportback MHEV è la variante mild hybrid benzina 48V della quarta generazione della compatta di Ingolstadt. Di seguito troverete le foto, i dati, i prezzi e le rivali della “segmento C” ibrida leggera tedesca.

Audi A3 Sportback MHEV: il motore

Il motore dell’Audi A3 Sportback MHEV è un 1.5 turbo TFSI mild hybrid 48V benzina da 150 CV abbinato a un cambio automatico a doppia frizione S tronic a 7 rapporti.

Un propulsore dotato del sistema COD (cylinder on demand) che disattiva due cilindri ai carichi medi e bassi impreziosito da una rete di bordo a 48 Volt composta da un alternatore-starter azionato a cinghia (RSG) che integra in un unico modulo la connessione all’unità termica e il motore elettrico (chiamato a operatore da alternatore nelle fasi di rilascio e frenata). L’RSG garantisce un boost elettrico quantificabile in 50 Nm e 12 CV nelle fasi di partenza e ripresa.

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Audi A3 Sportback MHEV: efficienza e consumi

L’Audi A3 Sportback MHEV può avanzare per inerzia “in folle” o di veleggiare a motore spento quando il conducente rilascia il pedale dell’acceleratore a velocità comprese tra 40 e 160 km/h e ha una modalità start/stop attiva già a partire da 22 km/h.

Soluzioni che hanno permesso di ridurre i consumi fino a 0,4 litri ogni 100 km nel ciclo reale rispetto alla variante a benzina “normale”.

La frenata rigenerativa è legata all’azione dell’alternatore-starter e può recuperare fino a 12 kW di potenza: l’energia recuperata viene immagazzinata in una specifica batteria agli ioni di litio.

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Audi A3 Sportback MHEV: gli allestimenti

Gli allestimenti dell’Audi A3 Sportback MHEV sono quattro: “base”, Business, Business Advanced e S line edition.

Audi A3 Sportback MHEV

La dotazione di serie dell’Audi A3 Sportback MHEV comprende:

Cerchi/pneumatici

  • Cerchi in lega d’alluminio a 5 razze doppie 7 J x 16 con pneumatici 205/55 R 16

Luce

  • Protettori anteriori in tecnologia LED
  • Sensore luci/pioggia
  • Gruppi ottici posteriori alogeni

Specchietti

  • Specchietto interno schermabile automaticamente, senza cornice
  • Specchietti di cortesia illuminati
  • Specchietti retrovisori esterni in tinta con la carozzeria, regolabili, riscaldabili, ripiegabili elettricamente e con funzione automatica di antiabbagliamento

Sistemi di chiusura

  • Telecomando per apertura/chiusura porte senza Safelock
  • Sicura per bambini ad azionamento elettrico

Sistemi per il tetto e cristalli

  • Parabrezza in vetro atermico

Ulteriori equipaggiamenti esterni

  • Spoiler posteriore verniciato nello stesso colore della carrozzeria

Sedili

  • Sedili rivestiti in tessuto Index
  • Poggiabraccia centrale anteriore
  • Schienale del sedile posteriore ribaltabile
  • Sedili anteriori normali
  • 3 poggiatesta posteriori regolabili manualmente

Inserti decorativi

  • Inserti alla plancia e al cruscotto in vernice effetto seta grigio platino

Cielo dell’abitacolo

  • Cielo vettura in tessuto grigio acciaio

Volante ed elementi di comando

  • Sterzo elettromeccanico
  • Volante multifunzione plus in pelle a 3 razze

Climatizzazione

  • Climatizzatore manuale

Ulteriori equipaggiamenti interni

  • Tappetini anteriori e posteriori in velluto

Infotainment

  • MMI radio plus
  • Ricezione radio digitale (DAB)
  • 2 prese USB-C posteriori
  • Interfaccia Bluetooth
  • Cruscotto digitale da 10,25″
  • Chiamata di emergenza e assistenza Audi connect con Audi connect Remote & Control

Sistemi di assistenza

  • Supporto alle manovre di schivamento
  • Freno di stazionamento elettromeccanico
  • Cruise control
  • Audi pre sense front
  • Lane departure warning

Tecnica e sicurezza

  • Assetto standard
  • Start&stop system per il recupero di energia
  • Kit riparazione pneumatici
  • Keyless Go
  • Immobilizer
  • Airbag anteriori laterali, integrati nello schienale, e per la testa, che proteggono i passeggeri anteriori e dei posti posteriori in caso di collisioni laterali
  • Disattivazione airbag passeggero anteriore
  • Attacchi Isofix con Top Tether per i sedili esterni della panca posteriore
  • Indicatore perdita pressione pneumatici
  • Attrezzi di bordo
  • Kit primo soccorso e triangolo di emergenza, con due giubbottini d’emergenza

Audi A3 Sportback MHEV Business

L’Audi A3 Sportback MHEV Business costa 2.500 euro più della “base” e aggiunge:

Climatizzazione

  • Climatizzatore automatico bizona

Infotainment

  • Audi smartphone interface
  • Audi virtual cockpit da 10,25″
  • Sistema di navigazione MMI plus con MMI touch

Sistemi di assistenza

  • Sistema di ausilio al parcheggio posteriore
  • Adaptive speed assist (ACC)

Audi A3 Sportback MHEV Business Advanced

L’Audi A3 Sportback MHEV Business Advanced costa 1.300 euro più della Business e aggiunge:

Cerchi/pneumatici

  • Cerchi in lega d’alluminio a 5 razze in design dinamico 8 J x 18 con pneumatici 225/40 R 18

Ulteriori equipaggiamenti esterni

  • Pacchetto esterno lucido

Inserti decorativi

  • Battitacchi anteriori con inserto in alluminio non illuminato

Sistemi di assistenza

  • Sistema di ausilio al parcheggio plus con assistente al parcheggio

Audi A3 Sportback MHEV S line edition

L’Audi A3 Sportback MHEV S line edition costa 1.900 euro più della Business Advanced e aggiunge:

Cerchi/pneumatici

  • Cerchi in lega d’alluminio a 5 razze a Y, grigio grafite, torniti lucidi 8 J x 18 con pneumatici 225/40 R 18

Ulteriori equipaggiamenti esterni

  • Spoiler S line verniciato nello stesso colore della carrozzeria

Inserti decorativi

  • Battitacchi anteriori con inserto in alluminio con logo S line illuminato

Tecnica e sicurezza

  • Audi drive select per assetto di serie
  • Assetto sportivo

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Audi A3 Sportback MHEV: i prezzi e le rivali

Audi A3 Sportback 35 TFSI S tronic 32.300 euro
Volkswagen Golf 1.5 eTSI Style 32.650 euro

Audi A3 Sportback 35 TFSI S tronic Business 34.800 euro
Volkswagen Golf 1.5 eTSI Style 32.650 euro

Audi A3 Sportback 35 TFSI S tronic Business Advanced 36.100 euro

Audi A3 Sportback 35 TFSI S tronic S line edition 38.000 euro

L’articolo Audi A3 Sportback MHEV: foto, dati, prezzi e rivali della compatta mild hybrid tedesca proviene da Icon Wheels.

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